Articoli marcati con tag ‘Lodovico Pizzati’

One Way to Independence

martedì, 6 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

one-wayNo conoso nisuni ke na volta convinto deła indipendensa el gapia canbià idea.
Tanti deluxi, rasegnà, e demorałixà, sì (e anca par bone raxoni). Ma nisun, ke na volta digerìo łe ragioni de l’indipendensa, ke’l gapia fato dietro-front dixendo: “no, preferiso star soto el taco del stato talian”.
Ałora, el nostro obietivo in vista par łe prosime regionałi 2010 no xe el numaro de caregoti e careghete, o łe potensiałi aleanse de tuti i cołori. El nostro intento a xe de rancurar su pì consensi posibiłi par l’indipendensa veneta. Se trata de on laoro rivolto a persone nóve e verti de mente. Persone ke no xe cristałixà su ideołogismi tricołi, ma ke łe xe disposte a tor in considerasion łe nostre motivasion storike, culturałi e economike.
Eco, par cuesto ła nostra formasion saltà for a dal congreso de domenega ła xe xovane.

Ła media d’età del Minor Consejo ła xe de 40.14, ła media de età del Consejo dei Diexe xe de 32.75, e pai curioxi łe età de Texoreria, Segreteria e Presidensa łe xe rispetivamente 31.6, 40.4 e 36.1 :-) .

Semo on partito xovane parké rivolto ai xovani.

Semo na forsa połitega ke varda al futuro e ke no se limita ai miopi interesi de pansa deła partitocrasia geriatrika taliana.
Dando na man al Pnv, co racolta firme par prexentarse ałe regionałi o finansiando el Veneti al 1000×1000, a semo drio dar na man a costruir na baxe indipendentista par tuti. Parké ricordemose ke l’indipendensa a xe no stroxo a senso unico. Na volta verti i òci verso l’indipendensa nisuni torna indrio.

Lodovico Pizzati
Presidente Pnv

Popularity: 3% [?]

Congresso del PNV: si va alle elezioni regionali, per l’indipendenza del Veneto

domenica, 4 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

Lodovico Pizzati eletto presidente, Gianluca Busato confermato segretario. Paolo Bernardini nominato presidente emerito

lodovico

Lodovico Pizzati

Il PNV ha deciso di presentarsi alle elezioni regionali del Veneto, in appoggio a un presidente indipendentista. Questa in sintesi la posizione emersa domenica 4 ottobre a Limena, al 2° Congresso del Partito Nasional Veneto, alla presenza anche di ospiti di altri partiti e movimenti che hanno portato i propri saluti. Tra di essi, Patrik Riondato (movimento Veneti), Ettore Beggiato, Elio Franzin, Sandrino Speri, Moreno Broccon (autonomisti bellunesi) e Federico Simeoni (Front Furlan).

L’assemblea dei soci del PNV, riunitasi nel Maggior Consiglio, il proprio organo sovrano, ha ribadito con forza la linea politica per l’indipendenza del Veneto, confermando il percorso politico democratico e legale per ottenerla, per mezzo di un referendum per l’indipendenza, da tenersi sotto monitoraggio internazionale.

Allo stesso tempo il PNV ha confermato l’intenzione di presentarsi alle prossime elezioni regionali del Veneto, in appoggio a un candidato presidente indipendentista e in coalizione con altre forze politiche favorevoli all’indipendenza del Veneto.

Il Congresso ha inoltre rinnovato i propri organi, scegliendo come proprio presidente il prof. Lodovico Pizzati. Lodovico Pizzati, coniugato con 3 figli, è nato a Valdagno 36 anni fa. Si è laureato in economia alla Georgetown University, è consulente della Banca Mondiale e docente di economia a Cà Foscari. Il Prof. Bernardini, studioso di levatura internazionale, docente di storia all’Università dell’Insubria e primo presidente alla fondazione del PNV nel maggio 2008, è stato nominato presidente emerito.

