E i veneti stanno a guardare

Indipendenza Veneta allo sbando, mentre Plebiscito2013 cresce

iv-4--moschMentre in quella che un tempo era la gloriosa Indipendenza Veneta si consuma una guerra interna politicamente cruenta e senza prigionieri, c’è chi assiste allo spettacolo con ansia e disagio assoluto. Sono i sostenitori e crediamo anche molti soci di Indipendenza Veneta, che non stanno assolutamente capendo nulla del motivo per cui il movimento abbia scatenato una guerra di religione, condotta in particolare dai due avvocati presidenti, supportati da una parte del direttivo, contro Lodovico Pizzati e un bel numero di coordinatori e responsabili del movimento, colpevoli agli occhi dei presidenti di aver animato e manifestato le proprie simpatie per un comitato referendario apartitico e trasversale, l’ormai famoso Plebiscito2013. Questa guerra è iniziata all’indomani del congresso con una serie di editti bulgari contro chi partecipava a serate promosse per promuovere il referendum di indipendenza del Veneto (sic!).
Una delibera di ieri del consiglio direttivo, poi sospesa a termini di statuto dal segretario Pizzati, poneva addirittura gli ideatori di Indipendenza Veneta alla porta, sempre per ordine di Morosin e di Cantarutti (che si è dimostrato molto abile nell’arte della macchinazione politica, forse imparata da giovane all’epoca in cui era parlamentare romano allorché dopo alcuni ribaltoni, passando per lega e Pivetti, è approdato addirittura all’impresentabile Centro Cristiano Democratico di Mastella, Buttiglione e Casini).
L’elenco di nomi minacciati di espulsione e destinatari di un ultimatum da parte del consiglio direttivo controllato dai presidenti è decisamente nutrito e di qualità: Lodovico Pizzati (segretario nazionale), Gianluca Panto (coordinatore di Treviso nord), Gianluca Busato (portavoce e coordinatore di Treviso), Giannarciso Durigon (coordinatore dell’area Sile), Gianfranco Favaro (membro del consiglio direttivo nazionale), Selena Veronese (coordinatore nazionale delle aree territoriali), Manuel Carraro (membro del consiglio direttivo nazionale e responsabile logistica), Franco Guarnier (coordinatore dell’area di Montebelluna), Mauro Marobin (candidato sindaco di Vicenza), che si aggiungono a Catia Zanon (membro dei Probiviri), che era stata la prima socia fondatrice ad essere espulsa da Indipendenza Veneta.
Non si tratta insomma di 4 gatti, ma di parte importante della struttura di Indipendenza Veneta. Anzi, della parte strategica e pensante sia dal punto di vista politico sia per quanto riguarda la comunicazione e l’organizzazione. Ciò è testimoniato dal fatto che il primo dirompente anno di vita del movimento che era riuscito a portare il consiglio regionale ad affrontare il tema dell’indipendenza del Veneto è stato reso possibile proprio dalla capacità strategica in particolare di Lodovico Pizzati e dei suoi collaboratori di fiducia, che hanno saputo cambiare lo scenario politico regionale attraverso la realizzazione di un piano politico complesso e strutturato, in cui erano compresi anche la realizzazione dei progetti di risoluzione per l’indipendenza (divenuta la famosa risoluzione 44) e legge regionale 342 per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto. Oggi i due presidenti-avvocati hanno deciso di disfarsi di tutto ciò. La domanda è: perché lo vogliono fare?
Qualche malevolo che forse però ha visto giusto, ha ipotizzato che il sacrifico della parte pensante di IV sia stato la merce di scambio di qualche accordo pre-elettorale sottobanco, forse condotto con eccessivo anticipo, magari con qualche esponente di peso che oggi siede in Consiglio Regionale (Zaia? Ruffato?), in previsione delle prossime elezioni europee o politiche anticipate. Tra l’altro tale accordo ha forti probabilità di rivelarsi vano: bisognerà vedere se con questo andazzo la macchina di IV arriverà infatti sana e salva all’appuntamento con le elezioni e soprattutto quale sarà il danno di immagine che subirà IV. Per ora è certo che la gran parte di soci e sostenitori, a parte un piccolo gruppo che segue logiche cameratesche, sta a guardare in rigorosa pausa operativa, del tutto disorientati e increduli di fronte a ciò che sta avvenendo.
Che lo scontro avvenga anche sulle scelte di posizionamento elettorale lo testimonia anche la scelta di Vedelago come caposaldo della linea degli avvocati presidenziali. Essi hanno sposato una linea che ha avuto un indubbio successo da un punto di vista numerico (più di 17%) nelle ultime elezioni comunali che hanno visto l’elezione del sindaco del Pdl Cristina Andretta, ma che, d’altro canto, ha minato il potenziale politico del movimento, annacquandolo in una coalizione eterogenea di partiti e schieramenti che non promette nulla di buono per capacità di incidere politicamente, quanto meno per l’obiettivo dell’indipendenza del Veneto. Ai fini dell’indipendenza, si sono ottenuti risultati politici ben più consistenti a Treviso con il 2%, grazie alla convergenza di tutto il gruppo consiliare della lega nord sul progetto di legge referendaria avvenuto per spingere il candidato sindaco di IV verso un’indicazione di voto alla lega nord nel ballottaggio delle elezioni comunali.
Tanto per concludere, merita solo accennare al fatto che, tra l’altro, la prossima annunciata epurazione di molte teste pensanti del movimento rischierà di avere strascichi spiacevoli che ulteriormente danneggeranno l’immagine di Indipendenza Veneta, così come era avvenuto per Veneto Stato, privandola del proprio spirito vitale.
Tale scelta improvvida nel breve termine avrà di sicuro l’effetto immediato di compattare un numero sempre più cospicuo di persone attorno al progetto di Plebiscito2013.

