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	<title>Veneto Stato è un dovere &#124; PNV. Press News Veneto &#187; temi internazionali</title>
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	<description>Veneto Stato è un dovere &#124; PNV. Press News Veneto</description>
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		<title>Made, built, and run in Scotland</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pnv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTratto da LibertariaNation.org Sono un indipendentista soprattutto per il fatto di essere un libertarian. Al netto delle sacrosante motivazioni storiche e culturali, penso che un Veneto indipendente e aperto al libero mercato internazionale potrebbe avere un’infinità di vantaggi che adesso all’interno dello stato italiano si sogna. Alesina, Spolaore e Wacziarg hanno scritto un paper, Economic Integration and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2012/01/made-built-and-run-in-scotland/&via=pnveneto&text=Made, built, and run in Scotland&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2012/01/made-built-and-run-in-scotland/&via=pnveneto&text=Made, built, and run in Scotland&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><em>Tratto da <a href="http://libertarianation.org/2012/01/16/made-built-and-run-in-scotland/" target="_blank">LibertariaNation.org</a></em><br />
<a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2012/01/eilean-donan-castle.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-11216" title="eilean-donan-castle" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2012/01/eilean-donan-castle-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Sono un indipendentista soprattutto per il fatto di essere un libertarian. Al netto delle sacrosante motivazioni storiche e culturali, penso che un Veneto indipendente e aperto al libero mercato internazionale potrebbe avere un’infinità di vantaggi che adesso all’interno dello stato italiano si sogna. Alesina, Spolaore e Wacziarg hanno scritto un paper,<em><strong><a href="http://www.tufts.edu/~espola01/econpolint.pdf" target="_blank"> Economic Integration and Political Disintegration</a></strong></em>, e successivamente Alesina e Spolaore un libro, <strong><em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0262511878/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fabristol-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0262511878">The Size of Nations</a></em></strong>, che in pratica dice che in un’economia globale nella quale il libero scambio non è così ostacolato, gli stati più prosperi e nei quali i cittadini stanno meglio sono quelli piccoli. Inoltre, dal punto di vista libertarian, una esponenziale disintegrazione politica si avvicina a quella<em> secessione individuale</em> che teoricamente piace ai libertari. Molti libertarian, e io tra questi, ritengono, paradossalmente, che la nascita esponenziale di molti stati sia la migliore occasione per tendere al libertarismo. Da una parte lo Stato Unico Mondiale dove tutto è centralizzato e deciso dall’alto, dall’altra parte centinaia o migliaia di stati che si fanno concorrenza tra loro. Stati tra i quali scegliere quello nel quale ci si trova meglio e nei quali la <em>delega democratica</em> non è così accentuata proprio in virtù della limitatezza territoriale e di popolazione.</p>
<p>Per questo quando ci sarà un eventuale referendum per l’indipendenza del Veneto (io vengo dal Veneto e ho il diritto di voto in Veneto) metterò la mia croce senza dubbio sul SI.</p>
<p>Per gli scozzesi questa opzione potrebbe essere molto reale. Gli scozzesi potrebbero <strong><a href="http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/scotland/scottish-politics/9006302/Scots-will-vote-in-2014-says-Alex-Salmond.html" target="_blank">scegliere l’indipendenza nel 2014</a></strong>. Il primo ministro scozzese Alex Salmond ha rispedito al mittente le pretese di Londra, seconda la quale solo un referendum che partisse da Londra avrebbe validità legale. Salmond ha detto che il referendum sarà indetto e fatto in Scozia, con buona pace del Regno (forse ancora per poco) Unito. Quando si parla di indipendentismo si rischia di cadere in falsi luoghi comuni principalmente perché siamo abituati ad associare le spinte indipendentiste con un preciso partito politico italiano il cui colore è il verde e la cui politica xenofoba oscilla dal blando (blandissimo) autonomismo quando è al governo a occasionali sparate secessioniste quando è all’opposizione. Un occhio più distaccato vedrebbe però che in giro per l’Europa i partiti indipendentisti sono ben altra cosa e non necessariamente xenofobi; per esempio L’<strong><a href="http://www.snp.org/" target="_blank">SNP</a></strong>,  il partito del primo ministro scozzese, è di centrosinistra (una specie di PD scozzese), <strong><a href="http://www.venetostato.com/" target="_blank">Veneto Stato</a></strong> invece (due parole un programma) è di area liberale e è guidato da persone che non sono capipopolo populisti ma da professori universitari, imprenditori e veneti pragmatici che sono stanchi di sopravvivere a stento dentro il contenitore italiano.</p>
<p><a href="http://libertarianation.org/wp-content/uploads/2012/01/indip-map.png"><img class="alignleft" src="http://libertarianation.org/wp-content/uploads/2012/01/indip-map.png" alt="" width="400" height="504" /></a>Il caso scozzese mi piace perché Salmond ha ribadito che una popolazione ha tutto il diritto di decidere del proprio destino senza domandare e demandare ad altri. Trovo che la sua risposta (“<em>made, built, and run in Scotland</em>“) a Michael Moore, il Segretario di Stato per la Scozia, sia sacrosanta. Tornando al caso italiano, dopo aver visto<strong><a href="http://it.paperblog.com/sondaggio-gpg_and-quanti-sono-favorevoli-all-indipendenza-della-propria-regione-813017/" target="_blank"> questo sondaggio</a></strong> mi sono convinto che per Veneto Stato sia solo una questione di marketing, ossia di farsi conoscere dall’elettorato veneto portando una proposta seria e metà del lavoro sarà fatto. Altra riflessione è che le regioni meridionali italiane hanno un indice di indipendentismo molto più basso di quelle settentrionali. Amore per l’ideale di unità della penisola italiana o paura di perdere il flusso di denaro che da nord si dirige a sud? Un fatto interessante però è che la Scozia che brama così tanto l’indipendenza non è la zona più ricca del Regno Unito e una volta ottenuta l’indipendenza dovrà camminare con le proprie gambe senza aiuti provenienti da sud. Questo ci insegna che anche popolazioni non economicamente floride possono non avere paura, o averne relativamente, di non ricevere sovvenzioni. Secondo il mio parere è questione di cultura. Purtroppo per la Magna Grecia italiana la cultura dell’assistenzialismo è predominante da tempo immemore.</p>
<p><em>Luca<span id="more-11215"></span></em></p>
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		<title>Prodromi di una Guerra Globale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 09:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/08/prodromi-di-una-guerra-globale/&via=pnveneto&text=Prodromi di una Guerra Globale&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/08/prodromi-di-una-guerra-globale/&via=pnveneto&text=Prodromi di una Guerra Globale&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;">Che questa sarebbe stata un&#8217;estate bollente, e non mi riferisco alla metereologia, lo sapevo fin da Gennaio, ma gli eventi che si sono susseguiti nella primavera delle rivoluzioni arabe, e le relative conseguenze che ancora sono imperscrutabili e interconnesse nell&#8217;economia mondiale, e la inattesa direzione presa dalla politica americana e il soggiaciente ribollire, hanno superato ogni più estrema aspettativa.<span id="more-10051"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Stasera si apprende la notizia delle dimissioni del presidente di Standard&amp;Poor&#8217;s, Deven Sharma, che a fine anno sarà sostituito da Douglas Peterson, attuale amminstratore delegato della Citibank (una delle banche che ha seriamente rischiato di essere spazzata via nel 2008 e che ha ricevuto attraverso il meccanismo dello &#8220;alleggerimento quantitativo&#8221; ingenti somme che le hanno evitato la bancarotta). Se vi domandate se c&#8217;è qualche legame con il downgrade del debito USA, e la reazione di Obama, ebbene si, c&#8217;è e non è nemmeno troppo nascosto: vedi <a href="http://thehill.com/blogs/on-the-money/banking-financial-institutions/177829-sap-president-on-way-out" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora viene da domandarsi, quanto seria è una agenzia di rating che controlla i suoi clienti e che se non fa la &#8220;cosa giusta&#8221; si ritrova sotto scacco come è accaduto con S&amp;P? Quale credibilità ha una simile agenzia?</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo farci il callo. Occorre rendersi conto che dal 2008 (per la verità già dal 2007) una crepa si è aperta, e questa crepa non si fermerà fino a che non ha sfasciato tutto. Lo farà inesorabilmente, per quanto ci si ostini a darci contro, perché la finanza si scontra con la il mercato reale. Mano a mano che la situazione si compromette si avranno notizie clamorose a catena ad un ritmo più rapido, cose che prima occorrevano ogni dieci anni adesso capitano nel corso di un anno.<br />
Quante altre notizie più o meno sconcertanti sentiremo prima della fine di questo lungo anno che sembra voler dar ragione alla teoria Maya, è un mistero, ma dobbiamo essere pronti a sentirle.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando nell&#8217;inverno del 2007 parlai con un amico investitore nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foreign_exchange_market" target="_blank">Forex</a> di una notizia che avevo casualmente letto su una legge USA contro la discriminazione che in pratica si era tradotta nel far pressioni alle banche di prestare per comprar case (programma Clinton poi potenziato da J.W. Bush), pressioni ben accolte dalle banche che l&#8217;hanno &#8220;monetizzata&#8221;, notizia che collegata al noto indebitamento privato dei cittadini stelle-e-strisce mi indusse a cercare maggiori informazioni fino a quando non trovai dei video di Eugenio Benettazzo in cui dava una spiegazione sui derivati che incorporavano quel debito, convenemmo che qualcosa non funzionava, e lo esortai a essere cauto sulla sua posizione in dollari. Poi puntualmente a fine Luglio 2008 la seconda onda preceduta da quella premonitrice di un anno esatto prima, arrivò e spazzò il mondo finanziario globale.<br />
Ecco, se a quell&#8217;epoca intuimmo grazie ad informazioni lette quà e là e al sinistro segnale visto nell&#8217;estate del 2007, che presto sarebbe accaduto un crac, ebbene allora non capii che quella era solo la punta di un ben più grosso iceberg, che proprio nell&#8217;isola dei ghiacci, l&#8217;Islanda, si sarebbe mostrato nella sua grandezza, ma ancora la portata del mostro non era chiara, sebbene noi ben consci dei pasticci finanziari che l&#8217;Italia ammucchia da decenni non potevamo non prevedere quanto grande fosse il mostro.<br />
Ebbene il mostro, se possibile, è ancora più grande di quello che appariva, ed oggi forse si inizia a vederne le dimensioni reali.<br />
Certo, chi è alle leve dei comandi sapeva bene com&#8217;era la situazione, ma noi lontani da quel pulpito di comando possiamo solo dedurre, perché noi siamo sudditi e viviamo in una democrazia a libertà vigilata, che d&#8217;altra parte pare sia così gradita alla maggioranza di tali sudditi.</p>
<p style="text-align: justify;">La recente dichiarazione Obama-Sarkozy di misure &#8220;concertate&#8221; (parola magica che nasconde sempre qualche traffico che non si vuol far capire bene cosa sia, perché inevitabilmente riguarda il dare da mangiare al mostro) non lascia ben sperare.<br />
Il primo ministro francese è ultimimamente molto attivo, e pure l&#8217;assemblea lo è, perchè la Francia è in guai seri. Ad avercela mandata è stato il comportamento dissoluto dei politici italiani, ed ancor più quello dei politici greci ai quali và il merito di avere acceso la torcia che in una staffetta sembra spostare il testimone della bancarotta rimbalzandolo da un paese all&#8217;altro.<br />
La Francia si è impegnata di suo a finire nei guai perché è un paese fortemente centralista che per alimentare il suo sistema che comprende un generoso welfare state si è fortemente indebitata a dispetto delle notevoli risorse che il paese dispone.<br />
E&#8217; nei guai anche perché ha comprato 1/4 del debito pubblico italiano, che a sua volta si è ingrossato per comprarsi una fetta di quello greco. Così la Francia oltre ad essersi comprata anch&#8217;essa debito greco direttamente, ne ha indirettamente una quota dentro a quello italiano.<br />
Come le banche francesi siano arrivate a comprarsi una simile montagna di debito pubblico italiano, sarebbe interessante da capire.<br />
La settimana scorsa il governo francese si riunì in una seduta di emergenza convocata da Sarkozy per studiare le misure per contenere e comprimere il debito pubblico, con l&#8217;annuncio di drastici tagli alla spesa ed un piano di austerità.<br />
Ed è della settimana scorsa la dichiarazione congiunta Merkel-Sarkozy sulla ipotesi di tassazione delle transazioni finanziarie, la Tobin Tax. Un&#8217;ipotesi che sembra essere di più nella testa di Sarkozy che l&#8217;ha anche perorata presso il presidente USA, ipotesi che invece già stata bocciata dall&#8217;Olanda.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; certo però che in questa orgia di dichiarazioni congiunte e promesse di misure, le uniche vere misure che si dovrebbero prendere non vengono prese: alleggerire lo stato, rimuovere grosse fette del welfare che genera inefficienze, rimuovere gli adempimenti burocratici parassitari a cui sono costrette le imprese, in particolare quelle europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la Germania ha le sue mancanze. Per anni i suoi banchieri hanno agito in modo sconsiderato comprandosi montagne di derivati spazzatura dagli americani, e che ha portato le principali banche tedesche ad essere sottocapitalizzate salvo la manovra salva banche deciso dal governo Merkel nel 2009.<br />
