Archive for category: editoriali

Gianluca Busato: “dopo le elezioni ci sarà l’evoluzione di Veneto Stato”

Sono giorni concitati questi di campagna elettorale. Da una parte la morte politica della lega, distrutta dallo scandalo sull’uso vergognoso dei finanziamenti pubblici ai partiti che ha costretto alle dimissioni il vecchio leader di Gemonio, dall’altra la grande vittoria politica di Lodovico Pizzati, che ha dimostrato la propria leadership politica, vincendo la sfida di Verona grazie al responso della commissione elettorale che ha riconosciuto l’utilizzo del simbolo elettorale all’economista e dato il via alla campagna elettorale del candidato sindaco Giuliomaria Turco.

Ora si registra la presa di posizione del candidato sindaco di Silea di Veneto Stato, Gianluca Busato, che ha lanciato una nuova sfida: “questa campagna elettorale ci permetterà di far decollare il nostro progetto legale e democratico per l’indipendenza del Veneto. Subito dopo le elezioni dovremo inoltre assumerci le responsabilità e rendere ancora più forte Veneto Stato. Ci sarà un’evoluzione politica. La ricetta è sempre la stessa, tanta formazione e una struttura a rete che possa garantire alla nuova classe dirigente di avere un’organizzazione che la supporti nel percorso che ci accompagnerà verso l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto”.

“Dobbiamo saper crescere” – continua Busato – “e permettere al Popolo Veneto di cogliere il destino che si merita che si realizzerà solo con la capacità di decidere del proprio futuro, in totale indipendenza.”

“L’Europa degli stati ottocenteschi è in grave crisi, un’epoca storica di assistenzialismo centralista lascerà lo spazio alla rinascita di nuovi e moderni stati più vicini ai Popoli, tra i primi ci sarà la Venetia. Veneto Stato ha avuto un periodo di crescita continua dalla nascita ad oggi, ma ora dobbiamo fare una scelta di maturità, aprendoci ai cittadini veneti per bene e chiudendo invece le porte ai residuati bellici della partitocrazia italiana, che in questo periodo hanno cercato inutilmente di salire a bordo”.

“Lo avevo già pronosticato 4 anni fa e ora tutti ci accorgiamo quanto fosse vero: il 2012 sarà l’anno cruciale per l’indipendenza della Venetia”

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Silea e Casale sul Sile: le liste di Veneto Stato estratte al primo posto nella scheda

I candidati sindaci Gianluca Busato e Claudio Rigo iniziano alla grande la campagna elettorale

È arrivato stamattina l’ok alle liste di Veneto Stato nei comuni di Silea e Casale sul Sile. La commissione elettorale circondariale di Treviso si è pronunciata in merito al ricorso presentato da alcuni concorrenti, riconoscendo la titolarità del simbolo di Veneto Stato al segretario Lodovico Pizzati, che ne aveva autorizzato l’uso.
Sempre la commissione elettorale circondariale ha quindi proceduto all’estrazione tra le liste accettate per decidere l’ordine di stampa nelle schede elettorali.
Se il buongiorno si vede dal mattino, allora la campagna elettorale di Veneto Stato a Silea e Casale sul Sile è iniziata alla grande.
Infatti sia il candidato sindaco Gianluca Busato, portavoce e fondatore del movimento indipendentista sia Claudio Rigo, storica figura dell’indipendentismo veneto sono stati estratti al primo posto.
Ora gli elettori che vorranno scegliere il simbolo di Veneto Stato non potranno sbagliare di certo, trovandolo al primo posto in alto nella scheda.

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VERONA, IL SIMBOLO DI VENETO STATO E’ DI PIZZATI: TURCO CANDIDATO SINDACO

Era la notizia più attesa, la sottocommissione elettorale circondariale di Verona riconosce Giuliomaria Turco candidato sindaco di Veneto Stato, grazie all’autorizzazione decisiva di Lodovico Pizzati, riconosciuto come legale rappresentante del movimento e l’unico autorizzato a delegare l’uso del contrassegno elettorale.

