Nel video ki soto vien espresa la poxision politica uficial del PNV in merito al’agresion al premier del stato talian, avegnùa a Santa Lusìa, el dì pì corto che ghe sia.
Nel video sottostante viene espressa la posizione politica ufficiale del PNV in merito all’aggressione al premier dello stato italiano, avvenuta il giorno di Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia.
E pagheremo un terzo rispetto ad ora per ottenere il doppio!
Il primo ministro italico ha sempre fatto propria la bandiera dell’anticomunismo che in Italia va molto di moda e procura molti voti.
Ciò gli ha permesso di presidiare politicamente un’area da sempre maggioritaria in questo stato-fantoccio, privo di ogni identità nazionale che non sia legata a una squadra di calcio, oppure a qualche sporadico fenomeno, tipo la Ferrari, le glorie eno-gastronomiche e i vari rottami ideologici tricolori. Ora però, il premier e il ministro del tesoro, grazie alle dichiarazioni di questi giorni hanno fatto il salto del fosso e hanno iniziato a disegnare un bel futuro rosso, a base di posti fissi, irresponsabilità sindacali e voragini dei conti pubblici.
La realtà invece è che la maggioranza dei Veneti (e crediamo anche dei cosiddetti italiani) è ancora fortemente contraria a forme di controllo dell’economia e a forme di statalismo opprimente dei burosauri odiosi che mangiano alle nostre spalle e con i nostri soldi rubati. Insomma, la stragrande maggioranza dei Veneti sono contrari al comunismo italiano. (continua…)
Che Setembre tristo par la nostra capitale.
La setimana pasà el ga marcià in trionfo el ditator venesuelan Hugo Chavez. Co la so camizeta rossa a xe rivà la caricatura vivente del clasico regime totalitario sudamerican.
Come tanti ditatori opresivi prima de lu, el gode de on gran suporto democratego in caxa, e de na gran popolarità in volta pa’l mondo. No importa se xe represivo co la stampa e se confisca i beni de atività privà, tanto lu xe la incarnasion de la volontà del pueblo.
E par el pueblo sinistro de noantri, sto tracagnoto de omo el rapresenta l’eroe de na perdente cauxa socialista. Elora tuti al Lido a sbavarghe doso a na personalità che ga pena struconà su Ahmadinejad in Iran e Gheddafi in Libia.
Tuti in zenocio par adorar l’omo forte, l’amigo dei monopolisti socialisti (difati el ga precizà de esser amigo anca de Berlusconi). In Rusia da Putin el dichiara el so suporto par l’indipendenza de l’Ossezia. Se xe fata co i cari armà (el consenso vien dopo…), alora si, a xe da veri revolucionarios. Ma da naltri el sprota che lu ama l’Italia, “evviva l’Italia” el dixe.
E no stè credar che xe parché on foresto no’l pol saver de la cauxa veneta. El Dalai Lama e xe ndà via da Venessia co la bandiera (veneta) de on popolo, miga co la bandiera (taliana) imposta da Napoleon (nantro ometo forte che ecita i nostri revolucionarios).
Certo che i nostri sinistri venesiani mi li compatiso se i ga invidia de no ver on ditator socialista come i venesuelani. La revolucion par el bene del pueblo ignorante se ga da inporla da l’alto parché se te provi la via democratega, invese de na camiza rossa te ris-ci de catarte el pueblo unido co su na camiza verde.
E difati ancó xe tocà a Umberto Bossi umiliar la nostra capitale co na sfilata de veneto-padani tuti vestìi de verde kitsch. Come la Colonna Rossa, el Menhir Verde el xe el secondo pilastro indispensabile par tegner su la baraca ITA. (continua…)
Conati nazionalisti di uno stato impotente, frecce tricolori, appelli all’unità, tempo e risorse sprecate per questioni che non interessano a nessuno, ma servono solo a distrarci dal marcio di ITA
Come noto, ITA è lo stato occidentale con minore libertà di informazione e l’unico ad essere catalogato come solo parzialmente libero, messo peggio tra gli altri del Benin, della Namibia, della Guiana, delle Samoa, del Cile, del Ghana. Alla luce di ciò è incredibile constatare quanto gli organi di dis-informazione di ITA dedichino tempo e spazio a questioni di mero nazionalismo becero e mentecatto di cui a nessuno interessa alcunché.
