Articoli marcati con tag ‘cultura veneta’

28/11/2009: IN MIŁE A VENESIA PAR ŁA ŁENGOA VENETA

martedì, 1 dicembre 2009
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dal tg de Venesia-Mestre de Rete Veneta, 29 de novenbre 2009:


Venesia, 28 de novenbre 2009. Stupenda manifestasion par ła łengoa e l’identità veneta. Par łe całi di Venesia sfila oltre 1000 persone, che raprexentano tuta ła società veneta, dałe asociasion culturałi ała xente comun, persone de ogni età e de ogni estrasion social.
El scopo deła manifestasion el gera:

  • riconosar el veneto come łengoa in parlamento, al fianco dełe 12 łengoe xà riconoscue e tutełae dal stato tałian (friulan, ladin, todesco, sloveno, ocitan, francexe, francoprovensal, albanexe, greco, sardo, catałan e croà);
  • inserir rento i programi scołastici nełe scołe del Veneto l’inseniamento deła łengoa, deła cultura e deła storia veneta.

Ła nostra łengoa ła xe de tuti i veneti e ła xe l’elemento de union e de integrasion anca co chealtre culture che da naltri cata ospitałità, un patrimonio sinboło de na siviltà granda ca merita ła iusta vałorixasion.

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Il bluff della Lega Nord Italia e il ruolo del PNV per la Libertà Veneta

venerdì, 28 agosto 2009
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Da vent’anni la stessa storia, promesse e grandi sogni per tenere ingabbiato il Popolo Veneto dentro ITA. Solo l’indipendenza ci può salvare dai nostri carcerieri

bob_poker_bluffC’è un grande enorme equivoco nella politica veneta. Una colossale e taciuta menzogna che di ripete ormai da vent’anni. Si tratta del ruolo svolto dalla Lega Nord-Łiga Veneta, diramazione territoriale della centralista Lega Nord Italia.

Oggi la grande bufala assume toni nuovi e sembra scuotere e animare le speranze anche di molti sinceri amici impegnati per la salvaguardia dell’identità veneta. Diciamo che è in atto un tentativo camaleontico da parte dei dirigenti veneti del partito lombardo che mira da un lato a nascondere il furto continuato con scasso delle risorse venete da parte di ITA e dall’altro a darci un contentino perché, ad esempio, la RAI, in teoria servizio pubblico e in realtà strumento di controllo dell’opinione pubblica, potrebbe trasmettere – magari all’una di notte – qualche programma con sottotitoli in Veneto, oppure fiction nella nostra lingua.

Allora diciamo chiaramente che, se da un lato è molto positivo e encomiabile lo sforzo di ogni politico veneto per la salvaguardia della nostra identità negata da ITA, dall’altro ciò non può essere merce di scambio con la salvaguardia della nostra libertà economica. (continua…)

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La cuestion lengoistega veneta

lunedì, 24 agosto 2009
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questione-linguisticaLa Lingua originale di un Popolo e’ una componente indispensabile della sua Cultura e del suo progresso socio-politico, non a caso le lingue, in genere sopravvivono ai mutamenti storici ed economici ed interagiscono con gli avvenimenti modificandosi continuamente.

E’ il caso dell’italiano che, sorto dal “dialetto” tosco-fiorentino e’ cambiato molto nel tempo (basta comparare gli scritti di Niccolo’ Macchiavelli (del 1500) con quelli di Gaspare Gozzi (1700) e di Indro Montanelli (1900), cosi’ come il veneto, per di piu’ sotto l’influenza oppressiva del nuovo linguaggio imposto, vedi gli scritti del Ruzante (1500) rispetto al Goldoni (1700) od al Marin (1900). (continua…)

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Raixe Venete risponde alla campagna denigratoria anti-veneta del Corriere del Veneto

venerdì, 22 maggio 2009
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Ricevemo e volentiera pioveghemo sta belisima letera de Davide Guiotto, spedìa la diretor del Corriere del Veneto, chel se gà distinto inte na canpagna come al solito denigratoria dela nostra cultura e identità veneta.

