PNV. Partito Nasional Veneto http://www.pnveneto.org Tel: 340-41.54.757 Thu, 20 Nov 2008 08:28:18 +0000 http://wordpress.org/?v=2.6.3 it ©PNV. Partito Nazionale Veneto http://www.pnveneto.org/?feed=podcast gianluca.busato@pnveneto.org (PNV. Partito Nazionale Veneto) gianluca.busato@pnveneto.org(PNV. Partito Nazionale Veneto) politics, international, venetian 1440 PNV, Veneti, Veneto, indipendenza, indipendentismo, movimento politico, movimenti politici, pnv, partito nazionale veneto, partito, partiti, libertAtilde; , Venezia, Venetia PNV. Partito Nazionale Veneto - INDIPENDENZA: CHE MERAVIGLIA! il nuovo partito indipendentista veneto! PNV. Partito Nazionale Veneto PNV. Partito Nazionale Veneto gianluca.busato@pnveneto.org No no http://www.pnveneto.org/wp-content/plugins/podpress/images/powered_by_podpress.jpg PNV. Partito Nasional Veneto http://www.pnveneto.org 144 144 INDIPENDENZA SICULA, CAMPANA, SARDA, PUGLIESE, CALABRESE… http://www.pnveneto.org/2008/11/indipendenza-sicula-campana-sarda-pugliese-calabrese/ http://www.pnveneto.org/2008/11/indipendenza-sicula-campana-sarda-pugliese-calabrese/#comments Thu, 20 Nov 2008 08:12:09 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2222

Mi è capitato più di una volta di leggere opinioni che danno la colpa al Nord per il mancato sviluppo del Sud. Le prime volte ho ignorato tali commenti come semplici provocazioni causate dal perpetuo urlo leghista che incrimina il Sud di arrecare danno al Nord.

Come veneto, e non conoscendo la realtà calabrese o pugliese, di primo impatto tali affermazioni sembrano solo ridicole. Come poter ignorare decenni di travaso fiscale? Sentendoci personalmente accusati ci identifichiamo con il gruppo incolpato. Ci lasciamo convogliare da queste etichette cardinali (Nord, Sud, settentrionale, meridionale) che catalogano siciliani, campani, sardi, veneti, liguri, ecc… sempre rispetto a un unico e indiscusso contenitore: l’Italia.

Questi schieramenti geografici ci convincono che lo svantaggio di una popolazione equivalga al guadagno di un’altra, come se fosse un gioco a somma zero. Ci ostiniamo a voler correre con la caviglia legata al compare da una fascia tricolore (credendo forse di raddoppiare la velocità?). Ci incolpiamo a vicenda di avere una palla al piede, ma guai slacciare il sacrosanto tricolore.

Non siamo più nell’Ottocento, epoca di nazionalismi e imperi. Siamo nell’Unione Europea e viviamo un periodo di integrazione economica dove il mercato globale offre un’opportunità per tutti, a prescindere dai confini politici. Ciò che conta per crescere e competere nel mondo è uno stato snello, vicino alle esigenze dei propri cittadini, e capace di adattarsi per sfruttare il vantaggio comparato del proprio territorio.

Riporto nel grafico qui sotto dei dati di Eurostat sul Pil pro capite della Grecia e dell’Italia meridionale, rispetto alla media europea. Due regioni mediterranee, entrambe in periferia dell’Europa.

Greece Vs. South Italy

Greece Vs. South Italy

La Grecia, con solo 11 milioni di abitanti, ha saputo rispondere alle opportunità economiche del momento. Perché? Atene è stata in grado di applicare una politica consona alle esigenze dei suoi cittadini.

Nessuno dubita delle capacità siciliane, calabresi o napoletane. Non è la cultura mediterranea o la posizione periferica il problema. La colpa è la distanza delle esigenze territoriali dal potere decisionale, dove invece prevale la cultura di prelevare ai poveri nelle regioni ricche per dare ai ricchi nelle regioni povere.

Un esempio parallelo? La Germania dell’Est era la più sviluppata del blocco comunista. La Slovacchia invece era la regione più sfortunata della Cecoslovacchia socialista.

East-Germany & Berlin Vs. Slovakia

East-Germany & Berlin Vs. Slovakia

La Germania dell’Est scelse la strada dell’unificazione, e andò a far parte di un colosso di 80 milioni di abitanti (in un sistema federale, mi raccomando). Fu ricoperta di fondi strutturali per lo sviluppo. Berlino, come capitale della Germania unita raggiunse presto livelli di Pil pro capite degna di una metropoli occidentale. Il resto della Germania dell’Est non fu da meno, ricevendo più finanziamenti pubblici europei di qualsiasi altra regione (Mezzogiorno, Grecia, …).

Il risultato di questa politica assistenzialista? La Germania dell’Est ora arranca (assieme al resto della Germania), mentre tutti gli altri staterelli dell’Est avanzano con notevoli tassi di crescita.

La Slovacchia scelse la strada opposta. Nel 1993 preferì l’indipendenza dalla Repubblica Ceca, e per quanto riceva anche lei fondi europei, Bratislava ha saputo abbinarli ad una politica adatta per lo sviluppo di questo paese di solo 5 milioni di abitanti.

Nel 2008 gli slovacchi hanno sorpassato in Pil pro capite medio campani, siculi e calabresi, il che è una tristezza data la potenzialità soffocata. Pugliesi, napoletani, calabresi, siciliani e sardi hanno bisogno ognuno di uno stato che li rappresenti: una capitale più vicina alle loro esigenze, e anni luce da questo indegno stato di sudditanza.

