Articoli marcati con tag ‘partito nasional veneto’

So VeNETvision la intarvista al novo prezidente e al segretario de Veneto Stato

lunedì, 13 settembre 2010
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La nova formasion politega independentista de el Veneto la incorpora le do aneme ca gaveva movimentà le ultime elesion regionali: Partito Nasional Veneto e Partito dei Veneti. VeNETvision xe stà prezente al congreso costituente e parecià na intarvista al prezidente e al segretario de el novo partito.

varda VeNETvision

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Veneto è chi il Veneto fa (1)

giovedì, 10 dicembre 2009
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tolto da VenetiaLibertarian.org

Avendo constatato che molti lettori sono, per così dire, troppo pigri per prendere in mano in una volta sola Veneto è chi il Veneto fa. Indipendenti e Contenti, ho deciso di postare un po’ alla volta (quasi) tutto il pamphlet.

Fermi tutti! Ma si può fare?

Sento già un brusio di sottofondo tra i (spero ci siano) lettori e penso di sapere la motivazione. Infatti, come la mia esperienza personale di instillatore dell’opzione indipendentista tra amici e conoscenti ha confermato, la risposta più frequente che ho avuto all’esposizione di questa mia proposta è stata decisamente questa: “sì, sarebbe bellissimo, ma non si può”.  È una risposta plausibile perché è normale che il primo pensiero non possa che essere “ma è contro la legge!” oppure “è un’utopia!”. In realtà non è così. Non è così anche se lo Stato italiano fa di tutto per farci pensare il contrario; d’altronde non fa piacere a nessuno essere abbandonato.  Se la vostra dolce metà decidesse di lasciarvi, anche voi urlereste con voce straziante: “no! non puoi! stai con me!”. Ecco, immaginatevi una scenetta tragica del genere con protagonista lo Stato italiano che piange e si dispera e il Veneto che tira dritto per la sua strada. Certo, non saprei dire (o forse sì, ma non lo dico) se quello dello Stato italiano per il Veneto sia amore sincero o di convenienza.

(continua…)

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Sol sinbolo novo

lunedì, 30 novembre 2009
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clootie_dumplingEl Scottish National Party, cioè el Partito Nasional Scosexe, l’è coel partito al goerno de la Scosia che l’è drio batarse par verghe intel novenbre del 2010 on referendum par l’independensa de la Scosia dal Regno Unio (che dopo no’l sarà pì tanto unio).
El sinbolo de el Scottish National Party el vien ciamà da tuti “the clootie dumpling” (se pol tradur co “el fagotìn vestio”) parché el someja a la confesion stilixà indove el vien meso da tradision sto, apunto, clootie dumpling, cioè on dolze tipico scosexe. In realtà, el sinbolo del SNP el sarìa na conbinasìon tra do imagini stilixà: el “Saltire” (dita croxe de Sant’Andrea) e el fiore del cardo; tuti e do sinboli de la Scosia. Come podì vedar, coindi, el SNP no’l se ga mia limità a piasàr in bela mostra la bandiera de la Scosia ma el se ga sforsà de elaborar on sinbolo suo, distintivo. El SNP no’l se ga sentà xo a doparar, sensa riguardo, on sinbolo potente dexà pronto fà la podea esar la Croxe de Sant’Andrea. Se mi no l’avese leto intel so sito, no ghe sarìa mai rivà che el sinbolo del SNP la xe na conbinasìon stilixà de sti do sinboli; conbinasìon che la fa saltar fora on sinbolo novo, el clootie dumpling. (continua…)

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Sabrina Tessari (D.I.VE.): “bixogna lavorar senza tante ciacoe”

martedì, 17 novembre 2009
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Tolto dala GaxetaVeneta.com

GAXETA: Parché te sito candidà?
TESSARI: Desideremo proseguir col nostro progeto inizial che el xe nato co la me candidatura ala presidenza dea provincia de Venexia. Un projeto chel vede la necessità de indire un referendum chel domande ai cittadini veneti se i voe o no l’Independensa del Veneto.