Per quanto riguarda gli organi esecutivi, è stato confermato il segretario politico del PNV, il trevisano Gianluca Busato, che ha ottenuto l’approvazione della linea politica indipendentista e ha spronato all’impegno tutti gli iscritti e simpatizzanti del PNV per preparare le prossime elezioni politiche regionali.

Il Minor Consiglio, organo politico rinnovato del PNV, oltre che dal segretario e dal nuovo tesoriere Stefano Venturato, già candidato presidente per il PNV alle recenti elezioni provinciali di Padova, sarà composto dai seguenti consiglieri: Sabrina Tessari (la più votata dal Maggior Consiglio, già candidata presidente per il PNV alle recenti elezioni provinciali di Venezia), Luca Schenato (Verona), Nicola Giolo (Rovigo), Geremia Agnoletti (Treviso), Stefano Zanellato (Padova), Claudio Ghiotto (Vicenza), Massimo Busato (Verona).

Il congresso ha infine nominato il Consiglio dei Dieci, l’organo di garanzia del PNV, che è composto da: Alessio Bettio (Padova), Diego Turco (Venezia), Moreno Breda (Padova), Riccardo Nicetto (Cittadella).

“I cambiamenti avvengono, magari senza che ce ne accorgiamo, magari più lentamente di quanto noi vorremmo, ma i cambiamenti avvengono sempre. Noi dobbiamo solo far capire ai veneti che con l’indipendenza avranno grandi vantaggi, sotto ogni profilo della propria vita e che non esistono altre alternative politiche per dare risposte concrete ai problemi della gente. Per cui ora usciamo nelle piazze e ogni giorno convinciamo qualcuno della bontà dell’indipendenza del Veneto”, ha detto Busato nella propria relazione. “Sotto il profilo economico – ha concluso Busato – abbiamo l’argomento vincente: oggi con l’Italia paghiamo 60 e otteniamo 10. Domani con l’indipendenza pagheremo 20 e otterremo 20. Pagando un terzo, avremo il doppio delle risorse”.

Ufficio Politico Partito Nasional Veneto

Popularity: 2% [?]

CANDIDATURE A PRESIDENTE

venerdì, 2 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

Demo nota dele candidature rivae e proposte ale cariche de presidente del PNV:

  • Lodovico Pizzati (proposta da Gianluca Busato e Claudio Ghiotto)
  • Tiziano Carrarini (*)

(*) candidatura sub-iudice per sopraggiunta segnalazione di incompatibilità

candidatura a presidente emerito del PNV:

  • Paolo Bernardini

Treviso, 02/10/2009

Segreteria Organixativa
Partito Nasional Veneto
segreteria@pnveneto.org

Popularity: 1% [?]

Dialogo Veneto – esce il numero 15 (22 settembre 2009)

martedì, 22 settembre 2009
government,politics news,politics news,politics

Pubblicato il nuovo numero di “Dialogo Veneto”, la collezione degli articoli pubblicati sul sito www.pnveneto.org.

Il numero 15 segna un cambiamento nella formattazione, che viene semplificata rispetto alle prime edizioni.

Scaricatelo, stampatelo e fatelo avere a chi non ha un computer, per aumentare la conoscenza della nostra azione politica.

Come sempre, invitiamo tutti a contribuire, inviandoci articoli di qualità da pubblicare sul sito internet e anche su “Dialogo Veneto”.

Scarica il Numero 15 (22 settembre 2009):

Popularity: 1% [?]

Le interviste del Dino

domenica, 20 settembre 2009
government,politics news,politics news,politics

Popularity: 1% [?]