Lodovico Pizzati

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Unindustria Treviso sbaglia e si pone su posizioni estremiste e contro il Popolo Veneto http://www.pnveneto.org/2008/11/unindustria-treviso-sbaglia-e-si-pone-su-posizioni-estremiste-e-contro-il-popolo-veneto/ http://www.pnveneto.org/2008/11/unindustria-treviso-sbaglia-e-si-pone-su-posizioni-estremiste-e-contro-il-popolo-veneto/#comments Wed, 19 Nov 2008 09:33:04 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2215 Per una volta le posizioni dei sindacati sono paradossalmente più vicine all’idem sentire dei lavoratori Veneti

Mai potevamo pensare che Vardanega e Unindustria Treviso fossero più vicini a Bertinotti che ai lavoratori e ai cittadini Veneti. Questa volta si può dire che i rappresentanti degli industriali trevisani hanno proprio “toppato”. Così come hanno confermato la propria visione assurda del mondo i rappresentanti della sinistra radicale che hanno bollato come “razzista” l’affermazione del segretario della Cgil di Treviso Paolino Barbiero che ha semplicemente e moderatamente chiesto di bloccare “nuovi ingressi di stranieri, finché non saranno ricollocati quelli lasciati a casa in questi mesi dalle aziende”.

indipendenza xe salari più alti

indipendenza xe salari più alti

Razzisti e profondamente nemici del Popolo Veneto sono coloro che pretendono di acuire una già grave situazione di disagio sociale che sta vedendo crescere ghetti di senza-lavoro.
Non esiste oggi alcun “sogno americano” nella nostra Patria Veneta, colonizzata dagli italiani con i loro uomini di controllo nei posti chiave, le loro leggi insulse, misto di incapacità di governo ereditata dai Savoia, di un dirigismo mal digerito dall’attuale casta pappona e dell’assenza di ogni criterio di pragmatismo.
Tutto ciò si chiama semplicemente buon senso, una categoria che sarà alla base della vita politica della Venetia indipendente.

 

Treviso, 19 novembre 2008

Partito Nasional Veneto

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Venetia indipendente = Poche tasse raccolte e gestite localmente http://www.pnveneto.org/2008/11/venetia-indipendente-poche-tasse-raccolte-e-gestite-localmente/ http://www.pnveneto.org/2008/11/venetia-indipendente-poche-tasse-raccolte-e-gestite-localmente/#comments Tue, 18 Nov 2008 23:02:20 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2210 La Venetia è un paese ricco, anche se ora è governato molto male. Una Venetia indipendente sarà ovviamente in grado di mantenere e migliorare molto l’attuale livello di servizi, abbassando l’attuale livello fiscale sia abbassando le tasse sulle persone sia abbassando le tasse sulle imprese.
Ciò sicuramente non potrà avvenire con il cosiddetto federalismo fiscale, che anzi aumenterà notevolmente le tasse sui cittadini veneti che dovranno provvedere a pagare sia i servizi della Regione, con stile assistenziale simil-italiano sia il parassitismo di stato e dei papaveri politici che non si decidono a morire per consunzione, Ecco perché il federalismo assistenzial-solidale che oggi la lega nord ci vuole propinare come pannicello caldo per mantenere il proprio potere politico sempre più fine a sé stesso e sempre più incapace di difendere l’interesse nazionale veneto è inutile e forse anche controproducente, oltreché tutto fuorché una riforma autenticamente federale (impossibile da realizzare nel colabrodo italiano).
Noi Veneti partiamo da una base di ricchezza e solo l’indipendenza potrà preservarla anche rispetto alle crisi congiunturali come quella che stiamo vivendo. Sarà in ogni caso decisione di un governo veneto indipendente decidere se tagliare o alzare le tasse e di tali decisioni risponderà democraticamente al popolo veneto
indipendenza xe poche tasseIn ogni caso, oggi è ben noto a tutti che oggi lo stato ci fa pagare una quantità esagerata di tasse. Ciò vale sia per le persone fisiche sia per le imprese. Non vogliamo addentrarci sulle misure che i vari governi che si susseguono propongono per illuderci di mantenere l’eterna promessa di abbassare la pressione fiscale. Lasciamo questo esercizio irrisolvibile ai partiti che ambiscono ad occupare i vari palazzi del potere romano.
Il Pnv non ha tale ambizione, poiché noi crediamo che il bene del Veneto si debba fare in Veneto.
Per tale ragione, apriamo il dibattito con qualche spunto sul sistema fiscale nel Veneto indipendente, che probabilmente avremo entro breve tempo, visto l’avvicinarsi sempre più evidente del capolinea dello stato unitario italico, che ha letteralmente finito la benzina.
Cominciamo a ragionare sul tema, perché molti si chiedono come debba essere il Veneto del prossimo futuro, quel Veneto che finalmente potrà decidere da solo – come è normale e giusto che faccia – il proprio destino.
Noi crediamo che il sistema di tassazione debba essere il meno invasivo possibile.
Riteniamo infatti che la creazione di stati sclerotizzati e macchinosi nel mondo moderno sia una cosa da evitare, con tutta evidenza. La mia opinione è che lo stato possa e debba avere, nella forma più distribuita e territoriale possibile, delle funzioni di controllo e monitoraggio che gli sono proprie. Crediamo altresì che si debba fare un salto di qualità anche nella politica istituzionale rispetto alla letteratura sul tema, che resta ancora troppo influenzata dalle ideologie sopravvissute al secondo dopoguerra, che giocoforza faticano a capire le necessità dell’oggi.
A tal proposito la visione di uno stato caratterizzato da forti accordi di tipo federale tra le varie comunità locali rientra nella tradizione veneta e non solo nella propria età dell’oro rappresentata dal millennio di Serenissima indipendenza, ma ancor prima, dalle comunità venete e paleovenete, che da sempre hanno sviluppato accordi di cooperazione e mutua assistenza che prevenivano le assurde burocrazie di molti pachidermici stati odierni.
Ciò è testimoniato dallo sviluppo urbano policentrico, con architettura orizzontale e distribuita, a rete, della nostra nazione veneta, che invero necessita oggi di un recupero del nostro tradizionale spirito di salvaguardia e attenzione dell’ambiente, dato che troppo di frequente ha lasciato spazio alle speculazioni e a una generale miopia urbanistica.
Proprio l’esistenza di tali reti di comunità, ci permette di ipotizzare la creazioni di “nodi” locali molto più intelligenti rispetto, ad esempio, alla realtà di molti altri stati come la Francia caratterizzate da sviluppi più concentrati e “verticali”. Questo è un grande vantaggio che aiuta anche a spiegare il nostro reticolo industriale e l’imprenditoria diffusa dei veneti. Esso deve diventare inoltre un grande vantaggio strategico per il Veneto indipendente, grazie alla creazione di “imprenditoria civica” distribuita, che in altri termini possiamo tradurre come alto senso civico e responsabilità diffusa.
Di più, ne derivano indubbi vantaggi sul piano fiscale, perché l’assunzione di maggiori responsabilità a livello municipale e territoriale permette la creazione di maggiori “centri di costo” e pertanto più efficienti ed economici e quindi con minori esigenze di entrate da parte dello stato.
Il Veneto indipendente, in conclusione, non deruberà più i propri cittadini e le imprese, ma con ogni probabilità si potrà accontentare ragionevolmente di aliquote fiscali molto basse, dell’ordine del 15-20%, attraverso un graduale abbassamento delle tasse attuali.
Così facendo, inoltre, potremo aiutare anche la vicina Italia, perché avere un vicino con condizioni sociali equilibrate sarà un indubbio vantaggio anche per noi veneti che non dovremo subire immigrazioni forzate causate dalla povertà. Potremo prestare loro denaro a tassi agevolati, purché vincolato alla realizzazione di progetti concreti che saranno monitorati dal Veneto indipendente, creando una responsabilizzazione della spesa.

