Archive for category: dati e documenti

Lepanto

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics

Read more

Bloomberg intervista David Marsch

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics

Read more

Calderoli se confessa al consolato merican

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsLa data de sto…

Read more

La semplificazione ed il risparmio dei ceti medio-bassi due cose che non fan rima con Lega

E’ notizia di questi giorni che il governo ha ottenuto la fiducia sul provvedimento afferente la semplificazione delle imposte per chi percepisce redditi da affitto.

Benché l’intellighenzia leghista abbia pubblicamente lodato tale iniziativa e nonostante i telegiornali amici del governo abbiano mostrato i deputati della LN sbandierare le bandiere regionali (nazionali è un termine errato e inadatto a regioni quali Lombardia ed Emilia Romagna) come tifosi allo stadio, è parso subito ai giornali di riferimento nell’ambito economico (“Il Sole24Ore” e “ItaliaOggi” in particolare) che questa riforma non porterà vantaggi per i ceti medio-bassi mentre risulterà una manna per i proprietari di molti appartamenti ad uso abitativo, i c.d. Palazzinari. Read more

Read more

Silence and lies, or the historians’ work

For a number of reasons I regret to be in the US right now. Veneto Stato is doing a great job and the independence of Veneto becomes closer day after day. I do miss my Como students, my Euganean hills, my family and Liguria, and, in general, I realize that a life of monkish solitude is not the best for me. At the same time, for an equivalent number of reasons, I am happy to be in Indiana right now. For, being here, I am spared the obscene show offered by Italian historians on the eve of the celebration of the creation of the Italian Kingdom. This is to me much more disgusting than Mr Berlusconi’s orgies, which at least include a certain degree of (staged) vitality. There are basically two ways to falsify the past, as much as a peculiar entity like the “past” is subject to falsification. The first form of falsification is obviously the lie. For instance, when historians deny the Napoleon met with a fierce popular resistance in Italy, they certainly lie, even though the popular resistance never reached the Spanish peak, once for all brought to evidence and amply depicted by Ronald Fraser in his magisterial Napoleon’s Cursed War (2009). Btw, this is a book that should foster similar comprehensive research for the anti-Napoleonic resistance in Italy. It is a pity that senior historians like Agnoli and the Roman “Istituto per la Storia delle Insorgenze” publish only in Italian. It is a lie, too, to deny that there was a popular resistance against the 1866 annexation, that the Savoy troops perpetrated a true ethnocide in the former Kingdom of the Two Sicilies, that the ensuing colonial practices of the Italian wannabe Empire were to say the least comparable to the worst atrocities committed by the Belgian in Congo or the Germans in nowadays Namibia. From the point of view of the development of historiography, those lies have been strenuously corrected by historians like Angela Pellicciari, Pino Aprile, Nicola Zitara, and quite a few others. Now, the fact that most of those historians are not part of the Italian academic world does not mean that they do not practice their profession with the best possible skills and a profound vision.

Read more

Read more

Dichiarazione d’indipendenza

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Enzo Trentin

BOZZA
Questa bozza è mutuata dagli analoghi documenti di USA (4 luglio 1776) e di Israele
(14 maggio 1948). Da quest’ultima mutua il riconoscimento ed il prioritario diritto al
rientro nella patria veneta delle genti che sono state costrette a lasciarla per emigrare.
È suddivisa in tre parti:
1. una dichiarazione di principi relativa ai diritti dell’uomo e alla legittimità dell’atto;
2. un elenco di specifiche accuse circostanziate nei confronti dello Stato italiano.
Elenco (al momento non in ordine d’importanza) peraltro incompleto e suscettibile
di ulteriori implementazioni;
3. La dichiarazione formale d’indipendenza.
Vedere anche. http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Declaration_of_independence
DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA
Dichiarazione unanime dei Movimenti, partiti, Autogoverno
e singoli cittadini Veneti.
Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli
politici che lo avevano legato – suo malgrado – ad uno Stato, detto popolo vuole riassumere tra
gli altri della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto, per Legge naturale e divina, un
giusto rispetto per le opinioni dell’umanità richiede che esso renda note le cause che lo
costringono a tale secessione. Read more
Read more

Veneti, siamo di nuovo uno stato!