Oggi in prima pagina abbiamo infatti il gran rifiuto (per la difesa dei fumi bianco rosso e verdone, sic!) di far volare a Tripoli le frecce tricolori – famose nel mondo per la tragedia di Ramstein in cui persero la vita 67 persone. Notiziole di un regime alla frutta, anzi al caffè, o forse alla grappa visto le ubriacature da nazionalismo d’altri tempi. Sorvolando sul fatto che il kapò del governo di ITA è vergognosamente l’unico di uno stato occidentale a omaggiare l’anniversario di una dittatura del colonnello Gheddafi.
Forse in realtà siamo noi Veneti a equivocare su ITA, credendola parte dell’Europa. (continua…)
Il press kit sul leader trikolorito preparato dagli USA per il G8 del 2008:
il premier italiano «è uno dei leader più controversi nella storia di un Paese conosciuto per la corruzione e il vizio del suo governo». Lo liquidava come «un dilettante della politica che aveva conquistato la sua carica importante solo mediante l’uso della sua notevole influenza sui media nazionali», ricordava che era stato accusato di «corruzione, estorsione e altri abusi di potere che lo costrinsero a dimettersi nel 1994», rideva degli anni giovanili quando «aveva cominciato a fare soldi organizzando spettacoli di burattini a pagamento» e «faceva i compiti di scuola ai compagni di studi in cambio di denaro». Per non dire della iscrizione alla «sinistra loggia massonica P2 che aveva creato uno Stato dentro lo Stato».
Il press kit del 2009 è invece di sole 7 righe, Data e luogo di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale, data d’inizio del nuovo governo. Fine. Il secondo press kit più corto è di una pagina e mezza, dedicato al presidente della Commissione dell’Unione africana Jean Ping.
«l’ingiusitificabile carenza organizzativa dal governo italiano ospite» del vertice del G8 dell’Aquila, oltre alla «debolezza politica di molti leader che vi partecipano, non lasciano spazio all’ottimismo», e «se questa sessione (del G8) deve giustificare il tempo e gli sforzi, il presidente Obama dovrà assumere la guida. È tempo per lui di capitalizzare il credito che si è guadagnato in diplomazia negli ultimi sei mesi». «Tradizionalmente, l’ospite è colui che dà il la, fissa i temi e l’agenda di queste riunioni. Ma il primo ministro italiano ha diretto molte delle sue energie politiche nelle ultime settimane a cercare di schivare le accuse della stampa». «Spettacolo: forse. Leadership: no»
«Se l’Italia vuole Mr. Berlusconi come suo primo ministro, il G8 dovrebbe volere l’Italia?».
Il Guardian si domanda «se l’Italia, dopo un decennio di deriva economica, ora risponda ai requisiti di base per sedersi a qualsiasi tavolo internazionale». E’ al 76.mo posto nell’indice della libertà economica dell’Heritage Foundation, dietro a Kirghizistan, Mongolia e Madagascar, fa notare l’editoriale, non firmato, del quotidiano britannico. E’ al 55.mo posto nella lista dei Paesi meno corrotti. «I politici italiani sono considerati meno affidabili di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone»
I leader riuniti a L’Aquila hanno, secondo il Guardian, tutte le ragioni di chiedersi se sono finiti in uno dei primi Paesi del mondo o in un Paese del Terzo Mondo. «A giudicare dagli standard dell’Italia di libertà economica, corruzione e libertà della stampa, la risposta non è ovvia».
«Berlusconi è il sintomo, ma non necessariamente l’intera causa della deriva del Paese», continua il Guardian. «Gli italiani non sono scandalizzati da lui. Sono sgomentati dal fatto di essere criticati dalla stampa straniera a causa sua, ma non chiedono che l’uomo se ne vada».
Gli italiani «segretamente» ammirano l’abilità dei loro leader a cavarsela quando sono messi alle strette. «Finché gli italiani non cominciano a chiedere seri standard ai propri leader, il Paese forse non è il migliore luogo per vertici mondiali seri»
Il Guardian risponde al premier trikolorito che aveva attaccato il quotidiano inglese
«Le nostri fonti confermano che le call conference degli sherpa, guidate dagli Stati Uniti, hanno lavorato principalmente al meeting di domani (oggi 8 luglio 2009, ndr) del G8 a L’Aquila».