Gianluca Busato
segr. Partito Nasional Veneto

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Grave comportamento anti-veneto della “cupola” del CSM italiano contro il Tribunale Veneto di Treviso http://www.pnveneto.org/2008/11/grave-comportamento-anti-veneto-della-%e2%80%9ccupola%e2%80%9d-del-csm-italiano-contro-il-tribunale-veneto-di-treviso/ http://www.pnveneto.org/2008/11/grave-comportamento-anti-veneto-della-%e2%80%9ccupola%e2%80%9d-del-csm-italiano-contro-il-tribunale-veneto-di-treviso/#comments Tue, 18 Nov 2008 14:59:52 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2203 Inaudita perdita di tempo e denaro pubblico dell’organo di autogoverno dei giudici italiani, che dimostrano anche di non conoscere le leggi venete

Ancora una volta la NOSTRA BANDIERA, il glorioso GONFALONE DI SAN MARCO, è preso in ostaggio da parte della propaganda politica italiana.
indipendenza xe giustizia snella e veloce

Si ripete insomma un constante e deplorevole insulto alla memoria e alla gloria della SERENISSIMA, oltreché un vero e proprio oltraggio all’emblema più sacro della NAZIONE VENETA.
La stampa locale oggi riporta infatti la notizia della clamorosa, quanto ignobile e anonima segnalazione, fatta al Consiglio Superiore della Magistratura italiana, per l’esposizione al Tribunale di Treviso di quella che viene definita la “bandiera della Liga Veneta – Lega Nord” e la conseguente perdita di tempo e denaro pubblico da parte di quella che Montanelli non ebbe dubbi nel definire la “cupola” di autogoverno dei giudici italici, data la ben nota infiltrazione partitocratica da parte della casta politica italiana.
Si consuma così l’ennesimo oltraggio al simbolo più sacro della NAZIONE VENETA.
Se in questa triste e infame circostanza il GONFALONE di SAN MARCO, per l’ignoranza del delatore, da un lato viene associato ad un simbolo partitico, dall’altro per sudditanza o astuzia politica si precisa che c’è differenza fra la bandiera della Regione Veneto e quella marciana, e quest’ultima: ”…nulla centra con quella che sventola sul Tribunale accanto a quella d’Italia e d’Europa … ” e ci mancherebbe, (aggiungiamo noi). Una precisazione insomma che politicamente riordina la presunta supremazia politica italiana rispetto anche ai simboli più sacri per il POPOLO VENETO.
E stupiscono in tale contesto anche le parole remissive e opportunistiche del ministro italiano leghista che precisa che si tratta di “un errore grossolano confondere il gonfalone veneto con uno di partito”. Ma ai Veneti quella bandiera non parla italiano e non importa se viene sfruttata impropriamente dal suo partito italico… e un simbolo non lo si difende di certo rinnegandolo!
I Veneti in cuor loro ben sanno che il gonfalone di San Marco rappresenta la NAZIONE VENETA dimostrano di averlo imparato anche i rappresentati del CSM che palesano la paura estrema di uno stato alla frutta che agita spauracchi contro il nostro vessillo, pur di esorcizzare la prossima indipendenza politica della Venetia.
Una cosa è certa: se oggi i patrioti Serenissimi ripetessero il loro gesto eroico della liberazione del campanile in piazza San Marco, sarebbero milioni i Veneti pronti a scendere in loro aiuto: dopo 11 anni e poco più il clima politico è oggi decisamente un altro.

