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		<title>FESTA DEI VENETI 2010 &#8211; 3/4/5 settembre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevemo e volentiera pioveghemo: Da doman, 3 jorni dedicà ai VENETI e ala nostra Identità! L&#8217;edizione di quest&#8217;anno sarà dedicata al plebiscito del 1866 e ai 150 anni di &#8220;unità&#8221; d&#8217;Italia. DOMENICA 5 settembre sarà allestito un grande stand ove verrà ricostruito il seggio elettorale con le stesse modalità di voto di quando, il 21 e 22 ottobre 1866, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/09/50.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7918" title="50" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/09/50.jpg" alt="" width="720" height="266" /></a>Ricevemo e volentiera pioveghemo:</em></p>
<h2>Da doman, 3 jorni dedicà ai VENETI e ala nostra Identità!</h2>
<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno sarà dedicata al plebiscito del 1866 e ai 150 anni di &#8220;unità&#8221; d&#8217;Italia. DOMENICA 5 settembre sarà allestito un grande stand ove verrà ricostruito il seggio elettorale con le stesse modalità di voto di quando, il 21 e 22 ottobre 1866, i veneti vennero chiamati a votare per l&#8217;annessione al regno d&#8217;Italia. Verranno mostrati i condizionamenti psicologici messi in atto per pilotare il voto, evidenziandone l&#8217;assoluta mancanza di democrazia: basti pensare ad esempio che ogni elettore, dopo aver pronunciato le proprie generalità davanti un gendarme e a funzionari piemontesi, doveva riporre il proprio voto in maniera palese nell&#8217;urna del Sì o in quella del No, un voto non proprio libero e segreto&#8230;</p>
<p>Per l&#8217;occasione, verrà data a tutti i partecipanti la possibilità di votare per l&#8217;annessione così come fecero i nostri predecessori.</p>
<p>In previsione dei festeggiamenti per i &#8220;150 anni&#8221; del prossimo anno, i Veneti potranno così capire e riflettere su come avvenne l&#8217;annessione del Veneto all&#8217;Italia e, soprattutto, sulle conseguenze che questa portò alla nostra gente, prima fra tutte la grande emigrazione veneta nel mondo.</p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jxTASlzUxHk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jxTASlzUxHk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p><strong>TRE GIORNI DI EVENTI: la Festa dei Veneti si svolgerà da venerdì 3 a domenica 5 settembre secondo il seguente programma.</strong></p>
<p><span id="more-7916"></span>VENERDI’ 3: nella piazza centrale di Cittadella (o in caso di maltempo presso la sala Torre di Malta) dalle ore 20.30 si terrà il convegno “Dal Plebiscito del 1866 al futuro del Veneto”, una serata per riflettere e conoscere tutti i retrescena del plebiscito che portò all&#8217;annessione del Veneto all&#8217;Italia, ma anche per discutere, assieme ad importanti relatori ed ospiti, sul futuro del Veneto.</p>
<p>SABATO 4: sarà una serata dedicata in particolar modo ai giovani, con la “Festa del Spritz veneto!”. In piazza a Cittadella, in centro storico, si esibirà fra gli altri Herman Medrano, cantante sempre più conosciuto fra i giovani veneti, con musica Rap in lingua veneta.</p>
<p>DOMENICA 5: sarà la giornata più importante e ricca di eventi. Fin dalla mattina saranno allestiti in tutto il centro storico di Cittadella più di 100 gazebo di espositori con prodotti tipici del nostro territorio, mestieri veneti, associazioni culturali e di volontariato e molto altro ancora.<br />
Dalle ore 12 sarà attivo un rifornitissimo stand gastronomico e dalle ore 14 inizieranno gli spettacoli in piazza. Fra i tanti eventi sul palco verrà riproposto come per le ultime edizioni l’Inno Nazionale del Popolo Veneto, accompagnato dall&#8217;alzabandiera veneta. Gli spettacoli si terranno in Piazza Pierobon nel cuore di Cittadella e dureranno fino alle ore 23.00 circa.</p>
<p>L’ORGANIZZAZIONE e I PATROCINI: la Festa dei Veneti è un Evento organizzato dalla nostra Associazione culturale Veneto Nostro – Raixe Venete, in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Venete CAV che conta attualmente 52 gruppi ed associazioni partecipanti.<br />
Sostengono l’iniziativa con il loro Patrocinio la Regione e le Province del Veneto e il Comune di Cittadella (PD).</p>
<p>L’IMPORTANZA DELLA FESTA DEI VENETI: come si è potuto osservare nelle edizioni passate, a questo Evento partecipa l’intera società Veneta, al di là delle differenze politiche e/o ideologiche che troppo spesso dividono la nostra gente. Oltre a molte Associazioni e gruppi culturali, hanno dato la loro adesione anche diversi comitati per la difesa della tradizioni, della cultura e del territorio veneto.</p>
<p>Possiamo davvero affermare che anche quest&#8217;anno la nostra gente potrà vivere una giornata all’insegna dell’unità dei Veneti, concretizzando di fatto lo slogan che, fin dal primo anno, accompagna la nostra Festa: “INSIEME CO LE NOSTRE TRASION, CONTRO LE NOSTRE DIVIXION”.</p>
<p>I NUMERI DELLA FESTA DEI VENETI:<br />
- più di 100 espositori<br />
- 150 volontari<br />
- 3 giorni dedicati alla cultura e identità veneta<br />
- 13 ore di Festa in piazza nella sola giornata di domenica 5<br />
- 80.000 volantini pubblicitari distribuiti in tutto il Veneto.</p>
<p>&#8230;TE SPETEMO!!!</p>
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		<title>2010 PLEBISCITO TRUFFA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio Patrik Riondato e Silvano Polo, membri del nostro partito gemello, &#8211; Veneti &#8211; per essersi andati pazientemente a ricercare la bozza del nuovo Statuto della Regione del Veneto ed averci edotto sui contenuti (La nostra collaborazione si fa sempre più stretta ed ora ad ogni sforzo di ciascuno corrisponde un &#8220;rimbalzo&#8221; ed un raddoppio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><img class="  " src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2009/04/plebiscito-1866.jpg" alt="" width="280" height="421" /><p class="wp-caption-text">La statua dela vergogna: el leon incoacià (el popoło veneto rafigurà come na bestia furibonda) soto l’Italia, e l’Italia al de soto de Vitorio Emanuele</p></div>
<p>Ringrazio Patrik Riondato e Silvano Polo, membri del nostro partito gemello, &#8211; Veneti &#8211; per essersi andati pazientemente a ricercare la bozza del nuovo Statuto della Regione del Veneto ed averci edotto sui contenuti<br />
(La nostra collaborazione si fa sempre più stretta ed ora ad ogni sforzo di ciascuno corrisponde un &#8220;rimbalzo&#8221; ed un raddoppio conseguente dei reciproci risultati).</p>
<p>Patrik così commenta: &#8220;Non esiste niente nello scritto che porti a pensare che ci sia una qualche corsia preferenziale per i veneti o che ci sia il riconoscimento di principi che già non fossero nel vecchio statuto..<br />
Vergognoso che la lega abbia presentato questa bozza come un passo verso -un veneto catalano- ma anche che l&#8217;opposizione si sia prestata alla polemica sostenendo e alimentando di fatto il bluff della lega&#8221;.</p>
<p>Dunque lo slogan elettorale &#8220;PRIMA IL VENETO&#8221; tanto caro agli amici ruota-di-bicicletta scudati è un bluff.<br />
<span id="more-7911"></span>Quel pay-off elettorale che ha spopolato, portando il 60% dei cittadini veneti a votare per lui, l&#8217;attuale Presidente del Veneto, non trova effettivamente riscontro in quello che dovrebbe essere questo nuovo statuto.</p>
<p>E si continua su questa linea ancora: &#8220;Daremo il lavoro prima ai veneti, favoriremo i veneti, daremo la cittadinanza non prima dei 15 anni agli immigrati e così via&#8221;.<br />
Lungi da noi il voler applicare una politica nazional-socialista etnico-basata come quella sbandierata  dai palchi dei comizi da esponenti come Gentilini, vestiti di verde ma inneggianti al tricolore ( contraddizione nella contraddizione mi vien da dire), ma signori, a che gioco giochiamo?</p>
<p>Vogliamo o non vogliamo renderci conto che 60% di voti a Luca Zaia sono già stati un plebiscito per l&#8217;indipendenza!<br />
I Veneti hanno votato per lui perchè vogliono Prima il Veneto e non vogliono più l&#8217;Italia.<br />
1866 Plebiscito truffa, 2010 anche. Ditemi voi se sbaglio.</p>
<p>Ma perché Zaia comunica in questo modo ? Non lo sappiamo esattamente.<br />
Forse utilizza dei &#8220;Perception manager&#8221;, dei professionisti che generalmente fanno parte degli organici delle grandi agenzie di pubbliche relazioni. Dispongono di un corpus molto vasto di conoscenze in ambito socio-psicologico. Non manipolano i fatti: li creano e poi li vendono al mondo come fossero delle verità.<br />
Chiamateli come volete: buoni consiglieri o secondo altre interpretazioni più smaliziate persuasori occulti, manipolatori di professione, che magari studiano la psicologia collettiva per tenerla sotto controllo e sfruttarla, condizionando i comportamenti delle masse.<br />
Supponiamo che la gente abbia paura. Che ci sia la crisi economica. Ebbene quale strategia migliore se non quella di comunicare loro che saranno messi al primo posto, prima loro, prima degli altri.<br />
Non importa se lo statuto non lo contempla, l&#8217;importante è dirlo e ripeterlo con un buon uso dei mezzi sottomessi di informazione.<br />
Noi abbiamo solo questo blog per metterli di fronte all&#8217;evidenza violata dei fatti ed alle loro responsabilità.<br />
Solo noi e pochi altri sono rimasti a contrastarli nel mettere in pratica azioni per diffondere ad un pubblico informazioni finalizzate ad influenzare il suo obiettivo modo di ragionare.</p>
<p>La strada alternativa a disposizione è sempre quella, la nostra ovviamente, quella indipendentista.</p>
<p>Forza!</p>
<p>Gianluca Panto<br />
segretario PNV</p>
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		<title>Indipendenza, cos’altro?</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/09/indipendenza-cos-altro/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ITA isola il Veneto dal mondo civile I tempi della politica italiana non sono i tempi della nostra vita. Sono i tempi delle commedie volgari e tristi, dei teatri di terz’ordine, dei cabaret della peggior risma. È quindi in linea con tale copione da bordello di Bisanzio che un dittatore oscurantista e gradasso divenga partner [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/09/gheddafi-zaia-berlusconi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7905" title="gheddafi-zaia-berlusconi" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/09/gheddafi-zaia-berlusconi.jpg" alt="" width="306" height="204" /></a>ITA isola il Veneto dal mondo civile</em></p>
<p>I tempi della politica italiana non sono i tempi della nostra vita. Sono i tempi delle commedie volgari e tristi, dei teatri di terz’ordine, dei cabaret della peggior risma. È quindi in linea con tale copione da bordello di Bisanzio che un dittatore oscurantista e gradasso divenga partner osannato e consacrato di questo stato di cui vergognarsi, che vogliamo chiamare ITA.</p>
<p>In molti si alimentaun senso di frustrazione, originato dall’illusione che ad ogni divampar di fiamma di polemica politica questa sia la volta buona, che ora finalmente le cose potranno cambiare in meglio, che finalmente si metterà mano alle riforme etc etc.</p>
<p>È un film già visto in realtà, solo che gli esiti oggi diventano ogni giorno più drammatici senza che ce ne accorgiamo. Il declino avviene solo un pò alla volta, con molto olio e pazienza, ma ITA resta e resterà il primo nemico dei Veneti.</p>
<p><span id="more-7903"></span>Questo stato è il ladro per eccellenza delle nostre risorse e speranze. Il nostro affamatore e affabulatore, che ci propina bugie mentre ci frusta e ci deruba. Tutti coloro che lavorano alla sua continuazione, al suo rafforzamento, alla sua consacrazione sono in realtà nemici del Popolo Veneto, venduti magari per un piatto di fagioli, nessuno escluso.</p>
<p>Il grande nemico assoluto non lo si combatte dandogli linfa, rispettandolo, o genuflettendosi di fronte ad esso e ai suoi simboli.</p>
<p>Dobbiamo portarlo alla fame, sperando che muoia al più presto.</p>
<p>Circola una bufala enorme secondo la quale lo stato in realtà siamo noi. Non esiste una falsità più grande di questa! Lo stato maledetto di nome ITA è in realtà lo smisurato parassita che si nutre del nostro lavoro e la cui fame diventa ogni giorno più insaziabile.</p>
<p>Nella sua maledetta natura artificiale, ITA ha inoltre creato una contrapposizione tra veneti e siciliani, tra lombardi e napoletani e così via, mettendo i Popoli autentici che ne sono schiavi l’uno contro l’altro.</p>
<p>Fortunatamente sta emergendo la consapevolezza di ciò nelle nascenti classi dirigenti degli stati che le succederanno a breve. ITA non esiste e anche la finta Padania ne è solo una sua brutta fotocopia che mira vanamente solo a nascondere ed esorcizzare invece la ritrovata indipendenza della Venetia, della Sicilia, della Sardegna, della Puglia, del Sud-Tirolo e così via.</p>
<p><strong>Non ci sono alternative alla nostra indipendenza politica.</strong></p>
<p>Il percorso è noto, spetta a chi ne ha la consapevolezza indicarlo e percorrerlo. Non smettiamo mai di far sapere ai veneti quanto meglio starebbero con un Veneto Stato indipendente, che ci permetterebbe di dare il meglio di noi in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente. Non abbiamo bisogno della tutela di ITA, il peggiore leviatano tra i leviatani dell’Europa occidentale.</p>
<p>Noi veneti non abbiamo alcunché da guadagnare nel restare isolati dal mondo civile nel più settentrionale tra gli stati africani, gemellati con la Libia di Gheddafi.</p>
<p>Diventiamo al più presto cittadini europei e del mondo, con la nostra indipendenza.</p>
<p>Gianluca Busato<br />
PNV Treviso</p>
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		<title>Thank you, bye!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Schenato</dc:creator>
				<category><![CDATA[ridiamoci su]]></category>

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		<description><![CDATA[A son pena tornà da un weekend co me mojere a Firenze. Na sità favoloxa, de na belesa unica. La gaveo visità tanti ani fa e me parea doveroxo farghe on salto e pasar do giorni a caminar e magnar ben. L&#8217;è sta divertente asè parché i fiorentini i seitava a parlarne in inglexe. Intei ristoranti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A son pena tornà da un weekend co me mojere a Firenze. <span style="font-size: 13.3333px;">Na sità favoloxa, de na belesa unica. La gaveo visità tanti ani fa e me parea doveroxo farghe on salto e pasar do giorni a caminar e magnar ben.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;">L&#8217;è sta divertente asè parché i fiorentini i seitava a parlarne in inglexe. Intei ristoranti, par strada, intei negozi: el jera tuto un &#8220;hello&#8221;, &#8220;thank you&#8221;, &#8220;do you speak english?&#8221;. Mi no faxea altro che dirghe che, sì, a jero veneto ma no i staxese a preocuparse che lo capiso el talian. Niente, no i jera boni de capir. La roba divertente l&#8217;è che magari a quei de fianco a nialtri, italofoni anca luri ma magari che i vegnea da la Puglia o dal Piemonte, i ghe parlava tranquili in talian. A nialtri niente: &#8220;english?&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;"><span id="more-7896"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;"><img class="alignleft size-full wp-image-5972" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/08/sentarse.jpg" alt="" />Va ben, a go pensà, parlemoghe pure in inglexe se i vol parlarne in inglexe. E lora gavemo tacà a parlarghe in inglexe. Sì, se semo divertii fà do butini <img src='http://www.pnveneto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Dopo i dixi che ghe xe problemi de comunicasìon tra i veneti e i taliani. Ma indove? A gavemo sol che l&#8217;inbaraso de la sielta, a podemo parlarse anca in inglexe! Dopo ghe da dire che i fiorentini i&#8217;è veramenti gentili e costumà. Vardè la foto qua de fianco: cusita gentili da metarne le scrite intei bar anca in veneto par farne on piaxer! Se vede che i ghe ga dito che la nostra lengoa mare la se ciama veneto e no talian e lora, magari parché i veneti che i vixita Firenze i sarà tanti, i se ga atrezà. Sì, besognerea dirghe che i ga sbajà na vocale:<em> no se paga p<strong>A</strong>r sentarse</em>. Però dai, masa brai isteso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;">Par tuta sta infinita gentilesa che i ga intei nostri confronti mi propio no capiso mia tuto el caxoto che tanti i fa par la festa de l&#8217;an che vien de l&#8217;unità de lo stato italiano. Ma parcosa gavaresimo da dirghe su ai taliani? Eh? Ma mi sarò ben contento par lori, a ghe mancarìa! Parcosa gavaresimo da esar cusita vilani da no esar contenti par l&#8217;unità de lo stato italiano? Ma ve sìo tuti inseminii? Anca nialtri veneti l&#8217;an che vien a ghe diremo brai ai taliani e ghe strinxaremo le man par la loro festa de l&#8217;unità. Sì, l&#8217;an che vien l&#8217;è nostro obligo moral esar contenti par i 150 ani de unità de lo stato italiano. <strong>Viva el stato italian del 1861!</strong> (vedi zone arancioni de la cartina de soto). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;"><img class="alignnone size-full wp-image-5958" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/08/1861.jpg" alt="" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;"> </span></p>
<div id="_mcePaste">Luca Schenato</div>
<div id="_mcePaste">Pnv Verona</div>
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		<title>12/09 A CADONEGHE: CONGRESSO COSTITUENTE DEL NUOVO PARTITO INDIPENDENTISTA DEI VENETI</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/08/1209-a-cadoneghe-congresso-costituente-del-nuovo-partito-indipendentista-dei-veneti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 10:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMUNICAZIONE IMPORTANTE &#8211; A TUTTI I SOCI DEL PNV In allegato viene inviata la convocazione del Presidente del PNV Lodovico Pizzati per il congresso straordinario del prossimo 12 settembre a Cadoneghe (PD), per la costituzione del nuovo partito indipendentista veneto unitario. Alle 14 i soci del PNV voteranno la sospensione delle attività per confluire nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/logo-04-2010-284.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7892" title="logo-04-2010-284" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/logo-04-2010-284.jpg" alt="" width="284" height="284" /></a>COMUNICAZIONE IMPORTANTE &#8211; A TUTTI I SOCI DEL PNV</strong></p>
