Archive for category: è tutta un’altra storia

Récordi in Léngoa Vèneta – secondo toketo.

El Lusènburgo el xé conosésto cofà Piàsa Finansiaria, cofà se dixe, parké a ghe xé tante banke de tùto el mondo.‘Ste banke le vien in Lusènburgo parké inte i àni pasà ‘sto Stato picinin incastrà tra Francia, Alemanha e België el xé sta bon de metare in piè un vèro inpero finansiario, tanto da parmetarghe de devenhere la Camara de Conpensasiòn Finansiaria (cusì se dixe) no solo par l’ Europa, ma anca par tante altre parti de ‘l mondo.

Mi so un informatego, un struca botoni i dirîa i me amighi matemateghi par ridarme drio (l’ Informatica la xé in realtà na specialixasiòn de la Matematica).

A pararîa ke no gabia tanto a ke fare co Finansa e robe de ‘sto xénere, ma invèse un informatego ke vien in Lusènburgo a laorare el ga alte probabilità de rétrovarse a fare software o projèti par cualke banca.

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Récordi in Léngoa Vèneta – primo toketo.

Racuanti àni pasà, el primo inverno ke mi jèro in Lusènburgo la me fameja la jèra  oncora in Patria (prima de venhere a Lusènburgo a viveimo inte la zona de ‘l Antico Dogado). Cusì, par poder pasare cualke dì in fameja inte i fine setimana, el venare sera o el sabo matina de frecuente a jèro a la stasiòn de i treni de Luxembourg-ville da indove ke ‘l pasèa el bus ke ‘l portèa a ciapare el aèreo a ‘l aèroporto ke se trova in Alemanha.

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MA QUALE “RISORGIMENTO” !?

di Fabio Calzavara

Introduzione

La rivoluzione francese del 1789 fu un avvenimento violento e sanguinario senza precedenti, venne causata, oltre che dalle dissipazioni del Re Luigi XVI, della sua Corte e della burocrazia statale, dall’enorme debito per le ingenti spese di guerra contratto con i grandi banchieri (i Rothschild tra questi) i quali, infatti, la istigarono assieme alle elites “Illuministe” di nobili e borghesi, bramosi di nuovi poteri e rendite.

Lo storico accademico di Francia, Pierre Chaunu, la defini’ une vera “peste nera” europea. Vedi sua intervista su:
http://www.mariadinazareth.it/Martiri/martiri%20in%20vandea2.htm

Il periodo del Terrore francese fu la fucina della nuova classe dirigente giacobina ed i valori neo-liberali furono imposti ovunque sulla punta delle baionette con drastici cambiamenti degli assetti, politici, religiosi, economici e territoriali in tutta Europa.

Alfiere di tale cambiamento, il generale massone Napoleone Bonaparte, invase e distrusse proditoriamente con false motivazioni antichi Stati (come la millenaria Repubblica Veneta) e ne creo’ di nuovi (come il Regno d’Italia), sul modello centralista francese e di stampo nepotista, sconvolgendo vita, tradizioni e commerci del tempo, facendo pagare lacrime e sangue ai Popoli sottomessi le pretese “liberte’, egalite’, fratenite’”.

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“Di qua e di là del mare”, un atto d’amore per la Venetia

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsL’ultima…

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L’Italia e ITA: due universi differenti (e non comparabili)

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsPer comprendere…

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È giusto e sacrosanto che il Sud Tirolo diventi al più presto libero e indipendente dall’Italia

Lo stato italico fa la voce grossa contro un territorio che culturalmente non gli appartiene

In questa calda estate ci sono episodi vergognosi che stanno dando dimostrazione della natura intollerante dell’Italia.
Purtroppo questo stato in gravissima crisi economica, finanziaria e morale – probabilmente per nascondere il proprio declino e incapacità di restare unito – sta iniziando una sorta di politica aggressiva contro le minoranze etniche presenti storicamente in territori che sono stati oggetto di invasione militare italiana, ma che culturalmente ne sono sempre stati estranei.

Sono di oggi le parole assurde, immotivate, pretestuose e gravissime di un oscuro e insignificante ministro del governo romano, che paradossalmente avrebbe una delega agli affari regionali, uno dei tanti insomma ad occuparsi a vanvera di presunto federalismo. Usiamo il condizionale, perché nulla vi è di meno certo delle deleghe dei governi tricoloriti. Questo signor Fitto oggi ha tuonato che «in Alto Adige, i 36 mila cartelli in montagna scritti in lingua tedesca devono sparire». In 60 giorni. E se non lo farà la provincia autonoma di Bolzano, lo farà Roma. Tra l’altro questi cartelli sono ad opera di organizzazioni volontarie e solidaristiche locali e non della pubblica amministrazione.

Tali parole di inusitata e irragionevole violenza fanno rabbrividire e riportano alla memoria quelle di 80-90 anni fa del cavaliere Benito Mussolini che tanto impegno profuse nell’italianizzazione forzata del Sud Tirolo.