Il movimento dei sindaci è chiuso nel vicolo cieco romano, l’unica via è l’indipendenza.

martedì, 7 aprile 2009
government,politics news,politics news,politics

È irresponsabile illudere i Veneti sulla concretezza di riforme impossibili

Si leggono sempre più spesso analisi entusiastiche attorno a progetti politici quantomeno inconsistenti. Ci riferiamo in particolare al famigerato movimento dei sindaci guidato da Antonio Guadagnini. Il Gazzettino – di proprietà del palazzinaro romano Caltagirone, suocero di Casini, capo dell’UDC e del futuro del partito della nazione (sic!) e che è anche il capomandria proprio di Guadagnini – ha saputo costruire dal nulla un personaggio, sulla base di una proposta che da molti è ritenuta strepitosa.

Per capire nello specifico di cosa si trattasse, è stato interessante assistere domenica scorsa al confronto di tale progetto autonomista con la proposta indipendentista presentata dal prof. Lodovico Pizzati, in occasione di un convegno organizzato a Cavarzere dal movimento Veneti.

È stato infatti perlomeno imbarazzante constatare la debolezza della presentazione del progetto da parte dell’esponente dell’UDC, vicesindaco di Crespano del Grappa, al punto che ci chiediamo come si possa credere all’ennesima bufala romana in salsa Veneta.

Chiariamo alcune cose: crediamo che ogni sforzo nel senso di un accrescimento delle condizioni dei Veneti sia encomiabile e in tal senso apprezziamo l’opera di Guadagnini, come di ogni altro esponente che dimostri come minimo una parvenza di onestà intellettuale nella propria azione politica.

Ciò che ci pare però incredibile è ritenere – come qualcuno strumentalmente fa – che la battaglia di vedere riconosciuto ai comuni Veneti il 20% dell’Irpef al posto degli attuali trasferimenti statali sia REALISTICA.

In realtà noi proprio non ne vediamo la concretezza, per diverse ragioni, di cui ne elenchiamo solo alcune:

  1. essa inciderebbe di un ulteriore 1% di indebitamento sul PIL e non si capisce come politicamente gli sgangherati politici veneti possano ottenere tale risultato nel parlamento italiota ben controllato da chi sappiamo;
  2. essa vedrebbe una diminuzione di trasferimenti verso tutti quei comuni non veneti che hanno un’IRPEF non corrispondente all’attuale quota di trasferimento statale e non si capisce quindi perché i loro rappresentanti politici in parlamento possano votare a favore di tale provvedimento che li danneggerebbe;
  3. essa è un’autentica elemosina rispetto a ciò che ci spetta e ad un prezzo politico elevatissimo che ci renderebbe ancor più schiavi di Roma: essa darebbe in tal modo una sonora rappresentazione della propria potenza imperiale nei confronti dei sudditi Veneti che si presentano tremanti al suo cospetto col cappello in mano;
  4. non si capisce quali esponenti politici veneti godano di una sufficiente autonomia dalle proprie segreterie politiche, per condurre con successo tale battaglia nel parlamento, visto che sono tutti stati “nominati” proprio dalle segreterie dei partiti italiani.

Alla luce di ciò, dobbiamo ribadire con forza che ogni minuto e ogni sforzo dedicati a sterili e inconcludenti campagne autonomiste e federaliste sono tempo e risorse sprecate in imprese che hanno più volte dato dimostrazione di essere un vicolo cieco negli ultimi decenni.

Continuare su tale strada chiusa rappresenta un vero e proprio tradimento delle istanze di libertà del Popolo Veneto, oltreché una distrazione dalla via maestra dell’indipendenza.

Il Pnv ribadisce con forza pertanto che l’unica via politica percorribile è il raggiungimento dell’indipendenza secondo il percorso consolidato a livello internazionale e che prevede:

  • l’indizione di un referendum per l’indipendenza e, in parallelo,
  • la creazione di una nuova classe dirigente che divenga interlocutrice della comunità internazionale, grazie alla costruzione democratica del consenso politico attorno ad essa.

Per tale ragione riteniamo che anche da un punto di vista elettorale ogni sforzo dei Veneti per bene debba essere dedicato al Partito Nasional Veneto, l’unico e primo partito politico veneto che ha intrapreso con coraggio la via maestra per la nostra indipendenza e per la felicità che ne deriverà.