LEXI TUTA L’INTERVISTA

(continua…)

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Veneto è chi il Veneto fa

mercoledì, 26 agosto 2009
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Scaricate Veneto è chi il Veneto fa. Indipendenti e Contenti.

Articolo originale

(continua…)

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Manifestazione a difesa dell’identità veneta

martedì, 23 giugno 2009
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Reagiamo all’intolleranza dei fascisti italiani

laMiaBandiera

A seguito dei fatti avvenuti venerdì scorso con l’attacco squadrista contro la manifestazione di carattere storico indetta dal Comitato delle Pasque veronesi organizzata in ricordo dei patrioti veronesi morti nelle insurrezioni anti napoleoniche portato avanti da membri della giunta e del consiglio comunale di Verona, i veronesi hanno deciso di reagire e di scendere in piazza a difesa dell’identità veneta e per denunciare il comportamento intollerante di parte di persone che scandalosamente hanno incarichi di governo nell’amministrazione cittadina.

È indetta per sabato 27 Giugno alle ore 17.30 davanti al municipio di Verona una manifestazione trasversale aperta a tutti i partiti e a tutte le associazioni che come noi ritengono che a Verona si sia passato ogni limite e che sia ora di far chiarezza all’interno della giunta di Verona per capire se e con quale peso politico siedono forze di chiara matrice fascista.

La manifestazione è promossa da Partito Nasional Veneto, Movimento Veneti e Partito Autonomista Bellunese ed è aperta al contributo delle forze politiche venete che ne condividono i contenuti e che si identificano con i nostri ideali.
Non si tratta di una manifestazione pregiudizialmente contro l’amministrazione della città e anzi siamo convinti che la parte maggioritaria delle forze di governo veronesi e soprattutto dei loro elettori non hanno affatto gradito vedere interrotta una Messa pubblica autorizzata dal Comune da parte di quattro esaltati in camicia nera che siedono nei banchi del consiglio comunale: per questo alla manifestazione abbiamo invitato il sindaco di Verona Flavio Tosi, con tutta la sua squadra di governo.

Il sindaco di Verona, che alcuni indicano come candidato in pectore alle prossime elezioni regionali, deve chiarire da che parte è schierato: se con chi difende il veneto e l’identità veneta e a tutela dei valori democratici, o se con i nostalgici del partito fascista della destra nazionalista italiana.

Difendere la nostra gloriosa bandiera significa difendere ciò che siamo, voler bene a noi stessi e riconoscerci nella nostra identità nazionale veneta, vuol dire amare e rispettare la nostra storia e cultura, equivale a tenere alto l’onore e la speranza per il nostro futuro.

Futuro che ogni giorno che passa è sempre più messo a rischio e negato da uno stato coloniale e privo di qualsivoglia dignità e significato storico da essere costretto a difendere i colonialisti e guerrafondai francesi, guidati da quell’Adolfo Hitler ante-litteram che rispondeva al nome di Napoleone Bonaparte.

Diamo dimostrazione di compattezza con una manifestazione bipartisan che unisca tutte le forze politiche venete che pongono il gonfalone di San Marco al di sopra di qualsiasi simbolo coloniale. Veneti, uniamoci contro l’aggressione italiana di Verona!

Nessuno tocchi la nostra bandiera! Viva l’indipendenza Veneta! Viva San Marco!

Paolo Bampo (Partito Autonomista Bellunese)
Gianluca Busato (Partito Nasional Veneto)
Patrik Riondato (Movimento Veneti)

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ITALIAN STATE POLICE ACCUSED OF POLITICAL REPRESSION IN PADUA AND VENICE LOCAL ELECTIONS

venerdì, 5 giugno 2009
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VENICE – The Partito Nasional Veneto (Venetian National Party) is taking legal action against the Italian Army at the European Court of Justice in Strasbourg for violating the civil liberties of PNV supporters.