<p>In <a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/convocazione-congresso-120910.pdf" target="_blank">allegato</a> viene inviata la convocazione del Presidente del PNV Lodovico Pizzati per il congresso straordinario del prossimo 12 settembre a Cadoneghe (PD), per la costituzione del nuovo partito indipendentista veneto unitario.</p>
<p>Alle 14 i soci del PNV voteranno la sospensione delle attività per confluire nel nuovo partito unitario, mentre alle 15 ci sarà la sessione plenaria assieme alle altre forze politiche che vi aderiranno.</p>
<p>Di seguito riportiamo invece la comunicazione con l&#8217;annuncio dell&#8217;evento da parte del segretario del PNV Gianluca Panto e del presidente di VENETI INDEPENDENSA Patrik Riondato.</p>
<p><em>Segreteria Organixativa PNV</em></p>
<p><em>Allegato: <a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/convocazione-congresso-120910.pdf" target="_blank">convocazione-congresso-120910</a></em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<h2>ANNUNCIO PRELIMINARE</h2>
<h2>12 SETTEMBRE 2010 A CADONEGHE ( PD )</h2>
<h2>CONGRESSO COSTITUENTE DEL NUOVO PARTITO INDIPENDENTISTA DEI VENETI</h2>
<p>Il Segretario del Partito Nasional Veneto ed il Presidente della lista Veneti Independensa, annunciano la data e la sede del congresso costituente del nuovo Partito Unico Indipendentista dei Veneti.</p>
<p>Il prossimo 12 Settembre tutti i soci di PNV e Lista Veneti si riuniranno in sessione plenaria a Cadoneghe (PD), presso la Sala Calvino, con convocazione alle ore 14. (Ulteriori dettagli nella locandina in preparazione).</p>
<p><span id="more-7889"></span>Un altro piccolo passo ma un gran progresso per tutti i cittadini veneti.</p>
<p>Come sapete entrambe queste due formazioni politiche hanno partecipato con un proprio candidato Presidente alle recenti elezioni regionali 2010, sfidando i colossi nazionali che possono vantare bilanci da decine di milioni di euro.</p>
<p>Non importa se questa a qualcuno sarà sembrata la lotta di Davide contro Golia, il fatto rilevante è che in tal modo, per la prima volta nella storia, ben 2 dei 7 candidati presidenti del Veneto erano sostenuti da partiti o liste indipendentiste moderne di matrice europea.</p>
<p>Un segnale chiaro ed inequivocabile di maturità politica e di forza senza precedenti.</p>
<p>Al di là del risultato numerico, entrambi gli schieramenti, seppur concorrenti hanno dimostrato di poter gestire ed organizzare una partecipazione elettorale di alto livello ed ora con una capillare presenza territoriale in tutto il Veneto hanno deciso di riunire le proprie forze per consolidare ed amplificare la propria attività.</p>
<p>25.000 voti di cittadini veneti consapevoli di scegliere l&#8217;indipendenza. Essi ora ci chiedono uno sforzo aggiuntivo, e noi rispondiamo che siamo pronti.</p>
<p>Un’unione di intenti e di obiettivi che quindi diventerà sia formale che sostanziale, avente come unico ed imprescindibile obiettivo quello dell&#8217;ottenimento dell&#8217;indipendenza della Venetia, con metodi legali e democratici, secondo un percorso internazionale già compiuto da altre nazioni europee anche in anni recenti, ed in procinto di essere percorso da altri, quali Fiandre,Scozia,Catalogna ed ora finalmente anche dai cittadini veneti.</p>
<p>Un nuovo grande partito di rilevanza internazionale, che i cittadini del Veneto si meritano e che finalmente porterà fuori dalle nicchie la lotta indipendentista della nostra gente per trasportarla allo stesso livello degli altri paesi evoluti, sullo scenario della ribalta europea.</p>
<p>La dimostrazione della nostra rispettiva forza organizzativa elettorale viene dunque premiata ed essendo stata riunita se ne amplifica l&#8217;interesse altrove. Infatti altri si sono accorti che messi insieme avremo finalmente la massa critica sufficiente per essere credibili come partito per tutti i veneti che credono nella propria nazione ed aspirano alla libertà.</p>
<p>Per questo motivo, a questo sogno che sta diventando realtà stanno ora dando adesione anche numerose altre formazioni e movimenti politici, militanti o semplici cittadini.<br />
Un susseguirsi di prestigiose adesioni che non ci aspettavamo così numerose. Tra queste ci piace citare il gruppo dell’ex-PNE di Umberto Cocco, avendo loro contribuito dietro le quinte a sostenere con credibilità lo spirito unionista, ma anche a tutti gli altri diamo il nostro caloroso benvenuto ed assicurazione che avranno ampi margini per collaborare con noi.</p>
<p>A quelli, ancora dubbiosi, ancora in attesa, diciamo che le nostre porte sono sempre aperte, che il Veneto è grande, c&#8217;è spazio per tutti per lavorare ed avere un ruolo importante.<br />
Non staremo da nessuna parte, non fonderemo un nuovo partito con l&#8217;intento di prevaricare su altri, quanto piuttosto per estendere quella piattaforma-laboratorio indipendentista utile a supportare meglio ciascuna personalità territorialmente rilevante e a crearne di nuove.</p>
<p>Sentiamo davvero fortemente come questo sia il momento giunto. Ogni divergenza tra noi è sparita ogni differenza smussata col il dialogo e la costruzione delle idee e dei programmi.</p>
<p>Un progetto che parte da lontano, con una storia e delle radici profonde, di strade già battute, di battaglie e di lotte già fatte ma non ancora vinte.<br />
Dai Serenissimi a Giorgio Panto, da Bepin Segato al fronte Marco Polo e da una moltitudine di persone che non possiamo nominare tutte; ebbene di questi in un certo senso ci sentiamo i figli e i nipoti.<br />
Da ciascuno di loro, in un modo o nell&#8217;altro, negli ultimi trent&#8217;anni, abbiamo appreso qualcosa d&#8217; importante e di fondamentale.<br />
Un&#8217;eredità solida, quello che loro hanno realizzato non è assolutamente andato perduto, per noi è una ricchezza, una sofferenza che ha prodotto un risultato, dei pensieri, un desiderio,grandi speranze,molte certezze .<br />
Soprattutto la loro lotta ha mantenuto vivo quel sentimento, quell&#8217;emozione che proviamo quando vediamo sventolare il sacro gonfalone della Serenissima.</p>
<p>Ora noi siamo chiamati a riassumere questi sforzi e dargli finalmente uno sbocco, quella spinta propulsiva, quella forza elettromotrice, quella velocità di fuga dallo sfascio di uno stato vecchio ed ottocentesco in cui siamo inutilmente ingabbiati, sufficiente finalmente per raggiungere la nostra libertà.</p>
<p>Ora nessuno potrà più dire che siamo piccoli e divisi, tanti e litigiosi.</p>
<p>Ora saremo unici ed uniti, forti e determinati, numerosi ed organizzati.</p>
<p>Vi aspettiamo, tutti. Arrivederci al 12 Settembre e Viva San Marco.</p>
<p>Treviso-Venezia-Padova-Vicenza-Verona-Belluno-Rovigo-Pordenone-Brescia-Bergamo-Mantova<br />
Il 25 Agosto 2010 M.V.</p>
<p>Firmato :</p>
<p>Gianluca Panto Segretario PNV<br />
Patrik Riondato Presidente Veneti Independensa</p>
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		<title>L’Italia e ITA: due universi differenti (e non comparabili)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 09:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>
		<category><![CDATA[è tutta un'altra storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per comprendere meglio la difficoltà che molti hanno ad accettare la dissoluzione di ITA e la relativa creazione di 20 (forse meno) Stati indipendenti e sovrani, l’unica forma di salvezza possibile per 60 milioni di disperati, occorre affrontare brevemente un tema che può apparire secondario, ma che tale non è. I vari, tristi e tetri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/fr-390-199-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7886" title="fr-390-199-2" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/fr-390-199-2.jpg" alt="" width="351" height="312" /></a>Per comprendere meglio la difficoltà che molti hanno ad accettare la dissoluzione di ITA e la relativa creazione di 20 (forse meno) Stati indipendenti e sovrani, l’unica forma di salvezza possibile per 60 milioni di disperati, occorre affrontare brevemente un tema che può apparire secondario, ma che tale non è.</em></p>
<p><em>I vari, tristi e tetri regimi che hanno costituito l’essenza e la spina dorsale di ITA dal 1861 ad oggi – con l’intermezzo di due guerre devastanti, una dittatura durata 23 anni, un’invasione tedesca e una alleata, cui si aggiungono sciagurate ed atroci imprese coloniali e la deportazione di 27 milioni di “italiani” oltreoceano o anche solo aldilà delle Alpi, e di qualche migliaio di ebrei ad Auschwitz, tutto all’ombra del trick-olore – hanno cercato di confondere le acque, con l’aiuto di un manipolo di intellettuali prezzolati a pane raffermo, e ogni tanto graziati con qualche caramella.</em></p>
<p><em>Ovvero, hanno creato un sistema di identificazione, a livello di propaganda e quindi di coscienza individuale, tra l’Italia quale universo geografico e culturale, linguistico e storico, con ITA, ovvero un governo sabaudo trasformato in regime romano, una mera sovrastruttura rispetto alla geografia (milioni di anni) e alla storia umana (migliaia di anni) che ha riguardato e riguarda il suolo italico, questa “Penisola” con diverse isole vagamente separata dal resto d’Europa dalla cornice alpina e dal mare mediterraneo.</em></p>
<p><em>Infelici interpreti di Hegel, che leggevano magari in traduzione, ma di cui intuivano il potenziale ideologico (nella misura in cui riguarda l’asservimento dei popoli ai loro governanti) hanno visto in ITA, in uno Stato non nazionale (“fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani” diceva forse il D’Azeglio: il contrario si può dire per veneti, sardi, liguri etc., sono stati “fatti” da millenni), il compimento, l’”inveramento”, la “terza fase della dialettica”, la sintesi, insomma, dell’Italia millenaria per popolazioni e milionaria, in termini di anni, per geografia. Si leggano le pagine turpi di storici “patrioti” zelantissimi come Salvatorelli, che in un libro del 1963 (ahimè funesta il mio anno natale!) si fa portavoce arrogante di tale idea.</em></p>
<p><em>Per cui molti cittadini veneti, liguri, sardi, si dicono fieri di “essere italiani”, ma in questa fierezza confondono il miglio (la bellezza dei paesaggi, la ricchezza d’arte, la splendida lingua “dove il sì suona”, le tradizioni agricole unite a quelle mercantili, lo splendore della civiltà comunale e quello ancor più corrusco di quella rinascimentale), con il loglio, la malerba di ITA, che è solo uno Stato e un apparato coercitivo, qualcosa di fortunatamente transeunte. Dunque, per parafrasare Sergio Salvi, forse l’Italia esiste, ma è ITA che non esiste, che è una formazione tumorale pronta ad asservire ai propri scopi la bellezza dei luoghi, la varietà delle genti, lo splendore di una lingua. Creando un “loop”, un corto circuito concettuale e coscienziale che per fortuna dei delinquenti ha funzionato per un secolo e mezzo (abbastanza) bene. Italia è espressione geografica come, poniamo, Scandinavia, o Penisola Iberica. Dell’Italia, poi, ITA si è servita, usurpandone il passato, e facendone al contempo scempio. Hanno scempiato, i tenutari del bordello ITA, l’unico al mondo da cui si esca senza aver goduto affatto, ma avendo speso un patrimonio, i monumenti e i documenti, il passato e il presente, e la lingua stessa, poi, proprio ciò di cui si sentono e si dicono più fieri.</em></p>
<p><em>E’ forse italiano il burocratese dei ministeri, delle circolari, delle leggi, degli storici e dei letterati e dei politologi e dei giornalisti “patrioti”, dei cronisti del calcio, delle veline e dei ciarlatani RAI, degli amministratori locali, degli zelantissimi alfieri di ITA sparsi per il mondo universo? O questo è solo la sua immonda caricatura? Quando qualche giornalista RAI da mamma Roma ci racconta le vicende del potere, compiacendosi del fatto che ne è parte, e che lì siede per essersi “seduta” spesso altrove, dalle sue gonfie labbra esce forse una sola frase della lingua di Dante?</em></p>
<p><em>No, l’italiano è la mia lingua, non madre, ché tale è il genovese, né compagna, ché tale è il veneto, neppure nonna, che tale è l’ebraico, ma diciamo amante di lunga data, vezzeggiata anche fin troppo, e ora troppo spesso tradita con lingue altre, soprattutto l’inglese.</em></p>
<p><em>Scrivo in versi e in prosa, in questa lingua, che è la MIA, non la LORO. ITA ha reso un pessimo servizio all’Italia. Ha sfruttato un marchio e una storia non protetti da alcun copyright, per permettere a qualche centinaio di privilegiati di vivere alle spalle, ignominiosamente, di decine di milioni di cittadini coatti.</em></p>
<p><em>Mi dispiace, ma l’Italiano è il mio, non il vostro. Il senso del passato e del presente di questa terra è il mio, e non il vostro, padroni di ITA. Mia è la Liguria e lo sguardo che l’abbraccia e il cuore che la ama come la mia terra; mia è una tradizione di scrittura quasi millenaria, mia la comprensione degli autori e dei tempi che ad essa diedero vita e forma.</em></p>
<p><strong><em>NON VOSTRA; SERVI DI ITA!</em></strong></p>
<p><em>Quando la Venetia sarà libera, e saranno libere tutte le terre aggiogate da un’associazione a delinquere di sfruttatori, tutto questo apparirà molto più chiaro. E allora accanto al veneto e al sardo e al genovese, rifiorirà anche e proprio l’italiano, proprio perché i fedeli servitori di ITA che lo hanno storpiato fino a renderlo irriconoscibile, saranno scomparsi.</em></p>
<p><em>L’Italia delle opere d’arte e di sapere rinascerà, risorgerà davvero proprio quando ITA sarà scomparsa. Questo scrivo per le coscienze lacerate di molti: si può essere orgogliosi, legittimamente, di essere italiani, solo nel momento in cui ITA, che l’Italia non è, sarà scomparsa. L’italiano era visto come koinè, come lingua comune di scambio, da Pietro Bembo, un grande veneziano, nel fiorire del Rinascimento. Ma non era certo la premessa per la nascita di ITA, era se mai la premessa per la nascita di un mondo globale libero, in cui, per mera praticità, ma anche per la sua estrinseca eleganza, l’italiano venisse usato da tutti.</em></p>
<p><em>Una lingua dolce che non avrebbe avuto, di per sé, alcun desiderio di farsi carnefice delle lingue locali, di pari dignità e di storia talora più diuturna, e che non a questo fine era stata concepita. Da chi la creò, donando alla toscana favella il tocco del genio.</em></p>
<p><em>ITA è uno Stato marcio; l’Italia e l’italiano, rispettivamente, una terra magnifica e la lingua che forse sola porta su di sé, come voleva Vittore Branca, l’eredità del greco e del latino. Una eredità immensa, che proietterà i popoli liberi di Venetia, Sardegna, Sicilia, Liguria, Lazio, e tutti gli altri, in un futuro luminoso.</em></p>
<p>Paolo L. Bernardini</p>
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		<title>Leggi qui e fai leggere</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 23:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
				<category><![CDATA[temi veneti]]></category>
		<category><![CDATA[pnv-infoblog]]></category>
		<category><![CDATA[Venet.net]]></category>
		<category><![CDATA[VeNETvision]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mancare di passare da queste parti o dai siti di Venet.net o il canale youtube di VeNETvision, qui troverai sempre informazioni fresche e aggiornate che altrove difficilmente troverai, e spesso molto più pronte di tanti altri giornali. Per esempio solo ieri veniva data la notizia in vari quotidiani della situazione difficile che si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/siti.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7878" title="siti" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/siti.png" alt="Venet.net - pnv infoblog - VeNETvision" width="586" height="128" /></a>Non mancare di passare da queste parti o dai siti di <a href="http://www.venet.net">Venet.net</a> o il canale youtube di <a href="http://www.youtube.com/VeNETvision/">VeNETvision</a>, qui troverai sempre informazioni fresche e aggiornate che altrove difficilmente troverai, e spesso molto più pronte di tanti altri giornali. Per esempio solo ieri veniva data la notizia in vari quotidiani della situazione difficile che si è venuta a creare in New York con la decisione di costruire un enorme centro islamico a pochi passi di dove avvenne la distruzione delle torri gemelle 11 Settembre 2001, ma era già disponibile un paio di giorni prima su <a href="http://www.venet.net">Venet.net</a>, tradotta in lingua veneta. <a href="http://www.venet.net">Venet.net</a> infatti fornisce informazioni dalla stampa di tutto il mondo, in lingua veneta standard, o ancora la notizia sul <em><strong>superbao</strong></em>, resistente agli antibiotici, ancora non apparsa su molti giornali italiani.</p>
<p>Oppure la notizia sul <a href="http://www.pnveneto.org/2010/08/Guerra_a_WikiLeaks/">mandato di arresto poi cancellato</a>, fornita quasi in tempo reale su questo blog prima ancora che le stesse agenzie si svegliassero e con informazioni poco note su Assange, che solo ieri sono state scopiazzate da alcuni giornali italiani.<br />
E per finire www.GaxetaVeneta.com, il giornale senza peli sulla lingua e che stimola punti di vista insoliti.</p>
<p>Ovviamente questo non è un quotidiano, né un giornale, ma un blog. Viene aggiornato con frequenza variabile, ma spesso si trovano cose interessanti, punti di vista nuovi e stimolanti e piena libertà di replica e discussione.</p>
<p><strong>Allora tieni d&#8217;occhio questo blog, e gli altri siti menzionati, non farti sfuggire quello che altrove arriva male, in ritardo o non arriva affatto.</strong> L&#8217;informazione che disseta la mente.</p>
<p><em>Nota: I siti citati non sono in alcun modo collegati né al pnv, nè a questo blog.</em></p>
