Articoli marcati con tag ‘comunisti’

Solo l’indipendenza ci può salvare dall’Italia comunista

mercoledì, 21 ottobre 2009
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E pagheremo un terzo rispetto ad ora per ottenere il doppio!

italia-comunistaIl primo ministro italico ha sempre fatto propria la bandiera dell’anticomunismo che in Italia va molto di moda e procura molti voti.
Ciò gli ha permesso di presidiare politicamente un’area da sempre maggioritaria in questo stato-fantoccio, privo di ogni identità nazionale che non sia legata a una squadra di calcio, oppure a qualche sporadico fenomeno, tipo la Ferrari, le glorie eno-gastronomiche e i vari rottami ideologici tricolori. Ora però, il premier e il ministro del tesoro, grazie alle dichiarazioni di questi giorni hanno fatto il salto del fosso e hanno iniziato a disegnare un bel futuro rosso, a base di posti fissi, irresponsabilità sindacali e voragini dei conti pubblici.

La realtà invece è che la maggioranza dei Veneti (e crediamo anche dei cosiddetti italiani) è ancora fortemente contraria a forme di controllo dell’economia e a forme di statalismo opprimente dei burosauri odiosi che mangiano alle nostre spalle e con i nostri soldi rubati. Insomma, la stragrande maggioranza dei Veneti sono contrari al comunismo italiano. (continua…)

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I nuovi comunisti

mercoledì, 21 ottobre 2009
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Lavoro, Tremonti: “Credo nel posto fisso”.

tremonti

Poiché la sinistra non esiste, deve essere creata, e non sembra un compito difficile per chi è abituato a ragionare in termini socialisti, come il PDL ed in particolare le sue teste pensanti (non ridete per favore!).

Così Tremonti, in una delle sue esternazioni incontinenti, se ne è uscito oggi (19 ottobre, ndr) con l’affermazione che in questi ultimi anni ”abbiamo visto il passaggio dal posto fisso a quello variabile, mobile, ma io non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso del suo intervento ad un convegno organizzato dalla Banca Popolare di Milano, sulla partecipazione dei lavoratori nell’azionariato d’impresa.

Questo farà di certo piacere ai sindacalisti attaccati alla carega. In effetti al convegno di BPM erano presenti anche due esponenti del sindacato italiano (sono di due sigle diverse, ma non c’è concorrenza tra loro, è un monopolio sindacale per di pì incensato dal governo): Guglielmo Epifani (Cgil), al termine dell’incontro ha detto “lo farei fare a Confindustria”. Mentre Luigi Angeletti (Uil) riferendosi al ministro, ha dichiarato: ”So che la cosa può non fargli piacere ma è come se fosse un nostro iscritto”. (continua…)

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Strage a Venesia: l’odio dei partiti taliani verso i indipendentisti del Pnv

lunedì, 18 maggio 2009
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Chi xe sta a far sta strage a Venesia dei manifesti del Pnv? Chi odia l’independensa del Veneto? Quaeo partito de buxiari gà paura che el Pnv el ciape voti?

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I partiti italiani pagai da roma i ataca el Pnv

lunedì, 18 maggio 2009
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231206_425283_ladroDopo la dixinformasion dei giornalasi soto paròn, dopo la persecusion politico-giudisiaria, deso i taca el xogo sporco de note

Riferimo dai nostri militanti che sta tacando i manifesti in provincia de Venesia e de Padova, ke xè in corso un boicotagio pexante da parte dei partiti taliani. In particolar a Caorle, xe sta fato stanote un boicotagio da parte dei comunisti e de Cancian, ke i gà sbregà i nostri manifesti e fato scrite rasiste contro el Popolo Veneto… Pensè che adiritura el partito del capo del goerno colonial talian, el capo dei onti, no contento de ver el monopolio dele televixion, el se parmete anca el luso de tacar i so onti manifesti de sora de quei del Pnv.

Invitemo tuti a segnalar le porkerìe fate dai servi strapagai da roma par tegnerne s-ciavi, che ne depreda de ogni risorsa, dela nostra identità e ke i xoga sporco coi gà paura de perdar voti a favor del Partito Nasional Veneto, el primo partito indipendentista ke se prexenta ale elesion.

 

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I veneti devono temere il ministro dell’interno italiano?

domenica, 25 maggio 2008
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Ciò che sta avvenendo a Napoli, potrà domani avvenire anche in Veneto?

Molti si chiedevano perché l’incarico di ministro degli interni fosse stato affidato a Roberto Maroni, onorevole della lega nord. Il presidente emerito Francesco Cossiga si era spinto più in là nei dubbi negando addirittura la fiducia all’ex esponente dell’ala dura comunista nata e cresciuta nel ’68.
In realtà, come molti ex compagni comunisti, Roberto Maroni si è saputo reinterpretare alla luce della gestione del potere, nel più classico stile appunto di un degno ministro degli interni dello stato multinazionale italiano.
Qualche pm lo definì addentatore di polpacci di qualche poliziotto, ma l’allora impaurito ex secessionista padano ed ex comandante in capo delle camicie verdi ha saputo ritagliarsi un ruolo così perfetto di fedele esecutore dell’ordine nuovo tricolore, al punto invece di comandare nuovamente le forze dell’ordine dello stato e i prefetti coloniali (a proposito, quanti sono i prefetti veneti in Veneto? Quanti sono i questori veneti in Veneto?). La fiducia in realtà l’uomo seppe conquistarsela già nel 1994.
Oggi a Napoli dimostra di ripagare bene i suoi sponsor.
Ma come sappiamo i napoletani sono sporchi e cattivi. Si tratta di gruppuscoli organizzati e infiltrati dalla camorra, nemica della politica italiana, com’è noto (?). Le cronache di professoresse che descrivono violenze sulle donne e addirittura atti da ascari da parte di chi dovrebbe tutelarli e che nel migliore dei casi rubano orologi non sorprendono in realtà che li vide in azione contro i patrioti veneti della Life e contro Fabio Padovan, magari anche aizzando loro contro proprio i cani da guardia comunisti dei centri sociali di quel Luca Casarin (comunista come lo era Maroni), durante il vergognoso processo ai patrioti Serenissimi. Non sorprende chi li vide riempiti di letame mentre bastonavano, picchiavano e anche in quel caso forse prendevano a prestito portafogli ai poveri contadini e allevatori che protestavano per l’ennesima truffa ordita dallo stato italiano nei loro confronti.
A breve potremo forse assistere a probabili proteste e atti di resistenza passiva anche in Veneto, dato il perdurare di una situazione economica che non prevede nulla di buono, almeno a leggere ciò che dice l’OCSE e data la sospetta intensificazione delle azioni della guardia di finanza contro le nostre piccole e depredate attività economiche.
Per bastonarci, i poliziotti italiani eseguiranno allora gli ordini di tale Maroni Roberto, onorevole varesotto, ex agit prop comunista sessantottino, degno compare e forse erede dell’altro ex aderente al partito comunista italiano, Bossi Umberto, attuale ministro delle riforme italiano, che ha detto “o si fa l’italia federale o si muore”?
In quel caso sappiano entrambi che faremo rimangiare l’eskimo a loro e a tutti i nemici del Popolo veneto.

Wento

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