“Caro Direttore,
le polemiche suscitate in questi giorni attorno al tema dell’insegnamento della lingua veneta non mi sorprendono. Abituati – come ci hanno abituati – a vedere la nostra cultura come un elemento di poco conto, di serie B magari se paragonata ad altre come quella italiana, siamo di fronte a discorsi già sentiti, preconfezionati e venduti da 140 anni in quella fabbrica sforna-italiani che è la scuola di stato. “Fatta l’Italia bosogna fare gli italiani” ammonì a quel tempo preoccupato un certo Massimo d’Azeglio… ma prima dell’Italia, che per i Veneti esiste da 143 soli anni, cosa c’era? Che culture? Che lingue? Ebbene, il veneto era lingua internazionale e lo è stato per secoli, parlato negli scambi commeriali ma anche come lingua franca e della diplomazia.
Oggi invece, che dobbiamo sentirci per forza italiani, trattiamo la nostra lingua come dialetto o, come credono i nemici della nostra cultura, come un italiano parlato male.
“Impariamo i congiuntivi piuttosto del dialetto”, “impariamo l’inglese piuttosto…” e altre sterili polemiche nascono solo dall’ignoranza culturale di chi le dice. Mi chiedo, e come me tanti altri veneti le assicuro, perché se si parla di insegnare i veneto a scuola lo si deve paragonare ad altre culture? Non possono coesistere forse insegnamenti culturali diversi fra loro? Non abbiamo forse il diritto di apprendere chi siamo stati e chi siamo?
Che gli italiani non sappiano i congiuntivi cosa centrerebbe con l’insegnamento del veneto? Facciano un mea-culpa, dicano che i loro metodi di insegnamento fanno pena ma non tirino in ballo per cortesia la nostra cultura.
Vede, forse non tutti sanno che la lingua veneta non è fatta solo di lettere, una a fianco all’altra. E’ fatta di espressioni, proverbi, modi di pensare e di esprimersi specchio di una saggezza popolare che è nostra e che ci è stata tramandata come un valore prezioso.
“Quale veneto insegnare?”, anche qui purtroppo ci si arena con una facilità disarmante. Sarei curioso di sentire da tanti denigratori del veneto quale è la lingua al mondo parlata uniformemente su tutto il suo territorio. Nessuna, perché tutte le lingue con una antica storia alle spalle hanno forti tradizioni orali e nel tempo si sono caratterizzate localmente con accenti, finali di parole o espressioni tipiche. E con questo? Si tratta di una debolezza e di una prova che la lingua non esiste, o piuttosto sono piccole ricchezze che arricchiscono un patrimonio linguistico?
Il concetto è semplice: anche per il veneto ci si accorderà per una variante di riferimento, esattamente come è stato fatto per la maggioranza dei casi nel mondo, lasciando facoltà alle varianti locali di venire insegnate assieme parallelamente, evidenziando i punti in comune o le differenze ove possono emergere. E’ così difficile da comprendere?
Insegnare il veneto a scuola è una proposta che arriva tardi, dopo 143 anni di censura e svilimento continuo e pesante da parte della scuola italiana. Insegnarla per qualche ora nei programmi scolastici significa riscoprire la nostra anima, i valori di chi è venuto prima di noi e, diciamolo, significa tornare a volerci bene, finalmente! Perché per troppo tempo siamo stati additati come i veneti-egoisti, i veneti-razzisti, i veneti-evasori. Ma sa cosa le dico? Io non sono così. La mia gente è differente. La mia gente merita rispetto e se altri popoli ci insegnano che valorizzare la propria lingua insegnandola alle nuove generazioni – come accade in Catalogna da 30′anni – porta benefici e una maggior coesione sociale, oltre che diventare strumento di integrazione con le altre culture, allora io dico ben venga che i nostri figli sappiano chi sono, chi sono stati i loro predecessori e quale è la loro prima lingua madre.
E vedrà, così facendo saremo di nuovo attivi protagonisti in un mondo a cui la nostra cultura può ancora regalare molte ricchezze.
Ma dobbiamo partire da noi, abbattendo preconcetti ed aprendo gli occhi sulla vera realtà delle cose: e cioè che l’insegnamento del veneto è un processo naturale e un diritto che ci spetta, una ricchezza a cui io, personalmente, non voglio più rinunciare.

Davide Guiotto
Ass.ne Veneto Nostro – Raixe Venete
portavoce Coordinamento Associazioni Venete”

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L’indipendenza è ben più che solo “schei”

mercoledì, 28 gennaio 2009
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Molti liquidano la Causa Veneta come una semplice questione egoistica, basata solo su rivendicazioni economiche.
Ciò non corrisponde a verità, anzi è vero proprio il contrario!

