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	<title>Veneto Stato è un dovere &#124; PNV. Press News Veneto &#187; lettere</title>
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	<description>Veneto Stato è un dovere &#124; PNV. Press News Veneto</description>
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		<title>Lettera aperta di Riccardo Zanconato</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 23:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics &#160; Riceviamo e pubblichiamo questa breve lettera aperta di Riccardo Zanconato &#160; In questi giorni è tutto un continuo accusarsi di volere la rottura all’interno del partito, purtroppo secondo me l’unica cosa a mancare veramente è qualcuno che voglia ricucire. I passi indietro fatti dagli uni o dagli altri, non sono stati di apertura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/10/lettera-aperta-di-riccardo-zanconato/&via=pnveneto&text=Lettera aperta di Riccardo Zanconato&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/10/lettera-aperta-di-riccardo-zanconato/&via=pnveneto&text=Lettera aperta di Riccardo Zanconato&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/10/envelope.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10545" title="envelope" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/10/envelope.jpg" alt="" width="220" height="229" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo questa breve lettera aperta di Riccardo Zanconato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi giorni è tutto un continuo accusarsi di volere la rottura all’interno del partito, purtroppo secondo me l’unica cosa a mancare veramente è qualcuno che voglia ricucire.<br />
I passi indietro fatti dagli uni o dagli altri, non sono stati di apertura, ma solamente delle ritirate strategiche per raggiungere una posizione più forte dalla quale attaccare con più accanimento l’avversario.</p>
<p>Allo stato attuale delle cose sono veramente indeciso sul da farsi, da un lato vorrei riuscire a partecipare ad entrambi i congressi, che ormai sembra ci saranno, per far sapere a tutti quelli che, per imperizia, malafede o semplice stupidità, hanno determinato questa situazione quanto è bassa la mia stima nei loro confronti; da un altro lato sono tentato di partecipare ad un torneo di soft-air, sarebbe una domenica spesa sicuramente in modo più utile e divertente.</p>
<p>Grazie 1000, VERGOGNEVE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riccardo Zanconato</p>
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		<title>i va in merica</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 05:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lodovicopizzati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsQualche settimana fa, mi sono recato all’American Enterprise Institute (AEI), uno dei principali think tank di Washington, per una lecture di Charles Murray. Per chi non lo conoscesse, Murray è forse il più brillante sociologo americano contemporaneo. Sta scrivendo un libro sulla popolazione americana e, in particolare, sulle crescenti differenze economiche e sociali tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/i-va-in-merica/&via=pnveneto&text=i va in merica&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/i-va-in-merica/&via=pnveneto&text=i va in merica&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Logo-Veneto-America-peque.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9591" title="Logo Veneto-America peque" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Logo-Veneto-America-peque-300x114.jpg" alt="" width="300" height="114" /></a>Qualche settimana fa, mi sono recato all’American Enterprise Institute (AEI), uno dei principali think tank di Washington, per una lecture di Charles Murray. Per chi non lo conoscesse, Murray è forse il più brillante sociologo americano contemporaneo. Sta scrivendo un libro sulla popolazione americana e, in particolare, sulle crescenti differenze economiche e sociali tra i bianchi ricchi e i bianchi poveri. In via generale, si è parlato del declino dell’American way of life e del rischio che l’America perda la sua eccezionalità, diventando un “altro Paese europeo”. Sebbene Murray sia un libertarian pessimista (un ossimoro?), la conferenza è finita con alcune note ottimistiche (per gli americani): comunque vada, l’America è meglio posizionata dell’Europa, non rischia il collasso del sistema di welfare e non ha niente a che vedere con l’Europa che sarebbe oggi entrata in una fase post-cristiana e pre-islamica (!). Si è parlato inoltre del ruolo benefico della religione nella vita pubblica, fatto sul quale la maggior parte degli americani è concorde, compreso un agnostico con simpatie quacchere come Murray!</p>
<p>Di conferenze e seminari all’AEI ne ho visti tanti, ma la lecture di Murray è stata speciale. Vi spiego perché. A un certo punto, durante la discussione, è emersa la seguente domanda retorica: dove lo trovate un Paese nell’Occidente nel quale, come negli Stati Uniti, le persone aiutano i propri vicini senza badare ai legami di parentela, dove la religione ha ancora un forte peso e anima la vita sociale, dove l’industriosità dei cittadini è diffusa, dove la dinamicità socio-economica si esprime in mille modi diversi, dove una larga parte della popolazione è impegnata in attività di volontariato, dove sono così diffusi l’amore per l’altro e il senso civico, dove gli immigrati si integrano così bene, ecc.? La risposta era ovviamente che non esiste al mondo un simile Paese oltre agli USA. Nella sala erano tutti d’accordo, Murray per primo. Io no.</p>
<p>Avrei voluto alzarmi e gridare che conoscevo un altro Paese così (penso abbiate capito a cosa mi riferisco!), ma mi sono invece messo a piangere sommessamente pensando alla nostra dolce patria. Per qualche ora ho pure pensato che sbaglierei se decidessi di stabilirmi negli USA definitivamente perché il mio posto è in Veneto a lottare affinché lo Stato italiano non cancelli per sempre la Venetian way of life, che peraltro, per molti versi, è di gran lunga più magica di quella americana.</p>
<p>Viva il Veneto, viva la libertà!</p>
<p><em>un veneto in USA</em></p>
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		<title>Onore ai leghisti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 13:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTra un momento e un&#8217;altro degli impegni che ho in questo periodo ho avuto occasione di leggere questo articolo, che involontariamente un facebookaro mi ha segnalato. La testata non è molto obiettiva nei confronti della Lega e lo è sempre in genere quando c&#8217;è da mettere in croce chi và contro il suo pensiero guida, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/onore-ai-leghisti/&via=pnveneto&text=Onore ai leghisti&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/onore-ai-leghisti/&via=pnveneto&text=Onore ai leghisti&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Tra un momento e un&#8217;altro degli impegni che ho in questo periodo ho avuto occasione di leggere <a title="La base leghista contesta la Lega" href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/07/news/e_la_base_leghista_contesta_il_senatur_bossi_macch_duro_straccio_la_tessera-15897958/">questo articolo</a>, che involontariamente un <em>facebookaro</em> mi ha segnalato. La testata non è molto obiettiva nei confronti della Lega e lo è sempre in genere quando c&#8217;è da mettere in croce chi và contro il suo pensiero guida, ma in questo caso l&#8217;articolo fa un mero riassunto di quanto da un po&#8217; di tempo arriva in Radio Padania, e basta fare un giro su youtube (o ascoltarla) per accorgersene.</p>
<p>E allora si, diamo onore a quei leghisti che finamente rinsavendo capiscono quanto pagliacciata e soprattutto truffaldina sia stata la Lega, onore perché è gente che seppure sul termine un po&#8217; scurrile del &#8220;avercelo duro&#8221; si identificava in un concetto molto pratico: essere reattivi e combattivi, o se volete usando lo stesso tono popolare, dimostrare di avere le palle. Perché gente così, sia essa stata in Lega, o in qualunque altro partito non importa purché genuinamente si senta orientata alla difesa del proprio territorio e della propria autodeterminazione, merita onore perché servono persone attive e che agiscono, non le mammolette che stanno a discutere sull&#8217;amministrare lo zerovirgola percento di quanto viene rubato ai Veneti ogni giorno, senza però osare a nemmeno additare la vera causa di tale disastro. Si pensi che la sola città di Venezia ha un credito nei confronti dell&#8217;Italia di 84milioni di euro (fonte: dichiarazione del sindaco Orsoni), e si parla delle sole briciole che ufficialmente da Roma concedono alla città senza considerare quanto viene realmente rubato. Cioè non solo il taglieggiatore ti estorce la maggior parte del tuo reddito, ma pure rubacchia su quanto ha deciso di lasciarti!<br />
Di mammolette e di pesci lessi che si beano della cultura italiana che gli è stata cucita su misura nel cervello per ammantarlo dalle verità storiche e dalle verità fattuali su come funziona il mondo, ce ne sono fin troppi e sono quelli che, spesso con toni razzisti non dissimili da quelli usati in epoca fascista, schiacciano qualsiasi volontà di rivalsa da parte di una popolazione che percepisce di esserne vittima. Le mammolette al massimo sono utili per amministrare ciò che gli viene detto di fare, per esempio un condominio, sono degli esecutori non dei creativi.  Al Veneto servono condottieri che sappiano avere una visione ben più inoltrata della semplice amministrazione cittadina, seppure con quest&#8217;ultima sia pure necessario fare i conti.</p>
<p>In periodo elettorale l&#8217;aria è sempre un po&#8217; irrespirabile, e non vorrei renderla se possibile ancor più mefitica anche perché io sono completamente fuori dalla partita e sospetto che dovrò definirmi straniero ora che i legami con la penisola sono completamente spenti, ma di certo tali talenti, tali energie e caparbietà non possono essere sprecate e occorre che i leghisti delusi del loro ex partito che ce l&#8217;aveva duro e adesso è più mammoletta delle mammolette e più compromesso dei compromessi, non si scoraggino e guardino laddove persone capaci si sono preparate da alcuni anni, per affrontare la reale sfida che l&#8217;allora Liga Veneta voleva affrontare ma che mai riuscì a compiere proprio per accettazione di un compromesso che l&#8217;ha vista fagocitata, svilita e annichilita. La politica è un mercato delle proposte, ma dovrebbe in futuro diventare l&#8217;ambito di decisione *diretta* dei cittadini. Ma fintanto ché essa è un mercato quale quello che è oggi, gli elettori hanno ancora una possibilità come in qualunque mercato: boicottare il vecchio per comprare il nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Umberto Cocco: &#8220;le idee di Veneto Stato prevarranno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 18:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsRiceviamo e pubblichiamo. Lettera aperta ai cittadini e alle istituzioni Padovane e Italiane Faccio riferimento al grave atto accaduto ieri mattina nel centro di Padova che segue ad altre manifestazioni fuori dal controllo degli organi dirigenziali del partito che rappresento. Un gruppetto di “esaltati” si sono presi la libertà di fischiare nel momento della cerimonia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/umberto-cocco-le-idee-di-veneto-stato-prevarranno/&via=pnveneto&text=Umberto Cocco: "le idee di Veneto Stato prevarranno"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/umberto-cocco-le-idee-di-veneto-stato-prevarranno/&via=pnveneto&text=Umberto Cocco: "le idee di Veneto Stato prevarranno"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></p>
<h1>Lettera aperta ai cittadini e alle istituzioni Padovane e Italiane</h1>
<p>Faccio riferimento al grave atto accaduto ieri mattina nel centro di Padova che segue ad altre manifestazioni fuori dal controllo degli organi dirigenziali del partito che rappresento.<br />
Un gruppetto di “esaltati” si sono presi la libertà di fischiare nel momento della cerimonia dell’alza bandiera.<br />
Gli stessi che qualche giorno fa, si sono lasciati andare ad altre manifestazioni che non hanno nulla a che fare coi principi fondanti del partito VENETO STATO.</p>
<p>Gli organi dirigenziali di VENETO STATO e io stesso, siamo stati spiazzati subendo l’iniziativa di questi fanatici esaltati (inutile negarlo, militanti di Veneto Stato), ma dalle quali azioni mi dissocio e nei confronti dei quali auspico saranno intraprese iniziative disciplinari in quanto reticenti e non rispettosi del codice etico del partito.<br />
Iniziative delle quali non sono stato messo al corrente e che naturalmente non avrei mai autorizzato.<br />
Anch’io rivendico il rispetto della cultura, della dignità, e dei diritti della mia terra, ma ho scelto di farlo in modo civile, nel rispetto delle idee altrui.<br />
Sono convinto che le idee di persone non ricattabili e inattaccabili come noi di VENETO STATO, prevarranno sulla non conoscenza della maggior parte dei cittadini che aiuteremo a comprendere la qualità e legittimità del percorso che noi rappresentiamo.</p>
<p><span id="more-9272"></span><em><strong>VENETO STATO</strong> persegue l’INDIPENDENZA del VENETO Pacificamente, nel rispetto del “Patto Internazionale di New York” (che all’Articolo 1 recita quanto segue: “Tutti i Popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro Statuto Politico e perseguono liberamente il loro sviluppo Economico, Sociale e Culturale”), ratificato dallo Stato Italiano con la legge 881 del 25 Ottobre 1977  riconoscendo ufficialmente e a tutti gli effetti il principio di autodeterminazione dei popoli.</em><br />
<em> Inoltre con la legge n. 85 del 2006 lo stato Italiano consente di esprimere opinioni e compiere atti democratici e non violenti per conseguire l’indipendenza.</em></p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/umberto-cocco.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-9274" title="umberto-cocco" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/umberto-cocco-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>Invito sin d’ora i cittadini Padovani e non, al confronto Democratico e Pacifico, nel rispetto delle leggi dello stato Italiano al quale attualmente apparteniamo e che beneficia del nostro lauto contributo.<br />
Non saranno certo le manifestazioni di pochi esaltati a scalfire la qualità della nostra proposta Politica.</p>
<p>L’unica vera proposta concreta per far cambiare un sistema che sta portando al fallimento del paese Italia, e l’unico metodo per neutralizzare questo sistema e tutti coloro che vi appartengono, è proprio il percorso dell’INDIPENDENZA.<br />
La nostra proposta Politica non può e non deve essere confusa con le chimere del Federalismo che abili illusionisti stanno facendo passare per riforma epocale, ma che da oltre 20 anni si stanno prendendo gioco dei cittadini Veneti.</p>
<p>Ai cittadini del Veneto chiedo di svegliarsi, di onorare il sacrificio dei nostri padri e i nostri nonni, ritornando  ad essere artefici del proprio futuro e di quello dei propri figli facendo squadra e vestendo la casacca della Nazionale Veneta. VENETO E’ CHI IL VENETO FA’.</p>
