Articoli marcati con tag ‘dal molin’

NOBAMOLIN: mèritate el Nobel partendo da Vicensa

sabato, 10 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

nobamolin00El premio Nobel par la paze a Obama el ga sorpreso tuti. Anca el vinsitor el ga ameso che la xe stà na decision bazà su promese (“hope”) pì che su fati concreti.

Se el potensiale xe el metro de misura, alora el presidente Usa de sicuro se lo ga merità almanco par aver ridoto le tensioni col Venesuela, l’Iran e la Rusia.

Ma se ghe xe un canton de sto mondo indove de sicuro no gà otegnù gninte, né co promese, né co fati, sto postezin a xe la meta tanto decantà dai turisti mericani.

Venesia e i dintorni veneti i xe l’aprodo prinsipale par milioni de sitadini mericani. St’area la xe anca casa de basi militari mericane, tipo Aviano e la caserma Ederle de Vicensa. (continua…)

Popularity: 1% [?]

OBAMOLIN: think internationally, act locally

sabato, 10 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

nobamolin00Obama’s Nobel Peace Prize surprised everyone. The recipient himself admits the decision was based on promise (“hope”), rather than on concrete achievements.

If potential is the measuring stick, then the US president definitely deserves it for defusing tensions with Venezuela, Iran and Russia.

But if there is one corner of the world were he definitely has not delivered, not on promise, not in action, this is a little forgotten place so cherished by American tourists.

Venice and the surrounding Veneto region are the primary overseas vacation targets for millions of US citizens. The area is also home to several US military bases, like Aviano and Vicenza’s Ederle. (continua…)

Popularity: 1% [?]

OBAMOLIN: international denken, lokal handeln

sabato, 10 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

nobamolinObama’s Nobel Friedenspreis überraschte alle. Der Empfänger selbst
räumt die Entscheidung auf der Grundlage Versprechen ( “Hoffnung”), anstatt auf
konkreten Ergebnissen.

Wenn Potential ist die Messlatte, so der US-Präsident auf jeden Fall
verdient es zur Entschärfung der Spannungen mit Venezuela, Iran und Russland.

Aber wenn es eine Ecke der Welt waren, hat er definitiv nicht
geliefert, nicht das Versprechen, nicht in Aktion, ist dies ein wenig vergessen
Ort so von amerikanischen Touristen sehr geschätzt wird. (continua…)

Popularity: 1% [?]

Vicenza: l’azione giusta nel vestito sbagliato

venerdì, 3 ottobre 2008
government,politics news,politics news,politics

Per la mia opinione, Variati, il sindaco di Vicenza, sbaglia a sostenere il referendum sfidando lo Stato vestendo del tricolore e dicendo ai cittadini che loro gli hanno consegnato quel tricolore. Chi ci dice che i cittadini di Vicenza si identifichino pienamente nel tricolore? Nessun referendum e nemmeno nessuna indagine statistica ci confermano questa cosa. Il tricolore è solo l’inquadramento giuridico entro cui viene realizzato il governo municipale. I cittadini invece hanno votato il Signor Achille Variati, uomo e concittadino, e non un emissario dello Stato italiano, e la maggioranza di loro (per misurata che fosse), lo ha eletto non tanto perchè avesse detto di essere fedele servitore dello Stato italiano, ma perchè nel suo programma ha parlato di problemi della città e di possibili iniziative per amministrarla.

In definitiva il Signor Achille Variati è stato eletto a prescindere dall’esistenza dello stesso Stato italiano, ed il voto, non contestato e dunque verosimilmente garante dei principi di libertà di espressione di scelta politica, gli conferisce il potere di rappresentanza dei cittadini che supera, per quanto riguarda Vicenza, quella dello stesso Presidente della Repubblica italiana, non eletto per contro da nessun cittadino della penisola italiana.

Ora se il Signor Achille Variati, in coscienza di perseguire gli interessi della maggioranza dei suoi rappresentati, intende proseguire su un percorso che non è ammesso dal sistema di controllo nel cui quadro si inserisce il Comune di Vicenza quale amministrazione periferica dello Stato italiano, egli deve abbandonare la fascia tricolore, ed indossare quella della Città di Vicenza, simbolo storico peraltro preesistente alla stessa Repubblica italiana. Il non farlo lo espone ad una posizione equivoca che da un lato pur portandone le vesti (la fascia tricolore) contravviene alle disposizioni dell’amministrazione centrale, e dall’altra intende dare corso alla giuste istanze dei cittadini di Vicenza i quali vogliono esprimersi su come il loro territorio vada governato, azione di autogoverno peraltro sancita anche dai diritti dell’uomo recepiti dalla stessa legge italiana n. 881 del 1977 (ratificata del Patto di New York).