E i veneti stanno a guardare.

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Il 5 settembre a Treviso grande evento di Plebiscito2013

E Lodovico Pizzati annuncia: “Nasce Indipendenza Veneta per Plebiscito2013”

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Il mese di settembre secondo molti osservatori sarà cruciale per il progetto di indipendenza del Veneto e alcune anticipazioni importanti del fermento che vivremo si stanno avendo già in questi giorni.

Ieri Lodovico Pizzati, segretario e legale rappresentante del movimento Indipendenza Veneta, ha ufficialmente comunicato ai soci del movimento la nascita del gruppo tematico “Indipendenza Veneta per Plebiscito2013”, che opera all’interno del movimento e che ha l’obiettivo di coordinare tutte le attività dei soci a supporto dell’azione di comunicazione che si rende necessaria per supportare il prossimo referendum per l’indipendenza del Veneto.

Il segretario Pizzati per la costituzione del gruppo tematico si è avvalso dell’art. 12.4 dello statuto del movimento, che riserva a lui e solo a lui la facoltà di coordinare le attività di tali gruppi che operano sotto il suo stretto controllo. Ora i soci che vedevano di buon occhio la nascita di Plebiscito2013.eu e simpatizzavano apertamente con la nuova piattaforma apartitica e trasversale avranno finalmente gli strumenti operativi per poter operare senza impedimenti da parte di chi magari non aveva le medesime opinioni sul tema, com’è normale che sia in un partito.

Gianluca Busato, portavoce di Indipendenza Veneta e che ha aderito da subito al gruppo tematico ha dichiarato: “Sono felice della nascita del nuovo gruppo tematico, che consente anche ai soci di Indipendenza Veneta di operare al meglio in un momento importante per il futuro dei cittadini veneti e che tutela la libertà di pensiero, che resta un caposaldo del movimento che infatti lo riporta tra i propri principi fondanti. Credo tra l’altro che lo strumento dei gruppi tematici possa essere applicato anche per favorire le attività dei soci anche in altri ambiti e temi, senza costringerli alle normali burocrazie che sono invece necessarie per altre attività operative”.

Sul fronte degli eventi Plebiscito2013.eu ha inoltre annunciato per il  prossimo 5 settembre l’organizzazione di un grande evento a Treviso, nella frazione di Canizzano, denominato “REFERENDUM ORA! – Convegno – Dibattito sull’indizione del referendum di indipendenza del Veneto – Canizzano – Treviso”.

Si tratta di un convegno – dibattito sull’indizione del referendum di indipendenza del Veneto di enorme spessore politico, con la partecipazione di alcune personalità importanti, tra i quali alcuni dei più famosi luminari che si confronteranno sul tema.

