Articoli marcati con tag ‘Flavio Tosi’

AVVISO: manifestazione a Verona di sabato 27 spostata a piazza San Zeno

mercoledì, 24 giugno 2009
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La manifestazione per la Difesa della Bandiera Veneta che si terrà a Verona il prossimo sabato 27 giugno viene spostata da Piazza Bra a Piazza San Zeno, sempre con inizio alle 17.30.

Lo spostamento si è reso necessario per evitare la sovrapposizione con gli spettacoli lirici dell’Arena.

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Veneti uniti contro l’aggressione italiana di Verona

sabato, 20 giugno 2009
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Vergognoso atto dell’amministrazione Tosi che dichiara guerra al gonfalone di San Marco

Doveva succedere, è successo. L’amministrazione del comune di Verona, a guida leghista, ha deciso di far capire a tutti che sta dall’altra parte. Serviva un fatto clamoroso per rassicurare l’italietta allo sfascio che loro sono affidabili difensori dell’italianità e che non permetteranno la crescita del consenso popolare attorno al gonfalone di San Marco, la nostra amata bandiera veneta.
Il Partito Nasional Veneto, in merito alla vergognosa aggressione razzista e anti-veneta da parte di alcuni esponenti dell’amministrazione comunale di Verona, esprime la propria piena solidarietà al Comitato per le Pasque Veronesi e alla Milizia Veneta, che sono stati costretti ad interrompere la propria manifestazione di commemorazione dei martiri veneti uccisi dagli invasori francesi nel 1796-98.
Constatiamo quindi che Flavio Tosi e la lega nord, che si sta sempre più cementando in un corpo unico trikolorito con la defunta alleanza nazionale, hanno fatto il miracolo di unire i movimenti veneti nella difesa del nostro simbolo più sacro.

Difendere la nostra gloriosa bandiera significa difendere ciò che siamo, voler bene a noi stessi e riconoscerci nella nostra identità nazionale veneta, vuol dire amare e rispettare la nostra storia e cultura, equivale a tenere alto l’onore e la speranza per il nostro futuro.

Futuro che ogni giorno che passa è sempre più messo a rischio e negato da uno stato coloniale e privo di qualsivoglia dignità e significato storico da essere costretto a difendere i colonialisti e guerrafondai francesi, guidati da quell’Adolfo Hitler ante-litteram che rispondeva al nome di Napoleone Bonaparte.

Oggi i novelli difensori della politica di odio contro l’identità veneta, per ironia della storia, diventano proprio i successori inetti di quei colonialisti che hanno depredato e oltraggiato la nostra terra e l’intera Nazione Veneta.
Qui si vede l’assurda inutilità e inattualità di un simbolo che fa miglior figura se girato di 90° e posto alle spalle di un Ahmadinejad qualsiasi che non sui pennoni di uno stato allo sbando.
Ecco, i collaborazionisti trikolori ben sanno che un giorno non lontano faremo la gara per togliere tutti queste evidenze di oppressione coloniale. Proprio come in un giorno sono cadute le statue di Saddam e sempre in un giorno di vent’anni fa migliaia e migliaia di ragazzi toglievano le stelle rosse da tutti gli edifici di Praga liberata.
Bene, ora ringraziamo la maggioranza fascio-leghista di Verona per l’inaspettato regalo fatto e diamo dimostrazione di compattezza con una manifestazione bipartisan che unisca tutte le forze politiche venete che pongono il gonfalone di San Marco al di sopra di qualsiasi simbolo coloniale. Veneti, uniamoci contro l’aggressione italiana di Verona!

Nessuno tocchi la nostra bandiera! Viva l’indipendenza Veneta! Viva San Marco!

Gianluca Busato
segretario PNV

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Dell’indipendenza e della presunta difesa degli interessi veneti nel governo italiano

giovedì, 8 gennaio 2009
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Perché i ministri veneti al governo non risolvono i nostri problemi e perché un candidato leghista in Regione Veneto è una iattura

In questi giorni torna alla ribalta l’ipotesi di una candidatura unica leghista per il pdl per le prossime elezioni regionali del 2010.
Al di là delle valutazioni sulla validità della persona, resta da capire quale sia l’interesse da difendere per i veneti e quale debba essere la scelta politica migliore da fare.
È infatti evidente a tutti che la coalizione di centro-sinistra italiana è morta e defunta e che il suo cadavere puzza ed ingombra, ma dev’essere altrettanto chiaro che il bene del Veneto non sta di sicuro nemmeno nei filo-governativi schiavi politici, se non adulatori, della mafia italiana. Anche e non ultimo perché il timone dell’interesse nostrano è in mano milanese e non veneta. Un esempio per tutti: posto che gli interessi di Malpensa siano difesi bene da chi dice di difenderli, a noi veneti cosa interessa del destino dell’aeroporto milanese, quando dobbiamo invece spingere il comparto veneto, che con Malpensa è in evidente concorrenza?