Claudio G.

Popularity: 1% [?]

Vicenza: bene Variati per la sfida allo stato, male per la fascia tricolore

giovedì, 2 ottobre 2008
government,politics news,politics news,politics

Il Partito Nazionale Veneto appoggia il sindaco di Vicenza nella propria coraggiosa decisione di sfidare lo stato italiano, confermando l’indizione del referendum previsto per domenica prossima, nonostante l’atto liberticida e anti-veneto di un organo di oppressione e colonialismo quale il consiglio di stato italiano.

Nel contempo il PNV si rattrista enormemente del fatto che Achille Variati, soprattutto in questo momento, abbia fatto della sua fascia tricolore un motivo di vanto e in questo sicuramente gli indipendentisti veneti non lo seguono affatto e anzi ritengono che il primo cittadino abbia perso un’occasione di diventare un simbolo più in generale per la Causa Veneta. Nello stesso modo il PNV si dispiace del fatto che i 300 sindaci veneti che sono scesi a Roma guidati da Antonio Guadagnin per elemosinare ai nostri oppressori italiani un misero 20% di irpef abbiano indossato a loro volta quel simbolo di schiavitù, invece di sventolare il gonfalone di San Marco, la nostra bandiera nazionale che è patrimonio di tutti i veneti.

Il PNV ribadisce in ogni caso la propria posizione che non è né favorevole né contraria preguidizialmente alla base, ma ritiene importante che sia data voce ai Veneti, e in questo caso specifico ai Vicentini, per decidere cosa si fa sul loro territorio, pertanto invita e li sollecita ad andare a votare ed esprimere così il loro parere profittando di questo strumento di democrazia diretta che noi tanto auspichiamo venga esteso in una Venetia libera ed indipendente.

Ciò che appare con sempre maggiore evidenza a tutti ogni giorno che passa è che i veneti in questo stato ci stanno sempre più malvolentieri e che l’indipendenza è ogni giorno sempre più vicina.

Partito Nasional Veneto

Popularity: 1% [?]

Il PNV denuncia il Consiglio di stato italiano alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo

mercoledì, 1 ottobre 2008
government,politics news,politics news,politics

Bene, alla fine il consiglio di stato invasore si è pronunciato contro il referendum di Vicenza del prossimo 5 ottobre. Questi vecchi parrucconi italici pagati da noi veneti hanno insomma deciso che noi veneti non abbiamo diritto di decidere della nostra terra.

Il Partito Nazionale Veneto per mezzo dei propri rappresentanti denuncerà alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo il Consiglio di stato italico per manifesta violazione del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto.

Partito Nasional Veneto

Popularity: 1% [?]

5 Ottobre, referendum Dal Molin Vicenza

lunedì, 22 settembre 2008
government,politics news,politics news,politics

Il 5 Ottobre i Vicentini saranno chiamati a pronunciarsi al referendum per l’approvazione o meno della costruzione della base americana, noto a tutti con il nome di “Dal Molin”.

Il pnv Vicenza non è nè a favore nè contro la costruzione di questa base, ma ritiene importante che sia data voce ai Veneti, e in questo caso specifico ai Vicentini, per decidere cosa si fa sul loro territorio, pertanto invita e li sollecita ad andare a votare ed esprimere così il loro parere profittando di questo strumento di democrazia diretta che noi tanto auspichiamo venga esteso in una Venetia libera ed indipendente.

In verità tecnicamente si tratta di una consultazione per chiedere se sia il comune a dover acquistare il territorio, ma questo implicitamente porta a consegnare nelle mani della municipalità la decisione sul che fare di quel posto. E’ pur vero che, sempre tecnicamente, si tratta di territorio demaniale, ma noi ci chiediamo “demaniale” significa dei cittadini Veneti, e per inciso i Vicentini, o dei padroni di Roma?

Il pnv Vicenza rispetterà la volontà dei cittadini di Vicenza e la sosterrà affinchè venga rispettata.

Aggiungiamo che uno dei promotori al Si Dal Molin era in corsa per il posto di sindaco della Città con uno slogan in cui diceva di voler consegnare ai cittadini le decisioni per il loro territorio, ed è curioso notare che sia ora nella posizione di quelli che si sono opposti mediante il TAR del Veneto all’indizione del referendum, strumento di democrazia diretta, di fatto contraddicendosi ed oltretutto perseverino nel voler tacitare la cittadinanza pensando ora di voler far ricorso al Consiglio di Stato. Evidentemente chi è alla guida del Si Dal Molin non vede di buon occhio nè le decisioni prese democraticamente, nè hanno a cuore la benchè minima forma di autonomia per il Veneto scegliendo certi percorsi.