La Germania però è l&#8217;unico grosso stato del mondo occidentale che potrebbe tranquillamente ripagarsi questa leggerezza, se non fosse che è impigliata con l&#8217;euro, e con esso è agganciata al pachiderma nel negozio di cristalli: l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che l&#8217;euro nasce come succedaneo dello SME, che a sua volta fu pensato per favorire gli scambi commerciali nell&#8217;area della comunità europea. Tuttavia l&#8217;unificazione della Germania dopo la caduta del muro nel 1989, indusse i mercati a pensare che il nuovo grande paese bastasse da solo a calamitare verso di se le energie dell&#8217;Europa. Fu così che da parte francese vennero spinte per ricostituire un asse franco-tedesco che come cardine usasse una moneta unica. In tal modo i francesi pensavano di contenere la potenza tedesca, ma a distanza di vent&#8217;anni il boccone si è rivelato troppo grosso da ingerire. L&#8217;Italia, già uscita dallo SME e di fatto andando in default per il 30% del suo debito che colpì principalmente gli stessi italiani che lo detenevano in larghissima maggioranza, scalpitò per entrare nell&#8217;euro. Se non lo faceva poteva alimentare gli indecisi che ancora non sostenevano la secessione promossa dall&#8217;allora Lega Nord che aveva ancora persone di rilievo, come Gianfranco Miglio o Giancarlo Pagliarini, e scatenare una nuova corsa al ribasso con il downgrade del debito in un ambiente politico estremamente instabile.<br />
I tedeschi non volevano saperne di avere l&#8217;Italia nel club dell&#8217;euro, e fu la Francia probabilmente a sostenere l&#8217;entrata dell&#8217;Italia, che così poteva bilanciare la sua debole posizione nei confronti della Germania e del blocco tedesco (Austria e Olanda), forse con l&#8217;impegno di comprarsi un bel po&#8217; di titoli di stato italiani come garanzia, un impegno non ufficiale ma realizzato sottobanco da Prodi grazie alle sue connessioni quale ex uomo Goldman Sachs con alcune principali banche francesi, e le condizioni spigolose del trattato di Maastricht imposte dalla Germania sul massimo deficit, sulla riduzione del debito al 60% del PIL entro il 2011 (se notate già l&#8217;Italia è fuori dagli accordi di Maastricht, ma nessuno ne parla), con la struttura della BCE ad immagine e somiglianza della Deutsche Bundesbank non a caso a Francoforte, e la solenne promessa che i tedeschi mai sarebbero dovuti accorrere a pagare per i guai degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo tutto questo è finito nel cesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Vale la pena ricordare che quando si costringe un popolo a vedersi sottratte le sue risorse prima o poi si scatenano tensioni, che se non trovano soluzione finiscono prima o poi per trasformarsi in guerra. Per evitarlo devi tenere il popolo all&#8217;oscuro e sottomesso comprando i suoi capi, come avviene in Veneto con l&#8217;Italia ad esempio. Anche se in certi casi i capi europei sono discretamente vincolati dai grossi operatori finanziari, gli stessi che hanno fatto il pacco dono consegnato nel 2008 e che sono ancora là, e molto spesso collegati dalla &#8220;confraternita&#8221; della Goldman Sachs, l&#8217;Europa non è così legata e la possibilità di tensioni intraeuropee non può essere del tutto scartata a priori, ed è per questo che si vede rinascere un certo nazionalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo mentre dalle parti di Waschington si discute per il terzo piano di stimoli, che sembra semplicemente ricordare la metafora di uno che prendere la terza dose di droga mentre precipita da un grattacielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto è che, vuoi il fato, vuoi la sequenza di eventi, vuoi che i tempi fossero maturi e maturassero assieme, il fatto è che quest&#8217;anno ci si sono messe le rivoluzioni arabe, lo tsunami a Fukushima, cambiando scenari di geopolitica e di prospettive industriali ed energetiche, con un nordafrica che potrebbe riservare ancora altre sorprese.<br />
E così si innesta la Cina, il gigante demografico e quindi economico, con i suoi diversi problemi interni ancora irrisolti, con grosse produzioni senza clienti (incluso interi quartieri disabitati) che contribuiscono ad alimentare l&#8217;inflazione, oltre a molte altre tensioni interne economico-politiche, che contribuiscono ad innervosire i suoi vertici che si trovano nella situazione difficile di essere sia i più grandi creditori degli USA che a sua volta è uno dei loro principali mercati di sbocco e il blocco occidentale il loro principale mercato in assoluto, al punto che da oltre un anno vi è una spinta a fare emigrare cinesi in Africa meridionale (Ghana, Rep. sudafricana, e Zimbabwe soprattutto) per aprire nuovi mercati secondo la collaudata strategia usata con l&#8217;Europa e gli USA dove gli emigrati cinesi fungono da veicolo per le esportazioni, con una pressione tale che in Ghana, ad esempio, la popolazione inizia a essere infastidita dalla concorrenza cinese che distrugge la economia locale. Palliativi, ovviamente, più che altro finalizzati a comprare a buon mercato petrolio.<br />
La Cina non è solo esportazione, ma anche importazione. E se la Cina và in crisi, in parte ci và anche lo stesso occidente, e soprattutto la Russia, la cui economia è sostanzialmente basata sulla esportazione di materie prime, e possono essere visti come gli sceicchi del 21esimo secolo vista la loro bassa propensione ad investire in sviluppo e ricerca come invece fa la Cina.</p>
<p style="text-align: justify;">Per correre ai ripari pare che l&#8217;oro sia il rifugio primario, il cui prezzo ha raggiunto il record di US$ 1900/oz. Il governo cinese paventa l&#8217;idea di volerlo usare come fondamentale per le transazioni (salvo forse andare su un più assennato paniere di beni, come proposto dal nostro economista Lodovico Pizzati un paio di anni fa nell&#8217;ipotesi di una moneta con sottostante fondamentale), Hugo Chavez rivuole il suo oro dato in custodia in UK, e in Svizzera si preparano bunker sotto le Alpi per contenere oro. Ma investire in oro potrebbe riservare qualche amara sorpresa se dovesse essere implementato il paniere di beni come sistema di riferimento fondamentale.<br />
Nel problema oro si innesta anche un&#8217;altra questione: quella del riciclaggio di danaro sporco.<br />
E se si fantastica su tasse pan-atlantiche sulle transazioni finanziarie, è facile che quelli alle leve di comando possano immaginare qualche fantasiosa soluzione per limitare le transazioni in oro.<br />
Questi in fondo si credono tanto onnipotenti da non rendersi conto che fuori gira il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la corsa all&#8217;oro è un segno di mancanza di fiducia sul sistema che assicura valore ai titoli, ed in particolare la cartamoneta ance se essa fosse rappresentata da un paniere di beni, perché in caso di devastazione delle istituzioni che ne assicurano la conversione non sarebbero in grado di garantirla. La corsa al franco svizzero è analoga, cioè assicura liquidità mentre si fa fede su uno stato che ha dimostrato nella storia (e dimostra caparbiamente tuttoggi) di restare chiuso a riccio nelle sue Alpi.<br />
Il titolo apriva aleggiando possibili spettri di una guerra globale, per ora una ipotesi ancora remota, ma gli effetti di una devastazione del sistema finanziario potrebbero non essere troppo diversi, seppure per fortuna diversamente cruenti, di quello che potrebbe risultare da una guerra.<br />
Il diario resta ancora con molte pagine bianche, l&#8217;estate non è ancora finita e si capisce già che il decorso sarà ancora molto lungo e rischioso. Non sarà solo questione di finanza, e le trattative per le rese dei conti potrebbero portare a tensioni, sociali locali o anche interstatali, in un vortice pericoloso.<br />
Spinte nazionaliste e protezioniste/autarchiche possono svilupparsi assieme a reazioni popolari che potrebbero andare dal semplice brontolio a reazioni molto più evidenti e concrete.<br />
E possibili opzioni per uscire da una impasse che attanaglia soprattutto l&#8217;Europa potrebbero essere imperscrutabili agli occhi della gente poco attenta ai segni posti tra le righe.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>E nüm a pagom. Una storia ticinese</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 21:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsEs ist beschämend, dass die Tessiner Regierung den Schlafmützen und narzisstischen Staatsbeamten in Bern den Weg nach Rom weisen muss. &#8220;È imbarazzante che il Governo Ticinese debba mostrare la strada verso Roma ai burocrati zombie e narcisisti di Berna&#8221; (commento a questo articolo). Qualche settimana fa il Consiglio di Stato ticinese (il governo del Canton Ticino) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/08/e-num-a-pagom-una-storia-ticinese/&via=pnveneto&text=E nüm a pagom. Una storia ticinese&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/08/e-num-a-pagom-una-storia-ticinese/&via=pnveneto&text=E nüm a pagom. Una storia ticinese&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/08/474px-Wappen_Tessin_matt.svg_.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9904" title="" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/08/474px-Wappen_Tessin_matt.svg_.png" alt="" width="200" height="253" /></a><strong>Es ist beschämend, dass die Tessiner Regierung den Schlafmützen und narzisstischen Staatsbeamten in Bern den Weg nach Rom weisen muss.</strong><br />
&#8220;<em>È imbarazzante che il Governo Ticinese debba mostrare la strada verso Roma ai burocrati zombie e narcisisti di Berna</em>&#8221; (commento a <strong><a href="http://www.nzz.ch/nachrichten/politik/schweiz/italien_schweiz_steuerfragen_verhandlungen_september_1.11746164.html" target="_blank">questo articolo</a></strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche settimana fa il Consiglio di Stato ticinese (il governo del Canton Ticino) ha bloccato metà dei ristorni dei frontalieri, ossia il 38,8% delle imposte pagate in Svizzera dai 50.000 lavoratori italiani che ogni giorno fanno avanti e indietro dall&#8217;Italia per andare a lavorare in Ticino. 38,8% che viene girato all&#8217;Italia dalla Svizzera in virtù di un accordo della metà degli anni &#8217;70. Il Canton Ticino ha deciso di non versare più il 50% di questi ristorni per lanciare un segnale forte a Roma per due motivi: vuole<strong> rinegoziare la percentuale</strong> (il Cantone dei Grigioni per esempio gira all&#8217;Austria e all&#8217;Italia il 12%) e vuole che il governo italiano tolga la Svizzera dalla <strong>black list</strong>. Attenzione: black list <strong>unicamente italiana</strong> dato che l&#8217;Ocse e gli altri paesi europei hanno già da tempo tolto la Svizzera dalla &#8220;lista grigia&#8221;, mentre l&#8217;Italia la mantiene in una lista addirittura nera.<span id="more-9903"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Perché questo? Probabilmente perché Tremonti, che nella sua vita precedente era il più famoso commercialista &#8220;esperto di Svizzera&#8221; (if you know what I mean), ora invece odia la Svizzera in quanto pericolosa attrattiva per i capitali italiani che giustamente scappano da uno stato che a grandi passi si sta trasformando compiutamente in una Repubblica Sovietica di destra. La black list danneggia la Svizzera, e il Ticino in particolare data la sua prossimità allo stato italiano, perché rende più difficoltoso lo scambio commerciale e l&#8217;attività delle aziende svizzere all&#8217;interno dello stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché questa decisione eclatante? In fin dei conti, il Ticino ha rotto un accordo internazionale. Perché alle richieste svizzere Roma ha sempre fatto finta di niente. I politici italiani si sono sempre girati dall&#8217;altra parte per mantenere lo status quo e non iniziare nemmeno una trattativa. I ticinesi hanno avuto da ridire con Berna, la quale a loro giusto avviso è stata un po&#8217; troppo morbida nell&#8217;assecondare l&#8217;indolenza italiana. Quindi, da <strong>Repubblica e Cantone del Ticino</strong> (il nome ufficiale del Canton Ticino), hanno preso in mano la situazione <strong>non delegando più a Berna</strong> e hanno attuato quella che è una protesta chiara e tonda. Ora che c&#8217;è il pericolo che a Roma arrivino meno soldi, sembra che la situazione si sia sbloccata e che <strong>partiranno trattative</strong>; guarda caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il federalismo è questo qui. Quando il potere centrale ti sembra non rappresentarti abbastanza di fronte a terzi, <strong>fai da te avendo il potere di farlo</strong>. Come ha scritto il commentatore all&#8217;articolo sopra linkato, questo episodio è uno schiaffo all&#8217;inefficienza di Berna in questo affare. Se la Svizzera non fosse stata una nazione confederata cosa sarebbe successo? Che i ticinesi avrebbero continuato a pagare.</p>
<p style="text-align: justify;">E nüm a pagom. E nialtri paghemo.</p>
<p style="text-align: justify;">Luca Schenato</p>
<p><object width="425" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/K5Cd9TXFhPw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/K5Cd9TXFhPw?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>&#8220;My miserable life in Mysore&#8221; at Rose&#8217;s</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 08:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics Reading of one chapter of &#8220;Technoshamans &#8211; between spirituality and technology, a journey to the end of the world to cure a chronic back ache&#8221; by the venetian writer Carlo Pizzati. Video shot by Jack Mason at Rose Live Music (Brooklyn, NY) on June 24th, 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/06/my-miserable-life-in-mysore-at-roses/&via=pnveneto&text="My miserable life in Mysore" at Rose's&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/06/my-miserable-life-in-mysore-at-roses/&via=pnveneto&text="My miserable life in Mysore" at Rose's&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><iframe width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/Em236eWCDok" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Reading of one chapter of &#8220;Technoshamans &#8211; between spirituality and technology, a journey to the end of the world to cure a chronic back ache&#8221; by the venetian writer Carlo Pizzati. Video shot by Jack Mason at Rose Live Music (Brooklyn, NY) on June 24th, 2011</p>