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20 Luglio 1969

Eh si, è giusto ricordare un passato della *nostra* storia che è stato mistificato, ma c’è anche un’altra storia, una storia un po’ più asettica e che ci porta al tempo stesso a guardare al futuro. Il 20 Luglio del 1969 posava le sue zampe sulla Luna l’Apollo 11. Un fatto così straordinario che ancora oggi lascia molti perplessi e dubbiosi sulla verità di quei fatti lontani.

Quello che pochi sanno è che con le missioni Apollo dagli USA partì una evoluzione non solo tecnologica ma anche culturale epocale, la cui scia ci sta toccando ancora oggi.  Leggendo questo testo infatti sfiorate quella scia, che come il rumore lasciato dal Big Bang, ancora oggi ci trascina: in fondo non leggereste questo testo se quella volta non fosse stato fatto quello sforzo. Se a quel tempo non fosse stato commissionato al MIT di costruire l’AGC, un computer che guidò le missioni Apollo, e che insieme a molte altre macchine di calcolo e alla stessa posa della prima linea, avvenuta proprio nel 1969, che sarebbe in seguito diventata DARPA e poi ARPANET fino all’odierna Internet. Una spinta propulsiva che tra i tanti indusse due studenti un po’ venturieri e un po’ più interessati agli affari (e ad arraffare) piuttosto che studiare a costruire i primi personal computer. Read more

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La chiarezza delle informazioni e la Democrazia dei numeri.

diagramma a tortaVenerdì sera, arrivato a casa, come al solito apro la cassetta della posta e come al solito non trovo niente di particolare, solo la fattura della compagnia elettrica.

La sorpresa ce l’ho quando, entrato a casa, apro la busta.

Insieme alla solita fattura da pagare c’è un piccolo foglio, che mi ha lasciato positivamente sopreso.

Prima di dire cosa vi fosse scritto, premetto che la compagnia elettrica di Luxembourg-ville (città dove vivo) è una società a gestione comunale, quindi è pubblica, e gestisce la fornitura di elettricità per tutti i residenti (imprese comprese) e per qualche piccolissimo villaggio dei dintorni.  Le decisioni più importanti riguardanti la compagnia elettrica sono prese per mezzo di sondaggi che di tanto in tanto vengono somministrati ai cittadini residenti. Poi, vi è pure una comissione di cittadini che segue le dinamiche della società, in modo che tutto sia il più trasparente possibile.

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AMMONIZIONE POSTUMA

Reperto Od5 di Oderzo

Riportiamo di seguito un contributo del prof. Nerio De Carlo che non riflette la posizione ufficiale del PNV in materia, ma che auspichiamo contribuisca ad alimentare il dibattito sui Veneti Antichi.

Nel Museo civico di Oderzo è conservato un antico reperto contrassegnato come *Od7. Si tratta di un sasso di porfido alpino, presumibilmente portato dalle correnti dei corsi d’acqua, inciso su entrambe le facce. L’iscrizione recita:”kaialoiso / pazros pompetexuaios”. Esso viene presentato come “Ciottolo confinario venetico. Questi ciottoli del Piave venivano posti ai confini per segnare le proprietà”.

La funzione confinaria del ciottolone è alquanto improbabile. Esso sarebbe stato, infatti, facilmente spostabile e ne sarebbe conseguita incertezza sul limiti dei campi. I Veneti Antichi, primi Slavi della storia, erano forse ingenui per natura, non essendo ancora venuti a contatto con popoli con i quali bisognava tenere gli occhi ben aperti, ma non al punto da usare distintivi asportabili o mobili!

Anche la composizione minerale del ciottolone è discutibile. Se fosse trachite, come si dice, risulterebbe strano un rinvenimento a distanza di oltre cento chilometri dalla zona di estrazione. Come è noto la trachite proviene soltanto dai Colli Euganei e avrebbe richiesto una propedeutica levigatura.

Quasi nessuno, specialmente tra gli esponenti della cultura locale, ha dimostrato finora particolare interesse per una credibile interpretazione di quelle parole misteriose. Read more

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La libertà si chiama Ticino.

Cronaca di una giornata nella Svizzera italiana

In memoria di Andy Hug

Un buon camminatore raggiunge dal centro di Como in meno di un’ora la frontiera di Chiasso. Ma basta accomodarsi sui lindi treni TILO (Ticino-Lombardia), per transitare in pochi minuti in un altro Paese.

Spesso sentiamo italiani parlar male degli svizzeri e della Svizzera. Credo che una buona spiegazione la possa dare un autore che certamente non amo. Freud.
Contrariamente ad Adorno, non credo che le uniche cose vere della psicanalisi siano le sue esagerazioni.
Ecco qui un concetto utile, anche per la nostra lotta per l’indipendenza della Venetia. Freud parla di “narcisismo” in relazione alle “differenze minori”. Ovvero, ci irrita enormemente, irrita il nostro io, non tanto la differenza radicale, l’alterità assoluta, quanto le differenze cosiddette minori, parlare (quasi) la stessa lingua, vestirsi (quasi) allo stesso modo, arredare (quasi) identicamente le nostre case, avere (quasi) le stesse targhe automobilistiche.
Un bel verso da una canzone di Peter Gabriel: “he looks like we do, he talks like we do, but he’s not one of us…”.

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