Articoli marcati con tag ‘fabio calzavara’

PARADISI E INFERNI FISCALI

lunedì, 7 settembre 2009
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di Fabio Calzavara

paradiso-infernoL’attuale grande crisi ha fatto emergere i difetti del sistema finanziario globale, tra i quali, ultimo ad essere “scoperto” dai politici, è quello dei “Paradisi Fiscali” (Tax Heavens), sottrattori di preziose risorse finanziarie prodotte in loco.
Essi sono saliti all’onore delle cronache mondiali lo scorso Aprile quando i “G8″, riuniti a Londra per decidere come evitare i fallimenti delle grandi Banche, hanno lanciato strali contro l’ingiusta evasione fiscale pepetrata in questi luoghi “previlegiati” (in primis il Premier britannico Gordon Brown).
Ma vediamo di capirne un po’ di piu’ sull’argomento, in quanto ci sono state date migliaia di informazioni ma tutte disaggregate tra loro e quindi definitivamente poco chiare.
Ecco quanto emerge mettendo assieme alcuni dati precisi con altrettante precise testimonianze. (continua…)

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A proposito della Lingua Veneta

lunedì, 17 agosto 2009
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di Fabio Calzavara

manifestathion

Hanno fatto scalpore le proposte di sottoporre gli insegnanti ad un esame di Lingua e Cultura venete, critiche e lodi si sono sprecate, polemiche politiche a non finire ma spiegazioni chiare e documentate poche e ancor meno “visibili”.
Lasciamo da parte la politica per un momento e vediamo di fare il quadro della situazione basandoci su fatti certi e documentati. (continua…)

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Anca Fabio Calzavara se asocia a cuanto dixe Fausto Faccia

lunedì, 11 maggio 2009
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Fabio Calzavara:

“Me asocio in pien a cuanto dixe Fausto in quanto “da senpre” condivixo.
Par Tera e par Mar, San Marco!”

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Buona Paqua !

giovedì, 9 aprile 2009
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buona-pasqua-2009-500
Venice, Muran island.

Dall’album: Venetian images di Fabio Calzavara

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C’era una volta…

lunedì, 6 aprile 2009
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C’era una volta un Movimento popolare che, senza mezzi e andando controcorrente, riuscì a coagulare l’attenzione ed il malcontento della nostra Gente ed affermarsi a livello politico con proposte semplici ma efficaci nonché rivoluzionarie rispetto alla comune opinione: era la Liga Veneta, sorta nel 1980.

Quattro anni dopo, nel 1984, veniva ufficialmente fondata la Lega Lombarda e nel 1991 fu varata la coalizione della Lega Nord.
Il modello federalista dello Stato si impose, contro ogni previsione, nelle discussioni politiche, poi nei programmi degli stessi Partiti che prima lo irridevano e lo osteggiavano o meglio, degli stessi Politici, dato che tutti i vecchi Partiti tradizionali cambiavano nome (ma non le abitudini).

Umberto Bossi “dichiarò guerra” a Roma ladrona ed ai vecchi Partiti tradizionali, allo Stato centralista ed ai suoi burocrati corrotti, al Superstato europeo, alla NATO, agli USA, al Vaticano, alla Massoneria, alla Mafia, alla Banca d’Italia, alle Multinazionali ed altro ancora, facendo una chiara proposta: riportare il potere a Regioni e Comuni e lasciare al Centro romano compiti di controllo, coordinamento e mediazione (il Federalismo).

Con questo programma e con qualche ruvida battuta, nonostante le enormi difficoltà e pronostici negativi, la Lega riuscì ad affermarsi e a raccogliere il consenso di una parte considerevole di cittadini.

In pochi anni riuscì perfino ad entrare nel Governo centrale (1994, Berlusconi I) con un punto unico nel programma, la riforma federale dello Stato ma, dopo soli quattro mesi, visto che il Cavaliere tentennava, fece cadere il Governo e proclamo’ la “secessione”.
Furono mosse polemiche e molto contrastate anche al suo interno ma anche apprezzate da moltissimi che le qualificarono come coraggiose, anzi “eroiche” per l’aver abbandonato le comode poltrone per una dura opposizione.

Opposizione molto dura nei seguenti 5 anni della XIII legislatura, fatta contro il Governo di sinistra assieme al “mafioso di Arcore”, alias “Berluskaiser”, diventato poi improvvisamente grande amico ed alleato alle elezioni politiche del 2001.

La Lega Nord è quindi tornata al potere nel Governo centrale per tutti i 5 anni della XIV legislatura ed ora lo è nuovamente dal 2008,… 7 anni “pesanti” con massime responsabilita’ ai vertici di Bilancio, Giustizia, Lavoro, Riforme e Interno, Ministeri fondalmente strategici per il tanto atteso cambiamento dell’ormai obsoleto e malfunzionante Stato italiano.