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		<title>Dicevano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 20:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics&#8220;dicevano che non ci sarebbe mai stato un parlamento scozzese, e invece c&#8217;è. Dicevano che non avremmo mai vinto le elezioni, e le abbiamo vinte nel 2007. Dicevano che non avremmo mai avuto la maggioranza assoluta, e ora ce l&#8217;abbiamo. Ora dicono che non vinceremo mai un referendum per l&#8217;indipendenza. Chissà…&#8220; Alex Salmond, maggio 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/dicevano/&via=pnveneto&text=Dicevano...&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/dicevano/&via=pnveneto&text=Dicevano...&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><blockquote><p><em>&#8220;dicevano che non ci sarebbe mai stato un parlamento scozzese, e invece c&#8217;è. Dicevano che non avremmo mai vinto le elezioni, e le abbiamo vinte nel 2007. Dicevano che non avremmo mai avuto la maggioranza assoluta, e ora ce l&#8217;abbiamo. Ora dicono che non vinceremo mai un referendum per l&#8217;indipendenza. Chissà…</em>&#8220;</p></blockquote>
<p>Alex Salmond, maggio 2011</p>
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		<title>Talking to Rain Delay</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 09:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Par ti San Marco]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics While the serbian fusion-metal band Rain Delay has gained success in Serbia, now is going to get more audience and we are proud to present them to the European audience and particularly to the ones speaking venetian, either in Europe and in South America. The interview is held by Claudio G. Hütte, and for [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/talking-to-rain-delay/&via=pnveneto&text=Talking to Rain Delay&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/talking-to-rain-delay/&via=pnveneto&text=Talking to Rain Delay&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/tBrAXBO0Lmw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>While the serbian fusion-metal band Rain Delay has gained success in Serbia, now is going to get more audience and we are proud to present them to the European audience and particularly to the ones speaking venetian, either in Europe and in South America.<br />
The interview is held by Claudio G. Hütte, and for the first time VeNETvision Praga makes its outset as well.</p>
<p>The authors reveal us that the Slumber Recon album is a sort of introspective travel into the feelings of being venicean (even though would need thousand of hours to explain why), and an alter ego, Selena Shiseido, who is japanese, and the two cultures meet them toghether.</p>
<p>Marco and Dusan reveal us to have venicean feelings, and actually many of the venicean &#8220;cousins&#8221; called also &#8220;sciavoni&#8221; have a real link, even though sometimes complex, with venetians.</p>
<p>Produced in the <a title="AVIBI television" href="http://www.avibi.tv">avibi.tv</a> studios and by VeNETvision Praga.</p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=9604&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Italy, ultimo atto</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 20:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics Italy, ultimo atto View more presentations from Press News Veneto Italy, ultimo atto University of notre dame, 6 may 2011. revised may 16th Toward the end of the Italian national State (1861-2011) by Paolo Bernardini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/italy-ultimo-atto/&via=pnveneto&text=Italy, <i>ultimo atto</i>&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/italy-ultimo-atto/&via=pnveneto&text=Italy, <i>ultimo atto</i>&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="width:425px" id="__ss_8060192"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/pnveneto/italy-ultimo-atto" title="Italy, ultimo atto">Italy, ultimo atto</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8060192" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/pnveneto">Press News Veneto</a> </div>
</p></div>
<p><strong>Italy, <em>ultimo atto</em></strong></p>
<p>University of notre dame, 6 may 2011. revised may 16th</p>
<p><em>Toward the end of the Italian national State (1861-2011)</em></p>
<p>by Paolo Bernardini</p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=9601&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>#eurevolution</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 14:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
				<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsSe per la #italianrevolution è possibile mettersi comodi in attesa del prossimo treno, in Spagna le cose si vanno a fare sempre più serie con la sfida da parte del popolo degli &#8220;indignados&#8221; alle autorità che avevano imposto lo sgombero a partire dalla mezzanotte di ieri, che invece è stata salutata dalla piazza di &#8220;porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/eurevolution/&via=pnveneto&text=#eurevolution&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/eurevolution/&via=pnveneto&text=#eurevolution&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Spanishrevolution.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9596" title="Spanishrevolution" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Spanishrevolution-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se per la #italianrevolution è possibile mettersi comodi in attesa del prossimo treno, in Spagna le cose si vanno a fare sempre più serie con la sfida da parte del popolo degli &#8220;indignados&#8221; alle autorità che avevano imposto lo sgombero a partire dalla mezzanotte di ieri, che invece è stata salutata dalla piazza di &#8220;porta del sol&#8221; in Madrid con un boato di gioia e applausi di una folla che la riempiva all&#8217;inverosimile, e con la polizia che saggiamente è rimasta nei suoi ranghi.<br />
Chi volesse può vedere le immagini in diretta su UStream, e seguire i richiami su twitter usando le hash #Indignados, #acampadoviedo ma che sono diventate #democraciarealya (democrazia vera adesso) e sempre più inneggiano a una #spanishrevolution. Ed è così che con la velocità del pensiero e della rete presto si sono accodate #germanrevolution, #europeanrevolution, #catalanrevolution.<br />
Molti parlano che è necessario un cambio della politica vigente, un cambio del sistema. Quale in alternativa non mi è dato di sapere. Ma d&#8217;altra parte è sempre così, nelle rivoluzioni (ammesso che questa lo divenga) la massa si accoda, ha speranze ha amarezze e desiderio di cambiare come ingredienti propulsivi, ma non ha idee che solitamente arrivano da piccoli gruppi elitari che hanno capacità di poterle elaborare. Come dire, ad ogni uno il suo mestiere. Il rischio è che in questo marasma si possano insinuare soggetti che di mestiere fanno i guastatori o che semplicemente si dia maggiore risalto a chi la urla più grossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che tali elites si manifestano con articoli come quello apparso su El Confidencial, dove l&#8217;economista Luis Garicano <a href="http://www.elconfidencial.com/tribuna/2011/consejos-economista-indignados-contrato-unico-viviendas-20110519-7418.html">suggerisce dei punti</a>, e soprattutto sottilinea <strong>di non demonizzare il mercato</strong> portando certo dei validi argomenti a suo sostegno.<br />
Perché dal minestrone delle rivendicazioni sono emerse anche alcune tesi quanto meno sconcertanti. Se in alcune di esse si invoca maggiore democrazia, con richiami alla necessità che sia la popolazione a decidere anche su norme internazionali ed europee (e qui un campanello d&#8217;allarme dovrebbe suonare nei palazzi di Bruxelles), per altre si cade in argomenti che spesso sono privi di concretezza e sono il frutto di tesi ideologizzate che si scontrano con il senso della ragione o meglio tendono a negare quei principi di libero mercato (come neppure Luis Garciano riesce ad esprimere) che per poter essere applicati negano in una clamorosa contraddizione il diritto di libertà e di espressione dei cittadini tanto invocato nella facoltà di determinazione delle scelte politiche, come se potesse esistere un essere comune che interpreta l&#8217;equalità di tutte le persone; cosa palesemente impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Se di questi temi si discute e si suggerisce nella piazza spagnola, in quella italiana si fa un fritto misto e si assumono interpretazioni molto singolari, come ben riportate in <a href="http://www.lavoceditrieste.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1344%3Atrieste-e-gli-indignados--indignati-un-grande-movimento-spontaneo-europeo&amp;catid=71%3Aeditoriale&amp;Itemid=93">questo articolo</a> da La Voce di Trieste. In esso per la verità pare si menzionino quelle degli Indignados spagnoli, ma avendo udito e letto direttamente alcune di quelle rivendicazioni, mi pare che nella salsa italiana siano state un po&#8217; alterate e indotte ad argomento ancor più fuorvianti e che in pratica si scollano dal sentimento popolare. Guardate questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=w0J27PE3jUU">video di SestinaTv</a> sul tentativo di manifestazione a Milano, e capirete meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è forse una delle ragioni del perché la Italianrevolution può attendere, e forse non si farà mai. Esistono anche altre ragioni. La Italianrevolution è impossibile perché più che di rivoluzione si finirebbe a parlare di guerra civile. Affinché si possano cambiare gli assetti infatti sarebbe necessario che due parti della popolazione si scontrassero su interessi che sono diametralmente opposti, e che vengono mantenuti in piedi a spese del debito pubblico prorogato ai pronipoti.<br />
Il principale problema dell&#8217;Italia è infatti la contrapposizione dell&#8217;interesse di chi vive a spese di una parte della popolazione, e crede pure di essere importante e produttivo. Esiste in Italia gente che crede che il loro lavoro sia utile e necessario, per esempio inutili agenti per la raccolta di rifiuti che non lavorano per questo e lasciano Napoli sommersa di rifiuti, fatto ancora di attualità benché taciuto dai media italiani. Autisti di politici (ci centinaia di auto di stato in Italia, diverse volte più degli US) e una professione strana che si chiama &#8220;portaborse&#8221;. E&#8217; stimato che circa il venti per cento della popolazione attiva lavori in entità che sono parassitarie al sistema produttivo. Tutta questa gente, e parliamo di milioni di persone, sono chiaramente in contrasto di interesse con i loro vicini di casa che invece sono anche vessati da un sistema illiberale che è difficile da immaginare per chi vive in US o in Canada. Se le due fazioni possono trovare un punto in comune nell&#8217;indignazione per il comportamento dei politici e della corruzione che grava nel paese e che lo ha divorato fino a raggiungere anche le parti che ne erano rimaste relativamente indenni come le Venezie, Friuli e le Valle d&#8217;Aosta, e c&#8217;è un sentimento trasversale di ribellione su questi temi, la linea del culo viene quando si devono considerare le ragioni che sostengono economicamente questo stato di fatto. Quando avverrà la guerra civile sarà inevitabile. Nel frattempo non attendiamo la #italianrevolution.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Le politiche di deregolamentazione dei mercati finanziari e le politiche sociali</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 12:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lodovicopizzati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTratto da TheEgoticLine La deregolamentazione dei mercati finanziari avviene dalla fine degli anni 70 sotto l’amministrazione Carter per poi ampliarsi durante l’amministrazione Reagan e Clinton. Tale deregolamentazione avviene per eliminare freni all’economia statunitense che aveva fermato la sua corsa con le crisi petrolifere degli anni 70. La prima legge che andiamo a osservare è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/le-politiche-di-deregolamentazione-dei-mercati-finanziari-e-le-politiche-sociali/&via=pnveneto&text=Le politiche di deregolamentazione dei mercati finanziari e le politiche sociali&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/le-politiche-di-deregolamentazione-dei-mercati-finanziari-e-le-politiche-sociali/&via=pnveneto&text=Le politiche di deregolamentazione dei mercati finanziari e le politiche sociali&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Tratto da <a href="http://egoticline.blogspot.com/2011/04/le-politiche-di-deregolamentazione-dei.html">TheEgoticLine</a></p>