<p>Detto ciò, chiedo ufficialmente e formalmente scusa ai cittadini e alle istituzioni Padovane, che si sono sentiti comprensibilmente offesi ed insultati da questi “esaltati” che non interpretano certo i principi fondanti di <strong>VENETO STATO</strong>.</p>
<p><strong>Umberto COCCO</strong><br />
<strong> Coordinatore VENETO STATO Provincia di Padova</strong></p>
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		<title>Gianluca Panto (Veneto Stato) diffamato, Roncolato (Lega): &#8220;Non sono io l&#8217;autore&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 18:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsPubblichiamo di seguito la lettera ricevuta da Gianluca Panto (Veneto Stato) in cui denuncia una campagna di diffamazione nei suoi confronti e una replica di Giorgio Roncolato, consigliere comunale leghista di Arzignano, che nega di essere l&#8217;autore della nota diffamatoria nei confronti di Panto. La Lettera di Panto (Veneto Stato) Mi è stata passata una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/gianluca-panto-veneto-stato-diffamato-giorgio-roncolato-neg/&via=pnveneto&text=Gianluca Panto (Veneto Stato) diffamato, Roncolato (Lega): "Non sono io l'autore"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/gianluca-panto-veneto-stato-diffamato-giorgio-roncolato-neg/&via=pnveneto&text=Gianluca Panto (Veneto Stato) diffamato, Roncolato (Lega): "Non sono io l'autore"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Pubblichiamo di seguito la lettera ricevuta da Gianluca Panto (Veneto Stato) in cui denuncia una campagna di diffamazione nei suoi confronti e una replica di Giorgio Roncolato, consigliere comunale leghista di Arzignano, che nega di essere l&#8217;autore della nota diffamatoria nei confronti di Panto.</p>
<p><em>La Lettera di Panto (Veneto Stato)</em></p>
<blockquote><p>Mi è stata passata una nota, che diffonde a più persone ed in mia assenza affermazioni false o inesatte.</p>
<p>Falso è che io sia il proprietario ed il <em>deus ex machina</em> della testata &#8220;il Piave&#8221;. Possiedo solo una quota minoritari</p>
<p>Falso è che Licio Gelli scriva fondi su Il Piave, almeno in questa gestione (del passato non rispondo). <span id="more-9210"></span>Preciso che recentemente è stata pubblicata una intervista, oggetto anche di una sua trasmissione televisiva, fatta dal giornalista di Canale Italia Gianluca Versace a cui avrebbe dovuto aver seguito quella di Tina Anselmi, rappresentante della controparte, entro una rivisitazione di quelle lontane vicende .</p>
<p>Doveva essere forse l&#8217;ultima occasione di sentire dagli interessati qualcosa su fatti assai lontani che oramai credo riguardino solo  la storia. Purtroppo tutto si è interrotto a causa dell&#8217;età troppo avanzata e del problematico stato di salute della signor</p>
<p>Non ho mai conosciuto nessuno dei due, o fatto parte del loro mondo, anzi mi sono ricercato le loro biografie su internet, perchè al tempo della loro presenza sulla scena pubblica ero decisamente molto giovane e mi occupavo di altr</p>
<p>Nell&#8217;attuale gestione della testata ho solo sempre richiesto al Direttore, insieme agli altri soci della testata, garanzia di chiarezza e pluralismo. E come tutti possono ben vedere questa nostra unica direttiva è stata ben rispettat; molteplici forze politiche sono ben rappresentate ed hanno uguale spazio.</p>
<p>Questa uguaglianza consente anche a Veneto Stato ed all&#8217;indipendentismo in generale di presentare articoli di cultura o politica veneta (cito Pizzati, Guiotto, Guadagnini, Busato, io stesso o chiunque ne faccia richiesta) ed avere la stessa visibilità di movimenti o partiti maggiori e ciò grazie anche alla rubrica interna fissa che ho voluto nel giornale, ovvero l&#8217;inserto &#8220;Il Veneto&#8221;, che è di fatto un giornale nel giornale ed è la nostra piattaforma privilegiata .</p>
<p>Non altrettanto si può dire per altre testate che sistematicaticamente ignorano l&#8217;esistenza del cosiddetto &#8220;venetismo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/diffamazione.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-9212" title="diffamazione" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/diffamazione-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Spiace inoltre che alcuni esponenti di VS abbiano dato credito a tesi che mi vedrebbero implicato in complicati intrighi massonici segreti, a trent&#8217;anni dalla P2. Follia pur</p>
<p>Pubblicare una intervista ad un personaggio storico per qualcuno &#8220;scomodo&#8221; non mi sembra nulla di particolare, siamo certamente entro i limiti del &#8220;gossip&#8221; politico.</p>
<p>Comunque se qualcuno ha qualcosa da dire si rivolga pure al sottoscritto e lasci stare terze persone che non hanno alcun tipo di relazione con la vicenda, in particolare Alessia Bellon che sta facendo veramente un ottimo lavoro a Treviso.</p>
<p>Cordiali Saluti</p>
<p><strong>Gianluca Panto</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>&#8212;</strong></p></blockquote>
<p><em>La Risposta di Roncolato (Lega Nord)</em></p>
<div id="attachment_9222" class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/5333_123971507212_123967672212_2984129_4816339_s.jpg"><img class="size-full wp-image-9222" title="Giorgio Roncolato" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/5333_123971507212_123967672212_2984129_4816339_s.jpg" alt="" width="128" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Roncolato, lega nord</p></div>
<p style="padding-left: 30px;">Sior Panto,</p>
<p style="padding-left: 30px;">te diffido dal difondare informasion false doparando el me nome. Mi no go scrito &#8220;note&#8221; che te difama e no xe me abitudine difondare comunicasion difamatorie. Te domando par piaxer de scancelar suito la pagina:  http://www.pnveneto.org/2011/03/giorgio-roncolato-lega-diffama-gianluca-panto-veneto-stato/ In caxo contrario luni matina sarò costreto a depositar na querela par difamasion a le autorità preposte. No so chi pole averte pasà sti documenti de cui te parli, de sicuro noi pol esar roba mia. Se no ve lo si inventà, voria saver chi mete in giro ste informasion par poderme difendare. Me despiaxe dover ricorar ai organi del stato (che entranbi consideremo ocupante) ma no poso tolerar che sia doparà el me nome par difondare informasion false.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Te saludo cortesemente</p>
<p style="padding-left: 30px;">Giorgio Roncolato<br />
consigliere comunale Lega Nord di Arzignano</p>
<p>NDR: la richiesta del sig. Roncolato di cancellare il post non può essere accolta, in quanto sarebbe una censura. Pubblichiamo invece la sua smentita di aver diffamato Gianluca Panto.</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>ho 17 anni e vi dico che il Veneto non ha da festeggiare</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lodovicopizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTratto da IlGazzettino Quest’anno ricorre l’anniversario dell’unità d’Italia, ma siamo sicuri che la storia che ci viene raccontata a scuola oppure che viene trasmessa su vari documentari in tv corrisponda alla realtà? Io, studente diciassettenne, da qualche anno, per mezzo di ricerche personali, ho iniziato a conoscere ed interessarmi di quella che è stata la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/ho-17-anni-e-vi-dico-che-il-veneto-non-ha-da-festeggiare/&via=pnveneto&text=ho 17 anni e vi dico che il Veneto non ha da festeggiare&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/ho-17-anni-e-vi-dico-che-il-veneto-non-ha-da-festeggiare/&via=pnveneto&text=ho 17 anni e vi dico che il Veneto non ha da festeggiare&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Tratto da <a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=137906">IlGazzettino</a></p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/logo_testata_gazzettino.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9067" title="logo_testata_gazzettino" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/logo_testata_gazzettino.gif" alt="" width="470" height="39" /></a></p>
<p>Quest’anno ricorre l’anniversario dell’unità d’Italia, ma siamo sicuri che la storia che ci viene raccontata a scuola oppure che viene trasmessa su vari documentari in tv corrisponda alla realtà? Io, studente diciassettenne, da qualche anno, per mezzo di ricerche personali, ho iniziato a conoscere ed interessarmi di quella che è stata la gloriosa storia del mio popolo e ho trovato molti punti che, se messi a confronto con quanto mi è stato insegnato fino a questo momento, sono esattamente l’opposto.</p>
<p>Il Presidente Napolitano, l’11 maggio 2010 a Marsala (Sicilia), ha tenuto un discorso riguardante l’unità d’Italia, riporto qui a seguito parte del suddetto discorso: “Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, nel sud o nel nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell’unità, negando il salto di qualità che l’Italia tutta unendosi fece verso l’ingresso a vele spiegate nell’Europa moderna”.</p>
<p>Già da queste sue prime parole posso notare che il “salto di qualità” sopra citato è praticamente inesistente e vediamo il perché: l’annessione fu fatta tramite un plebiscito truffa le cui votazioni erano previste per il 21 e il 22 ottobre 1866, sottolineo truffa perché portò al voto il Popolo veneto, in un clima di intimidazioni e brogli, due giorni dopo l’effettiva consegna del Veneto all’Italia. Questi dati si possono trovare all’archivio storico di Venezia, perché gli addetti ai seggi non si limitarono a fare le irregolarità, ma le scrissero anche e sono quindi tutt’ora riscontrabili.</p>
<p>Ma quali furono le conseguenze di questo plebiscito? Dal 27 ottobre 1866, data della proclamazione dell’esito del referendum, iniziarono fame e miseria, che portarono qualche anno dopo alla grande emigrazione veneta. Dal 1870 al 1900 emigrarono circa 1.385.000 Veneti, su una popolazione di 2.500.000, oltre il 50% degli abitanti. Per non parlare della 1^ e 2^ guerra mondiale, delle Foibe (la tragedia istro &#8211; veneta) e del Vajont, avvenimenti che hanno portato morte, distruzione e miseria nelle nostre terre. Sarebbe questo il salto di qualità di cui parla Napolitano?</p>
<p>Questi sono i fatti realmente accaduti nel nostro Veneto dopo la tanto decantata unità d’Italia. In Veneto, è oltre tutto l’anno sbagliato per commemorare l’unità d’Italia, perché essendo noi stati uniti politicamente all’Italia dal 1866 e non dal 1861 significa che non sono 150 anni di unione, bensì 145.</p>
<p>Ma oltre a motivazioni storiche ne ho anche altre riguardanti l’attualità per cui io da Veneto non festeggerò il 150° anniversario dell’unità. Uno di questi è che le istituzioni italiane fanno di tutto per cancellare la nostra storia millenaria, la nostra identità, la nostra lingua, senza dimenticare il recente accanimento giudiziario contro i Serenissimi (assalto del campanile di San Marco), rei soltanto di aver risvegliato nelle coscienze venete il sacro emblema della nostra vera Patria. Al termine di questa riflessione mi vien spontanea una domanda: ma fin ad ora dal momento dell’unità d’Italia, il Veneto ha avuto 150 anni di cosa?</p>
<p>Veneti: 3000 anni di storia da ricordare, 150 anni da dimenticare.</p>
<p><strong>Stefano Danieli</strong></p>
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		<title>SITUAZIONE DEI FIUMI: TUTTI SANNO ECCOME SE SANNO!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 13:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsRendo pubblica la lettera inviata agli organi responsabili che denuncia la difficile situazione del fiume Piave oltrechè le mancanze riscontrate nella progettazione di impatto ambientale proposta dalla regione con una consulenza d&#8217;oro da noi ritenuta molto carente. Anche Antonio Guadagnini nel suo programma elettorale ha puntato il dito contro certe consulenze, fatte con soldi pubblici e dai risultati che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/01/situazione-dei-fiumi-tutti-sanno-eccome-se-sanno/&via=pnveneto&text=SITUAZIONE DEI FIUMI: TUTTI SANNO ECCOME SE SANNO!&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/01/situazione-dei-fiumi-tutti-sanno-eccome-se-sanno/&via=pnveneto&text=SITUAZIONE DEI FIUMI: TUTTI SANNO ECCOME SE SANNO!&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Rendo pubblica la lettera inviata agli organi responsabili che denuncia la difficile situazione del fiume Piave oltrechè le mancanze riscontrate nella progettazione di impatto ambientale proposta dalla regione con una consulenza d&#8217;oro da noi ritenuta molto carente.<br />
Anche Antonio Guadagnini nel suo programma elettorale ha puntato il dito contro certe consulenze, fatte con soldi pubblici e dai risultati che sono questi..</p>
<p>Ma non solo.<br />
Dopo oltre un anno, due conferenze da noi organizzate a Susegana e Breda di Piave , con in mezzo una alluvione (manco farlo apposta) , continua la situazione di &#8220;stallo&#8221; circa la carenza di manutenzione del fiume Piave del suo alveo e degli argini.</p>
<p>Tutti sanno, eccome se sanno!<br />
Ma tanto adesso non piove più fino al prossimo Novembre .</p>
<p>Ognuno ne tragga le proprie personali deduzioni.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Gianluca Panto</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/Osservazioni_-lavori_piave_II.pdf" target="_blank"><em>Lettera sulla situazione dei Fiumi Veneti</em></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/Fiumi-veneti.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-8964" title="Fiumi-veneti" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/Fiumi-veneti.gif" alt="" width="500" height="500" /></a><br />
</em></span></p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=8961&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Steve Jobs, uomo carismatico.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 11:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsÈ di questi giorni la notizia che Steve Jobs  ancora una volta si è preso qualche mese di malattia, chiedendo di essere sostituito nelle sue attività quotidiane di Direttore Generale della Apple. Speriamo che anche questa volta riesca a rimettersi in forma. Steve Jobs, come Bill Gates è fra la poche persone al mondo (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/01/steve-jobs-uomo-carismatico/&via=pnveneto&text=Steve Jobs, uomo carismatico.&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/01/steve-jobs-uomo-carismatico/&via=pnveneto&text=Steve Jobs, uomo carismatico.&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-uno.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8946" title="Steve Jobs da xovane" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-uno.jpeg" alt="" width="157" height="200" /></a>È di questi giorni la notizia che Steve Jobs  ancora una volta si è preso qualche mese di malattia, chiedendo di essere sostituito nelle sue attività quotidiane di Direttore Generale della Apple.</p>
<p>Speriamo che anche questa volta riesca a rimettersi in forma.</p>
<p>Steve Jobs, come Bill Gates è fra la poche persone al mondo (che non siano politici, pop-star, attori o qualcuno del genere) che vengono ben identificate anche dai  non addetti ai lavori.  Voglio dire che non serve essere un informatico per conoscerli e per sapere chi sono o che cosa hanno fatto.</p>