Purtroppo cambiamenti strutturali non se ne sono visti e, quel che è peggio, non se ne vedono all’orizzonte; anche il Federalismo (quello con la effe maiuscola) è messo in sordina dalla “provvidenziale” (per le caste politica, brocratica e bankaria) crisi economico-finanziaria globale.

È da dire che tale crisi, in qualche modo, era stata prevista molti anni fa: già nei primi anni ’90 Bossi ed i suoi Ministri denunciavano la catastrofe e l’irrimediabilità del sistema se non a costi di cambiamenti radicali, come appunto il Federalismo.

Anche il guasto irrimediabile della perdita della Sovranità monetaria dello Stato a favore dei gruppi bancari multinazionali privati era noto ai vertici della Lega una decina di anni fa, così come almeno cinque anni fa erano a conoscenza dell’avanzata del crack finanziario dovuto ai derivati finanziari bancari ed assicurativi basati anche sui debiti insolvibili.

C’è da chiedersi come mai i Vertici leghisti, vista l’impossibilità di cambiare realmente lo stato delle cose che peggiora di giorno in giorno non abbiano la stessa determinazione e lo stesso “coraggio” (invero onestà) di uscire dal Governo come nel 1995.

Non credo siano così sprovveduti da poter credere che i provvedimenti approvati dal Parlamento vengano “bevuti” come federalisti dai Popoli del Nord, men che meno da noi Veneti, ormai consapevoli del vero significato di tale parola.

Forse sperano che Obama-Berlusconi e compagnia bella ci salvino dal prossimo crack finanziario? … magari con l’”aiuto” della sempre più citata (dai nostri leaders) Al Qaida, il cui paventato timore favorisce i provvedimenti di “emergenza” e di “sicurezza” che limitano (e limiteranno sempre più) le nostre libertà fondamentali e facendoci così dimenticare debiti e disoccupazione?

Non voglio credere che lo facciano per il solo vantaggio di mantenere cariche e prebende, anche se per qualche esponente (almeno per me) e’ chiarissimo ma è certo che, strada facendo, hanno perso molte occasioni di onestà e di rigore morale (dai 200 milioni dell’ex tesoriere Patelli al crack della “Banca del Nord”).

Purtroppo anche altri cambiamenti interni alla Lega indicano una netta frattura con il passato ed i buoni propositi di un tempo: la Lega Nord, nata coerentemente come federazione dei Popoli del Nord è divenuta via via un Partito centralista (viene tutto deciso a priori dalla sede “federale”, salvo qualche eccezione che conferma la regola) nonché verticista, nel senso basato sempre e solo sullo stesso vertice, da sempre collocato a Milano e dintoni (la Lega ha anche il primato di essere l’unico partito italiano ad avere sempre lo stesso Segretario federale da quasi un ventennio).

Mi chiedo come può una forza politica formata da diversi Popoli e Regioni pretendere il federalismo senza PRIMA attuarlo al suo interno?
Abbiamo forse, ad esempio, un Europa federata? No e mai lo potrà essere perché la maggioranza dei suoi Stati non sono per nulla federalisti…
La stessa Lega Nord ammette il suo centralismo anche formalmente nei suoi documenti e nei suoi programmi, dove ormai chiama “Regioni” quelle che prima chiamava con orgoglio “Nazioni” (tuttora nel suo Statuto!) e dove le sedi “Nazionali” vengono ormai gestite regolarmente dalla sede unica lombarda anche in internet (con errori madornali nella “geografia”).

Anche il cosiddetto “Parlamento padano” è costituzionalmente centralista e verticista dei “soliti noti“.

Inoltre l’apertura di sedi nel Centro e nel Sud italiano e l’elezione in Parlamento nelle liste Lega Nord di rappresentanti di quelle Regioni ci dà ulteriore prova di una sua “italianizzazione” anche politica, togliendoci così l’illusione di un possibile cambiamento reale, così come la speranza di essere difesi strenuamente nei nostri interessi come ripetutamente promesso.

C’è anche da chiedersi perché mai la Lega Nord finanzia l’MPA siciliano.

E che dire di Borghezio che suggerisce il Regionalismo come scusa per il nazionalismo centralista?

Insomma ce n’é abbastanza per dubitare e per preoccuparsi, lo dico con dispiacere in quanto vi ho creduto, partecipato e lottato in nome di quei principi di cambiamento che ora vedo platealmente disattesi.

Un’ultima speranza era riposta nelle molte persone capaci ed oneste che ancora militano nella Lega e che potevano dare un forte impulso al cambiamento… ma ormai siamo fuori tempo… anziche’ coraggiose ed urgenti scelte a favore del Popolo si è preferito salvare da meritatissima bancarotta le banche ed i gruppi finanziari colpevoli di tanti disastri, aiutare le “povere” multinazionali che hanno dislocato in lontani Paesi e paradisi fiscali, aumentare le spese di missioni di guerra in lontani realtà (per la pace è una scusa a dir poco imbecille).
Con misure di questo tipo non si riuscirà neppure a contenere la crisi che ormai ci opprime e che appare ormai fuori controllo.