Stamattina la commissione circondariale ha proceduto al sorteggio della posizione dei candidati sindaci. Giuliomaria Turco ha ottenuto il 6° posto nella scheda elettorale. I candidati sindaci ammessi sono quindi 7: oltre a Turco (Veneto Stato), Tosi (lega), Castelletti (pdl), Castellini (forza nuova), Bertucco (pd), Benciolini (m5s) e Ibrahim (alternativa comunista). Bocciate invece le liste di Badii (non autorizzata all’uso del simbolo di Veneto Stato) e Alessio (la destra, per firme insufficienti).

Nel giorno in cui di fatto la lega nord perde il proprio élain vital, con le dimissioni di Bossi, in seguito allo scandalo che addirittura ha visto l’incubo del legame della sua famiglia con Cosa Nostra, il vuoto politico lasciato dal Carroccio dilaniato e ormai privo di un qualsiasi straccio di progetto politico trova il proprio naturale percorso in Veneto Stato, grazie al suo progetto politico pacifico, legale e democratico per l’indipendenza del Veneto.

Giuliomaria Turco e la lista di Veneto Stato che lo supporta rappresentano l’unica alternativa all’orizzonte limitato che Verona e il Veneto tutto non possono più permettersi all’ombra della partitocrazia italiana, fallita, ladra e ormai odiata dai cittadini veneti.

Sono state ammesse in tutto il Veneto le liste di Veneto Stato presentate con l’autorizzazione del segretario Pizzati:

I comuni in cui correrà il movimento indipendentista guidato dal prof. Lodovico Pizzati sono pertanto i seguenti:

  • Verona, con il candidato sindaco Giuliomaria Turco, primogenito della famiglia Turco erede di Domenico Melegatti, l’inventore del celebre Pandoro di Verona;
  • Conegliano, con il candidato sindaco Pierluigi Ronzani, ordinario di diritto canonico a Trieste;
  • Mirano, con la sorprendente candidatura a sindaco di Chiara Corò, visual merchandiser, la più giovane in lizza come primo cittadino;
  • Silea, con il candidato sindaco Gianluca Busato, portavoce di Veneto Stato che sfida da solo centro-destra e centro-sinistra;
  • Loreggia, con il candidato sindaco Nicola Gardin, architetto e per molti favorito per la vittoria finale;
  • Santa Maria di Sala, con candidato sindaco l’architetto Federico De Marchi,favorito per la vittoria finale;
  • Casale sul Sile, con candidato sindaco Claudio Rigo, storica figura dell’indipendentismo veneto;
  • Susegana, con candidato sindaco Davide Pozzobon, dottore in fisioterapia ed osteopatia e imprenditore sanitario.

Quella di oggi è anche una grande vittoria politica per Lodovico Pizzati, l’economista che ha saputo interpretare per primo la necessità di una svolta per assicurare ai cittadini veneti il futuro che si meritano.

Con tale vicenda si conclude una lunga fase di preparazione e assestamento del movimento indipendentista che ha saputo imporsi sul proscenio della politica veneta come la nuova autentica stella che oramai da settimane sta riempiendo le sale di ogni comune veneto in una fase di preparazione di una campagna elettorale che promette risultati molto lusinghieri.

Il prossimo mese sarà senz’altro importante e decisivo per dare al Veneto la speranza politica che si merita, che potrà essere conseguita solo con la completa indipendenza politica.

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BREAKING NEWS – Verona, convocati i delegati di lista di Veneto Stato

ULTIM’ORA[Verona, Press News Veneto] – Domani mattina 6 aprile alle 10 ci sarà il sorteggio per le liste che concorrono alle elezioni comunali di Verona. I delegati della lista di Veneto Stato con candidato sindaco Giuliomaria Turco sono stati convocati ufficialmente a presenziare.

