1000×1000

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Comincia da subito la campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2012.

Abbiamo un obiettivo chiaro: l’indipendenza veneta.

Abbiamo un percorso semplice e legale: indire un referendum con monitoraggio internazionale.

Questa è la strada tracciata dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite per quei popoli che vogliono diventare stati moderni del ventunesimo secolo e lasciarsi alle spalle i contenitori ottocenteschi che li colonizzano.

Paesi come il Montenegro hanno raggiunto la maggioranza referendaria nel 2006 (ed ora hanno il 12% di tasse). Altri come il Quebec hanno raggiunto solo il 49%. Non importa, non abbiamo paura di proporre un quesito coraggioso alla nostra gente.

Questo è il percorso intrappreso dalla Groenlandia nel 2009 per raggiungere l’indipendenza dalla Danimarca. Questa è la strada imboccata anche dalla Scozia per il 2010.

Noi veneti vogliamo raggiungere la nostra felicità tramite vie civili. Non è la farsa dell’autonomia che richiede 2/3 del parlamento italiano per alterare la costituzione italiana.

La comunità internazionale ci tutela perché sia solo una maggioranza di veneti a decidere. Dei 5 milioni di veneti, meno di 4 milioni hanno diritto di voto. Di questi basta un quorum di 2 milioni, e fra questi una maggioranza che si esprima a favore.

Basta solo 1 milione di veneti per diventare indipendenti.

Questo perché:

· Persino la legge italiana riconosce lo status di Popolo Veneto (art 2, L.340/71 Statuto Regionale)
· Lo stato italiano sottoscrive il diritto all’indipendenza di un popolo (Patto di New York, L. 881/77).
· Dal Febbraio 2006 in Italia perseguire l’indipendenza non è più reato di opinione (L.85/2006).

Per fare ciò è essenziale vincere alle elezioni amministrative venete per ottenere una presenza istituzionale di peso che faccia da interlocutore direttamente con la comunità internazionale. Non basta essere un’associazione che raccoglie firme, ed è per questo che abbiamo intrapreso il percorso elettorale.

Veneti al 1000 x 1000 è la nostra campagna di fund raising. Contiamo sul sostegno di molti imprenditori veneti che credono nel nostro percorso e sulle capacità del nostro team.

Abbiamo una squadra che senza fondi, ma solo con l’entusiasmo di tanti giovani e tante idee è riuscita a presentare l’opzione dell’indipendenza alle provinciali 2009 di Padova e Venezia, alle regionali del 2010 e alle amministrative a Rovigo e Treviso del 2011.

Centinaia di veneti che ci sostengono con mille euro ciascuno, per raggiungere un budget necessario per fare una campagna elettorale schiacciante.

Mandiamo a casa tutti questi politici vassalli di altre capitali. Riappropriamoci della nostra identità.

Puoi donare già da ora anche solo una cifra modesta. Sarà una piccola goccia a far traboccare il vaso: dona

Per essere uno dei 1000 veneti, contattaci a:

e-mail: 1000@pnveneto.org

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3 Commenti a “1000×1000”

  1. [...] Noi veneti possiamo ben dire che siamo molto più informati di 10, 20 o 30 anni fa.Abbiamo internet, abbiamo la tv, abbiamo i giornali, ma siamo sempre più simili a quella formichina che è finita sul fondo del bicchiere bagnato e cerca maledettamente di arrampicarsi sulla parete, ma non ce la fa…scivola scivola scivola sempre sul fondo di quel maledetto bicchiere!Mille notizie, mille flash che si sovrappongono nell’arco di una giornata, come tante copertine che coprono il libro di notizie che passa ogni poco in secondo piano, nel grande museo del dimenticatoio.Così come il tempo che sembra essersi ristretto rispetto al recente passato: quale tremendo detersivo usa ora la lavatrice della storia per non lasciarci più nemmeno la facoltà di riflettere anche solo su ciò che è avvenuto ieri, o l’altro ieri?Questa rincorsa terribile oggi ci lascia inebetiti di fronte alla crescita di una povertà quasi inconsapevole. I mutui sono sempre più difficili da pagare, quest’anno una settimana solo di vacanze, magari qui vicino, diminuiamo le cene fuori, fa anche bene alla salute, l’auto la cambieremo l’anno prossimo, forse.Cambiamo occhiali e guardiamo a cosa succede ad un livello più alto: nessuno ha la strana maledetta sensazione che lo stato stia andando in malora? È solo di pochi pessimisti la constatazione che i treni sono più sporchi, più inefficienti? Che le strade sono malandate, che i lavori pubblici procedono con il contagocce? Sono solo alcuni corvi a chiedersi se ciò che è successo con i rifiuti a Napoli un anno fa e a Palermo quest’anno non sia un fenomeno pericolosamente vicino ad avverarsi anche a Padova, o a Mestre? E i servizi per le famiglie, come gli asili, spesso quelli parrocchiali, stanno per caso assottigliando il loro livello di qualità e di supporto, oppure sono bufale dei nemici dei manovratori? È solo pessimismo disfattista constatare l’assurda ingiustizia della giustizia italica e l’ìmpunità di cui gode la criminalità, affiancata dalla terribile, beffarda e tracotante arroganza del giudizio trikolorito quando coinvolge il cittadino veneto per bene.Alziamo ancora il livello. La produzione crolla nel burrone della bancarotta di stato, la voragine del debito pubblico italiano è ormai un buco nero che tutto si divora, a cominciare dall’onestà intellettuale dei politici centralisti, che forse forse assomigliano sempre più a quel Ceauşescu che negli ultimi tempi della sua dittatura comunista grattava il grattabile a accumulava ricchezze inaudite nei suoi conti segreti in Svizzera.I politici italiani quanti conti segreti in Svizzera avranno, conti segreti che magari si gonfiano giorno dopo giorno grazie alla razzia totale delle nostre risorse, del frutto del nostro lavoro, grattando il fondo, rubando il rubabile?E venendo a noi, quanti di questi politici sono veneti? E quanto sono pagati per tenerci schiavi di uno stato pappone e maledetto, assassino di ogni speranza e di ogni futuro?Di per sé tutto ciò non avrebbe in vero una grande grande importanza se noi sapessimo che la libertà è ad un attimo da noi.Per asciugare quel bicchiere bagnato e per far tornare libera la formichina veneta non serve poi molto: basta un voto, basta unafirma, basta una piccola donazione. [...]

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