Le previsioni sono per un’estate rovente ed a ottobre sarà pieno inverno, meglio prepararsi.

E che San Marco el ne protexa.

Fabio Calzavara

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L’Inganno rivelato

domenica, 26 ottobre 2008
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Siamo bombardati ogni giorno da allarmanti titoli giornalistici sull’andamento finanziario mondiale, tipo: “Bruciati in Borsa 350 miliardi” … “Andati in fumo 200 miliardi” … i Media insomma concentra no l’ attenzione sui valori di listino di determinati titoli (“Crollano i titoli a Wall Street”… “Titoli i Borsa giu’”) … o sugli indici indicatori (“Indici del MibTel in forte ribasso”… “indici negativi Dow”, ecc.)
Nel nostro subconscio immaginiamo che sia un disastro per le Borse e i loro responsabili… ma non e’ esattamente cosi’:
Il problema non e’ sul prezzo di listino ed il denaro non viene “bruciato”.
Quello che accade oggi sono che gli scambi dei Titoli avvengono a prezzi inferiori di ieri, cioe’ le transizioni continuano ad avvenire normalmente, senza “bruciare” denaro, in maniera ufficiale, tanto da lasciare traccia contabile nei listini di borsa stessi.
E’ il “libero mercato” borsistico dove ci sono venditori e compratori, chi guadagna e chi perde, ossia il denaro viene trasferito da una parte all’altra.
In altre parole, il denaro perso oggi non e’ scomparso (bruciato) ma e’ stato incassato da chi aveva venduto prima i titoli a prezzi “gonfiati” dall’andamento virtuale borsistico in ascesa: alcune aziende sono valutate 100 0 200 volte il loro capitale reale (in economia reale un vero azzardo).
Insomma, quando il mercato borsistico e’ in ribasso qualcuno si arricchisce facendo incetta di titoli in caduta libera e rivendendoli al mercato in rialzo.
I piccoli rispamiatori “giocano” (e perdono quasi sempre) nei tempi brevi, i grandi gruppi finanziari invece “giocano” anche nei momenti di “lunga crisi”… appunto come l’attuale.
Certamente la grande massa dei risparmiatori, conoscendo poco o nulla il mercato borsistico, ha sempre perso i suoi denari, ciclicamente, sin dalla prima creazione della prima Borsa nel 1309 a Brugge/Bruges, nella parte “olandese/fiamminga” del Belgio ad opera della famiglia Van Den Bourse, di origine veneta.
E’ interessante inoltre rilevare che il valore delle aziende non quotate in Borsa e che non hanno esposizioni bancarie non e’ determinato dall’altalenarsi dei valori borsistici (come invece succede per FIAT, PIRELLI, TELECOM ed altri) ma solo dai valori patrimoniali propri e dalla loro portafoglio clienti ed ordini.
Insomma l’economia piu’ sana, eccezioni a parte, resta quella delle Piccole e Medie Imprese, da sempre radicate nel territorio, sempre in attivo, sempre prima parte attiva della produzione “nazionale” ma sempre (o quasi) fuori dai provvedimenti di sostegno e di aiuti da parte dello Stato ed ora in sofferenza per il grande inganno finanziario calato “dall’alto”.
Lo Stato invece e’ sempre molto generoso con i piu’ “grossi”, ancorche’ falliti, in quanto permeato di interessi e intrallazzi occulti con loro.
Ultimo esempio l’incredibile ed inaccettabile aiuto alle grandi Banche responsabili delle vergognose operazioni finanziarie sulla pelle dei risparmiatori piu’ o meno coscienti e degli assolutamente inconsapevoli e incolpevoli Cittadini “fregati” dall’insipienza di alcuni dei loro amministratori.
 Come mai lo Stato, perennemente in deficit e sempre richiedente nuovi “sacrifici” ai Cittadini, ha elargito tali importanti somme proprio a chi, di mestiere, presta denaro?
Perche’ si vuole aiutare (a spese della collettivita’) chi ha sbagliato ed operato male ed e’ tecnicamente fallito, come vorrebbe una sana economia di mercato?
Perche’ tali grandi somme di denaro non si sono ripartite equamente e riversate direttamente nelle tasche, se non dei Cittadini che non riescono a pagare i mutui contratti per la casa, ad altri soggetti idonei come le Comunita’ locali, dando impulso alla sana economia e portando sollievo alla Societa’?
Decisioni mancate che dimostrano la colpevole complicita’ tra vertici politici e finanziari di ogni colore, finalizzato al tentativo di salvare se stessi e mantenere il dominio politico e finanziario sulla Popolazione.

Ne prendiamo atto, voltiamo pagina con questi falliti.

Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.

Abraham Lincoln, 16.mo Presidente degli Stati Uniti.

