16.9.6. Cosa succede se Roma prova a dire “No”?

Politicamente è assai improbabile, a meno di una deriva antidemocratica italiana. In ogni caso il diritto internazionale prevede il ricorso della Venetia in una sede neutra.
In ogni caso, l’autodeterminazione del Popolo veneto è una riforma legale.
Infatti, il principio di autodeterminazione dei popoli è una norma di diritto internazionale generale ed inderogabile che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. Esso è entrato in vigore da noi con Legge statale n. 881 del 25 ottobre 1977 (ratifica ed esecuzione del patto di New York), secondo la quale “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”.
Il popolo Veneto trova poi definizione legale secondo l’art. 2 della Legge statale n. 340 del 22 maggio 1971, secondo la quale “L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”.
Grazie alla Legge statale n. 85 del 24 febbraio 2006, è consentito esprimere opinioni e compiere atti democratici e non violenti per ottenere l’indipendenza di territori attualmente inglobati nello stato di cui è parte la Venetia.
Vale a dire che noi possiamo agire democraticamente e pacificamente per portare avanti l’autodeterminazione del Popolo veneto e ottenere in modo non violento l’indipendenza della Venetia.
In base ai precedenti dei paesi baltici, della Repubblica Ceca e della Slovacchia e di moltissimi altri paesi, possiamo dire che non c’è alcuna ragione che impedisca alla Venetia di diventare uno stato indipendente se sceglie di esserlo.