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsTolto da xoventu.org…

Read more

Assurdità e pericolosità della patrimoniale straordinaria

da noiseFromAmeriKa.org

di alberto bisinmichele boldrinsandro brusco

Il dibattito di politica economica italiano non sembra essere mai sazio di idee nefaste. In questi giorni si fa un gran parlare di una patrimoniale straordinaria con l’obiettivo di ridurre il debito pubblico. Proviamo a spiegare perché si tratta di una idea assurda e inefficace, usando un po’ di economia ma senza esagerare, che quando le idee sono così assurde spesso basta il buon senso.

Le origini della discussione

L’idea dell’imposta patrimoniale è venuta a mezzo mondo, durante gli ultimi anni, a volte come spauracchio o minaccia, a volte come supposta soluzione dei nostri problemi di finanza pubblica. L’attuale dibattito, comunque, parte da un discorso fatto da Giuliano Amato in dicembre, a cui fanno seguito un vasto numero di commenti più o meno positivi e quasi tutti di sinistra. Camusso, De Benedetti, Piercarlo Padoan, sono tutti  a favore di una patrimoniale per ridurre lo stock in essere del debito – problema che ossessiona tutti: persinoGiannino ha la sua versione … mentre Della Vedova propone dismissioni patrimoniali pubbliche, sempre allo stesso fine – sino al culmine del discorso di Veltroni a Torino, dove la patrimoniale viene presentata come ingrediente essenziale di una miracolosa manovra di finanza pubblica.

Pietro Ichino (who should know better, si dice qui da noi) arriva in aiuto a Veltroni – a gamba tesa però – roba da rosso diretto. Prima ci spiega che ci dobbiamo fidare, che questa volta dopo la patrimoniale arrivano i tagli; e poi ci dice che invece delle nuove promesse di liberalismo di Berlusconi no che non ci dobbiamo fidare, perché lui non ha la reputazione, non ha mai fatto nulla di liberista. Nessuno qui si fida del liberismo di Berlusconi, proprio no. Ma della capacità del PD di tagliare la spesa dopo una bella patrimoniale (che ritarderebbe la necessità di tagliare la spesa) noi non abbiamo visto alcun segnale. Alcuno. Mai. E poi mai.

Continuiamo comunque. A dare un tono “tecnico” all’intera cosa, arriva infine, un’intervista sul Corriere della Sera di tal Pellegrino Capaldo, il quale si diletta a darci una magistrale lezione di finanza, pubblica e non. Tralasciamo le ironie sui tecnicismi di Capaldo. Troppo facili e fanno comunque parte del lungo volume “elites italiote” che i nostri lettori oramai conoscono molto bene. Capaldo, come Amato ed altri, è solo un altro esemplare di quella nociva specie.

Ma veniamo alle questioni di fondo.

Siamo veramente a rischio di bancarotta sul debito pubblico? E, che ci siamo o no, come possiamo evitare di finirci a rischio di bancarotta? Read more

Read more

FESTEGGIAMO 150 ANNI di MAFIA, CAMORRA e ‘NDRANGHETA

150° Mafia

di Fabio Calzavara

Con tale espressione si è soliti indicare l’associazione criminale di stampo terroristico presente in Sicilia dagli inizi del XIX secolo e trasformatasi nella seconda metà del XX secolo in una organizzazione internazionale.

Essa adotta comportamenti basati su un modello di economia statale ma parallela e sotterranea. Denominata anche “Cosa nostra”, trae profitti da numerosi tipi di attività criminali. I capimafia (spesso in latitanza) comunicano principalmente in modo scritto, con i pizzini, poiché non sempre sono in grado di comunicare di persona a tutti i loro sottoposti, i capifamiglia, i picciotti. (1).

Read more

Read more

Perché non ricordare anche il sacrificio dei patrioti borbonici?

Tratto da “La Provincia” di Como

di Paolo Bernardini *

Invitare un indipendentista radicale a scrivere qualcosa di positivo sui 150 anni dell’Unità d’Italia, è un po’ come chiedere a Rocco Siffredi di dir qualcosa sulla castità e la continenza, o a Santa Teresina di Lisieux di esprimersi sulle prodezze filmiche e fors’anche private di Rocco. Ma questo non vuol dire che il silenzio sia la sola risposta. Le sfide sono belle perché tali. Altrimenti, il mondo sarebbe affatto noioso. Il compito del politico è quello di guidare e determinare il presente, per cui alla fine vale la massima, così irritante, ma così vera, di Ludwig Wittgenstein: «Cosa mi interessa del passato, io sono il primo e l’ultimo!». Read more

Read more