<p>La deregolamentazione dei mercati finanziari avviene dalla fine degli anni 70 sotto l’amministrazione Carter per poi ampliarsi durante l’amministrazione Reagan e Clinton. Tale deregolamentazione avviene per eliminare freni all’economia statunitense che aveva fermato la sua corsa con le crisi petrolifere degli anni 70. La prima legge che andiamo a osservare è il “Depository Institutions Deregulation and Monetary Control Act”:(1)Sono consentite fusioni bancarie (2)Tutte le banche devono rispettare le regole imposte dalla Federal Reserve. (3)È eliminato il potere del “Federal Reserve Board” garantitogli dal Glass-Steagall Act ed è eliminato il regolamento Q (che vieta alle banca di pagare tassi di interesse sui depositi a vista) per la fissazione del tasso minimo di interesse sul risparmio.(4)È aumentata la minima garanzia depositate presso la FED, da 40000$ a 100000$.(5)È liberalizzata l’apposizione del tasso d’interesse.Nel 1986 durante l’amministrazione Reagan è stata approvata la storica riforma fiscale, ai fini della nostra analisi è molto importante sottolineare l’introduzione di forti detrazioni fiscali per coloro che investono, in particolare il 26 U.S.C. § 469 va a creare uno scudo fiscale all’indebitamento, favorendo fortemente la creazione di liquidità mediante credito facile. Tale deregolamentazione unita a comportamenti scorretti da parte degli agenti ha portato a una crisi che oggi non è mai citata, che è la Saving and Loan Crisis. La S&amp;L crisis è forse la crisi con più similitudini con l’attuale, al tempo portò al fallimento di 747 compagnie di Prestiti, situate in particolare negli stati del sud degli Stati Uniti. Tale crisi fu interamente sostenuta dal contribuente statunitense mediante esborsi monetari da parte del governo. Tale crisi è il trampolino di lancio per Bill Clinton, il presidente dei Ruggenti anni ’90. Durante la sua amministrazione si vanno a creare però le maggiori determinanti della crisi: viene eliminato totalmente il Glass-Steagal Act, tale legge prevedeva alla banche commerciali o alle società da esse controllate di sottoscrivere, detenere, vendere o comprare titoli emesse da imprese private proprie clienti.  Il più forte effetto della deregolamentazione dei mercati finanziari sui tassi di interesse, è stato dato dalla regolamentazione fatta durante l’amministrazione Carter, la riforma fiscale non ha portato a significativi cambiamenti di breve periodo sui tassi di interesse per mutui, che si sono abbassati nel corso dei primi anni 90 fino ad eguagliare i tassi di interesse della FED durante la S&amp;L crisis, i tassi di interesse del mercato dei mutui hanno risentito della politica monetaria statunitense durante gli anni 2000.  La crisi secondo quanto riportato da Dillman (2009) è partita da Cleveland città di quella Rust Belt un tempo cuore economico pulsante degli Stati Uniti d’America, si è verificata soprattutto nelle zone a grande pre-senza di afroamericani, che dopo aver perso il lavoro per le delocalizzazioni avvenute negli anni 90, verso il sud-est asiatico di gran parte della manifattura americana. In particolare sono da tenere in considerazione gli effetti dei mutui ARM, spesso sottoscritti da persone che non potevano permettersi il lusso di un tasso fisso. Tale tipologia di mutui oltre ad essere legata ad indici internazionali come il Libor (London Interbank Offered Rate) o il COFI (Cost of Funds Index) integrano prodotti derivati andando ottenere dei mutui ARM ibridi. Tali mutui spesso richiedono il pagamento di basse somme all’inizio e via via somme maggiori nel tempo. Il problema è che coloro che sottoscrivono tali strumenti, non possiedono le conoscenze suffcienti a comprenderne, neanche minimamente il funzionamento. Piccole variazioni al rialzo dei tassi di interesse portano i sottoscrittori di tali investimenti a dover pagare quote superiori per pagare, che in tempi di forte sviluppo economico come gli anni 90 possono essere accettabili, ma in tempi di stagnazione, vanno ad erodere grosse fette del reddito familiare. La propagazione della crisi è avvenuta a seguito della cancellazione del Glass-Steagal Act che ha permesso la cartolarizzazione e la rivendita dei mutui o soprattutto di parti di essi ad intermediari finanziari che a loro volta li hanno fatti circolare in prodotti frutto dell’innovazione finanziaria. Tale fenomeno in va a ricalcare in modo aggravato la crisi dei Saving &amp; Loan di fine anni 90, con l’aggravante per la quale a rimetterci sono i risparmiatori che avevano comprato i prodotti finanziari ingenierizzati. La bolla è esplosa alla fine del 2006 quando un ritorno verso l’alto dei tassi di interesse deciso dalla Fed (per paura di un ritorno dell’inflazione) ha condotto ad un riallineamento dei prezzi immobiliari americani. Una semplice riduzione dell’1,5% del prezzo medio su sei mesi delle abitazioni è stato sufficiente a scatenare un aumento del 50% del numero di quanti non erano in grado di far fronte agli impegni. Ritrovandosi con debiti superiori al valore degli immobili molti debitori hanno preferito dare default conducendo al fallimento di istituti di credito che, spinti dai poteri pubblici e per rispondere alle pressioni delle associazioni militanti, si erano specializzati in questo nuovo genere di prestito “sociale”.</p>
<p>A cura della Commissione Economia e Finanza di Veneto Stato</p>
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		<title>Veneto West Studio, California &#8211; interview to Ronan Chris Murphy</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 08:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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The american music producer who have the Veneto in its heart.<br />
Claudio G. Hütte interview Mr. Ronan C. Murphy, music producer and sound engineer owner of the Veneto West Studio in LA, California, who tell us how he get to it, and his last work just made in Veneto, EU: the production of the album &#8220;La Marsigliese&#8221; of the venetian band &#8220;Riaffiora&#8221;.</p>
<p>Many thanks to Massimo Toniato, the director of the &#8220;rockumentary&#8221; which features the band, Ronan, and their incredible job done in the open in piazzas (or &#8220;campo&#8221; as it is named in venetian) and calles (street in venetian language) in the Veneto, Europe, and to Matteo Marenduzzo of the band Riaffiora.</p>
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		<title>Osama Bin Laden, la fine</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 13:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/osama-bin-laden-la-fine/&via=pnveneto&text=Osama Bin Laden, la fine&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/osama-bin-laden-la-fine/&via=pnveneto&text=Osama Bin Laden, la fine&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Bin_Laden_110908.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9473" title="Bin_Laden_110908" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/05/Bin_Laden_110908.jpg" alt="" width="199" height="185" /></a>La nova la xe stà sbalotà da na parte a quelatra de el pianeta, e ramai la savaré anca valtri: Osama Bin Laden el xe morto. No se podeva cavarse da el parlarghine anca qua in sto infoblog. Prima la cronaca.<br />
Sta matina presto (par la ora americana) el prexidente dei USA Messer Obama Barack el ga rilasà na dichiarasion publica ndo el ne conta che dopo longo tempo de indagine el capo de la CIA lo ga informà che i gaveva individuà ndo se gaveva sconto Osama Bin Laden, el capo de Al Quaeda e, i ne conta, promotore de el ataco de el 11 Setembre 2001 ai USA. Lu come capo el ga da el ordine de ciaparlo o farlo fora, e co on ataco militare i ga asaltà el compleso ndo el se gaveva rifugià in Abbottabad, na cità piena de comodità a 75Km a nord de Islamabad la capitale de el Pakistan. La operasion la xe stà parà vanti da on commando de &#8220;navy seals&#8221; che i xera rivà co elicoteri so el posto, on dei elicoteri ga vesto on guasto mecanico e el ga dovesto leteralmente aterare sora el compleso abitativo. I seals i xe ndà rento, foto in man e i ga domandà se lu el xera Osama Bin Laden, quelo el ga risposto de Si, e alora i ghe ga domandà se el intendeva arendarse, rapidamente i ga realizà che no el voleva arendarse i ga avansà par ciaparlo e i ga sbarà, copandolo. Intel compleso, de proprietà de do dei fradeli de Osama BL, ghe xera do fameje ca no le saria stà injurià. I soldà i ga portà via el corpo, solo quelo de OBL, e i ga dà fogo/distruto el elicotero danegià par no lasare indrio materiale tecnologico de valore.<br />
A sto punto i gavaria ciapà del material genetico par el controlo de el DNA, e secondo el rito musulman i gavaria dovesto sepelirlo intro 24 ore. Sicome Osama el xera saudita, i gaveva da portarlo là ma el governo saudita el ga rifiutà el rimpatrio, cusì i lo ga &#8220;soterà&#8221; in mare.<br />
Questa la cronaca, in sintezi.</p>
<p style="text-align: justify;">Deso, no vojo far el dietrologo e tantomanco el complotista, ma de securo i americani i ga de le fortune incredibili, proprio incredibili. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Tek2bCSvXmk">Russia Today</a> lo dixe sensa peli inte la lengoa e i titola: &#8220;trasparensa zero&#8221; so la operasion festa dai americani. Si parché Osama da àni no el se faxeva pì sentire, e ancora intel 2001 se saveva che el so problema de insulina lo rendeva fragile e i gaveva informasion che el gaveva seri problemi de salute. In veneto se dixe &#8220;chi no more se rivede&#8221; che vale anca el contrario. Xe incredibile el posto ndo i lo ga ciapà. Na cità ndo a pochi pasi da el compleso ndo i gavaria ciapà OBL ghe xe la academia militare packistana, e ndo la stimana pasà el prexidente el xera stà in vixita. Na cità incastrà sensa vie de fuga, e circondà da militari. Xera OBL armà par ver oposto rexistensa al punto de no poderlo arestare? De questo no se parla e le foto mostra solo mace de sangue inte na camera da leto, e del trambusto inte la stansa. Fortuna vole pure che ocora far sparire el corpo intro 24 ore par oservare el preceto musulman, e fortuna de le fortune i sauditi no i lo vole per cui otima solusion xe coela de fondarlo in mare.<br />
Cusì mai nisun sarà bon de controlare.<br />
Insoma, no se voria far i dietrologi, ma tute ste combinasion le lasa perplesi.<br />
Se pode eser de boca bona e bevarse ogni roba che se lexe e sente, se pode eser dei difidenti e no credar a gnente, ma se on justo mix de fiducia e criticità ne tien so la bona rota, alora de securo tuta sta asion poco documentà no la juta de certo a tegner zo la criticità.</p>
<p style="text-align: justify;">In concluzion el efeto finale el xe che i statunitensi ga stabilio la partia e meso in ciaro: &#8220;nisun pode farla franca se el ne pesta su in caxa nostra&#8221;.<br />
Cusì la fiducia dei americani che crompa oro par timore de el crolo de el dolaro, uncò i ga vesto on susulto de patriotismo vendendo el oro in masa e faxendo petar zo el preso de el metalo zalo. So sta onda emotiva ghe xe anda drio anca el petrolio. Na otima ocaxion par speculare so le emotività de el genere human.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>L&#8217;Egitto del post-rivoluzione</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 21:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsMarty Stalker (si, presumo sia un nome d&#8217;arte) di ScatteredImages, per conto di IEAN, Institut Europe Afrique du Nord, ha di recente pubblicato un interessante video che voglio condividere con voi sul post rivoluzione egiziana. E&#8217; anche in tema con una serie di articoli proposti su nFA dal titolo &#8220;I sandali del Cairo, Tripoli, Tunisi&#8230;&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/legitto-del-post-rivoluzione/&via=pnveneto&text=L'Egitto del post-rivoluzione&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/05/legitto-del-post-rivoluzione/&via=pnveneto&text=L'Egitto del post-rivoluzione&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Marty Stalker (si, presumo sia un nome d&#8217;arte) di ScatteredImages, per conto di IEAN, Institut Europe Afrique du Nord, ha di recente pubblicato un interessante video che voglio condividere con voi sul post rivoluzione egiziana. E&#8217; anche in tema con una serie di articoli proposti su nFA dal titolo <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/I_sandali_del_Cairo%2C_Tripoli%2C_Tunisi_..._%283%29?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+noisefromamerika+%28noiseFromAmeriKa+%3A+Articoli%29">&#8220;I sandali del Cairo, Tripoli, Tunisi&#8230;&#8221;</a>, che segnalo per chi fosse interessato.<br />
Come sempre quando un popolo viene sottoposto per lungo tempo a vessazioni esso stesso tende poi a perpetrarle ai suoi aguzzini quando si rivolta, ma anche tende a mantenere una certa inerzia sul comportamento generale. Il dopo rivoluzione egiziana fa emergere il bisogno di affrontare i processi nel rispetto dei diritti umani, cosa che riesce ancora difficile in Egitto, dove non di rado serpeggia un sentimento di rivalsa e vendetta.</p>
<p>Il video, erogato da Vimeo, è in HD e di grande qualità, ma richiede banda larga. Se non avete sufficiente banda, vi consiglio di premere il bottone Play, e subito dopo ripremerlo per mettere in pausa ed attendere che la barra grigia si completi. Tutto il video è in inglese, ma gran parte di esso ha sottotitoli che ne facilitano la comprensione.</p>
<p>Buona visione, Claudio G.</p>
<p>&nbsp;<br />
Note:<br />
Alcuni commentatori hanno osservato che il video fa interviste principalmente a studenti dello AUC, un college molto costoso (uno menziona $13000 a semestre) che chiaramente rappresenta solo una parte dell&#8217;opinione e soprattutto dei protagonisti della rivoluzione egiziana. Tuttavia il video mette l&#8217;accento sul punto della gestione del post-rivoluzione.<br />
Nota technica: Per la visione in HD cliccare sul &#8220;HD&#8221; nel video, quindi espandere cliccando l&#8217;icona vicina.<br />
&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/22034129?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="300" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/22034129">Egypt: After The Revolution</a> from <a href="http://vimeo.com/scatteredimages">Marty Stalker</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=9466&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Nord Africa-Europa: Invasione &#8220;pacifica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
				<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/04/nord-africa-europa-invasione-pacifica/&via=pnveneto&text=Nord Africa-Europa: Invasione "pacifica"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/04/nord-africa-europa-invasione-pacifica/&via=pnveneto&text=Nord Africa-Europa: Invasione "pacifica"&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div id="attachment_9391" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/04/invasori_Lampedusa.jpg"><img class="size-full wp-image-9391" title="invasori_Lampedusa" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/04/invasori_Lampedusa.jpg" alt="invasori a Lampedusa" width="276" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">invasori nordafricani (maggiormente tunisini) a Lampedusa</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Invasione pacifica&#8221; è una sorta di ossimoro poiché una invasione richiama essenzialmente un atto di prevaricazione dato che non vi sarebbe tecnicamente una invasione nel momento in cui si accoglie una istanza o si fa un esplicito invito perché si tratterebbe, sempre tecnicamente parlando, di &#8220;arrivi&#8221; di &#8220;ospiti&#8221; e di altri termini affini, non di &#8220;invasione&#8221;. Si usa infatti questa definizione anche per riferirsi ad esempio all&#8217;arrivo in massa di turisti, che sono certamente ben accetti, proprio per evidenziare il contrasto tra invasione ed accoglienza.<br />