L’evento si terrà a Canizzano (Treviso), il 5 settembre 2013, alle ore 21, presso la tensostruttura di fronte alla Chiesa.

Intervengono tra gli altri: prof. Marco Bassani, Docente Storia delle Dottrine politiche all’università di Milano, dott. Silvano Piazza, sindaco di Silea e leader movimento dei sindaci, prof. Paolo Bernardini (docente di Storia all’Università dell’Insubria), ing. Gianluca Busato, imprenditore, Plebiscito2013.eu, dott.ssa Gloria Gasparini, Imprenditrice, prof. Lodovico Pizzati, già consulente World Bank, portavoce Plebiscito2013.eu.

Andrea Perin
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Lindipendenza.com corregge la notizia su Plebiscito2013.eu e Tosi

Riportiamo la seguente richiesta di rettifica inviata da Gianluca Busato al quotidiano on line lindipendenza.com

QUADRO_01+logo_Pb2013_10x10Caro Direttore,

In riferimento all’articolo a firma ‘Tontolo’ (uno pseudonimo un programma), pubblicato sul vostro sito all’indirizzo http://www.lindipendenza.com/tontolo-plebiscito-tosi/, dobbiamo correggere talune informazioni non corrispondenti al vero.

Comprendiamo benissimo che per motivi che non ci sono noti Plebiscito2013.eu e i volontari per l’indipendenza del Veneto che vi aderiscono non vi stiano simpatici, come il livore gratuito che emerge da tale articolo ben mette in risalto, d’altro canto ciò, pur non facendovi onore, non vi esime dal verificare la fondatezza delle notizie pubblicate sul vostro quotidiano on line. Anche se non siamo avvocati italiani di provincia, abituati a chiedere decine di migliaia di euro di danni agli indipendentisti, il livello della nostra pazienza di fronte alle falsità ha un suo umano limite.

Non dubito pertanto che vorrà pubblicare – con pari evidenza della falsa notizia che avete pubblicato – la smentita del fatto secondo cui Plebiscito2013.eu avrebbe cancellato il sindaco di Verona Flavio Tosi dall’elenco dei testimonial. Può verificare lei stesso la presenza all’indirizzo http://plebiscito2013.eu/portfolio/flavio-tosi/.

Forse l’articolista che si firma Tontolo un po’ lo è di fatto e non è in grado di riconoscere un algoritmo di pubblicazione casuale di 15 testimonial tra tutti quelli che hanno aderito, che riporta alcuni di essi in una colonna a fianco di ogni articolo del nostro sito. Delle due una: o Tontolo è bugiardo oppure egli è un nesciente informatico, tertium non datur.

Siamo certi però che Lei Direttore saprà correggere la falsa notizia che avete pubblicato qualsiasi sia vera tra le due ipotesi citate (il problema è vostro, che vi avvalete di cotanti collaboratori, non nostro).

Con immutata stima, cordialmente.

Treviso, 17 agosto 2013

Gianluca Busato
Portavoce Plebiscito2013.eu

Di seguito pubblichiamo anche la replica del direttore de lindipendenza.com, che ha corretto la notizia data precedentemente

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L’ORO FATALE E L’IDEA INDIPENDENTISTA

paperoneQuando le persone sono povere e sognano di andare a cercare l’oro, condividono la loro miseria aiutandosi uno con l’altro e si immergono in discussioni amichevoli senza fine.

Quando partono per cercare l’oro e combattono contro gli elementi della natura, in molti sono ancora solidali, cooperano e si donano per gli altri, solo i più ambiziosi risparmiano energie per il futuro.

Quando credono di aver trovato l’oro, ogniuno si chiude in se stesso e sogna da solo, guarda gli altri con sospetto e cerca alleanze per sopraffarli, la menzogna ed il tradimento diventano consuetudine.

Iniziano lotte furibonde per accaparrarsi le licenze, i terreni, le concessioni…

Quando inizia lo sfruttamento della miniera, l’invidia diventa regina, l’egoismo sovrano.

I più periranno, in ben pochi trarranno profitto al prezzo della loro integrità morale.