Carabinieri and Guardia di Finanza Police are accused of interfering with the democratic process by verbally and physically intimidating supporters and members of the PNV with phone threats, forced interrogations, psychological pressure and public humiliation.

In the weeks leading to the June 7th vote, hundreds of PNV members and supporters have been systematically rounded up and escorted to Army headquarters only because they endorsed the petition required to participate in the Padua and Venice local elections.

The repression campaign began on May 14th with a police search at the private home of PNV’s chairman, Gianluca Busato, carried out at dawn. In recent developments, four Ministry of Finance patrol units have stormed the small village of Candiana to question 80 supporters, while Carabinieri agents disrupted classes at a high school in Cittadella to interrogate students who signed the petition in support of PNV.

With the excuse of verifying the signatures’ authenticity, the Carabinieri proceeded with questioning violating basic civil rights. Military agents demanded that supporters motivate why they endorse the PNV by asking: “Was your signature extorted?”; “Why do you want to vote for this pseudo-party?”; “Who else was at the ‘meeting’?”; “Are you planning to vote PNV?”.

Uniformed agents of the Ministry of Finance (Guardia di Finanza) were also deployed. Other personal questions of dubious relevance were asked: “Have you contributed financially to the founding of this party?”; “What do you do for a living?”; “How many children do you have?”.

Behind the Army’s repression campaign, the official motivation is the investigation of one alleged fake signature out of more than a thousand collected in both provinces of Padua and Venice in order to run for the elections.

Puzzled supporters have been told it was a matter of a routine check, but out of the 26 parties running for office, the independence party PNV is the only one being scrutinized in this investigation led by Carabinieri, an impartial armed force whose image is used on TV commercials to endorse Berlusconi’s party in June’s elections.

FOR MORE INFORMATION CONTACT THE PARTITO NASIONAL VENETO
+39.041-96.37.943 – www.pnveneto.org – info@pnveneto.org

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Ancuò 14 de magio 2009 lo stato italian gà viołà la sede del Partito Nasional Veneto

giovedì, 14 maggio 2009
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Ancuò 14 de magio 2009 lo stato italian gà viołà la sede del Partito Nasional Veneto.
Questo xè un grave ato de interferensa suła nostra atività democratica.
Tegnemo a precixar che la perquixion inte ła nostra sede no riguardava come indagai nisun socio o candidà del Pnv.
Epur anca se a nisun esponente del Pnv ghe xè contestà reati, lo stato tałian no gà catà de majo che dar ordine de perquixir la nostra sede, co ben 6 Carabinieri.
No ne par che questo sipia un conportamento degno de un stato sivil.
No ne par che pal solo fato de ver prexentà le nostre liste e i nostri candidati ale elesion provinciai
de Padova e Venesia se meritemo tuto questo.
Domandemo a tuti, come segno de protesta e de indignasion de darne apogio, de iutarne a tacar manifesti e dar in giro vołantini e farghe capir in cabina eletoral che i Veneti no i xe bauchi.

L’unico modo che gavemo per tutełar ła nostra libertà xe VOTAR EL PNV!

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Fausto Faccia: “Ecco perché sostengo il Partito Nasional Veneto”

lunedì, 11 maggio 2009
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Relazione di Fausto Faccia del 9 maggio 2009, nel 12° anniversario della Liberazione di Piazza San Marco

Cari amici buon giorno a tutti e buon giorno ai rappresentanti del PNV.
Grazie per questa occasione dove parliamo di Veneto e di futuro.

Sono contento di questa occasione che mi permette di esporvi la mia analisi sulla situazione politico sociale a 12 anni dall’impresa dei Serenissimi.
Quella notte si è impedito che i nemici della Venezia Marciana mettessero definitivamente la parola fine alla gloriosa storia della Repubblica Serenissima nel duecentesimo anniversario della sua pilotata caduta, decretandone la definitiva sepoltura. Al contrario noi quella notte sottraendo il cuore religioso e politico alla sovranità dello stato Italiano, abbiamo proclamato la nuova Repubblica Veneta, mantenendola viva e sovrana per tutte le ore che siamo riusciti, nella totale volontà di evitare ogni violenza.