<p>Compirò 39 anni fra qualche mese, da quando ne avevo 10 manipolo computer.</p>
<p>Iniziai con quelli che venivano definiti Home Computer e che io amo chiamare computer tavernicoli, perché li si usavano nella cucina, nel salotto o nella taverna di casa, collegandoli ad una televisione da usare come video e ad un registratore a cassette magnetiche (forse i più giovani nemmeno li hanno mai visti) a svolgere il ruolo che oggi è di hard-disk, CD-ROM e memorie varie.</p>
<p><span id="more-8944"></span></p>
<p>Alle Superiori studiai Elettronica e Telecomunicazioni in un ITIS di Mestre e questo mi portò ad utilizzare i Personal Computer, che venivano più precisamente definiti Personal Computer IBM compatibili, gli antenati di quelli che oggi chiamiamo più semplicemente PC, computer, notebook e che in genere funzionano con il Sistema Operativo Windows o Linux.</p>
<p>E poi, alla fine dell’ITIS ritornò la mia passione di quando ero bambino, l’Informatica, che mi spinse ad iscrivermi al relativo Corso di Laurea presso l’Università di Venezia. E lì avvenne la mia prima, vera e concreta scoperta del Macintosh, la macchina che rivoluzionò il modo che un utente aveva di utilizzare un computer.</p>
<p>Verso la fine dell’Università e subito dopo la laurea, quando iniziai a lavorare come programmatore, il Macintosh e le sue potenzialità grafiche erano gli strumenti che mi permisero di guadagnarmi la pagnotta giornaliera per un lungo periodo.</p>
<p>Non solo il Macintosh era un computer che aveva segnato la strada da seguire a tutti gli altri, ma tutto quello che circondava Macintosh era affascinante, addirittura la pubblicità:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OYecfV3ubP8">Macintosh &#8211; 1984 &#8211; Think Different</a></p>
<p>o il motto che accompagnava questo computer : <strong>Think different (pensa differente)</strong></p>
<p><em>Per tali ragiorni, riguardanti la mia vita e anche per motivi di inclinazione caratteriale, ho sempre trovato antipatico Bill Gates e molto simpatico Steve Jobs.</em></p>
<p>Steve Jobs riuscì ad amalgamare le persone per creare un vero gruppo di lavoro, lui era il leader, su questo non c’era dubbio, ma gli altri lo amavano.</p>
<p>Steve Wozniak, l’ingegnere che inventò <strong>Apple I</strong> e che progetto <strong>Apple II</strong> era uno spirito libero, con la grande capacità di semplificare i circuiti elettronici (e quindi di risparmiare sui costosissimi componenti elettronici di quel tempo), ma fu grazie alla collaborazione con Steve Jobs che poté concretizzare quei due computer. Soprattutto il grandioso successo di vendite di <strong>Apple II</strong> permise alla Apple di avere i soldi per realizzare il <strong>Macintosh</strong>, passando pure attraverso due flop prima di giungere alla meta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-do.jpeg"><img class="size-full wp-image-8947 aligncenter" title="Steve Jobs int' una publisità del Mac" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-do.jpeg" alt="" width="229" height="220" /></a></p>
<p>Dopo un incidente aereo, S. Wozniak si allontanò dalla Apple, abbandonandola definitivamente nel 1985, ma rimase sempre un buon amico di Jobs.</p>
<p><strong>Dopo qualche anno lo stesso Steve Jobs se ne andò dalla Apple.</strong></p>
<p>Apple, grazie al successo sempre maggiore di Macintosh, divenne uno dei colossi dell’Informatica mondiale, anche se il suo era ancora un mercato di nicchia, soprattutto orientato a chi doveva usare il computer per fare grafica, musica e video.</p>
<p><em><strong>Il diventare grande, per Apple, ha significato doversi mettere in gioco</strong>, aprirsi al mercato, vendere le proprie azioni, avere un consiglio di amministrazione di tipo professionale (e non più composto dai soli amici che furono protagonisti dell’inizio della storia).</em></p>
<p><strong>In definitiva, Apple stava diventando grande, ma Steve Jobs non voleva crescere.</strong></p>
<p><strong>Ed iniziò il momento del blocco creativo.</strong> Il MacOS, sistema operativo che muoveva il Macintosh, era purtroppo diventato obsoleto (Windows divenne un sistema operativo multitask, invece MacOS non lo era ancora) e perdeva parti consistenti del suo mercato di riferimento.</p>
<p><strong>Purtroppo, la mentalità di Apple rimase quella di un bambino che ormai stava in un corpo adulto.</strong></p>
<p><strong>Steve Jobs lasciò Apple sbattendo la porta</strong> (Jobs, Presidente della società, entrò in contrapposizione con colui che lui stesso nominò come Direttore Generale).</p>
<p>Poi, la storia più recente la si conosce meglio. Dopo alcuni anni, Steve Jobs venne richiamato in Apple e portò con se Next, la società che nel frattempo aveva fondato e che stava per fallire, ma che al contempo portava in dote NextOS, il sistema operativo che venne preso a riferimento per sviluppare MacOS X, la versione di sistema operativo che oggi gira sui Macintosh dell’ultima generazione, ma anche sugli iPhone e sugli iPad.</p>
<p><strong>Steve Jobs è tornato in Apple trasformato, se ne andò come un ragazzo creativo ma immaturo, ne rientrò come uomo adulto, leader nuovo, capace non solo di motivare il piccolo gruppo di amici delle prime ore, ma un’intera multinazionale.</strong></p>
<p><strong>Gli anni di lontananza gli hanno permesso di diventare maturo, adulto e di far evolvere il suo carisma, per adattarlo alla nuova realtà &#8230; Perché nel frattempo, anche Apple non era più quella dei primi anni del decennio 1980 – 1990.</strong></p>
<p><em>Negli ultimi anni, Steve Jobs lo ha dichiarato più volte : <strong>quando se ne andò da Apple non se ne faceva una ragione, sbattè la porta ed era convinto di avere ragione e che tutti gli altri fossero degli imbecilli, ma poi, si rese conto che allontanarsi da Apple gli ha permesso di evolvere, di ritrovare una sorta di creatività e di carisma che restando in Apple avrebbe perso del tutto &#8230; Andandosene da Apple, Steve Jobs dice di aver avuto il modo e il tempo di preparare al meglio il suo ritorno.</strong></em><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Seve Jobs, ultimamente ha pure affermato che la sua lontananza da Apple ha permesso alla stessa Apple di evolvere, di diventare un’altra azienda, più adatta ai tempi che cambiavano e al fatto che si stava ingrandendo.</em></strong></p>
<p><em><strong>Ecco perché mi piace questa persona, sa ammettere quando sbaglia e sa riconoscere i pregi e i meriti degli altri. Non soffre di egocentrismo ed è l’esempio di come un uomo può evolvere, crescere e accettare il fatto che il mondo non ti aspetta se tu non evolvi con lui.</strong></em><strong> </strong></p>
<p><strong>Steve Jobs è un vero uomo carismatico, brillante e che al tempo stesso sa farsi amare.</strong></p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-deso.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8945" title="Steve Jobs dèso" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/01/steve-jobs-deso.jpeg" alt="" width="200" height="251" /></a></p>
<p><em>A volte mi piace raccontare questa storia, perché mi capita di vedere spesso persone creative, brillanti e capaci, ma che poi distruggono quello che hanno creato, perché quando hanno bisogno di condividere la loro creatura con altri non lo sanno fare &#8230; <strong>e non sanno farsi amare</strong>.</em></p>
<p><strong><em>Andrea</em></strong></p>
<p><strong><em>Venetkens – Lusènburgo</em></strong></p>
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		<title>GAXETA ADÌO</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 11:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsRicevemo e volentiera pioveghemo: Na stimàna fà el mininstro de l&#8217;interno (Maroni) in parsona, el sernìva de fàr on àto de fòrsa ilegàl pa terminàr la GaxetaVeneta. El coestor de Trevixo el produxea on mandà de secoestro e parcoixisiòn de on dei nòstri colaboradùri. El sìto el xé sta oscurà in racoaxi tuto el teritòrio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/11/gaxeta-adio/&via=pnveneto&text=GAXETA ADÌO&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/11/gaxeta-adio/&via=pnveneto&text=GAXETA ADÌO&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em>Ricevemo e volentiera pioveghemo:</em></p>
<div id="attachment_8627" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-8627" title="censura" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/11/censura-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /><p class="wp-caption-text">Gaxeta Veneta: n&#39;altra censura italiana!</p></div>
<blockquote>
<p lang="zxx">Na stimàna fà el mininstro de l&#8217;interno (Maroni) in parsona, el sernìva de fàr on àto de fòrsa ilegàl pa terminàr la GaxetaVeneta.</p>
<p lang="zxx">El coestor de Trevixo el produxea on mandà de secoestro e parcoixisiòn de on dei nòstri colaboradùri.</p>
<p lang="zxx">El sìto el xé sta oscurà in racoaxi tuto el teritòrio taliàn, el se pol vedar solo a l&#8217;estaro e da l&#8217;estaro. No i ga sensurà i artigoli incrimenà, ma diritùra tuto on sito de 2 giga. I ga dovesto intimàrghe i server ca i se ga in parte ribalà. I ga sarà on jornal! I ne ga portà vìa 3 computer co on disco fìso inpienà de cartoni anemà pa puteli : &#8220;complimenti Maroni, sei un glande&#8221;. Ringrasiemo chi ca ne ga avertìo el dì indrio (altro ca servìsi special&#8221;!), ma no servìa, no ghemo gninte da scòndar, la xe na rivolusiòn a la luse del sòl so stile Ghandiàn, ma co mexi tecneghi e de comunegasiòn a l&#8217;avangoardia.</p>
<p lang="zxx">La Lega Nord no la tòlera la disidensa, no la tòlera èsar critegà càxa sòa. La Lega Nord, la ga sarà l&#8217;ònego sìto intieramente in Lengoa Vèneta, on sìto sensa sponsor ca el ga rifiutà parfìn schèi pa no dìr serte ròbe, e ca el se ga mantignìsto pa 3 àni co sacrifìsi, incorutibilità e autofinansiandose.</p>
<p lang="zxx">Semo contenti, a xè vignista fòra l&#8217;ànema autoritària e intolerànte de la Lega Nord ca la pretende de fàr i intaresi dei Vèneti e ca invese la xé on partito taliàn. I fàti a li parla da lùri sòli.</p>
<p lang="zxx">El Zaiagate el xe sta solo on pretesto pa eliminàr el vero aversàrio, la vèra alternatìva ca ghe rèsta ai Vèneti : INDEPENDENSA. I ga paùra de chi ca sìga la vera solusiòn, l&#8217;ònega vìa pa canviàr el destìn dei Pòpoli sòto dominasion taliàna : Furlani, Veneti, Tirolìxi, Sardi, Siculi&#8230;. Volemo federarse co l&#8217;Europa, la italia e ròma no li serve, i xe on còsto inùtile.</p>
<p lang="zxx"><span id="more-8625"></span>Naltri a l&#8217;insegna de la libartà no femo sensure, ghemo piovegà on artigolo rivà da chela ca ritegnemo na fonte sèria, e no ghemo mai coerelà o festo malagrasie contro chi ca ne parla contro, no xe la nostra lìnea. El web no se sensura, pitosto se da el dirito de replega, e internet lo dà a tùti. Xe on mòdo de pensar ca a ga da canviàr. I stàti nord Europei i ne ga manifestà solidarietà, le asociasiòn pa i dirìti omanetàri e ànca serti jornàl e jornalìsti. On fràco de xente ga paùra parlàr, de scrìvar, la italia la varda l&#8217;Iran fa on ca el se varda al spècio.</p>
<p lang="zxx">A xé lori, chi ca a xe al poder, ca no li aseta de metarse al livelo de tuti i utenti e replegar. Chi ca a xe rento el poder de el stàto taliàn, el pensa ncòra fa rento i rejimi del tipo Iran (anca lori li oscura i sìti).</p>
<p lang="zxx">Naltri no ghemo curiculum, no ghemo tìtoli academeghi, no ghemo na reputasion, no semo moralisti, no semo rufiàni, no lechemo el da drìo, semo i pària de sta sosietà, no ghemo gninte da scòndar, nàltri no podemo maciarse pi de cusì. Amemo le roje, amemo i fenoci, i trans, e le fighe de tùto el mòndo, i ebrei, i mori, i marochìni, i albanìxi; femo i corni e se li femo fàr; porchexemo e saludemo sòlo i stradìni o chi ca xé ùmile; ne fa schifo chi ca a se mete la màscara pa tradìr la fidùsa del pòpolo. A xè lori co la màscara ca i ga l&#8217;ànema spòrca e li invòca la privacy, la difamasiòn, e li dopàra el poder politego pa intimidìr. La privacy serve sòlo lori pa scòndarse e saver tùto de naltri poricàn co ghe còmoda. A sta xente no ghe va ben la resiprosità, ca la xe la bàxe de l&#8217;ogoaliànsa. Internet el ga da èsar lìbaro de dir tùto e el raverso de tùto, dopo xe la libartà de chi ca ghe va de sercàr pi in fondo la verità.</p>
<p lang="zxx">Naltri diritùra ghevimo avertìo traverso conosense Zaia de la piovegasiòn de l&#8217;artigolo, pa dàrghe la posibilità de replegar e dir la sòa; anca dòpo la denunsa. Ne despiàxea sòlo pa so mojer in tùti do i càxi ca fùse o no fùse vèro. Ghemo rispeto pa le sofarense del còr, ma existe on prinsìpio pi inportanten na batàja pa on mondo libaro : SENSURA XERO sol web.</p>
<p lang="zxx">La polisia ca la xe vignista parcoixirne e secoestrarne la se ga conportà puìto e ghemo persepìo ca i se vargognàa far on abuxo cusì. Lo ripetemo, naltri semo soldà ca fa la goera a on stàto ca el ga construìo on inpero de privileji : italia. Le nostre àrme le xè la libartà de espresiòn, le conesiòn, le imajini, la paròla, la scritùra. Eco cosa ca a xé la nostra soversiòn. Se ghemo e se sentemo in tola co militàr de ogni gràdo, co disidenti de ògni ràsa, co politeghi de ògni càsta, no ghemo prejudisiàl e co xe òra a li sirachemo sensa distinsiòn. Xèlo on crìmene ver cognosense? Vorìseli ànca sensuràr chi ca cognosemo e obligàrte parlàr solo co chi ca vol lùri? Ghemo diritùra intervistà Bin Laden 2 ani indrìo!</p>
<p lang="zxx">Le potense del mondo le ga xà dixegna la màpa jeopolitega de la penìxola italega, la itàlia la xe on pexo inutile, danoxo sensa senso, semo drio ndàr verso strutùre pi xnele, pi efisienti, pi lìbare.</p>
<p lang="zxx">El vèro risorjimento el xè sto chi, a xè deso ca a semo drìo delibaràr i Pòpoli de la penìxola italega da on sistema xmarso sòra i caveli. Basta italia.</p>
<p lang="zxx">El jìro de seso inbastìo da Berlusconi e inte i palàsi del poder, el xè l&#8217;ecoivalente de na dròga a ndo chi ca la tol, dòpo, drio el spauròn de la moralità, el aseta ogni tìpo de ricàto. Naltri no semo contro el sèso, ansi, a ne piaxe on mùcio, ma dixemo no a la ricatabilità. I politeghi i ga da sentirse lìbari de divartìrse e de fàrlo a la luse del sòl sensa èsar ricatà, pa sta raxòn rivendichemo la màsima libartà e invitemo ridarghe sòra. Far seso a xe na ròba bela, la xe na ròba poxitìva, xe asùrdo inrabiarse, ansi saria vargognoxo no fàrlo.</p>
<p lang="zxx">Na ròba no paremo xò :</p>
<p lang="zxx">Co vien on tremòn (teremòto) no se pol preveder; ma co a slavaja fìso in montàgna, se pol preveder de òre el dixàstro. Se pol avertìr la popolasiòn, far evacoàr, libaràr i animàli, metar al segùro le màchine e la roba ai piani tera. Chi gàlo la responsabilità de fàrlo? Naltri de la Gaxeta? La Venesia la ga subìo on dàno de 3 mila milioni de euri, gnisòn darà gninte, ansi tàse e multe de l&#8217;ispetorà al laòro le piòve senpre pi pexànti co la sòlita scùxa (&#8220;sicurezza&#8221;). A frente de on dixàstro cusì, invese de sercàr dele responsabilità i ga pensà puìto de sensuràr l&#8217;ònega òxe ca ga sigà inte el mùcio de rufiàni de rejìme. Bel mòdo de èsar responsàbili, conpliminti sul sèrio.</p>