<img src="http://www.pnveneto.org/?ak_action=api_record_view&id=7877&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>GRAVE ATACO ALA AUTONOMIA DEL TRENTIN</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[temi internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[temi veneti]]></category>

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		<description><![CDATA[A so restà stuà e cogna dir anca na scianta infastidì a catarme a soita fastidiosa bandiera tricolorata inte on report de on paro de pazene sul Corier dea Sera de sabo scorso 21-8 a firma de Gian Antonio Stella. Xè da on toket che li continua ciorne par jiro co sto montar de vojia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/trentino_612uq.T640.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-7874 alignnone" title="trentino_612uq.T640" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/trentino_612uq.T640.jpg" alt="" width="640" height="458" /></a></p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/trentino_612uq.T640.jpg" target="_blank"></a>A so restà stuà e cogna dir anca na scianta infastidì a catarme a soita fastidiosa bandiera tricolorata inte on report de on paro de pazene sul Corier dea Sera de sabo scorso 21-8 a firma de Gian Antonio Stella.</p>
<p>Xè da on toket che li continua ciorne par jiro co sto montar de vojia de Italia unita in vista de sto 150-esimo de l&#8217;Unità che noialtri veneti ne lasa indifarenti del tuto ansi noialtri no festejien gnanca parkè el 1861 xè roba par lori tajiani visto che el plebiscito trufa de nu xè inte&#8217;l 1866.</p>
<p>Ma coel che me gà dato pì alarme, xè sta sto ataco, sta pugnalata infamante ale spale dela autonomia del trentino.</p>
<p><span id="more-7872"></span>Li acusa Dellai, el Presidente dela Provincia de Trento de portar par Hofer e no pa Cesare Battisti e de ver spendù risorse pa farlo.</p>
<p>La notisia la gà scatenà la reasion indignà dei medhi de informasion trentini e so tuti i cuotidiani e television locai, jieri 22-8 coesta xè stà la notisia da prima pazena, ma no dela popolasion che par bastansa indormensà e perdesta drento i fati soi.</p>
<p>Se gà tratà comunque de na canpagna ben orchestrà de delegitimasion indò i media tajiani li ga doprà argomentasion adiritura false.</p>
<p>Tanto pa scomisiar li gà scrivest che el stato Italia el ghe dà skei ai comuni trentini che no xè vero par gnente, no ghe riva gnanca un euro, roba da lejienda metropolitana!</p>
<p>E riguardo la Provincia de Trent no xè vero par gnente che la aministra pì fondi dei coeli versà dai trentini cole tase. Par questo l&#8217;economista prof. Pizzati gà fato na acurata indagine che se pol catar kive ( LINK) e noilatri veneti del PNV saven ben che coel che dixe Dellai a sò difesa xè vero dal bon, e pa sto motivo ghe demo la nostra masima solidarietà.</p>
<p>El PNV xè e sarà senper favorevoe ala autonomia e/o independesa de chealtri popoli, no xè negando l&#8217;autonomia de kealtri che se concoista ea nostra.</p>
<p>E riguardo ai comuni veneti secesionisti fen altro che ribadir el nostro pensier : masima libertà de ndar dove che se vol, se fendo cusita li pensa de salvarse, bon chi pol farlo chel se salvia pur.</p>
<p>Intanto no esitemo a definir l&#8217;articolo del Corier dea Sera gnente altro che disinformasion, nasionalismo italian del pì vològar de stanpo tardo risorjimental. che li vuria far pasar el popolo trentin cofà privilejià, mantegnesti da Roma, su la base de falsità storeghe.</p>
<p>Sto ataco no xè par gnente casual ma el xè parte de on disegno che ponta a disgregar el fronte autonomista trentin che el xè on faro e on riferimento ma che a 65 ani dala so istitusion scumisia deso dopo tanti ani de tricolor, carabinieri e sportivi trentini senpre pronti a sventiolar el bianco-roso-verde a ver segnali de debolesa ideolojica e donca el nemico sentralista se sente pì forte e scalda i motori pa cavarghe ai trentini parte dea sò autonomia o almanco pa rosegarghela na scianta.</p>
<p>Li capise che l&#8217;Europa dei grandi stati la xè drio sfregolarse e posto el fato che la provinsia de Bolsan co tuto el sud-tirol drento on scenario de sto tipo la sarà persa pa definision, li se consentra su Trento, col intento de tegnirsea streta e de spuar sangoe vanti da asarli ndar via co staltri in on novo neo stato tirolese de no distante istitusion.</p>
<p>Contenporaneamente anca la ciesa la capise ste dinamiche e Angelo Bagnasco,Presidente dei Vescovi Italiani, se lasa ndar andar a considerasion che le par anacronisteghe del tipo &#8220;la molteplicità culturale è una ricchezza se costruisce l&#8217;unità&#8221;: me par contraditorio.</p>
<p>Se desmenteghelo elo  che in trentin el xè stà purpio Alcide de Gasperi, el pì catolego dei catolisii, tanto che li vuea anca farlo santo, a salvar l&#8217;unità del tirolo ala Italia par via de na straordinaria asion de concertasion politega vegnesta fora coi acordi del 46.</p>
<p>Purpio el 19 de Agosto ricoreva el so aniversario, de De Gasperi, intendo.</p>
<p>Epur par distanti coei ani del 45-48 indò a Trento ghe jiera el movimento politego ciamà &#8220;Asar&#8221; (Associazione studi autonomistici regionali) che el contava adiritura 115 mila iscriti sora na popolasion de 380 trentini, roba da scioco.</p>
<p>Sto movimento el se doparava pa portar vanti &#8220;l&#8217;autogoverno con ampi poteri legislativi ed esecutivi in tutte le branche dell&#8217;attività politica, economica, sociale&#8221;.</p>
<p>E in coeli ani ghe xè sta donca na straordinaria e capilar potenza  popolare che gà influensà la politega fin portar ala concoista pai trentini de na fortisima autonomia, no sol che na medha  independensa ma na independensa coasi piena dal stato Italia, dixemo del 90%.</p>
<p>20 mila persone in piasa el 15-9-46, 30-mia el 20-4-47!</p>
<p>On movimento politego che ga vesto ela so continuasion che deso catemo inte&#8217;l Patt (partito autonomista trentino tirolese) col cui partito de Dellai (Allenza per il Trentino) se continua a paciolar de posibie fusion.</p>
<p>Ma del vigor e dela forsa inteletual e teritorial de coei ani cosa xelo rimasto ? Bastansa poco.</p>
<p>On Dellai che parla lu lu sol,unico baluardo contro tuti de on autonomismo in declino de idee, solo  co coalche aparision sul TGR e sol cotidian l&#8217;Adige che xè lexest sol che dai veci e gnanca da tuti i trentini.</p>
<p>Eo steso par vecio e straco, e ghe piaxe incora definirese &#8220;europeo e italiano&#8221;, co na vision sinistrosentrega che la ga senpre paura de vegnar fora dal so guscio e de diciararse independentista, se necesario.</p>
<p>Pa no parlar dei blog dei do partiti li xè de on fiaco grando, in confronto col blog del PNV li dovaria far sciochi e sciantisi, invese, nel era internet e facebook li xè fà l&#8217;inverno nuclear.</p>
<p>Pal momento gnente zoveni indipendentisti al orizonte, gnente de novo e cusita el nemigo se sente pì forte e conseguentemente l&#8217;autonomismo, senpre pì debolmente sostegnuo a livel de inteletuali, vien meso soto scaco.</p>
<p>Mi ai trentini ghe digo :&#8221; ma cose gaveli porta i tajiani a vu ?&#8221;</p>
<p>La prima guera mondial co le so devastasion e el drama dei profughi.Dopo xè rivà altro che ocupasion, stile – da botin de goera- e col fasismo xè rivà anca l&#8217;otica del nasionalismo e la prevaricasion del regime.</p>
<p>In sta fase par na forsadura el riciamo de Stella a Cesare Battisti, che seguro xè sta na figura ciave del irredentismo ma che el lotava pal on trentino fora dala sciavitu austriaca ma de seguro no gheva l&#8217;intension de consegnarlo a nantro colonisador.</p>
<p>Bastaria vardarse in casa  sensa dar tanto par volta, basta catar fora da novo e rifrescar coel desiderio de fuga dal sentralismo puito interpretà dal Asar del tenpo co inesti ideologici ciapà in prestio del mejio spirito federalista e anti-militarista de coei ani, grasie ala presensa de fervidi inteletuai cofà par dir Valentino Chiocchetti.</p>
<p>No desmenteghemo gnanca che inte&#8217;l 1944, durante l&#8217;ocupasion de facto nasista del trentin ciamà -­alpenvorland-e  jiera nasest el &#8220;Comitato di indipenza trentina&#8221; i cui esponenti xè finii in canpo de consentramento.</p>
<p>Deso Tremonti se parecia a desmontar sta autonomia trentina e manda vanti i guastatori avanguardisti su jiornai.</p>
<p>Ma le mase anestetixae da ferie, ciesa, carabinieri, jornai,teatrini televisivi, Francesca Dallapè e Tania Cagnotto, taxe.</p>
<p>E deso fen ke ? Lo digo anca nel me interese de veneto independentista.</p>
<p>L&#8217;atonomismo trentin xè in crisi parchè manca sircolasion de idee in on marcà ristresimo che no riese a far na masa critica sufisiente.</p>
<p>Ghe xè na mancansa de inpegno politego e sivico dei zoveni che, conplice na sinistra inspiegabilmente incora filoitaliana e on catolicesimo obsoleto li ingabia rento dei contenidori che no li produse gnente de novo fora dai soliti schemi e jerarchie precostituie.</p>
<p>Saria on pecà che no ghe fuse nel futuro de sta provincia nel medio termen la rinasita de nove forse politiche sociai e culturai in grado de ciaparse on riscato e rivedhar el trentin ala modernità.</p>
<p>Forse na scianta de spirito zovanie ribele e scapigliato podaria portar calcosa de novo, magari co l&#8217;aiuto dela tecnologia e de internet, pa favorir e anplificar la libera sircolasion dele idee nele vali.</p>
<p>Concludo : Cesare Battisti no sentra gnente, asen star par favor fati del 1917 che deso el mondo canvia in 3 mesi, caro Stella cosa catitu fora robe de sento ani indrio.</p>
<p>Pitosto dixo che a noialtri ne interesa par davero del destin dei trentini, che li posia verlo inte le purpie man, catando fora anca lori el  corajio de dirghe no ala colonisasion dei foresti, na olta par tute.</p>
<p>La storia e la politega no se ripete mai. No so se ghe xè le condision pa rinovar el spirito e la forsa de 60 ani indrio. Ma no ghe xè alternative se no se vol cascar drento el declino del sentralismo.</p>
<p>Forse xè rivà el momento par Trento de abandonar definitivamente l&#8217;autonomismo a favor del independentismo, se necesario, in ciave europea, fà Scosia a Catalogna, co pì corajio e co pì determinasion.</p>
<p>Gianluca Panto<br />
Segretario  PNV<br />
23-8-2010</p>
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		<title>La vergogna di sentirsi veneti in ITA, il regime dei parassiti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 10:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È la prima volta che vado negli Stati Uniti, a New York. Dopo essermi bevuto dall’infanzia centinaia di migliaia di notizie intrise di anti-americanismo prodotte dall’intellighenzia italiana, ho potuto vedere con i miei occhi che molte presunte falsità raccontate sugli USA sono solo il prodotto squallido di una becera propaganda ideologica creata ad arte. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/viaggio-in-USA-431.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7868" title="viaggio-in-USA 431" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/viaggio-in-USA-431-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>È la prima volta che vado negli Stati Uniti, a New York. Dopo essermi bevuto dall’infanzia centinaia di migliaia di notizie intrise di anti-americanismo prodotte dall’intellighenzia italiana, ho potuto vedere con i miei occhi che molte presunte falsità raccontate sugli USA sono solo il prodotto squallido di una becera propaganda ideologica creata ad arte.</p>
<p>E pensiamo pure che questa città ha vissuto un tremendo attacco al cuore 9 anni fa, con l’abbattimento delle Twin Tower dell’11 settembre 2001. Di quel tremendo attentato che costò la vita a quasi 3.000 persone oggi resta solo la voglia di completare la costruzione dell’One World Trade Center, che diventerà un ponte per il futuro alto 1776 piedi, per ricordare l’anno dell’indipendenza dall’impero britannico delle prime 13 colonie che hanno dato vita agli Stati Uniti d’America.</p>
<p>Sembra incredibile per chi vive nella palude tricolore dei debosciati che un Popolo possa essere tanto fiero addirittura da combattere per la propria libertà. Eppure gli esempi sono molteplici.</p>
<p><span id="more-7866"></span>Molti danno per scontato che le cose debbano andare come vanno qui da noi. Nel mio piccolo mi rifiuto di pensare che l’uomo nasca schiavo come lo sono i veneti, ma per potersi liberare la prima cosa da fare credo sia riconoscere il proprio nemico. Se non concepiamo il fatto che viviamo in un regime antidemocratico e illiberale, non possiamo comprendere a fondo le ragioni delle differenze che ci sono nel modo in cui viviamo in questa falsa Italia rispetto a come si vive in Paesi più civili. Se il modello degli USA dovesse invece non piacere alla maggioranza dei veneti, con l’indipendenza possiamo scegliere di vivere anche con uno stato sociale più garantista, come gli austriaci, gli svizzeri, o gli scandinavi! Noi veneti abbiamo tutte le carte in regola per fare come e meglio di loro, dopo che avremo ottenuto la nostra indipendenza.</p>
<p>In ogni caso negli USA ho potuto constatare di persona il sacro valore che ha la libertà individuale di esprimere la propria personalità. Non c’è alcuna forma di potere che possa violare questo principio sacro. Non esiste un’organizzazione politica, religiosa, economica, o culturale che possa concedersi il lusso di calpestare la volontà di un individuo consapevole. Nessuno negli USA si permette di calpestare la cultura dei gruppi etnici che la compongono. E quando qualcuno, fossero anche i fondatori originali, si è permesso di farlo, ha assaggiato il duro sapore della sconfitta.</p>
<p>In Italia, con la scusa di difendere i più deboli, si incatena la moltitudine alla cieca obbedienza verso il regime falso e ipocrita. E si deprime l’individuo, debellandolo in quanto unica minaccia per il regime italiano. Per farlo non serve incatenarci, è sufficiente drogarci con una melassa pseudo-culturale imbevibile per qualsiasi persona che abbia una dignità da difendere. Questo sforzo titanico, che è diventato nazionalismo scientifico dal fascismo in poi e che oggi si è tradotto nel più incredibile e insostenibile tra i debiti pubblici al mondo ha l’unico e deliberato scopo di disarmare i pochi cittadini consapevoli. Se tu vuoi difendere un tuo diritto calpestato agli occhi dell’italietta sei solo un egoista che antepone il proprio squallido interesse personale di fronte all’incommensurabile bene comune. Che in realtà è il bene di poche decine di migliaia di persone organizzate in casta che vivono con guadagni da nababbi, difesi da un esercito di milioni e milioni di nullafacenti che si accontentano di una pagnotta pur di non assumersi alcuna responsabilità e di condurre una vita da parassiti quasi-vegetali.</p>
<p>L’italianizzazione forzata e violenta dei veneti è un processo che dura ininterrottamente da 144 anni. I veneti purtroppo non sanno di non essere italiani e quindi mal capiscono una nazione (finta) che li calpesta nei propri diritti, che li deruba ogni giorno, che li dipinge come razzisti, evasori, puttanieri e egoisti, al fine di mantenerli schiavi e di deprimere il nostro sentirci veneti.</p>
<p>È illuminante ad esempio che qualche giorno fa (se risponde al vero quanto riportano i giornali di regime) la madre di Federica Pellegrini abbia affermato che sua figlia, la famosa campionessa di nuoto, “si sente prima di tutto italiana, poi veneta”.</p>
<p>Insomma, oggi un veneto che ambisca al rispetto di un italiano deve vergognarsi di essere veneto! Deve provare fastidio per la propria lingua veneta, definita dialetto dell’italiano e il cui suono deve dare l’idea di ignoranza, di grettitudine, di provincialismo, di cattiva educazione. Un veneto che oggi voglia essere amico degli italiani deve disprezzare la propria origine, deve disconoscere la propria storia, deve preferire gli italiani ai veneti.</p>
<p>Un veneto che possa essere considerato una persona per bene dagli italiani deve preferire Firenze a Venezia, Napoli a Verona, Roma a Padova.</p>
<p>Un veneto colto deve sorridere di fronte all’inflessione cantilenante dei propri genitori che tentano goffamente di parlare italiano, vergognandosi un po’ di cotanta ignoranza.</p>
<p>Ecco, noi veneti dobbiamo vergognarci di essere ancora un po’ veneti. Essere veneto in Italia vuol dire essere un italiano di serie B. Per essere italiani di serie A dobbiamo parlare male dei veneti, dimenticare di essere veneti, odiare profondamente i veneti.</p>
<p>Io credo invece che sia meglio vivere da veneti di serie A anche un sol giorno, piuttosto che restare schiavi altri 100 anni come italiani di serie B.</p>
<p>Per farlo c’è una sola via e si chiama indipendenza. E il percorso per ottenerla è semplice, chiaro, democratico e ci porterà sulla strada del benessere e della dignità per noi e per i nostri cari.</p>
<p><strong>Gianluca Busato<br />
PNV</strong></p>
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		<title>Guerra a WikiLeaks</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 16:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Julian Assange]]></category>
