Archive for category: temi internazionali

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Le politiche di deregolamentazione dei mercati finanziari e le politiche sociali

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Veneto West Studio, California – interview to Ronan Chris Murphy

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Osama Bin Laden, la fine

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L’Egitto del post-rivoluzione

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Nord Africa-Europa: Invasione “pacifica”

invasori a Lampedusa

invasori nordafricani (maggiormente tunisini) a Lampedusa

“Invasione pacifica” è una sorta di ossimoro poiché una invasione richiama essenzialmente un atto di prevaricazione dato che non vi sarebbe tecnicamente una invasione nel momento in cui si accoglie una istanza o si fa un esplicito invito perché si tratterebbe, sempre tecnicamente parlando, di “arrivi” di “ospiti” e di altri termini affini, non di “invasione”. Si usa infatti questa definizione anche per riferirsi ad esempio all’arrivo in massa di turisti, che sono certamente ben accetti, proprio per evidenziare il contrasto tra invasione ed accoglienza.
Perché perdere tempo a fare sofismi su una definizione? La ragione è che di fatto non possiamo parlare mai di “invasione pacifica”, se non come nel caso turistico, per fare un contrasto che evidenzia il grande successo di un invito a visitarci; in altre parole una “invasione” non è mai pacifica, anche se condotta senza l’uso di armi o di altri mezzi esplicitamente violenti, in quanto essa viene realizzata *senza il consenso* dei popoli invasi. Read more

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Libia e nucleare, di fronte all’incoerenza italiana c’è una sola risposta: VENETO STATO!

Una classe dirigente incapace e impreparata non può tutelare il bene dei veneti

I tempi moderni ci stanno abituando ad accelerazioni incredibili degli eventi, che, come film, si susseguono l’uno all’altro con sequenze di immagini che rischiano di cancellare il ricordo di quelle appena precedenti.
Siamo ancora tutti scossi dalle notizie drammatiche del Giappone, che hanno lasciato lo spazio solo alle celebrazioni di cattivo gusto e di stampo nazionalistico dei primi 150 anni di uno stato fallito su molti fronti: dall’economia, al senso civico, dall’ambiente all’energia, dalla giustizia alla reputazione internazionale.

A parte chi si beve di tutto, che purtroppo è la maggioranza delle persone che vivono in Veneto e in Italia a causa di una dittatura massmediatica che non eguali nel mondo occidentale, le persone che hanno un minimo di capacità di analisi però qualche interrogativo se lo pongono in questi giorni.

È troppo violenta e dicotomica la contrapposizione italica tra le proprie posizione sostenute con forza fino a ieri (sul nucleare) o fino a pochi mesi fa (sull’alleanza col dittatore sanguinario Gheddafi), o fino a pochi anni fa (l’anti-italianità della sinistra), o ancora oggi su altri fronti (il pacifismo militante a singhiozzo dei vari popoli viola e arcobaleno).

Schizofreniche posizioni di voltagabbana incoerenti, senza ragione e senza cuore.

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ARABIA SAUDITA: The days of the wrath (i giorni dell’ira) 11 e 13 Marzo 2011

Effetto domino nel mondo arabo e rischio di stabilità del regno.

Qui a Gedda la tensione è veramente palpabile. Il governo ha rigorosamente vietato qualsiasi manifestazione pubblica e non resta che aspettare domani e domenica per vedere se i manifestanti scenderanno effettivamente in piazza, come hanno annunciato.
Sta di fatto che tutti lo sanno e non si parla d’altro. Ora sotto l’albergo e per le strade vedo gruppi di persone che parlano e abbozzano assembramenti.
Il vecchio re ottantenne è precipitosamente rientrato dal Marocco e ora ha fatto affiggere per tutta la città gigantografie con il suo volto e ogni cento metri sulle vie principali svetta in un estremo tentativo di risveglio dell’orgoglio nazionale la bandiera verde con la scritta “Allah è il solo dio e Maometto è il suo profeta”.
Per rabbonire il popolo ha promesso riforme ed aumentato da un giorno all’altro lo stipendio dei dipendenti pubblici del 15%, azzerato i debiti di coloro che non avevano la casa e promesso sovvenzioni aggiuntive per decine di miliardi di euro.
I giornali locali riportano la lista nominativa di tutti i beneficiari dei sussidi, e ciò riempie pagine e pagine.
La monarchia assoluta vacilla, non esistono partiti e nemmeno parlamento, le donne non hanno diritto di voto e non possono guidare, ma si incontrano liberamente non velate nei centri commerciali. Read more

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Il cielo d’Irlanda (sulle nevi dell’Indiana)

Oggi, 4 marzo 2011, mi è capitata una bella esperienza, di cui voglio parlarvi. Qui a Notre Dame, nel mio campus, anzi addirittura nel mio edificio, sette piani sotto al mio, a Flanner Hall, ha sede il centro di studi irlandesi della University of Notre Dame.

Certo, qui l’Irlanda va per la maggiore. La famosa squadra di football si chiama “Fighting Irish”, e il verde domina da ogni parte. Dal punto di vista accademico, Notre Dame ospita sia un dipartimento di studi irlandesi (http://irishlanguage.nd.edu/about/) sia un centro di studi irlandesi (http://www.nd.edu/~irishstu/).

Ora, sono appena stato ad una conferenza sulla crisi irlandese di un illustre studioso di sociologia di Dublino, Tony Fahey, docente a University College e qui in visita (ha preso il Ph.D. a Urbana-Chaimpaign in Illinois nel 1982). La conferenza è stata molto bella e abbiamo tutti convenuto che la sensibile contrazione dell’economia irlandese nel 2008 e 2009 sia dovuta ad una crisi di crescita, oltre a tutta una serie di fattori internazionali, e che il 2010 si sia concluso tutto sommato in positivo, per questa tigre celtica che è un bel miracolo della storia europea. Ho concluso il mio intervento con una considerazione: le due economie che stanno andando meglio, in Europa, quella della Norvegia e quella della Svizzera, appartengono a paesi fuori dell’EU. Che sia un monito per il futuro della Venetia libera? Read more

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I demiurghi della rivoluzione

Ahmed MaherEccolo nella foto, è lui uno dei leader della protesta inziata con “il giorno della rabbia” che ha portato in diciotto giorni alla caduta di Hosni Mubarak, dispotico presidente alla guida ininterrotta dell’Egitto per trent’anni, e alla “rivoluzione dei papiri”.
Si chiama Ahmed Maher, trent’anni, è ingegnere civile. E’ lui che assieme ad un manipolo di altri giovani come lui hanno fondato il movimento “giovani del 6 Aprile”, quello che a partire dal 25 Gennaio scorso ha avviato quella che presto sarebbe diventata un’autentica rivoluzione. Ne parla Al Jazeera, in un servizio andato in onda oggi, in cui ripercorrendo le tappe di questa storia ha svelato i retroscena, e le modalità con cui tale rivoluzione si è verificata. Read more

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