<p lang="zxx">Ghemo sofresto, semo drio pagàr co presion enormi da tùto el staff de poder, ma rexistaremo, pi de coparne no i pol fàr, ansi la morte pa i pària la xé na libarasiòn. Naltri femo la stòria, no la subìmo fa la Lega Nord, no contemo bale tipo : indipendenza, devolution, federalixmo, federalixmo fiscàle, federalixmo demaniàle&#8230;&#8230;.. A xè òra de molàrghela contàr bàle la xènte, no semo mìa mòne. L&#8217;ònega ròba ca canvia a xe i privileji ca ghe crèse ai cantastòrie.</p>
<p lang="zxx">Ghemo vìo 3 àni maravejòxi, ringrasiemo i suporter tecneghi del sìto ca no i se ga mai parmetesto de sensuràrne a costo de perdar el laòro.</p>
<p lang="zxx">La Gaxeta la ve dìxe adìo, se ghemo divertìo, ma tuto finìse, anca la italia.</p>
<p lang="zxx">Ve asémo co le làgreme ai òci.</p>
<p lang="zxx">grasie</p>
<p lang="zxx"><strong>R. e&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
</blockquote>
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		<title>Un&#8217;alluvione di insipiente indifferenza</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 00:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsOggi sono stato alla manifestazione organizzata da Veneto Stato, in Vicenza, in qualità di documentarista. La manifestazione voleva essere in solidarietà a coloro che tanti danni hanno subito a causa dell&#8217;alluvione avvenuta dieci giorni fa, e per ribadire la necessità sempre più evidente di arrangiarsi a casa propria con l&#8217;indipendenza politica (ed economica). Invero i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/11/unalluvione-di-insipiente-indifferenza/&via=pnveneto&text=Un'alluvione di insipiente indifferenza&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/11/unalluvione-di-insipiente-indifferenza/&via=pnveneto&text=Un'alluvione di insipiente indifferenza&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;">Oggi sono stato alla manifestazione organizzata da Veneto Stato, in Vicenza, in qualità di documentarista.<br />
La manifestazione voleva essere in solidarietà a coloro che tanti danni hanno subito a causa dell&#8217;alluvione avvenuta dieci giorni fa, e per ribadire la necessità sempre più evidente di arrangiarsi a casa propria con l&#8217;indipendenza politica (ed economica). Invero i messaggi lanciati dai vari relatori sono stati spesso poco chiari, e troppo polarizzata la presenza di bandiere di VS dando la connotazione di una manifestazione puramente partitica. Questo forse ha contribuito, io azzardo, per un buon 50% di rejezione di interesse da parte della popolazione. Un&#8217;occasione perduta mi pare.<br />
Già perché stando a debita distanza ho potuto cogliere le espressioni dei passanti, alcuni sollecitati con delle domande (&#8220;oh, ma par carità ca no te me filmi ca no vojo nar in tv&#8221;) a volte rifiutate con sdegno come se fossi il solito accattone di monetine dai carrelli del supermercato.<br />
<span id="more-8570"></span>Diciamolo, questa gente mi stà un po&#8217; sui coglioni. La loro sfera di privacy assume livelli sbalorditivi di intolleranza. A volte penso che essa si manifesti in fondo come un boomerang e ci sarebbe da ridersela a pensare che poi loro sono il parco buoi che viene munto fino a spremerne le cartilagini.<br />
Ed i commenti uditi da questi passanti comprendevano questo misto di superficiale valutazione di ciò che assistevano con irrisione, che contrastava in modo spettacolare con l&#8217;entusiasmo devo dire inusuale dei partecipanti alla manifestazione.<br />
Alcune persone, occorre dire, si fermavano a riflettere, alcuni non sorvolavano allegramente.<br />
I negozianti sembravano i più sensibili e interessati. A loro quel messaggio &#8220;VENETO-STATO-INDIPENDENTE&#8221;, gridato a squarciagola dai manifestanti, bastava.<br />
Altri, moltissimi, invece passavano a testa bassa, come se questo fosse un taboo, come in quei film dove il parroco del paese lancia i suoi strali contro la &#8220;malafemmina&#8221; per cui guai a solo guardarla! (Povere donne, sempre loro sono il &#8220;male&#8221;).<br />
Altri ancora proprio se la ridevano. D&#8217;altra parte come biasimarli, quando c&#8217;è gente che urla &#8220;Viva San Marco!&#8221; se non addirittura &#8220;&#8230;quando nel 1797&#8230;&#8221;  &#8220;Ah! Ah! Ah! Si, come no, questi sono ancora nel 1700,&#8221; uno urlò, dimenticando che 1797 in realtà è praticamente dire 1800, ma ecco, in fondo la sostanza non cambia. I nostalgici esprimono questa visione nei contemporanei, che se li vedono in un onirico carnevale di Venezia, di maschere e vestiti elaborati.<br />
Un&#8217;altra passando dice all&#8217;amica: &#8220;ben valà, coesti i me fa pecà seto? ma-ma-ma te pensito?&#8221; Già, mi chiedevo proprio a cosa pensava. Seriamente.<br />
E un&#8217;altra ancora &#8220;&#8230;par fortuna ca i xe in pochi&#8230;&#8221;, &#8220;ma sa vorli sti quà?&#8221;, &#8220;si el veneto indipendente, e dopo sa faxemo nantri?&#8221;<br />
Molti poi i vecchi, tremolanti nel loro passo malfermo, resistenti e simbolo di questa società morente e decadente, confusi da questo urlare che disturba la loro quiete &#8230;eterna.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so che con questo articolo farò molto male a molti entusiasti, e so che le valanghe cominciano con una palla di neve, ma qui credo ce ne voglia a diventare una valanga.<br />
Perché spendersi per questa gente? Io non sono in grado di capirlo. Sono troppo egoista. Io li lascerei nel loro brodo, che poi abbiamo visto sono bravissimi a spalare via in fretta, anche senza soldi.<br />
Io credo che abbia fatto molto bene il mio omonimo, seppure nemmeno parente, a evadere i suoi 12 milioni di euro di IVA. La logica non fa una grinza. Hai un sistema corrotto che indulge nella concussione ed è dunque facilmente corruttibile, che mano a mano che si sale di livello diventa sempre più faccendiere, e dall&#8217;altra parte una mandria di struzzobuoi che con la testa infilata nella sabbia, ma ormai questa è diventata merda, espongono per bene le mammelle per farsi mungere e il culo pure per divertirsi.<br />
Secondo me Andrea Ghiotto è un genio. E sia chiaro che non intendo con questo fare apologia di reato: sapete, in questa farsa di paese vale molto la forma, sia mai che io la infranga che poi rischio di non riuscire a farla franca magari un giorno infrangendola nella sostanza!<br />
Perché qui c&#8217;è un invito a nozze a fare i mascalzoni.</p>
<p>E la colpa non è dei mascalzoni.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>La bandiera&#8230; mèjo el gonfalon</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 10:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>
		<category><![CDATA[tristese]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsStamattina, leggendo su Internet le notizie che arrivano dalla Penisola Italica (e leggendo tali notizie non solo su siti italiani), ho subito pensato che le Forze dell&#8217;Ordine italiane avranno un bel daffare già da oggi e per i prossimi giorni. Eh sì, perché c&#8217;è quel famoso articolo 292 del codice penale che incombe sulle teste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/10/la-bandiera-mejo-el-gonfalon/&via=pnveneto&text=La bandiera... mèjo el gonfalon&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/10/la-bandiera-mejo-el-gonfalon/&via=pnveneto&text=La bandiera... mèjo el gonfalon&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/10/stràsa_bruxà.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8269" title="stràsa_bruxà" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/10/stràsa_bruxà-300x224.jpg" alt="Stràsa bruxà" width="300" height="224" /></a>Stamattina, leggendo su Internet le notizie che arrivano dalla Penisola Italica (e leggendo tali notizie non solo su siti italiani), ho subito pensato che le Forze dell&#8217;Ordine italiane avranno un bel daffare già da oggi e per i prossimi giorni.</p>
<p>Eh sì, perché c&#8217;è quel famoso articolo 292 del codice penale che incombe sulle teste dei cittadini di Boscoreale e Terzigno in Provincia di Napoli.  Ed una retata della Polizia sarebbe tutta da prevedere&#8230;  In teoria, almeno&#8230;  se si fosse in un Paese dove la Legge è veramente uguale per tutti.</p>
<p>Ricordiamoci cosa dice il <em>FAMOSO</em> articolo suddetto:</p>
<p><span id="more-8268"></span></p>
<p>&#8220;<strong>Art.: 292 &#8211; Vilipendio Alla Bandiera o Ad Altro Emblema Dello Stato.</strong><br />
Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.  La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.  <strong>Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.  Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.</strong> Articolo così modificato dalla L. 25 gennaio 2006.&#8221;</p>
<p>Beh!  Considerate le foto e i video che si vedono su Internet, i visi dei signori e delle signore che dovranno essere messi in gatta buia (in funzione dell&#8217;Art. 292) sono facilmente riconoscibili e quindi penso che Polizia e Carabinieri non avranno problemi ad identificarli.  Sono così bravi ad identificare gente incappucciata, poco riconoscibile e nell&#8217;ombra, figuriamoci se non riusciranno a farlo con immagini così chiare e limpide!!!</p>
<p>Noi indipendentisti conosciamo bene l&#8217;articolo 292, perché per poter professare liberamente la nostra idea indipendentista, dobbiamo fare attenzione a non incappare in errori su cose che possono sembrare ridicole e ipocrite in Stati civili, liberi e democratici, ma che potrebbero costare caro nella Penisola Italica.</p>
<p>Tanto per ricordarlo, in alcuni Stati dove la libertà di manifestare e di dire e pensare quello che si vuole è veramente garantita, anche il fatto di bruciare o deteriorare la bandiera dello Stato non è considerato reato, ma solo un modo estremo di esprimere il proprio pensiero.  Normale e ovvio, no???</p>
<p>Ma questo non è vero nella Penisola Italica e difatti esiste il famoso articolo 292.</p>
<p>A dire il vero, quello che sta capitando a Boscoreale e Terzigno non è nemmeno una pacifica manifestazione, semplice espressione di un pensiero, ma si tratta di una vera e propria attività di guerriglia, messa in atto dai cittadini di quei Comuni.  Quindi, <strong>a norma di Legge</strong>, quella gente dovrebbe essere messa dentro già per altri motivi e forse il fatto di aver bruciato la bandiera italiana è il meno grave di tutti.  Ma tant&#8217;è!!!</p>
<p>Però, sono certo che ancora una volta nel <em><strong>Paese dei due pesi e due misure</strong></em>, i fatti di ieri relativi al villipendio alla bandiera italiana verranno gestiti differentemente di come sarebbero stati gestiti altrove&#8230;  Un po&#8217; più a Nord, per esempio.</p>
<p>Penso che tutta questa storia finirà con la solita mangiata di pasta al pumarò nella piazza centrale del paese, con un <strong>vuliamoce bene</strong> generalizzato, dove gli onorevoli di destra, sinistra, centro e Lega arriveranno appositamente da Roma.  Tutti si stringeranno le mani e faranno cagnara come alla sagra del villaggio e alla fine&#8230;  alla fine tonnellate e tonnellate di spazzatura partiranno per la Germania, dove verranno incenerite ad altissimo prezzo (pagato con i soldi dello Stato, vale a dire con i soldi delle solite Regioni del Nord che ormai ben conosciamo) oppure si fermeranno in Veneto e in altre Regioni che, dato che sono brave nel riciclaggio dei rifiuti e hanno ridotto la loro quantità di spazzatura, <em><strong>&#8220;possono permettersi di prendersi quella di Napoli e dintorni&#8221;</strong></em>.</p>
<p>Ancora oggi mi giunge l&#8217;eco di un&#8217;intervista che ascoltai alla televisone due anni fa in occasione della prima crisi napoletana dei rifiuti.<br />
In quell&#8217;occasione, <em>l&#8217;intervistato diceva che dato che la Campania era ricchissima di aree protette, bellissime e che non si potevano contaminare, l&#8217;unica soluzione era di esportare i rifiuti altrove&#8230; (!!!) &#8230;</em></p>
<p>Certo che in questo momento avrei veramente una gran voglia di andare a fare una bella denuncia alla caserma dei Carabinieri o al Comando di Polizia, contro quelle persone che hanno bruciato quella bandiera e per obbligare il potere giuridico italiano e le Forze dell&#8217;Ordine di farla veramente questa retata in quei comuni napoletani.</p>
<p>Tutta questa storia, con il pensiero mi ha immediatamente portato ai fatti accaduti in Piazza San Marco, nel Maggio di tredici anni fa (1997).<br />
<strong><em>Ad un certo punto ricordo un&#8217;immagine, sia fotografica che filmata :  un agente delle Forze Speciali che staccando il nostro gonfalone dal tanko lo gettava per terra e con disprezzo ed odio lo calpestava</em></strong>.</p>
<p>Bene, cari signori che vi sentite italiani dai piedi fin a sopra i capelli, rossi, bianchi e verdi dalla pelle fino alle ossa, passando per il cuore, <em>come l&#8217;agente che calpestò il sacro gonfalone in Piazza San Marco, anche i cittadini di Boscoreale e Terzigno sono tutti il frutto di una stessa matrice, che si basa sul disprezzo, la mancanza di civiltà, la sopraffazione, la mancanza di rispetto, la mancanza di senso civico ed etico</em>&#8230;  <em><strong>In definitiva è la matrice del NON-Stato che VOI avete creato</strong><strong> e che siete orgogliosi di rappresentare</strong></em>.</p>
<p>Cari signori <em>orgogliosi della vostra italioticit</em>à, ricordate il romanzo  <em>Il Mostro di Frankestein</em>???   Ebbene, ricordatevi che ad un certo punto quel mostro si rivoltò contro il suo creatore!!!</p>
<p><em><strong>E dàto ke a no se pol dir mal de le bandiere de ke altre nasiòn, a dixemo bèn de la nostra :  Viva San Marco!!! Viva el Gonfalon !!!</strong></em></p>
<p><em>Andrea<br />
VS &#8211; Lusènburgo</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Récordi in Léngoa Vèneta – récordi teatrali – 3</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 21:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[è tutta un'altra storia]]></category>
		<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>
		<category><![CDATA[tristese]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsA gheva un fià pì de vinti àni cuando ke gheva vésto modo de vedare el laoro teatrale Raconto de ‘l Vajont, de Marco Paolini. No intendo la versiòn ke i ga mostrà a la télévixiòn inte ‘l 1997, ma una de le prime rapréxéntasiòn a ‘l publico, forse la jèra la prima asoluta. A [...]]]></description>
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<p>No intendo la versiòn ke i ga mostrà a la télévixiòn inte ‘l 1997, ma una de le prime rapréxéntasiòn a ‘l publico, forse la jèra la prima asoluta.</p>
<p>A jèrimo inte ‘l jardin de ‘na vila a Mira, drio el Navilio de la Brenta. Me pàre ke ‘l fuse el 1993, fine Setenbre o inisio de Otobre. A se podeva stare oncora fóra, ma scumisieva far fresco. <span id="more-8239"></span></p>
<p>Mi me xé senpre piaxésto el teatro, ma in cuea istà là, grasie a l’ amiga ke mi gheva a ‘l tenpo (no la voleva ke la ciàmase moroxa e cusì la xé senpre stà la me amiga) a go podésto darghe n’ acelerasiòn a ‘l me avisinamento a ‘l mondo de ‘l teatro.</p>
<p>Dàto ke anca a ela a ghe piaxeva el teatro, durante l’ istà la gheva vésto la bona idea de proporme de ‘ndare racuante volte a vedare rapréxéntasiòn ke me récordo oncora déso cofà veramente notevoli, ma cuea ke me gavarîa asà un senho la jèra l’ ultima de la stajòn istiva, el <em>Raconto de ‘l Vajont</em> <em>de Marco Paolini</em>.</p>