L’idea indipendentista è come cercare l’oro, in molti accorrono e quando a tutti è chiaro che c’è e che non era un sogno, inizia lo sfruttamento personale e lobbistico della miniera idea. Read more

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MA LE BANCHE CHE GARANZIE VI DANNO?

bancheQuando andate in banca a chiedere un prestito, vi fanno ipotecare tutto persino i beni dei vostri genitori, dei vostri parenti, la paga del vostro lavoro, il quinto della pensione, vi obbligano a lasciare addirittura depositi cash a garanzia e vi propongono interessi variabili a piacimento loro. In pratica vi mettono contro un muro. Anzi i direttori e amministratori hanno fino l’ardire di chiedere prestazioni sessuali alle vostre moglie o figlie per garantirvi un prestito!

Ma le banche, quando lasciate loro i vostri soldi, quando comperate le loro azioni e le loro obbligazioni di carta, i loro fondi….. Che garanzie vi danno? Vi danno qualche ipoteca, vi lasciano qualche fondo a garanzia, gli impiegati e direttori vi lasciano a garanzia il loro stipendio, la loro pensione?
Qualcuno di voi ha mai osato chiedere ad una banca che garanzie vi da quando lasciate i vostri soldi nel conto, oppure quando comperate azioni ed obbligazioni di quella banca?

Sono domande stralecite, che nessuno osa farsi, che tutto il mondo che vi circonda vi impedisce persino di immaginare. Tutto attorno a voi è fatto per impedirvi di dubitare, tutto è costruito per creare in voi certezze ineludibili, tutto è organizzato per spremervi, per schiavizzarvi. Read more

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“VITTIME DELLA CRISI”: analisi linguistiche

images (1)I pennivendoli chiamati giornalisti dello stato italiano, i teologi presentatori radio e tv, quelli che vengono definiti intellettuali, i politici….insomma tutta questa brodaglia umana, producono una cultura del consenso. Costoro costruiscono una percezione della realtà al fine di domare le menti dei sudditi.
A questo fine, la realtà viene manipolata, distorta, falsata in tutti i modi. In questa operazione di braiwashing quotidiano, la creazione di idee e concetti è fondamentale.

La “CRISI” diventa una dea del male che uccide, e ciò si riassume nella frase fatta, riportata dai media di regime: “suicidi vittime della crisi”. Nessuno osa minimamente sospettare che la ragione dei suicidi alberghi altrove. Non ci si chiede come mai in Svizzera ed in Svezia gli imprenditori non si suicidano!
Il concetto geopolitico “ITALIA” viene umanizzato, tanto che si parla di “salvarla”, di “aiutarla”, di “sacrificarsi” per essa. Nell’ideologia di questi produttori del consenso, l’Italia è una vittima della crisi, nessuno dice che è piuttosto l’Italia che uccide. Chi osa pensarlo e dirlo diventa un diffamatore. E’ proprio in questi momenti storici che per inibire la libertà di espressione si adopera l’ultima arma che resta a nazionalismi occidentali: il reato di diffamazione mezzo stampa. Blogghisti, facebookisti, giornalisti subiscono intimidazioni con perquisizioni ripetute e sequestri,e tutto ciò in un escalation di violazione dei diritti umani, in cui prefetti, magistrati, giudici e forze dell’ordine convivono.

La colpa è altrove, si deviano i cattivi pensieri di chi sospetta che è proprio dell’Italia che dobbiamo liberarci per interrompere queste sofferenze.
La colpa è dei diffamatori, si processano blogghisti e società di rating. Si da la caccia agli hackers, e si crea il “CYBER TERRORISTA”. Chi mette al sicuro i suoi averi togliendoli dal sistema bancario e finanziario italiano, diventa uno “SPECULATORE”, un “RECICLATORE”, un temibile “EVASORE”. Alle frontiere la guardia di finanza adopera i cani annusa soldi per scovare chi li porta in luoghi sicuri. E così si giustificano le violazioni dei più elementari diritti. Si giustificano arresti, sequestri di beni, perquisizioni, processi infiniti a queste categorie di illuminati che per primi non credono più alla colossale macchina menzognera italiana.