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		<description><![CDATA[WikiLeaks, fondato nel 2006, è un sito di tipo wiki, ovvero immediato, che ospita informazioni riservate rilasciate da gole profonde, spifferatori, e talpe. Lo scopo dichiarato era quello di denunciare comportamenti illeciti da parte di grandi organizzazioni e multinazionali, oltre che di atti equivalenti perpetrati dai governi, pubblicando soffiate garantendo l&#8217;anonimato di chi le fornisce.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e7/Wikileaks_logo.svg/150px-Wikileaks_logo.svg.png" alt="" width="150" height="346" />WikiLeaks, fondato nel 2006, è un sito di tipo wiki, ovvero immediato, che ospita informazioni riservate rilasciate da gole profonde, spifferatori, e talpe. Lo scopo dichiarato era quello di denunciare comportamenti illeciti da parte di grandi organizzazioni e multinazionali, oltre che di atti equivalenti perpetrati dai governi, pubblicando soffiate garantendo l&#8217;anonimato di chi le fornisce.  Sembra disporre di qualche cosa come 1,2 milioni di documenti riservati e segreti. Solo relativamente al ministero della difesa americano, il DoD (Department of Defense), sono stati rilasciati circa 60000 documenti, in particolare riguardo la guerra in Iraq e Afghanistan. Altri 15000 documenti sono nelle mani di Wikileaks.org, e il DoD li rivuole indietro, anche perché pare che scottino molto di più di tutti gli altri 60000 già pubblicati. Fino ad ora l&#8217;organizzazione wikileaks non ha mai indietreggiato, ma la stessa ha di recente pubblicato un documento classificato del DoD in cui si espone una disamina del perché il DoD consideri una minaccia wikileaks.org e lo possa associare a essere strumento di controspionaggio, appoggio (involontario) al terrorismo, e di destabilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi c&#8217;è dietro WikiLeaks?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;organizzazione è formata si dice da dissidenti cinesi, così come da matematici e giornalisti e neoimprese tecnologiche da US, Taiwan, Europa, Australia e Soud Africa. Il responsabile è Julian Assange, australiano, è un ex hacker di quelli tosti, che si è pure fatto un po&#8217; di galera in Australia per queste cose. Nel 2008 WikiLeaks ottiene il premio New Media Awards dal giornale di economia Economist, oltre a numerosi altri premi e riconoscimenti. E&#8217; di WikiLeaks la pubblicazione del famoso video di &#8220;assassinio collaterale&#8221; che mostra un incidente in cui sono uccisi dei civili, tra cui due giornalisti, per mano delle forze US. Una dei membri è una parlamentare Islandese che è stata determinante nella approvazione della legge che rende l&#8217;Islanda la terra di tutela dei giornalisti e della libera informazione, garantendo copertura ed immunità. I server di wikileaks sono sparsi per il pianeta, ma sono in particolare ospitati in Svezia, ospitati dal Partito dei Pirati che tanto successo ha ottenuto alle ultime elezioni proprio al grido di &#8220;Internet Libera&#8221; e del libero scambio di files.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guerra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; di oggi la notizia che Messer Assange è stato minacciato di arresto dalla polizia svedese per sospetto stupro, di cui Assange si dichiara estraneo e di non avere ricevuto alcuna notifica. Le notizie rimbalzano tra i giornali ed il polverone si alza. Molti dicono chiaramente che è una sorta di minaccia nei confronti del capo dell&#8217;organizzazione, che mai ha fatto un passo indietro.<br />
Pochi minuti fa BBC <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-11049316">rilascia la notizia</a> che il tribunale ha ritirato l&#8217;ordine di arresto per stupro e molestie nei confronti di Assange, senza rilasciare alcuna altra dichiarazione. Dalla BBC si legge:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;The Swedish Prosecution Authority website said the chief prosecutor had come to the decision that Mr Assange was not suspected of rape but did not give any further explanation.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stranezze da film della tensione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; certo che questa mossa e contromossa alimenti ancor più i sospetti attorno a tutta la situazione di WikiLeaks e Assange. Leggendo la sua biografia si capisce che è un cervello mica da poco. Si sa che ci sono dei documenti segreti mai rilasciati ed è stato lasciato intendere che possano essere bloccati da una chiave dell&#8217;uomo morto, come garanzia contro la &#8220;sparizione&#8221; di Assange. La &#8220;chiave dell&#8217;uomo morto&#8221; è un meccanismo informatico che fa si che se la persona viene uccisa, segregata, rapita o resa incapace, sgancia automaticamente il rilascio di un certo contenuto, in questo caso i documenti segreti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia Assange già da alcuni giorni è sulle pagine di tutti i giornali, da quando il DoD si è incaponito nel rivolere i 15000 documenti, senza se e senza ma, mentre WikiLeaks aveva proposto una collaborazione per cancellare i nomi di possibili informatori, che la stessa organizzazione è interessata a proteggere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Considerazione personale</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono soluzioni come quelle di arruolare imbecilli convinti di trovare 7 vergini che si fanno il bagno nel latte e fiumi di miele per immolarsi uccidendo centinaia se non migliaia di persone, e soluzioni cerebrali che sembrano molto innocue e soft, ma che fanno tremare le fondamenta dei palazzi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Claudio G.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Balansi energeteghi par l&#8217;independensa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 15:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bilanci energeteghi par la sovranità Otegner la independensa de on teritorio xe na opara on mucio granda e impegnativa, ca gnanca xe dito posa ver suceso. Le motivasion ca ghe rema contro le xe principalmente do: la eventuale incomprension/opozision de la popolasion ca dovaria partecipare donca el relativo costo in termini de tempo de movar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bilanci energeteghi par la <a href="http://ourfreestate.blogspot.com"><img class="alignright" src="http://3.bp.blogspot.com/_GEuqVmkprns/TFdKygCL_1I/AAAAAAAAAAM/xoWaYXwlwKY/s320/liberty_torch.jpg" alt="" width="240" height="210" /></a>sovranità</p>
<p style="text-align: justify;">Otegner la independensa de on teritorio xe na opara on mucio granda e impegnativa, ca gnanca xe dito posa ver suceso. Le motivasion ca ghe rema contro le xe principalmente do: la eventuale incomprension/opozision de la popolasion ca dovaria partecipare donca el relativo costo in termini de tempo de movar la masa de opinion publica in favore (se mai ghe ne fuse le condision); el costo in termini de forsa se la asion la xe condota in modo unilateral da na elite ca la se impone a testa de la popolasion, anca a despeto ca tale popolasion la sipia rilutante.<br />
A se pol discorar estensivamente par via de i do punti pena mensionà, ma struca struca ala fine cinicamente coeste le xe le opsion in termini realisteghi so la baze de fati dezà capità inte la historia. Perdarse drio altre considerasion xe trar via tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da on punto de vista etico xe evidente ca la seconda opsion no la xe mia acetabile.<br />
Resta el punto ca par ambo i cazi se ga costi alti.<br />
Da el punto de vista de le razon economeghe de longo periodo de la sielta independentista vien ciaro ca se ga na situasion de paradoso, in cui el costo riscia de eser anca de pì de coel soportà in suditansa. E sti costi i saria soradetuto soportà dai promotori de le inisiative.<br />
Inte la seconda modalità, coela de la forsadura unilateral, i costi i saria dopo ampiamente ripagà, dato ca la elite la gavaria la posibilità de ciaparse dei previlegi e richese, on fià come se fa intei sistemi monarchici.</p>
<p style="text-align: justify;">Par capir mejo sto conceto, femo on paso indrio de siesento àni. Semo intel culmine de el medio evo, e le robe le xe pì semplici da sperimentar mentalmente: On capitan de ventura, co i so cavalieri el ciapa de ocio on teritorio e el decide de stabilirse. Sto teritorio magari el xe dezà inte le man de nantro signoroto, magari on duca. Se insedia na batalia, e in baze ale forse so el campo vinsarà on de le do parte. Metemo el capitan, ca el se proclama sior de la tera. El duca oviamente no el xe lasà al sbando e riva rinforsi invià da el principe o da el re ca el garantiva protesion ale tere dei so duchi. Ma a sto punto el capitan, novo sior, el riese a convinsar altri alearse e el se bate, vinsendo. Xe fata, la tera deventa el novo principà de el novo sior proclamà, e la se definise independente da el reame. I costi xe stà alti. Diversi cavalieri xe restà copà, e anca dei campagnoli ca intanto xera stà aruolà par far da mucio (come i pedoni dei scachi). Cosa gavaria mai fracà sti omeni a far ste asion riscioze? La promesa de el capitan de ventura, autoproclamà sior e sovran, de nominarli so cavalieri, e de posibili espansion co potensial de deventar duchi, o de previlegi de deventar armigeri de el novo principàl, contando anca so la posibilità de derobar el vecio duca de tuti i so valori.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando indrio ai tempi nostri, la situasion no la saria tanto difarente. Coeli ca ciapa on teritorio co la forsa i dopara i medemi metodi de promesa e de recompensa fondà so i previlegi e le roberie. Anca el stato itajan el ga doparà sto sistema co i so dependenti pioveghi: vegnendo fora da la goera civil de el 1943-44 el ga necesità de deventar stabile e par farlo ghe serve on controlo capilar e fidà so tuto el teritorio. Ninte de mejo de crear na masa de persone ca le ga on intarese rento el novo stato e le fasa par poco ca sipia da can da goardia de el sistema. E el metodo de finansiarli xe stà mediante la impozision fiscal, atuà in fondo vardar ben fà na robaria.<br />
A go semplifegà oviamente, ma el sistema xe coelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma no ve parlo de sta roba par propor simili opsion, ca come a go dito le xe moralmente inacetabili, ma par rendar ciara la vizion e vardar par sora la erba alta de el campo in cui se catemo a caminar.</p>
<p style="text-align: justify;">Drio man sto discorso saria ben anca ciarir cosa xe el senso de sovranità. E lo faso discorendo in termini economeghi. La sovranità vole dir la determinasion direta de le proprie rexorse e de le decizion ca se ciapa, ma anca ca se ciaparà intel futuro. El futuro no el xe paraltro solo coel vostro, ma dei vostri fioj e dei disendenti. Insoma la coestion economega la ciapa dimension cumulative intel tempo co proporsion considerevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Deso pensé al vostro stipendio. Se valtri tiré €15000 al àno ma ghe ne lasé dozo altretanti de tase, pì par ogni roba ca paghé ghe ne lasé dozo el 20% (la IVA ve recordo el se inflasiona co i vari pasaj de el bene su par la cadena de la distribusion, paraltro), capiré ca in 40 àni de lavoro ve sì magnà fora almanco €660000 (sensa contar la inflasion so i skei e ulteriori tase ca periodicamente se và pagar, incluzo coele straordinarie, come le sucesion). Coesto costo lo dovaré moltiplegar par el numaro de fioj e par i àni de lavoro ca i farà anca luri, e se vede ca in do-tri generasion la cifra la deventa estremamente importante.<br />
Podelo on sovran evitar sti costi? No del tuto, ma le robe le cambia notevolmente. Basta vivar in stati come la Svisara, par exempio, par ver dezà na situasion on mucio mejo da on punto de vista de cumulasion de skei intel tempo.<br />
Coel ca cambia soradetuto le xe le asion economeghe ca se pol far, in termini imprenditoriali, regola ca la vale par tuti (no sto difati fazendo on discorso imprenditori/dependenti).</p>
<p style="text-align: justify;">Fate ste considerasion dovaria eser ciaro el groso utile de eser sovrani. Quanti capirà sta dinamica? Mi no credo tanti. Ma on fià si. El me discorso el xe par sti ultimi.<br />
Serve cosa perdar tempo drio movar la testa dei suconi? Si, a xe justo e anca moralmente ireprensibile, provar slongar na man, ma se el sucon no la vol tor su saria stupido insistar.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma alora, existe na alternativa a le do opsion cità verzendo el articolo? Mi sujeriso sta considerasion. Se coela elite ca voleva agir co determinasion, invese de agir unilateralmente par sora de nantra popolasion contraria, la se concentrase formando ela istesa na popolasion, in sto cazo tale popolasion la saria favorevole, e la saria al tempo isteso in acordo par la so sovranità.<br />
Altri grupi humani ga festo ste sielte intel pasà. Alcuni optando par deventar nuclei autonomi rento le società, come pol eser i ebrei inte la società americana e in genere intel mondo, o altri nuclei ca i se ga postà in modi pì subdoli e i agise dadrio le quinte, ma altri ancora definendo on teritorio de referimento sensa star de scondon, ca la xe forse la opsion pì seria, onesta e co potensiali ciari par el futuro.<br />
Donca no el xe el grupo elitario ca da rento na società (magari contraria) el forsa la man, ma el xe elo ca el &#8220;exilia&#8221; e el se insedia so on spasio suo, i cui termini de independensa i evolvarà.</p>
<p style="text-align: justify;">El xe on rajonamento par coeli ca capise sta dinamica, destinà a iluminà orientà a vardar al futuro no solo de la so vita ma de le vite ca vegnarà, inte on pato de fiducia se ga da formar on cordon de colaborasion par el svilupo de on projeto de longo termine, chieto, dato ca se và par mari de cui no se ga carte e no se sa ndo se và aprodar.<br />
Parlavo de coestion economeghe, ma no xe importante la richesa imedià ma coela potensial ca se construise. Gavemo on insegnamento: Venesia la xe deventà de oro, la lo ga inmucià su partindo in umiltà da cazoni so el paltan de la laguna.<br />
El human dopotuto no el xe felice parché el ga el makinon o el vilon o on milion in banca, ma par i afèti de la fameja, par star ben inte on posto, sentirse amà, e sentirse utile, e par magnar ben e far mestieri pì intimi. Coesto el xe el objetivo primario minimo, e no el dovaria eser masa difisile da otenjer inte on spasio proprio.<br />
Cosa alora pensar de on projeto ca el esplora le posibilità de on stato libaro de cui eser sovrani? Drio <a href="http://ourfreestate.blogspot.com/2010/08/introduzione.html">eser pionieri de na idea nova</a> ma al tempo isteso antica?</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>La regina velata</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 14:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati 23 anni dall&#8217;ultima volta che avevo messo piede su Londra, e in tanto tempo le cose cambiano, ovviamente, anche in un luogo che gode la fama di conservatore come la Britannia, ed in particolare l&#8217;Inghilterra. Ammirevole per certi versi, questo conservatorismo relativo alle cose che funzionano, per esempio i mitici bus rossi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/LON_-094-Copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7853" title="LON_ 094 - Copia" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/LON_-094-Copia.jpg" alt="speaker's corner: impossibile tacere" width="450" height="252" /></a>Sono passati 23 anni dall&#8217;ultima volta che avevo messo piede su Londra, e in tanto tempo le cose cambiano, ovviamente, anche in un luogo che gode la fama di conservatore come la Britannia, ed in particolare l&#8217;Inghilterra. Ammirevole per certi versi, questo conservatorismo relativo alle cose che funzionano, per esempio i mitici bus rossi a due piani, quasi completamente sostituiti dai nuovi bus aventi però lo stesso disegno solo più modernizzato, come i famosi taxi alti e spaziosi con le sedute contrapposte (come in carrozza), oggi spesso variopinti e coperti di pubblicità, o le cabine telefoniche (per la verità rimesse al loro posto dopo un goffo tentativo di sostituirle con obbrobri neri) o le cassette postali a forma di cappello da cuoco (francese).<br />
E naturalmente l&#8217;establishment coronato con i suoi soldatini che sembrano giocattoli giganti (non ho mai capito come facciano a vederci attraverso quella pelliccia che copre loro gli occhi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7852"></span></p>
<p>Però molte altre cose sono cambiate. Se in genere la città appare più caotica di un tempo, in molte parti ha perso quell&#8217;aria di quartiere residenziale che un tempo praticamente riguardava tutta la città, che a me ricordava molto una tranquilla cittadina di provincia. Una cosa che penso amassero molto gli inglesi, aiutata da una vecchia regola che voleva le case non più alte della più alta scala dei pompieri (le ceneri dell&#8217;incendio del 1666 evidentemente scottavano ancora).<br />
Sarà per la scelta appariscente delle rumorose sirene di polizia pompieri e ambulanze, sarà per l&#8217;aumentata popolazione, sarà per l&#8217;accresciuta presenza di non-britannici (e non-europei), la città oggi appare più confusa.</p>
<p>Già 23 anni fa la città brulicava di persone provenienti da tutto il mondo, ma oggi è quasi difficile sentire parlare inglese da inglesi, insomma quel particolare accento &#8220;singhiozzo-fluido&#8221; con tanti &#8220;ooi&#8221; e tanti &#8220;eei&#8221;. Oggi camminando per le strade si sente molto l&#8217;accento un po&#8217; affannato degli indiani, come se avessero sempre qualche cosa da esclamare, e quello un po&#8217; pasticciato e gutturale degli africani e degli arabi, per completarsi con quello un po&#8217; duro, germanico, piatto e vagamente pseudoamericano degli europei che, specie dall&#8217;est, si sono riversati in questa città.<br />
Ma non serve affaticarsi nell&#8217;ascoltare, senza alcuna remora circolano tantissime persone con abiti tipici del mediooriente, con le donne coperte completamente per cui se non indossano il Burka poco ci manca.<br />
In certi quartieri ci si chiede se si è a Londra o in qualche città araba, tanto è densa la presenza di persone da quei luoghi e che di quei luoghi non intendono abbandonare le abitudini a dispetto di avere scelto di vivere in una città diversa.<br />
In questo appare evidente l&#8217;incapacità di adattamento, e forse anche la volontà di imporre la propria visione.<br />
Senza troppi forse.</p>
<p>Domenica, al famoso &#8220;Speaker&#8217;s corner&#8221; di Hyde Park, invece di trovare il solito tizio che sale sulla canonica seggiola e espone le sue opinioni sulle politiche o addirittura contro la monarchia (come assistevo tanti anni fa), oggi ci sono i propagatori del nuvo verbo religioso, che cercano di convincere gli astanti che la loro religione, l&#8217;Islam, è pace&#8230; intanto nella stazione di Russel square una targa ricorda l&#8217;attentato occorso nel 2001 dove diverse persone persero la vita nella metropolitana della Piccadilly line, tra le stazioni di King&#8217;s Cross e Russel Square, e pretende di affermare che i Londinesi non dimenticheranno.<br />
Saranno Londinesi anche questi cittadini che dello spirito londinese e britannico proprio non vogliono saperne importando caparbiamente i loro costumi e la loro religione?<br />
