Articoli marcati con tag ‘internet’

Se gli dai un dito…

venerdì, 23 aprile 2010
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L’indecenza nel chiedere aiuti allo stato rubando soldi ai cittadini non ha limiti nella pseudoimprenditoria italiana. L’ultima in ordine di tempo è quella della FIEG (Federazione Italiana Editori), che per bocca del suo presidente Malinconico (non è uno scherzo, si chiama proprio così) vorrebbe applicare una minitassa (così furbescamente la chiama) alla navigazione in Internet, non sui loro giornali, che sarebbe leggittimo, no proprio sull’uso della rete!

(continua…)

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Politici e burocrati italiani nemici di Internet

domenica, 8 marzo 2009
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Un triste personaggio nel video sotto riportato ritiene che

“Il mondo non ha bisogno di internet, Internet non ha migliorato il mondo né lo farà mai”

Il grave è che costui, tale Davide Rossi, presidente di UNIVIDEO (un’associazione corporativa che protegge gli interessi dei grandi distributori di materiale video), è anche il “suggeritore” dell’ennesima legge ammazza-internet proposta dall’intellettualissima on. Gabriella Carlucci, che all’art. 2 recita:

“È fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.”

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Internet e università: eutanasia non richiesta

lunedì, 24 novembre 2008
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Facebook, la rete sociale del momento, ha raggiunto i 3.000.000 di iscritti nello stato italico di cui circa 2.400.000 tra i diciotto e i trentaquattro anni d’età. Il ritmo di crescita è stimato attorno al +135% e nelle aule informatiche del Triveneto è difficile non incontrare qualche studente universitario che si connette a questa “agorà virtuale” per, mediamente, venti minuti al giorno.
A est dell’Adda internet riscuote un grande successo: dà a molti giovani la possibilità di esprimersi senza bisogno di possedere una tessera di partito e, in particolare, le reti sociali sono strumenti perfetti per dare visibilità a iniziative accantonate dal partitismo italiano. Il contesto attuale del dibattito civile non è la televisione, che deve sottostare a interessi oligarchici, ma la Rete. Si trovano così gruppi politici, provinciali (tra cui spicca “veronexi tuti mati”, con quasi 3000 iscritti) o iniziative d’interesse ( come “10.000 veneti in 30 dì” che è riuscita a raccogliere il numero prefissato di persone in poco meno di un mese); non mancano spazi dedicati alle arti visive, alla culinaria, all’ecologia, alle lingue, alle religioni e centinaia di altri argomenti. I giovani cittadini del Triveneto sono molto presenti in questa realtà e quotidianamente s’incontrano per dibattere al di fuori delle solite “piazze mediatiche” di Mediaset e della Rai. Nella Rete c’è uno scambio continuo d’informazioni che ha permesso a molti di estraniarsi dagli schemi imposti dal sistema educativo italiano che, se mai è stato funzionale alla formazione civile, si sta sfasciando a causa dell’incuria; lì gli utenti hanno potuto trovare molte delle opinioni che sono state censurate dal regime italiota, nonché i capitoli strappati della storia repubblicana della Serenissima, portatrice di valori che chiedono di essere rinnovati alla luce dei diritti conquistati all’umanità attraverso un travaglio iniziato con la Rivoluzione francese e terminato con la caduta del Muro di Berlino. Trovarsi “in linea” vuol dire esserci, occupare un posto all’interno di una struttura di rapporti sociali e vincere la contraddizione di vivere in una comunità della quale non ci si sente partecipi perché diversi dalle aspettative del sistema imposto.
Se per molti la Rete è utile, per una categoria di cittadini essa è solo un palliativo: ci riferiamo ai neolaureati d’Italia, prigionieri del precariato (con stipendi massimi di 1300 euro al mese) per il 40-50% dei casi, una situazione avvilente che ha portato un -5% di iscrizioni agli alti studi e scoraggia il 50% dei ricercatori emigrati a tornare nella penisola. Pare che 1 fuggiasco su 3 sia veneto, un’emorragia impressionante difficile da spiegare: il Triveneto non sta certo passando un bel periodo e le piccole-medie imprese non hanno i fondi sufficienti a mettere in atto progetti di ricerca ad ampio respiro. La realtà è che i laureati veneti non possono fare altro che scavalcare le Alpi per costruire la propria fortuna in paesi più civili, favorevoli alla modernità e al progresso; lo stile di vita italiano è così lontano dalle aspettative dei “nostri” giovani da rendere più familiare quello americano o europeo.
Su tutti questi argomenti è calata una pesante censura da parte dei media italiani: la fuga di talenti è appena accennata, facebook è visto come una curiosità un po’ frivola, internet come un cartellone pubblicitario per imprese, se non un luogo di ritrovo per maniaci di vario genere; la vera informazione è assente, quello che ci viene raccontato attraverso molti canali radio, televisvi o sui giornali, corrisponde sempre meno a ciò che viviamo quotidianamente. Le oligarchie italiane hanno scelto l’eutanasia per i popoli della penisola, vere e proprie nazioni che hanno espresso più volte la voglia di vivere: la legge Gelmini e il nuovo disegno legge per uccidere l’informazione attraverso la Rete non sono altro che il veleno attraverso il quale porre fine al civismo.

Treviso, domenica 23 novembre 2008

Emanuele Marian
Ufficio Stampa Partito Nasional Veneto

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Se gà verto na nova faxe par l’indipendensa veneta

domenica, 5 ottobre 2008
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fermemose un atimo e vardemo cosa che sta sucedendo de novo nela politica dei ultimi diexe ani.
Na novità la ghe xe e la xe un mucio inportante.
La grosa novità la xe che la televixion la gà perso de inportansa.

Vardè sto grafico ki soto:
La cresita de internet

Sto fenomeno el xe drio cresar e el vol dir che el sistema politico talian, baxà su na clase dirigente non conpetitiva parché sensa concorensa el xe destinà a esar tajà fora dale nove forme de comunicasion.

A ve faso un exenpio: el novo portal de facebook, chel xe diventà la prima rete mondial de relasion sociali tra i xovani.facebook
Segnalo a tuti su sto tema che i indipendentisti veneti sta creando na otima rete su facebook, in un per de mexi.
Invito tuti chi che gà dimistichesa co l’inglexe e i portali de social network (opur che’l gà un fiol, o un nevodo che lo pol iutar) a iscrivarse e a movimentar i grupi in costante cresita, in particolare de xovani studenti universitari.
Come che savarì mejio de mi, se ghe xe i xovani che scumisia a credarghe, a vol dir che semo drio metar in piè el motor fondamental dela nova politica veneta, che’l xe indipendentista.
Prima de ndar rento ai vari grupi, bixogna registrarse su facebook, sinò no se vede gnente.

Ve segnalo in particolar:

E ricordeve che la viralità ancuò la xe el novo strumento par far pasar l’idea e ragiungiar el nostro obietivo: l’independensa veneta!
E ricordemose che a xe solo che co la viralità che pianin pianeto semo rivai ale prime 500 firme par l’indipendensa, che xe un traguardo inportante, parché finalmente a ghe xe 500 veneti che gà el corajio de metar el so nome e cognome su internet de fianco a un obietivo che fin qualche ano gera anca solo proibìo de pronunciar.
Forsa e corajio, che sta par verxarse na nova finestra storica par conquistar la nostra libartà, iscriveve al pnv, iuténe, firmè par l’indipendensa, iscriveve su facebook, vanti che el momento el xe queo bon.

W San Marco!

Sani, giane

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Guerra tra Mediaset e Youtube

sabato, 16 agosto 2008
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