Nelle menti edulcorate degli analisti militari italiani si crede ancora che potenze straniere abbiano architettato un piano per distruggere l’Italia. Costoro, completamente idiotizzati di nazionalismo non si rendono conto che tutto il sistema Italia a partire da loro stessi si è autodistrutto ed al momento attuale resta in piedi un sottile velo pronto a cadere in poche settimane, ed in cui l’intero stato italiano con i suoi milioni di parassiti e privilegiati sparirà per sempre.
L’ideologia italia che va sotto il nome di nazionalismo italiano, è finita, ed è evidente la sua tossiccità sociale. Come per Hitler, i paladini del nazionalismo italiano vivono fuori dalla realtà e sono incapaci di capire cosa sta realmente accadendo. La fase terminale del nazionalismo è la cecità dei suoi supporters e per alcuni altri si apre la fase avanzata del saccheggio, dove la coscienza del no-tomorrow, li porta a rubare e legalizzare il furto ed arricchimento personale. Read more

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Plebiscito2013.eu va oltre i partiti per far abbracciare l’indipendenza a tutto il Veneto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

QUADRO_03+logo_Pb2013_10x10Plebiscito2013.eu è una piattaforma trasversale e apartitica e quindi ovviamente estranea ai comitati centrali di TUTTI i partiti. È un comitato referendario aperto all’adesione dei singoli esponenti, di ogni collocazione ideologica e ovviamente ai rappresentanti della società civile che difficilmente potrebbero dare il proprio appoggio a partiti.

Registriamo tra l’altro l’adesione di importanti testimonial, anche alcuni legali rappresentanti ed esponenti di diversi movimenti indipendentisti e non solo (citiamo tra gli altri Stefano Valdegamberi, Lodovico Pizzati, Fabrizio Comencini, Flavio Tosi, Leonardo Muraro, Remo Sernagiotto, Nicola Finco), ma anche accademici, esponenti religiosi e del mondo della cultura, professionisti, medici, giornalisti e imprenditori.

Plebiscito2013.eu si apre quindi all’intero spettro di opinioni presente in Veneto, senza chiusure verso nessuna idea e posizione.

Per quanto riguarda le richieste dell’autore di un articolo che si firma con lo pseudonimo “Tontolo”, si precisa che:

– abbiamo raccolto una testimonianza di Luigi Bacialli, che ha dichiarato tra le altre cose che “I veneti hanno il sacrosanto diritto di esprimersi sull’indipendenza”, abbiamo riferito che sarebbe stata pubblicata sul nostro sito come è stato fatto all’indirizzo http://plebiscito2013.eu/luigi-bacialli-testimonial-di-plebiscito-2013/, dove abbiamo ben precisato che ” la raccolta di una testimonianza virgolettata non implica alcuna adesione al nostro comitato (che non è né un partito né un movimento politico)”. Qualcuno però ha dichiarato al direttore Bacialli che Plebiscito2013.eu sarebbe un movimento politico (cosa che non siamo) e giustamente egli ha fatto la stessa precisazione che già avevamo fatto noi.

– abbiamo ricevuto anche la testimonianza virgolettata del sindaco di Verona Flavio Tosi che abbiamo pubblicato sempre sul nostro sito e la stampa non ne ha dato notizia perché non siamo ancora riusciti a inviare i relativi comunicati, in quanto molto impegnati su un vasto fronte di eventi (ad esempio,http://plebiscito2013.eu/due-straordinari-eventi-di-plebiscito2013-eu-in-contemporanea-la-sera-prima-del-consiglio-regionale-sullindipendenza-del-veneto/ e http://plebiscito2013.eu/il-30-luglio-tutti-a-venezia-per-tutelare-quesito-indizione-e-data-del-plebiscito-2013-per-lindipendenza-del-veneto/) ed attività a supporto del Plebiscito che deve tenersi nel 2013 e che deve mantenere l’originale quesito “vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? SI – NO” e non quesiti annacquati come proposto da alcuni membri della commissione giuridica che hanno fatto erronee valutazioni politiche.

Grazie per le domande e buona indipendenza a tutti.

