Archive for category: è tutta un’altra storia

Lepanto

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics

Read more

Calderoli se confessa al consolato merican

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsLa data de sto…

Read more

Silence and lies, or the historians’ work

For a number of reasons I regret to be in the US right now. Veneto Stato is doing a great job and the independence of Veneto becomes closer day after day. I do miss my Como students, my Euganean hills, my family and Liguria, and, in general, I realize that a life of monkish solitude is not the best for me. At the same time, for an equivalent number of reasons, I am happy to be in Indiana right now. For, being here, I am spared the obscene show offered by Italian historians on the eve of the celebration of the creation of the Italian Kingdom. This is to me much more disgusting than Mr Berlusconi’s orgies, which at least include a certain degree of (staged) vitality. There are basically two ways to falsify the past, as much as a peculiar entity like the “past” is subject to falsification. The first form of falsification is obviously the lie. For instance, when historians deny the Napoleon met with a fierce popular resistance in Italy, they certainly lie, even though the popular resistance never reached the Spanish peak, once for all brought to evidence and amply depicted by Ronald Fraser in his magisterial Napoleon’s Cursed War (2009). Btw, this is a book that should foster similar comprehensive research for the anti-Napoleonic resistance in Italy. It is a pity that senior historians like Agnoli and the Roman “Istituto per la Storia delle Insorgenze” publish only in Italian. It is a lie, too, to deny that there was a popular resistance against the 1866 annexation, that the Savoy troops perpetrated a true ethnocide in the former Kingdom of the Two Sicilies, that the ensuing colonial practices of the Italian wannabe Empire were to say the least comparable to the worst atrocities committed by the Belgian in Congo or the Germans in nowadays Namibia. From the point of view of the development of historiography, those lies have been strenuously corrected by historians like Angela Pellicciari, Pino Aprile, Nicola Zitara, and quite a few others. Now, the fact that most of those historians are not part of the Italian academic world does not mean that they do not practice their profession with the best possible skills and a profound vision.

Read more

Read more

Veneti, siamo di nuovo uno stato!

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsTolto da xoventu.org…

Read more

FESTEGGIAMO 150 ANNI di MAFIA, CAMORRA e ‘NDRANGHETA

150° Mafia

di Fabio Calzavara

Con tale espressione si è soliti indicare l’associazione criminale di stampo terroristico presente in Sicilia dagli inizi del XIX secolo e trasformatasi nella seconda metà del XX secolo in una organizzazione internazionale.

Essa adotta comportamenti basati su un modello di economia statale ma parallela e sotterranea. Denominata anche “Cosa nostra”, trae profitti da numerosi tipi di attività criminali. I capimafia (spesso in latitanza) comunicano principalmente in modo scritto, con i pizzini, poiché non sempre sono in grado di comunicare di persona a tutti i loro sottoposti, i capifamiglia, i picciotti. (1).

Read more

Read more

Perché non ricordare anche il sacrificio dei patrioti borbonici?

Tratto da “La Provincia” di Como

di Paolo Bernardini *

Invitare un indipendentista radicale a scrivere qualcosa di positivo sui 150 anni dell’Unità d’Italia, è un po’ come chiedere a Rocco Siffredi di dir qualcosa sulla castità e la continenza, o a Santa Teresina di Lisieux di esprimersi sulle prodezze filmiche e fors’anche private di Rocco. Ma questo non vuol dire che il silenzio sia la sola risposta. Le sfide sono belle perché tali. Altrimenti, il mondo sarebbe affatto noioso. Il compito del politico è quello di guidare e determinare il presente, per cui alla fine vale la massima, così irritante, ma così vera, di Ludwig Wittgenstein: «Cosa mi interessa del passato, io sono il primo e l’ultimo!». Read more

Read more

L’Italia è uno stato artificiale che non fa gli interessi dei suoi sudditi. Veneto Stato subito!

