Articoli marcati con tag ‘assistenzialismo’

Assistenzialismo ai Comuni di confine? No grazie.

mercoledì, 15 aprile 2009
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La recente iniziativa che vedrebbe nella futura concezione di federalismo fiscale l’introduzione di un contributo obbligatorio da parte delle Province autonome (di Trento e Bolzano) ai Comuni confinanti del Veronese, Vicentino e Bellunese; è una forma offensiva di assistenzialismo paradossale.
Offensiva perché si propone di rubare il danaro dalle Province autonome, paradossale perché si chiede di contribuire a Comuni che per conto loro versano a Roma cifre superiori a quelle che i corrispondenti Comuni nelle stesse province autonome introitano. Questa proposta è degna di un infame ladro che dopo avere rubato poi invita il vicino ad aiutare il derubato. Infatti i Comuni dell’alto Vicentino in media approssimata versano 100 e ricevono 1,4; se questo non è un furto ditemi voi che cos’è!
L’agitazione di diversi sindaci (che chiedono il 20%) è più che comprensibile, ma sarebbe molto grave ed umiliante una forma di assistenzialismo al derubato, oltre che foriera di distorsioni sulla gestione, giacché si sgancia il merito della buona gestione con l’aiuto indeterminato; senza contare che ci si rende complici di un furto ai danni delle province autonome.
Sarà da vedere quanto maturerà in questi sindaci la coscienza dell’essere protagonisti di una sistematica spoliazione delle risorse ai danni dei loro cittadini (spoliazione realizzata in spregio ai diritti dell’uomo e dei popoli, in cui si dice chiaramente che “nessun popolo può essere privato delle sue risorse“). La reazione dunque è più che giusta, ma ancora insufficiente, poiché non è con l’elemosina dopo essere stati taglieggiati che si risolve la questione, e di una mancata reazione essi sono responsabili nei confronti dei cittadini che li hanno votati.
La giusta cosa da fare è una lega di sindaci secessionisti (dall’Italia), che è l’unica giusta risposta a questo stato di cose.

Claudio G.

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Venetia indipendente = Poche tasse raccolte e gestite localmente