Ufficio stampa
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Plebiscito indipendentista: la relazione della commissione giuristi

Schermata 2013-07-10 alle 15.03.58Pubblichiamo integralmente la relazione ufficiale della commissione di sei giuristi sulla fattibilità del referendum per l’indipendenza del Veneto. Ecco il documento… Read more

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Referendum sull’indipendenza: improvvisa accelerazione dell’iter in Regione


Gianluca BusatoVenti consiglieri regionali hanno firmato per una seduta straordinaria che dovrebbe indire il referendum. A questo punto – spiega Gianluca Busato – sarà d’obbligo convocare il Consiglio entro luglio. Il portavoce di Indipendenza Veneta sottolinea il ruolo di Valdegamberi, ma soprattutto le adesioni di esponenti del Centrosinistra come Bottacin e Pettenò. E quindi si appella al Pd, affinché ascolti… la sua componente “più democratica”. – Fonte Read more

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NonSoloVeneto, l’indipendenza avanza anche in Lombardia e in Liguria

VolantinoSeregno1906

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Il processo indipendentista vede il Veneto avvicinarsi sempre più verso la creazione della nuova Repubblica Veneta e ora approda anche in altre regioni, come la Lombardia e la Liguria.

Segnaliamo a questo proposito due importanti eventi che si terranno nei prossimi giorni:

1. mercoledì 19 giugno, a Seregno, Color44 organizza il convegno “Lombardia: colonia fiscale o Stato indipendente e federale?”
2. giovedì 20 gennaio, a Genova, vi sarà la costituzione di Terra Ligure, presso Hotel Mediterranée, Pegli, ore 21, con la presenza del prof. Paolo Luca Bernardini, socio fondatore di Indipendenza Veneta. Read more

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Treviso comunista e l’indipendenza del Veneto

Tradimenti e retroscena nel centrodestra che ha sacrificato il capoluogo della Marca, alla vigilia dell’approvazione della legge referendaria

Schermata 2013-06-12 alle 11.45.41Passate le elezioni, passato ieri il primo giorno di mercato senza Gentilini, da oggi ufficialmente Treviso è entrata nella normalità della sua nuova fase storica. Da oggi ufficialmente Treviso è diventata “comunista”.
Il suo nuovo sindaco non è un pericoloso mangiabambini, intendiamoci, ma un uomo di apparato sicuramente. Una persona moderata, ma sempre di apparato.
Come ha fatto quindi Giovanni Manildo a sbancare Treviso, trasformandola da città simbolo della conservazione e della moderazione a “città liberata” come cantavano i suoi seguaci forse più illusi dopo la vittoria elettorale di lunedì?
Gran parte del merito va sicuramente alla sua abilità nell’essere riuscito a tenere unite in coalizione componenti tra loro molto distanti, mentre altrettanto non si può dire dei suoi avversari.
La figura di straordinario impatto mediatico di Giancarlo Gentilini ha coperto le ragioni vere della sconfitta elettorale della coalizione della lega e del pdl. Queste ragioni vanno trovate nella divisione della coalizione che ha attraversato lo stesso pdl dilaniato ancor più della lega da una lotta interna di potere, tanto che la potente corrente che fa capo a Maurizio Sacconi ha apertamente appoggiato un altro candidato sindaco, senza nemmeno apparentarsi per il ballottaggio allo sceriffo e oggi anticipa la resa dei conti in un’intervista sui giornali locali.
Cosa c’è in ballo per spiegare una scelta apparentemente suicida?
Probabilmente qualcuno ritiene che la fase storica odierna sia per certi versi simile a quella del 1993-94. Anche nel 1993 il centro-sinistra vinse in molte città, apparentemente conquistando una posizione che pareva inattaccabile. In realtà che si trattasse di vittoria di Pirro lo si capì l’anno successivo, con il trionfo del centro-destra guidato allora da Berlusconi.
Oggi il senso della pugnalata alle spalle che spiega la sconfitta di Treviso va cercata proprio in questa battaglia tutta interna al centro-destra e in particolare nel partito di Berlusconi. Riteniamo però che qualche calcolo sia stato fatto in modo sbagliato.
Un modello di questo tipo mal si adatta a un periodo che pare più vicino al dopoguerra che ad altro, per la gravità della crisi socio-economica che stiamo attraversando. Il calo nell’ultimo anno della produzione industriale del 4,6% e del pil del 2,4% proprio in Veneto e a Treviso si manifesta nelle forme più dure, testimoniate da una catena impressionante di suicidi per ragioni economiche, nella perdita massiccia di lavoro e nell’impressionante aumento di fallimenti di aziende. Oggi il peso rappresentato dallo stato italiano predatore rappresenta quindi per il Veneto una palla al piede che ci sta trascinando nel gorgo della disperazione.
Il Veneto quindi deve sganciarsi – ora o mai più – dai giochetti dei partiti italiani e deve sapersi riscattare trasformando la drammatica situazione di crisi in una straordinaria opportunità di rilancio con la propria indipendenza politica.
Spetta ora al consiglio regionale uscire dall’impasse, accelerando il dibattito preliminare della commissione affari istituzionali già alla prossima settimana, in modo da non perdere l’occasione della convocazione del consiglio straordinario per il prossimo 27 giugno, come paventato oggi da qualcuno.
L’unico che in questa fase può spingere sull’acceleratore è Luca Zaia e noi confidiamo che sappia leggere con grande attenzione la delicata fase che stiamo attraversando.
Caro Governatore, forse è giunto il momento di alzare la cornetta del telefono e dare il ritmo che serve per raggiungere l’indipendenza del Veneto.