Gianluca Busato
Segretario Pnv

Popularity: 1% [?]

Tesoro, mi si sono ristretti gli stati

venerdì, 6 marzo 2009
government,politics news,politics news,politics

Tesoro, mi si sono ristretti gli stati

L’Economist Intelligence Unit (EIU) el ga de recente publicà ła previxion de crésita pai prosimi sincue ani. Intanto ke el groso de l’atension ła se focałixa sułe recenti tendense de recesion, na meta inportante saltà fora dai dati ła xe forse drio vegner trascurà. Ntei prosimi ani i sloveni i xe projetà par deventar pì riki dei taliani.

El mejo paexe del vecio bloco comunista el xe drio sorpasar ła pèxo economia de l’Europa osidentałe. Par ła Slovenia sto ki el xe on traguardo ke uficialmente el finìse ła cusideta tranxisión economega. In pena do decadi na difarensa in aparensa insormontabiłe ła xe stà sarà.

Pai prosimi ani l’Italia ła raprexenterà na boa, on sinboło de suceso par ła Republica Ceca, l’Ongaria, ła Slovakia, l’Estonia e via corendo. Ecs paexi comunisti i xe lì in fiła, pareciandose par cełebrar sta gran inprexa. Ma sta convergensa in redito pro capite xereła on efeto inevitabiłe de l’integrasion economica?

Se vardémo a tanti altri stati de l’Europa osidentałe, notémo ke a parte l’atuałe recesion globałe i xe drio cresar de bon paso, e ke no i se farà ciapar dałe economie del Est europeo ntel futuro prosimo. El rixultà de l’integrasion economega no xe propi na convergensa de benesere, ma calcos’altro.

Note: Dati de Eurostat e projesion de EIU.

Note: Dati de Eurostat e projesion de EIU.

Se vardemo oltre l’Italia, notemo ke altri grosi paexi cofà ła Dhermania, ła Francia, e ła Gran Bretagna, i xe drio perdar colpi no soło rispeto a paexi picenini del Est europeo, ma anca rispeto ałe economie picenine e in crésita de l’Europa osidentałe (Irlanda, Grecia, Finlandia, Norvegia, Lusenburgo).

I profesor Alberto Alesina (Harvard University) e Enrico Spolaore (Brown University) i ga da na spiegasion a sta tendensa in The Size of Nations. I mantien ke l’aumento de globalixasion e comercio internasionałe i daga on vantagio ałe nasion pì cèe.

Cavando via tarife e altre bariere al comercio, i confini comerciałi i vien scansełà, e łe inprexe rento paexi picenini łe ga acèso ai marcà globałi tanto cuanto i so conpetitori rento paexi grandi. Però, i citadini e łe dite rento paexi picenini i stà mejo co na połitega ke ła xe pì visìna ałe so necesità. Sta ki ła xe ła texi parà vanti da Alesina e Spolaore.

No xe na sorprexa se i oserva ke el nùmaro de paexi el se ga scoaxi triplegà in presapoco 60 ani, nando da 74 ntel 1945 ai 195 odierni. Na anałixi econometrica prexentà ntel so articoło academico Economic Integration and Political Disintegration conferma ke co na crésita del comercio internasional convien far parte de no stato pì ceo e połitegamente pì eficente.

I cata fora causałità rento sta corełasion fra crésita de comercio e moltiplegasion de stati. Vol dir ke el comercio internasional el crése no soło parké ghe xe pì paexi, ma xe ła crésita de comercio ke provoca ła nàsita de novi stati, ke de conseguensa i xe pì picenini.

Sta concluxion ła xe pitosto intuitiva. Far parte de n’inpero el podeva pagar durante n’era protesionista deła fine del disnoveximo secoło e par metà del secoło pasà. Ałora i confini połitici i raprexentava in pratica anca i limiti comerciałi. Pagava far parte de on contenitor pì grando.

