Articoli marcati con tag ‘barack obama’

201X: internet + “cavalieri a staffetta” per l’indipendenza del Veneto

giovedì, 20 agosto 2009
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L’informazione che conta lavora contro il nostro interesse, facciamo uno sforzo per costruirne una che non risponda ai burattinai italiani

Nel mondo odierno ciò che conta è l’informazione. Ogni notizia, bella, o brutta che sia, ha un impatto per come viene presentata e per il pubblico cui è rivolta. In un mondo sempre più denso di segnali, contano i titoli dei giornali, le foto, le notizie dei tg, oppure i silenzi.
Tutte le attività umane si basano sul possesso, o sulla distribuzione di notizie, vere, verosimili, false, adattate, filtrate, taciute. Esse muovono l’economia, la politica, le coscienze di ognuno di noi, il vero grande motore dell’evoluzione umana.
Non è una novità, è da sempre così nella storia.
Gengis Khan controllò così il più grande impero della storia dell’umanità [...]
impero_mongolo_big (continua…)

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exp(PNV) = Venetia*(libera + indipendente)

domenica, 31 maggio 2009
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cresita-esponensial2Ghe xe poco da far: ghe vol na crésita esponensial del Pnv.

Par ste provinciałi l’obietivo xera riusir a prexentar na lista co l’obietivo ciaro e scéto de independensa veneta. Xe stà on gran suceso.

El fato ke semo riusìi a coverxar in maniera conpleta co internet, spot tv, spot radio, e manifesti tute e do łe province dove ke se ghemo prexentà xe na ulterior vitoria.

La notisia ke i sondagi i ne dà al de sora del 1% xe n’altro inaspetato suceso, dato ke gavemo fato na canpagna ełetorałe sensa on skeo.

La prova del parké gavemo inbrocà ła strada bona ło vedaremo durante el bałotagio. Invese de sostegner da drio łe cuinte i sołiti partiti taliani, el Pnv el gà portà direto a l’ełetorato l’opsion de independensa.

Anca se sarà na fregoła de ełetorato, al bałotagio i podaria eser costreti a tor na poxision su sto tema, stiłe Rick Perry, el governator tecsàn.

Ora però, par st’ano ke vien, ghe vol na crésita esponensial, stiłe Barack Obama. Xe de inportansa vitałe otegner par la Region on presidente indipendente par tacar el percorso referendario co monitoragio internasional.

Sensa on presidente del Veneto a favor de l’independensa, ke fa da interlocutor direto (sensa intermediari taliani) co ła comunità internasional, el percorso referendario del Pnv el vegnarìa posticipà.

Xe on posticipo ca no podemo parmétarse, parké dopo el 2010 ghe xe on buxo ełetoral. El prosimo apuntamento sarìa co łe połiteghe taliane, ke el Pnv no gà e no’l pol parteciparve. Saria contro i nostri principi prexentarse par on parlamento de no stato de cui no vołemo pì far parte.

Spetar el prosimo giro de provinciałi e regionałi xe on periodo masa longo par on partito carburà da xovani e da entuxiasmo. Tórseła co calma co obietivi a longo termine xe masa on riscio: se finìse ntel paltan smarso deła partitocrasia.

Eco parké no ghe xe altra via ma na crésita esponensial del Pnv. Region 2010, Independensa 2011-2012. Xe posibiłe. Ghe xe necesità, e no se pol far de manco.

Lodovico Pizzati
Pnv

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L’Italia di oggi è filo-Mosca, non più filo-Washington. E il Veneto?

venerdì, 7 novembre 2008
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Tra i comunisti contrari al premier italico, anche gli elettori americani

Bene, passata la notizia con il clamore per le dichiarazioni sull’abbronzatura di Barack Obama, che ha scatenato l’ira degli elettori americani contro il primo ministro tricolore (eccone qui un elenco dimostrativo, pubblicate dal New York Times fino alla chiusura a quota 1.195 per bloccare quello che stava diventando un fiume in piena incontrollabile), possiamo inserire il tutto nel giusto contesto.
Come sempre quando succedono queste cose, bisogna aspettare che il polverone ricada a terra per capire cosa succede realmente.
E l’evidenza è lì, per chi la vuol guardare e toccare con mano, al di là degli schieramenti ideologici.
Se il giorno dopo l’elezione di un presidente americano che è un evento storico oggettivo, il premier di uno stato inesistente si precipita a Mosca, a firmare montagne di accordi bilaterali e, con il suo consueto stile (o mancanza di stile, a seconda dei punti di vista), dice quel che dice, allora fa capire da che parte sta l’Italia: l’Italia non sta dalla parte degli USA, com’era fino al giorno prima, da ieri e in modo definitivo.
L’Italia sta dalla parte della Russia.
Sta da quella parte per più motivi:

