Un dossier di “Die Zeit”, il più prestigioso settimanale culturale tedesco, del formato di un quotidiano, ma ricchissimo di pagine culturali, economiche, e scientifiche (qualcosa che manca in ITA), era dedicato, nel numero del 9 luglio, a Silvio Berlusconi. Il titolo: “Der grosse Verfuhrer”, il grande seduttore, appunto. Un articolo privo di volgarità e di colpi bassi, scritto quasi in punta di penna, che descrive non tanto il seduttore, ma il variopinto popolo dei sedotti, a cominciare da Emilio Fede, fede speranza e carità del berlusconismo mediatico, che ha tenuto a mostrare subito ai giornalisti tedeschi le foto con lui e i grandi di questa terra (tra cui Siad Barre, assassino e criminale), per finire con “veline”, politicanti vari, giovani, giovanissimi alfieri, o pedine, del Silvio nazionale. Che strano, anche Giuliano Urbani, spendendo 100000 euro dei contribuenti, ha fatto pubblicare un libro, come narra Rizzo in Rapaci, con le sue foto con “i grandi della terra”. Non stupisce che personaggi con simili complessi di inferiorità riconoscano in Silvio il loro superiore. Tutti coloro che scrivono di seduzione dimenticano troppo spesso che per sedurre occorre essere in due, e attribuiscono al seduttore ogni responsabilità, dal Don Giovanni di Mozart, ilare e spensierato, al seduttore di Kierkegaard, pieno di sensi di colpa (e che avrebbe potuto anche fare a meno di scrivere per interposta persona un tediosissimo diario, buono solo da far studiare in tetri licei).
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