Si è formata  e diffusa un’ idea distorta del popolo veneto: è lo stereotipo dell’uomo e della donna veneti impegnati solo a fare “schei”, lontani dalla istruzione, dalla politica, dalla scena pubblica.
Basta invece guardare alcuni dati per capire quanto sia vivace e attivo, anche oggi, il mondo della cultura veneta, dell’associazionismo e del volontariato.
Poichè il nostro Movimento non è  stato voluto da nostalgici che si limitano a guardare al passato,  noi osserviamo invece anche quello che succede in Veneto oggi. Ecco qualche esempio:

  • 231 compagnie  tetrali  (solo quelle iscritte alla FITA)
  • 140 associazioni musicali  (solo quelle iscritte)
  • 79 bande musicali (iscritte AMBAC)
  • 337 cori   (aderenti ASAC)
  • 246 musei
  • 7 conservatori musicali

E questi sono solo i dati ufficiali che non esauriscono però tutto l’esistente in campo culturale.
Sappiamo bene  quanto siano numerose le proposte culturali attivate lungo tutto l’arco dell’anno in ogni angolo del Veneto.
Siamo lavoratori sì e lavoriamo sodo ma sappiamo ritagliarci lo spazio e  il tempo necessari  per coltivare passioni che danno spessore alla vita.
Perchè noi veneti  sappiamo che i  schei da soli non bastano per vivere una vita di qualità.

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Forse non tutti sanno che per i Veneti il Capodanno si festeggiava il 1° di Marzo!

venerdì, 22 febbraio 2008
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ricevemo e volentiera pioveghemo: 

Forse non tutti sanno che per i Veneti il Capodanno si festeggiava il 1° di Marzo!

Fino all’invasione francese del 1797 era consuetudine che le persone si facessero gli auguri di buon anno fino al nono giorno dopo il capodanno.In tutta la Venetia i riti ed i festeggiamenti del capodanno veneto assumono molti nomi diversi: “Bati marso”, “El batare marso” o “Ciamar marso” sono i più diffusi ed indicano il rito compiuto dai ragazzini, per sei sere attorno al capodanno, di correre per il paese battendo violentemente “bussolotti”, lamiere, pentole e coperchi.
“El bruxamarso”, “Piroea” o “El vivò marso” è un rito diffuso un po’ dappertutto ma trova la sua apoteosi nella Pedemontana dove dopo il tramonto i fuochi ornano i crinali delle montagne creando uno scenario spettacolare.

ANCHE QUEST’ANNO CI TROVIAMO A FESTEGGIARE ASSIEME IL CAPODANNO VENETO:A ZUGLIANO (VI)
Venerdì 29 Febbraio 2008 ore 20.30 piazzale della chiesa
ore 20.30 Fiaccolata

Partenza dal piazzale della chiesa di Zugliano alle per raggiungere le colline delle Bregonze ove alle ore 21.30 verrano accesi i fuochi.

Cena Capodanno Veneto presso Agriturismo Marinela.
Per info e prenotazioni: 0445 872559 – www.comune.zugliano.vi.it
Email: cultura.commercio@comune.zugliano.vi.it
Tel. 0445 330115 (Ufficio Cultura Comune di Zugliano – VI)

Il costo della cena è di soli 20 euro.
Non mancare! Teniamo viva questa nostra vera Tradizione Veneta!

Scarica la brouchure del Capodanno Veneto »

Fieri de le nostre Raixe!

continua…

INVITO AL CONVEGNO:

“QUANTO MANCA PERCHÉ I VENETI SPARISCANO?”

4 domande al dr. Gianfranco Cavallin, autore del libro di gran successo “Gli Ultimi Veneti”
- siamo veramente gli “ultimi veneti”?
- dopo la grande eminrazione veneta nel mondo dell’ultimo secolo e mezzo (sono emigrati 35 veneti ogni 1 siciliano, 41 veneti ogni 1 pugliese, 125 veneti ogni 1 umbro), perché al giorno d’oggi siamo tornati ad emigrare?
- in un mondo globalizzato come il nostro, ha ancora senso parlare di Veneti?
- cosa possiamo fare per ridare forza al nostro popolo e per ridargli il sentimento perduto?

CONVEGNO: SABATO 23 febbraio – ore 16
Presso il PARCO CITTA’ – Centro Commerciale in via Quadri a Vicenza

Per informazioni: 349-5384998 (Massimiliano – ore serali) oppure scrivete a info@raixevenete.net

Non mancare! Sarà allestito anche un grande stand dalla nostra Associazione con moltissimi prodotti di Cultura Veneta (libri, magliette, bandiere, gadget, spille, ecc… con la possibilità di abbonarsi al giornale in lingua veneta “Raixe Venete”).

continua…

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