Inte l’era de globałixasion sto ki no xe pì el caxo. A xe vero ke i paexi europei pì xoveni i xe vegnù fora dal ecs bloco comunista. A parte i Balcani sto ki xe stà on proceso pacifego e legałe. Estonia, Letonia e Lituania i ga votà par l’indipendensa ntel 1991. Ła Republica Ceca e ła Slovakia i ga votà par prosperar separatamente ntel 1993. El Montenegro, dopo ver evità łe guere dei ani ’90, kieto kieto el ga fato el so referendum ntel 2006, i ga guadagnà ła so indipendensa e deso i xe drio crésar.

Sta tendensa verso confini połitici pì famejari a xe drio riversarse anca in Europa osidentałe, forse anca jutà dal ruoło tólto dała UE. Ła Groenlandia ła gà votà par l’indipendensa dała Danimarca st’ano pasà. Poki decèni fà saria stà inpensabiłe ke poki mejari de persone ke vive ixołà darente l’Artico i gavarìa contenplà de nar par conto proprio. Ancó, ła UE ła provede na sorta de economia de scała istitusional ke sbasa i costi de esar no stato sovrano.

St’ano ke vien ła Scosia podaria ver l’oportunità de votar par l’indipendensa. In sto ultimo paro de deceni i ga oservà i so visìni irlandexi nar dai pì poeareti de l’Europa osidentałe a na media de redito pì alta ke in Svisera.

Tuti do i gà risevù fondi dała UE, e tuti do i gà carateristeghe simiłi (I parla inglexe, e i xe cołocà in te ła periferia de l’Europa). Però, i irlandexi i gavéa na autonomia połitega par metar in ato ła połitega nasional giusta e vantajarse del so vantagio conparà. I ga adotà na połitega fiscałe invitante ke ga atirà dite foreste (par de pì mericane) par sgorlarse el marcà comune europeo.

I scosexi i pol anca ver na scuadra de calcio nasionałe, ma no i ga ła libartà de far cuel ca gà fato l’Irlanda. Ałora, mentre otant’ani fa ła Scosia no ła gavéa raxón economica de invidiar l’Irlanda e ła gavéa na fraca de vantagi a far parte deła Gran Bretagna, st’ano ke vien i podarìa ver na raxon par pensar diversamente.

Daghe ła colpa ała globałixasion o a l’onbrèła UE, ma i scosexi no i xe mia l’unica popołasion europea invidioxa de l’indipendensa de on só visìn.

Rento l’Italia ła xente ła sente el sorpaso sloveno. No xe mia soło ła Sardegna ke ła ga no storico partìo indipendentista ke ncora vinse careghe nte łe elesión regionałi. Sto sentimento a xe drio sparpagnarse ntel entrotèra veneto, ke el xe darente ła cresente Slovenia a Est, e ła rica Austria a Nord.

Ła xente kive ła xe straca de deceni de false promese de federałismo e autonomia regionałe fate da Lega Norde e altri.Na volta visto come el partìo del canbiamento, dèso sto partìo de Miłan el xe percepìo come nantra istitusion del status quo ke pai ultimi 15 ani el xe stà in coałision de governo 3 olte, par on totałe de 9 ani.

Durante sto periodo l’ełetorato in sta rocaforte deła Lega Nord i gà testimonià l’inpoverimento rełativo rispeto ai visìni slavi e deso i xe pronti a ciapar na poxision pì radicałe.

Par ła prima volta xe saltà for a on partìo par l’indipendensa, el Partito Nasional Veneto (Venetian National Party), ke sfida ła baxe ełetorałe de Bossi al còre.

L’idea de indipendensa no ła xe nóva, spece in te na popołasion ncora nostalgica de secołi de prosperità artistega e comerciałe soto ła Republica Veneta. Tanti posti in Europa i ga raixe fedełi a on pasà geopołitego difarente, ma xe senpre stà on fenomeno confinà a considerasion etnike.