<p>A me récordo ke par el fresco ke ghe jèra a se jèrimo comodà co i majoni e le jake in dòso.  A farla granda, a no jèrimo pì de ‘na ventina de persone, tùte sentà inte le sedie da jardin in plastega. El palco no ‘l ghe jèra e i soli ojèti teatrali ke se vedeva i jèra ‘na lavanha in ardexia de cuele indove ke se scrive doparando i jéseti e na tola co sôra racuanti foî.</p>
<p>Paolini, prima oncora de scumisiare la só rapréxéntasiòn el gheva dito : “<em>cuesta la xé ‘na prova e voaltri sì de i spetatori de test. Tenheve pronti, parké a ghe ne gavaremo par cuatro òrete, a ghe sarà na sola pauxa e se ghavì da ‘ndare a fare le vostre robe, ‘ndeghe suito. Se voli conprarve calcòsa da manhare, là  in fondo a ghe xé el barakin, ma cuando smumisiarò el sererà</em>”.</p>
<p>Efetivamente, la rapréxéntasiòn la xé ‘ndà vanti cuatro òre gaiarde e scumisiando a le nòve e mexa de la sera, a xé imajnabile ke òra ke jèra a la fine. A me récordo ke òra de ‘ndare caxa a feva veramente fredo e scumisieva venher xo anca el caigo.</p>
<p>Bon, a vinti àni o un fià de pì, la rapréxéntasiòn ke conteva còsa ke jèra capità inte la vàle de ‘l Vajont no la podeva ke sbatociarme forte, tanto ke la récordo cìaramente oncora dèso.</p>
<p>Cuando racuanti àni dopo, inte ‘l 1997, i ga rapréxéntà el Raconto de ‘l Vajont a la télévixiòn, mi me récordo ke jèro là a vardarlo, ma co la testa a jèro tornà indrio co ‘l tenpo, a cuela sera pasà a ciaparme l’ umidità int’ un jardin de na vila a Mira. Ma de sécuro esare stà là in cuel momento, cofà spetatore de test, forse me ga asà un senho pì profondo ke gaverla vardà a la télévixiòn.</p>
<p>D’ onhi modo, a penso ke ‘l laoro teatrale Raconto de ‘l Vajont de Marco Paolini lo conosa tùti cuei ke i xé drio lèxarme in ‘sto mometo, in fin de i conti la xé stà na rapréxéntasiòn fàta in bona parte in Léngoa vèneta, ke la ga vésto vixibilità in tùto el stival italico e anca fóra e sòra de tùto ke la conteva na trajedia tùta vèneta.</p>
<p>Mi vorîa consentrarme su ‘l fàto ke ‘l autor el ga doparà la Léngoa vèneta.</p>
<p>A xé cìaro ke uno cofà Marco Paolini, ke ‘l gheva fàto de la Léngoa vèneta un vèro strumento de laoro, no ‘l podeva ke darghe carica emotiva a i personaji ke ‘l ga contà faxeondoli parlare la só vèra Léngoa.</p>
<p>Me réxulta ke oncora dèso Paolini el sipia in grado de farlo, basta scoltar parlare i personaji de ‘l Serjente su la neve (ke go vésto el piasere de vedare racuanti àni pasà a ‘l Teatro Goldoni de Venèsia), tùti contà da na medexema persona, Paolini, ma oniun co la só propia storia e vita, gràsie a la bravura de l’artista e a la caraterixasiòn de i personaji ke la tróva el só nucleo fondamentale inte l’ utilixasiòn de la Léngoa vèneta.</p>
<p>In ‘sto modo, el Raconto de ‘l Vajont el se gà caricà de pexo emosionale, ma anca de vèrità.  La rapréxéntasiòn teatrale, ke tanti i considera el inisio de ‘l teatro politico de i àni ’90 de ‘l secolo pasà, par mi la xé devenhésta pì vèra e reale anca parké Paolini  el ga fàto parlare inte la propia Léngoa màre le persone morte in cuela trajedia.</p>
<p>E mi cuela trajedia la go fàta mia, sentendola profondamente, propio parké no la go sentésta lontana, la go podésta sentire inte ‘l intimo. <em>El Raconto de ‘l Vajont el me ga tocà le raixe.</em></p>
<p>Dèso cualcuno el me dirà ke se no ghe fuse stà la bravura de ‘l atore, anca se la storia la fuse stà contà conpletamente in Léngoa vèneta no la gavarîa vésto el medexemo mordente. Su cuesto a so conpletamente concorde, ma inte ‘l raconto de Paolini i personaji ke me paseva davanti a i òci scoltando el atore ke ‘l conteva la storia, e ke lu conteva con gran maestrîa, i jèra vivi parké i riveva a spunciarme le raixe e i riveva fin là parké i jèra <em>mi / noaltri medexemi un fià de àni prima ke venhesimo a ‘l mondo</em>.</p>
<p>Vojo dire, anca cuando ghe so stà drio a la dirèta un secondo dopo ke altro de cuel ke jèra capità el 11 Setenbre 2001 a New York no me ga tocà cusì intimamente cofà la storia de ‘l Vajont contà da Paolini (o cofà la storia de ‘l serjente su la neve).</p>
<p>Inte ‘l Raconto de ‘l Vajont, Paolini el dopareva la Léngoa Italiana par la parte narativa e el dopareva la Léngoa vèneta par darghe la vita a le persone ke viveva inte i paexi snetà via da ‘l enorme muro de acua.  La sielta la me pàre justa, a xé un fià cuel ke capita cuando ke se va vedare un film indove ke i personaji i parla Léngoe difarenti e alora a se ne dopara una cofà Léngoa veicolare e ke altre Lèngoe le vien sototitolà. Par de pì a no me vedo propio un abitante de la vàle de ‘l Vajont parlare in Toscan!</p>
<p>E rivemo a ‘l punto.</p>
<p>Pensè forse ke Paolini el se renda conto de la fòrsa emosionale ke ‘l rièse a tirar fóra da i só laori cuando el fa parlare i so personaji in Léngoa vèneta?</p>
<p>Mi no lo sò, no lo conoso e no go mai vésto modo de farghe la dimanda.</p>
<p>Cuindi, <em>par un momento par ipotexi suponemo</em> ke ‘l sipia uno de cuei ke i dixe ke no, la Lèngoa vèneta no la xé na Léngoa, ma un dialeto de ‘l Italian, ke no serve insenharla a scola, ke la jèra parlà da i nostri nòni e ke se noaltri no la parlemo alora la merita de morire.</p>
<p>Ripeto, a so solo drio fare na supoxisiòn, parké no conoso la persona.</p>
<p>Bon, se cusì fuse, gavarisimo un bon exenpio de cuele tante persone ke le xé inbevéste de raixe vènete fn sôra i caveî, ma ke le preferise amalgamarse a la realtà ofisiale e cuindi negare fin a l’ evidensa pì evidente.</p>
<p>Ma còsa dixito Andrea!  Uno cofà Paolini o cofà Dario Fò i xé superiori i sa contare cuel ke noaltri no semo boni de contare !!!</p>
<p>E no !!! A xé cuà ke casca el axeno.</p>
<p>Cuelo ke sà sonare un strumento a no xé par nhente dìto ke ‘l sapia costruire o justare el tal strumento (pensè a i pianisti ke ghe serve gavere el artixan ke costruise pianoforti ke ‘l vaga a intonarghe el strumento prima de i conserti).</p>
<p>E la medexema roba vale par ki ke sa doparare cusì bèn na Léngoa tanto ke metendoghela inte la boca de personaji teatrali i rièse a farli rivivare e a tocare el anemo pì profondo de i spetatori.</p>
<p><em>Exatamente la medexema roba, de ‘l pianista e de ‘l só acordator. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>‘Sti atori, cofà Paolini, i sa fare a pièn e bèn el só laoro, ma no i xé lénguisti e no i xé persone ke le gabia fondamenti e baxi par parlare de Léngoa e Lèngoe. E tanto manco no i xé ne sociologhi ne socioléngotisti.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cusì, se a volte par radio, télévixiòn, da ‘l vivo a sentì parlare artisti, politici, notabili, e vanti cusì, de argomenti ke no i xé pretamente cueli ligà a la só arte&#8230;. beh! Cìapèli co le tenaie&#8230; E récordève ke in cuel momento, anca se i se trovase su un palco, i gavarà la vostra medexema preparasiòn su ‘l argomento Lèngoa vèneta&#8230; spècie se anca voaltri la doparè tùti i dì.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Par el resto&#8230;  Nisun xé Dio in tèra.</em></p>
<p>Par cuel ke revarda Marco Paolini, mi dixeva ke no lo conoso, e defàti la xé cusì, ma me auguro e spèro ke su la Lèngoa vèneta la pensa cofà de mi <img src='http://www.pnveneto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Andrea</em></p>
<p><em>VS – Lusènburgo</em></p>
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		<title>Récordi in Léngoa Vèneta – secondo toketo.</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 10:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsEl Lusènburgo el xé conosésto cofà Piàsa Finansiaria, cofà se dixe, parké a ghe xé tante banke de tùto el mondo.‘Ste banke le vien in Lusènburgo parké inte i àni pasà ‘sto Stato picinin incastrà tra Francia, Alemanha e België el xé sta bon de metare in piè un vèro inpero finansiario, tanto da parmetarghe [...]]]></description>
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<p>Mi so un informatego, un struca botoni i dirîa i me amighi matemateghi par ridarme drio (l’ Informatica la xé in realtà na specialixasiòn de la Matematica).</p>
<p>A pararîa ke no gabia tanto a ke fare co Finansa e robe de ‘sto xénere, ma invèse un informatego ke vien in Lusènburgo a laorare el ga alte probabilità de rétrovarse a fare software o projèti par cualke banca.</p>
<p><span id="more-8208"></span>E par farlo el ga da esare sertificà&#8230; o mèjo el pol anca no esarlo, ma tùte le banke le dimanda un minimo de sertificasiòn bancaria.</p>
<p>Cusì, la prima Vèrta (Primavera) ke stavo in Lusènburgo, a ghevo dimandà de fare de i corsi de formasiòn bancaria, dedicà a le figure profesionali cofà la mia. Na volta pasà i corsi e ciapà la sertificasiòn a se deventa <em>Professionnels du Secteur Financier (PSF)</em>.</p>
<p>‘Sti corsi i vien tenhésti da na Istitusiòn formativa ke la fa solo ke cuesto (formasiòn finansiaria e bancaria) e ke la xé sostenhésta da la Camara de Comercio Lusènburghexe. La xé na Istitusiòn veramente inportante, tanto ke i insenhanti de Economia, Finansa e materie de ‘l xénere no solo lusènburghexi, ma anca de i Stati frontalieri, i dimanda de poder insenhare in cuesto o cuel corso.</p>
<p>La prima matina ke so ‘ndà fare el primo de ‘sti corsi, a me so trovà int’ una clàse conposta da na ventina de persone. El corso el jèra tenhésto in Léngoa franxoxa. El profesore el riva puntuale e el se préxénta &#8230; nome de fameja franxoxo o d ‘onhi modo valon.</p>
<p>La prima roba ke ghemo fàto a xé stà de préxéntarse, uno par uno, dixendo come se ciamavimo, cual ke jèra la nostra profesiòn, da indove ke rivavimo, e vanti cusì.</p>
<p>Rivà el me turno, a spiego ke mi so un informatego, ke so là par ciapare la sertificasiòn PSF, ke go raixe a na ventina de kilometri da Venèsia&#8230;</p>
<p>&#8230; e a cuel punto là, el profesore el canbia el modo de vardarme, me sento come spiocià, come se gavese dito calcosa ke gheva incurioxîo oltremodo cuela persona.</p>
<p>Intanto la lesiòn continua, fin a ‘l momento de la pauxa.</p>
<p>E cusì, me rétrovo su ‘l coridoio ke ‘ndavo vèrso la makineta de ‘l cafè &#8230; e ‘sto profesore, k’ el caminava verso la makineta de ‘l cafè anca lu, el me ga dito na roba : <strong><em>de ke zona de la tèraferma ti ti xé?</em></strong></p>
<p>E me lo ga dito proprio cofà lo go scrito, no go miga tradoto !</p>
<p>El omo el me gheva parlà in Léngoa Vèneta, variante de Venèsia.</p>
<p>Alora mi ghe go dito da ke parte exata de la tèraferma venesiana mi venhèa  e suito dopo a xé tocà a mi a farghe la dimanda :  <em>ma parké el conose la Léngoa vèneta?</em></p>
<p>E lu el me conta la só storia.  Só mama, venesiana, la jèra rivà inte la zona franxoxa a i confini co ‘l Lusènburgo cuando la gheva 19 àni, la jèra venhésta co só mama e só popà, ke i jèra venhésti a sercar un fià de fortuna inte le zone de le<em> mine</em> – miniere – de fèro e carbon.</p>
<p>Na volta cuà, só mama la ga conosésto un franxoxo e la se ga maridà. Na volta ke ‘l me insenhante de materie bancarie el xé nàto, só mama co lu la ghe parlèa solo e solamente in venesian. E cusì, ‘sto profesore, a parte el Franxoxo el Inglexe e un fià de Todesco el parla fluentemente la me Léngoa màre, el Vèneto.</p>
<p>A me récordo cuela pauxa cafè come interminabile, parké ‘sto sior el se xé meso a contarme de Venèsia, de cuanto ke la ama, e de ‘sta càle e de cuela fondamenta, de ‘sto angoleto e de cuela piàseta&#8230;</p>
<p>Dopo tanti àni pasà a Venèsia par fare le scole superiori e l&#8217; Università, forse cuei posti là mi i conosevo tùti, e no ‘l me  ga stupîo pì de tanto par cuesto, ma el me ga stupîo par &#8216;l amore ke ‘l ga par Venèsia. El me ga contà de le so vixite a i parenti venesiani cofà a le esperiense pì bèle de la só vita, el me ga contà de Venèsia cofà el sol posto indove ke ‘l vorîa vivare, anca se purtropo a ghe tóca vivare in Lusènburgo, e vanti cusì.</p>
<p><em><strong>E tùto me lo ga contà in Léngoa vèneta.</strong></em></p>
<p>E pensando dèso a cuel incontro de racuanti àni pasà, a no pòso far manco de pensare a cuanto amore e pasiòn ‘sta persona la ghe metèa inte le parole ke la me dixèa, dimostrandome tùta la só réconosensa par darghe la posibilità de esare el só interlocutore e par cuesto de darghe la posibilità de doparare na Léngoa ke lo tien ligà a le só raixe&#8230; anca se lu in Vèneto no ‘l xé nàto.</p>
<p><em>E podopo a penso a cuei cuatro bacuki ke oncora i xé sentà inte i scrani de Palaso Balbi e no pòso far manco a pensarli cofà cuatro simioti (a se dovarîa dire <strong>mone</strong> se se volese parlar bèn in Vèneto) ke no i fa altro ke alsare la man par votare a favore o contro scoltando i ordini ke riva da oltre frontiera (oltre la frontiere vèneta intendo dire) &#8230; désmentegandose de le propie raixe&#8230; vènete.</em></p>
<p><em>Andrea</em></p>
<p><em>VS – Lusènburgo</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Io sono contro gli OGM</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 12:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[dati e documenti]]></category>
		<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsCari lettori che in questo momento passate per il portale del PNV, vi prego di dedicarmi un po’ del vostro tempo, l’articolo qui sotto è lunghetto e ricco di premesse, ma credetemi, io penso che valga la pena di leggerlo fino in fondo e di seguire i temi sugli OGM anche da altre angolature. Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/08/io-sono-contro-gli-ogm/&via=pnveneto&text=Io sono contro gli OGM&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/08/io-sono-contro-gli-ogm/&via=pnveneto&text=Io sono contro gli OGM&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/panòcia_ogm.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7846" title="panòcia ogm" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/panòcia_ogm-300x160.jpg" alt="panòcia ogm" width="300" height="160" /></a>Cari lettori che in questo momento passate per il portale del PNV, vi prego di dedicarmi un po’ del vostro tempo, l’articolo qui sotto è lunghetto e ricco di premesse, ma credetemi, io penso che valga la pena di leggerlo fino in fondo e di seguire i temi sugli OGM anche da altre angolature.</p>
<p>Quando ho letto i due articoli relativi agli OGM scritti qualche giorno fa sul sito del PNV, mi è venuta la voglia di partecipare allo scambio di idee sull’argomento, ma poi ho preferito aspettare.</p>
<p><span id="more-7845"></span></p>
<p>Prima di tutto perché il primo dei due interventi non era tanto incentrato sugli OGM, quanto sulla manifestazione di ammirazione del nostro Segretario Gianluca Panto verso persone (comunque venete) che da una parte o da quell’altra credono in un’idea e la difendono fino in fondo.</p>
<p>Il secondo articolo invece, più legato alle dinamiche relative agli OGM, mi ha spinto decisamente ad intervenire. E così eccomi a scrivere un altro articolo sul portale web del PNV.</p>
<p>Negli stessi giorni che i due articoli venivano scritti,casualmente mi è capitato di seguire un documentario trasmesso da un’emittente tedesca che parlava proprio dell’argomento OGM e di una vecchia conoscenza (si fa per dire, non che la conosca personalmente, ma già in passato ne avevo seguito i lavori) : Vandana Shiva.</p>
<p>E così mi è venuta l’idea di trattare l’argomento OGM proponendo un punto di vista diverso, quello socio-sperimentale.</p>