Fabio Calzavara
PNV

PS) Scuxeme el talian ma go scrito in presa par respondar a xente foresta

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La Georgia vista da Mosca

sabato, 16 agosto 2008
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Poreto el Presidente Saakhasvili,
no contento de ver incasina’ i raporti de l’area caucasica e internasionai, no contento de ver perso la guera da lu scominsiada, el serca de salvarse la carega co le buxie e la propaganda da l’acusa de genocidio dei Oseti del Sud… ma le buxie le ga le ganbe curte:
Riepilogo i fati principai par chi in sti di’ el gavese leto sol che la “voxe” de Washington e, visto l’argomento delica’, lo scrivo in talian in modo che posa esar capio ben anca da foresti:

1) La notte tra giovedi’ 7 e venerdi’ 8 Agosto l’esercito georgiano, su ordine del Presidente Saakhasvili, ha inaspettatamente rotto la tregua a suo tempo concordata con Osseti del Sud e Russi e proditoriamente e vigliaccamente attaccato i militari RUSSI della forza di interposizione stanziata ai confini, decimandoli e disperdendoli;

2) Nello stesso tempo ha iniziato a bombardare villaggi e citta’ dell’Ossetia del Sud, particolarmente la capitale la cittadina diTskhinvali/Schinvali, distruggendola assieme all’ospedale cittadino;

3) I soldati di Tblisi, praticamente senza resistenza data l’ora e la sospresa hanno raggiunto Tskhinvali/Schinvali ed iniziato ad occuparla massacrando indisciminatamente la popolazione civile scappava per le strade o che si era rifugiata in qualche scantinato, sono stati riportate diverse cifre dalla parte osseta e russa;

4) Tra le giornate di giovedi’ 7 e domenica 10 ii bombardamenti e le azioni di guerra georgiani hanno causato qualche migliaio di morti, la stragrande maggiornaza CIVILI, donne e bambini inclusi e la fuga di 30-35.000 ossetiani costretti a fuggire nella vicina Nord Ossetia.
Evidentemente, considerata la popolazione residente totale di circa 70.000 abitanti si tratta di genocidio e di pulizia etnica, fortunatamente limitati dall’intervento russo;

5) La Russia e’ stata costretta ad intervenire militarmente in difesa dei suoi MILITARI e dei suoi CITTADINI che erano stati attaccati, bombardati e massacrati dalle truppe georgiane, oltre che per i suoi interessi e prestigio nell’area;

6) Il Consiglio Federale dei Rappresentanti della Federazione Russa (Camera alta) ha deciso all’unanimita’ di iniziare un’indagine giudiziaria per raccogliere le prove documentali del genocidio osseto da parte dei georgiani da presentare al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, il Presidente russo Medvedev ha avvallato ufficialmente l’iniziativa;

7) Immediatamente dopo tale notizia i diplomatici di Tblisi in olanda hanno presentato una denuncia di genocidio a carico dei Russi (contro i militari georgiani attaccanti?) ma SENZA ALCUNA DOCUMENTAZIONE e, per di piu’, sbagliando indirizzo per incompetenza o per calcolo consegnando tale denuncia al Tribunale Civile Internazionale, sempre all’Aja ma che giudica le contese tra Stati e non i crimini di guerra… evidentemente “contropropaganda” georgiana;

8 ) Il Presidente Saakhasvili, oltre per l’infame ordine di attacco alla Popolazione osseta si e’ bruciata la reputazione anche con i suoi comunicati fasulli di aggressione, di sterminio della popolazione, di 90 aerei russi abbattuti, del bombardamento mai avvenuto di Tblisi, dell’invasione non veritiera della Georgia se non in parte per distruggere le postazioni vicine al confine da cui i Georgiani bombardavano l’Ossetia e le truppe russe, nonche’ l’aeroporto militare di Poti da dove partivano gli aerei georgiani per gli attacchi portati a Tskhinvali ed ai russi, della volonta’ dei russi di “marciare” su Tblisi, del mancato rispetto da parte dei russi sul “cessate il fuoco” deciso lunedi’ 11 dal Presidente Medvedev (e’ chiaramente evidente che dall’ordine di “stop” ai combattimenti in corso impone un certo tempo misurabile in almeno 24 ore, non pochi minuti o poche ore).

9) Cosa dire anche del fatto che Saakhasvili proprio il giorno precedente aveva dichiarato alla Stampa internazionale la sua intenzione proseguire negli sforzi diplomatici per dirimere la questione Osseta?E come mai, il giorno dopo l’inizio della guerra contro il Popolo Osseto si e’ fatto riprendere ripetutamente in diretta dalle televisioni statunitensi ed europee con dietro la bandiera europea (di cui non fa parte) quella della NATO (di cui non e’ membro)? … e perche’ mai le democratiche televisioni occidentali non hanno dato eguale spazio alle dichiarazioni del ben piu’ importanti Pesidente Medvedev?;

10) Il Popolo degli Osseti e’ piu’ antico degli stessi Georgiani e dei Russi ed ha sempre lottato contro il mini-imperialismo centralista della Georgia, scegliendo sempre di stare dalla parte della Russia sin dalla sua annessione all’Impero zarista del 1801;