Alcuni amici si sono stupiti che io oggi partecipi a un convegno di un partito che cerca il consenso nelle elezioni politiche, quando per anni ho sostenuto che la legittimità alla sovranità si esercita non si richiede.

La nostra azione del 9 maggio 1997 è stata ispirata da questo principio!
Abbiamo agito in nome della Sovranità Marciana che in essa racchiude l’identità etnica, religiosa e politica della Nazione Veneta. Oltre 2 millenni di storia che con la Serenissima Repubblica ha raggiunto l’apice di gloria, indipendenza e civiltà.

Se guardiamo a come il Veneto è passato dalla piena sovranità e indipendenza della Serenissima Repubblica alle condizione di terra di conquista, capiamo perché la legittimità alla sovranità si esercita non si richiede.
Il grande Napoleone che l’occidente onora ed esalta quale condottiero per la libertà contro le prepotenze dei tiranni, il cavaliere paladino della modernità, quella ideologica, oggi imperante, non ha certo usato metodi democratici per ottenere i suoi scopi!
Questo signore ha cancellato la nostra Repubblica che si era dichiarata neutrale agli eventi del tempo, contro la volontà dello stesso Direttorio di Francia da cui il generale dipendeva.
Ha usato la sistematica rapina mascherata dai principi nati dalla rivoluzione francese per giustificare i suoi crimini e arricchire con i tesori rubati all’Italia la Francia affamata.
Ebbene Napoleone ha esercitato solo la propria volontà la piena sovranità sugli altri!

L’Austria Imperiale con il Congresso di Vienna del 1814 ha, per caso restaurato la Repubblica Veneta nei suoi legittimi territori?
Pienamente consapevole del suo ingiusto atto ha esercitato la totale sovranità su una terra non sua, facendo solo i suoi interessi economici e geopolitici, fregandosene altamente di ogni giustizia in questo caso Divina.

L’attuale sovranità dell’Italia sul Veneto gli è derivata da un atto democratico rigidamente regolamentato?
O deriva da una serie di “Plebisciti truccati”, veri e propri imbrogli organizzati ad arte privi di qualsivoglia controllo internazionale e preceduti dalle avanguardie militari sabaude?

Questi sono i metodi altamente democratici usati per conquistare la Venezia che di volta in volta i vari “liberatori” hanno esercitato!
L’illegittima sovranità straniera a scapito dei Veneti si esercita ormai da 212 anni con i disastri che ben conosciamo.

Ecco perchè io ho sempre pensato che noi Veneti per riprenderci la totale sovranità su ciò che è nostro, non abbiamo bisogno di alcuna legittimazione altrui come quella del voto popolare!
Ricordiamoci solo che noi siamo a casa nostra e siamo nel giusto.

Negli anni successivi all’impresa speravo che questo mio pensiero qui delineato, riuscisse a concretizzarsi in un movimento Veneto Unitario in grado di far sentire la sua voce.
Una voce autorevole che rompeva gli schemi ideologici e i luoghi comuni che stanno alla base delle attuali democrazie Europee con le loro fasulle conquiste sociali.
Un movimento attivo in grado di concretizzare continue iniziative di carattere storico-valoriale, dare soluzioni di sviluppo economico compatibile al nostro territorio, in difesa del nostro territorio e patrimonio artistico.
Un movimento Veneto Unitario in grado di opporsi al malcostume politico, con capacità di opere a sostegno delle cause giuste e dei più infelici.
Un movimento con proprie strutture, che si muoveva come un piccolo stato Veneto.
Ma questo Movimento che esercita la sua sovranità non la chiede, non siamo riusciti a formarlo!
I motivi? In questo contesto non abbiamo il tempo di approfondirli, è meglio guardare avanti.