Quella anglicana non è più questione di stato da molto tempo ormai, ed il &#8220;politically correct&#8221; esasperato ha condotto a vietare ai membri della polizia di poter essere anche membri del BNP, il controverso British National Party, causandone il licenziamento quando la lista dei suoi membri fu pubblicata da WikiLeaks.<br />
E&#8217; indubbio che il BNP è incorso in ben più di una sbavatura al punto di essere finito nel mirino un po&#8217; di parte del board del potente WikiLeaks (ora che è ufficialmente considerato una minaccia anche da parte del DoD americano, si è guadagnato l&#8217;aggettivo &#8220;potente&#8221;); però è anche vèro che questo calpesta il diritto di opinione delle persone e propone scandalose asimmetrie con chi fa propaganda di una religione che, volenti o nolenti, è nel nome di essa che si è ucciso, e nel nome di essa si pretende di imporre condotte irreversibili per chi ne volesse fare parte e un giorno se ne pentisse (perdonate se non cito il versetto del Corano che ne fa menzione, ma non lo ricordo a memoria).</p>
<p>Ma non è il solo aspetto che si fa notare ai miei occhi, che comparano con il ricordo di tanti anni fa.<br />
Anche la presenza di tante bandiere crociate con la scritta &#8220;England&#8221; mi ha colpito. Non ricordavo proprio di averne viste in passato. Certo, è sempre stata usata per motivi sportivi ma solo durante tali eventi, e mai inalberata costantemente. In particolare la presenza della inscrizione &#8220;England&#8221; in bianco nella parte orizzontale della croce di San Giorgio (la bandiera è a fondo bianco con una croce rossa) mi colpisce, e la associo alla presenza della bandiera scozzese (quella a fondo azzurro con la croce bianca di San Andrea) che oggi sfila sul tetto del parlamento scozzese.<br />
Le due cose sembrano avere una simmetria, e il nazionalismo del BNP pare abbia spinto molti ad usare con orgoglio la bandiera &#8220;England&#8221;.<br />
(La bandiera della Gran Bretagna è infatti una fusione tra le croci di San Giorgio patrono di Inghilterra, rossa verticale, quella di San Patrizio patrono d&#8217;Irlanda, rossa a 45 gradi, e quella di San Andrea patrono di Scozia, bianca a 45 gradi, su fondo blu reale della corona in segno di unione, appunto la &#8220;Union Jack&#8221;).</p>
<p>Ora non ho ben capito se ho io male interpretato la presenza di queste bandiere o se effettivamente non sia un segno dei tempi che cambiano, in preparazione forse di una scissione della Scozia? O di un accendersi di reazioni (anche comprensibili) di difesa identitaria dei britannici all&#8217;invasione &#8220;pacifica&#8221; mediorientale?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Claudio G.</p>
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		<title>Io sono contro gli OGM</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 12:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[dati e documenti]]></category>
		<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari lettori che in questo momento passate per il portale del PNV, vi prego di dedicarmi un po’ del vostro tempo, l’articolo qui sotto è lunghetto e ricco di premesse, ma credetemi, io penso che valga la pena di leggerlo fino in fondo e di seguire i temi sugli OGM anche da altre angolature. Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/panòcia_ogm.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7846" title="panòcia ogm" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/panòcia_ogm-300x160.jpg" alt="panòcia ogm" width="300" height="160" /></a>Cari lettori che in questo momento passate per il portale del PNV, vi prego di dedicarmi un po’ del vostro tempo, l’articolo qui sotto è lunghetto e ricco di premesse, ma credetemi, io penso che valga la pena di leggerlo fino in fondo e di seguire i temi sugli OGM anche da altre angolature.</p>
<p>Quando ho letto i due articoli relativi agli OGM scritti qualche giorno fa sul sito del PNV, mi è venuta la voglia di partecipare allo scambio di idee sull’argomento, ma poi ho preferito aspettare.</p>
<p><span id="more-7845"></span></p>
<p>Prima di tutto perché il primo dei due interventi non era tanto incentrato sugli OGM, quanto sulla manifestazione di ammirazione del nostro Segretario Gianluca Panto verso persone (comunque venete) che da una parte o da quell’altra credono in un’idea e la difendono fino in fondo.</p>
<p>Il secondo articolo invece, più legato alle dinamiche relative agli OGM, mi ha spinto decisamente ad intervenire. E così eccomi a scrivere un altro articolo sul portale web del PNV.</p>
<p>Negli stessi giorni che i due articoli venivano scritti,casualmente mi è capitato di seguire un documentario trasmesso da un’emittente tedesca che parlava proprio dell’argomento OGM e di una vecchia conoscenza (si fa per dire, non che la conosca personalmente, ma già in passato ne avevo seguito i lavori) : Vandana Shiva.</p>
<p>E così mi è venuta l’idea di trattare l’argomento OGM proponendo un punto di vista diverso, quello socio-sperimentale.</p>
<p>Affrontando l’argomento da un punto di vista strettamente politico, chiunque fa presto a portare acqua al proprio mulino: ci si dimentica degli argomenti a proprio sfavore e si mettono in evidenza quelli a proprio favore. E viceversa ovviamente, evidenziando i punti deboli del ragionamento dell’avversario, ma al tempo stesso facendo finta di non vedere i punti forti del suo ragionamento. Con in più, purtroppo, il problema che quando in politica si discute di problemi legati a Natura e Scienza lo si fa quasi sempre in modo riduttivo e facendo soccombere la ragione scientifica alle esigenze e dinamiche della politica.</p>
<p>Lo stesso vale se si affronta l’argomento da un punto di vista filosofico. Già sostenendo l’antropocentrismo o contrastandolo ci si trova su due piani differenti e dato che il pensatore / filosofo incentrerà il proprio ragionamento sugli OGM basandosi sulla propria visione delle cose, non se ne avrà scampo, tutti vorranno avere la ragione e la verità in mano, perché prima verrà il loro modo di vedere la cosa e poi, solo in un secondo momento, l’oggetto vero del contendere.</p>
<p>Sia il livello politico che quello filosofico portano quasi sempre all’errore di fare esplicitamente o implicitamente questo ragionamento : “dato che la mia visione politica / filosofica è questa, allora il tema naturalistico / scientifico trattato deve essere per forza come lo identifico io”. Un po’ come affermare che il Sole è nero, solo perché nei miei ragionamenti politici / filosofici ho convenienza a vederlo di colore nero. Ci siamo capiti. No?!?</p>
<p>Mi viene in mente un aneddoto relativo a come gli approcci politico-filosofici di argomenti relativi a Natura e Scienza portano spesso a prendersi delle sberle clamorose.</p>
<p>Tutti sanno che il pi-greco è un numero irrazionale, vale a dire che ha infinite cifre dopo la virgola (lo impariamo alle Scuole Medie e impariamo anche il perché di tale fatto). In genere, noi ricordiamo il pi-greco al suo valore approssimato di 3.14, ma in realtà le cifre dopo la virgola non sono solo due, ma infinite. Ve lo ridordate quello che ci / vi ha insegnato la professoressa di Matematica delle Scuole Medie ?!?</p>
<p>Nel 1897, negli Stati Uniti d’America (USA), lo Stato dell’Indiana ha provato a fissare il valore del pi-greco a 3 : per Legge !!!</p>
<p>(si noti che nel 1897 la più parte dei grossi problemi matematici conosciuti al tempo erano già stati dimostrati, molti anche sperimentalmente, specie in appliczioni della Fisica, Chimica e Biologia – sarà solamente di tre anni dopo, nel 1900, il Congresso Internazionale di Matematica tenuto a Parigi, durante il quale Hilbert presentò i famosi problemi matematici ancora irrisolti).</p>
<p>In quel 1897, Il deputato T.I. Record, presentò alla Camera dei Deputati un Disegno di Legge proposto da un matematico e fisico dilettante, un tale E.J. Goodwin.</p>
<p>Nel testo del Disegno di Legge, Goodwin si presentava come colui che aveva dato soluzione a problemi matematici notevoli (che invece già da moltissimo tempo erano stati dimostrati formalmente come insolubili).</p>
<p>Il Disegno di Legge, arrivato alla Commissione Parlamentare, fu inviato alla Commissione per l’Educazione la quale diede parere favorevole e così il Parlamento dell’Indiana votò favorevolmente all’unanimità.</p>
<p>Anche il Senato dell’Indiana in prima lettura votò a favore del Disegno di Legge Goodwin.</p>
<p>La fortuna volle che tra la prima e la seconda lettura in Senato, un senatore mostrò il testo ad un professore di Matematica (per fargli conoscere questo nuovo genio matematico &#8211; !!!!! ????? !!!!!). E così, dopo una notte passata a spiegare agli altri senatori la bestialità che l’indomani avrebbero approvato, tutto si fermò lì.</p>
<p>Quindi, per un momento, cerchiamo di vedere l’argomento OGM spoglio dei suoi fattori politci e filosofici.</p>
<p>Passiamo ora al punto di vista scientifico.</p>
<p>A differenza del pi-greco, il problema degli OGM non è un problema teorico. Non è come un teorema di Matematica, affrontabile da persone intelligenti semplicemente con carta e penna.</p>
<p>Si tratta di un problema chimico-biologico, quindi ci vuole l’applicazione scientifica, la sperimentabilità, la riproducibilità, l’evidenza scientifica e l’analisi dei dati sperimentali.</p>
<p>Insomma, per gli OGM bisogna considerare anche quegli elementi che così bene Galileo Galilei introdusse nel suo periodo patavino ad inizio del 1600 (i 18 anni migliori della sua vita, comme ebbe in seguito a definirli) e che cambiarono definitivamente il modo di fare Scienza.</p>
<p>Un nobile veneziano, suo amico, quando Galileo accettò l’offerta di tornare nel Granducato di Toscana, invece di fare come gli altri nobili veneziani, cioè prenderla quasi come un’offesa personale, lo salutò e ricordò a Galileo che tutto quello che lui scoprì, inventò e costruì a Padova non era dato solo dalla sua intelligenza, ma anche dall’ambiente ricettivo (l’Università di Padova) che per 18 anni lo aveva ospitato.</p>
<p>In più, per gli OGM si parla di chimica organica e di biologia e quindi il livello di dettaglio è quello molecolare e non quello atomico. E questo fa una grande differenza:  lo sapete che le proteine animali e quelle vegetali sono differenti? E che i dietologi consigliano di mangiare molte proteine vegetali e poche proteine animali? Eppure si tratta sempre di proteine, vale a dire di molecole, vale a dire di strutture composte da atomi. Ma è come questi atomi vengono composti e di come le molecole si associano che cambia tutto il discorso e di conseguenza di come il nostro organismo li assimila o l’ambiente riesce a sopportarli.</p>
<p>E così, siamo arrivati al punto.</p>
<p>Una Commissione detta “di esperti” ha presentato alla Commissione Europea uno studio sugli OGM che ne esclude la pericolosità per l’essere umano. Peccato che il Presidente e buona parte dei componenti di tale Commissione di scienziati siano legati direttamente (ci lavorano) o indirettamente (ricevono sovenzioni private per le loro ricerche) alle più importanti società multinazionali produttrici di OGM.</p>
<p>Cosa è mancato? Galileo e i suoi successori ci direbbero che quello che è mancato è il punto di osservazione indipendente ed estraneo all’evento: se il punto di osservazione è sottoposto agli stessi eventi che sta osservando, risulta essere non oggettivo, in definitiva dà risultati sfalsati e tendenzialmente non veritieri.</p>
<p>Per di più, se si da fiducia ai risultati della Commissione scientifica relatrice presso l’Unione Europea, non solo stiamo dando fiducia a dati non attendibili dal punto di vista della sperimentazione scientifica (osservatore indipendente inesistente), ma vi è la componente politica che gioca un ruolo importante: chiedendo all’oste se il suo vino è buono, come minimo risponderà che è buonissimo.</p>
<p>Allora, come potremmo sperimetare gli OGM in maniera oggettiva?</p>
<p>Beh! In realtà l’esperimento OGM indipendente e su larga scala è già stato fatto. E qui entra in gioco il nome di Vandana Shiva e del suo Stato, l’India.</p>
<p>Breve resoconto su chi è Vandana Shiva e poi passiamo all’esperiemento sugli OGM.</p>
<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Vandana_Shiva.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7847" title="Vandana Shiva" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Vandana_Shiva-300x297.jpg" alt="vandana shiva" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Vandana Shiva, indiana, ha un PhD (un Dottorato di Ricerca) in Fisica ottenuto in Canada, con una Tesi di Dottorato dal titolo “Variabili nascoste e località nella teoria quantistica”.  È da sempre una scienziata, ambientalista e attivista politica.</p>
<p>Considererò Vandana Shiva NON per il suo parere (nel suo caso contrario) sugli OGM, ma per i pochi dati che possiamo definire oggettivi che ha fornito, e che difatti hanno trovato contro-prova comparate con altre fonti.</p>
<p>Infatti, anche la Shiva, come tutti i politici, forse tenta di portare acqua al suo mulino. È famoso un aneddoto che lei racconta e un dato che lei fornisce.</p>
<p>L’aneddoto che racconta riguarda un suo incontro con un alto funzionario di una multinazionale che produce OGM, il quale le disse che se gli OGM forniti ai contadini indiani non dovessero funzionare o se funzionassero solo in parte per loro è tutto di guadagnato, perché il contadino andrà a comprarne ancora di più la volta sucessiva.</p>
<p>Bene, scartiamo pure questa storiella, potrebbe essere completamente falsa.</p>
<p>Ed ora il dato da NON tenere in considerazione:  Vandana Shiva dice che i suicidi tra i contadini indiani che coltivano OGM sono in percentuale maggiore rispetto a quando i contadini non lo coltivavano.</p>
<p>Relativamente a questo dato, le voci sono contrastanti, perché in generale sembra invece che in India la percentuale di contadini che si suicida sia in realtà diminuita dopo l’introduzione degli OGM. La Shiva, da buona fisica, dice che no, in realtà vi è una ridistriduzione dei dati che bisogna tenere in considerazione, per cui anche se la percentuale di sucidi di contadini è diminuita, in realtà bisogna ricordare che:  la popolazione indiana aumenta sempre di più ogni anno e tra questa il numero di contadini diminuisce (dato che gli indiani si dedicano sempre più ad attività alternative) e che per tale motivo la percentuale sembra calare, ma in realtà sta aumentando parallelamente all’uso di OGM.</p>
<p>Allora, anche qui siamo entrati in un discorso politico più che scientifico e statistico. Ci si potrebbero perdere le giornate senza capire chi ha ragione. Bene, lasciamo perdere pure questa storia dei suicidi.</p>
<p>Ma allora, cosa resta che può essere preso in considerazione per un ragionamento sperimentale affidabile?</p>
<p>Vi riporto le considerazioni fatte successivamente al 2003/ 2004, dopo circa dieci / quindici anni di utilizzo intensivo di OGM in India.</p>
<p><strong>1)</strong> Gli indiani sono più di un miliardo e mezzo.</p>
<p><strong>2)</strong> Data la popolosità dello Stato indiano, come conseguenza la popolazione contadina è altissima, si ha quindi un buon campione sperimentale.</p>
<p><strong>3)</strong> Negli ultimi dieci / quindici anni gli OGM sono stati introdotti in modo capillare nel territorio indiano. La percentuale di contadini indiani che non utilizzava OGM era ridottissima, ed era dovuta quasi esclusivamente al fatto che erano talmente poveri che non potevano permettersi di comprare le sementi OGM.</p>
<p><strong>4)</strong> Data la preparazione culturale veramente ridotta dei contadini indiani, l’idea che si era fatta passare era che con gli OGM i raccolti sarebbero stati più ricchi e che le piante coltivate sarebbero state più forti e non più attacate dagli insetti. I contadini, senza contestare alcunché, credettero ciecamente a queste affermazioni e cambiarono la loro agricoltura, passando in massa all’OGM.</p>
<p>Risultati/Informazioni presentati da Vandana Shiva dopo  alcuni anni di coltivazione intensiva degli OGM e che venivano confermati da organizzazioni governative indiane e da altri organismi esterni all’India:<strong> </strong></p>
<ul>
<li>Le coltivazioni di cotone OGM (modificato geneticamente per essere immune agli insetti) iniziano ad essere sempre più frequentemente attaccate da piccoli bruchi i quali si sono modificati geneticamente in modo naturale per adattarsi alle nuove modifiche genetiche artificiali incontratre nel loro cibo.</li>
<li>Le multinazionali OGM che vendono i semi di cotone ai contadini indiani come soluzione non hanno trovato niente di meglio che proporre a tali contadini gli stessi semi OGM con in più un nuovo insetticida specifico per tali bruchi.</li>
</ul>
<p><em><strong>Ma, allora, a cosa servono gli OGM se alla fine bisogna addoperare ancora gli insetticidi?</strong></em></p>
<ul>
<li>La distribuzione di massa di riso e cereali OGM ai contadini indiani, ha portato alla veloce perdita della biodiversità delle specie esistenti in Natura. In definitiva, le molteplici specie di riso e le molteplici specie di cereali esistenti in Natura sono scomparse molto velocemente, perché più nessuno le ha coltivate e perché le sementi OGM (sempre le solite e di pochi tipi) venivano seminate ovunque.</li>
</ul>
<p>Relativamente a questo ultimo punto, c’è da dire che Vandana Shiva aveva previsto questo rischio di estinzione della biodiversità dei cereali presenti in Natura e così, già da molti anni ha creato la banca dei cereali autoctoni. In sostanza, a tutti quei contadini indiani che rinunciano agli OGM, Vandana Shiva dà la possibilità di seminare le specie autoctone di riso e altri cereali, fornendoli loro grazie allo stockaggio preventivo fatto negli anni passati. In più, Vandana Shiva fornisce a tali contadini la consulenza per insegnare loro a tenere lontani gli insetti e i nemici naturali dalle loro piante di cotone, riso e cereali in genere, senza l’uso di insetticidi.</p>
<p><em>I contadini indiani afferenti al programma di Vandana Shiva sono attualemente circa 10.000.000 (dieci milioni).</em></p>