11) Gli Osseti sono stati divisi apposta, contro la loro palese volonta’, dal dittatore georgiano Joship STALIN in 3 parti: in 2 Repubbliche ora all’interno della Russia (Ossetia-Alania del Nord dove sono maggioritari e nella Repubblica di Kabardino-Balkaria dove sono ormai integrati) ed una all’interno della Georgia, appunto l’Ossetia del Sud);

12) Ogniqualvolta la Georgia ha potuto comandare sugli Osseti ha proibito la loro lingua (di tipo iranico-sarmatico), la loro scrittura, le loro tradizioni e la partecipazione paritaria agli organismi amministrativi in un regime che ora giudicheremmo di “apartheid”;

13) Alla decretazione ufficiale di scioglimento dell’URSS decisa dalla Duma Federale, le Repubbliche sovietiche poterono scegliere di restare federate tra loro oppure di divenire indipendenti tramite un REFERENDUM POPOLARE, la Georgia non volle attuare tale obbligo, pertanto gli Osseti sono nella condizione legale di reclamare la propria indipendenza;

14) L’Ossetia del Sud e’ indipendente di fatto dal crollo dell’Unione sovietica nel 1989 ed il 90% della sua popolazione e’ cittadina russa;

15) L’autoprocalamatasi Repubblica autonoma di Ossetia ha effettuato ben 2 Referendum popolari (1996-2006) per la propria autodeterminazione, ambedue vinti a stragran maggioranza ma senza i controlli internazionali di rito in quanto boicottati dalla georgia e dalla Comunita’ occidentale;

16) La Georgia, con l’attacco dell’8 Agosto 2008, ha rotto unilateralmente la tregua dichiarata e sottoscritta tra Georgiani, Osseti e Russi sotto la supervisione dell’OSCE europea ed ha assalito a tradimento la Forza di Interposizione russa ed osseta;

17) La Georgia ha attaccato senza successo altre 2 volte l’Ossetia, nel 1991 e nel 2004;

18) La presunta europeicita’ della Giorgia reclamata da Saakhasvili e’ solo ideale e non corrisponde, basta recarsi in quel Paese e in Russia per capire che il confronto, clima a parte, non regge proprio.

19) Anche riguardo la presunta americanizzazione della Georgia vantata da Saakhasvili (laureato alla Columbia Univeristy di New York e con moglie cittadina americana) e’ solo virtuale, a meno che non si intendano i nuovi padroni che hanno comprato quasi tutto il vendibile in Georgia;

20) Il presunto “regime” di Mosca, rappresentato dal Presidente Medvedev e dal Primo Ministro Putin gode di un reale altissimo e visibile consenso popolare, mentre il Governo democratico di Saakhasvili (portato al successo dalla “Rivoluzione delle Rose” finanziata letteralmente dal Governo statunitense e da gruppi di finanzieri d’assalto come Soros e Berezowsky) non ha assolutamente il supporto maggioritario del Popolo georgiano: giusto l’anno scorso, 2007, ci sono stati proteste popolari di piazza che reclamavano maggiori diritti e minori ladrocini da parte del Governo di Saakhasvili e che chiedevano le sue dimissioni.
Il suo Ministro della Difesa Irakli Okruashvili ha appoggiato pubblicamente le manifestazioni, si e’ dimesso dal Governo passando con l’opposizione, denunciando brogli, ruberie ed omicidi su commissione.
Il democratico Saakhasvili ha decretato la legge marziale in Georgia ed ha tentato di arrestare Okruashvili che e’ riuscito a riparare in Francia dove ha ottenuto asilo politico.

21) Il democratico Saakhasvili ha fatto spendere alla Georgia piu’ del 40% del suo PIL in armamenti nel 2006 e ben il 70% (settantapercento) nel 2007, “dimenticandosi” che quasi il 50% della popolazione georgiana femminile e maschile e’ disoccupata… COME MAI? (la Russia pur incrementando la spesa per la difesa si mantiene attorno al 3,5%;)

22) Solo la settimana precedente il vile attacco della Georgia si erano tenute in prossimita’ dei CONFINI con l’Ossetia del Sud le manovre militari congiunte tra georgiane e militari angloamericani denominate “Immediate Response” (RISPOSTA IMMEDIATA)… casualita’?… tra l’altro e’ indicativo che le truppe americane impiegate, il Southern European Task Force (Airborne) normalmente sono stazionate a VICENZA, il 21mo Comando di Teatro da Kaiserslautern (D) piu’ un paio di battaglioni di Marines provenienti dall’Oahio;

23) Come mai i “democratici” occidentali, in testa USA e Paesi NATO hanno bombardato la recalcitrante Serbia (con false e pretestuose motivazioni), hanno appoggiato e riconosciuto l’indipendenza del nuovo Stato narcoterrorista del Kossovo e fanno il contrario con i Popoli degli Osseti e degli Abkhazi?… due pesi e due misure non vanno bene!