Non c’è alcuna possibilità quindi per l’economia e la società veneta di aumentare la propria tendenza con il federalismo fiscale d’accatto in discussione, con l’autonomia e men che meno con il centralismo, poiché il consiglio regionale del Veneto non avrebbe i poteri per affrontare i cicli economici di bassa crescita economia e declino del nostro territorio, come oggi sta per altro avvenendo.
Piuttosto di accettare questa situazione, come stanno invece facendo tutti i partiti presenti in Venetia, il PNV vuole implementare una politica economica che ci permetta di far crescere il nostro Paese. L’indipendenza darebbe al parlamento veneto i poteri per trasformare la Venetia in una società prospera con un alta crescita economica.
Grazie alle politiche più opportune condotte localmente, noi potremmo rendere la Venetia un posto più competitivo per fare affari. Politiche quali la riduzione della pressione fiscale ad un’aliquota unica del 15-20%, la riduzione dei costi burocratico-amministrativi per le piccole e medie imprese, l’implementazione di una politica di immigrazione selettiva per accogliere esclusivamente immigrati con le competenze di cui abbiamo necessità, ridurre o far sparire l’emigrazione dei giovani cervelli veneti. La revisione del sistema lavoro per garantire sicurezza ai lavoratori e al tempo stesso flessibilità e qualità professionale alle imprese. E la trasformazione del nostro tessuto produttivo in un sistema industriale ad alto tasso di innovazione e sostenibilità ambientale.
Da sole, come parte di una strategia economica più ampia, queste misure permetterebbero una crescita economica immediata e produrrebbero maggiore ricchezza da investire nei servizi pubblici che i veneti apprezzano, senza bisogno di aumentare le tasse. Questo approccio ha funzionato negli altri Paesi e non c’è alcuna ragione perché non debba funzionare anche in Venetia.

Un altro dubbio che i capi leghisti e dei partiti italiani inoculano nelle menti dei loro adepti è il seguente: non sarà mica che l’indipendenza ci farà perdere l’influenza che abbiamo essendo parte dell’Italia?

Questa tesi richiede che l’Italia al momento utilizzi la sua influenza per aiutare i veneti. Molti allevatori, agricoltori e imprenditori veneti la pensano in altro modo. Si è ben visto proprio in questi giorni che anche avere un ministro veneto pur bravo e lavoratore, oltrechè abile comunicatore, ma all’interno di un governo italiano, ci permette di ottenere ben poca cosa. Anche la vittoria più grande, come per esempio è stata quella in sede di Unione Europea, con l’aumento di un 6% delle quote latte (per tutta Italia e non solo per il Veneto, ben inteso) non ha di certo permesso di risolvere il problema delle multe di milioni di euro a danno degli allevatori, per colpa non loro, ma delle agenzie governative e regionali. E in ogni caso, i guadagni della filiera su quella produzione multata non stati toccati né tanto meno il gettito fiscale derivato di cui ha goduto lo stato. E non parliamo nemmeno del tempo che il ministro veneto spreca nella difesa di interessi che veneti non sono (a meno di definire tali il Brunello di Montalcino, o la mozzarella di bufala).
Gli enormi problemi degli allevatori e agricoltori veneti sono solo un esempio del fallimento italiano nella rappresentazione dei loro interessi in sede europea.
Solo con l’indipendenza i veneti eleggeranno i propri rappresentanti per portare in Europa le priorità venete.
Proviamo a paragonare l’influenza di un piccolo paese dell’Unione Europea, che può essere notevole, con la completa assenza di rappresentanza veneta nelle istituzioni europee chiave.
Il Veneto indipendente utilizzerà la sua piccola dimensione per avantaggiarsi nel negoziare il proprio ingresso in UE. I piccoli stati hanno infatti la tendenza ad una maggiore flessibilità e possono quindi adottare le proprie posizioni negoziali in modo più semplice. Allo stesso tempo tale flessibilità è spesso rafforzata da e collegata al fatto che essi dimostrano maggiore coesione sociale o unione in ambito domestico rispetto ai paesi più grandi.