La commissione elettorale circondariale di Verona non ha notificato alcuna irregolarità alla lista di Veneto Stato, autorizzata dal legale rappresentante, il segretario Lodovico Pizzati. Read more

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Muore la lega, salta il tappo all’indipendenza del Veneto Stato

Giuliomaria Turco, candidato sindaco a Verona di Veneto Stato

Le dimissioni di Bossi rappresentano l’epilogo di un fenomeno politico che in realtà era in atto da tempo. Certo, fa impressione leggere a quale triste condizione l’ex lider maximo padano si era ridotto, vittima della più grande tra le sue debolezze, il familismo.
Lo scandalo certo rischia ora di travolgere il più antico partito italiano rimasto in vita nel parlamento, ma lo spirito vitale era evaporato da tempo ormai.
E il problema non era la corruzione, ma la perdita della ragion d’essere da un punto di vista politico. Con la fine del berlusconismo, è morta anche l’illusione che fosse possibile ottenere una qualsivoglia forma di autonomia per le regioni del nord. In realtà tale possibilità non c’è mai stata, com’è ben noto. Però l’illusione nell’elettorato perdurava e ci ricordiamo bene quando solo pochi anni fa qualcuno ci bacchettava perché ipotizzavamo la morte della lega proprio per tale motivazione.
Dopo la sconfitta della devolution, che già pareva travolgere il partito padano, l’organizzazione di Bossi era riuscita appunto ad aggrapparsi al cavaliere di Arcore.
Ora invece è tutto perduto. Con Bossi muore anche tutta una schiera di politici e di partitanti che alla sua stella cadente, nel bene o nel male, si erano aggrappati, compresi quelli che si illudono di sostituirlo con delle brutte copie di partiti padanisti, o nordisti.
Il vuoto politico che si è creato sarà riempito nei prossimi mesi da attori del tutto nuovi.
Per quanto riguarda il Veneto la rinascita del pensiero indipendentista partirà proprio da quei comuni dove stanno iniziando le campagne elettorali di persone coraggiose, che hanno deciso di costruire il futuro Veneto Stato indipendente.

A cominciare dalla sorpresa di Verona, con il candidato sindaco Giuliomaria Turco, che correrà con il contrassegno di Veneto Stato, grazie all’autorizzazione ottenuta dal segretario Lodovico Pizzati.

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Pizzati: “Veneto Stato non fa melina”

Intervista esclusiva al segretario indipendentista alla vigilia delle elezioni

Alla vigilia dell’appuntamento elettorale Press News Veneto ha intervistato il segretario e legale rappresentante di Veneto Stato, l’economista Lodovico Pizzati che ha saputo sdoganare l’indipendentismo dai fallimenti autonomisti ai successi odierni che promuovono Veneto Stato come unica alternativa alla partitocrazia italiana

1) Veneto Stato, un partito indipendentista, raccoglie firme per l’indipendenza del Veneto. Il Veneto della Serenissima o il Veneto così come è stato ridisegnato dopo l’annessione all’Italia?

PIZZATI: Lo statuto di Veneto Stato dice chiaro che guardiamo ai confini della Serenissima. Per questo abbiamo una sezione attiva a Brescia e simpatizzanti a Bergamo, in Friuli e in Istria. Ci tengo a precisare che non si tratta di rivendicazioni territoriali perché sta ai cittadini di ogni territorio storicamente veneto (fuori o dentro l’attuale Regione Veneto) decidere tramite referendum se far parte di una confederazione veneta oppure no. Se ci sono zone che non vogliono farne parte a noi sta bene, ma dove esiste ancora una volontà di ricostituire un veneto stato indipendente, come ad esempio nel caso dei nostri iscritti di Brescia, allora noi ce la mettiamo tutta pure là.

2) Veneto Stato è un nome che taluni, in ambienti libertari, non hanno mai apprezzato: quanto stato ci sarà nel Veneto indipendente per cui lei lavora?

PIZZATI: Veneto Stato non e’ un partito libertario, ma e’ un movimento con un unico obiettivo: la completa indipendenza politica dallo stato italiano. Il mio auspicio e’ di formare una confederazione di provincie venete con piena autonomia anche sulla struttura politica. Se la provincia di Vicenza vuole un’impostazione piu’ liberale (meno tasse, e di conseguenza meno settore pubblico) mentre la provincia di Venezia vuole un’impostazione piu’ socialista (piu’ tasse e piu’ servizi pubblici) questo puo’ accadere in un sistema confederato. Col tempo ci sarà una inevitabile convergenza, e se impostato bene in partenza sarà lo stato con la pressione fiscale più leggera d’Europa, con il grosso delle risorse trattenute nei comuni, con imposte legate a dei servizi specifici, e con decisioni tramite democrazia diretta a livello comunale.

