Articoli marcati con tag ‘Alessio Morosin’

LIFE TREVISO contro Stato Italiano

mercoledì, 6 febbraio 2008
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20.02.08
TRIBUNALE ordinario di VENEZIA sede CIVILE
LIFE TREVISO contro Stato Italiano
Richiesta di ritiro dalle Province Venete.
Seconda udienza.

1947: Referendum “Monarchia-Repubblica”. Il referendum era nullo? Noi crediamo di sì.
Il Decreto Legislativo 16 marzo 1946 all’art. 1 testualmente diceva: “I consigli elettorali sono convocati per il giorno 2 giugno 1946… E’ fatta eccezione per il collegio elettorale della Venezia Giulia e per la provincia di Bolzano, per i quali sarà disposta con successivi provvedimenti”. Mai e poi mai questi cittadini veneti vennero chiamati al voto, tantomeno quelli residenti in Istria, in Dalmazia, nel Quarnaro e nel Dodecaneso. Un gran numero di veneti ai quali è stato negato il diritto fondamentale della democrazia: IL VOTO.

Tratto dal sito www.life.it

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La nuova (?) e morbidosa linea politica del PNE e lo strappo di Jesolo verso l’indipendenza

mercoledì, 30 gennaio 2008
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Crediamo utile per tutti pubblicare la mozione approvata dall’assemblea del PNE domenica scorsa, che segna la nuova (?) linea politica del partito. Per ora non anticipiamo commenti, anche perché ci sembra ci sia poco da commentare.

Di seguito a tale mozione, riportiamo anche un comunicato congiunto della sezione jesolana del PNE e del Partito della Serenissima, decisamente e con nostro grande piacere indipendentista

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MOZIONE PNE del 27.01.2008 

Si è tenuta ieri 27 gennaio 2008 a Treviso, presso l’Hotel Maggior Consiglio, l’Assemblea Generale di Progetto Nordest.
Gli oltre 300 delegati hanno eletto 5 nuovi componenti del Direttivo Generale:

CAVALETTO REMO (TV)
GIACON LUIGI (PD)
MOCELLIN STEFANO (VI)
MOROSIN ALESSIO (VE)
SINICO ARMANDO (VR)

Hanno ricevuto molti applausi e molto consenso, oltre che agli interventi del Segretario Politico Mariangelo Foggiato, del Consigliere Regionale Diego Cancian e il Presidente dei Soci Fondatori Thomas Panto i numerosi interventi tematici di grande qualità e spessore enunciati dai delegati.

L’assemblea ha approvato alla quasi unanimità la seguente Mozione unitaria:

Progetto Nordest auspica il superamento del concetto di stato nazionale verso un’Europa strutturata in macro regioni omogenee. Persegue a tal fine l’autonomia del Veneto e la aggregazione con il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige in una unica macro regione europea del Nordest.

Progetto Nordest considera irrinunciabile la propria identità; ribadisce la sua autonomia e libertà e si dichiara pertanto non soggetto a fusioni, assorbimenti o alleanze sistematiche e irreversibili.

PNE si propone quale leale punto di riferimento e di aggregazione per tutti i movimenti o gruppi autonomisti presenti nel territorio Veneto e del Nordest.

Perdurando gli attuali sistemi elettorali, per il raggiungimento del fine dell’autonomia istituzionale e fiscale del nostro territorio e per la costruzione della macro regione del Nordest.
PNE può ammettere il mezzo della coalizione elettorale, che garantisce la nostra identità ed è linitata ne Il ‘ obbiettivo e nel tempo, solo sulla base e a irrinunciabile condizione di precisi impegni certi, documentabili, misurabili e verificabili per provvedimenti che vadano in questa direzione. Il rispetto e la realizzazione dei provvedimenti concreti concordati, periodicamente verificati, è l’elemento essenziale per la permanenza di Progetto Nordest in qualsiasi tipo di eventuale coalizione elettorale. Il venir meno di questi impegni in qualsiasi momento comporta l’immediata denuncia di qualsivoglia accordo e l’uscita immediata di PNE da qualunque coalizione.

Il Direttivo Generale, organo plurale statutario e rappresentativo del movimento, si fa carico ed è garante della corretta iniziativa e della gestione di qualsiasi azione elettorale attenendosi agli indirizzi di cui sopra e nel rispetto dello Statuto.

Il Direttivo Generale inoltre, quale organo di governo democratico del movimento, si impegna a valutare nelle prime sedute utili le tesi e le proposte emerse nel corso dell’assemblea odierna e se. del caso deliberare in merito alle stesse.