Indipendenza ora e sempre!

W San Marco

Partito Nasional Veneto

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Le università della Venetia libera (e quelle di ITA) http://www.pnveneto.org/2008/11/le-universita-della-venetia-libera-e-quelle-di-ita/ http://www.pnveneto.org/2008/11/le-universita-della-venetia-libera-e-quelle-di-ita/#comments Mon, 17 Nov 2008 21:25:31 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2197 1. Il passato…

Nell’ultimo numero dell’Economist, 15-21 novembre 2008, c’è un breve articolo in cui il sistema universitario italiano viene, una volta ancora, messo alla berlina, con grande solidità di argomenti. Il sistema è definito come il settore pubblico “peggio gestito, più corrotto e meno produttivo” di tutti quelli di ITA (come se gli altri fiorissero…). Vengono citati i soliti casi di nepotismo, di anzianità del corpo docente, il fatto che non vi sia nessuna università italiana nelle classifiche (sono diverse) delle prime 100 al mondo, la scarsità relativa dei finanziamenti, il fatto che vi siano varie università di ITA in bancarotta, e tutte quelle cose che chi opera (anche) nel mondo dell’università pubblica di ITA ben conosce.

The Economist - Europe Edition - Nov 15th 2008

The Economist - Europe Edition - Nov 15th 2008

Devo dire che per me in particolare leggere queste due pagine è particolarmente irritante. Non perché dicano il falso, ma perché è un quarto di secolo che sento dire le stesse cose, in italiano, in inglese, in francese, in tedesco. E’ come un brutto sogno che si ripete. Ma non è un sogno, è la realtà. Queste cose le ho scritte e dette in così tante sedi io stesso.
Nell’università italiana io – citando il replicante di “Blade Runner” – “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”, ma non erano le celebri “astronavi in fiamme nella costellazione di Orione” di Roy Batty (magari!), erano figli, mogli, nipoti, amanti, nonne, nonni, portaborse, leccaculo, cugini, amichetti, amichette, servi dei sindacati, dei partiti, delle conventicole, massoni, scribacchini, “tecnici laureati”, avventizi, semilavorati del sapere, balordi, sbalorditi, comari, compari, mandati in cattedra al posto di studiosi di valore; ho visto un’intera generazione, la mia, dei quarantenni, esclusa dall’università, migrare verso lidi migliori, in America, ma anche in Giappone, in Inghilterra, in Svizzera; vedo che quel che accadeva a me da giovane accade ai trentenni di oggi; ho visto persone di immenso valore in preda ad esaurimenti nervosi perché non riuscivano ad entrare nel sistema, e magari non se la sentivano di andare all’estero, o non potevano, non tutti possono, non tutti sono stati aiutati da tante fortune come me; ho visto anche qualcuno suicidarsi.
Per questo trovo queste letture irritanti, repetita – di solito – iuvant, ma in questo caso non hanno “iuvato” a un bel niente. Bontà dell’anonimo articolista, “some valuable research and inspirational teaching are done in Italian universities”. Certamente, con le mie modeste forze credo di far questo, di far ricerca e di ispirare tanti giovani. Non sono certo il solo, così fanno diversi miei colleghi. Ma chi lo fa sono i rari nantes in gurgite vasto, nel gorgo vastissimo di acque reflue, fatte di miserie, invidie, povertà oggettiva e povertà di spirito.
Un capitolo della mia autobiografia lo dedicherò un giorno a tutte le schifezze che ho visto, anche ultimamente, prima dall’esterno, e poi dall’interno del sistema; ho visto perfino in un clima di totale povertà rifiutare uno studioso eccellente proveniente dalla Bulgaria per un posto temporaneo di quattro anni, per cui il governo centrale di ITA bontà sua avrebbe contribuito, se la domanda fosse stata accolta, con circa 220.000€ più almeno 30.000 di fondo di ricerca individuale; a fronte di un investimento locale pari solo a circa 45.000€, un “matching grant” per coprire le spese contributive (23% all’INPS), che con rara ragionevolezza il governo centrale di ITA avrebbe chiesto alla singola università; nel frattempo però, mentre invidie e meschinerie varie bocciavano questo “ritorno di un cervello”, era stato bandito, nella mia disciplina, un posto da ricercatore (di Storia moderna), a Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (!), per “sistemare”, sic tradunt, la moglie di uno già lì dentro. Ma queste sono le gocce del mare.
Queste cose le vedevo quando ero fuori dal sistema, ora che per un caso del tutto fortuito ci sono dentro – giuro che non venduto l’anima ma neanche parti del corpo poco nobili – continuo a vederlo, impotente ad arginarle. D’altra parte, cantava Battisti, “come può uno scoglio arginare il mare” di inefficienza e corruzione che caratterizza le università di ITA (e tutti gli altri settori, peraltro)? La soluzione non è in nessuna riforma (le hanno già tentate tutte…) ma come per tutto il resto è nella nascita della Venetia libera.