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Risposta a Tontolo, ai tontoloni e agli strateghi del giorno dopo

l'invidiaDopo che un evento si consuma spesso spuntano come funghi i professionisti del “te l’avevo detto io” (che già sono una categoria apprezzabile, purché l’avessero detto veramente: più spesso sono millantatori che in realtà non avevano detto niente), oppure di chi punta l’indice accusatorio contro “scelte fallimentari” o altre critiche spesso nemmeno esplicitate (“sono sempre stato critico con le vostre scelte”, magari dimenticandosi di dire quali scelte e anche quando lo fosse stato). In questa tornata elettorale si è aggiunta una nuova categoria che dice “quando perdi non perdere la lezione”, oppure “da tutti i miei errori io ho sempre imparato”, dimenticandosi di specificare quali siano gli errori e ancor più quali dovrebbero essere le lezioni da imparare.
Spesso costoro nelle vicende che commentano rigorosamente il giorno dopo che sono avvenute fino al giorno prima si erano segnalati per la totale assenza, qualcuno poi addirittura magari aveva anche flirtato con gli avversari sperando non si venisse a sapere, qualcun altro giocava proprio nella squadra avversaria, oppure, i più, si erano seduti a guardare gufando dal primo all’ultimo giorno della preparazione dell’impresa. Molti di costoro appartengono poi all’esercito di coloro che di sconfitte brucianti ne hanno collezionate in passato in numero tale da essere stati defenestrati per sempre dall’agone competitivo. Altri invece appartengono all’insieme variopinto dei riciclati, dei “numeri due”, dei “vorrei ma non posso”, del “vai avanti tu che a me vien da ridere”.
Gli ambiti in cui ciò si verifica sono molteplici, dallo sport, agli affari, alla politica.
Spesso tali critiche nascono dalla pura invidia che talvolta si tramuta in odio nei confronti di chi ha partecipato e contribuito a creare gli eventi mettendo in gioco la propria faccia, le proprie risorse, il proprio tempo.
C’è infine una categoria interessante, ovvero chi ha sfruttato l’opera di questi per costruire un proprio personale successo che senza i primi mai si sarebbe verificato e con la loro eliminazione svanirebbe come il fumo in men che non si dica. Sono i parassiti stupidi che non capiscono che vivono della vita degli altri senza i quali sarebbero i primi a morire.
Molti di questi sono riconoscibili perché invece di argomentare offendono, svillaneggiano (anche quelli che parevano più educati, quasi oxoniani nelle loro gentil maniere), cercano di mettere in ridicolo i propri avversari.
Beh, vorrei dare una pacca sulla spalla a questo esercito di strateghi del giorno dopo: è proprio grazie al loro lavoro che ho capito di essere sempre dalla parte giusta.
Grazie e continuate così, a morire di invidia e a logorarvi per essere dalla parte di chi non conta, ma è contato: per quanto mi riguarda, le critiche inutili (discorso diverso vale ovviamente per quelle motivate e preziosissime) mi hanno sempre fortificato.
La realtà dei fatti – che a qualcuno fa male – è che gli indipendentisti veneti hanno come minimo raddoppiato i propri voti, con mezzi ridicoli nei confronti dei propri avversari, partendo tra l’altro da un risultato non certamente esaltante ottenuto alle scorse elezioni politiche che ci aveva visti partire fortemente svantaggiati. Oggi siamo l’unica forza politica presente in Veneto in grado di occupare il vuoto politico dei partiti rantolanti. E con buona pace degli invidiosi.

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