Perché perdere tempo a fare sofismi su una definizione? La ragione è che di fatto non possiamo parlare mai di &#8220;invasione pacifica&#8221;, se non come nel caso turistico, per fare un contrasto che evidenzia il grande successo di un invito a visitarci; in altre parole una &#8220;invasione&#8221; non è mai pacifica, anche se condotta senza l&#8217;uso di armi o di altri mezzi esplicitamente violenti, in quanto essa viene realizzata *senza il consenso* dei popoli invasi.<span id="more-9390"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora l&#8217;arrivo in massa di persone, che non definirei né &#8220;clandestini&#8221; né &#8220;immigrati&#8221; o &#8220;migranti&#8221; e tantomeno &#8220;profughi&#8221; (vista la loro provenienza) è senza alcun dubbio una &#8220;invasione&#8221;. Operata con la forza, perché realizzata di nascosto e senza il consenso delle popolazioni invase (per esempio il popolo di Lampedusa).<br />
Un governo serio affronterebbe questa invasione con i modi che si convengono a questi casi: con i militari.<br />
Una cosa di questo tipo avverrebbe anche nei rari paesi comunisti, mi figuro che Hugo Chavez non esiterebbe a puntare le armi contro una eventuale invasione &#8220;pacifica&#8221;, per esempio.<br />
Gli stessi paesi di provenienza di queste persone hanno atteggiamenti simili.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_9392" class="wp-caption alignright" style="width: 290px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/04/incendio_invasori_lampedusa.jpg"><img class="size-full wp-image-9392" title="incendio_invasori_lampedusa" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/04/incendio_invasori_lampedusa.jpg" alt="invasori dal Nord Africa incendiano centro accoglienza a Lampedusa" width="280" height="180" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">invasori dal Nord Africa incendiano centro accoglienza a Lampedusa</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il caso anche di informare che in giro per l&#8217;Europa la definizione più usata è &#8220;invaders&#8221; (riporto la versione inglese, ma si trova uguale in salsa francese, tedesca, nederlandese, ecc.). Senza mezzi termini da diverse parti si parla proprio di invasori, e si invoca l&#8217;uso dell&#8217;esercito. Ad esempio <a href="http://www.uepengland.com/bbs/index.php/topic/26561-video-of-lampedusa-invaders-repaying-hospitality/">questo forum</a>, ma è solo uno dei tanti, ne potete trovare a centinaia con una semplice googlata. Addirittura lo dice esplicitamente il sito &#8220;<a href="http://sheikyermami.com/2009/02/19/italy-muslim-invaders-torch-migrant-centre/">wind of jihad</a>&#8221; in cui si scrive: &#8220;<em>The actual header on this story reads “IMMIGRANTS TORCH MIGRANT CENTRE”-  but here on Winds of Jihad we have always maintained that these people  are not immigrants, they are not refugees and they are not asylum  seekers: they are Muslim invaders.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia ha un governo (ed una opposizione) di pagliacci, perché se fosse gente seria e con le palle a quest&#8217;ora avrebbe usato qualche raffica di mitragliatrice contro i barconi, e vedresti che questa gente che è essenzialmente formata da venturieri senza nulla da perdere, cambierebbe programmi.<br />
E&#8217; invece risaputo nei paesi africani in genere che l&#8217;Italia è il posto ideale per entrare nella EU, è il colabrodo d&#8217;Europa, proprio per gli invertebrati che la governano e in genere per l&#8217;atteggiamento supino e di caritatevole stupidità, che lo domina. Se vai a fare una chiacchierata con la gente che è immigrata qui te lo dicono. E poi un documentario girato da Rai3 qualche anno fa in Nigeria lo denunciava.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho detto non parliamo di &#8220;profughi&#8221;. I profughi sono una cosa diversa. I profughi scappano da una guerra o da conflitti violenti, e secondo la convenzione di Ginevra vanno accolti. I profughi si accolgono i apposite strutture, e dovere del profugo è quello di non abbandonare tali strutture messe a disposizione dal paese ospitante, salvo che non intenda uscire dallo stesso paese. Si distingue dal caso del richiedente asilo, il quale, una volta accolto ha diritti di muoversi liberamente nello stato ospitante, ed è infine distinto dal caso dell&#8217;apolide che è un ospite che si dichiara privo di cittadinanza e che dovrebbe godere di libertà di movimento a tempo limitato (eventualmente subordinato a controllo periodico della polizia) come un qualsiasi visitatore con passaporto.<br />
Oltre ventimila persone sono arrivate sulle coste di Lampedusa, il trampolino per l&#8217;Italia e poi da lì sgattaiolare via per entrare in altri paesi EU, che giustamente hanno detto Niet, e potrebbero pure chiudere le frontiere con l&#8217;Italia per ragioni di ordine pubblico, come stabilito dal trattato di Schengen.<br />
Non solo ma potrebbe l&#8217;Italia stessa essere messa sotto accusa per inadempienza sulla sicurezza e essere deferita ad una sospensione dal citato trattato.<br />
Un danno enorme per quelli che si ritrovano ad avere la cittadinanza italiana, che corrono concretamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che infatti stà accadendo oggi a Ventimiglia, Liguria, Italia, ai confini con la Francia, dove migliaia di invasori provenienti dal nord Africa stanno cercando di varcare la frontiera supportati da cittadini italiani definiti &#8220;dei centri sociali&#8221; stà mutuando la complicità di cittadini italiani in una azione che può essere vista come atto di invasione di un territorio, sanzionabile con una reazione militare.<br />
Francia e Germania hanno già messo i puntini sulle &#8220;i&#8221; a questo riguardo, ed ora la palla è nelle mani di chi controlla l&#8217;Italia. Ma chi la controlla è in fondo connivente con questi loro concittadini denominati &#8220;centri sociali&#8221; e si profila una situazione molto rischiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">La connivenza si respira anche allo stadio dei media di informazione. Neppure le tv arabe, quali Al Jazeera o Al Arabia, sono morbide nei confronti sia di Muhammar Al Gheddafi (e della sua progenie e seguaci) sia di questi invasori. Ma se si ascoltano i telegiornali italiani, in particolare il giornale continuo RaiNews24, si scopre con sorpresa la polarizzazione che arriva da quella penisola abbandonata nel mezzo del Mediterraneo. Dai loro report trasuda la inclinazione verso la famiglia Gheddafi, e oltre alla stigmatizzazione di un intervento militare che è stato realmente invocato dai ribelli, e seppure con il modo ambiguo tipico degli arabi, supportato dalla stessa Lega araba, non sa distinguere la situazione di una invasione di ex carcerati fuggiti dalla Tunisia per sbarcare in Europa.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Libia e nucleare, di fronte all’incoerenza italiana c’è una sola risposta: VENETO STATO!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 14:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsUna classe dirigente incapace e impreparata non può tutelare il bene dei veneti I tempi moderni ci stanno abituando ad accelerazioni incredibili degli eventi, che, come film, si susseguono l’uno all’altro con sequenze di immagini che rischiano di cancellare il ricordo di quelle appena precedenti. Siamo ancora tutti scossi dalle notizie drammatiche del Giappone, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/libia-e-nucleare-di-fronte-all%e2%80%99incoerenza-italiana-c%e2%80%99e-una-sola-risposta-veneto-stato/&via=pnveneto&text=Libia e nucleare, di fronte all’incoerenza italiana c’è una sola risposta: VENETO STATO!&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/libia-e-nucleare-di-fronte-all%e2%80%99incoerenza-italiana-c%e2%80%99e-una-sola-risposta-veneto-stato/&via=pnveneto&text=Libia e nucleare, di fronte all’incoerenza italiana c’è una sola risposta: VENETO STATO!&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><h1>Una classe dirigente incapace e impreparata non può tutelare il bene dei veneti</h1>
<p>I tempi moderni ci stanno abituando ad accelerazioni incredibili degli eventi, che, come film, si susseguono l’uno all’altro con sequenze di immagini che rischiano di cancellare il ricordo di quelle appena precedenti.<br />
Siamo ancora tutti scossi dalle notizie drammatiche del Giappone, che hanno lasciato lo spazio solo alle celebrazioni di cattivo gusto e di stampo nazionalistico dei primi 150 anni di uno stato fallito su molti fronti: dall’economia, al senso civico, dall’ambiente all’energia, dalla giustizia alla reputazione internazionale.</p>
<p>A parte chi si beve di tutto, che purtroppo è la maggioranza delle persone che vivono in Veneto e in Italia a causa di una dittatura massmediatica che non eguali nel mondo occidentale, le persone che hanno un minimo di capacità di analisi però qualche interrogativo se lo pongono in questi giorni.</p>
<p>È troppo violenta e dicotomica la contrapposizione italica tra le proprie posizione sostenute con forza fino a ieri (sul nucleare) o fino a pochi mesi fa (sull’alleanza col dittatore sanguinario Gheddafi), o fino a pochi anni fa (l’anti-italianità della sinistra), o ancora oggi su altri fronti (il pacifismo militante a singhiozzo dei vari popoli viola e arcobaleno).</p>
<p>Schizofreniche posizioni di voltagabbana incoerenti, senza ragione e senza cuore.</p>
<p><span id="more-9276"></span>Noi veneti come possiamo fidarci di uno stato inconsistente inventato solo 150 anni fa? Come possiamo affidare il nostro destino a questi campioni del nulla?</p>
<p>È incredibile quanto inquietante constatare ad esempio la leggerezza con cui i vari Berlusconi, Napolitano, Bossi, D’Alema riescono a dire tutto e il contrario di tutto, a distanza di un giorno dall’altro.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-9279" title="gheddafi-berlusconi" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/gheddafi-berlusconi-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Ciò si spiega solo ed unicamente con il grande interesse economico che la classe dirigente italica coltiva, per esempio, in Libia. Fino all’ultimo minuto hanno cercato di difendere Gheddafi, per difendere gli appalti dell’Eni, o i finanziamenti alla lega nord, salvo poi passare come se nulla fosse dall’altra della barricata quando avevano compreso che il vento era cambiato e che i francesi li stavano soppiantando nei futuri appalti.</p>
<p>E allora, contrordine compagni e camerati, si va alla guerra! E come dice il fantozziano La Russa, i temibili aerei tricolori sono pronti a sferrare l’attacco in soli 15 minuti.</p>
<p>E la sinistra italiana, ancora ubriaca dall’orgia nazionalistica del 150° anniversario festeggiato in modo indegno, con l’uso spregiudicato addirittura dei bambini e delle scuole, in una versione moderna di un fascismo congenito alla cultura italica, risulta incredibilmente in prima linea nel fare propria la linea interventista.</p>
<p>Intendiamoci, chi scrive critica l’intervento contro il regime libico solo perché tardivo, ma non di una settimana, bensì di anni! Ma ciò non toglie che la rappresentazione teatrale di squallidi politicanti incapaci e incoerenti sia di orribile gusto.</p>
<p>E in perfetta armonia con la tradizione tricolore dei voltaggabana, che iniziano la guerra su un fronte per finirla nell’altro!</p>
<p>Questa triste incoerenza dei pagliacci con la coccarda aumenta la consapevolezza che questo stato sia inadeguato a tutelarci e non aiuti un quadro politico internazionale di stabilità e convivenza civile.</p>
<p>Il buon senso dei veneti, una volta che avranno conquistato la propria indipendenza, permetterà invece con grande probabilità anche una maggiore pace ed equilibrio di tutta l’area mediterranea.</p>
<p>Di sicuro un Veneto Stato non permetterebbe ai propri rappresentanti istituzionali di accogliere i dittatori con tutti gli onori e con le enormi umiliazioni inferte dal signor Gheddafi qualche mese fa a Roma.</p>
<p>Ecco un altro, l’ennesimo motivo per dare sostegno a Veneto Stato, la forza politica che persegue la completa indipendenza politica del Veneto in modo democratico, pacifico, legale e ampiamente motivato.</p>
<p>Di fronte all’Italia delle macchiette, gridiamo con forza Viva il Veneto Stato indipendente!</p>
<p>Gianluca Busato<br />
Press News Veneto</p>
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		<title>ARABIA SAUDITA: The days of the wrath (i giorni dell&#8217;ira) 11 e 13 Marzo 2011</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2011/03/arabia-saudita-the-days-of-the-wrath-il-giorno-dellira-11-e-13-marzo-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 21:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsEffetto domino nel mondo arabo e rischio di stabilità del regno. Qui a Gedda la tensione è veramente palpabile. Il governo ha rigorosamente vietato qualsiasi manifestazione pubblica e non resta che aspettare domani e domenica per vedere se i manifestanti scenderanno effettivamente in piazza, come hanno annunciato. Sta di fatto che tutti lo sanno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/arabia-saudita-the-days-of-the-wrath-il-giorno-dellira-11-e-13-marzo-2011/&via=pnveneto&text=ARABIA SAUDITA: The days of the wrath (i giorni dell'ira) 11 e 13 Marzo 2011&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/arabia-saudita-the-days-of-the-wrath-il-giorno-dellira-11-e-13-marzo-2011/&via=pnveneto&text=ARABIA SAUDITA: The days of the wrath (i giorni dell'ira) 11 e 13 Marzo 2011&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><h1>Effetto domino nel mondo arabo e rischio di stabilità del regno.</h1>