3) Da tangentopoli ad oggi, nulla sembra cambiato nella politica italiana. Tanto nella penisola, quanto in Veneto. In che modo il cittadino veneto potrà assere maggiormente garantito, quando il Veneto sarà indipendente?

PIZZATI: I paesi con potere centralizzato (come lo stato italiano) sono infestati dalla partitocrazia, mentre nei paesi piu’ decentralizzati (come la Svizzera) i partiti hanno molta meno ragione di esistere. Impostando il Veneto Stato in maniera decentralizzata con le risorse trattenute nei comuni (e non le tesorerie centralizzate) e le decisioni fiscali decise tramite democrazia diretta a livello comunale, evapora il sistema clientelare alla base del marciume italiano.

4) In questi giorni l’agenda politica italiana presenta lo strappo fra il governo e una parte del sindacato sulla questione dell’articolo 18. Nel Veneto indipendente quali saranno le politiche del lavoro, quali le tutele per i giovani, per i dipendente e quali le opportunità per gli imprenditori?

Dopo l’indipendenza lo stipendio medio veneto sara’ il piu’ alto d’Europa, e il costo del lavoro per le imprese sara’ il piu’ basso d’Europa occidentale. Questo perche’ togliendo il parassita di mezzo, le tasse sul lavoro e i contributi sociali diminuiranno drasticamente (anche se gradualmente), creando benessere, piu’ opportunita’ lavorative, e rendendo le nostre imprese molto piu’ competitive nel mercato mondiale. Abbiamo stimato che lo stipendio netto medio salira’ da 1100 euro al mese a 1700 euro al mese.

5) Nel motivare i cittadini veneti e spingerli verso l’indipendentismo pagano di più le ragioni economiche o le ragioni storico-culturali?

Tutte e due. Le ragioni economiche attraggono l’attenzione e hanno un impatto immediato. Invece le ragioni storico-culturali servono per approfondire la convinzione indipendentista e le vedo molto efficaci soprattutto con i giovani che si sentono traditi dall’istruzione ricevuta nelle scuole italiane. Io, per esempio, sono spinto da ragioni storico-culturali perché mi batterei per la completa indipendenza politica anche se non ci fossero vantaggi economici.

6) In veneto, più che in altre zone della penisola, trovano lavoro e rifugio numerosi extracomunitari, talvolta senza permesso di soggiorno. Se veneto è chi veneto fa, cosa sono i figli degli stranieri? Qual è la sua posizione in merito al dibattito fra ius solis e ius sanguinis?

Chi risiede in Veneto in maniera illegale deve essere rispedito al paese d’origine. Puo’ essere utilizzato piu’ riguardo per i bambini portati qui illegalmente, come ad esempio consentendo la fine del semestre scolastico, ma a prescindere, se esiste una regola bisogna farla rigorosamente rispettare. Riguardo ius solis e ius sanguinis e’ un discorso parallelo tra la differenza tra nazione e stato. La nazionalita’ e’ una scelta soggettiva di appartenenza e puo’ essere molto radicata anche al di fuori del veneto tra i discendenti di immigrati. La cittadinanza riguarda l’appartenenza ad un insieme sociale che si chiama stato e altro non e’ un’amministrazione di servizi pubblici finanziati da tasse sull’attivita’ economica nel territorio stesso. Per questo sono favorevole a ius solis per quanto riguarda la cittadinanza, perché deve essere chi paga le tasse sul territorio ad avere una voce elettorale in capitolo, anche se immigrato naturalizzato.

7) La Corte di Cassazione italiana, su invito della Comunità europea, si è pronunciata a favore di un riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Nel Veneto indipendente di domani quale sarà la sua posizione in merito al matrimonio e all’adozione da parte di persone dello stesso sesso?