Al contrario oggi siamo estremamente divisi grazie anche a quei piccoli uomini, che animati non da spirito di umiltà e da una volontà di capire quanto importante sia una rinascita morale della nostra terra, ma piuttosto da insano spirito di protagonismo, puri interessi di poltrona, smontano giorno dopo giorno ogni tentativo di riscatto.

Eppure da alcuni spunti dalla nostra impresa avrebbero dovuto capire e dare il via a qualcosa di buono.

Il nostro sacrificio che va visto non tanto nei periodi di carcerazione seguiti all’impresa, che tutti noi abbiamo sopportato, ma nel dimostrare che la politica non può e non deve essere un mezzo per ottenere onori o benefici economici come purtroppo avviene in Italia e nell’Europa unita.
La politica deve essere sacrificio per il bene comune della società!
La patria come la famiglia si serve!

Noi Serenissimi sapevamo che prima di tutto ci voleva il sacrificio e questo abbiamo dimostrato sacrificando famiglia, lavoro e denaro.
E’ proprio quel Cristo che dal Vangelo tenuto tra le zampe del Nostro Leone ci insegna a servire. Proprio Lui che si è fatto servo dei servi, e così il politico deve servire la società che rappresenta, il padre deve servire la moglie e la famiglia, la moglie deve servire il marito e i figli, il dottore deve servire i malati, il maestro deve servire gli alunni e ogni altro elemento sociale nel suo contesto deve fare altrettanto.
Il contrario di tutto ciò che è stato insegnato dalle diverse ideologie che sono nate dalla rivoluzione Francese e che sono il bagaglio culturale su cui si basa l’attuale società Italiana e l’Europa, dove operai contro padroni, poveri contro ricchi, giovani contro vecchi, studenti contro professori, donne contro uomini, è il mix velenoso che respiriamo ogni giorno

Se non riscopriamo i valori che erano alla base della Serenissima Repubblica, nessuna indipendenza Veneta avrà senso e successo.
Questo è il mio modello!
Né dalla Francia giacobina, né dall’America atlantica, né dalle direttive di qualsivoglia paese o organizzazione internazionale, voglio essere ispirato, semmai dovrebbe essere il contrario.
Sono Marchesco e Marchesco voglio morire!

Da questa premessa, sono convinto che bisogna avere il coraggio di guardare avanti e che non possiamo accettare di vedere la nostra terra in queste condizioni di degrado, senza prospettive in mano ai servi i cui loro padroni risiedono a Roma, Arcore e Varese.
Abbiamo il dovere di tirarci su le maniche e ripartire anche se questo costa fatica, consapevoli che sono stati buttati alle ortiche quasi 30 anni.
Se le condizioni per ciò che speravo non ci sono più, questo non vuol dire che non dobbiamo guardarci attorno accettando la situazione attuale.

Dopo alcuni anni che mi ero ritirato perchè non vedevo le condizioni necessarie per continuare a impegnarmi in una lotta politica, oggi spinto anche dalla pesante e drammatica situazione nazionale e internazionale che ci schiaccia, ho sentito il bisogno di prendere una posizione chiara.

Ecco perché io ha fatto una scelta, quella di appoggiare apertamente il Partito Nasional Veneto!
Ripartiamo ognuno sacrificando qualcosa per costruire insieme delle solide basi di partenza di un Veneto Serenissimo.

Perché questo movimento e non gli altri?
Primo perché il PNV ha scelto di essere un partito indipendentista e non il solito partito autonomista o federalista, sapendo già che le riforme serie l’Italia non le farà mai, trenta anni sono passati dalla prima Liga Veneta, e cosa abbiamo ottenuto se non sempre più tasse, sempre più stranieri che ci ridurranno in minoranza?
Una scelta chiara quindi!
Il secondo motivo perchè è un partito di giovani che come ho avuto modo di comprendere hanno voglia di essere supportati da tutte quelle persone che possono arricchire il cammino del PNV.
Terzo perchè i restanti movimenti o partiti Veneti hanno ormai fatto la loro storia e francamente non ne vedo alcuna spinta propositiva.
Per ciò che riguarda la lega la mia opinione è sempre stata chiara: sono la valvola di sfogo del sistema, i mistificatori della Causa Veneta.

