4. L’autonomia non è sufficiente

Il PNV vede con favore le battaglie di altre organizzazioni politiche per una maggiore autonomia dell’ente regione, perché è comunque un passo in avanti verso l’autogoverno. Ma l’autonomia non è la stessa cosa dell’indipendenza – e non è nemmeno lontanamente in grado di dare risposta alle esigenze della Venetia.
Sebbene gli attuali enti locali veneti cerchino di aumentare il grado di capacità decisionale dei veneti, il loro potere è rigidamente limitato e quindi c’è un freno naturale ai risultati che possono ottenere.
Anche con la più ampia autonomia immaginabile, il parlamento di Roma manterrebbe il controllo di aree cruciali quali l’economia, le tasse, la previdenza, le pensioni, l’immigrazione legale e clandestina, la comunicazione radiotelevisiva, la difesa e gli affari internazionali.
Esso conserverebbe inoltre la potestà di legiferare in ogni area devoluta o riservata alla regione e può calpestare la volontà del parlamento veneto senza alcun consenso.
Inoltre non vi è alcuna possibilità di ricostituire un ordinamento che offra maggiore democrazia, migliore efficienza e una reale autonomia alle municipalità in un sistema che in tal modo garantisca le minoranze e le identità peculiari, e dia certezza ai cittadini sull’operato dei propri eletti.