Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

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Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

Nuovo messaggiodi pnv » 19/07/2009, 23:33

Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

VENEZIA (19 luglio) - "Per tutelare i nostri interessi sportivi, creiamo la Federazione Veneta Rugby, staccata da quella italiana": questo in sintesi l'obiettivo del gruppo "Rugby, il Veneto reagisca al sopruso italiano", che è nato ieri su Facebook dopo l'esclusione del rugby veneto dalla Celtic League e può già contare una sessantina di iscritti.

A chiedere che il Veneto si stacchi dall'Italia almeno in senso rugbistico per creare una propria federazione di rugby è il "Partito Nasional Veneto" che in una nota pubblicata anche nella pagina del gruppo sottolinea che ieri «si è compiuto l'ennesimo affronto razzista italiano verso il Veneto. La Fir ha infatti deciso di non far partecipare alcuna squadra veneta alla Celtic League, uno dei massimi tornei internazionali per club a cui partecipano squadre Gallesi, Scozzesi, Irlandesi e, dal 2010, italiane».

«Il rugby per noi veneti è uno sport nazionale e la federazione italiana lo sa bene e ne ha paura - sottolinea la nota -. Teme che i successi sportivi possano far decollare lo spirito di attaccamento alla nostra bandiera e far decollare un sentimento di patriottismo veneto molto pericoloso per lo stato italico. Nessuno però immaginava che tale timore si spingesse al punto di cercare di cancellare la nostra tradizione rugbystica dalle competizioni internazionali, che ci spettano per il valore che abbiamo dimostrato con la nostra passione e la nostra bravura. La scelta delle due maxisquadre era stata delegata alla Fir, che avrebbe dovuto operare in modo obiettivo, decidendo in base a capacità finanziarie, competitività e territorio. Quasi per scontata, quindi, era data la presenza in Celtic League di una franchigia o supersquadra veneta, come la candidata Benetton Treviso».

Secondo il Partito veneto, non si spiega come nella elite del rugby internazionale, e quindi nella Lega Celtica, «sono state ammesse una franchigia di cui fa parte la squadra di Parma (città d'origine dell'attuale presidente Fir Dondi) e Roma, che non avendo garanzie economiche autonome sufficienti attingerà a mani piene dai finanziamenti federali e pubblici, a quei soldi cioè che da anni avrebbero dovuto essere investiti nel movimento e nella base per il reclutamento e la formazione dei giovani. Quei soldi guadagnati dalla Fir grazie all'ingresso nel Sei Nazioni, a cui in gran parte hanno contribuito atleti veneti del calibro dei fratelli Francescato, di Troncon, Checchinato, Bettarello, Pivetta e molti altri. Questo sopruso - avvenuto con il contributo decisivo della Lega Nord lombarda che ha accoltellato alla schiena la candidata veneta - merita una reazione del mondo sportivo veneto e in particolare del movimento rugbystico, con la creazione di una federazione esclusivamente veneta e separata dalla Fir».

http://www.gazzettino.it/articolo_app.p ... &desc_sez=
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Re: Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

Nuovo messaggiodi pnv » 20/07/2009, 0:00

RUGBY
Celtic League, Veneto escluso
Il Pnv getta ombre sulla scelta pro Aironi

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Non si placano le polemiche derivate dalla decisione presa ieri sera dal consiglio della federazione italiana rugby di scegliere la neonata formazione degli Aironi (Viadana, Gran Parma, Colorno e Mantova) e Pretoriani (i club romani più L'Aquila e forse Benevento) come franchigie italiane che dal 2010-2011 parteciperanno alla Celtic League. Ad essere rimasto escluso, e la cosa ha fatto clamore, è stato il Veneto, regione culla della palla ovale italiana, ed in particolare il Benetton Treviso, che era una delle candidate ad entrare nel torneo. Ora a chiedere che il Veneto si stacchi dall'Italia almeno in senso rugbistico per creare una propria federazione di rugby è il Partito Nasional Veneto con una nota in cui sottolinea che ''ieri si è compiuto l'ennesimo affronto razzista italiano verso il Veneto. La Fir ha infatti deciso di non far partecipare alcuna squadra veneta alla Celtic League, uno dei massimi tornei internazionali per club a cui partecipano squadre Gallesi, Scozzesi, Irlandesi e, dal 2010, italiane''.