  • perché è uno stato illiberale, come lo è la Russia oggi
  • perché si prepara il terreno per l’uscita dall’euro, che, dopo la speculazione internazionale della settimana scorsa sui btp italiani a 10 anni (passata sotto silenzio dei media tricolori) oggi è una possibilità concreta
  • perché oggettivamente la cultura dell’uomo politico italiano che ha parlato ieri è razzista, in modo forse inconsapevole finché si vuole, ma tale rimane, così come era razzista la cultura politica sovietica, che ancora impermea parte della dirigenza russa di oggi
  • perché l’Italia dipende energeticamente dalla Russia (e anche dal Veneto, aggiungiamo noi)
  • perché l’Italia è uno stato stra-indebitato e stra-in-crisi che sta sulla porta di uscita del mondo occidentale e quindi è una facile preda di altre zone di influenza geo-politica.

Ecco il succo politico delle parole del premier di uno stato che opprime noi Veneti ogni giorno di più e che oggi ci offende pure.
Noi Veneti siamo diversi, non siamo razzisti come il premier italiano.
La nostra tradizione millenaria è di apertura al mondo e ai Popoli, non di chiusura.
La vergogna di quelle parole è tutta italiana: un motivo in più per noi Veneti di non avere nulla a che fare con un cultura oscurantista e pericolosa come quella dimostrata ieri.
Il nostro auspicio è che ora, grazie all’evidenza dell’avvicinamento politico dell’Italia al blocco russo, il mondo occidentale sappia valutare l’importanza della Causa Veneta anche in termini di convenienza strategica nell’avere uno Stato indipendente democratico e tollerante, con capitale a Venezia.
Noi Veneti, dal canto nostro, abbiamo il dovere di approfittare della situazione congiunturale a noi favorevole, unendoci per la nostra indipendenza ancor più di quanto già oggi avviene.

Gianluca Busato
Segretario pnv

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Tutti pazzi per Obama, ma il Veneto non è la California

giovedì, 6 novembre 2008
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Risulta ai molti incredibile come il sogno americano sappia rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, ma gli effetti speciali non durano all’eterno e la dura realtà è quella che affrontiamo giorno per giorno, anche se la sera in tv si vede uno spettacolo nuovo, in uno stato oltreoceano.
E la realtà del Popolo Veneto è quella che ci impedisce ogni esercizio di democrazia e sovranità perché qui da noi il gioco è truccato.
indipendenza xe meritocrazia

L’aspetto che più ci piace mettere in evidenza della storia di Barack Obama è la strategia di comunicazione che ha scelto, che coincide con quella che fa parte ormai del patrimonio genetico dell’indipendentismo veneto: la comunicazione basata sui nuovi media, che si sviluppano a rete, interattivi e partecipativi, esperimento e palestra della democrazia diretta che rappresenta da sempre uno dei capisaldi della tradizione politica veneta, prima della fallimentare e breve parentesi italica.
Ecco, vedere che l’evento elettorale forse più complesso del pianeta è stato vinto grazie soprattutto a questa geniale intuizione ci fa ben sperare e dovrebbe far capire a tutti i veneti che finalmente abbiamo intrapreso la strada giusta nel cammino verso la nostra libertà.
Per il resto crediamo che al di là delle regole dello spettacolo informativo, i problemi, anche quelli internazionali, restino sul tappeto, come prima, più di prima.
E per quanto ci riguarda, i problemi per i veneti sono quelli di un regime illiberale e irrispettoso della nostra voglia di fare, di crescere, di scegliere il nostro futuro, di assumerci le nostre responsabilità, di sognare una Venetia migliore di quanto oggi possa essere.
I sogni diventano realtà, se ci crediamo e se agiamo con determinazione, è vero: questa è la lezione di Obama. E vale anche per noi Veneti.
United. Uniti.
Tutti i Veneti uniti per la propria indipendenza, per la propria libertà.

Anche noi veneti possiamo sognare la felicità e se la vogliamo è lì, a portata di mano: basta solo che la vogliamo!

Gianluca Busato

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