16.7.3. Come saranno creati i nuovi ministeri veneti?

I veneti pagano già il governo italiano per gestire gli attuali ministeri a Roma. In ogni caso, sebbene noi paghiamo la nostra quota di tutti questi ministeri, non abbiamo i benefici che ci spettano con il trasferimento in Venetia dei lavori governativi che noi paghiamo.
Gli organi dirigenziali di tali ministeri e agenzie governative sono oltremodo concentrati a Roma, nell’Italia meridionale e, in misura minore a Milano, Torino, Bologna e Firenze.
Riportando a casa tali poteri e responsabilità, noi portiamo a casa anche i relativi lavori, con i benefici connessi per tutta l’economia veneta. Oltretutto la conduzione diretta da parte nostra di tali servizi li renderà più efficienti ed efficaci e ciò comporterà la fine del mantenimento della macchina burocratica italiana dai costi spaventosi, che da sola costa di più delle macchine burocratiche di Francia, Germania e Regno Unito messi assieme.
Nei negoziati per l’indipendenza, la Venetia eserciterà il proprio diritto di assumere a sé e/o condividere gli uffici governativi italiani, il patrimonio pubblico italiano e qualsiasi altro ambito ora riservato alla competenza esclusiva italiana, cosicché le materie oggi riservate alla gestione italiana continueranno ad essere gestite, ma sotto il controllo del governo veneto. Il governo veneto erediterà inoltre una quota del patrimonio governativo italiano e dei suoi uffici. Molti di tali dicasteri e uffici hanno già uffici e personale in Venetia, che potranno entrare a far parte di un governo veneto indipendente.
L’indipendenza farà inoltre venir meno l’esigenza di una miriade di enti governativi o statali italiani inutili e dispendiosi, che saranno rapidamente cassati dal governo veneto.