 

2. Il futuro…

La Venetia libera terrà in gran conto il sistema universitario. Come ogni piccolo Stato prospero, molto probabilmente molto presto le sue università saliranno nei ranghi mondiali. Nella classifica 2008 delle migliori università al mondo del THES, un notevole e notissimo giornale inglese dedicato al mondo universitario, figurano tra le prime cento università di Belgio, Svezia, Svizzera, Olanda, Israele, della Corea del Sud, della Finlandia, della Danimarca, di Singapore, di Hong Kong. Accanto ai colossi americani e ad Oxford e Cambridge, ai primi posti. Per comprendere qual sia la competizione mondiale, la Boston University per cui lavoro, un colosso autentico, figura solo al 46° posto, ma è già qualcosa di cui il Presidente Brown si è detto fiero.
Innanzi tutto, la Venetia potrà capitalizzare sia sul passato glorioso di Padova, sia sul suo presente: Padova conserva nuclei di eccellenza notevolissimi, e tanti di quei “rari nantes” di cui ho parlato sopra vi lavorano. Poi, anche Venezia e Verona hanno fatto molto e in alcuni settori sono note nel mondo.
Le università della Venetia, se rimarranno di Stato – cosa che potrà essere sottoposta a discussione – godranno comunque, in una situazione di accresciuta ricchezza nazionale, dei benefici che toccheranno ad ogni altro settore (previa radicale risanamento): finanziamenti almeno doppi, che porteranno ad un notevole aumento, tra l’altro, degli stipendi assolutamente miserabili ora elargiti da ITA, non perché siano in assoluto miserabili (in questo hanno ragione Alesina e Giavazzi) ma perché il costo del lavoro e la tassazione altissima, unita al costo della vita di ITA, li rende tali. Ovviamente si studieranno riforme strutturali profonde, ma non necessariamente si butterà via il bambino con l’acqua del bagno. I legislatori della Venetia saranno molto accorti, nel processo di decolonizzazione. Per le università come per tutto il resto. Ma sicuramente il sistema verrà profondamente cambiato, innanzi tutto razionalizzando le risorse.
Perché il problema del sistema ITA non è solo nella scarsezza di risorse, ma anche nel loro cattivo utilizzo. Le due cose immagino che secondo le sofisticate teorie dei disastri e delle catastrofi, della “fuzzy logic”, vadano insieme. Gli esempi sono infiniti. Perché ad esempio un giovane professore, chiamato “ricercatore”, può insegnare al massimo 40 ore all’anno, un associato 80 e un ordinario 120? Che cosa significa questa idiozia di ITA? Negli US tutti i professori insegnano più o meno gli stessi corsi, le stesse ore. E producono pure scientificamente. Se i “ricercatori” hanno così poco insegnamento, allora chissà quanto produrranno scientificamente! Invece non è vero. Non vi è nessuna correlazione provata tra minore attività didattica e maggiore attività scientifica. Almeno da noi. In genere, i ricercatori ricercano poco, e insegnano ancor meno. A cosa servono? Insomma, si prendono una misera sinecura.
Le università della Venetia prenderanno a modello le migliori del mondo. Sapendo benissimo che all’inizio, e forse per un secolo o più, non si potrà raggiungere Yale o Oxford. Ma intanto si lavorerà in quella direzione. Utilizzare al meglio le risorse che ci sono, e quindi aumentarle. Un altro esempio del disastro del sistema universitario di ITA: i dottorati di ricerca. Introdotti circa 25 anni fa, hanno prodotto certamente diverse migliaia di dottorati. Quanti si sono inseriti nel sistema di ITA? Una percentuale assai bassa. Sicuramente assai più bassa degli equivalenti Ph.D. nel sistema anglosassone. Non si può fare un’università di ricerca? Bene, si faccia allora un’università sul modello dei prestigiosi college americani, Williams, Amherst, Wellesley, dove si conseguono solo lauree di “primo livello”. Non è escluso che nei primi anni delle università della Venetia, in attesa di mettere a posto le cose, si proceda così, chiudendo il miserrimo capitolo dell’età coloniale, chiamato “dottorato di ricerca”. E via così. Avrei da scriverci un libro, perché questo è il settore dove lavoro. Ma riservo l’impresa ai tempi non lontani in cui si lavorerà anche in questo senso in una Venetia libera, cosmopolita, e dove la “Patavina libertas” di cui si fregia l’ateneo di Padova avrà riacquistato il suo vero significato. Ora è una vuota formula, che testimonia se mai o dei gloriosi tempi passati, o di quelli speriamo altrettanto gloriosi che verranno.
Sono pronto a scommettere che Padova dopo l’indipendenza, in dieci anni o meno, figurerà tra le prime cento università del mondo. Attualmente, nella classifica citata prima, che comprende 200 università del mondo, l’unica università di ITA che vi compare è Bologna, al 192° posto. Sembra poco, ma dato il disastro generale, è un megarisultato. Onore ai felsinei!
E’ come essere il numero 192 della classifica ATP e giocare a tennis su una sedia a rotelle.