Claudio G. – pnv Vicenza

Popularity: 1% [?]

Comunali, flussi, minchiate varie…

martedì, 29 aprile 2008
government,politics news,politics news,politics

Tra tutti i commenti del giorno dopo sul ballottaggio, questo ci è sembrato decisamente il più interessante e ve lo proponiamo.

Oggi (ieri per chi legge, ndr) la città di Vicenza era sul sitone del corriere della sera, primo titolo, caratteri cubitali. “Alemanno allunga su Rutelli. Il centrosinistra strappa Vicenza”. Che Alemanno, uomo della Sinistra Arcobaleno infiltrato nel Pdl, avesse vinto lo sapevano anche i sassi, essendo consistente il suo vantaggio a due terzi dei seggi scrutinati, ma per il corriere “allungava”; di tutto un altro spessore il vantaggio della sinistra sui Berici, dato che il candidato del PD aveva appena vinto con 600 voti di scarto.
Strabiliante: a Vicenza viene rieletto sindaco (lo era già stato nel 1995) un democristiano con meno dell’1% di vantaggio. Questo dopo che al primo turno a la sua coalizione aveva preso il 30 contro il 39% del centrodestra. Questo dopo 5 anni di beghe che avevano portato il comune sul filo del commissariamento, dopo il Dal Molin, dopo che l’amministrazione uscente di Hullweck, il sindaco coi puntini sulla u, aveva regnato nel più totale disprezzo della trasparenza politica. Direi che il vento sta cambiando.
Fossi un politicante, sempre che mi fregasse qualcosa di vincere, farei delle primarie locali prima di imporre una tizia della nomenclatura, eurodeputata che a Vicenza ha messo piede sì e no due volte nella vita: Lia Sartori, dal passato craxiano, di professione gestore di enti pubblici, volto notoriamente popolare nel veneto che produce. L’ennesima vittima (e non sono mai troppe) di un sistema che giustifica se stesso. Il centrodestra e la Lega considerano queste contrade come roba sua, candida chi vuole di qua e chi vuole di là, spartendosi le poltrone. Bene, sono riusciti nell’impresa di perdere a Vicenza, dove avrebbe vinto persino il can del pegnattaro con i giusti contrassegni.
Intanto il PdL gioisce per Alemanno, il primo barese a diventare sindaco di Roma. Il fatto che nella stessa città il centrosinistra faccia incetta alle provinciali non vuol dire niente, i romani votano Gianni perché vanno matti per Berlusconi, mi sembra ovvio.
Ma sono tutte considerazioni alla portata dei grandi opiniosti, quelli che vanno in TV perché capiscono la ggente.
Tipo Gianni Sartori (che entra in questo post solo perché ha il nome di Alemanno e il cognome della bella Amelia) professorone di Scienza della Politica, che di recente ha rispolverato la teoria dei cleavages per spiegare il fenomeno Lega. “La Lega non è un partito che si pone sull’asse destra-sinistra” ci illuminava “ma su quello centro-periferia”. Bravo, prof., ci è arrivato solo 18 anni dopo lo studio, ormai classico, di Ilvio Diamanti e quando la Lega deve il suo exploit proprio al riposizionamento sull’asse destra-sinistra (a destra), cosa che non ha capito ancora nessuno, vabbé so aspettare quei quindici anni, magari Sartori ci arriva.
Poi c’è la menata dei flussi elettorali, che vedo spopola ancora. Vediamo: la sinistra radicale perde il 4%, la Lega guadagna la stessa percentuale. Per i nostri geniii l’elettorato comunista si è spostato nel partito di Bossi. Che è un po’ come dire che se la popolazione di Bormio cala di 100 abitanti e Canicattì aumenta della stessa cifra, ci deve essere stata una migrazione di massa dalla Valtellina alla Sicilia. Siete scemi?
Comunque dato che ho indovinato già più di dieci giorni fa sia l’imprevedibile risultato di Roma (non ci ho scommesso sopra per poco), sia quello di Vicenza, mi propongo come nuovo commentatore politico o come professore universitario. Sono anche economico.


Gentilini in comizio a Martellago (Venezia) il 24.04.2008:

Popularity: 1% [?]