<p>Affrontando l’argomento da un punto di vista strettamente politico, chiunque fa presto a portare acqua al proprio mulino: ci si dimentica degli argomenti a proprio sfavore e si mettono in evidenza quelli a proprio favore. E viceversa ovviamente, evidenziando i punti deboli del ragionamento dell’avversario, ma al tempo stesso facendo finta di non vedere i punti forti del suo ragionamento. Con in più, purtroppo, il problema che quando in politica si discute di problemi legati a Natura e Scienza lo si fa quasi sempre in modo riduttivo e facendo soccombere la ragione scientifica alle esigenze e dinamiche della politica.</p>
<p>Lo stesso vale se si affronta l’argomento da un punto di vista filosofico. Già sostenendo l’antropocentrismo o contrastandolo ci si trova su due piani differenti e dato che il pensatore / filosofo incentrerà il proprio ragionamento sugli OGM basandosi sulla propria visione delle cose, non se ne avrà scampo, tutti vorranno avere la ragione e la verità in mano, perché prima verrà il loro modo di vedere la cosa e poi, solo in un secondo momento, l’oggetto vero del contendere.</p>
<p>Sia il livello politico che quello filosofico portano quasi sempre all’errore di fare esplicitamente o implicitamente questo ragionamento : “dato che la mia visione politica / filosofica è questa, allora il tema naturalistico / scientifico trattato deve essere per forza come lo identifico io”. Un po’ come affermare che il Sole è nero, solo perché nei miei ragionamenti politici / filosofici ho convenienza a vederlo di colore nero. Ci siamo capiti. No?!?</p>
<p>Mi viene in mente un aneddoto relativo a come gli approcci politico-filosofici di argomenti relativi a Natura e Scienza portano spesso a prendersi delle sberle clamorose.</p>
<p>Tutti sanno che il pi-greco è un numero irrazionale, vale a dire che ha infinite cifre dopo la virgola (lo impariamo alle Scuole Medie e impariamo anche il perché di tale fatto). In genere, noi ricordiamo il pi-greco al suo valore approssimato di 3.14, ma in realtà le cifre dopo la virgola non sono solo due, ma infinite. Ve lo ridordate quello che ci / vi ha insegnato la professoressa di Matematica delle Scuole Medie ?!?</p>
<p>Nel 1897, negli Stati Uniti d’America (USA), lo Stato dell’Indiana ha provato a fissare il valore del pi-greco a 3 : per Legge !!!</p>
<p>(si noti che nel 1897 la più parte dei grossi problemi matematici conosciuti al tempo erano già stati dimostrati, molti anche sperimentalmente, specie in appliczioni della Fisica, Chimica e Biologia – sarà solamente di tre anni dopo, nel 1900, il Congresso Internazionale di Matematica tenuto a Parigi, durante il quale Hilbert presentò i famosi problemi matematici ancora irrisolti).</p>
<p>In quel 1897, Il deputato T.I. Record, presentò alla Camera dei Deputati un Disegno di Legge proposto da un matematico e fisico dilettante, un tale E.J. Goodwin.</p>
<p>Nel testo del Disegno di Legge, Goodwin si presentava come colui che aveva dato soluzione a problemi matematici notevoli (che invece già da moltissimo tempo erano stati dimostrati formalmente come insolubili).</p>
<p>Il Disegno di Legge, arrivato alla Commissione Parlamentare, fu inviato alla Commissione per l’Educazione la quale diede parere favorevole e così il Parlamento dell’Indiana votò favorevolmente all’unanimità.</p>
<p>Anche il Senato dell’Indiana in prima lettura votò a favore del Disegno di Legge Goodwin.</p>
<p>La fortuna volle che tra la prima e la seconda lettura in Senato, un senatore mostrò il testo ad un professore di Matematica (per fargli conoscere questo nuovo genio matematico &#8211; !!!!! ????? !!!!!). E così, dopo una notte passata a spiegare agli altri senatori la bestialità che l’indomani avrebbero approvato, tutto si fermò lì.</p>
<p>Quindi, per un momento, cerchiamo di vedere l’argomento OGM spoglio dei suoi fattori politci e filosofici.</p>
<p>Passiamo ora al punto di vista scientifico.</p>
<p>A differenza del pi-greco, il problema degli OGM non è un problema teorico. Non è come un teorema di Matematica, affrontabile da persone intelligenti semplicemente con carta e penna.</p>
<p>Si tratta di un problema chimico-biologico, quindi ci vuole l’applicazione scientifica, la sperimentabilità, la riproducibilità, l’evidenza scientifica e l’analisi dei dati sperimentali.</p>
<p>Insomma, per gli OGM bisogna considerare anche quegli elementi che così bene Galileo Galilei introdusse nel suo periodo patavino ad inizio del 1600 (i 18 anni migliori della sua vita, comme ebbe in seguito a definirli) e che cambiarono definitivamente il modo di fare Scienza.</p>
<p>Un nobile veneziano, suo amico, quando Galileo accettò l’offerta di tornare nel Granducato di Toscana, invece di fare come gli altri nobili veneziani, cioè prenderla quasi come un’offesa personale, lo salutò e ricordò a Galileo che tutto quello che lui scoprì, inventò e costruì a Padova non era dato solo dalla sua intelligenza, ma anche dall’ambiente ricettivo (l’Università di Padova) che per 18 anni lo aveva ospitato.</p>
<p>In più, per gli OGM si parla di chimica organica e di biologia e quindi il livello di dettaglio è quello molecolare e non quello atomico. E questo fa una grande differenza:  lo sapete che le proteine animali e quelle vegetali sono differenti? E che i dietologi consigliano di mangiare molte proteine vegetali e poche proteine animali? Eppure si tratta sempre di proteine, vale a dire di molecole, vale a dire di strutture composte da atomi. Ma è come questi atomi vengono composti e di come le molecole si associano che cambia tutto il discorso e di conseguenza di come il nostro organismo li assimila o l’ambiente riesce a sopportarli.</p>
<p>E così, siamo arrivati al punto.</p>
<p>Una Commissione detta “di esperti” ha presentato alla Commissione Europea uno studio sugli OGM che ne esclude la pericolosità per l’essere umano. Peccato che il Presidente e buona parte dei componenti di tale Commissione di scienziati siano legati direttamente (ci lavorano) o indirettamente (ricevono sovenzioni private per le loro ricerche) alle più importanti società multinazionali produttrici di OGM.</p>
<p>Cosa è mancato? Galileo e i suoi successori ci direbbero che quello che è mancato è il punto di osservazione indipendente ed estraneo all’evento: se il punto di osservazione è sottoposto agli stessi eventi che sta osservando, risulta essere non oggettivo, in definitiva dà risultati sfalsati e tendenzialmente non veritieri.</p>
<p>Per di più, se si da fiducia ai risultati della Commissione scientifica relatrice presso l’Unione Europea, non solo stiamo dando fiducia a dati non attendibili dal punto di vista della sperimentazione scientifica (osservatore indipendente inesistente), ma vi è la componente politica che gioca un ruolo importante: chiedendo all’oste se il suo vino è buono, come minimo risponderà che è buonissimo.</p>
<p>Allora, come potremmo sperimetare gli OGM in maniera oggettiva?</p>
<p>Beh! In realtà l’esperimento OGM indipendente e su larga scala è già stato fatto. E qui entra in gioco il nome di Vandana Shiva e del suo Stato, l’India.</p>
<p>Breve resoconto su chi è Vandana Shiva e poi passiamo all’esperiemento sugli OGM.</p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Vandana_Shiva.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7847" title="Vandana Shiva" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Vandana_Shiva-300x297.jpg" alt="vandana shiva" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Vandana Shiva, indiana, ha un PhD (un Dottorato di Ricerca) in Fisica ottenuto in Canada, con una Tesi di Dottorato dal titolo “Variabili nascoste e località nella teoria quantistica”.  È da sempre una scienziata, ambientalista e attivista politica.</p>
<p>Considererò Vandana Shiva NON per il suo parere (nel suo caso contrario) sugli OGM, ma per i pochi dati che possiamo definire oggettivi che ha fornito, e che difatti hanno trovato contro-prova comparate con altre fonti.</p>
<p>Infatti, anche la Shiva, come tutti i politici, forse tenta di portare acqua al suo mulino. È famoso un aneddoto che lei racconta e un dato che lei fornisce.</p>
<p>L’aneddoto che racconta riguarda un suo incontro con un alto funzionario di una multinazionale che produce OGM, il quale le disse che se gli OGM forniti ai contadini indiani non dovessero funzionare o se funzionassero solo in parte per loro è tutto di guadagnato, perché il contadino andrà a comprarne ancora di più la volta sucessiva.</p>
<p>Bene, scartiamo pure questa storiella, potrebbe essere completamente falsa.</p>
<p>Ed ora il dato da NON tenere in considerazione:  Vandana Shiva dice che i suicidi tra i contadini indiani che coltivano OGM sono in percentuale maggiore rispetto a quando i contadini non lo coltivavano.</p>
<p>Relativamente a questo dato, le voci sono contrastanti, perché in generale sembra invece che in India la percentuale di contadini che si suicida sia in realtà diminuita dopo l’introduzione degli OGM. La Shiva, da buona fisica, dice che no, in realtà vi è una ridistriduzione dei dati che bisogna tenere in considerazione, per cui anche se la percentuale di sucidi di contadini è diminuita, in realtà bisogna ricordare che:  la popolazione indiana aumenta sempre di più ogni anno e tra questa il numero di contadini diminuisce (dato che gli indiani si dedicano sempre più ad attività alternative) e che per tale motivo la percentuale sembra calare, ma in realtà sta aumentando parallelamente all’uso di OGM.</p>
<p>Allora, anche qui siamo entrati in un discorso politico più che scientifico e statistico. Ci si potrebbero perdere le giornate senza capire chi ha ragione. Bene, lasciamo perdere pure questa storia dei suicidi.</p>
<p>Ma allora, cosa resta che può essere preso in considerazione per un ragionamento sperimentale affidabile?</p>
<p>Vi riporto le considerazioni fatte successivamente al 2003/ 2004, dopo circa dieci / quindici anni di utilizzo intensivo di OGM in India.</p>
<p><strong>1)</strong> Gli indiani sono più di un miliardo e mezzo.</p>
<p><strong>2)</strong> Data la popolosità dello Stato indiano, come conseguenza la popolazione contadina è altissima, si ha quindi un buon campione sperimentale.</p>
<p><strong>3)</strong> Negli ultimi dieci / quindici anni gli OGM sono stati introdotti in modo capillare nel territorio indiano. La percentuale di contadini indiani che non utilizzava OGM era ridottissima, ed era dovuta quasi esclusivamente al fatto che erano talmente poveri che non potevano permettersi di comprare le sementi OGM.</p>
<p><strong>4)</strong> Data la preparazione culturale veramente ridotta dei contadini indiani, l’idea che si era fatta passare era che con gli OGM i raccolti sarebbero stati più ricchi e che le piante coltivate sarebbero state più forti e non più attacate dagli insetti. I contadini, senza contestare alcunché, credettero ciecamente a queste affermazioni e cambiarono la loro agricoltura, passando in massa all’OGM.</p>
<p>Risultati/Informazioni presentati da Vandana Shiva dopo  alcuni anni di coltivazione intensiva degli OGM e che venivano confermati da organizzazioni governative indiane e da altri organismi esterni all’India:<strong> </strong></p>
<ul>
<li>Le coltivazioni di cotone OGM (modificato geneticamente per essere immune agli insetti) iniziano ad essere sempre più frequentemente attaccate da piccoli bruchi i quali si sono modificati geneticamente in modo naturale per adattarsi alle nuove modifiche genetiche artificiali incontratre nel loro cibo.</li>
<li>Le multinazionali OGM che vendono i semi di cotone ai contadini indiani come soluzione non hanno trovato niente di meglio che proporre a tali contadini gli stessi semi OGM con in più un nuovo insetticida specifico per tali bruchi.</li>
</ul>
<p><em><strong>Ma, allora, a cosa servono gli OGM se alla fine bisogna addoperare ancora gli insetticidi?</strong></em></p>
<ul>
<li>La distribuzione di massa di riso e cereali OGM ai contadini indiani, ha portato alla veloce perdita della biodiversità delle specie esistenti in Natura. In definitiva, le molteplici specie di riso e le molteplici specie di cereali esistenti in Natura sono scomparse molto velocemente, perché più nessuno le ha coltivate e perché le sementi OGM (sempre le solite e di pochi tipi) venivano seminate ovunque.</li>
</ul>
<p>Relativamente a questo ultimo punto, c’è da dire che Vandana Shiva aveva previsto questo rischio di estinzione della biodiversità dei cereali presenti in Natura e così, già da molti anni ha creato la banca dei cereali autoctoni. In sostanza, a tutti quei contadini indiani che rinunciano agli OGM, Vandana Shiva dà la possibilità di seminare le specie autoctone di riso e altri cereali, fornendoli loro grazie allo stockaggio preventivo fatto negli anni passati. In più, Vandana Shiva fornisce a tali contadini la consulenza per insegnare loro a tenere lontani gli insetti e i nemici naturali dalle loro piante di cotone, riso e cereali in genere, senza l’uso di insetticidi.</p>
<p><em>I contadini indiani afferenti al programma di Vandana Shiva sono attualemente circa 10.000.000 (dieci milioni).</em></p>
<p><em>I contadini che hanno accettato di seguire il programma di ripopolamento dei cereali autoctoni proposto da Vandana Shiva lamentano il fatto che i cereali naturali faticano a recuperare spazio tra le numerosissime coltivazioni OGM, quindi il processo di recupero della biodiversità pre-esistente è lento e il successo non è assicurato.</em></p>
<p>Come avrete compreso, finora non mi sono addentrato nel discorso relativo alla pericolosità diretta che gli OGM possono avere per l’uomo, ma risulta chiaro che la semina libera di OGM nel giro di qualche anno ne porta ad un uso spropositato tra le grandi masse di individui (si vedano i milioni e milioni di contadini indiani), provocando un automatico stravolgimento della biodiversità dell’ecosistema locale che se non corretto per tempo rischia di essere irreversibile.</p>
<p>Ritengo quindi che gli OGM non siano utilizzabili al di fuori di specifici contesti controllati (per esempio per la ricerca, per ragioni medici, ecc.) e al di fuori di specifici usi, esattamente come si fa per tanti tipi di elementi chimici, molecolari o per le medicine.</p>
<p>E qui finisce l’utilizzo dell’inconscio e involontario esperimento indiano.</p>
<p>Relativamente alla pericolosità degli OGM per l’essere umano, mi permetto di suggerire un tema che potrebbe essere interessante sviscerare.  Chissà, magari mi sto solo sbagliando, ma mi piacerebbe che venisse confermato l’erorre nell’ipotesi che segue.</p>
<p>Vi ricordate del morbo della mucca pazza?</p>
<p>Tale morbo era stato provocato dal mangime strutturato che veniva dato da mangiare alle mucche. In sostanza si trattava di un mangime vegetale arricchito però con proteine e grassi di derivazione animale (spesso bovino).</p>
<p>Personalmente mi sembra di vedere un isomorfismo tra quel tipo di mangimi arricchiti con grassi e proteine di derivazione animale e gli innesti di DNA di origine animale nel DNA di un vegetale così come si fanno creando buona parte degli OGM.</p>
<p>A vostro avviso, il mio è solo un abbaglio?</p>
<p><em>Andrea</em></p>
<p><em>PNV Lusénburgo</em></p>