Paolo Bernardini

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http://www.pnveneto.org/2008/11/le-universita-della-venetia-libera-e-quelle-di-ita/feed/
Metano, gas e corente sì e la legna no? Ma semo mati??? In comun a Trevixo i se gà bruxà el servelo! http://www.pnveneto.org/2008/11/metano-gas-e-corente-si-e-la-legna-no-ma-semo-mati-in-comun-a-trevixo-i-se-ga-bruxa-el-servelo/ http://www.pnveneto.org/2008/11/metano-gas-e-corente-si-e-la-legna-no-ma-semo-mati-in-comun-a-trevixo-i-se-ga-bruxa-el-servelo/#comments Mon, 17 Nov 2008 10:39:43 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2192 Se no gavese leto l’ordinansa co i me oci, no gavarìa credùo ala notisia che ancuò gaveo sentìo pa radio. Sti geniasi del comun de Trevixo i gà proibìo de inpisar camineti e stue a legna dal 17 de novenbre 2008 fin al 15 de april 2009.
Sì, in piena crixi economica, co i costi del metano, del gas e dela corente che i va ale stele, sti “iluminati” i gà pensà che la legna inquina.
Ma no i se rende conto che i xe lori che i ne inquina e i ne amorba?
Basta ai politisi taliani caregari e onti!
No ghi ne podemo pì de sta xente che no i fa un’ostia dala matina ala sera e che i se sogna de farne pagar le tase e le acixe anca par scaldarse: vergogneve!!!
Maledeti!
A forsa de star soto l’italia a sé diventà come i taliani anca valtri

Nono Piero da Trevixo
(che’l se gera pena cronpà la legna pa l’inverno)

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http://www.pnveneto.org/2008/11/metano-gas-e-corente-si-e-la-legna-no-ma-semo-mati-in-comun-a-trevixo-i-se-ga-bruxa-el-servelo/feed/
Indipendenza = più garanzie per i meno fortunati e meno assistenzialismo http://www.pnveneto.org/2008/11/indipendenza-piu-garanzie-per-i-meno-fortunati-e-meno-assistenzialismo/ http://www.pnveneto.org/2008/11/indipendenza-piu-garanzie-per-i-meno-fortunati-e-meno-assistenzialismo/#comments Mon, 17 Nov 2008 08:34:09 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2187 L’indipendenza ci permetterà di avere un’adeguata garanzia per i veneti meno fortunati.
Il progressivo invecchiamento della popolazione rende particolarmente strategici i servizi alla persona. Assistiamo ogni giorno di più al degrado delle strutture dedicate alla terza età, l’indipendenza è sempre più indispensabile anche per i nostri anziani, per poter loro dedicare le risorse necessarie a un’esistenza di dignità che spesso oggi è negata.
Un incremento della ricchezza produrrà senz’altro le risorse necessarie a sostenere politiche di aiuto verso i più bisognosi. Va però detto che ciò non potrà mai più essere oggetto di politiche di tipo assistenzialistico cui ci ha abituati lo stato attuale che spesso risultano nella negazione di un supporto a chi ne ha veramente di bisogno.

indipendenza xe pensioni sicure

indipendenza xe pensioni sicure

È fin troppo evidente a tutti che l’assistenzialismo è una leva in mano a una classe dirigente che fa di essa il bastone con il quale asservire i cittadini.
Esso è stato fin troppo confuso con il tema della solidarietà, da contrapporre all’egoismo di chi semplicemente difende il proprio naturale diritto a non essere derubato del frutto del proprio duro lavoro, attraverso una fiscalità opprimente.
Come già detto altrove, il PNV ritiene che debba essere introdotta una specifica norma costituzionale nel futuro Stato Veneto indipendente, per impedire che future classi politiche possano abusare della leva fiscale, introducendo a proprio piacere aliquote di tassazione eccessive sul reddito delle persone e delle imprese, con ciò favorendo il voto di scambio. A tal fine, si dovrà prevedere il ricorso ad approvazione da parte di un referendum popolare per innalzare l’aliquota fiscale sul reddito delle persone fisiche per innalzamenti che superino la quota di un quarto rispetto all’aliquota precedente.

Partito Nasional Veneto

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Cartoline dalla Venetia libera: I. Palazzo delle Debite, Padova http://www.pnveneto.org/2008/11/cartoline-dalla-venetia-libera-i-palazzo-delle-debite-padova/ http://www.pnveneto.org/2008/11/cartoline-dalla-venetia-libera-i-palazzo-delle-debite-padova/#comments Fri, 14 Nov 2008 15:08:18 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2178 La Venetia libera sarò un piccolo stato felice. Non solo nelle grandi cose, ma anche nelle piccole, si percepirà la differenza dall’antico regime dell’oppressione italica. Certe mostruosità di ITA non esisteranno più, non si dovrà più pagare ad esempio la tassa di registro quando si acquisteranno gli immobili – la certezza del diritto di proprietà non dovrà essere vincolata ad una sottrazione coatta di proprietà, e in misura proporzionale, da parte dello Stato ladro – e tante violenze che ora subiamo apparterranno ai libri di storia, se qualcuno avrà voglia di occuparsi di cotali usurpazioni e miserie.

Le piccole cose. Quante proprietà dello stato ITA giacciono inutilizzate. Ad un passo da casa mia, a Padova, ad esempio, vi è un imponente palazzo tardo-ottocentesco, pre-liberty, affascinante se non bello, del 1874, disegnato da Camillo Boito, e ora del tutto abbandonato. Appartiene all’INPS, una delle metastasi peggiori del cancro ITA, l’agenzia incaricata di gestire l’imposta previdenziale, ovvero di rubarci altro denaro oltre a quello che ci viene sottratto dalle imposte dirette ed indirette, promettendo che forse, in futuro, qualcuno ce lo restituirà, ma senza interessi, nell’osceno sistema pensionistico di ITA, “pay as you go” (che dovremmo rinominare “pay as you starve”), che ovviamente nella Venetia libera non sarà replicato, perché preferiremo soluzioni virtuose, ad esempio quella del Cile.