''Il rugby per noi veneti è uno sport nazionale e la federazione italiana lo sa bene e ne ha paura. Teme che i successi sportivi possano far decollare lo spirito di attaccamento alla nostra bandiera e far decollare un sentimento di patriottismo veneto molto pericoloso per lo stato italico''. ''Nessuno però immaginava che tale timore si spingesse al punto di cercare di cancellare la nostra tradizione rugbystica dalle competizioni internazionali - sottolinea la nota -, che ci spettano per il valore che abbiamo dimostrato con la nostra passione e la nostra bravura. La scelta delle due maxisquadre era stata delegata alla Fir, che avrebbe dovuto operare in modo obiettivo, decidendo in base a capacità finanziarie, competitività e territorio. Quasi per scontata, quindi, era data la presenza in Celtic League di una franchigia o supersquadra veneta, come la candidata Benetton Treviso''.

"Sono state ammesse una franchigia di cui fa parte la squadra di Parma (città d'origine dell'attuale presidente Fir Giancarlo Dondi) e Roma, che non avendo garanzie economiche autonome sufficienti attingerà a mani piene dai finanziamenti federali e pubblici, a quei soldi cioè che da anni avrebbero dovuto essere investiti nel movimento e nella base per il reclutamento e la formazione dei giovani. Quei soldi guadagnati dalla Fir grazie all'ingresso nel Sei Nazioni, a cui in gran parte hanno contribuito atleti veneti del calibro dei fratelli Francescato, di Troncon, Checchinato, Bettarello, Pivetta e molti altri.

La franchigia di cui fa parte anche il Gran potrà partecipare anche alla Heinneken Cup, una sorta di Coppa Campioni del rugby. Ancora da sciogliere, però, il nodo stadio. Lo Zaffanella di Viadana è in pole position ma si parla anche di Reggio Emilia, in attesa che il Comune di Parma sblocchi definitivamente la cosiddetta Cittadella del Rugby. La città, infatti, dopo la demolizione del Lanfranchi, al momento non ha uno stadio idoneo a ospitare manifestazioni di livello come la Celtig League e la Heineken Cup.

Sempre a proposito di palla ovale, dopo la non iscrizione dell'AlmavivA Capitolina e del Cammi Calvisano al Super 10 2009 - 2010, il consiglio federale ha deliberato il ripescaggio dell'Aquila e del Plusvalore Gran Parma nel massimo campionato nazionale.
(19 luglio 2009)

http://parma.repubblica.it/dettaglio/ce ... ni/1677735
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Re: Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

Nuovo messaggiodi pnv » 20/07/2009, 12:43

Rugby. Celtic League senza il Veneto,
è caccia ai consiglieri "traditori"


Monta la protesta degli appassionati

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di Ivan Malfatto

Qualcuno dei sette consiglieri veneti della Fir ci stavano già pensando. E farà circolare fra i colleghi la proposta del clamoroso gesto: dimettiamoci per protesta. L’eurodeputato bassanese della Lega Nord Mara Bizzotto li anticipa e chiede a nome degli appassionati del Nordest: «I vertici federali vanno azzerati, va fatta pulizia di chi ha scritto questa ignominia. Sarebbe doveroso che i consiglieri veneti della Fir dessero per primi il buon esempio rassegnando le dimissioni. In Italia non si è mai vista un’ingiustizia sportiva più macroscopica».