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		<title>Il degrado di Venezia, nel disinteresse italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[dati e documenti]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera ricevuta da un nostro lettore, che spiega bene come le istituzioni pubbliche veneziane e italiane non diano certo un bell&#8217;esempio di civismo e tutela del nostro patrimonio artistico secolare. L&#8217;indipendenza del Veneto ci serve anche per tutelare la nostra cultura.</p>
<blockquote><p><em>Questo pomeriggio (26 luglio 2010, ndr), sulla facciata di Palazzo Gussoni-Algarotti (civico Castello 5601) che da sul Rio della Fava, era appoggiato sul davanzale un frammento di pietra d&#8217;Istria, corrispondente ad una porzione della decorazione di una finestra.</em></p>
<p><em>La finestra corrisponde a quella a destra dalla porta d&#8217;acqua, vedendo il prospetto acqueo è la prima a destra.</em></p>
<p><em>L&#8217;edificio del secolo XV è vincolato dalla Soprintendenza ed è uno degli esempi più interessanti di edilizia civile rinascimentale della città.</em></p>
<p><em><span id="more-7780"></span>Accortomi del distacco di questo frammento, che nella totalità non copre la superficie mancante ma una buona parte, ho chiesto ad un gondoliere che transitava sul Rio della Fava di prelevarlo e di consegnarmelo in modo che non cadesse in acqua.</em></p>
<p><em>Probabilmente il frammento era li da molti giorni senza che nessuno (Vigili dei Canali, Soprintendenza, ecc.) se ne accorgesse.</em></p>
<div id="attachment_7783" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-7783" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-2-225x300.jpg" alt="Palazzo Gussoni-Algarotti" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Gussoni-Algarotti</p></div>
<p><em>Probabilmente, visto anche la dimensione dell&#8217;area interessata, il frammento in pietra d&#8217;Istria si è staccato in seguito all&#8217;urto di una delle numerose barche che transitano in quel rio per lo scalo merci, in una situazione favorita da un&#8217;acqua alta pronunciata.</em></p>
<p><em>Rimane il fatto grave che la SOPRINTENDENZA e&#8217; il vero assente in una azione di doveroso monitoraggio della città e sembra sempre di più un organismo parassitario più che un ente che ha come scopo quello di tutelare il patrimonio artistico mirandone e favorendo la conservazione ed il restauro.</em></p>
<p><em>Si allegano 4 immagini inerenti alla segnalazione.</em></p>
<p><em>Cordialmente</em></p>
<p><em>Piero Pazzi</em></p>
<p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-3.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7784" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-4.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7785" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/Palazzo-Gussoni-Algarotti-4-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><br />
</span></em></p></blockquote>
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		<title>Sempre a proposito di scritte monolingua e becero nazionalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsRiceviamo e volentieri pubblichiamo. Egregio signor Ministro Raffaele Fitto, Ho letto nella stampa del 23 luglio u.s. le Sue esternazioni rispetto a certa segnaletica in lingua tedesca nella Provincia Autonoma di Bolzano. Mi sembra di ravvisare una contiguità con gli orientamenti attuati ai tempi del Regime da Ettore Tolomei, che ora sarebbero tuttavia impugnabili di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/07/sempre-a-proposito-di-scritte-monolingua-e-becero-nazionalismo/&via=pnveneto&text=Sempre a proposito di scritte monolingua e becero nazionalismo&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/07/sempre-a-proposito-di-scritte-monolingua-e-becero-nazionalismo/&via=pnveneto&text=Sempre a proposito di scritte monolingua e becero nazionalismo&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/sud-tirol.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7778" title="sud tirol" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/sud-tirol-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Riceviamo e volentieri pubblichiamo.</em></p>
<p>Egregio signor Ministro Raffaele Fitto,</p>
<p>Ho letto nella stampa del 23 luglio u.s. le Sue esternazioni rispetto a certa segnaletica in lingua tedesca nella Provincia Autonoma di Bolzano. Mi sembra di ravvisare una contiguità con gli orientamenti attuati ai tempi del Regime da Ettore Tolomei, che ora sarebbero tuttavia impugnabili di fronte alle competenti Corti Europee. L’attenzione della cultura e dell’opinione pubblica al problema non mancherà, secondo la mia impressione. Interessante è, intanto, l’intervento su “La Repubblica” del 25 luglio u.s., pag. 24, in cui si sconfessa certa miopia burocratica.</p>
<p>Le scritte contestate si riferiscono a particolari, tipiche, irripetibili situazioni topografiche e connotano sentieri, fonti, antichi masi, situazioni stabilite da norme spesso consolidate fin dal IV secolo d.C.- Una loro traduzione sarebbe impossibile senza sfiorare il ridicolo.</p>
<p>Locali italiani in Austria e in Germania espongono insegne con espressioni intraducibili. Facciamo l’esempio di “<em>anema e cozze</em>”, che contiene assonanze inesistenti in altre lingue e quindi ogni traduzione sarebbe un paradosso. Ebbene, a nessuno in quelle Nazioni è venuto in mente di pretenderne la traduzione in tedesco!- Ma quella comprensione sarebbe un comportamento da “<em>barbari</em>”, incomprensibile e inattuabile da civili complessi di superiorità.</p>
<p>Le comunità cinesi in talune città italiane espongono intanto le loro indicazioni monolingui con vistosi ideogrammi. Gli intraprendenti politici non provano nemmeno ad opporsi. Nel caso dei silenziosi ma tenaci montanari, conservatori di un paesaggio unico nel suo genere, il caso è diverso, si ritiene. Chissà mai quali pericoli possano essere insiti in una toponomastica autentica e non addomesticata!</p>
<p>Vede, signor Ministro, da esperto insegnante tutelato da un’immunità anagrafica posso rispettosamente assicurare che l’attaccamento alle tradizioni non significa propriamente ostilità verso qualcuno o qualcosa. Gli effetti del nazionalismo invece sì!-  Nel frattempo a pensar male si commette peccato, ma si indovina, come è stato autorevolmente sostenuto.</p>
<p>Lei comprensibilmente non mi risponderà. Il Pontefice e la Cancelliera Angela Merkel riscontrano la posta in circa un mese. Ma ciò corrisponderebbe a un modello da “<em>barbari</em>” di scolastica memoria, gravati per di più dalla convinzione che ognuno abbia la propria lingua e non sia il caso di decaffeinare quella altrui. Siffatta mentalità montanara non potrebbe essere, secondo alcuni,  ravvisabile in più elevati orientamenti centralistici.</p>
<p>I migliori saluti.</p>
<p>Prof.  <strong><em>Nerio  de  Carlo</em></strong></p>
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		<title>A son fiero de esar Veneto</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsEsar veneti vol dir no mołar mai, catar senpre la forsa e ła voja de nar vanti. Naltri a semo come łe formighe, no se incontentemo de esar mantegnùi. A ghemo na energia e na voja de libartà che xe straordinarie. No xe da tuti. Pensa che anca se semo soto el taco del stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/06/a-son-fiero-de-esar-veneto/&via=pnveneto&text=A son fiero de esar Veneto&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/06/a-son-fiero-de-esar-veneto/&via=pnveneto&text=A son fiero de esar Veneto&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/06/serenissima1650.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7590" title="serenissima1650" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/06/serenissima1650-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>Esar veneti vol dir no mołar mai, catar senpre la forsa e ła voja de nar vanti. Naltri a semo come łe formighe, no se incontentemo de esar mantegnùi. A ghemo na energia e na voja de libartà che xe straordinarie. No xe da tuti.</p>
<p>Pensa che anca se semo soto el taco del stato deła mafia, na roba inprexentabiłe e da vergognarse a esarghine parte, a ghemo anca el corajo de difenderlo pì de chealtri, sensa rendarse conto che ła nostra vera Patria ła se ciama Venetia. E che Patria! E che storia! E che cultura!</p>
<p>Mi ghe vojo ben ai olandexi, ai todeschi, ai striaci: al steso modo a ghe vojo ben ai miłanexi, ai napołetani e ai romani. Ma noi xe me fradei. I me fradei i xe soło che i veneti.</p>
<p>Naltri a semo un Popoło grando, un Popoło vero. Se fusimo indipendenti, se podesimo dimostrar el nostro vałor vero anca come stato, podarisimo dar na man a far ndar mejo anca tuto el mondo, a scumisiar da st’altri Popołi deła penixoła, opresi come naltri da un stato oribiłe, in man ała mafia. Un stato che a volte el se prexenta cołe fatese oribiłi de cualche veneto snaturà. Come chel Brancher, de cui no podemo de sicuro esar fieri.</p>
<p>Pensemo ałora a cuando che ghemo dato na bota de splendor a tuta Europa. I ło ciama “Rinascimento italiano”, ma el gera el Rinasimento Veneto, Toscan, Napołetan, Siculo. Co che gerimo indipendenti e responsabiłi a ghemo dato el mejo de naltri. E ło steso i gà fato i altri Popołi deła penixoła.</p>
<p>El stato Italia el xe un morto che camina. Un stato ndoe prevale l’odio. Se creemo ła Venetia indipendente, ła Sicilia indipendente, ła Sardigna indipendente, ła Toscana indipendente, i sarà stati ndoe che vinsarà l’amor.<br />
Par difisiłe, ma xe ła roba pì fasiłe del mondo. Basta che desidemo de esar responsabiłi. De vołer esar libari. E niente e gnisun ne pol fermar.</p>
<p>Łori i pol soło sercar de contarne bałe. Bałe pa dir che co l’indipendensa saremo pì poareti. E no xe vero, parché co l’indipendensa saremo el stato pì fiorente d’Europa,  el primo pa inovasion e fermento cultural. Ara łe Fiandre, i ghe sta rivando. Epur el partito indipendentista che gà vinto łe elesion el xe nato soło che inte’l 2001. A vutu che naltri veneti semo de manco dei fiaminghi? A no penso proprio!  Ara i scosexi. I gà un primo ministro indipendentista e i sta costruendose el futuro de novo stato indipendente deła Scosia. E sì che noi gà mia ła nostra forsa economica! Ara i catałani, anca łori i sta ndando verso ła costrusion deła Catalunya libara ndoe che tuti i parla catałan. Epur 30 àni fa i ło parlava manco in proporsion a cuanto naltri parlemo in veneto!</p>
<p>Insoma, a podemo girarse ndoe che vołemo, ma vedemo soło che speci de cuanto che se sta ben come stato indipendente e cuanto che stemo mal soto el taco talian. Cosa spetemo, ałora?</p>
<p>Cosa spetemo a <a href="http://www.pnveneto.org/entra-nel-pnv/iscrivate-on-line/">iscrivarse</a> suìto al Partito Nasional Veneto, a darghe forsa ała batałia połitica pa ła nostra indipendensa?<br />
Basta che gheła mołemo de credar ałe bałe dei so giornai e dełe so tełevixion, pagae coi nostri schei pa tegnerne ignoranti de cuanto che semo forti, naltri veneti.</p>
<p><strong>Mi a son fiero de esar veneto! <a href="http://www.facebook.com/pages/A-son-fiero-de-esar-Veneto/72626470834" target="_blank">E ti?</a></strong></p>
<p><em>Gianluca Busato<br />
PNV Trevixo</em></p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=7589&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Lucio Chiavegato: &#8220;ecco perché non farò il segretario del PNV&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 09:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsPerché sarei onorato di essere il segretario del PNV ma allo stesso tempo non credo sia il momento opportuno per tale decisione. Caro Gianluca e cari amici del PNV. Dopo essere stato nel freezer per 3 anni, a seguito delusioni avute dal corso del PNE, post mortem Giorgio Panto, mi ero promesso di stare fermo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/05/lucio-chiavegato-ecco-perche-non-faro-il-segretario-del-pnv/&via=pnveneto&text=Lucio Chiavegato: "ecco perché non farò il segretario del PNV"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/05/lucio-chiavegato-ecco-perche-non-faro-il-segretario-del-pnv/&via=pnveneto&text=Lucio Chiavegato: "ecco perché non farò il segretario del PNV"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/05/chiavegato.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7375" title="chiavegato" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/05/chiavegato.jpg" alt="" width="251" height="235" /></a>Perché sarei onorato di essere il segretario del PNV ma allo stesso tempo non credo sia il momento opportuno per tale decisione.</em></p>
<p>Caro Gianluca e cari amici del PNV.</p>
<p>Dopo essere stato nel freezer per 3 anni, a seguito delusioni avute dal corso del PNE, post mortem Giorgio Panto,  mi ero promesso di stare fermo alla finestra e guardare il panorama Veneto- venetista, ma vedendo la vostra-nostra euforia e concretezza non ho potuto far altro che aggregarmi al PNV.<br />
Ho fatto la mia corsa elettorale, forse non al 100%, ma di sicuro con tutte le forze e tempo a mia disposizione .<br />
Il risultato da noi ottenuto non mi ha sorpreso, anzi mi ha dato ancora una volta la spinta necessaria a proseguire il cammino con il PNV, di cui sono fiero di farne parte malgrado la mancanza di una mia tessera attuale.<br />
<span id="more-7374"></span>Ho dato tanto nella mia vita, veramente tanto, a fianco di Fabio Padovan, con il Fronte Marco Polo, con la Liga Fronte Veneto, con il PNE di Giorgio Panto ed  in tutte le battaglie che si sono presentate, ho corso per tutto il Veneto nei momenti più difficili togliendo tempo ed energie al mio lavoro ed alla mia famiglia. San Donà di Piave, Torre di Mosto dove abbiamo assaggiato i manganelli a manico rovescio con annesso moschettone della polizia fascista italiana.<br />
Fatti? Direi di si.<br />
Rovigo, Mestre, Belluno, e poi Valdossola, Verbania, Domodossola, Milano, Verona , Padova, Venezia, ecc, ci sono stato con gli amici del LIFE.<br />
E come non ricordarsi le mie presenze al Parlamento del Nord di Mantova con Miglio e con la ormai defunta Lega Nord di lotta e di denucia del sistema italico?<br />
Cosa abbiamo ottenuto si chiedono in tanti?<br />
Abbiamo ottenuto la consapevolezza che un pugno di uomini decisi e convinti delle proprie idee valgono 1.000 volte il numeroso ciarpame partitico che ci rappresenta.<br />
Odio i traditori e odio la Lega Nord, non i leghisti ..quelli mi fanno tenerezza e allo stesso tempo tristezza.<br />
Odio chi sta bloccando il rinnovamento e il vero cambiamento che dovrebbe essere avvenuto in questi anni ed invece si è venduto per una carega romana e per favori personali. La pagheranno cara.<br />
Questo sono io, guerriero, ma allo stesso tempo (forse per l’età non più giovane) anche capace di ascoltare e di far ascoltare.<br />
Ora mi si propone la candidatura a segretario del PNV, ne sono fiero ed orgoglioso di questa possibilità, veramente e ringrazio tutti voi per ciò che mi avete dato. In primis le donne PNV, Sabrina, Alessia, le Patrizie veronesi e tutte quelle che ho conosciuto, e poi tu Gianluca che ti ho sempre ammirato, Panto, Lodovico, Massimo, i padovani  i vicentini, i trevisani, i veneziani e tutti quelli che ho avuto l’onore di trovare in questa pazza corsa elettorale. Grazie a tutti.<br />
Voglio ora dire chiaramente il perché del mio declino a questo vostro invito di candidatura.<br />
Sarò semplice ma voglio che capiate bene cosa mi porta a questa scelta .<br />