L’edificio si chiama Palazzo delle Debite, infatti nasce sullo spazio delle antiche prigioni e si dice – ma non so se sia vero – forse sì – che al suo interno vi sia ancora una parte originaria del complesso medievale. Ebbene, siamo in pieno centro di Padova, in Piazza delle Erbe, e questo cadavere se ne sta lì, inutile, anzi nocivo. Ché ogni tanto perde pezzi e Dio non voglia ci cadano sulla testa quando torniamo a casa. Ebbene, nella Venetia libera tali scempi non esisteranno più. Un palazzo come questo sarà immediatamente valorizzato, in un modo o nell’altro.

Palazzo delle Debite, Padova

Palazzo delle Debite, Padova


L’INPS lo avrà graziosamente ceduto al governo della Venetia, e questo avrà saputo dargli un’adeguata destinazione. E questo avverrà anche per migliaia di edifici pubblici che giacciono nell’abbandono, perché res nullius per ora, o perché nessuno dei boia(rdi) di Stato ancora non ha saputo come e cosa lucrarci. Mentre intanto magari un pezzo del vetusto intonaco si stacca e come la mela di Galileo cade in testa a qualche poveretto e lo accoppa. Pensiamolo, questo palazzo, come un bel centro di cultura, con un ristorante di lusso sul tetto. O qualcosa del genere.

Tutte le cose morte per colpa e dolo di ITA ritorneranno a vivere nella Venetia libera. Vale la pena di rifletterci.

Paolo Bernardini

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I VENETI I CONDANA LA POLITEGA FILO-RUSA TALIANA - VENEZIANER VERURTEILER ITALIENISCH PRO-RUSSLAND-POLITIK http://www.pnveneto.org/2008/11/i-veneti-i-condana-la-politega-filo-rusa-taliana-venezianer-verurteiler-italienisch-pro-russland-politik/ http://www.pnveneto.org/2008/11/i-veneti-i-condana-la-politega-filo-rusa-taliana-venezianer-verurteiler-italienisch-pro-russland-politik/#comments Fri, 14 Nov 2008 08:16:51 +0000 giane http://www.pnveneto.org/?p=2171 Venesia, Vènare 14 Novenbre, 2008
Venedig, Freitag 14 November, 2008

Koenigsberg - Kaliningrad

Koenigsberg - Kaliningrad

“ła Russia ła dovaria nar rento ła UE” el ga sbarà Berlusconi mercore, 15 Otobre 2008. Cuatro setimane vanti, de mercore 12 Novenbre, el steso primo ministro talian el contradixe ła so logica co sta afermasion skisofrenega: “ ghe xe sta provocasion verso ła federasion rusa co … l’acełerasion de l’aplicasion ała NATO par l’Ucraina e ła Giorgia.” On dì el xe tuto amor e globałixasion, el mexe vanti el ne ricorda ła pì atroce połitega del venteximo secoło. Sta ki ła xe ła tipega połitega foresta taliana del voltafacia ke naltri veneti condanemo e rigetemo.
“Russland sollte der EU beitreten,” gesputterten Berlusconi am Mittwoch, Oktober 15. 2008. Vier Wochen später, am Mittwoch, 12. November, die gleiche Italienischen Ministerpräsidenten im Widerspruch zu seiner Logik mit diesem schizophrenen
Bemerkung: “Es gab Provokationen gegenüber der Russischen Föderation mit …
die Beschleunigung der NATO-Eintrag Prozess für die Ukraine und Georgien. “Eine
Tag ist er alle Liebe und Globalisierung, im darauf folgenden Monat ist er erinnert an die grausamen 20. Jahrhundert Politik. Dies ist die typischen doppelten Gesicht italienischen Außenpolitik, die uns Venezianer zurückweisen und kündigen.

El proclama del ministro dei esteri Frattini ke “l’Italia ła pol tor na poxision de fasiłitador fra Stati Unìi e Rusia” a xe patetico. Ła poxision taliana come unico puoto ruso in tuta Europa saria da rìdar, se no fuse par l’afermasion ragełante ke ła Rusia ła ga fato ben a risponder a ste “provocasioni” minaciando de meter misiłi Iskander a Kaliningrado. Naltri Veneti semo sconvolti da sto far sinistro de l’Italia, e semo invese dacordo co ła reasion deła Germania ke “xe el mesagio sbalià al momento sbalià.”
Der italienische Außenminister Frattini Proklamation, dass “Italien spielen können, ein
Erleichterung Rolle zwischen den USA und Russland “ist pathetisch. Italien Haltung als die einzige russische Puppe in ganz Europa wäre lächerlich, wenn sie wurde nicht für die Kühlung Behauptung, dass es angebracht ist, für Russland zu Antwort auf “Provokationen” durch das Setzen kurzer Reichweite Iskander-Raketen in Kaliningrad. Uns Venezianer sind entsetzt von Italien die finsteren Haltung, und vereinbaren, anstatt mit Deutschland die Reaktion, dass es sich um “die falsche Botschaft an zur falschen Zeit.”