<p>Qui a Gedda la tensione è veramente palpabile. Il governo ha rigorosamente vietato qualsiasi manifestazione pubblica e non resta che aspettare domani e domenica per vedere se i manifestanti scenderanno effettivamente in piazza, come hanno annunciato.<br />
Sta di fatto che tutti lo sanno e non si parla d&#8217;altro. Ora sotto l&#8217;albergo e per le strade vedo gruppi di persone che parlano e abbozzano assembramenti.<br />
Il vecchio re ottantenne è precipitosamente rientrato dal Marocco e ora ha fatto affiggere per tutta la città gigantografie con il suo volto e ogni cento metri sulle vie principali svetta in un estremo tentativo di risveglio dell&#8217;orgoglio nazionale la bandiera verde con la scritta &#8220;Allah è il solo dio e Maometto è il suo profeta&#8221;.<br />
Per rabbonire il popolo ha promesso riforme ed aumentato da un giorno all&#8217;altro lo stipendio dei dipendenti pubblici del 15%, azzerato i debiti di coloro che non avevano la casa e promesso sovvenzioni aggiuntive per decine di miliardi di euro.<br />
I giornali locali riportano la lista nominativa di tutti i beneficiari dei sussidi, e ciò riempie pagine e pagine.<br />
La monarchia assoluta vacilla, non esistono partiti e nemmeno parlamento, le donne non hanno diritto di voto e non possono guidare, ma si incontrano liberamente non velate nei centri commerciali.<span id="more-9240"></span><br />
Una minoranza della popolazione controlla il 90% della ricchezza ed ora il resto della popolazione pretende una maggiore ridistribuzone delle risorse di un  paese ricchissimo.<br />
Giiovani uomini ed anche donne salgono e si sporgono da affollate automobili sfrecciando a tutta velocità con il segno V della vittoria e chiedono la caduta del re  e senza alcuna remora e timore ne parlano apertamente.<br />
<a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/arabia-saudita.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-9242" title="arabia-saudita" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/arabia-saudita.jpg" alt="" width="276" height="196" /></a>Nel frattempo stranamente da due giorni le televisioni internazionali non sono visibili, quello che inizialmente sembrava un problema tecnico si è invece rivelato come un tentativo maldestro di censura . Attualmente si ricevono solo i canali in lingua araba.</p>
<p>L&#8217;impossibilità di convivenza tra la realtà metropolitana moderna (sembra di essere in California non certo in uno stato islamico fermo al medioevo) ed il sistema politico ed istituzionale anacronistico sembrano oramai conclamati e se non sarà oggi, molto presto i nodi verranno al pettine, almeno da quello che abbiamo visto e sentito in questi giorni.</p>
<p>Non si tratta di una potenziale rivolta o rivoluzione su base islamico reazionaria, quanto di una richiesta di riforme in senso moderno che possa portare la popolazione verso un sistema di vita ed organizzazione a cui tutti indifferentemente e maggioritariamente aspirano , e che in parte già praticano del tutto, seppur solo in privato.</p>
<p>Si desidera esclusivamente un cambiamento di tipo assolutamente occidentale nel senso del sogno americano di kennediana memoria .</p>
<p><em>Gualpertino da Coderta</em><br />
<em> Press News Veneto</em><br />
<em> Jedda</em></p>
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		<item>
		<title>Il cielo d’Irlanda (sulle nevi dell’Indiana)</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2011/03/il-cielo-d%e2%80%99irlanda-sulle-nevi-dell%e2%80%99indiana/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 08:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsOggi, 4 marzo 2011, mi è capitata una bella esperienza, di cui voglio parlarvi. Qui a Notre Dame, nel mio campus, anzi addirittura nel mio edificio, sette piani sotto al mio, a Flanner Hall, ha sede il centro di studi irlandesi della University of Notre Dame. Certo, qui l’Irlanda va per la maggiore. La famosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/il-cielo-d%e2%80%99irlanda-sulle-nevi-dell%e2%80%99indiana/&via=pnveneto&text=Il cielo d’Irlanda (sulle nevi dell’Indiana)&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/03/il-cielo-d%e2%80%99irlanda-sulle-nevi-dell%e2%80%99indiana/&via=pnveneto&text=Il cielo d’Irlanda (sulle nevi dell’Indiana)&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p>Oggi, 4 marzo 2011, mi è capitata una bella esperienza, di cui voglio parlarvi. Qui a Notre Dame, nel mio campus, anzi addirittura nel mio edificio, sette piani sotto al mio, a Flanner Hall, ha sede il centro di studi irlandesi della University of Notre Dame.</p>
<p>Certo, qui l’Irlanda va per la maggiore. La famosa squadra di football si chiama “Fighting Irish”, e il verde domina da ogni parte. Dal punto di vista accademico, Notre Dame ospita sia un dipartimento di studi irlandesi (<a href="http://irishlanguage.nd.edu/about/">http://irishlanguage.nd.edu/about/</a>) sia un centro di studi irlandesi (<a href="http://www.nd.edu/~irishstu/">http://www.nd.edu/~irishstu/</a>).</p>
<p>Ora, sono appena stato ad una conferenza sulla crisi irlandese di un illustre studioso di sociologia di Dublino, Tony Fahey, docente a University College e qui in visita (ha preso il Ph.D. a Urbana-Chaimpaign in Illinois nel 1982). La conferenza è stata molto bella e abbiamo tutti convenuto che la sensibile contrazione dell’economia irlandese nel 2008 e 2009 sia dovuta ad una crisi di crescita, oltre a tutta una serie di fattori internazionali, e che il 2010 si sia concluso tutto sommato in positivo, per questa tigre celtica che è un bel miracolo della storia europea. Ho concluso il mio intervento con una considerazione: le due economie che stanno andando meglio, in Europa, quella della Norvegia e quella della Svizzera, appartengono a paesi fuori dell’EU. Che sia un monito per il futuro della Venetia libera?<span id="more-9217"></span></p>
<p>Ora, le mie riflessioni, che espongo qui, sono diverse.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-9219" title="NotreDameFightingIrishLogo" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/03/NotreDameFightingIrishLogo-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" />Come sarebbe bello se in futuro vi fosse un dipartimento, e un centro di studi veneziani, in una università importante come questa. Quando sentivo allegre signore, colleghe, e studenti, parlare in gaelico tra di loro, mi è venuto spontaneo pensare a quel giorno luminoso in cui in un ateneo americano studiosi e studenti parleranno in veneto, in cui finalmente una terra ancora non libera (l’Irlanda lo è da quasi un secolo), avrà la propria cultura, storia, economia, rappresentate a livello accademico così alto.</p>
<p>Succederà, non ne dubito.</p>
<p>Sono tornato nel mio ufficio all’ultimo piano per scrivere queste righe. Che servano di buon auspicio.</p>
<p>Le somiglianze tra Irlanda e Venetia sono notevolissime, il numero degli abitanti, sotto ai cinque milioni, è quasi identico; la grande volontà e l’immensa produttività del popolo simile, molto simile; in fondo un passato agricolo accomuna Irlanda e Venetia, come l’Europa tutta del resto, salvo che spesso il passaggio verso l’industria ma soprattutto quello verso il terziario è stato diverso. Se guardiamo ad indici come l’Index of Economic Freedom, nell’edizione 2011 la tigrotta celtica mantiene un’eccellente settima posizione (<a href="http://www.heritage.org/index/Country/Ireland">http://www.heritage.org/index/Country/Ireland</a>), anche se in alcuni parametri è scesa parecchio. ITA, come ribadisco sempre, sta laggiù in fondo, all’87esimo posto (<a href="http://www.heritage.org/index/Country/Italy">http://www.heritage.org/index/Country/Italy</a>).</p>
<p>Ho iniziato citando Fiorella Mannoia; chiudo parafrasando Lucio Battisti: a cotali “discese ardite” non corrisponderà alcuna “risalita”.</p>
<p>Il futuro non solo dell’Europa, ma del mondo, è nei piccoli Stati. La Venetia libera avrebbe un potenziale immenso, e un giorno vi sarà un Center for Venetian Studies a Notre Dame, e questi studenti che vengono qui da tutto il mondo avranno davanti agli occhi, oltre ad una tigre celtica, un leone veneziano. Vorrei vivere abbastanza a lungo per vederlo.</p>
<p>Paolo L. Bernardini</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I demiurghi della rivoluzione</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 17:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsEccolo nella foto, è lui uno dei leader della protesta inziata con &#8220;il giorno della rabbia&#8221; che ha portato in diciotto giorni alla caduta di Hosni Mubarak, dispotico presidente alla guida ininterrotta dell&#8217;Egitto per trent&#8217;anni, e alla &#8220;rivoluzione dei papiri&#8221;. Si chiama Ahmed Maher, trent&#8217;anni, è ingegnere civile. E&#8217; lui che assieme ad un manipolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/i-demiurghi-della-rivoluzione/&via=pnveneto&text=I demiurghi della rivoluzione&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/i-demiurghi-della-rivoluzione/&via=pnveneto&text=I demiurghi della rivoluzione&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Ahmed-Maher.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-9096" title="Ahmed Maher" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Ahmed-Maher-150x150.jpg" alt="Ahmed Maher" width="214" height="214" /></a><strong>E</strong>ccolo nella foto, è lui uno dei leader della protesta inziata con &#8220;il giorno della rabbia&#8221; che ha portato in diciotto giorni alla caduta di Hosni Mubarak, dispotico presidente alla guida ininterrotta dell&#8217;Egitto per trent&#8217;anni, e alla &#8220;rivoluzione dei papiri&#8221;.<br />
Si chiama Ahmed Maher, trent&#8217;anni, è ingegnere civile. E&#8217; lui che assieme ad un manipolo di altri giovani come lui hanno fondato il movimento &#8220;giovani del 6 Aprile&#8221;, quello che a partire dal 25 Gennaio scorso ha avviato quella che presto sarebbe diventata un&#8217;autentica rivoluzione. Ne parla Al Jazeera, in un servizio andato in onda oggi, in cui ripercorrendo le tappe di questa storia ha svelato i retroscena, e le modalità con cui tale rivoluzione si è verificata.<span id="more-9095"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Egypt6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9097" title="proteste in egitto, 2011" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Egypt6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nello sfondo una situazione economica disastrosa, dovuta principalmente ad una corruzione e ruberie corroborate da comportamenti civici immorali diffusi, che hanno lasciato il paese scivolare in una condizione di povertà tale per cui molte persone vivono con meno di due dollari al giorno. Uno scenario che il 6 Aprile 2008 aveva portato all&#8217;esasperazione e ad uno sciopero generale a Mahala, dove una larga base sindacale ha sede, e che portò in quell&#8217;anno a disordini e proteste diffuse. Ed è proprio in ricordo di quel giorno a cui si è ispirato il nome del movimento &#8220;giovani del 6 Aprile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Avevate pianificato tutto questo?&#8221; chiede la giornalista di Al Jazeera, e uno dei membri dell&#8217;organizzazione ha risposto: &#8220;Si, lo abbiamo fatto. Abbiamo pianificato di portare tanta più gente possibile nelle strade&#8221;.<a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/qunnn.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-9098" title="qunnn" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/qunnn-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
La protesta ha inizio il 25 Gennaio, ispirati con entusiasmo dagli avvenimenti appena accaduti in Tunisia, dove in breve il governo era stato ribaltato con un colpo di stato eseguito dai militari supportati dalla popolazione.<br />
I messaggi correvano per tweetter e facebook, e l&#8217;organizzazione partita da questi giovani, acculturati, emancipati a computer e internet, e promotori di democrazia, aveva iniziato la sua discesa nelle strade, invitando dei lavoratori allo sciopero. Mercoledi 26 diverse organizzazioni sindacali si erano affiancate ai dimostranti, e come un incendio selvaggio aveva presto infiammato praticamente ogni settore dell&#8217;economia egiziana, e in particolare aree sensibili quali Suez, i servizi elettrici, di telecomunicazioni, trsaporti, petrolio e carbone.<br />
In Mahala 24ooo lavoratori delle più grandi industrie tessili del medio oriente erano entrati in sciopero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/elbaradei+obama.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9099" title="elbaradei+obama" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/elbaradei+obama-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/elbaradei+obama1.jpeg"></a><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/elbaradei.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-9101" title="elbaradei" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/elbaradei-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Mohamed ElBaradei, direttore generale dell&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (IAEA) e premio nobel nel 2005 per la pace, grande oppositore di Mubarak, da Vienna vola a Cairo per affiancarsi ai dimostranti e offrirsi come guida sostitutiva del paese. Anche i Fratelli musulmani, altro fiero opponente di Mubarak e parte di un&#8217;organizzazione che attraversa i paese musulmani del nord Africa ed ha anche sedi in USA, e che conta in Egitto un 20% di sostenitori, si affianca alla protesta sostenendola con energia e riscuotendo ora le attenzioni dell&#8217;Iran, che in questo spera in una rivoluzione dagli esiti analoghi a quelli che avevano portato all&#8217;ascesa degli Ajatollah in Iran, ed i timori di Israele che al contrario vede minacciata la sua posizione e perde un paese che aveva sempre mediato con i paesi arabi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/I_love_google.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9102" title="I_love_google" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/I_love_google-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Se già il mercoledi Mubarak aveva fatto chiudere twitter e facebook non prima di avere ispezionato i profili e inviato la polizia per arrestare i contestatori rintracciati in questo modo, per contrastare le pianificate dimostrazioni previste per il Venerdi sucessivo avevano portato alla incredibile azione di Mubarak di chiudere completamente Internet, e i servizi di telecomunicazioni mobili. Azione che non ha fatto altro che buttare benzina sul fuoco. Una marea di persone si era riversata nelle strade, e venne sfidato il coprifuoco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro alle quinte di questa forza rivoluzionaria ci sono persone come Ahmed Maher, persone dotate di cultura, preparate e giovani. Gli inviati di Al Jazeera mostrano come si erano preparati, un&#8217;organizzazione che non era nata il 25 Gennaio scorso, ma molto tempo prima e che per lungo tempo si era preparata, mentre la scintilla di quanto era accaduto in Tunisia era servita come occasione per avviare l&#8217;azione che definitiva non era apparsa fin da subito, ma su cui avevano creduto e contato.<a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/simbolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9103" title="simbolo" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/simbolo.jpg" alt="" width="73" height="73" /></a><br />