Le reazioni continuano ad essere di fuoco il giorno dopo la storica decisione del consiglio federale di cancellare l’area più importante d’Italia dal rugby che conta, scegliendo le candidature di Aironi Viadana-Parma (12 voti), Pretoriani Roma (10) e bocciando quella del Benetton Treviso (9, come i Duchi di Calvisano). Scende in campo anche il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia: «Una scelta scellerata. Il Veneto è regione leader e Benetton un modello di riferimento, una squadra da anni ai massimi livelli. Questa scelta lascia fuori un pezzo di patrimonio dello sport italiano. Vorrà dire che ancora una volta faremo da soli: mi chiedo se il Veneto sarà capace di proporre al mondo rugbistico internazionale un torneo degno della sua tradizione».
Il Partito Nasional Veneto chiede che «il Veneto si stacchi dall’Italia almeno in senso rugbistico, per creare una propria federazione». Su Facebook è nato il gruppo "Rugby, il Veneto reagisca al sopruso italiano" (60 iscritti). Il presidente del Casinò di Venezia Tommaso Pipitone afferma: «È una sconfitta di tutto il rugby, non solo del Veneto. Presidente della Fir e consiglieri veneti dovranno rendere conto del loro operato, ipotizzando anche provvedimenti drastici, come le dimissioni».

I sette consiglieri veneti sono quindi nell’occhio del ciclone. Lascia allibiti il loro comportamento. Nel corso del consiglio federale solo Luigi Torretti (Venezia) e Andrea Rinaldo (Padova) hanno mostrato pubblicamente un impegno verso la candidatura veneta. Torretti chiedendo la votazione palese per giocare a carte scoperte. È stato bloccato dal Alfredo Gavazzi che ha chiesto quella segreta (ma la auspicavano anche altri). Così nel segreto dell’urna il secondo voto dei Duchi è confluito su Roma. E Gavazzi in cambio avrebbe avuto l’incarico nel comitato del Sei Nazioni, a riprova del complotto federale anti-Veneto.

Rinaldo, invece, è stato l’unico a fare una dichiarazione di voto per Treviso e Viadana (usciti insieme in sole 3 delle 20 accoppiate di voti, prova che i sostenitori degli Aironi e la Lega Nord lombarda hanno scaricato il Veneto). Ha chiesto inoltre che venga messa a verbale un’affermazione in cui si dice, sostanzialmente, che è un suicidio tecnico ed economico lasciare Benetton e il Veneto la sua regione fuori dalla Celtic. Tutti gli altri non hanno aperto bocca. «Ma sono sicuro che tutti e sette abbiamo votato per il Benetton - dice Francesco Mazzariol - Sono stati gli altri ad affossare il Veneto, perchè mettevano in dubbio il rapporto di collaborazione di Treviso con la Fir. Una conseguenza della purtroppo della politica del Benetton in questi ultimi anni. Nessun dirigente è mai venuto a presentarci il progetto perchè facessimo lobby e coinvolgessimo altri consiglieri. Hanno preferito fare tutto da soli e questo è il risultato, di cui sono profondamente amareggiato».

Ricostruendo la geografia del voto, però, sembra che le 9 preferenze al Benetton siano giunte da Rinaldo, Torretti, Mazzariol, Moreno Trevisiol, Carlo Checchinato (veneti), Nino Saccà, Enzo Paolini e Daniele Reverberi (non veneti). All’appello mancherebbero Zeno Zanandrea (trevigiano, che ha messo in dubbio nell’assise addirittura le garanzie economiche di Benetton) ed Enore Bagatin (Pordenone), i due fidati del tessitore Tullio Rosolen, da sempre in guerra con il Benetton e uomo del presidente Fir. Se poi è vero che lo stesso Giancarlo Dondi ha votato per Treviso, come ha dichiarato, un altro veneto non ha scelto Benetton (Checchinato, per gli stessi motivi?). Davvero una brutta pagina per il rugby italiano e la sua regione leader.

http://www.gazzettino.it/articolo.php?i ... &sez=SPORT
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Re: Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto

Nuovo messaggiodi pnv » 20/07/2009, 12:45

Leoni esclusi dalla Celtic League
Monta la rabbia di Treviso


«La cosa non finisce qui» minaccia il sindaco Giampaolo Gobbo. Rincara l’assessore Mauro Michielon: «Subito un vertice tra Regione, presidenti di Provincia e sindaci delle città capoluogo». Avvelenato l’assessore - e tifoso - Vittorio Zanini: «La Benetton non iscriva la squadra al prossimo campionato. E subito un commissario alla Fir».
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Rugby L’esclusione della Benetton Rugby dalla Celtic League dà fuoco alle polveri della rabbia trevigiana. Da destra a sinistra è un coro di proteste contro la decisione presa dalla Federazione Italiana Rugby di candidare Viadana (12 voti) e Roma (10 voti), lasciando a casa i leoni biancoverdi dalla competizione internazionale. Ma soprattutto, è una rivolta contro il centralismo della Federazione e del suo presidente, il parmense Giancarlo Dondi.

Basta fare un giro in facebook per rendersene conto. Tanto più dopo aver letto le cronache della stampa nazionale, che ha spiegato l’e sclusione di Treviso con la politica anti-Dondi dei biancoverdi e l’ isolamento di Treviso rispetto alle altre piazze venete di Rovigo, Padova e Venezia.

Insomma: anche tra i veneti qualcuno ha preferito voltare le spalle a Treviso. Il sindaco Giampaolo Gobbo fa capire che si potrebbe pensare a un campionato alternativo, tutto nordista, con le squadre padane.

E così anche il sindaco-deputato di Cittadella Massimo Bitonci. Lo minaccia anche Luca Zaia: «Faremo, come al solito, da soli». Più istituzionale ma non meno tenero Mauro Michielon, che invita subito sindaci, presidenti di Provincia e Regione Veneto «a fare quadrato» e a ritrovarsi immediatamente per concordare la mobilitazione.

«Dondi avrebbe dovuto far votare in forma palese - accusa Michielon - così ognuno si sarebbe assunto le proprie responsabilità. Invece dietro al voto segreto si è consumata la beffa contro Treviso. Ora i rappresentanti istituzionali delle nostre città e della nostra regione si siedano attorno a un tavolo e facciano sentire, uniti, la voce del Veneto».

Inferocito l’assessore alla cultura Vittorio Zanini: «Invito la società a non iscrivere la squadra al campionato. Per difendere i nostri diritti è l’unica strada, anche se dispiace per i ragazzi che non meritano di saltare una stagione. Ma se ci muoviamo con intelligenza anche la Federazione capirà la nostra voce grossa. E’ uno scandalo nazionale. Il Veneto mantiene la Fir e questa è la riconoscenza? Meglio mandare subito un commissario e cacciare Dondi dalla presidenza».

Zanini se la prende anche con Tullio Rosolen, ex presidente Tarvisium, che avrebbe remato contro Treviso: «La bandiera va difesa sempre». A chiedere che il Veneto si stacchi dall’Italia in senso rugbistico per creare una propria federazione di rugby è il «Partito Nasional Veneto»: «Si è compiuto l’ennesimo affronto razzista italiano verso il Veneto. Questo sopruso - avvenuto con il contributo decisivo della Lega Nord lombarda che ha accoltellato alla schiena la candidata veneta - merita una reazione del mondo sportivo veneto e in particolare del movimento rugbystico, con la creazione di una federazione esclusivamente veneta e separata dalla Fir».

Le speranze della Benetton ora sono riposte nel ricorso alle vie giudiziarie e nel sostegno dell’opinione pubblica veneta. Un appiglio potrebbe fornirlo il bancario trevigiano Zeno Zanandrea, che presiede la commissione Fir incaricata di valutare la solidità economica delle candidature italiane: sotto i riflettori ci sono i conti dei Pretoriani di Roma, i cui bilanci non sarebbero proprio perfetti.
(20 luglio 2009)

http://tribunatreviso.gelocal.it/dettag ... so/1678179
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