24) E’ inutile che Saakhasvili, con l’appoggio dei soliti gruppi guerafondai “neocon” anglo-americani tenti di far vedere la Russia come l’URSS di un tempo, e’ evidente che non e’ cosi’, e hanno fatto benissimo i Russi a dichiararlo come persona non piu’ credibile… non saranno loro a cambiare il Presidente della Georgia ma il suo stesso Popolo, passata la “buriana”.

O forse e’ tutta una trappola per qualche altra guerra, fomentata da chi si vuole impadronirsi senza pagare le immense risorse della Russia?

Fabio Calzavara
PNV

MOCKBA/Moscow

Fonti:

http://www.itar-tass.com/eng/

http://www.interfax.com/

http://en.rian.ru/

http://www.freeosetia.com/ (solo russo)
http://www.gov.ru/index.html (inglese salvo alcuni articoli)
www.wikipedia.org
www.effedieffe.com

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I tenpi pa l’independensa xe maduri

mercoledì, 9 luglio 2008
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Molto interesante e stimolante l’intervento de Lodovico Pizzati che ringrasio par le acute oservasion e par ver riporta’ la testimoniansa de Luisa Mocenigo.

Xe vero che nialtri Veneti semo famoxi, oltre che par la nostra laborioxita’, precixion e tenacia, par la nostra toleransa (che i ocupanti foresti, PREMEDITATAMENTE, i ga marca’ come “servilixmo”, mentre se fonda so na capacita’ de “vedar distante”) e cuesta la xe parte del la nostra antica eredita’ de Popolo tra i pi’ antighi in Europa, no a caxo co pi’ de un milenio de autogoerno stabile, benestante e, par quei tenpi, democratego.

Infati, siben no exente da difeti, el Stato veneto el ga funsiona’ mejio de tuti staltri in Europa, sia come precixion che cofa’ funsionalita’ (parfin da la burocrasia!) e juistisia, in cuanto le istitusion, salvo cualche ecesion, tegneva senpre conto “in primis” dei so citadini. Cuesto ga influensa’ in profondita’ el modo de pensar e de comportarse de le Xenti de la Venetia.

E no xe del tuto vero che semo tanto mesteghi, la nostra indipendensa e libarta’ la ghemo difesa co le armi e co l’eroixmo de tute le clasi sociai nte i secoli e no a caxo ghemo sconfito Stati molto pi’ grandi e potenti del nostro.

Xe da metar in conto anca che la revolusion francexe, co el fondamental aiuto de la finansa marsona, ga scardina’ scuaxi tuti i Stati europei e stravolto l’aseto del nostro Continente, cosi’ come la forte propaganda de “fradelansa taliana e universal” la gavea fato adepti segreti (carbonari) tra la clase mercantil e burocratica de lo Stato veneto… ricordemose che i Veneti se ga reolta’ contra l’invasion francexe (mejio dir internasional) NONOSTANTE i ordini contrari de on Majior Consejio, romai infiltra’ da “cativi consilieri”.

Parfin contra el dominio militar ostriaco ghemo fato valer la nostra forsa e corajio ribelandose co le armi e rexistendo scuaxi un ano e mexo (17 Marso 1848 – 22 Agosto 1849!) a uno de i pi’ forti exerciti d’Europa (gnanca Napoleon el jera riusio a vinsarlo)… contra i 5 “glorioxi di’” de Milan…

Dopo la Guera del 1866 contra i perdenti savoiardi e co i taliani incapaci de goernar ben, avidi e ignoranti, xe crola’ da novo tuto el sistema e xe scominsia’ l’exodo de le nostre popolasion par el Mondo co l’impoverimento material, moral e comersial de cuei che jera rimasti.

La Prima Guera Mondial xe sta’ el pi’ gran disastro che ghemo subio… interamente conbatesta sol nostro teritorio (primi par corajio e rexistensa i soldai veneti che volea difendar el SO teritorio), siben vinta la xe stada na rovina conpleta e ne ga sotomeso ncora de pi’ a paroni e maestri foresti. Altro esodo in giro pal Mondo a sercar laoro.

Pochi ani e el Fasixmo, se da un lato gavea rimeso ordine al caos talian, da l’altro xe sta na xventura par la democrasia e par l’opresion violenta de la nostra (e de altri Popoli) identita’.

Cualche ano ncora e co la seconda Guera Mondial altro disastro completo ed altra emigrasion de masa.

Co l’avento de la Republica taliana xe scominsia’ un periodo de paxe ma anca de colonisasion rapida e sientifica dovesta a cinema e a la television, l’arma de propaganda pi’ potente de tuti i tenpi… ma gnanca co sto mexo se ga inpedio del tuto a nialtri Veneti de capir chi che se xe e cosa se raprexenta.
Parche’ sta gran opresion e mistificasion sora de tuto so nialtri Veneti? … Parche’ semo sta’ e semo el pi’ gran “pericolo” storico, cultural e economico par lo Stato sentralista e mafioxo talian.