Il simbolo coniato (vedi figura) venne usato come richiamo, e aiuti da chi aveva vissuto le rivoluzioni in Polonia, in Ukraina e nella ex Yugoslavia avevano fornito una base informativa di addestramento, recepito attraverso Internet (evidente ragione per cui molti governi illiberali cercano pretesti di ogni tipo per tacitarla).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E&#8217; necessario avere una forte coesione, una organizzazione affiatata, non possono esserci contraddizioni.&#8221; Così racconta un &#8216;trainer&#8217; ukraino intervistato in videochiamata. &#8220;E occorre che i coordinatori guadagnino la fiducia, perché occorre estrema fiducia che non faccia scoraggiare. Deve essere una struttura forte che resista alle azioni di disturbo che certamente si verificano. Anche se organizzati non deve esserci una sola testa, ma è meglio una struttura distribuita. Ed evitare la violenza.&#8221; Il discorso viene continuato da Maher, che dice &#8220;&#8230;certo, basta un solo idiota per essere diffamati dai media, e dare il pretesto alla polizia per fare arresti e rispondere con più violenza.&#8221;<br />
&#8220;Chiunque, anche chi non è proprio parte dell&#8217;organizzazione, se offre il fianco con deliberate azioni violente o che lasciano pensare a violenza, come avere armi,&#8221; &#8211; conclude Maher &#8211; &#8221; offre questo pretesto.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Egyptian-protesters-007.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9104" title="Egyptian-protesters" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Egyptian-protesters-007-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>La rivoluzione egiziana è un fatto straordinario nella nostra storia, paragonabile alla caduta del muro di Berlino.<br />
La caduta di Mubarak, e la sostanziale vittoria degli insorti, anche se non ha ancora esiti chiari e ora lasciano l&#8217;Egitto sul filo dell&#8217;equilibrio, ha però certamente dato una scossa a tutto il mondo arabo e al nord Africa.<br />
Le notizie hanno corso come un flash, troppo veloci affinché i vari governi più o meno autoritari, abbiano avuto il tempo di distogliere l&#8217;attenzione dei loro sudditi. La testata Internet OnIslam.net scrive: &#8220;E&#8217; stata rotta una barriera psicologica, non solo per il nord Africa, ma per tutto il medio oriente&#8221; &#8211; dichiara Anthony Skinner, consulente di rischi politici di Maplecroft &#8211; &#8220;Scossi per prevenire simili insurrezioni, alcuni leader arabi stanno rapidamente offrendo concessioni.&#8221;<br />
Noi europei che di storia di rivoluzioni ne abbiamo alle spalle, tutto questo ci ricorda il periodo rivoluzionario che partì della metà de &#8217;700 per concludersi un secolo dopo, in cui i monarchi europei intimoriti dal possibile contagio in fretta e furia concedevano statuti e sempre maggiori diritti ai loro sudditi, mano a mano che una insurrezione infiammava una regione.</p>
<p style="text-align: justify;">E così leggiamo in OnIslam che gli echi di questa rivoluzione stanno attraversando tutta la regione, e si parla di simili proteste pianificate in diversi paesi arabi. Così dice Mohsen Belabes, leader del RCD, partito di opposizione in Algeria, che sono pronti per Marzo. Dichiarazione rilasciata durante le proteste in Algeria di oggi, Sabato 12 Febbraio 2011. Popoli che cercano la democrazia, nella speranza di avere più equo trattamento e soprattutto maggiore libertà. Non so se il loro intento sarà soddisfatto, e non so quale &#8220;democrazia&#8221; sarà da loro adottata.<br />
Noi occidentali vediamo un triste abuso di questa parola, e la necessità di elaborarla per perfezionare un sistema che deve avvicinarsi alle esigenze dei cittadini, e dar loro una vera voce.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tempi straordinari quelli che ho la fortuna di vivere. Noi tutti abbiamo la facoltà di fare qualcosa, per lasciare un segno nella storia e non restare passivi spettatori.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Tripudio in Egitto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 00:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics Mubarak lascia la presidenza, e indiscrezioni dicono si sia rifugiato a Sharm El-Sheikh, nel Sinai. E questa sera, quando la notizia si è diffusa nelle piazze assediate per il diciottesimo giorno di protesta irriducibile, dove nelle ultime ore anche ufficiali dell&#8217;esercito avevano iniziato a schierarsi con la folla, dove dalla TV di stato venivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/tripudio-in-egitto/&via=pnveneto&text=Tripudio in Egitto&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/tripudio-in-egitto/&via=pnveneto&text=Tripudio in Egitto&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p><iframe title="YouTube video player" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/embed/TC4qWx2VJOQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Mubarak lascia la presidenza, e indiscrezioni dicono si sia rifugiato a Sharm El-Sheikh, nel Sinai. E questa sera, quando la notizia si è diffusa nelle piazze assediate per il diciottesimo giorno di protesta irriducibile, dove nelle ultime ore anche ufficiali dell&#8217;esercito avevano iniziato a schierarsi con la folla, dove dalla TV di stato venivano emanate le scuse per avere per anni favorito il regime con la manipolazione dell&#8217;informazione, la gioia ha lasciato il posto alle tensioni.<span id="more-9090"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono migliaia, centinaia di migliaia le persone assiepate a Il Cairo, si parla di più di un milione di persone solo in piazza Tahrir, un tripudio incredibile corre per tutto l&#8217;Egitto con cortei di auto, urla, fuochi artificiali, persone che intonano canto &#8220;Egitto libero&#8221; e clackson di automobili continui. Le immagini che si vedono dai corrispondenti di CNN, della BBC e di altre tv giornalistiche saturano il piccolo spazio che lo schermo può offrire in confronto all&#8217;esplosione di esultanza che arriva da quella regione del nord Africa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9091" title="NOVACASPACA" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/NOVACASPACA.png" alt="" width="93" height="111" />
<p style="text-align: justify;">Già nel pomeriggio si percepiva nell&#8217;aria che qualcosa sarebbe cambiato, chi aveva visto preparativi alla fuga di Mubarak aveva intuito e la voce, nell&#8217;era della digitalizzazione globale, non aveva tardato a correre e le borse avevano subito speculato sulla fiducia dei mercati al ritrovato equilibrio di un paese così strategicamente collocato per l&#8217;economia mondiale come l&#8217;Egitto. Ed è proprio da quel filo digitale che si rivela oggi la rivolozione è partita.</p>
<p style="text-align: justify;">In una intervista rilasciata ad un corrispondente di CNN, uno degli studenti che aveva avviato le proteste, alla domanda &#8220;avevate pianificato tutto questo?&#8221; lui ha risposto &#8220;lo abbiamo pianificato, abbiamo pianificato di portare tanta più gente possibile per le strade&#8221;. Questi rivoluzionari intellettuali e forse un po&#8217; nerd sono l&#8217;anima di questa rivoluzione a cui il nome di Elbaradein, premio nobel per la pace nel 2005, si è affiancato, appare diversa dalle rivoluzioni islamiche che hanno segnato le trasformazioni in Iran. Qui gli studenti hanno sfruttato a fondo la rete con il supporto (non ufficiale) degli occidentali, con Google, Facebook, e Twitter usati come strumenti per conoscere, farsi conoscere, ed organizzarsi. Mubarak aveva cercato di stroncare questa infrastruttura brutalmente annientando l&#8217;intera rete di telecomunicazioni dell&#8217;Egitto. Proprio così, certi dinosauri gerontocrati pur di mantenere le chiappe salde alla seggiola sono capaci di far fallire economicamente un paese. Perché stroncare tutte le telecomunicazioni, incluso la borsa, significa uccidere l&#8217;economia. E per quasi tre giorni l&#8217;Egitto è rimasto isolato al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora sono i militari a controllare il paese, una giunta militare che si spera lascierà spazio a elezioni. Perché molti sono i timori che nel trambusto aluni approfittino per prendere il potere. Come i Fratelli musulmani. L&#8217;organizzazione che pesa solo il 20% dei consensi in Egitto è entrata prepotentemente nella protesta e ne è stata parte fondamentale. Indicazioni sono che questa organizzazione, trasversale a diversi paesi, incluso gli USA, sia forse l&#8217;elemento di congiunzione che ha indotto le proteste in Tunisia, poi controllate dai militari mediante il noto colpo di stato, poi in Yemen, ed ora in Algeria dove più che altrove si temono azioni come quelle che già avevano in passato scosso il paese seminando terrore. In Egitto però molti rassicurano che la volontà della gente è libertà e democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Democrazia, parola iperabusata di cui io penso solo alcuni egiziani conoscano davvero il senso. In realtà sentendo la gente per le strade intervistata molti dichiarano: <em>per avere meno fame, per poter lavorare, per stare meglio, avere benessere, libertà</em>. Parole molto più genuine che manifestano la semplicità dell&#8217;esigenza di ogni essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore di una presa di potere da parte dei Fratelli musulmani preoccupa non poco Israele, che non dorme sonni molto tranquilli. Se in Egitto si esulta in Israele si guarda con attenzione non senza apprensione l&#8217;evolversi degli eventi, anche se le parole distese di alcuni dei leader delle proteste sembrano condurre verso una composizione che non scada in estremismi, ci cui ora l&#8217;Egitto non ha proprio bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è mai bene declinare le notizie del mondo ad una visione introversa, e i giornalisti per primi e tutti quelli che hanno visibilità pubblica dovrebbero adeguarsi a questo stile scevro da provincialismo. Tuttavia anche per il Veneto, o meglio Le Venezie, si vivono momenti inusuali ed allora spero vogliate scusarmi se per questa volta mi abbandono ad una declinazione introversa. C&#8217;è sicuramente fermento in Veneto, forse non abbastanza per cambiare davvero le cose, ma in fondo dipende da quante persone ci credono e vogliono uscire di casa e farsi vedere. Per esempio a Venezia, Domenica 20 prossima a partire dalle ore 9 della mattina. Esserci vorrà dire affermare la propria volontà di cogliere un&#8217;opportunità che per essere trasformata da mera questione giuridica deve essere supportata dalla volontà e dalla dimostrazione popolare. Sono due bracci dello stesso meccanismo. E confesso che il giorno che ho letto la notizia della abrogazione della legge che annetteva le Venezie all&#8217;Italia, quel piccolo enorme mattone che fa da fondamenta al costrutto giuridico che fa pervenire alla Repubblica italiana il titolo di poter affermare la sua sovranità sulle Venezie, e che è stato maldestramente sottratto come in un classico &#8220;autogoal&#8221;, ebbene quel giorno mi ero sentito elettrizzato al punto che comprendo bene il senso di esultanza che oggi provano gli Egiziani.</p>
<p style="text-align: justify;">Le battaglie non si vincono solo per la bravura dei combattenti, ma anche per saper cogliere gli errori dei nemici. Anzi, le vittorie <strong>sono essenzialmente</strong> l&#8217;opportunità raccolta sull&#8217;errore del nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Dead State Walking</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsThe only sustainable future for Italy is its fragmentation. A State can be dead without being aware of that. When does it happen? Normally, i.e. historically, this happens when citizens feel completely detached from the State they are subject to, when any possible form of adherence to that State loosened, and it is seen just [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/dead-state-walking/&via=pnveneto&text=Dead State Walking&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/dead-state-walking/&via=pnveneto&text=Dead State Walking&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><h1>The only sustainable future for Italy is its fragmentation.</h1>
<p>A State can be dead without being aware of that. When does it happen? Normally, i.e. historically, this happens when citizens feel completely detached from the State they are subject to, when any possible form of adherence to that State loosened, and it is seen just as a burden (onto personal freedom) and as enemy, as well as a threat.<span id="more-9040"></span></p>