Lo stesso vale per l’attuale consiglio regionale veneto, che ha pochissimi poteri, quasi insignificanti ai fini delle decisioni importanti sul nostro futuro. Anche eventuali forme di devoluzione di poteri o di autonomia, per quanto siano auspicabili rispetto alla situazione attuale, sono chiaramente cosa ben diversa dall’indipendenza.
Il consiglio regionale ha aumentato il proprio grado di democrazia e responsabilità, ma fino al raggiungimento dell’indipendenza sarà rigidamente limitato nei propri poteri, in quanto
Roma mantiene il controllo su aspetti fondamentali.
La quasi totalità del sistema fiscale è determinato dal parlamento romano, che decide cosa tu devi pagare come tasse sul reddito e Iva e che incamera anche le tasse sulle imprese, incluse le rendite turistiche. Anche attraverso la massima concessione governativa, ben al di là dal venire, si parla di un misero 7% di tasse gestite in Veneto. L’indipendenza permetterà alla Venetia di introdurre un sistema di tassazione onesta e darà al parlamento veneto i poteri finanziari per permettere la crescita dell’economia veneta.
Anche per quanto riguarda le risorse lasciate alla gestione degli enti locali veneti, non è la Venetia ma Roma a decidere il budget complessivo da spendere nelle materie di competenza locale.
Gli enti locali non hanno alcun potere di tipo previdenziale o per introdurre pensioni sociali.
Il governo della Venetia non ha voce nel mondo e non è presente nei tavoli decisionali europei.
Il consiglio regionale non ha alcuna voce in capitolo su temi che riguardano la difesa, come ad esempio le decisioni se mandare o meno soldati veneti nei fronti di guerra, il futuro sulle truppe venete, o anche il solo semplice fatto che il nostro territorio viene utilizzato come base per armi nucleari.
Il sistema radiotelevisivo veneto è interamente gestito da Roma, non in Veneto, pur dove sono presenti i ripetitori che ci inquinano la mente con programmi di scarsissima qualità e spesso improntati al disprezzo e alla derisione di ciò che è veneto.
Il consiglio regionale veneto è limitato dalla costituzione italiana che rigidamente si arroga competenze sottraendole alla potestà veneta.
È Roma che raccoglie i soldi dei veneti e decide cosa e quanto poco spendere direttamente o restituire agli enti locali veneti per servizi in Venetia.
Il consiglio regionale veneto ha meno poteri di qualsiasi altro organo legislativo europeo, devoluto o indipendente per decidere come raccogliere le proprie entrate. Il Veneto (e per estensione la Venetia) ha meno controllo sui suoi affari delle Fiandre, dei Paesi Baschi, della Catalogna, della Baviera, o di Malta!
Gli enti locali veneti praticamente hanno le mani legate, perché ogni decisione sul metodo di raccolta delle risorse finanziarie è preso a Roma.
Dobbiamo trasformare il consiglio regionale veneto (e delle comunità limitrofe che si riconosceranno nella Venetia) in un autentico, indipendente parlamento della Venetia, con tutti i poteri che dall’indipendenza derivano.
Solo con maggiori poteri al parlamento della Venetia e in ultima analisi con l’indipendenza, il legislatore veneto potrà fare il bene del popolo veneto che lo ha eletto a rappresentarlo.

Ecco perché al Veneto serve un presidente della regione indipendentista e non un passa-ordini di Roma, o di Milano.

GB

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Tra Zaia e Tosi, l’indipendentista gode

mercoledì, 16 aprile 2008
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Download comunicato

In attesa che la Lega inizi l’inevitabile fase di logoramento da “poltronismo romano”, inizia piano piano la lotta di successione all’efebo sul trono di Venezia. L’unica alternativa all’immobilismo affarleghista è l’indipendentismo del Partito Nazionale Veneto
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Treviso, 16 aprile 2008

Cominciano a delinearsi alcune posizioni a seguito della lotta romana. Emerge quindi il duello finora carsico tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e il vicegovernatore Luca Zaia per la successione a Giancarlo Galan alla guida della Regione Veneto.