mercoledì, 19 novembre 2008
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La Venetia è un paese ricco, anche se ora è governato molto male. Una Venetia indipendente sarà ovviamente in grado di mantenere e migliorare molto l’attuale livello di servizi, abbassando l’attuale livello fiscale sia abbassando le tasse sulle persone sia abbassando le tasse sulle imprese.
Ciò sicuramente non potrà avvenire con il cosiddetto federalismo fiscale, che anzi aumenterà notevolmente le tasse sui cittadini veneti che dovranno provvedere a pagare sia i servizi della Regione, con stile assistenziale simil-italiano sia il parassitismo di stato e dei papaveri politici che non si decidono a morire per consunzione, Ecco perché il federalismo assistenzial-solidale che oggi la lega nord ci vuole propinare come pannicello caldo per mantenere il proprio potere politico sempre più fine a sé stesso e sempre più incapace di difendere l’interesse nazionale veneto è inutile e forse anche controproducente, oltreché tutto fuorché una riforma autenticamente federale (impossibile da realizzare nel colabrodo italiano).
Noi Veneti partiamo da una base di ricchezza e solo l’indipendenza potrà preservarla anche rispetto alle crisi congiunturali come quella che stiamo vivendo. Sarà in ogni caso decisione di un governo veneto indipendente decidere se tagliare o alzare le tasse e di tali decisioni risponderà democraticamente al popolo veneto
indipendenza xe poche tasseIn ogni caso, oggi è ben noto a tutti che oggi lo stato ci fa pagare una quantità esagerata di tasse. Ciò vale sia per le persone fisiche sia per le imprese. Non vogliamo addentrarci sulle misure che i vari governi che si susseguono propongono per illuderci di mantenere l’eterna promessa di abbassare la pressione fiscale. Lasciamo questo esercizio irrisolvibile ai partiti che ambiscono ad occupare i vari palazzi del potere romano.
Il Pnv non ha tale ambizione, poiché noi crediamo che il bene del Veneto si debba fare in Veneto.
Per tale ragione, apriamo il dibattito con qualche spunto sul sistema fiscale nel Veneto indipendente, che probabilmente avremo entro breve tempo, visto l’avvicinarsi sempre più evidente del capolinea dello stato unitario italico, che ha letteralmente finito la benzina.
Cominciamo a ragionare sul tema, perché molti si chiedono come debba essere il Veneto del prossimo futuro, quel Veneto che finalmente potrà decidere da solo – come è normale e giusto che faccia – il proprio destino.
Noi crediamo che il sistema di tassazione debba essere il meno invasivo possibile.
Riteniamo infatti che la creazione di stati sclerotizzati e macchinosi nel mondo moderno sia una cosa da evitare, con tutta evidenza. La mia opinione è che lo stato possa e debba avere, nella forma più distribuita e territoriale possibile, delle funzioni di controllo e monitoraggio che gli sono proprie. Crediamo altresì che si debba fare un salto di qualità anche nella politica istituzionale rispetto alla letteratura sul tema, che resta ancora troppo influenzata dalle ideologie sopravvissute al secondo dopoguerra, che giocoforza faticano a capire le necessità dell’oggi.
A tal proposito la visione di uno stato caratterizzato da forti accordi di tipo federale tra le varie comunità locali rientra nella tradizione veneta e non solo nella propria età dell’oro rappresentata dal millennio di Serenissima indipendenza, ma ancor prima, dalle comunità venete e paleovenete, che da sempre hanno sviluppato accordi di cooperazione e mutua assistenza che prevenivano le assurde burocrazie di molti pachidermici stati odierni.
Ciò è testimoniato dallo sviluppo urbano policentrico, con architettura orizzontale e distribuita, a rete, della nostra nazione veneta, che invero necessita oggi di un recupero del nostro tradizionale spirito di salvaguardia e attenzione dell’ambiente, dato che troppo di frequente ha lasciato spazio alle speculazioni e a una generale miopia urbanistica.
Proprio l’esistenza di tali reti di comunità, ci permette di ipotizzare la creazioni di “nodi” locali molto più intelligenti rispetto, ad esempio, alla realtà di molti altri stati come la Francia caratterizzate da sviluppi più concentrati e “verticali”. Questo è un grande vantaggio che aiuta anche a spiegare il nostro reticolo industriale e l’imprenditoria diffusa dei veneti. Esso deve diventare inoltre un grande vantaggio strategico per il Veneto indipendente, grazie alla creazione di “imprenditoria civica” distribuita, che in altri termini possiamo tradurre come alto senso civico e responsabilità diffusa.
Di più, ne derivano indubbi vantaggi sul piano fiscale, perché l’assunzione di maggiori responsabilità a livello municipale e territoriale permette la creazione di maggiori “centri di costo” e pertanto più efficienti ed economici e quindi con minori esigenze di entrate da parte dello stato.
Il Veneto indipendente, in conclusione, non deruberà più i propri cittadini e le imprese, ma con ogni probabilità si potrà accontentare ragionevolmente di aliquote fiscali molto basse, dell’ordine del 15-20%, attraverso un graduale abbassamento delle tasse attuali.
Così facendo, inoltre, potremo aiutare anche la vicina Italia, perché avere un vicino con condizioni sociali equilibrate sarà un indubbio vantaggio anche per noi veneti che non dovremo subire immigrazioni forzate causate dalla povertà. Potremo prestare loro denaro a tassi agevolati, purché vincolato alla realizzazione di progetti concreti che saranno monitorati dal Veneto indipendente, creando una responsabilizzazione della spesa.