Vedemo de ricordarse cosa ke l’è sta Kaliningrado, sto toco de tera ruso su ła costa Sud-Est del Mar Baltego, fracà in mexo ała Połonia e ła Lituania. In origine se ciamava Koenigsberg, e xera stà fondà dai cavałieri teutonici ntel lontan 1255, e da ałora ła xera sta abità da mercanti todeski in te na tera popoła par tradision da on misiòto de xente połaca e baltega. Ntel 1945 i sovietici i ga ocupà sta tera, i ga parà fora (se non pexo) ła povołasion todesca, i ła ga ripovołà de imigrà rusi, e ntel 1946 i ła ga ribatexà dopo Mikhail Kalinin, uno dei Bolsheviki originałi.
Lassen Sie uns daran erinnern, was ist der so genannte Kaliningrad, dieses kleine russische Enklave auf der Süd-Ost-Küste der Ostsee, sandwitched zwischen Polen und Litauen. Ursprünglich Königsberg, es wurde von Deutschen Orden zurück in 1255, und hatte seither bewohnt von germanischen Händler in einem Land besiedelten traditionell durch eine Mischung aus polnischen und Baltic Menschen. In 1945 besetzten die Sowjets das Land, ausgewiesen (wenn nicht schlechter) der deutschen Bevölkerung, repopulated das Gebiet mit dem russischen Siedler, und 1946 umbenannt in die Stadt nach Michail Kalinin, ein von der Original Bolschewiken.

Intimorir ła Połonia co ste minace de forsa sinbołegia de cosa ke se trata sta crixi.
Einschüchterungen Polen mit der Androhung von Gewalt symbolisiert, was diese Krise
Alles dreht sich um.

Da na parte ghe xe paexi come ła Połonia, ła Lituania, ła Repiovega Ceca, ke łe se ga verte a na economia de marcà, ała libartà dei so sitadini, e łe xe stà premià co na cresita sostenùa e benesere. Da staltra parte se ga on aspirante Napoleon, nostalgico deła połitega del venteximo secoło, ke el crede ke l’incursion rusa rento ła Giorgia ła xe giustifegà.
Eines der einen Seite Sie haben Länder wie Polen, Litauen, der Tschechischen
Republik, die bekennt sich zu einer Marktwirtschaft, die Freiheit für ihre Bürgerinnen und Bürger, und wurden mit einer nachhaltigen Wachstum und Wohlstand. Auf der anderen Seite haben Sie einen aufstrebenden Napoleon, nostalgische des 20. Jahrhundert Politik, die glaubt, dass Russland den Einfall in Georgien wurde gerechtfertigt.

Da na parte se ga na Union Europea ke ła tuteła łe minoranse, ke ła vałorixa łe léngoe, ke ła promove łe libartà individuałi. Da staltra parte se ga do regimi iliberałi ke reprime e denigra staltri grupi etnici. Se pol pensar ke ła strategia premedità rusa par l’Abkasia e l’Osetia del Sud ła xe oripiłante. Ma no stè crédar, parké łe tatike taliane del pasà verso el Sud Tiroło no łe xe mia sta masa difarenti, e i inkietanti obietivi taliani i xe stà de svergognar in maniera sistemadega łe identità locałi come dei veneti, dei sardi e altri, sercando de omogeneixar tuti.
Auf der einen Seite haben Sie eine Europäische Union, Schutzhütten Minderheiten, dass
verteidigt bedrohten Sprachen, und das fördert die individuelle Freiheit. Auf der anderen Seite haben Sie zwei illiberalen Regime, die Unterdrückung und schmälern anderen ethnischen Gruppen. Sie mögen glauben, dass Russland die Berechnung der Strategie in Abchasien und Südossetien ist schrecklich. Lassen Sie sich nicht täuschen, weil Italien die Vergangenheit Taktik in Südtirol wurden nicht viel anders, und der italienische
beunruhigend Ziele wurden systematisch zu erniedrigen lokalen Identitäten wie Venezianer, Sarden und andere in eine beunruhigende Versuch zu homogenisieren das Land.

Eco cosa ke ła xe sta crixi. A xe on conflito fra ła połitega del pasà, e on futuro de benesere ke ne sta davanti. L’Ucraina, ła Połonia, ła Lituania, ła Letonia, l’Estonia, l’Ongaria, ła Repiovega Ceca e ła Giorgia łe xe stà tute vitime dełe minace ruse. Ma deso łe ga moła de farse pestar i pie, e łe fa fronte co el resto de l’Europa da drio. Come sitadini europei, anca naltri veneti semo dała so parte. A ne fa sgranfo sto monopolio dei media del regime talian, e sta balorda propaganda pro-Rusia ke ne toca subir.
Das ist es, was dieser Krise geht. Es handelt sich um einen Konflikt zwischen der Politik
der Vergangenheit an, und die blühende Zukunft voraus. Ukraine, Polen, Litauen, Lettland, Estland, Ungarn, die Tschechische Republik und Georgien haben alle wurden Opfer der russischen bedrohlichen Bedrohungen. Sie haben nicht mehr gemobbt jetzt, und sie stehen mit dem Rest von Europa hinter sie. Als europäische Bürgerinnen und Bürger, uns Venezianer stehen auf ihrer Seite auch. Wir sind angewidert von der italienischen Regierung das Monopol über die Medien, und die bizarre pro-russischen Propaganda, dass gedumpt ist auf uns.

A xe in sti tristi periodi ke ła nostra vecia Repiovega a ne manca ke mai.
Es ist in diesen Zeiten eine Schande, dass wir unsere alten Republik am meisten.

Filippo Dal Lago
Partito Nasional Veneto (PNV)
Venezianischen Nationalen Partei

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