Progetto Nordest ribadisce la propria natura di movimento democratico plurale, dotato di organi legittimamente eletti, di statuto e regole che garantiscono ai propri associati la piena partecipazione, la collegialità e la trasparenza.
IL SEGRETARIO POLITICO
Mariangelo Foggiato

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Comunicato congiunto delle segreterie del Partito della Serenissima e di Progetto Nordest sez di Jesolo

Il 15 febbraio presso il kursaal di P.zza Brescia alle ore 21.00 ,
ci sarà la presentazione ufficiale del Referendum per l’Autodeterminazione della città di Jesolo, nella quale verranno comunicati a tutti i cittadini jesolani i tempi e le modalità per l’indizione dello stesso. Il Progetto ideato e perseguito con tenacia e caparbietà dal Partito della Serenissima, ha trovato in Progetto Nordest di Jesolo un deciso e determinato partner che sicuramente sarà di esempio per l’adesione di altri movimenti politici che abbiano realmente a cuore le sorti del Veneto.
Il Referendum costituirà il primo passo nella direzione del raggiungimento dell’Indipendenza del Veneto seguendo un percorso costituzionale nel rispetto della Legge Italiana stessa.
Tutti i cittadini sono caldamente invitati.
Segretario del Partito della Serenissima : Roberto Cella
Segretario di Progetto Nordest : Loretta Santin

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Il plebiscito del 1866 non è valido. La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

lunedì, 3 dicembre 2007
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«Il plebiscito del 1866 non è valido»
La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

GIORGIO CECCHETTI
VENEZIA. Gli imprenditori della Life, quelli che si sdraiavano per terra in modo da impedire che la Guardia di finanza entrasse per controllare i conti delle piccole imprese, quelli che hanno sempre dipinto l’ex ministro ed attuale vice Vincenzo Visco con i denti da vampiro succhiasoldi, chiedono al Tribunale di Venezia di annullare o di decretare l’inefficacia addirittura del plebiscito con il quale nel 1866 il Veneto e Mantova dissero sì all’annessione al Regno di Sardegna e, conseguentemente, chiedono che venga cancellato anche il referendum del 1946, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica.
Non è uno scherzo, e neppure una mossa propagandistica: due legali, l’awocato mantovano Marco Della Luna e quello veneziano Luciano Salvato, hanno presentato la documentazione negli uffici giudiziari lagunari e il presidente della prima sezione civile Roberto Zacco, il 9 novembre scorso, ha già tenuto la prima udienza, inviando in seguito una segnalazione alla Procura della Repubblica, in modo che valuti l’esistenza o meno di reati sulla base della documentazione presentata dai due civilisti.
L’obiettivo dichiarato della Life è quello che, alla fine, in base alla Carta dei diritti dell’uomo, venga dichiarata l’indipendenza del popolo veneto e, proprio per questo, credono poco alla terzietà dei giudici che dovranno decidere, «visto che hanno giurato sulla Costituzione della Repubblica non possono stare che dalla sua parte», precisa l’awocato Della Luna.
I documenti che hanno presentato hanno un notevole spessore storico e alcune affermazioni non sono certo gratuite. Per quanto riguarda il Plebiscito, la votazione che permise al Veneto e a Mantova di unirsi al neonato regno d’Italia dopo la 38 guerra d’indipendenza, i due legali sostengono che i quadrunviri che cedettero il possesso del territorio ai Savoia non avevano alcuna legittimità per farlo. Inoltre, citando documenti e testimonianze, affermano che in quel referendum i brogli non si contarono per stessa ammissione di chi li organizzò.
Vengono citati la partecipazione al voto delle truppe sabaude presenti nel Veneto e le dichiarazioni del capo della Polizia di Camillo Senso di Cavour, il quale a fine carriera raccontò che le schede non utilizzate e non votate «vennero gettate nelle ume in senso sabaudo». Infine, per quanto riguarda il referendum grazie al quale al popolo italiano, dopo l’ultima guerra, venne data la possibilità di scegliere tra monarchia e repubblica, oltre a parlare di brogli, i due awocati scrivono che il decreto istitutivo prevedeva anche il voto dei cittadini di Venezia Giulia e Dalmazia, dove invece non furono allestiti i seggi e dove, quindi, nessuno potè votare. «Naturalmente fu una scelta presa a tavolino – sostiene l’awocato Della Luna – perchè erano consepevoli che altrimenti la repubblica avrebbe perso».
Analogo contenzioso è in atto da parte della Associazione Culturale “Amici della Storia e della Giustizia” di Venezia (quelli del processo a Napoleone), con gli avvocati Renzo Fogliata, Ivone Cacciavillani, Alessio Morosin e altri, i quali hanno portato gli atti di fronte alla Corte di Giustizia Europea a Strasburgo

da “la Nuova di Venezia”

(http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?FORUM_ID=1&TOPIC_ID=3869)

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