L’importanza del momento storico si evince benissimo dai fatti quotidiani e dalla crisi che sta attanagliando lo stato fantoccio di cui purtroppo facciamo parte.<br />
La mia volontà ed interesse attuale si sposta ad una unica meta e cioè all’unità del Popolo Veneto.<br />
Abbiamo gruppi di persone che vagano nella nostra Terra come vagabondi erranti alla ricerca di una stessa meta, tutti parlano e combattono quotidianamente una battaglia comune, la libertà e il sogno di un nuovo Stato Veneto.<br />
Tutti sanno che ci sono altri gruppi sparsi e tutti marciano disordinatamente in più direzioni senza riuscire a raggrupparsi ed a volte, spesso, criticando il cammino degli altri, dimenticando che anche il loro non è perfetto.<br />
Cosa manca a questo Popolo?<br />
Una guida?<br />
No manca solo la mappa per arrivare; la loro diversità è la loro forza ed allo stesso tempo il tallone d’Achille della riuscita comune.<br />
Ecco cari amici, io vorrei dare la mia forza e la mia convinzione per raggruppare TUTTI, e quando indico questi soggetti parlo di Veneti INDIPENDENTISTI e non di puttane asservite ai partiti romani italioti.<br />
Chi si è prostituito non può essere accettato nel cammino, andrà da solo con il proprio marchio di traditore.<br />
Ma gli altri credo che ormai abbiano esaurito la forza di proseguire.<br />
Ecco io vorrei che il PNV come gli altri Indipendentisti si aggregassero in questa nuova bandiera (non partito), ed ognuno, mantenendo il proprio status, mandasse il proprio rappresentante per sedersi ad un comune tavolo di discussione e soprattutto di lavoro per iniziare questo cammino INDISPENSABILE per dare credibilità alla meta da raggiungere.<br />
Il nostro essere lupi, ci da si il rispetto del cacciatore, ma allo stesso tempo incute la paura delle pecore, che si inchinano al nostro passaggio ma poi una volta lontani continueranno a  brucare l’erba che verrà loro offerta anche dal nemico che le mette all’ingrasso solo per macellarle.<br />
Credo in questo progetto, credo che il PNV sia in dovere di essere il primo partito a farne parte, credo che nel PNV ci siano persone in grado di fare il segretario e segretaria ben meglio di me!<br />
Datemi questa opportunità di spianare la pista d’atterraggio e di far arrivare tutti gli ospiti Veneti al tavolo d’incontro per cominciare da….(non vi dico altro!), voglio solo TUTTI e ripeto TUTTI coloro che sanno e DEVONO partecipare.<br />
E’ una grande opportunità, se non ora quando?<br />
Vorrei che questa mia lettera fosse divulgata anche agli amici Veneti indipendentisti di tutti gli altri movimenti e partiti ma questo vorrei fosse fatto a seguito di decisione comune del PNV di cui rispetto la mia appartenenza.<br />
Grazie</p>
<p>Lucio</p>
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		<title>La nostalgia dell&#8217;emigrato</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 15:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics Per chi ha avuto esperienza di vita in altri luoghi diversi da quello di nascita, pare che immancabilmente arrivi prima o poi il momento della nostalgia per la sua &#8220;terra natale&#8221;. Sentivo che anche chi, a dispetto delle penose condizioni del luogo di origine da cui era letteralmente fuggito, arrivi prima o poi questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/04/la-nostalgia-dellemigrato/&via=pnveneto&text=La nostalgia dell'emigrato&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/04/la-nostalgia-dellemigrato/&via=pnveneto&text=La nostalgia dell'emigrato&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/04/nostalgia.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-7216" title="nostalgia" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/04/nostalgia.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/04/nostalgia.jpg" target="_blank"></a>Per chi ha avuto esperienza di vita in altri luoghi diversi da quello di nascita, pare che immancabilmente arrivi prima o poi il momento della nostalgia per la sua &#8220;terra natale&#8221;.<br />
Sentivo che anche chi, a dispetto delle penose condizioni del luogo di origine da cui era letteralmente fuggito, arrivi prima o poi questo momento.<br />
A volte chi ha la fortuna ritorna, e trova pace con sé stesso, altre volte l&#8217;esperienza dura poco e riemergono le ragioni che lo avevano fatto fuggire. Altre ancora il biglietto è risultato di sola andata, e questa mania viene lentamente trasferita ai figli, che vivono in un paese che in realtà è il loro ma con un mito di un&#8217;altro luogo: quello dei/del genitore.<br />
Un mito che non verrà mai capito, poiché per conoscere un luogo occorre viverci e farci delle esperienze, e non per un giorno. Per esempio, per chi vive da dipendente e magari ha una posizione importante e su posti pubblici, in Italia può anche star bene. Un paese sostanzialmente comunista infatti funziona relativamente bene con chi altro non fa che seguire le direttive di qualcun&#8217;altro, per definizione, e risulta in una categoria protetta. Poi magari arriva il giorno che serve una cura medica, o qualche altro servizio fondato sul monopolio di stato, ed allora improvvisamente si apre la voragine, ma fino ad allora tutto può apparire liscio.</p>
<p><span id="more-7212"></span>Ma da dove arriva questo sentimento di nostalgia? Io ovviamente non posso dare risposte, però ho cercato di farmene un&#8217;idea, e provo condividerla.<br />
Mi sono chiesto infatti cosa davvero resta ad una persona a distanza di anni nei suoi ricordi, tale da farli riemergere. Sicuramente sono le esperienze forti, e quelle che restano nella nostra mente come legami affettivi. Sono cioè quegli elementi che ci hanno permesso di formarci come persone e ci hanno permesso di sopravvivere alla legge della natura. L&#8217;incidente in cucina, il morso di un cane a cui si era data troppa confidenza, lo schiaffo del genitore in risposta ad un azzardo, la leggerezza nel gestire un lavoro che ci ha procurato un licenziamento, il calore e l&#8217;affetto della madre, l&#8217;aiuto ricevuto quando si stava male, il primo bacio, il sentimento per la ragazza/il ragazzo del terzo banco&#8230;</p>
<p>Molti di questi eventi sono rimasti come una impronta indelebile nella nostra mente. Ma se quelli dolorosi ci hanno servito per evitare di fare lo stesso errore, sono quelli affettivi ovvero quelli in cui abbiamo ricevuto amore e amicizia, che tendiamo a preferire come ricordo.<br />
Inoltre sappiamo che le esperienze di relazione sociale infantili e adolescenziali sono quelle che restano maggiormente impresse nella nostra mente. Dopo i venti, venticinque anni infatti iniziano a restare di più le relazioni intrafamigliari: la moglie, i figli; mentre tendono a sfumare quelle extrafamigliari.<br />
I nostri veri amici in fondo sono sempre quelli che ci siamo fatti a 15 anni.<br />
Sono loro che ricorderemo e ci toccheranno di più quando leggeremo l&#8217;epigrafe di qualcuno di loro.</p>
<p>Dunque, se questi sono gli aspetti affettivi più forti, io credo che la nostalgia di un luogo altro non sia che l&#8217;evocazione che quel luogo crea nella nostra mente richiamando quegli affetti.<br />
E al di là delle persone infatti non sarei capace di individuare un sentimento di nostalgia per i luoghi, di per sé. E&#8217; chiaro che anche un luogo ci può attrarre e può darci delle emozioni. Ma più che le emozioni del luogo in sé è ciò che evoca che ci procura nostalgia.</p>
<p>Se è così, allora anche chi si sposta da una città ad un&#8217;altra è un emigrato.<br />
Ed in effetti, a ben guardare, io ho avuto questa sensazione. Certo l&#8217;essermi spostato di pochi chilometri non crea particolari nostalgie. Ma io avevo un po&#8217; rotto con il mio paese d&#8217;infanzia, e non ci ero tornato che a Natale, a casa di mia madre, e raramente per salutare qualche parente.<br />
Ed è vero, a distanza di anni un luogo evoca amici perduti, che ritornando si trovano di nuovo e sembra di essere tornati in famiglia, di essere a casa, la nostra vera casa.<br />
A me (chissà quali erano i motivi di quella rottura) era capitato un po&#8217; questo.<br />
Resta il ricordo, i luoghi che a distanza di anni evocano quei ricordi lontani nel tempo che furono della nostra adolescenza.</p>
<p>E&#8217; una cosa simile la nostalgia dell&#8217;emigrato? Di nuovo, io non lo so. Ma cerco di capire.<br />
Lo dico perché se le cose stanno così, cioè se sono i ricordi di adolescenza che ci tengono legati ad un luogo, allora non c&#8217;è molta speranza. Se viviamo sempre nello stesso posto, con il passare del tempo ci assuefiamo al fatto che perderemo di vista chi era stato nostro amico, e magari oggi si comporta in modo tuttaltro che amico. Passata la sbornia del ritorno, pian piano si scopre che il passato ha lasciato molta polvere.</p>
<p>Un luogo evoca i ricordi. Anche i luoghi di vacanza dovrebbero, ed infatti talvolta evocano in noi della nostalgia. Tuttavia in quel caso non siamo continuamente morsi dalla nostalgia di quel luogo di vacanza. La ragione è evidente, siamo consapevoli che quello era un luogo di passaggio, non era il luogo della nostra vita, ma la nostra vita che vi era passata.</p>
<p>Invece siamo convinti che quel luogo in cui la nostra vita si era sviluppata, ebbene quello sia il nostro vero posto.<br />
Che differenza passa tra vivere in un posto e considerare lo stesso posto il luogo della nostra vita? Razionalmente non c&#8217;è differenza, poiché la nostra vita è tale a prescindere dal luogo.</p>
<p>Ma forse è questo il problema dell&#8217;emigrato. Il suo problema è che dei suoi sentimenti non può fare razionalità, e allora gli resta l&#8217;illusione che quel luogo sia stato quello della sua vita, e nessun altro. Non certo quello in cui, per bene che si viva, ha scelto di insediarsi.<br />
In realtà c&#8217;è dell&#8217;altro. C&#8217;è la insoddisfazione. Ci si è sposati con un luogo per necessità, ma non per amore. Non è come quando si sceglie la nuova casa, per costruire la nuova vita.<br />
No. E&#8217; scegliere un appartamento conveniente, ma emotivamente sconveniente e di cui saremo sempre insoddisfatti.</p>
<p>In questo modo non si costruisce la propria vita, che resta sospesa in attesa del ritorno, o nella speranza di esso. Non ci si impegna sul nuovo posto, perché non lo si riconosce come la terra promessa, ma solo una terra di mezzo.<br />
E resta il mito.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>25 aprile &#8211; esponiamo il Gonfalone di San Marco</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:28:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsRiceviamo e volentieri pubblichiamo: Il 25 Aprile esponiamo con orgoglio la nostra bandiera Veneta Un malinteso sentimento di integrazione verso persone di culture, religioni e usanze diverse provenienti da altri continenti o regioni d&#8217;Italia, si trasforma per alcuni in uno strumento di autocensura nei diversi contesti sociali in cui normalmente manifestiamo gli aspetti della nostra identità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/04/25-aprile-esponiamo-il-gonfalone-di-san-marco/&via=pnveneto&text=25 aprile - esponiamo il Gonfalone di San Marco&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2010/04/25-aprile-esponiamo-il-gonfalone-di-san-marco/&via=pnveneto&text=25 aprile - esponiamo il Gonfalone di San Marco&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo:</em></p>
<h2 style="text-align: center;">Il 25 Aprile esponiamo con orgoglio la nostra bandiera Veneta</h2>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/04/bepin-segato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7177" title="bepin-segato" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/04/bepin-segato.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a>Un malinteso sentimento di integrazione verso persone di culture, religioni e usanze diverse provenienti da altri continenti o regioni d&#8217;Italia, si trasforma per alcuni in uno strumento di autocensura nei diversi contesti sociali in cui normalmente manifestiamo gli aspetti della nostra identità collettiva. Si parli dell&#8217;esposizione dei crocefissi in luoghi pubblici, dell&#8217;allestimento dei tradizionali presepi natalizi o addirittura della preparazione di piatti della nostra cultura enogastronomica, si sentono qua e là voci di funzionari o semplici cittadini che chiedono di rinunciare alle nostre usanze per &#8220;paura di offendere&#8221; coloro che provengono da altri contesti.</p>
<p><span id="more-7178"></span>Una sorta di <em>cupio dissolvi, </em>di nichilistica rassegnazione di cui evidentemente è affetta una piccola minoranza della nostra gente che sta perdendo le ragioni stesse del vivere collettivo e comunitario senza ricevere nulla in cambio da quella <em>società fluida </em>impersonale, individualista, disperatamente disgregata, che in una parola chiamiamo &#8220;globalizzata&#8221;. Eppure la perdita di senso esiste solo per coloro che con ostinazione coltivano l&#8217;oblìo e la cancellazione della nostra memoria collettiva.</p>
<p>Ci sono simboli, date, ricorrenze che non passano e non passeranno. Una di queste è sicuramente il 25 Aprile, ricorrenza di San Marco patrono delle Genti Venete. E&#8217; una ricorrenza religiosa che la Serenissima Repubblica ha reso anche e soprattutto civile rivendicandone simbologia e valenze nella sua stessa bandiera. Da secoli, in effetti, esprime il massimo momento di unità del Popolo Veneto.</p>
<p>In questa data riaffermiamo quindi il sentimento di continuità ideale che ci lega ai nostri avi ed ai nostri posteri. E riaffermiamo in pari tempo le idee cardine che la concezione politica Veneta ha espresso in più di un millennio di indipendenza e due secoli di insorgenze e rivolte e proteste per riconquistarla: l&#8217;idea che il bene comune debba prevalere sugli interessi particolari, l&#8217;idea che l&#8217;uomo di Stato debba essere al servizio della Nazione tanto offrire ad essa la vita se necessario, l&#8217;idea che lo scopo dell&#8217;esercizio del potere è la limitazione degli abusi e dei soprusi verso le classi deboli della società. Un&#8217;idea del mondo, questa, ben chiara nella testa di quei patrizi Veneziani che si facevano decapitare o spellare vivi a Cipro per non arrendersi alla più bassa barbarie ottomana; quelli che sotto le mura di Padova hanno umiliato gli avidi imperatori della Lega di Cambray resistendo al più gigantesco assedio che l&#8217;Europa avesse visto; o quei contadini vicentini che si facevano squartare dalle soldataglie napoleoniche piuttosto che ammainare la bandiera di San Marco. Crediamo che quei valori e quell&#8217;idea del mondo siano attuali oggi più che mai e sono simboleggiati dalla nostra bandiera, &#8220;<em>carica di gloria vera</em>&#8221; come recita l&#8217;inno ad essa dedicato composto da Giuseppe Segato.</p>
<p><strong>Il 25 Aprile, invitiamo pertanto i Veneti ad esporre con orgoglio la bandiera Veneta dalla propria abitazione</strong>.<strong> E&#8217; un segno di continuità di cui andare fieri.</strong></p>
<p>La cultura del niente, la &#8220;paura di offendere&#8221; sono figlie di un oblìo forzato che non ha più ragion d&#8217;essere. E&#8217; ora di voltare finalmente pagina.</p>
<p>Moreno Menini<br />
Associazione culturale<br />
<span style="color: #888888;">&#8220;Bepin Segato&#8221;</span></p>
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