14. L’indipendenza per salvare la nostra lingua

La lingua veneta ha una vita sociale che poche altre lingue di Nazioni senza stato hanno nel mondo. Da una recente indagine Istat del 2007 emerge infatti che essa è parlato da 3 veneti su 4. Ciò che manca alla nostra lingua è però una vita pubblica, economica e istituzionale. Un passo avanti è stato fatto con una recente legge regionale di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio linguistico e culturale, ma molto c’è ancora da fare perché tale legge non resti sulla carta. Noi riteniamo che ogni sforzo debba essere compiuto e apprezzato in tal senso, da qualsiasi parte politica provenga, ma riteniamo che solo l’indipendenza potrà darci tutti gli strumenti di cui necessita la nostra lingua veneta per la propria salvaguardia.
Cosa meglio infine di una poesia per spiegare l’esigenza di tutela della nostra łengoa veneta? E cosa meglio di una poesia scritta da un autore siciliano?

IGNAZIO BUTTITTA -SICILIANO di Bagheria-Palermo
LINGUA E DIALETTO scritta in siculo
Lingua e dialetto

(parziale versione veneta, tradotta da una patriota veneta)
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On popolo
mètelo in cadene
càveghe i vestiti
sàreghe la boca
L’è ancora libaro.

Càveghe el laoro
el pasaporto
la tola ndò che el magna
el leto ndò che el dorme
L’è ancora sioro.

On popolo
el deventa poareto e s-ciavo
quando che i ghe roba la lengoa
che so pare e so mare i ghe ga dà:
lora lè perso par senpre.

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