Archive for category: temi internazionali

Tripudio in Egitto

Mubarak lascia la presidenza, e indiscrezioni dicono si sia rifugiato a Sharm El-Sheikh, nel Sinai. E questa sera, quando la notizia si è diffusa nelle piazze assediate per il diciottesimo giorno di protesta irriducibile, dove nelle ultime ore anche ufficiali dell’esercito avevano iniziato a schierarsi con la folla, dove dalla TV di stato venivano emanate le scuse per avere per anni favorito il regime con la manipolazione dell’informazione, la gioia ha lasciato il posto alle tensioni. Read more

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Dead State Walking

The only sustainable future for Italy is its fragmentation.

A State can be dead without being aware of that. When does it happen? Normally, i.e. historically, this happens when citizens feel completely detached from the State they are subject to, when any possible form of adherence to that State loosened, and it is seen just as a burden (onto personal freedom) and as enemy, as well as a threat. Read more

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Pace disarmata?

Il 13 febbraio in Svizzera si vota un referendum di iniziativa popolare che tocca un aspetto caratteristico della società elvetica: le armi da fuoco. L’iniziativa è denominata “Per la tutela contro la violenza delle armi” e in sintesi propone i seguenti punti:

  1. Chi acquista o usa armi deve fornire la prova di averne la necessità e le capacità.
  2. Proibito detenere a scopi privati armi per il tiro a raffica e fucili a pompa.
  3. Obbligatorio custodire le armi d’ordinanza ai militari in locali sicuri dell’esercito e che non siano cedute ai militari prosciolti.
  4. Un registro delle armi da fuoco centralizzato e non a livello cantonale come è adesso.

In pratica i promotori di questa iniziativa popolare vogliono rendere molto più difficoltoso il possesso di armi da fuoco da parte della popolazione invertendo la consuetudine svizzera di una fortissima presenza di armi tra i privati. Sono infatti circa 2,3 milioni le armi in circolazione su una popolazione di nemmeno 8 milioni. A far diventare ragguardevole questa cifra è l’arma d’ordinanza data a ogni cittadino di sesso maschile durante il servizio militare (a richiami annuali tra i 18 e 30 anni di età) che deve custodire fuori dal servizio. Finita la leva, si può scegliere se tenere o meno l’arma.

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L’Egitto e il Mondo

Dopo 5 giorni di disordini di moti rivoluzionari l’Egitto comandato da Mubarak si chiude al mondo interrompendo ogni via di telecomunicazione. Ma l’Egitto è un crocevia mondiale e le implicazioni sono impreviste.

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Steve Jobs, uomo carismatico.

È di questi giorni la notizia che Steve Jobs  ancora una volta si è preso qualche mese di malattia, chiedendo di essere sostituito nelle sue attività quotidiane di Direttore Generale della Apple.

Speriamo che anche questa volta riesca a rimettersi in forma.

Steve Jobs, come Bill Gates è fra la poche persone al mondo (che non siano politici, pop-star, attori o qualcuno del genere) che vengono ben identificate anche dai  non addetti ai lavori.  Voglio dire che non serve essere un informatico per conoscerli e per sapere chi sono o che cosa hanno fatto.

Compirò 39 anni fra qualche mese, da quando ne avevo 10 manipolo computer.

Iniziai con quelli che venivano definiti Home Computer e che io amo chiamare computer tavernicoli, perché li si usavano nella cucina, nel salotto o nella taverna di casa, collegandoli ad una televisione da usare come video e ad un registratore a cassette magnetiche (forse i più giovani nemmeno li hanno mai visti) a svolgere il ruolo che oggi è di hard-disk, CD-ROM e memorie varie.