<p><em>I contadini che hanno accettato di seguire il programma di ripopolamento dei cereali autoctoni proposto da Vandana Shiva lamentano il fatto che i cereali naturali faticano a recuperare spazio tra le numerosissime coltivazioni OGM, quindi il processo di recupero della biodiversità pre-esistente è lento e il successo non è assicurato.</em></p>
<p>Come avrete compreso, finora non mi sono addentrato nel discorso relativo alla pericolosità diretta che gli OGM possono avere per l’uomo, ma risulta chiaro che la semina libera di OGM nel giro di qualche anno ne porta ad un uso spropositato tra le grandi masse di individui (si vedano i milioni e milioni di contadini indiani), provocando un automatico stravolgimento della biodiversità dell’ecosistema locale che se non corretto per tempo rischia di essere irreversibile.</p>
<p>Ritengo quindi che gli OGM non siano utilizzabili al di fuori di specifici contesti controllati (per esempio per la ricerca, per ragioni medici, ecc.) e al di fuori di specifici usi, esattamente come si fa per tanti tipi di elementi chimici, molecolari o per le medicine.</p>
<p>E qui finisce l’utilizzo dell’inconscio e involontario esperimento indiano.</p>
<p>Relativamente alla pericolosità degli OGM per l’essere umano, mi permetto di suggerire un tema che potrebbe essere interessante sviscerare.  Chissà, magari mi sto solo sbagliando, ma mi piacerebbe che venisse confermato l’erorre nell’ipotesi che segue.</p>
<p>Vi ricordate del morbo della mucca pazza?</p>
<p>Tale morbo era stato provocato dal mangime strutturato che veniva dato da mangiare alle mucche. In sostanza si trattava di un mangime vegetale arricchito però con proteine e grassi di derivazione animale (spesso bovino).</p>
<p>Personalmente mi sembra di vedere un isomorfismo tra quel tipo di mangimi arricchiti con grassi e proteine di derivazione animale e gli innesti di DNA di origine animale nel DNA di un vegetale così come si fanno creando buona parte degli OGM.</p>
<p>A vostro avviso, il mio è solo un abbaglio?</p>
<p><em>Andrea</em></p>
<p><em>PNV Lusénburgo</em></p>
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		<title>Nuovo partito indipendentista veneto: aumentano le adesioni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 14:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sancito ieri l&#8217;ingresso di Umberto Cocco e di un folto gruppo dell&#8217;ex PNE L’ex Progetto Nord Est forte di un risultato regionale veneto alle elezioni 2005 di oltre il 6% e del 17% nel trevigiano, nella persona di Umberto Cocco coordinatore della sezione della provincia di Padova, la più forte e numerosa della regione, rompe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/umberto-cocco.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7841" title="umberto-cocco" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/umberto-cocco-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Sancito ieri l&#8217;ingresso di Umberto Cocco e di un folto gruppo dell&#8217;ex PNE</em></p>
<p>L’ex Progetto Nord Est forte di un risultato regionale veneto alle elezioni 2005 di oltre il 6% e del 17% nel trevigiano, nella persona di Umberto Cocco coordinatore della sezione della provincia di Padova, la più forte e numerosa della regione, rompe gli indugi ed aderisce al nuovo progetto di partito unico indipendentista veneto annunciando la partecipazione propria e dei propri militanti che saranno soci fondatori alla prossima assemblea costituente già fissata per il prossimo 12 settembre in Cadoneghe.</p>
<p>Umberto si era dimesso dal PNE in blocco insieme a tutto il suo gruppo insieme a: <strong>Roberto Busatto, Gianluca Dalle Fratte, Gianfranco Daniele, Monica Lotto, Fabio Piazza e Pierantonio Tonietto</strong>. Non certo quattro gatti, bensì in pratica lo zoccolo duro operativo del PNE nel Veneto centrale, forse il più importante e rappresentativo.</p>
<p>Ciò accadeva a Febbraio del 2010, allorquando Mariangelo Foggiato aveva deciso, contro la volontà di buona parte della base, di correre in coalizione con l’UDC a sostegno del candidato De Poli, con il solo scopo di garantirsi un posto in Consiglio Regionale, gettando al vento lo spirito dei soci fondatori, e di quel grande e compianto Giorgio Panto.</p>
<p>Non credo sia eccessivo definire questa loro scelta come di grande coraggio e coerenza, molto rispettabile, di persona oneste, vere, sincere.</p>
<p>E’ con grande piacere dunque che accolgo questa notizia che lancio nella notte al termine di una lunga riunione fiume in quel di Salzano, frazione di Noale, alla presenza mia e di un gruppo rappresentativo del Minor Consiglio del PNV  e di altri soci fondatori (e non) dello stesso (Morosini, Schiavon, Breda, Nicetto).</p>
<p><span id="more-7839"></span>Dopo aver preventivamente preso contatti con soddisfazione anche con la parallela realtà della lista Veneti Independensa presieduta da Patrik Riondato, Umberto ed i suoi hanno oggi ritenuto di dover avere un colloquio esaustivo anche con il Partito Nasional Veneto.</p>
<p>La discussione è stata particolarmente intensa e fruttuosa. Rivisitando l’ultimo ventennio di politica veneta con racconti ed aneddoti toccanti e densi di umanità, da Giuseppe Segato a Giorgio Panto, dalla Liga al fronte Marco Polo,dal PNE all’esperienza di PNV e Veneti sono state chiare e limpide tutte quelle convergenze e visioni strategiche che ci porteranno finalmente a condividere un percorso politico unitario che ora è diventato indispensabile e ci vede tutti d’accordo.</p>
<p>Decretata congiuntamente la fine storica del progetto autonomista o finto federalista che sia, vecchio e stantio, ramo secco e sterile,strada battuta e non più attuale, bruciata ed inutile,  è confermata l’adesione al progetto indipendentista che porterà nella regione del Veneto alla creazione di un gruppo di portata europea, alla stregua di scozzesi a catalani.</p>
<p>Umberto, una personalità carismatica attorniata da un gruppo orizzontale ma  quadrato e compatto, non asservito ma propositivo e protagonista, di fatto è una già una costola di PNV in tutto e per tutto oggi, e domani una parte importante del nuovo costituendo partito unico indipendentista.</p>
<p>Sono veramente felice di trovare un tale entusiasmo attorno a noi ed una unità di intenti nel panorama indipendentista che non oso definire storica.</p>
<p>Un altro tassello importante si aggiunge agli altri.</p>
<p>Un caloroso benvenuto quindi ai nostri nuovi compagni di lotta per l’indipendenza ed arrivederci al congresso.</p>
<p>Il segretario del PNV<br />
Gianluca Panto</p>
<p><a href="http://umbertococco.spaces.live.com/" target="_blank">http://umbertococco.spaces.live.com/</a></p>
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		<title>SOLIDARIETÀ A GIORGIO FIDENATO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 14:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Partito Nasional Veneto esprime solidarietà all’imprenditore Giorgio Fidenato in merito alle azioni di distruzione di colture da lui subite in Venetia e all’attacco ingiustificato da parte di rappresentanti delle istituzione italiane. Il Partito non entra nel merito etico circa l’opportunità di coltivare legalmente organismi geneticamente modificati e lascia ai propri soci libertà di pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Giorgio-Fidenato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7837" title="Giorgio-Fidenato" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/Giorgio-Fidenato.jpg" alt="" width="200" height="237" /></a>Il Partito Nasional Veneto esprime solidarietà all’imprenditore Giorgio Fidenato in merito alle azioni di distruzione di colture da lui subite in Venetia e all’attacco ingiustificato da parte di rappresentanti delle istituzione italiane.</p>
<p>Il Partito non entra nel merito etico circa l’opportunità di coltivare legalmente organismi geneticamente modificati e lascia ai propri soci libertà di pensiero e argomentazione.</p>
<p>Si limita ad osservare che è stata violata una proprietà privata di cui non si conosceva scientificamente il contenuto, non è affatto detto che il quel campo egli avesse installato coltivazioni OGM, e la massima carica regionale LUCA ZAIA con un atto che non temiamo di identificare come apologia di reato ha pubblicamente avvallato come giusto ed auspicabile tale incursione e tale reato, costituendo questo un fatto ed un precedente a nostro avviso gravissimo.</p>
<p>Ora passiamo invece all’aspetto della legalità traendo spunto da quanto pubblicato sulla versione italiana della autorevole rivista Scientific American lo scorso 3 Agosto:</p>
<blockquote><p><em>“Sgombriamo subito il campo da un equivoco: per ora non è possibile nella UE, per uno stato o per una regione, dichiararsi completamente OGM-free, vietare cioè qualsiasi tipo di coltivazione transgenica. Non si può. È contro le leggi. Quali? Quelle europee! Nell’Unione Europea vige il principio di coesistenza: l’agricoltura transgenica, quella convenzionale e quella biologica devono poter coesistere, e non è possibile (violerebbe i principi di libertà economica e di scelta degli agricoltori) dichiarare illegale, in modo generalizzato, una tipologia di coltivazione. Come ha ricordato la Consulta  con la sentenza n. 116 del 2006, non è più discutibile il principio comunitario, ormai recepito nell’ordinamento nazionale, “</em><a href="http://www.ambientediritto.it/sentenze/2010/CDS/Cds_2010_n.183.htm"><em>costituito dalla facoltà di impiego di OGM in agricoltura, purché autorizzati</em></a><em>”.</em></p></blockquote>
<p><span id="more-7835"></span>Nel 2003 il Land dell’Austria Superiore ha notificato alla UE un progetto di legge per dichiararsi completamente OGM-free e la <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2003:230:0034:0043:EN:PDF">Commissione Europea ha bocciato il progetto</a> in quanto contrastava con la direttiva comunitaria di armonizzazione degli OGM nell’Unione Europea, nella fattispecie la direttiva 2001/18/CE, che prevede una valutazione caso per caso. L’Austria è ricorsa in appello ma ha perso. Insomma, l’OGM-free generalizzato è illegittimo.</p>
<p>A oggi tutte le dichiarazioni di regioni e comuni italiani di essere OGM-free sono <em><strong>totalmente prive di valore giuridico</strong></em><strong>. </strong></p>
<p>Punto secondo: le autorizzazioni alla coltivazione e all’immissione sul mercato di OGM competono esclusivamente alle istituzioni europee, previo parere dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Non agli stati nazionali. Il mais in questione, con un centinaio di varietà diverse iscritte al registro europeo delle sementi, è stato regolarmente autorizzato, e quindi è considerato sicuro sia per l’ambiente che per la salute umana, e la sua autorizzazione è valida in ogni paese dell’Unione.</p>
<p>Ma se uno non vuole coltivarlo? È possibile, per un paese membro, vietare temporaneamente la coltivazione di uno <em><strong>specifico</strong></em> OGM già autorizzato appellandosi alla cosiddetta “clausola di salvaguardia”, prevista dalla legislazione europea. Tuttavia non è sufficiente richiamare genericamente il “principio di precauzione” ma si devono fornire nuove prove scientifiche di rischi, documentate, per la salute umana o per l’ambiente che possano giustificare l’introduzione di un divieto per uno specifico OGM. <em><strong>Prove che il Ministero dell’Agricoltura non ha mai fornito</strong></em>. L’Italia infatti non ha fatto ricorso, a differenza di altri stati europei, alla clausola di salvaguardia. Né per il mais <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/03/amflora-la-patata-per-la-carta/">né per la patata Amflora</a>.</p>
<p>Francia e Germania hanno chiesto l’applicazione della clausola di salvaguardia, adducendo motivazioni che, ad un successivo esame, sono risultate scientificamente prive di fondamento”.</p>
<p>MA NON SOLO</p>
<p>L’Italia non ha invece chiesto l’applicazione della clausola, e ora è tardi per piangere sul latte versato.</p>
<p>Come afferma la sentenza del Consiglio di Stato del 18 Gennaio 2010</p>
<blockquote><p><em>“il richiamo al principio di precauzione, a sostegno dell’impossibilità per l’Amministrazione di istruire e concludere i procedimenti autorizzativi, si palesa nella specie inconferente, non avendo l’Amministrazione indicato specifici studi scientifici ai quali potrebbe essere eventualmente ricondotto un rischio per la salute umana, o altri beni o diritti fondamentali, derivante dalla conclusione positiva dei medesimi procedimenti.”</em></p></blockquote>
<p>La normativa europea, una volta approvato un OGM a livello comunitario, <em><strong>esclude che si possa vietare, su base locale, in base a considerazioni che non siano di tipo scientifico relative alla salute umana e all’ambiente</strong></em>. Ecco perché il Consiglio di Stato ha dato torto al Ministero dell’Agricoltura ( = LUCA ZAIA), che per negare l’autorizzazione alla coltivazione del mais MON810 si è appellato alla mancanza di norme sulla coesistenza, un aspetto cioè di tipo economico:</p>
<blockquote><p><em>“Considerati i profili prettamente economici che devono essere regolamentati dai piani di coesistenza, e considerato che a tali piani sono estranei i profili ambientali e sanitari, e il principio comunitario della coltivabilità degli OGM se autorizzati, il rilascio dell’autorizzazione alla coltivazione non può essere condizionato alla previa adozione dei piani di coesistenza.”</em></p></blockquote>
<p>Ne consegue che allo stato attuale delle leggi che Fidenato abbia o non abbia utilizzato mais OGM, e ripetiamo noi non entriamo nelle disquisizioni etiche se questo sia o non sia giusto, comunque sia, allo stato attuale, egli è nella legalità e come tale deve essere considerato un cittadino onesto.</p>
<p>Non ci rassegneremo quindi a vedere in questi inizio di XXI secolo la Venetia dominata da novelli dittatori oscurantisti.</p>
<p>Per il PNV</p>
<p>Il Segretario<br />
Gianluca Panto</p>
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		<title>FIDENATO-CASARINI-GALAN-ZAIA, tra OGM, nuove idee e parassiti politici</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Gianluca Panto Alle 13:00 di ieri 9 Agosto, pochi minuti dopo i fatti mi giunge mi giunge un puntualissimo sms (grazie Stefano!) da un consigliere PNV. - Danneggiata coltivazione agricola dell&#8217;amico Fidenato messa a mais.- Opera si dice dei centri sociali (quali e chi non si sa bene, cito quindi Casarini solo come esempio), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/ogm-257x300.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7830" title="ogm-257x300" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/ogm-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a>di Gianluca Panto</h2>
<p>Alle 13:00 di ieri 9 Agosto, pochi minuti dopo i fatti mi giunge mi giunge un puntualissimo sms (grazie Stefano!) da un consigliere PNV.<br />
- Danneggiata  coltivazione agricola dell&#8217;amico Fidenato messa a mais.-<br />
Opera si dice dei centri sociali (quali e chi non si sa bene, cito quindi Casarini solo come esempio), plaude Zaia, Galan condanna.<br />
Fidenato Casarini o Zaia o Galan?<br />
Faccio come Muzio Scevola e mi schiero con Giorgio ad occhi chiusi.<br />
Ma non condanno nemmeno Casarini (se è stato lui) che Galan non ha perso tempi a definire &#8220;squadrista&#8221;, sapendo bene che avranno compiuto un semplice atto dimostrativo, e quindi probabilmente esagerando,io credo.<br />
Condanno invece il comportamento di Zaia che mi pare opportunista ed il corporativismo della Coldiretti e vi spiego perchè.</p>
<p>Premetto che personalmente mi dissocio da coloro i quali ritengono che ancora  che OGM significhi la morte, significhi andare contro-natura.<br />
OGM vuol solo dire trasformare in attività scientifica ed industriale quella selezione degli organismi che l&#8217;uomo ha sempre fatto da 5000-7000 e forse più anni a questa parte allorquando ha abbandonato la vita di cacciatore-raccoglitore per inventare l&#8217;agricoltura.<br />
<span id="more-7828"></span>Significa fare in modo moderno quello che è sempre stato fatto, semplicemente con metodi più potenti in grado di dare risultati immediati.<br />
Significa bombardare un nucleo di radiazioni per creare quelle mutazioni che già casualmente avvengono in natura selezionando quelle che danno migliori risultati, per esempio.<br />
Perché le mele che tutti noi abbiamo mangiato fino a ieri non esistevano al tempo dei romani, allora erano poco più che delle bacche selvatiche e solo la sapiente selezione ci ha dato il più comune di tutti i frutti, la mela, del tutto artificialmente selezionato.<br />
Ed il risultato, ovvio, non è radioattivo, lo sappiamo bene.<br />
Inutile farsi paturnie, il mondo procede a va avanti e Fidenato ha tutto il diritto di utilizzare le tecnologie di coltivazione oggi disponibili e la libertà di ogni imprenditore di sviluppare i propri metodi in un libero mercato, purché ciò non sia monopolio delle multinazionali, e quindi magari un pò di ragione c&#8217;è anche dall&#8217;altra parte.<br />
Ci vorrebbe il buon senso nelle cose, come sempre.<br />
Buon senso che io non rilevo dell&#8217;atteggiamento della Coldiretti, desiderosa o no di  controllare e governare a piacimento il mercato,ma certo consolidata corporazione volta a tutelare gli interessi di coloro che a quanto pare non intendono applicare tali innovazioni, in difesa dei propri associati che in tal modo mi paiono un pò lenti all&#8217;adeguamento imposto dal progresso.<br />
Ma chi sono poi loro se non una semplice associazione come ne esistono tante altre con lo stesso diritto di promuovere proprie tecniche e politiche.<br />
&#8220;Le (loro) leggi si rispettano sempre&#8221; , tuonano insieme a Zaia,con le scarpe sporche di terra, come recita un certo gruppo su facebook. E&#8217; forse oggi lui il neo-paladino dell&#8217;immutabilità?<br />
Facciamo una pura ipotesi, che egli come loro non abbiano alcun interesse alla benché minima mutazione della situazione attuale, che egli come loro desideri solo ed esclusivamente tutelare i detentori dello &#8220;status quo&#8221;, per avvantaggiarsi politicamente presso una parte significativa del proprio elettorato quest&#8217;ultimo, per conservare vantaggi economici legati alla non concorrenza i primi.<br />