Le serpi romanofile sono così velenose e inaffidabili che gli indipendentisti non devono farsi ingannare da chi ci rassicura sul fatto che le elezioni regionali si terranno nel 2010. La lega sa bene che due anni al governo fantoccio di roma sono troppi e il rosolamento che conseguirà dalla mancanza di risultati concreti per tutti noi, la porterebbe a rischiare di perdere la propria posizione di privilegio ottenuta intercettando il voto di protesta dei veneti stremati da condizioni economiche e finanziarie pre-Argentina.
Sta quindi tornando d’attualità il dualismo emergente in Veneto tra i due più importanti papabili a governatori della Colonia Veneta per conto della destra italiana.
Dobbiamo quindi mettere in chiaro fin d’ora che è OBBLIGATORIO per tutti i veneti di buon senso unirsi attorno a un nuovo LEADER INDIPENDENTISTA in previsione di elezioni anticipate a Venezia, che potrebbero tenersi nel prossimo ottobre 2008.
Rivolgiamo l’appello a una presa di coscienza in tal senso anche a tutte le forze autonomiste. Se esse continuano a incaponirsi nel vicolo cieco di linee politiche servili verso roma, contribuiranno a dividere il fronte veneto.
Alla luce dei terrificanti risultati elettorali degli autonomisti non leghisti, chiediamo loro di dare appoggio alla forza politica indipendentista veneta e a un candidato Governatore che possa emergere come colui che gode tra i due litiganti per un piatto di fagioli romani.
Siano coscienti che oggi i veneti voterebbero in massa per l’indipendenza, per molte ragioni:

  • perché ci conviene e non c’è alternativa per il nostro futuro,
  • per creare un’economia veneta forte e libera,
  • perché abbiamo una storia millenaria,
  • per non farci superare come pil pro-capite anche dai greci, dagli sloveni, dai lituani e da tutti paesi della vecchia Europa orientale che lo faranno in 1-2 anni al massimo,
  • perché gli stati piccoli sono più ricchi ed efficienti,
  • perché sta avvenendo dovunque ci siano condizioni simili alle nostre in Europa e nel mondo,
  • perché roma non ci serve, c’è già Bruxelles,
  • per proteggere e valorizzare il nostro ambiente,
  • per una nuova politica energetica che riesca a farci superare l’imminente crisi petrolifera,
  • per promuovere il turismo,
  • per poter essere più sicuri,
  • per un Veneto più giusto,
  • per far entrare il Veneto nella società dell’informazione, da cui oggi viene tenuto fuori a causa dell’incapacità politica dei reggicoda romani seduti sulle poltrone veneziane,
  • perché da indipendenti saremo più felici. E per molte altre ragioni ancora.

Fratelli veneti, approfittiamo dei 100 giorni di luna di miele dei nei-pretori romani, intenti ad ubriacarsi per festeggiare la loro vittoria di Pirro, per unirci in un blocco veneto indipendentista.
Due giorni fa abbiamo finalmente consegnato i comunisti alla storia. Ora dobbiamo seppellire politicamente gli statalisti filo-italiani, prima che essi seppelliscano le nostre speranze di libertà e felicità.

Gianluca Busato
Partito Nazionale Veneto
Web: www.pnveneto.org
E-mail: info@pnveneto.org

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Lega, AN e Forza italia: solidarietà solo di facciata a Bitonci

giovedì, 29 novembre 2007
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download comunicato: Lega, AN e Forza italia: solidarietà solo di facciata a Bitonci

I distinguo che stanno emergendo da più parti rivelano l’amara verità che il sindaco di Cittadella viene lasciato da solo ad arrostire sulla graticola giudiziaria del procuratore non veneto Pietro Calogero.


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Treviso, lì 29 novembre 2007

Dopo l’entusiasmo iniziale, ora emerge un’amara verità per il patriota veneto Massimo Bitonci.

Con il consueto stile italico meglio noto come “vai avanti tu che a me vien da ridere”, emerge un’interpretazione generale che favorisce il modello di delibera del sindaco di Verona Tosi, oppure del sindaco di Treviso Gobbo, con il beneplacito dell’assessore regionale Giorgetti e del governatore Galan.

Queste delibere che i press-agent dei succitati definiscono uguali al 99% a quella del comune di Cittadella, oggetto di una così veloce e immediata attenzione giudiziaria quasi da Santa Inquisizione da parte del procuratore generale di Padova (?) Pietro Calogero, in realtà, a ben guardare contengono differenze talvolta marcate (modello Tosi), talvolta sottili (modello Gobbo), ma che in tutti i casi saltano a piè pari il motivo del contendere che ha fatto scattare sull’attenti lo stato italiano e ha fatto gridare ad Amato “non siete una repubblica indipendente”.

D’altro canto, come diceva Don Abbondio, il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare.