<p>Our sense of belonging, let alone of love for this country has completely disappeared, and this is true not only for those, like myself and all the Venetian, Sardinian, Sicilian, Piedmontese, Lombard, Neapolitan, Tuscan citizens aiming at complete independence, with a clear political agenda and a sincere love for independence, but also for most Italians, who are facing such a debased show, that most wonder whether they are dreaming, for all what happens now, under the keen and disturbed international eye, goes well beyond any possible imagination, and most dreadful scenario.</p>
<p>However, the Prime Minister’s sexual prowess, public lies, and his untamed pride are just one sign, among many others, of the necessity to bring to an end all this.</p>
<p>It is high time for independence.</p>
<p>From Sudan to Yemen, there are signs that a creation of new States out of the ruins of artificial entities is historically necessary in order to safeguard the citizens’ well-being and the future of the coming generation.<br />
VENETO STATO offers a clear-cut way out of the present tragic impasse, the independence of the Veneto region. It might well cause a domino effect, but this is not a priority, nor something absolutely necessary. Montenegro and Kosovo did not put an end to Serbia, on the contrary, reduced in size and in its pan-nationalistic pretensions, Serbia might well flourish as a little or medium-size State.<br />
The only feelings we have towards this feeble State called Italy, are those of fear, suspect, laugh, irony, and sadness. We might live in Italy, but we see it as an alien entity, whose aim is to survive thanks to some of our income (average 50%) that we completely unwilling must nonetheless give to it in form of taxation.<br />
This is not the life of a beloved communitarian entity, is just the awful survival of a lame vampire.<br />
This sense of detachment from the governmental institutions may be felt everywhere else in the world, but with less intensity and a minor degree of hatred. Some “necessary evils” might be, in fact, salutary minor goods. As a matter of fact, the contrary of love (for a country) can be sheer indifference, or a moderate sense of belonging. In our case, the contrary of love is indeed hate. When most of a population hates not only its government, but, first and foremost, the form of State it’s forced to obey where is forced to live, a simple change of government is NOT the solution.</p>
<p>It is the same form of State that must be altered. This is a slightly more complex and lengthy process, but this is the only way out, for, if all the governments of Italy over the last quarter of century proved to be dysfunctional, it is most likely true that Italy is dysfunctional, and should as soon as possible disassembled.<br />
Nothing new under the sun, says Qohelet. We see this happening in Sudan right now, we saw it in the former Czechoslovakia, and we are witnessing similar processes in Scotland and Catalonia. Veneto is mature to create an independent Republic. There ebbs and flows, the tides of history, Shakespeare invited to catch them.<br />
We must.</p>
<p><a href="http://www.heritage.org/index/ranking"><img class="alignleft size-full wp-image-9042" title="Dead State Walking" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/Schermata-2011-02-07-a-09.19.40.png" alt="" width="306" height="471" /></a>Italy is plunging in a situation of poverty, as ALL the national and international indicators, and rankings  convincingly show. Have a look at the newly released Index of Economic Freedom 2010:   <a href="http://www.heritage.org/index/ranking" target="_blank">http://www.heritage.org/index/ranking</a>, for instance. But should you think that this index is biased, for it comes from “libertarian” agencies, you might have a look at other indexes, more neutral if you like.<br />
They all point to a situation of disgrace, including the official Italian indexes, from Censis to Istat. Our GDP is falling down. Greece might be below Italy in the Index of Economic Freedom 2010 (88th,  Italy ranks 87th), but, to our surprise, its GDP per capita is slightly higher than the Italian, and this just after the immense crisis Greece has just (partially) overcome. At PPP, an American citizen earns one third more than an Italian, 45,000 USD against 29,000. Former communist countries, like Slovenia and the Czech Republic, are approaching the Italian individual GDP. They came out from Communism, certainly not from an open society, a free market, a kingdom of freedom!  The divide between North and South is gaping. This does not mean that the North is well, on the contrary, parameters go from “very bad” down to “much worse”.<br />
My Como students who after graduation end up working as part-time clerks in shops might be defined lucky. Very few out of the 90 students I graduated from December 2006 got a decent job. These are hard facts, undeniable.<br />
CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM.<br />
A free Veneto (and Sicily etc.) might eventually flourish, but in any case, they immediately might better compete in an increasingly competitive world.<br />
VENETO STATO has a great future ahead that includes a major responsibility.<br />
Dead might walk until someone tells them that they are indeed dead, and should rest in peace, one can do that by switching channel with the remote. Tired of freaky and creepy zombie movies, she goes for a romantic comedy, laugh, and relax.<br />
Let’s do that.</p>
<p><strong>Paolo L. Bernardini </strong></p>
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		<title>Pace disarmata?</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 11:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[armi da fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politicsTweetgovernment,politics&#160;news,politics&#160;news,politics Il 13 febbraio in Svizzera si vota un referendum di iniziativa popolare che tocca un aspetto caratteristico della società elvetica: le armi da fuoco. L&#8217;iniziativa è denominata &#8220;Per la tutela contro la violenza delle armi&#8221; e in sintesi propone i seguenti punti: Chi acquista o usa armi deve fornire la prova di averne la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/pace-disarmata/&via=pnveneto&text=Pace disarmata?&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><div style="float: left; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.pnveneto.org/2011/02/pace-disarmata/&via=pnveneto&text=Pace disarmata?&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="display:none;"><a href="http://government-politics.forum1000.com">government,politics</a>&nbsp;<a href="http://news365live.com">news,politics</a>&nbsp;<a href="http://worldnews365online.com">news,politics</a></div><p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 13 febbraio in Svizzera si vota un referendum di iniziativa popolare che tocca un aspetto caratteristico della società elvetica:<strong> le armi da fuoco</strong>. L&#8217;iniziativa è denominata &#8220;<em>Per la tutela contro la violenza delle armi</em>&#8221; e in sintesi propone i seguenti punti:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Chi acquista o usa armi deve fornire la prova di averne la necessità e le capacità.</li>
<li style="text-align: justify;">Proibito detenere a scopi privati armi per il tiro a raffica e fucili a pompa.</li>
<li style="text-align: justify;">Obbligatorio custodire le armi d&#8217;ordinanza ai militari in locali sicuri dell&#8217;esercito e che non siano cedute ai militari prosciolti.</li>
<li style="text-align: justify;">Un registro delle armi da fuoco centralizzato e non a livello cantonale come è adesso.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In pratica i promotori di questa iniziativa popolare vogliono rendere molto più difficoltoso il possesso di armi da fuoco da parte della popolazione invertendo la consuetudine svizzera di una fortissima presenza di armi tra i privati. Sono infatti circa 2,3 milioni le armi in circolazione su una popolazione di nemmeno 8 milioni. A far diventare ragguardevole questa cifra è l&#8217;arma d&#8217;ordinanza data a ogni cittadino di sesso maschile durante il servizio militare (a richiami annuali tra i 18 e 30 anni di età) che deve custodire fuori dal servizio. Finita la leva, si può scegliere se tenere o meno l&#8217;arma.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9025"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/chvalue.jpg"><img title="chvalue" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/chvalue.jpg" alt="" width="480" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2011/02/chvalue.jpg"></a>Lo scopo dichiarato dai promotori è quello di arginare il fenomeno dei suicidi portati a termine con le armi. La motivazione appare però claudicante, almeno secondo il mio personale buonsenso. Infatti secondo l&#8217;Ufficio federale di statistica nel 2008 su un totale di 1313 suicidi, solo 239 (18,2%) sono stati compiuti con un&#8217;arma da fuoco. Se poi quel 18,2% non avesse avuto a disposizione un&#8217;arma da fuoco, non si sarebbe ugualmente suicidato? Probabilmente una parte no, ma la maggioranza delle persone avrebbe, per esempio, fatto un salto dal primo cavalcavia. Ecco, se si vuole ridurre il numero di suicidi si dovrebbe vietare la costruzione dei cavalcavia. Non potendo puntare sulla criminalità, bassa in Svizzera, i partiti e le associazioni di sinistra promotrici di questa iniziativa popolare hanno usato la leva del contrasto ai suicidi. In realtà io ritengo che la motivazione nascosta, ma neanche tanto, sia l&#8217;avversione che una certa mentalità <em>progressista</em> ha per il cittadino armato.</p>
<p style="text-align: justify;">Può sembrarvi un argomento demodé, ma la libertà di possedere un&#8217;arma e quindi il diritto all&#8217;autodifesa è uno degli aspetti che distinguono i popoli liberi dai popoli diciamo meno liberi. Non per fare la più classica <em>reductio ad Hitlerum</em> ma è un dato di fatto che più il regime è liberticida più cerca di diminuire la potenza di fuoco dei suoi cittadini. Quando in ogni casa c&#8217;è un fucile, non è così semplice fare il gradasso impunemente e tirare troppo la corda. Tanti invece vedono nell&#8217;arma da fuoco non uno strumento di autodifesa ma un retaggio di un tempo barbaro. Si dice <em>pistola</em> e subito si pensa <em>far west </em>(sarebbe interessante anche vedere bene cos&#8217;era questo far west, ma non divaghiamo). Poco importa che le statistiche stiano lì a dirci che la correlazione tra maggior presenza di armi da fuoco e maggior crimine e/o fatti di sangue non è vera. No, la mentalità <em>progressista</em> vuole plasmare la realtà secondo il suo schema nel quale la persona è un eterno bambino al quale viene sempre detto cosa è meglio per lui e al quale è meglio non lasciare troppo ambito di movimento ché altrimenti chissà cosa mi combina. Tutti, almeno spero, concordiamo sul fatto che la violenza è una brutta cosa. In più, per chi come me basa la sua visione filosofica e politica sul <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Non-aggression_principle" target="_blank">principio di non-aggressione</a></strong>, la violenza è fuori dalla discussione. Dobbiamo però tenere in mente che <strong>il rifiuto della violenza non deve essere anche imposizione alla rinuncia all&#8217;autodifesa</strong>. Il fatto che la violenza sia una cosa esecrabile non deve autorizzare a imporre una limitazione alla libertà della persona. Imporre simili restrizioni alla possibilità di avere un&#8217;arma da fuoco è puro paternalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vogliamo, questo è un limite della democrazia diretta, che è potenzialmente la migliore forma di democrazia, ma che può essere anche l&#8217;ennesima violenza della maggioranza sul singolo. Se si votasse per imprigionare tutte le persone con i capelli rossi, potrebbe capitare che la maggioranza votasse a favore; questo non toglie che quella votazione sarebbe in contrasto con i principi di libertà. Togliere le armi al popolo è uguale a privarlo di una fetta di libertà. Una volta negata questa libertà, tornare indietro sarà estremamente difficile. Se inizialmente i favorevoli all&#8217;iniziativa secondo i sondaggi erano la maggioranza, oggi siamo sostanzialmente a un testa a testa. Speriamo che per il 13 febbraio i cittadini svizzeri capiscano ancora di più che è in gioco un principio della loro libertà, una parte stessa dell&#8217;<strong><a href="http://www.waffeninitiative-nein.ch/" target="_blank">essenza svizzera</a></strong>. Verso la fine della sua esistenza, la Repubblica Veneta seguì una politica di <em>neutralità disarmata</em>. Sappiamo tutti com&#8217;è finita: conquistata da Napoleone e successivamente sovranità passata da padrone a padrone e mai più riavuta indietro. Anche la Svizzera nel corso dei secoli ha seguito una politica di neutralità, la differenza è che<strong> la Svizzera era ed è armata</strong>. Neutrale e pacifica ma pronta all&#8217;autodifesa in caso di bisogno; in pratica tanti <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gadsden_flag" target="_blank">rattlesnake</a></strong> quanti sono i cittadini della Confederazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Termino con una citazione di Cesare Beccaria:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">Falsa idea di utilità è quella, che sacrifica mille vantaggi reali, per un inconveniente o immaginario, o di poca conseguenza, che toglierebbe agli uomini il fuoco perchè incendia, e l&#8217;acqua perchè annega; che non ripara ai mali, che col distruggere. Le leggi, che proibiscono di portar le armi, sono leggi di tal natura; esse non disarmano che i non inclinati, nè determinati ai delitti, mentre coloro che hanno il coraggio di poter violare le leggi più sacre della umanità è le più importanti del codice, come rispetteranno le minori, e le puramente arbitrarie? Queste peggiorano la condizione degli assaliti migliorando quella degli assalitori, non iscemano gli omicidi, ma gli accrescono, perchè è maggiore la confidenza nell&#8217;assalire i disarmati, che gli armati. Queste si chiaman leggi, non preventrici, ma paurose dei delitti, che nascono dalla tumultuosa impressione di alcuni fatti particolari, non dalla ragionata meditazione degl&#8217;inconvenienti, ed avvantaggi di un decreto universale.</span></p>
</blockquote>
<p><strong>Luca Schenato</strong></p>
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