Articoli marcati con tag ‘emilio fede’

Il Grande Seduttore e il popolo dei sedotti

giovedì, 16 luglio 2009
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13-dossier-berlusconi-artikel-210Un dossier di “Die Zeit”, il più prestigioso settimanale culturale tedesco, del formato di un quotidiano, ma ricchissimo di pagine culturali, economiche, e scientifiche (qualcosa che manca in ITA), era dedicato, nel numero del 9 luglio, a Silvio Berlusconi. Il titolo: “Der grosse Verfuhrer”, il grande seduttore, appunto. Un articolo privo di volgarità e di colpi bassi, scritto quasi in punta di penna, che descrive non tanto il seduttore, ma il variopinto popolo dei sedotti, a cominciare da Emilio Fede, fede speranza e carità del berlusconismo mediatico, che ha tenuto a mostrare subito ai giornalisti tedeschi le foto con lui e i grandi di questa terra (tra cui Siad Barre, assassino e criminale), per finire con “veline”, politicanti vari, giovani, giovanissimi alfieri, o pedine, del Silvio nazionale. Che strano, anche Giuliano Urbani, spendendo 100000 euro dei contribuenti, ha fatto pubblicare un libro, come narra Rizzo in Rapaci, con le sue foto con “i grandi della terra”. Non stupisce che personaggi con simili complessi di inferiorità riconoscano in Silvio il loro superiore. Tutti coloro che scrivono di seduzione dimenticano troppo spesso che per sedurre occorre essere in due, e attribuiscono al seduttore ogni responsabilità, dal Don Giovanni di Mozart, ilare e spensierato, al seduttore di Kierkegaard, pieno di sensi di colpa (e che avrebbe potuto anche fare a meno di scrivere per interposta persona un tediosissimo diario, buono solo da far studiare in tetri licei).

(continua…)

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Bushuskoni, il mutante odiato dal mondo e amato dai machi italiani

lunedì, 6 luglio 2009
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Il leader ideale per guidare l’Italia della bancarotta

berlusconi_kiss_youUno strano fenomeno mediatico scuote lo stato trikolore, distraendolo dalle proprie sventure di malaffare, mafia, debiti e privilegi di una nutritissima e ingorda casta che vive sulle spalle di chi lavora, i Veneti in primis.
Non è la prima volta che i talianski sono messi sotto accusa dall’opinione pubblica globale. 74 anni or sono, a causa della politica guarrafondaia di aggressione coloniale dell’Etiopia di Mussolini, la Società delle Nazioni (predecessore dell’ONU) applicò sanzioni economiche all’Italietta fascista, che entrò così nell’era dell’autarchia.
Oggi il quadro è diverso, non si parla di guerre, ma di morale. Discussione che in uno stato bigotto come quello italico fa quasi da ridere e procura infatti un sacco di simpatie al Grande Peccatore.
La nostra visione vuole però staccarsi dalla cronaca spicciola che tra un paio di giorni forse toccherà il proprio apice (pardon, il fondo) con la pubblicazione di alcune foto “piccanti” del premier trikolore proprio all’apertura del G8.
Secondo noi il problema dell’attenzione mediatica su Silvio è un altro. Il mondo, in particolare il villaggio globale connesso nell’era di internet, è orfano di una grande figura che catalizzava l’odio di tutti.
Purtroppo è morto (come notizia, si intende), George W. Bush su cui era legittimo sputare e riversare tonnellate di insulti e di odio. Il Grande Parafulmine Globale non esiste più e non può di certo sostituirlo l’icona del bene, della speranza e dell’amore (finché durerà) che lo ha sostituito.
Ecco che quindi si è aperta la gara per la successione al trono del più odiato del reame.
E chi meglio dell’unto del Signore può rispondere al profilo? Guardiamo in dettaglio i suo punti di forza rispetto ai concorrenti:

  • È il capo, anzi il boss di uno stato al limite e forse oltre della dittatura
  • È l’icona mondiale per eccellenza della mafia italiana
  • È ricco e spregiudicato
  • È brutto, grasso e vecchio
  • È untuoso
  • Ha amici impresentabili
  • È un gaffeur senza pari

Il suo più grande svantaggio nel diventare il più odiato del mondo era forse la sua innata simpatia presso il pubblico femminile. Ora rischia di scricchiolare anche quella a causa del gossip a luci rosse, che non piace alle donne, anche se gli fa acquistare punti presso i machoman italioti.
L’unico consiglio giunti a questo punto per salvare l’immagine del Cavaliere Nero è quello di trasformarlo in un simbolo dell’orgoglio gay.
Una bella storia di amore con Emilio Fede o Fedele Confalonieri possono risollevare a sorpresa le quotazioni in caduta libera del Grande Peccatore. Solo i suoi più fidati amici potranno salvarlo dal diventare Bushuskoni, il simbolo del male che potrà catalizzare l’odio del mondo.
Non potranno nulla invece contro il processo di decomposizione di uno stato mafioso e ormai marcio in ogni proprio aspetto.
Per scampare a questo flagello a noi Veneti resta solo l’alternativa di procedere a passo spedito verso la nostra indipendenza. Altrimenti anche noi saremo additati nel mondo come parte dello stato della mafia e della corruzione.

Heneto

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