E, aggiungiamo, molte aspettative non potevano nemmeno esserci visto anche l’appoggio che veniva da forze politiche antivenete come Alleanza Nazionale e La Destra. Ciò spiega ad esempio perché il comitato PNV aveva aderito alla manifestazione di sabato indetta dal movimento indipendentista “Veneti”, ma non a quella di domenica indetta dalla Lega Nord, con tanto di copertura politica dell’evento da parte di leader non veneti e poco presentabili della Lega Nord (Calderoli, Borghezio…), ma anche di AN come Ascierto. Con l’inevitabile effetto collaterale di inimicarci anche parte della stampa internazionale che da tempo – e a  buona ragione – ha inserito i succitati personaggi in una sorta di black-list liberaldemocratica occidentale.

Quindi, il buon Massimo Bitonci di fatto resterà solo soletto, al massimo in compagnia di qualche altro sindaco patriota che in buona fede aveva firmato un’ordinanza che riportava i punti contestati a quella firmata da lui.

Da parte nostra invece rinnoviamo la solidarietà al sindaco di Cittadella e annunciamo che la lista civica indipendentista in lizza alle prossime elezioni comunali di Treviso adotterà un’ordinanza che conterrà anche gli aspetti di sfida allo stato coloniale italiano in tema di sicurezza e controllo del territorio veneto.
Nel contempo invitiamo il patriota Bitonci ad unirsi al comitato per un Partito Nazionale Veneto che ha come obiettivo la creazione di una coalizione nazionale veneta che sappia superare anche le squallide vigliaccherie delle finte solidarietà di facciata e delle coltellate alla schiena d parte dei colleghi di partito italiano.

Per informazioni
Portavoce: Gianluca Busato
Web: www.pnveneto.org – E-mail: info@pnveneto.org
Telefono: 348.8827427 – Fax: 0422.1830131

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Pronto soccorso: Istat, il Veneto la peggiore regione del nord

martedì, 27 novembre 2007
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Download comunicato: Pronto soccorso: Istat, il Veneto la peggiore regione del nord

Un’indagine pubblicata ieri dall’Istat rivela che la nostra politica regionale è la peggiore del nord e di molte altre regioni anche del centro. La politica leghista non sembra premiare l’efficienza neanche nell’accesso alle ASL.


Treviso, lì 27 novembre 2007

Una indagine Istat pubblicata ieri su una ripartizione dell’indagine sui Consumi delle Famiglie 2006 dimostra come le regioni dello stato italiano con maggiori difficoltà di utilizzo del pronto soccorso (valori superiori alla media ripartizionale) sono il Veneto (8,7%), la Valle d’Aosta (7,1%) e l’Emilia Romagna (6,6%); il Veneto e l’Emilia Romagna mostrano, tra le regioni settentrionali, la maggiore difficoltà di utilizzo anche rispetto alla ASL (5,7% e 5,0%).

Il Veneto in particolare sembra dimostrare imbarazzanti risultati molto simili a quelle del Molise.

Con l’auspicio che l’Istat venga smentita, ci chiediamo le ragioni di quella che sembra essere una pessima performance. E speriamo che non ci venga riproposta solo l’eterna lamentela contro lo stato centrale che, per quanto situazione veritiera, da sola non basta a spiegare tale dato, soprattutto se raffrontato con altre regioni che hanno una situazione simile alla nostra.

Sembra in realtà che la politica (che qualche maligno ha definito nepotista) della Lega Nord in Regione nel dipartimento sanità, portata avanti dall’attuale assessore Martini, ma anche quella del suo illustre predecessore ora primo cittadino di Verona non abbia portato i frutti che tutti si aspetterebbero dalla nostra Nazione Veneta, che pur vanta una tradizione di eccellenza nel settore e un aiuto fondamentale dal grande apporto di volontariato. Il comitato per un Partito Nazionale Veneto si augura che la Giunta Regionale sappia dare una sterzata all’attuale mala gestione dell’accesso ai Pronto Soccorsi e alle ASL, di cui maggiormente risentono le famiglie disagiate.

In ogni caso il Comitato per un Partito Nazionale Veneto sarebbe anche disponibile a chiudere un occhio su tale pessima conduzione della politica sanitaria, se nel contempo almeno i nostri rappresentanti regionali si decidessero finalmente a porre le basi concrete per l’indizione di un referendum per l’indipendenza dei veneti, prima che i nostri conti correnti siano magari congelati per il prossimo raggiungimento del collasso finanziario di uno stato centrale di cui ormai non possiamo più fidarci.

Per informazioni
Portavoce: Gianluca Busato
Web: www.pnveneto.org – E-mail: info@pnveneto.org
Telefono: 348.8827427 – Fax: 0422.1830131

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