Ecco io non lo dico e non lo penso ho solo fatto una ipotesi, poi decidete voi se questa sia plausibile e tirate le vostre personali conclusioni.<br />
Rispettare le leggi? Citando Claudio Ghiotto non mi resta che ricordare che le leggi esistono ed hanno significato solo allorquando ci sia una massa di popolazione che ritiene opportuno che vadano rispettate,quindi vi invito a rispettarle.<br />
Ma per esempio non sarebbe mai caduto l&#8217;ex URSS rispettando la legge da quest&#8217;ultima fatta.<br />
Ed ai centri sociali che cosa dire mai? Che hanno sbagliato a scagliarsi così direttamente contro un libertario, anche se sappiamo bene che il loro obiettivo non era lui ma il potere delle multinazionali.<br />
Come sbagliarono nel 97 a schierarsi contro i sostenitori dei serenissimi.<br />
Sbagliato relativamente, perché in tal modo, attaccando dei fortissimi conquistarono anche loro d&#8217;impeto l&#8217;onore della prima pagina. Fortissimi contro fortissimi.<br />
Non è poi così male questa sfida dialettica e di manifestazioni simboliche.<br />
Questa lotta con inversioni delle parti, dove i giganti sono finalmente Fidenato e Casarini, mentre per una volta Zaia Galan e Coldiretti sono dall&#8217;altra parte.<br />
Fidenato e Casarini, entrambi con il coraggio di avere delle idee, il primo strenuo difensore del neo illuminismo libertario, già liberismo Britannico l&#8217;unica vera nuova idea che forse ci è capitato di vedere alla fine del nostro XX secolo (nel XXI neanche l&#8217;ombra purtroppo ancora) l&#8217;altro dell’ecologismo con base anarchica, figlio di quell’involucro ideologico e rivoluzionario del 68, talvolta skizofrenico e scapigliato, ma che se non ci fosse stato e se il cui vento ancor oggi non soffiasse talvolta, non ci resterebbe che il piatto gelo dei 3 K post big bang.<br />
Entrambi vivi, entrambi stalloni pazzi spinti nel vorticoso travaglio dell&#8217;intelligenza verso un destino parallelo che alla lunga non può non convergere.<br />
Anche Freda l&#8217;altro giorno del suo delirio fanatico lamentava l&#8217;assenza di nemici manifestanti fuori della chiesa ad attenderlo dopo aver pregato per l&#8217;ex amico (suo) Ventura.<br />
Il dinamismo dei comportamenti politici si è spostato su altri territori evidentemente.<br />
Giorgio e Luca si guardano dal finestrino di due treni che vanno nella stessa direzione, accusandosi a vicenda di non aver pagato il biglietto, ma scenderanno alla stessa stazione dopo essere stati graziati dal controllore, che oggi siamo noi lettori.<br />
Come non si fa ad amarli entrambi contemporaneamente, in un mondo fiacco abitato da camaleonti addormentati essi risvegliano finalmente la discussione riportandola sulla piattaforma solida e pesante della coerenza lucida da contrapporre agli squallidi percorsi dell&#8217;apparenza, del qualunquismo,dell&#8217;opportunismo,del voltagabbanesimo, condito di menefreghismo.<br />
In questo contesto per me oggi Luca trattino Zaia sono due stringhe in linguaggio macchina che personalmente mi rammentano bene il login a la password giunte da una email di spam non richiesta per entrare in una pagina vuota e inesistente.<br />
Citando Veneziani concludo cosi : &#8220;Le principali fabbriche dell&#8217;opinione pubblica ci sussurrano ogni giorno che -le idee- nelle migliore delle ipotesi sono inutili, nella peggiore sono nocive&#8221;.</p>
<p>Fidenato e Casarini.</p>
<p>Almeno loro le idee le hanno e le dimostrano.</p>
<p>Gianluca Panto<br />
Segretario PNV</p>
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		<title>“Le torri i metalli il mare”: da un Paolo Bernardini all’altro (o dalla Venetia alla Sardegna… libere)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per una singolare omonimia da anni mi scambiano, tra gli altri “paoli bernardini” in circolazione nel mondo del sapere (non son pochi, e neppure che io sappia miei parenti), con un eccellente studioso che opera in Sardegna, credo di una diecina d’anni più anziano di me, archeologo di fama. Autore di numerose pubblicazioni, in ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/le-torri-i-metalli-il-mare.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7823" title="le-torri-i-metalli-il-mare" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/08/le-torri-i-metalli-il-mare.jpg" alt="" width="279" height="400" /></a>Per una singolare omonimia da anni mi scambiano, tra gli altri “paoli bernardini” in circolazione nel mondo del sapere (non son pochi, e neppure che io sappia miei parenti), con un eccellente studioso che opera in Sardegna, credo di una diecina d’anni più anziano di me, archeologo di fama. Autore di numerose pubblicazioni, in ultimo di un libro (che non ho ancora letto) dal titolo “Le torri i metalli il mare”, appena pubblicato da Carlo Delfino editore. Dal momento che non lo ancora letto, mi limito qui a riportare quanto l’Autore dice del proprio libro, in modo che si sappia di cosa parla:</p>
<p>“Le vaste distese mobili del Mediterraneo sono state da sempre le strade dell’incontro tra Oriente e Occidente; itinerari millenari, custodi di mostri e di portenti, luoghi di insidie, di pericoli e di meraviglie, ma, alla fine, veicoli straordinari di incontro e di scambio culturale, di una crescita che, come quelle acque infinite in perenne movimento, è sempre mutamento e trasformazione. A occidente, oltre la strettoia di Gibilterra, le mitiche colonne d’Eracle indicano una fasulla fine del mondo; perché, nell’esperienza degli antichi marinai, degli esploratori e dei mercanti, esso continua nelle vie d’acqua dell’Atlantico che scavano percorsi profondi nella terra a incontrare i grandi fiumi, il Guadalquivir, il Tago, il Loukkos e le popolazioni che vivono nelle terre fertili che essi incidono e attraversano. A oriente, oltre le grandi e le piccole isole, oltre la Grecia e il favoloso Egitto, scrigno del sapere degli uomini, le coste dell’Anatolia, della Siria e della Palestina sono la seconda fine del mondo, altrettanto ingannevole; perché al di là conducono le mille tortuose e interminabili strade di terra e di fiume che saldano l’Oriente vicino all’Oriente lontano e profondo. Il Mediterraneo, il mare delle terre di mezzo, è il cuore di un viaggio infinito; in esso vi è un segno potente, l’orma di un dio calcata nel mare, l’isola di Sardegna, meta del nostro viaggio imminente. Proverò a raccontare, nel libro che inizia, alcune vicende di quel peregrinare incessante che ha segnato profondamente la storia antica dell’isola, dai primi contatti con le genti di cultura micenea all’egemonia cartaginese; quasi un millennio di storia che si distribuisce tra il XV e il VI secolo prima di Cristo. Si tratta di un viaggio infido e pericoloso. Le rotte sicure sono poche e le grandi masse d’acqua buia, le storie irrimediabilmente perse, incombono minacciose.”</p>
<p><span id="more-7820"></span>Ora, presentato così sembra un libro di storia antica, apparentemente neutrale, tra archeologia e protostoria romana. Insomma, come può incidere nella nostra vita, nella nostra concezione del mondo, il libro che tratta di un millennio intero che termina ben cinquecento anni prima della nascita di Cristo?</p>
<p>Tuttavia, non vi è mai nulla di neutrale nella storia e nella storiografia (quella seria), perché in ogni caso cambiare la visione del passato altera naturalmente, o quantomeno modifica, la visione del presente. In questo caso, la posta in gioco è chiara. Si tratta di liberare la storia sarda da quella inveterata concezione, un vero e proprio pregiudizio diffuso a tutti i livelli, secondo cui l’isola sarebbe stata un luogo negletto e abbandonato, una “terra nullius” ( o per dirla con Eliot un “waste land”) di pastori/raccoglitori tagliati fuori da tutto e tutti, con un sacro terrore del mare (“i sardi non mangiano pesce e non sanno nuotare”, raccontavano alle medie ai miei tempi, a Genova) almeno finché i Savoia non vi hanno messo piede, a partire dal Settecento, per farne un “regno” e farla decollare nella modernità. Meno male che si sono ricordati di essere padroni della Sardegna all’arrivo di Napoleone, e che Cagliari c’era, se no dove sarebbero scappati?</p>
<p>Ora, già prima del mio illustre omonimo archeologo, che questa fosse una colossale panzana era chiaro a molti. La Sardegna ha sempre avuto una storia propria, e se mai a portarla nella “modernità” ci hanno pensato gli inventori della Costa Smeralda, l’Aga Khan, negli anni Sessanta. Con il rischio che una tale modernizzazione si dimostri assai precaria, soprattutto in tempi in cui costa meno passare dieci giorni alle Maldive che non una settimana a Palau. Insomma, la Sardegna arretrata, isolata, destituita di tutto, e risollevata per la prima volta nella storia intera (!) da una dinastia straniera e da un principe orientale, nel corso di meno di tre secoli, è invenzione della tradizione che è bene scientificamente sfatare. Non per nulla il libro di Bernardini ha suscitato appena uscito un vespaio di polemiche sui giornali e soprattutto i blog  filo o anti-indipendentisti della Sardegna, dove l’IRS sta facendo cose egregie, e dove l’indipendenza naturalmente si avvicina, forse a passi più accelerati che non nella Venetia o altrove.</p>
<p>Ora sia chiaro che non intendo attribuire al mio omonimo e collega, che mai ho conosciuto di persona, ideali e sentimenti che non so se abbia; ovvero, non voglio assolutamente attribuirgli una volontà indipendentistica (che è quella che mi anima, per la Venetia e per la mia patria, la Liguria) o anche solo tenui simpatie per l’indipendenza sarda.</p>
<p>E’ solo curioso, e con questo chiudo invitando a comprare il libro e ad entrare in contatto con un millennio lontano di storia sardo-mediterranea assolutamente avvincente, che due persone con lo stesso nome, chi in un modo chi nell’altro, contribuiscano (per l’archeologo sardo forse involontariamente) a rivalutare tradizioni vivissime e ricchissime (in quel periodo c’erano nella Venetia i veneti antichi una volta detti “paleo-veneti”,  e chissà che non siano stati in contatto con i sardi già allora); tradizioni che, almeno per me, per il Paolo Bernardini storico della prima età moderna, e autore di codeste righe, conosceranno la loro rivalutazione definitiva quando queste terre torneranno ad essere libere, e governate dai loro abitanti nei modi e nelle forme che riterranno più opportune.</p>
<p><strong>Paolo L. Bernardini</strong></p>
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		<title>Indonexiani i copa indipendentisti del Papua</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lodovicopizzati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[indipendensa]]></category>
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		<description><![CDATA[Tólto da Venet.net [C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.] El video, gira’ nte la giungla dela provincia rebeghina indonexiana de Papua, la fa vedar on ativista politego ferio stexo par tera a fasa in su, sirconda’ da polisia nasional arma’ de na [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tólto da <a href="http://www.venet.net/2010/08/indonexiani-i-copa-indipendentisti-del-papua/">Venet.net</a></p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.pnveneto.org/2010/08/indonexiani-i-copa-indipendentisti-del-papua/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>El video, gira’ nte la giungla dela provincia rebeghina indonexiana de Papua, la fa vedar on ativista politego ferio stexo par tera a fasa in su, sirconda’ da polisia nasional arma’ de na scuadra tatica. El prixonero, Yawan Wayeni, el se storxe de agonia, co la so testa tegnu’ su da on tronco.  Na cuerta insanguina’ la coerxe na ferita verta inflita dai asaltatori co na bajoneta, i so intestini che i sporxe fora dal so stomego. El video de sete minuti, el punto cruciale chive de na nova canpagna pai diriti umani, el fa vedar i omeni che i cojona Wayeni che xe par tera drio morir.</p>
<p>A on serto punto Wayeni el alsa su el pugno in sfida.“Papua libara,” el dixe debolmente, co la testa che pencola.“Come xe che te fe’ a torte la libarta’ se te si cusi’?” on dei so rapitori a lo provoca prima che’l mora. Da co che el video xe sta’ posta’ recentemente su Internet, i ativisti i lo ga dopara’ par far presion su l’Indonexia de lasar aceso foresto ala provincia rica de risorse che i critici i dixe la xe da tanto tenpo sara’ su a xente da fora. Par cuaxi mexo secolo, i Papuani i ga dichiara’ on conflito poco publicixa’ par l’indipendensa da l’Indonexia. Dei grupi de diriti umani i stima che la polisia e le forse militari i ga copa’ diexene de mejari de nativi papuani da co che la vecia colonia olandexe, sul versante ovest de l’ixola dela Nova Guinea, la xe sta supa’ su da l’Indonexia ntel 1963. I ativisti i dixe che dele scuadre elite de ataco, che le opera co poca supervixion a 3000 milia da Jakarta, la capitale, le ga da deceni gestio dele operasion legali e ilegali tipo trafico de legname, prostitusion e comercio de speci protete par far on profito.<span id="more-7816"></span></p>
<p>“El video a xe na finestra rento on posto tanto scuro del mondo, e el dovaria influensar el governo a cavar via on divieto sui foresti,” el dixe Brigham Golden, on menbro del grupo de asion del Council of Foreign Relations che se concentra su Papua. “Sensa aceso, a xe brutalmente difisile ver informasion da la rento; senplicemente no savemo mia.”Le forse de sicuresa che le opera nte la provincia le include dele scuadre speciali de polisia indonexiana e dele unita’ incognite de anti terorixmo ciama’ Komando Pasukan Khus Indonexian, cognosuo cofa’ Kopassus. Par cuanto lghe sipia denunce de abuxi de diriti umani su tute do le unita’, l’aministrasion Obama la ga decixo de tacar da novo a adestrar le trupe Kopassus, che le considera on alea’ ciave par lotar contro i grupi estremisti silameghi in Indonexia. I uficiali che ga interoga’ Wayeni i faxea parte de l’unita’ dela Polisia Nasional Indonexiana ciama’ Korps Brigade Mobil, o Brimob, i ga dito i ativisti che i ga varda’ el video. Kopassus el ga anca frecuentemente fato exercitasion in Papua, i dixe i analisti. Edward Aritonang, on portavoxe dela Polisia Nasional Indonexiana, el ga dito che i funsionari i xera al corente del video. “Si, lo savevino,” el ga dito, ma no’l ga comenta’ de pi.</p>
<p>El ministero de afari foresti indonexian el mete in dubio che Papua la xera sara’ su ai foresti.“La xente la va la, ma gavemo serca’ de esar cauti,” el ga dito el portavoxe Teuku Faizasyah. “Serti elementi rento Papua i ga proa’ a far uxo de ste vixite par i propri motivi.” I ativisti i dixe che l’onega maniera par intrar rento la provincia a xe de far finta de esar on turista. I giornalisti e i laoratori non governativi ciapa’ a investigar i caxi de diriti omani, filmando dimostrasion o discutendo de politega in Paupua i xe speso deporta’, i dixe i ativisti. I ativisti i ga anca descrito Papua come ver on che de Far West selgavio e incontrola’, dove che i militari i se tole vantagio libaro dei nativi Papuani. “Gnisun a ghe dixe de no,” el ga dito Golden. “I xe libari de far cuel ca i vole.”</p>
<p>La polisia nasional e le forse militari i dopara la tortura e la detension ilegal par far paura e scoragiar i agitatori politici, i ne dixe i ativisti de diriti omani. “I considera sta xente dei ribeli separatisti e i crede che cualsiasi violensa la xe legitima,” el ga dito Usman Hamid, cao dela nonprofit Comision par le Sparisioni e le Vitime de Violensa, che la indaga i abuxi militari de diriti omani. “Varda el video dela tortura de Wayeni. No i gavea rimorso. No solo i ga varda’ n’omo morir lentamente, ma i lo ga anca tolto pa’l sesto,” el ga dito hamid.Wayeni, on ex cao tribale deventa’ agricoltor, el xera sta aresta’ ani fa par on so rolo nte on ataco a na stasion de polisia. El xe scanpa’ ntel 2007 e el xera sta meso nte na wanted list. El 3 Agosto 2009, la polisia la se ga avisina’ al fugitivo a la so fatoria de l’ixola de Serua. La polisia la dixe che Wayeni el ga tira’ fora on sciopo fato in caxa. I ativisti i sostien che el xera dixarma’. El video, filma’ da on oficial co la so telecamara da celular, el mostra Wayeni che’l more ntel so giardin, sfidando i so rapitori dopo esar sta’ bajoneta’ ntel stomego. “Sta tera la xe sta promesa da Dio a naltri, la xente Papuana,” el dixe debolmente. “Wayeni no’l ga mia capio, o no?” el dixe on oficial. “Si, lo so ca son n’omo senplice,” el risponde. “A go solo da tendar el me brolo. No so gninte.”</p>
<p>“Wayeni el siga: “Dio, la soferensa dela me xente, le xe cusi’ tante! I xe drio criar, oh Dio!” On bandito a lo ripulsa: “Dio no’l rispondara’ a le to preghiere. Xente come ti la xe selvadega.” Wayeni a xe sta poi porta’ a on socorso medico, ma el xe morto poco dopo, a ga dito la polisia. Le fotografie grafiche su Internet de on Wayeni ferio le xe salta’ fora in presia, ma i ativisti no i podea coroborarle o pontar a chele sircostanse. A Marso, co che el video xe sta’ posta’ anonimamente e i investigatori Papuani i ga conferma’ i detalii dela morte de Wayeni, i ativisti i ga taca’ far circolar el video ai funsionari del governo indonexian. “La risposta la xe senpre poxitiva, ma el governo indonexian el xe senpre debole; i funsionari no i ga el controlo sui militari e la polisia,” el ga dito Calum Hyslop, el portavoxe par Papua Watch Australia.</p>
<p>“La comunita’ internasional la ga de bixogno de dar suporto al controlo civil su Papua.” El ga ciama’ el video n’avertimento ai Stati Unii sul ver a che far col Kopassus e altre unita’ de elite. “I militari no i xe mia pronti a esar trata’ nte na maniera matura. No i se ga riforma’ co che se parla de diriti omani,” el ga dito. “Cuei che perde i xe i indigeni papuani, fra la xente pi poareta del mondo.” Altri i dixe che anca i indonexiani i ga da far presion par on canbiamento a Papua. “Se la voxe grosa la vien solo che da fora, la reinforsa on punto de vista che sti sighi de sdegno no i xe altro che na motivasion sconta par tor le richese de papua via da l’Indonexia,” el ga dito Sidney Jones, consulente senior al programa axiatego dela nonprofit International Crisis Group. “A ghe ga da esar sdegno dal publico indonexian par ver on vero inpato.”</p>