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Jura: vinse la democrazia, non il nazionalismo

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsdi Enzo Trentin,…

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Dal Sudan alla Croazia (passando dallo Yemen): per un 2011 di liberazione

Anche se forse i risultati finali si avranno solo ad inizio febbraio, il referendum che sta avendo in luogo in Sudan, una terra tormentata, dimostra che il volere del popolo, quando il popolo dimostra di averne uno, deve essere rispettato, e di fatto viene rispettato, a livello internazionale. Se il Sud del paese africano ottiene l’indipendenza, come possiamo facilmente prevedere, la divisione dal Nord sarà oggetto di lunghe trattative, dal momento che vi sono problemi notevoli, come il debito estero, e la divisione delle risorse, anche se una soluzione semplice – le risorse del Sud rimarranno al Sud, quelle del Nord rimarranno al Nord – sarebbe auspicabile, anche se non facile. Una recente, informatissima pagina di Wikipedia, cui rimando volentieri, racconta bene la vicenda referendaria, in termini che potrebbero essere anche molto utili per il futuro della Venetia libera. Read more

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Perché non ricordare anche il sacrificio dei patrioti borbonici?

Tratto da “La Provincia” di Como

di Paolo Bernardini *

Invitare un indipendentista radicale a scrivere qualcosa di positivo sui 150 anni dell’Unità d’Italia, è un po’ come chiedere a Rocco Siffredi di dir qualcosa sulla castità e la continenza, o a Santa Teresina di Lisieux di esprimersi sulle prodezze filmiche e fors’anche private di Rocco. Ma questo non vuol dire che il silenzio sia la sola risposta. Le sfide sono belle perché tali. Altrimenti, il mondo sarebbe affatto noioso. Il compito del politico è quello di guidare e determinare il presente, per cui alla fine vale la massima, così irritante, ma così vera, di Ludwig Wittgenstein: «Cosa mi interessa del passato, io sono il primo e l’ultimo!». Read more

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Tensioni Brasile-Italia: quello che i giornali italiani non dicono

Tensione tra Brasile e Italia sulla estradizione di Battisti: quello che i giornali italiani non raccontano

E’ noto a molti il fatto del diniego da parte dell’ex presidente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva [ancora tecnicamente in carica fino all’insediamento della nuova eletta presidente, Dilma Roussef] di estradare all’Italia il fuggitivo Cesare Battisti, accusato dalla giustizia italiana di omicidi commessi negli anni ’70 e condannato “in absentia” (senza essere presente al processo) al carcere a vita (ergastolo).
Nei giornali italiani sembra che la faccenda sia scontata, e citando vaghe ragioni di convenienza politica da parte brasiliana, tutto finisca lì. Ma c’è dell’altro che non viene raccontato.
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Republik Singapura

sinfapore flag

Preso da Privatseminar

Nel 1819 un inglese dalla vista lunga, Sir Stamford Raffles, fonda nell’isola alla fine della penisola di Malacca la moderna Singapore; che in lingua malese si chiama Singapura e vuol dire “città del leone”. Lo scopo di Sir Raffles è quello di creare un porto libero in una zona strategica che possa anche rompere commercialmente le palle agli olandesi stabiliti anch’essi nella regione. Il porto libero di Singapore si rivela un enorme successo e attira cinesi, peranakan, malesi, arabi, indiani, occidentali, etc etc che lì si incontrano (e scontrano) dando vita a una vibrante comunità multiculturale. Oggi la maggior parte degli abitanti di Singapore è di origine cinese (74%), seguita dai malesi (14%), indiani (9%) e altre provenienze (3%). Tutti gli abitanti di Singapore sono almeno bilingui; infatti parlano la loro lingua familiare e l’inglese. Le lingue ufficiali sono quattro: inglese, cinese mandarino, malese e tamil. Nella mia esperienza di viaggio a Singapore ho visto una città affascinante, viva e…strapiena di gente! Non so se la concordia interculturale sia una cosa effettiva o solo una facciata. ogni gruppo ha più o meno le proprie zone e guardando le persone per strada non ho visto molti gruppetti misti. Tuttavia è dagli anni ’70 che non ci sono più stati episodi di conflitti etnici; anche perché il governo ha speso molte energie per “l’armonia sociale”.

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