16.7.8. Come sarà organizzato la difesa?

Il comparto militare italiano, inefficiente, elefantiaco, dispendioso e monopolizzato da non veneti, sarà trasformato in una struttura professionale moderna, snella ed efficiente.
Per quanto riguarda l’impegno internazionale, il PNV crede fortemente nel processo diplomatico a favore dei processi di pace. La tradizione diplomatica della Repubblica Serenissima è nota al mondo e costituirà base fondamentale anche dell’azione futura della Venetia indipendente.
Il PNV crede nella cooperazione internazionale per la difesa convenzionale. La Venetia indipendente erediterà gli obblighi derivanti dai trattati NATO.
La presenza NATO in territorio veneto dovrà in ogni caso nel tempo essere ridiscussa con i nuovi organi istituzionali veneti preposti, in virtù dei mutati reciproci assetti nazionali che derivano dall’indipendenza.
I negoziati per l’indipendenza stabiliranno la quota parte veneta del patrimonio militare italiano. Tali risorse, unitamente al patrimonio dell’esercito italiano dislocato al momento dell’indipendenza in Venetia costituirà il nucleo finanziario fondamentale dell’esercito veneto.
La Venetia ha una lunga tradizione militare e tutto il personale militare veneto attualmente impiegato presso l’esercito italiano potrà avere l’opportunità di passare alle forze della difesa veneta. Saranno preservati anche nel nome i corpi tipici veneti quali il reggimento degli alpini e il corpo dei lagunari, unitamente alla costituzione dei nuovi corpi di difesa veneti.
In linea con l’esempio di molti altri piccoli paesi indipendenti come la Finlandia, il PNV propone che possano essere utilizzati risorse militari venete per operazioni di peacekeeping legittimate dai preposti organismi internazionali di cui la Venetia sarà parte.