Ma, se da na parte la colonixasion de la Republica taliana la xe sta pi’ invaxiva e totalitaria, da n’altro lato, la posibilita’ de lexar, studiar, movarse e scanbiar pi’ apertamente opinion ga favorio el riemerger de le verita’ storiche e el difondarse da novo de la nostra identita’, mai sconparsa nel tenpo e al di’ de anco’ magari na scianta defilada ma sicuramente majioritaria.

Sta a noialtri deso a rivendicarla e concretixarla, i tenpi i xe maduri. 
 
Fabio Calzavara
Partito Nasional Veneto

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Ventimila anni di scorie nucleari

sabato, 7 giugno 2008
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Ciao,
A ve spediso un me scrito in talian co alcune considerasion pertinenti al nuclear che ritegno interesanti conoser e divulgar.

Sani!

Fabio

La decisione centralista del Governo italiano sul nucleare ha reso incandescente il clima politico, le discussioni divampano e veniamo bombardati da dati e statistiche in sovrabbondanza.
Ma qualche fatto e qualche circostanza sono poco conosciute.

Per esempio si sa che l’uranio è un elemento abbastanza diffuso in natura sulla Terra ma è abbastanza raro trovarlo in concentrazioni utilizzabili per scopi militari e civili: oltre la metà delle concentrazioni minerali di uranio mondiali (58%)sono dislocate in tre Stati: Australia (28%), Kazakhstan (18%) e Canada (12%). Altri importanti Paesi estrattori di uranio sono la Russia, la Namibia, gli Stati Uniti, l’Uzbekistan, il Sudafrica.

Nell’Unione Europea non ci sono giacimenti di uranio sfruttabili convenientemente, mentre ci sono giacimenti petroliferi importanti nel Mare del Nord, in Basilicata ed altrove.
Da queste premesse si comprende che l’Europa dipende in maniera più pesante dalle importazioni dell’uranio (concentrato in pochi Paesi) che non da quelle petrolifere (diffuse in più Paesi).

È interessante notare che i prezzi dell’uranio sono continuamente calati dal 1980 (32,90 dollari per libbra) – influenzati anche dai gravissimi incidenti prima alla centrale nucleare di Three Miles Island (USA) e poi a quella di Chernobyl (Ukraina) – sino al minimo storico del 2001 (solo 7 dollari/libbra!).

In effetti l’attentato alle Twin Towers e le conseguenti guerre all’Afghanistan ed all’Iraq segnano decisamente anche questo cambiamento, provocando non solo aumenti petroliferi ma anche quelli delle materie prime strategiche incluso l’uranio, quotato a ben 137 dollari/libbra nel 2007 (!) ed in continua fortissima ascesa.

Risultano evidenti gli intenti speculativi globali attuati ed attuabili solo dalle grandi “Corporations”, in particolare quelle anglo-americane, guarda caso in mano anche queste in maggioranza ai grandi gruppi finanziari (Rokfeller, Rothschild, Goldman-Sachs, Merryl-Lynch, Morgan’s, ecc.).

È anche chiaro che i calcoli dei costi fatti solo qualche anno fa non corrispondono a quelli odierni ed aumenteranno esponenzialmente nel tempo, particolarmente quelli sulla costruzione, sulla manutenzione e sullo smaltimento delle scorie nucleari.

Un fatto non ben conosciuto è che il ciclo di funzionamento delle centrali nucleari è previsto in 25/30 anni ed entro tale periodo gli impianti vanno SMANTELLATI, i terreni vanno BONIFICATI, le macerie e residui STOCCATI in siti protetti e controllati per periodi molto lunghi, necessari al decadimento della loro pur bassa radioattività, il tutto a costi altissimi.
Ovviamente le centrali verranno ricostruita in toto… buoni affari quindi per gli appaltatori ed aggiudicatari, sempre “Corporation” locali o multinazionali legate ai soliti grandi gruppi finanziari e collegati ai Governi centrali.

Che dire poi dei pericolosi materiali radioattivi di scarto e delle scorie nucleari? Non se ne parla molto, eppure rappresentano un bel problema ed un costo che si tende a trascurare.

Beh, non per tutti, ad esempio per l’enorme massa prodotta di Uranio Impoverito, “Depleted Uranium” (cosi’ chiamato perché dal minerale “grezzo” di uranio, di solito “pechblenda”, vengono sottratti i preziosi isotopi U235-236-239 per l’arricchimento delle barre che forniranno energia nucleare), è stato addirittura “creato” un utilizzo industriale su vasta scala.
Infatti il D.U. viene “trasformato” e venduto sottoforma di micidiali proiettili perforanti, efficacissimi nel bombardare postazioni corazzate militari nemiche (ma purtroppo impiegato anche su obbiettivi civili nella Guerra del Golfo, in Irak, poi in Afghanistan ed anche in Jugoslavia, con terrificanti conseguenze dovute alla contaminazione radioattiva di aria, suolo ed acque).
Non solo, l’Uranio Impoverito viene ampiamente usato anche nell’industria civile e cantieristica come sostitutivo ECONOMICO (!) di altri metalli pesanti come il tungsteno, piombo ed altri.
Non c’è che dire, un bel “business”… anziché finire in costosissime “discariche” finisce direttamente… all’ignaro “consumatore”… perdipiù a pagamento!