In sti giorni ła conbinasion de istitusion de l’Union Europea e de globałixasion ła xe drio dar terèn fertiłe parké ste raixe łe bute da novo grasie a on ragionamento economego. Sto recente ramenon finansiario e sta forte recesion i xe drio dar acoa da irigasion parké el dexiderio de sovranità el fiorìsa da novo.

Inte on paexe cusì difisiłe da riformar cofà l’Italia, sta alternativa cusì radicałe ła xe drio ciapar punti come na fatibiłe via de uscita. Ste poxision na volta estreme łe piaxeva soło a na minoransa ke sostegneva soło ragioni etnike, linguisteghe e storike. Deso ła motivasion economica ła xe drio sedur on eletorato pì largo, moderà e consistente.

Na olta ke el polvaron de sta crixi finansiaria el se kieta no gavemo da sorprendarse se vegnarà fora n’Europa na scianta difarente. Pì tacà a istitusion pan-europee, e manco, se no stacà dal tuto a capitałi obsołete de nasion-stato otocenteske.

Lodovico Pizzati
PNV

Popularity: 1% [?]

Con l’indipendenza della Venetia la nostra economia fiorirà

martedì, 17 febbraio 2009
government,politics news,politics news,politics

Lodovico Pizzati – Verona 15/02/2009: “Con l’indipendenza della Venetia la nostra economia fiorirà”

Popularity: 1% [?]

Da Verona parte la campagna per la libertà della Venetia

lunedì, 16 febbraio 2009
government,politics news,politics news,politics

img_6074

Da Verona parte la campagna per la libertà della Venetia


Grande successo per la presentazione del Pnv che correrà alle prossime elezioni provinciali

In una sala gremita del Liston12 in piazza Bra a Verona, domenica 15 febbraio il Partito Nasional Veneto ha dato il via alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 6-7 giugno 2009.
La lucida analisi economica condotta dal prof. Lodovico Pizzati (che coordina il Pnv in provincia di Venezia) ha messo in evidenza come lo stato italiano sia ormai prossimo al fine corsa e che ogni speranza di riformarlo sia vana, oltreché impossibile. L’analisi ha poi toccato alcuni aspetti non pubblicizzati dagli organi di informazione italiani che volutamente stanno nascondendo al Popolo Veneto la reale portata della recessione economica in atto e di una crisi sistemica che è più che decennale.
“I dati istat pubblicati qualche giorno fa fanno giustizia delle precedenti stime di crescita del pil 2008 e hanno dimostrato che abbiamo già bruciato d’un tratto 10 anni di lavoro e di crescita. Queste cifre rivelano che con ogni probabilità entro fine anno uno sloveno medio sarà più ricco di un italiano medio”, ha poi aggiunto Pizzati, concludendo “che nessuna speranza può essere riposta negli attuali politici veneti. Se in altri paesi un politico rispondesse come fa Zaia in merito all’ipotesi di candidatura alle prossime elezioni regionali in Veneto che tanto decidono tutto Bossi e Berlusconi, quel politico avrebbe la carriera politica irrimediabilmente stroncata”.
Il percorso per ottenere l’indipendenza è stato quindi indicato dal segretario Gianluca Busato. “Serve la creazione di una nuova classe dirigente veneta, perché quella attuale ha dimostrato la propria inadeguatezza e asservimento in oltre 20 anni di insuccessi. La lega nord ha fallito il proprio obiettivo e ha deposto la bandiera della libertà e del federalismo, prendendo in mano quella del populismo e della xenofobia. Ha lasciato un vuoto politico che oggi è presidiato dal Pnv. Una nuova classe dirigente preparata nelle prossime elezioni regionali chiederà il consenso ai veneti per indire un referendum per l’indipendenza, così come è già avvenuto in molti Paesi (Montenegro, Slovacchia, Cekia, Paesi Baltici, Groenlandia) e così come sta per avvenire in molte altre nazioni senza stato dell’Europa occidentale (Fiandre, Paesi Baschi, Catalunya, Scozia) e diventerà l’interlocutrice naturale della comunità internazionale. E’ un percorso molto più facile rispetto alle chimere federaliste e autonomiste. Per compierlo bastano meno di 2 milioni di voti di veneti che lo approveranno, rispetto a 25 milioni di voti di italiani che ci allunghino la corda della schiavitù con briciole di autonomia. E’ la nostra strada, l’unica strada, per la libertà e la felicità!”.
Luca Schenato (team di coordinamento del Pnv veronese) ha messo quindi in evidenza invece come l’indipendenza della Venetia dia più forza all’individuo nella difesa delle proprie istanze inviolabili, che invece oggi risultano costantemente calpestate da uno stato invasivo oltre ogni decenza. Schenato si è chiesto poi “come facciano gli attuali politici veneti a gioire per la presenza nelle strade delle città venete dei soldati dell’esercito italiano. E’ vero che esiste un’emergenza sicurezza, ma siamo sicuri che il modo migliore per farvi fronte sia quello di portarci in una situazione simile a quella della Colombia?”. Schenato ha concluso lanciando un appello all’adesione al Pnv, strumento principe per l’ottenimento dell’indipendenza.
L’evento si è concluso con un ampio dibattito con il pubblico che ha dimostrato ancora una volta come l’azione di radicamento del Pnv stia portando alla crescita dell’unica forza patriotica veneta che è in grado di dare una chiara alternativa politica ai veneti per un futuro di libertà.