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		<title>Dalla parte del diavolo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 23:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio G</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bilancio preventivo partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza attiva]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia rappresentativa]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione dei cittadini]]></category>

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		<description><![CDATA[In molte occasioni sentiamo lamentele da parte delle persone per come viene condotta la politica. In genere non c&#8217;è un obiettivo puntato su qualche cosa di definito, ma genericamente si considera la cosa pubblica, cioè il contenitore governativo e statale, e i politici che vengono reiteratamente ritenuti i responsabili di tutte le disgrazie. Di solito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/pb.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7810" title="pb" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/pb.jpg" alt="" width="354" height="412" /></a>In molte occasioni sentiamo lamentele da parte delle persone per come viene condotta la politica. In genere non c&#8217;è un obiettivo puntato su qualche cosa di definito, ma genericamente si considera la cosa pubblica, cioè il contenitore governativo e statale, e i politici che vengono reiteratamente ritenuti i responsabili di tutte le disgrazie. Di solito si fa sempre bella figura a schierarsi con la massa. Prendersela contro i politici, in Italia, ma forse anche in USA come qualche altro posto, è un&#8217;operazione coperta da franchigia a cui tutti partecipano allegramente. Beppe Grillo per esempio è uno esperto in questo sport. Io però ho deciso di schierarmi con il &#8220;diavolo&#8221;, perché ritengo colpevoli gli altri. Non solo, ma nelle condizioni in cui siamo e con il comportamento tenuto dai cittadini, mi viene anche da pensare che i politicanti di professione fanno bene a fare gli affari loro truffando spudoratamente gli elettori.</p>
<p><span id="more-7809"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Perché questa posizione &#8220;scomoda&#8221;? Perché nei fatti posso constatare che sono i cittadini ad essere assenti, e quindi complici, della situazione in cui versano. Sto in fondo rimestando l&#8217;acqua calda. Il motto &#8220;ogni popolo ha il governo che si merita&#8221; è vecchio come l&#8217;acqua calda, ma a volte serve dirlo a chiare lettere, evidenziando la piaga. Quando infatti chiedi ad una persona di intervenire o partecipare ad una uniziativa popolare, questa quasi sempre ti risponde che hanno messo là quelli a governare per qualche cosa: che ci pensino loro. Dopo il voto, amnesia totale, anzi, coma. Questa delega irresponsabile allontana il cittadino dall&#8217;essere socio attivo della comunità. Se in una impresa si assume un amministratore perché si occupi di gestirla, non significa che i soci non si interessino di leggere i bilanci e prendere azioni nel confronto del suo operato. Nel parallelo della cosa pubblica si ha invece proprio questa situazione. I cittadini ignorano tutto, non leggono i bilanci, non si interessano di quello che accade salvo ascoltare pigramente le chiacchiere del telegiornale (che ovviamente, considerando l&#8217;inedia della popolazione, gli serve ciò che chiede: informazione superficiale e distolta dagli affari pubblici).</p>
<p style="text-align: justify;">In questa mentalità di piccoli sudditi si inserisce quindi perfettamente l&#8217;idea di vedere il politico come il potente, e come tale il soggetto a cui appellarsi in caso di bisogno. Una struttura sociale che abiura l&#8217;idea di essere sovrana, dove si svicolano le regole che stan strette cercando soluzioni furbe, per poi piangere pubblicamente quando la macchina ti intrappola. Il sistema trova ovviamente la sua controparte con i politici che trovano conveniente fare quelli che corrono in soccorso (dei casi che salgono ai media), in una vera commedia all&#8217;italiana.<br />
Nelle pieghe di questo spettacolo c&#8217;è grande spazio per gli spudorati. Con spregiudicato azardo morale profittano del sistema così incatramato per affari torbidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure lo dice il buon senso che l&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ladro. Tale &#8220;occasione&#8221; non è semplicemente lasciare il portafogli per terra, ma girarsi dall&#8217;altra parte quando qualcuno che lo raccoglie chiede &#8220;di chi è?&#8221;  Perché è esattamente questa la situazione. Esiste un partito che risolverà tutti i mali del mondo, inutile rompersi per rendersi attivi e sorvegliare. E poi come si fa ad andare al mare, in palestra, a ballare, a cenare&#8230; Questa popolazione, a metà tra il bovino e la cicala, si merita un sistema politico corrotto e l&#8217;infiltrazione mafiosa, che, lo voglio dire chiaro per gli ingenui, è una entità indipendente e sovrana non riconosciuta ufficialmente da altri stati, ma nondimeno esistente ed effettiva in quei termini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel buon senso porta a presumere che ogni governo tende a fare prima di tutto gli affari di chi ne fa parte (per il &#8220;vostro bene&#8221;), figuriamoci un governo che non è nemmeno sorvegliato.<br />
Molti sostengono infatti che i governi, essendo fatti da esseri umani, tendono a fare i loro interessi. Tale tesi è in effetti confortata da diversi fatti che la sostengono. Una delle possibili soluzioni sarebbe l&#8217;esercizio della democrazia diretta e del bilancio preventivo partecipato. Ma sarà mai possibile arrivare a tanta faticosa partecipazione con una popolazione così?</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un interessante riferimento che, seppure non comporti una vera democrazia diretta, ha invece fatto da battipista per il bilancio preventivo partecipato, partendo da una situazione di scarsa democrazia. Prima di parlarne, chiarisco però per coloro che non dovessero saperlo che cos&#8217;è la democrazia diretta e cosa è il bilancio preventivo partecipato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La democrazia diretta.</strong> Di democrazie ci si riempie troppo la bocca, ma poi se ne fa poca pratica. La democrazia essenzialmente è la &#8220;riduzione&#8221; della amministrazione della cosa pubblica al popolo. E&#8217; un sistema conosciuto ancora nell&#8217;antica Grecia. Fu osteggiato per secoli in Europa, e in genere nel mondo, dove dominavano le monarchie o le tirannie, che ovviamente non vedevano di buon occhio l&#8217;ipotesi di perdere il controllo per cederlo al popolo. Ci vollero le rivoluzioni di fine settecento per portare la democrazia. Ma anche in questo caso si è trattato di una forma ammansita. Di fatto sono davvero pochi i posti al mondo dove viene esercitata la vera democrazia, che è quella diretta, ed anche là con alcuni distinguo. La democrazia che le rivoluzioni ci hanno lasciato è invece (generalizzando) quella rappresentativa. In pratica si è sostituito il monarca con un po&#8217; di gente eletta dal popolo tra il popolo per fare le veci del monarca. Potrebbe sembrare bello, un sistema meritocratico aperto a tutti, ma se facciamo attenzione scopriamo che in realtà i meccanismi per essere eletti restringono la cerchia a pochi, e quando un gruppo è già al comando in genere tende ad impedire l&#8217;entrata di nuovi soggetti. Vi dice niente la parola &#8220;casta&#8221;? Come capirete la soluzione è ben lontana dal consegnare il governo al popolo per sé stesso. Governo infatti non significa delegare qualcuno, ma significa condurre l&#8217;amministrazione e assumere decisioni. Quante decisioni assumete in merito alle politiche che vi coinvolgono? Nessuna.<br />
La democrazia diretta invece coinvolge i cittadini per ogni decisione che viene assunta. Ciò implica numerosi vantaggi. Riduzione drammatica della corruzione (non oso dire sparizione). Riduzione del numero di leggi e della complessità delle stesse, da un lato perché sarebbero un peso per i cittadini per farle, rendendo dall&#8217;altro lato il sistema efficiente e chiaro. Le leggi chiare e semplici sono più facilmente applicabili e possono essere fatte rispettare più facilmente. Richiede un numero limitato di persone che partecipano alle decisioni, pertanto si impone una forte decentralizzazione, migliorando ulteriormente l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia dell&#8217;attività legislativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il bilancio preventivo partecipato</strong> (in inglese <em>participative budgeting</em>).<strong> </strong>Ogni attività economica necessita di un bilancio: si capisce se è andata bene o male. Una comunità vive di attività economica. Pensate a mantenere le strade, lo smaltimento dei liquami, e tutte le cose che una comunità abbisogna. Il bilancio preventivo è quindi la previsione di spesa in funzione di impegni già presi in precedenza e di eventuali nuovi impegni da assumere. Decidere tali impegni (che potrebbero gravare anche negli anni successivi) fa parte della approvazione di politiche che saranno ascritte a tale bilancio preventivo. Partecipato significa che tali decisioni sono prese in accordo e su istanza della popolazione che fa parte della stessa comunità verso cui le politiche decise e le voci di spesa saranno attuate in relazione a servizi e investimenti da fare sul territorio (scuole, strade, manutenzioni, ecc.) .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Porto Alegre, stato del Rio Grando do Sul,  Brasile.</strong> Era il 1989, e la municipalità della città, che fa un milione e duecentomila persone, capitale di uno stato di tre milioni di abitanti, viveva una situazione critica, con una enorme quantità di persone che vivevano in aree non legali, in baraccopoli senza scarichi, senza acqua potabile né fogne e strade asfaltate. Il governo centralizzato e non democratico era un ostacolo insormontabile a trasparenti relazioni con la cittadinanza. Gli investimenti che venivano decisi dal Consiglio Cittadino erano completamente diversi da quelli di cui larga parte della popolazione percepiva necessità. E per di più manteneva la situazione finanziaria e amministrativa in una condizione di sbilancio di natura strutturale. Le entrate fiscali erano completamente insufficienti, nemmeno per un minimo di lavori pubblici. Tra il 1989 e il 1990, quando il sistema di bilancio preventivo partecipato venne avviato, venne mantenuto a un livello ristretto e ricevette uno scarso interesse da parte della popolazione. Ma nel 1991, assieme ad una riforma fiscale che recuperò una certo spazio finanziario, improvvisamente ricevette maggiore interesse ed impegno da parte dei cittadini. Presto venne alla luce che esistevano diverse priorità. Mentre per le categorie più agiate c&#8217;era la necessità di avere una città più pulita e sicura, per quelle più disagiate erano le infrastrutture di base il problema. Vennero concordate così politiche che unirono le due esigenze. Da un lato vennero pavimentate le strade e portata acqua e fognature, dall&#8217;altra il miglioramento abitativo portò a una maggiore sicurezza e pulizia della città per la quale i cittadini assunsero consapevolezza. Il bilancio partecipato introdusse forti elementi di democrazia e imponendo trasparenza amministrativa del danaro impiegato contrastò la corruzione e la mala gestione dei fondi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la città ha il 98% delle abitazioni servito di fognature, acqua potabile e strade pavimentate. Il bilancio preventivo partecipato oggi è conosciuto dal 60% della cittadinanza, è partecipato da centinaia di persone, ed ha amministrato dal suo inizio 700 milioni di dollari, mentre Porto Alegre è diventata la città pilota di un sistema che è stato imitato da un&#8217;altra settantina di municipalità in tutto il Brasile.</p>
<p>Per approfondimenti: http://www.unesco.org/most/southa13.htm</p>
<p>Il sistema non è esente da problemi, per esempio nel 2008 il governo in carica non ha presentato i risultati di bilancio. Un fatto grave. E ancor più grave che nel 2009 solo lo 1% del bilancio sia stato affidato alla partecipazione, de facto neutralizzandolo. Il punto è che i cittadini devono avere uno strumento di vera democrazia diretta, oltre che di partecipazione al bilancio, con cui esprimere la propria sovranità e imporre anche le leggi (per esempio per impedire lo scippo del bilancio). Non si può dire però che i cittadini di Porto Alegre non si diano da fare e non partecipino, visto che le sedi delle assemblee a fatica contengono la folla che vi partecipa (in alto alcune foto) e, in accordo <a href="http://www.inthesetimes.com/article/4545/budgets_by_the_people">le notizie</a> raccolte del giornalista Micheal Fox, molti di questi cittadini non sono tanto contenti di vedersi tolto o depotenziato questo strumento di democrazia.</p>
<p>Qui in Veneto folle così si vedono solo se la cittadinanza crede che gli mettano una centrale atomica nel cortile, intervenendo nell&#8217;emergenza dell&#8217;imminente rischio.</p>
<p>Claudio G.</p>
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		<title>Lettera da Vienna agli amici delle scienze (e dei piccoli stati)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei modelli per la Venetia libera, oltre alla Svizzera, alla Slovenia, e a numerosi altri, è senz’altro l’Austria. Poco più di otto milioni di abitanti, un reddito medio assai alto, una tassazione non vampiresca (ma neppur troppo dolce), l’Austria è un paese che dalla fine della seconda guerra mondiale non ha mai smesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7805" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.ist.ac.at/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-7805" title="I.S.T. Austria Camus Vogelperspektive" src="http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/07/IST-Austria.jpg" alt="IST, Institute for Science and Technology Austria" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">IST, Institute for Science and Technology Austria</p></div>
<p>Uno dei modelli per la Venetia libera, oltre alla Svizzera, alla Slovenia, e a numerosi altri, è senz’altro l’Austria. Poco più di otto milioni di abitanti, un reddito medio assai alto, una tassazione non vampiresca (ma neppur troppo dolce), l’Austria è un paese che dalla fine della seconda guerra mondiale non ha mai smesso di rinnovarsi, e di produrre, tra l’altro, ottima ricerca scientifica e umanistica. Poiché è questo il settore in cui lavoro, non posso che rimanere stupito, ad esempio, dalla politica aggressiva dell’Università di Vienna, un’istituzione risalente al Quattrocento, che in questi mesi sta reclutando, attraverso annunci sulle principali riviste internazionali, un numero altissimo di docenti in tutti i settori del sapere (compresa l’Etruscologia e le Antichità Italiche, per gioia postuma di Muratori). In modo molto equo, non si richiede ai neo-assunti di insegnare in tedesco immediatamente, ma si lascia loro tre anni per apprendere la lingua di Goethe, e parlarla, magari non come il grande scrittore di Francoforte, per comunicare ed insegnare. Ma quel che mi ha veramente colpito, e mi ci sono imbattuto del tutto casualmente, è il recentissimo (2008) IST, Institute for Science and Technology Austria (<a href="http://www.ist.ac.at" target="_blank">www.ist.ac.at</a>), che segnalo, tra l’altro, a tutti i giovani scienziati della Venetia, anche se certamente ne avranno sentito parlare. <span id="more-7803"></span>Si tratta di un istituto di ricerca ed insegnamento (ma solo “graduate”) a pochi km da Vienna, in un magnifico castello bianco nel centro di uno splendido parco di quasi 200.000 metri quadrati. Qui, giovani scienziati di tutto il mondo sono stati chiamati a creare gruppi di ricerca in scienze applicate ma anche pure, “pure, curiosity-driven research”, per ora sono circa una diecina di “cluster”, ma entro il 2016 saranno tra i 40 e i 50. Ogni scienziato sceglie la propria “corte”, generalmente studiosi più giovani, e insieme lavorano a progetti affascinanti, dall’ottica alle tecnologia avanzate, dalla matematica all’ingegneria. Se qualche giovane dottorato della Venetia è interessato, faccia domanda, i bandi sono aperti. Dubito che lì offriranno una cattedra alla neolaureata triennale Barbara Berlusconi come è accaduto in Italia, ma chi lo sa magari anche lei è un genio. L’IST mostra senz’altro una cosa: anche la “vecchia” Europa è scientificamente viva, e cerca di tenere il passo, o perlomeno avvicinarsi, alla stratosfera scientifica americana; una primazia pure a rischio, occorre dire, nonostante i vertici inarrivabili di MIT; CalTech e via dicendo. In ITA anni fa hanno creato un IIT, istituto italiano di tecnologia, nella mia città natale, Genova, ma non mi pare sia comparabile con questo IST né che abbia fatto molta strada. Molta strada bisogna fare noi per raggiungerlo, imbrecanato com’è sulle alture genovesi, sopra l’autostrada per Milano, senza che nessuno sappia cosa sia e che neppure esista. Ma mentre l’IT segue il destino del suo nome (si veda il romanzo omonimo di Stephen King), l’IST è lanciato verso traguardi altissimi. Ecco i vantaggi di un piccolo stato. E allora lasciatemi, lasciateci sognare un VITS, Venetian Institute for Technology and Science, dove un giorno i migliori studiosi della Venetia e del mondo faranno a gara per entrare, e farci avanzare vieppiù nel regno delle scienze, migliorando così la nostra vita. Se passate da Vienna, andate a visitarlo, l’IST. Tra l’altro sono cordialissimi e amano mostrare al pubblico questo splendore, la scienza più avanzata nel mezzo della campagna antica d’Europa, i boschi dove forse Marco Aurelio combatté per la conquista di Vindobona (se non ricordate i melensi manuali di storia di ITA, ricordatevi la prima scena di “Gladiator”). Il mondo si muove, e si muove soprattutto il mondo dei piccoli Stati. ITA, e simili mostri, si muovono solo come gamberi zoppi. Fanno, e malamente, solo passi indietro.</p>
<p>Paolo L. Bernardini<br />
Presidente emerito<br />
PNV</p>
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