Invece le scorie nucleari a bassa radioattività (come quelle provenienti dai laboratori) vengono stivate in luoghi di superficie protetti da barriere e controllati. I costi relativi sono importanti ma relativamente contenuti.  Ben altro discorso per le scorie ad alta radioattività per il cui sicuro stoccaggio servono profondi bunker antisismici, schermati e protetti militarmente … nessuno o quasi riporta mai correttamente i loro costi… non tanto per le pur alte cifre bensì in quanto si dovrebbero correttamente calcolare custodia e manutenzione per tutto il periodo di decadimento naturale di alcuni isotopi radioattivi: 20.000 (ventimila) anni! … cosa difficile da contabilizzare in…bilancio.

Infine l’individuazione dei siti-bunker ben protetti per le scorie radioattive devono rispettare precise norme internazionali di sicurezza curate dall’Agenzia Internazionale Energia Atomica (AIEA), tra cui una ottimale distanze dai centri abitati per permetterne agevolmente il controllo e l’assoluta assenza di terremoti. Parametri questi che non si addicono molto agli stati europei ad alta densita’ abitativa, particolarmente a quello italiano e che quindi, uniti alla consapevolezza delle inevitabile protesta dei cittadini, ci costringerebbe ad una ulteriore dipendenza verso Paesi di grandi estensioni ed esenti da fenomeni sismici, quali il Canada, Russia, alcuni deserti africani od orientali nei quali “esportare” le scorie radioattive e pagare profumatamente per 20.000 anni il loro deposito.

Per riassumere, lasciando in disparte le non secondarie questioni sicurezza ed efficienza, la presunta convenienza della produzione di energia nucleare viene “falsata” da tre fattori principali:
1) i consistenti costi della ricerca e del controllo nucleare sono “assorbiti” per la sua quasi totalità dal settore militare e quindi non appaiono nei preventivi;
2) non viene calcolata correttamente l’incidenza dei costi nel tempo delle scorie radioattive, in quanto si analizza normalmente solo il periodo di “vita” della centrale nucleare (25/30 anni) e non il periodo obbligatorio della loro custodia in sicurezza (20.000 anni);
3) le spese previste sono calcolate sulla media degli anni in cui il settore che era in ribasso, mentre ora, su spinta delle richieste “politiche” è fortemente in rialzo.

Un recente dato rilevato ci indica inoltre che il trend di crescita di domanda energetica in Europa è in flessione, complice evidentemente la crisi economica crescente che impone economie “domestiche” e riduzioni produttive industriali.

Forse è opportuno ridiscutere i criteri centralisti che ci hanno riproposto il nucleare e le mega centrali ,rivalutare la produzione in impianti medio-piccoli locali a cominciare dalle Regioni a deficit energetico ed incentivare le politiche del risparmio e delle energie alternative, soprattutto rinnovabili.

Proprio dal Paese che ha il predominio militare e civile del nucleare ci viene una risposta concreta in tal senso: negli Stati Uniti l’ultima centrale nucleare di “Watts Bar 1″ è stata costruita sul finire degli anni ’80 e, in questi ultimi anni la produzione di energia EOLICA ha raggiunto il 20% (venti per cento!). Anche Danimarca e Olanda sono su questa strada. E che dire che anche la Germania ci ha abbondantemente sorpassato nella produzione di energia SOLARE? … forse percentualmente non importante ma comunque molto significativa.

Anche l’Enel come tutte le altre analoghe società europee hanno stanziato nuovi investimenti in questi settori oltre che nel tradizionale idroelettrico ed il fabbisogno di energia contingente sarà soddisfatto, secondo le loro stesse previsioni, anche in futuro. Sicuramente, almeno per noi Veneti, senza il nucleare.

Fabio Calzavara
08.06.2008

Fonti: www.wikipedia.org, www.aiea.or.at, www.enel.it

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Dialogo Veneto – esce il numero 2 (3 maggio 2008)

sabato, 3 maggio 2008
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Pubblicato il nuovo numero di “Dialogo Veneto”, la popolarissima collezione degli articoli pubblicati sul sito www.pnveneto.org.

Si tratta del numero 2, il primo dopo elezioni politiche.

Scaricatelo, stampatelo e fatelo avere a chi non ha un computer, per aumentare la conoscenza della nostra azione politica.

Di più: invitiamo chi ha a cuore la Causa Veneta a contribuire alla comunicazione dell’enorme opportunità politica che oggi si è aperta, inviandoci articoli di qualità da pubblicare sul sito internet e ora anche su “Dialogo Veneto”.

Scarica il Numero 2 (3 maggio 2008):

scarica dialogo-veneto del 03-05-2008

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