Su Facebook nasce il gruppo in difesa del rugby veneto
VENEZIA (19 luglio) - "Per tutelare i nostri interessi sportivi, creiamo la Federazione Veneta Rugby, staccata da quella italiana": questo in sintesi l'obiettivo del gruppo "Rugby, il Veneto reagisca al sopruso italiano", che è nato ieri su Facebook dopo l'esclusione del rugby veneto dalla Celtic League e può già contare una sessantina di iscritti.
A chiedere che il Veneto si stacchi dall'Italia almeno in senso rugbistico per creare una propria federazione di rugby è il "Partito Nasional Veneto" che in una nota pubblicata anche nella pagina del gruppo sottolinea che ieri «si è compiuto l'ennesimo affronto razzista italiano verso il Veneto. La Fir ha infatti deciso di non far partecipare alcuna squadra veneta alla Celtic League, uno dei massimi tornei internazionali per club a cui partecipano squadre Gallesi, Scozzesi, Irlandesi e, dal 2010, italiane».
«Il rugby per noi veneti è uno sport nazionale e la federazione italiana lo sa bene e ne ha paura - sottolinea la nota -. Teme che i successi sportivi possano far decollare lo spirito di attaccamento alla nostra bandiera e far decollare un sentimento di patriottismo veneto molto pericoloso per lo stato italico. Nessuno però immaginava che tale timore si spingesse al punto di cercare di cancellare la nostra tradizione rugbystica dalle competizioni internazionali, che ci spettano per il valore che abbiamo dimostrato con la nostra passione e la nostra bravura. La scelta delle due maxisquadre era stata delegata alla Fir, che avrebbe dovuto operare in modo obiettivo, decidendo in base a capacità finanziarie, competitività e territorio. Quasi per scontata, quindi, era data la presenza in Celtic League di una franchigia o supersquadra veneta, come la candidata Benetton Treviso».
Secondo il Partito veneto, non si spiega come nella elite del rugby internazionale, e quindi nella Lega Celtica, «sono state ammesse una franchigia di cui fa parte la squadra di Parma (città d'origine dell'attuale presidente Fir Dondi) e Roma, che non avendo garanzie economiche autonome sufficienti attingerà a mani piene dai finanziamenti federali e pubblici, a quei soldi cioè che da anni avrebbero dovuto essere investiti nel movimento e nella base per il reclutamento e la formazione dei giovani. Quei soldi guadagnati dalla Fir grazie all'ingresso nel Sei Nazioni, a cui in gran parte hanno contribuito atleti veneti del calibro dei fratelli Francescato, di Troncon, Checchinato, Bettarello, Pivetta e molti altri. Questo sopruso - avvenuto con il contributo decisivo della Lega Nord lombarda che ha accoltellato alla schiena la candidata veneta - merita una reazione del mondo sportivo veneto e in particolare del movimento rugbystico, con la creazione di una federazione esclusivamente veneta e separata dalla Fir».
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