Lo statuto di Veneto Stato non prevede discriminazioni di alcun tipo, e per questo lo stato dovrebbe limitarsi solo a compiti anagrafici. Cerimonie matrimoniali dovrebbero rimanere nell’ambito privato e religioso. Read more

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Caso Cherubin: fiducia nella magistratura

Il politico ex democristiano e fuoriuscito da Veneto Stato implicato in una brutta storia

Giustino Cherubin indagato?

In ambito venetista la notizia del giorno è sicuramente quella di una denuncia che secondo la “tribuna di Treviso” sarebbe stata fatta nei confronti di Giustino Cherubin e altri in merito a una truffa da 1,8 milioni di euro nei confronti dell’Unione Europea. Le contestazioni riguardano l’attività di una associazione (la Efal) relative a corsi di formazione “gonfiati” per disoccupati, finanziati appunto con fondi erogati dall’Ue.

Oggi sono stati notevoli i clamori nell’ambiente politico vicino all’udc e alle frange venetiste responsabili del golpe del Viest contro Veneto Stato. Noi non vogliamo essere tra questi. Certamente da Giustino Cherubin ci dividono molte cose, a cominciare dalla sua concezione di democrazia, che lo ha portato infatti alla fuoriuscita da Veneto Stato, per cui non ha più rinnovato la tessera nel 2012.

Noi però non vogliamo puntare il dito con accuse facili in un momento in cui la polvere mediatica e il clima di corruzione dilagante magari lo renderebbe semplice. No, anzi. Esprimiamo la nostra piena fiducia nella magistratura, auspicando un’attività di indagine che appuri in tempi brevi se truffa c’è stata e che non lasci dubbi sul ruolo svolto da Giustino Cherubin.

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Effetto collaterale del rigor Montis: indipendenza del Veneto Stato

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un cambio drastico del quadro politico italiano. Sotto la minaccia del default immediato, il tragicomico governo Berlusconi ha lasciato il campo a un governo tecnico di professoroni guidati da rigor Montis, che cerca di tenere in vita sotto respirazione finanziaria assistita il moribondo stato italico, causando però alcuni effetti collaterali forse imprevisti.
Oggi infatti il quadro politico italiano manca dell’unico puntello che negli ultimi vent’anni lo ha tenuto tristemente in piedi, ovvero l’antiberlusconismo.
Con il cadavere politico del cavaliere, che sopravvive malamente a sé stesso, è infatti venuta meno quella straordinaria “unità nazionale” delle sinistre e dell’intellighentia italica fondata esclusivamente sull’odio verso Silvio. Morto Silvio, è morta l’Italia. Il dramma tutto italiano è che nel frattempo nulla appare all’orizzonte in grado di frenare la decomposizione dei partiti italiani, il cui fetore nauseabondo è oramai ben avvertibile anche dai nasi meno sensibili.
In tale scenario si comprende bene il consenso ormai galoppante verso il progetto legale e democratico di indipendenza di Veneto Stato.
Oramai non fanno più notizia i convegni con centinaia di persone, che applaudono il segretario Lodovico Pizzati, il presidente Alessia Bellon, l’avvocato Alessio Morosin, o nuovi giovani straordinarie speranze come Anna e Elena Durigon.
Il passaparola mediatico e personale sta infiltrando ogni giorno di più la struttura dello stato italico che teneva il Veneto succube del potere della partitocrazia ladra italiana e dei suoi squallidi vassalli locali.
L’altra sera ho cenato con un sindaco leghista, che ci sta pregando di insegnare ai suoi capi il percorso democratico per l’indipendenza del Veneto Stato. Ho fatto una domanda a questo per ora anonimo politico della lega che intrattiene relazioni pericolose con l’establishment di Veneto Stato.
“Ma cosa direte ora agli elettori per convincerli a votarvi?”. Quale sarà la parolina magica che useranno gli apprendisti stregoni per cercare di frenare l’emorragia di consenso a favore del progetto indipendentista di Veneto Stato?
“Siamo morti, la lega è morta e sepolta”, è stata la sua risposta.

Silvio è morto, la lega è morta, la sinistra è morta, l’Italia è morta.

L’indipendenza del Veneto Stato è questione di poco tempo, forse pochi mesi.

Aiutati ad ottenerla, iscriviti oggi stesso a Veneto Stato.