Il finto diverbio Napolitano-Bossi è funzionale al mantenimento dello status quo

Oggi il capo dello stato italico ha dato inizio alle celebrazioni ufficiali per i 150 anni dell’unità statale. Al di là del giudizio sulla festa in sé (ognuno festeggia ciò che gli pare), fa specie che Giorgio Napolitano abbia dedicato più tempo a criticare la lega nord che non a mettere l’accento su eventuali positività di un’unificazione, simboleggiata proprio dal tricolore “concepito” a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. È insomma curioso che ITA celebri il suo vessillo ideato dall’allora dalla Repubblica Cispadana, contestando il lider màximo della presunta Padania. È significativo perché rivela che l’ideale di ITA come stato unito è privo di una propria identità caratteristica e forte e si rispecchia solo nel contrasto con altre cose. Ciò non sorprende a ben guardare, perché oltre che in poche e sparute élite intellettuali, la nascita di ITA fu in realtà concepita in altre capitali, in primis Parigi e quindi Londra. In chiave, va detto, squisitamente antitedesca e contraria alla Mitteleuropa.

Read more

Read more

Indipendenza o riconciliazione

Pino Aprile a Como

di Paolo Bernardini

Il giorno 6 dicembre 2011 Pino Aprile ha tenuto una splendida lezione alla mia classe di “Storia moderna e contemporanea” all’Università dell’Insubria, a Como. Non ostante la neve e il gelo, un centinaio di studenti lo osservavano e ascoltavano assorti, ed emozionati. Anche i miei occhi, e quelli di Laura, mia moglie, confusa tra gli studenti – ma in fondo sempre studenti siamo, studiamo sempre, è il nostro lavoro e la nostra vita – si sono velati di lacrime. Perché Pino ci ha narrato della violenza bruta dei Savoia nel Regno delle Due Sicilie, degli stupri, degli assassini, degli incendi e delle deportazioni. Ci narrato come uno stato florido sia stato lentamente ucciso, trasformato in una colonia, svilito, umiliato. In ogni possibile modo.

Il mio pensiero è andato al Veneto: forse la violenza è stata minore, ma anche il Veneto, sei anni dopo Napoli e Palermo, è diventato colonia sabauda. E quanti milioni di Veneti hanno dovuto emigrare, meno forse degli ex-sudditi borbonici, ma certamente, tanti.

Read more

Read more

Chi ha rovinato il Sud? Una storia rosso sangue

L’Unità del Paese ha messo in ginocchio il Meridione, impoverendolo È la tesi di Pino Aprile in «Terroni», libro che ribalta gli stereotipi

di Paolo Bernardini

Tratto dalla sezione culturale de “La Provincia”

Alle soglie delle celebrazioni per i 150 anni dell’unificazione dell’Italia, giunge un libro che rimette radicalmente in questione la validità della costruzione statalistica, e quindi dell’invenzione della Nazione italiana, e che pone domande scottanti. Terroni, di Pino Aprile (Piemme), racconta la storia delle violenze, persecuzioni, deportazioni, umiliazioni, che un paese straniero e conquistatore, il Regno di Sardegna, poi divenuto Regno d’Italia senza modificare né costituzione né ordinale dinastico del Sovrano, ha inflitto a quel che sarebbe diventato il “Sud” d’Italia.

Ma che prima era un regno borbonico, che si estendeva, con due capitali, Napoli e Palermo, fino alla coste meridionali della Sicilia. Un libro che è già un best-seller. Read more

Read more

Récordi in Léngoa Vèneta – récordi teatrali – 3

A gheva un fià pì de vinti àni cuando ke gheva vésto modo de vedare el laoro teatrale Raconto de ‘l Vajont, de Marco Paolini.

No intendo la versiòn ke i ga mostrà a la télévixiòn inte ‘l 1997, ma una de le prime rapréxéntasiòn a ‘l publico, forse la jèra la prima asoluta.

A jèrimo inte ‘l jardin de ‘na vila a Mira, drio el Navilio de la Brenta. Me pàre ke ‘l fuse el 1993, fine Setenbre o inisio de Otobre. A se podeva stare oncora fóra, ma scumisieva far fresco. Read more

Read more