Gianluca Busato
segr. Partito Nasional Veneto

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Indipendenza = più garanzie per i meno fortunati e meno assistenzialismo

lunedì, 17 novembre 2008
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L’indipendenza ci permetterà di avere un’adeguata garanzia per i veneti meno fortunati.
Il progressivo invecchiamento della popolazione rende particolarmente strategici i servizi alla persona. Assistiamo ogni giorno di più al degrado delle strutture dedicate alla terza età, l’indipendenza è sempre più indispensabile anche per i nostri anziani, per poter loro dedicare le risorse necessarie a un’esistenza di dignità che spesso oggi è negata.
Un incremento della ricchezza produrrà senz’altro le risorse necessarie a sostenere politiche di aiuto verso i più bisognosi. Va però detto che ciò non potrà mai più essere oggetto di politiche di tipo assistenzialistico cui ci ha abituati lo stato attuale che spesso risultano nella negazione di un supporto a chi ne ha veramente di bisogno.

indipendenza xe pensioni sicure

indipendenza xe pensioni sicure

È fin troppo evidente a tutti che l’assistenzialismo è una leva in mano a una classe dirigente che fa di essa il bastone con il quale asservire i cittadini.
Esso è stato fin troppo confuso con il tema della solidarietà, da contrapporre all’egoismo di chi semplicemente difende il proprio naturale diritto a non essere derubato del frutto del proprio duro lavoro, attraverso una fiscalità opprimente.
Come già detto altrove, il PNV ritiene che debba essere introdotta una specifica norma costituzionale nel futuro Stato Veneto indipendente, per impedire che future classi politiche possano abusare della leva fiscale, introducendo a proprio piacere aliquote di tassazione eccessive sul reddito delle persone e delle imprese, con ciò favorendo il voto di scambio. A tal fine, si dovrà prevedere il ricorso ad approvazione da parte di un referendum popolare per innalzare l’aliquota fiscale sul reddito delle persone fisiche per innalzamenti che superino la quota di un quarto rispetto all’aliquota precedente.

Partito Nasional Veneto

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Il Veneto indipendente può reggersi sulle proprie gambe?

martedì, 19 agosto 2008
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Il Veneto ha un’enorme potenziale economico, con grande ricchezza di risorse ambientali e una forza lavoro altamente competitiva.
Sono pochi i paesi al mondo che possono competere con la nostra capacità di inventare e lavorare e che hanno risorse ambientali pari alle nostre. Gli studenti veneti sono più istruiti e conoscono le lingue straniere meglio degli studenti italiani.
Abbiamo un settore enogastronomico di rilievo mondiale, università di grandi tradizioni che con le risorse che deriveranno dall’indipendenza potranno incrementare la loro potenzialità di ricerca e innovazioni.
I veneti hanno una reputazione mondiale per capacità economica, imprenditoriale, artistica e scientifica, seguendo una tradizione storica che tanto apporto ha dato all’umana civiltà.
Le nostre imprese si affermano nel mondo, il nostro potenziale turistico è di primaria importanza. L’aumento di risorse pubbliche nelle infrastrutture oggi carenti a causa del malgoverno italiano incrementerà ulteriormente la competività e la qualità di vita nel nostro paese.
I problemi odierni del Veneto non sono certamente la mancanza di risorse. Casomai è l’impiego delle stesse per controproducenti politiche di assistenzialismo al di fuori del Veneto.
I problemi odierni del Veneto sono una mala gestione dell’ambiente che per la propria tutela ha bisogno di maggiori leve decisionali locali che solo l’indipendenza può garantire.
Il Veneto inoltre vede invece negli ultimi tempi l’affacciarsi di fenomeni di povertà che negli ultimi trent’anni sembravanno scomparsi.
Il Veneto sta infine facendo i conti per la prima volta nella propria storia con il pericoloso incremento dell’insicurezza delle nostre città, dovuto a una pessima gestione italiana delle politiche immigratorie e ad un decadimento oramai irrecuperabile del costume giuridico italiano che vede prevalere le logiche di impunità delle azioni criminali.

Ecco perché il Veneto indipendente ci farà fare tornare finalmente nel novero dei Paesi civili, come sempre lo siamo stati nel corso della nostra millenaria storia di stato indipendente.

Partito Nazionale Veneto

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