Gianluca Busato Read more

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Zombitalie, un parassita impotente che nulla può contro l’indipendenza del Veneto Stato

La velocità degli eventi è superiore alla più certosina tra le pianificazioni strategiche. Ad inizio 2008 parlavo di una possibile indipendenza del Veneto nel 2012. Allora non esisteva ancora Veneto Stato. E nemmeno il Pnv, formalmente. Saputo di un mio comunicato in tal senso, mi invitò in studio la giornalista Rosanna Sapori all’interno di una trasmissione di una tv che oggi non esiste più, Tele Nord Est. Il suo intento era di prendermi in giro, ovviamente. Era la prima volta che entravo in uno studio televisivo. Mi ricordo che gli ospiti erano quasi tutti venetisti, a parte me, che non mi considero un venetista e un residuato bellico nostalgico fascista. Mi ricordo Carlo Trevisan della life, che al tempo non credeva nel percorso democratico per l’indipendenza, Ettore Beggiato, che ancora oggi milita in un partito autonomista, Giampaolo Borsetto, che ho riascoltato con grande piacere giovedì scorso in una conferenza storica a Zero Branco.
Tutti ridevano quando parlavo di indipendenza nel 2012, di uno stato che da lì a qualche anno sarebbe fallito e della necessità di intraprendere un nuovo progetto democratico e legale per l’indipendenza del Veneto.
Sono passati solo 4 anni eppure sembra un’era geologica. Mi ricordo quando ancora uno-due anni prima portavo già avanti l’esigenza di creare un movimento indipendentista, che chiedesse agli elettori veneti il mandato per indire un referendum per l’indipendenza. Mi consideravano alla stregua di un matto, gli altri indipendentisti, per non parlare dei poveri autonomisti falliti e frustrati.
Questa mattina ero a Silea, ad un banchetto per preparare le prossime elezioni amministrative, per Veneto Stato.
Sono passati solo pochi anni da quando lo stesso identico messaggio, con lo stesso identico percorso politico suscitava le risate degli interlocutori.
Oggi invece non ho trovato alcuna persona contraria e tanti entusiasti, a parte un paio di padani “giapponesi combattenti nella foresta”, che se avessero sentito solo la sera prima un “loro” sindaco a cena confessarmi che la lega è morta e defunta, probabilmente avrebbero avuto un istinto al suicidio.
Ora non so se l’indipendenza avverrà effettivamente nel 2012. Però, permettetemi l’ironia, i Maya ad occhio pare avessero qualche suggeritore in posti importanti, almeno a giudicare dall’andazzo tragicomico dello stato italiano.
Non scherzavo, nel 2008. Non scherzo, oggi.
Comprendo chi mi odia. Fa bene. Sono lo specchio vivente (per ora) della loro frustrazione. Mi odiano in particolare alcuni poveri autonomisti falliti, che sono solo i cugini poveri dei centralisti falliti. Sono contento del loro odio nei miei confronti, perché forse dò loro una ragione di vita politica, che altrimenti non avrebbe più alcun senso.

L’obiettivo ora è chiaro, si chiama indipendenza del Veneto Stato. E ci stiamo avvicinando a una velocità impressionante.

Siamo in tanti, ma abbiamo bisogno anche di chi legge e che fino ad oggi magari ha assistito in modo passivo agli eventi.

Cosa aspetti ad aiutarci? Smettila di lamentarti e iscriviti oggi stesso a Veneto Stato, l’unica alternativa politica esistente al fallimento italiano.

Gianluca Busato
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Per Elena, e per la libertà di Venezia

E lo vedrai, il Veneto tuo fiorire

Libero, come è già nel suo destino

E felice nel segno del Leone

Nel nome di Marco, il suo Padrone

Alto sugli stendardi, non più chino

Davanti a chi lo vuol solo ferire.

Un giorno noi sotto liberi cieli

Ritorneremo alla gloria antica

In una terra dai fulgidi soli

Guardando al mondo, che sarà di ieri

Ora che noi Venezia avremo Amica

Nella Libertà che rinsalda i cuori.

 

Paolo L. Bernardini Read more

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