Verona 16 febbraio 2009

Ufficio Politico
Partito Nasional Veneto

Popularity: 1% [?]

Dr. Doom (Dotor Rovina)

giovedì, 29 gennaio 2009
government,politics news,politics news,politics
dr-doom

Dr. Doom (Dotor Rovina)

El Sole24ore riporta na intervista al noto economista Nouriel Roubini so la situasion economica taliana (articoło). Noto par ver previsto crołi finansiari come in Axia ntel 1997, sto prof. de New York University el xe drio puntar el mirin verso l’Italia.

El dixe ke se l’Italia no fa dełe riforme struturałi el problema deficit/debito portarà verso dei problemi “significativi.” El xe vago (e sto so stiłe el xe sta criticà da altri economisti), e el risponde ke no vol dir ke l’Italia ła ndarà fora da l’euro (nisuni ghe ło gavéa domandà).

gdp-growth-world-usa-eu-ita

La situasion taliana ła xe efetivamente ła pexo a liveło mondiałe. Come ke xe riportà su sta tabeła (dati IMF), l’Italia xe l’unico paexe co tre ani de fiła de recesion (ciamemoła pure depresion).

No ocor esar Nouriel Roubini par predir ke se ghe xe on paexe prosimo al scioco a xe el pì moribondo deła conpagnia. Podemo anca sparagnarse łe predike ke ghe vol riforme.

Ło sa anca on puteło ke sensa riforme no se pol narghe fora. Tanti economisti te sa dir ke tipo de riforme ke ghe vołe, ma i resta tuti inocà co ke te ghe dimandi ła fatibiłità a liveło połitego.

El problema xe apunto ke far riforme conporta sacrificar el clientelismo e ła piramide de favori ke se ga indarentà rento sto esperimento risorgimentałe.

Spetarse ke el parasita el se suicidi par el bene de l’organismo a xe insulso. No se pol descatejar on gropo masa intorcołà. Se ga da darghe on tajo.

L’unica posibiłe riforma xe l’indipendensa, dei veneti, dei sardi, dei siciłiani, dei toscani e conpagnia beła. Ma par otegner sta riforma no se pol star in poltrona e spetar co suditansa ca el parasita el fasa i nostri interesi.

Gavemo da conportarse da citadini e darse da far ativamente par el nostro dirito a on futuro fełice e prospero. No ne regała gninte nisuni.

Lodovico Pizzati
PNV

Popularity: 1% [?]