Siano chiare però alcune questioni di massima importanza, che se disattese o tradite mi costringeranno ad abbandonarvi al vostro destino:
1. il PNV strada facendo non si adagi alla semplice conquista delle sedie: vedi Lega Nord, ma deve diventare un partito di militanza di uomini fedeli e coraggiosi,
2. il PNV strada facendo non creda che sedendo i propri uomini nelle “stanze dei bottoni” come comuni, province e regione, o a dirittura concorrere alle elezioni nazionali, serva a far cambiare qualcosa, semmai serve solo a far cambiare i propri uomini mettendoli contro il Veneto, puntiamo quanto prima al referendum,
3. il PNV strada facendo non si adatti gradualmente al politicamente corretto che oggi da destra a sinistra viene sostenuto grazie anche al lavoro e alla corruzione esercitata dai poteri forti internazionali, sopratutto a livello morale,
4. il PNV sia sempre consapevole che lottare per l’indipendenza è giusto solo se all’indipendenza Veneta, corrisponderà la piena e totale volontà di dare a questo fondamentale passo un carico di valori corrispondenti a quella tradizione che era alla base della Repubblica Veneta: (la tradizione Cattolica), cioè il cammino opposto dell’Italia Unita, con i risultati che ben conosciamo.

So che questi punti sono carichi e pesanti e da qualcuno difficilmente digeribili, ma di uomini coraggiosi e forti nello spirito il Veneto e una nuova Europa dei popoli di domani abbiamo bisogno, non possiamo permetterci errori o indecisioni.

Sono punti che potremo perfezionare magari alla convocazione di un congresso, per costruire insieme un rullo compressore che dia il via a una rinascita totale, altrimenti a meglio tenerci questa Italieta corrotta e mafiosa e non partorire l’ennesima mediocrità.

Auspico che questo mio pensiero venga accettato da tutti quei amici cultori di Storia veneta amanti della loro Patria, che possono dar forza a questo cammino unitario.
I tempi sono maturi e credo che insieme costruiremo la nuova casa dei Veneti, di questo sono sicuro!
Buon lavoro alla dirigenza del PNV.
W San Marco
W la Repubblica Veneta.

Fausto Faccia
Venezia 9 maggio 2009.

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I SABOTATORI DE LA INDIPANDENSA

domenica, 3 maggio 2009
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Fìn 3 àni fà l’interno de sto màgma de autonomisti, federalisti, se gà sercà de sdoganàr on termino, na paroleta : Indipandensa.Xe nasesto fìn on partìto politego el PNV (Partito Nasional Veneto).

Chel ca no se capìse, invese, a xè parchè ghe sìpia ncòra l’interno de moviminti Venetìsti, na sòrta de inibitòr suportàr el 100% l’Indipandentìxmo. A ne pàr ca rento sto màgma Venetìsta ghe sìpia na volontà anti-indipandentìsta. Se ghe ne pàrla, ma no ghe xé convinsiòn. Ansi, par ca ghe sìpia na volontà sabotatòra de ògni fòrma de Indipandentìxmo.

Parlàr de Indipandnesa a vol dìr dàrghe on tàjo nèto a ògni fòrma de diàlogo co el discòrso itàlia. Indipandensa vol dìr la negasiòn del el podèr de el stàto italiàn sòra on determinà teritòrio. Vardè ca el discòrso el xè on vèro e forse l’ònego tabù ca : ministero de l’interno, caranba, e politeghi no asèta. Parlar de Indipandensa, vol dìr cavarghe el mondo de privileji da sòto i pìe ca gà sti aparàti. Vardè ca l’Indipandentìxmo el xè el nemìgo pi gràndo insième l’anarchìxmo, ca pòsa ver on stàto. L’Indipandentixmo Vèneto el xè la negasiòn de la sovranità italiàna. Xè naturàl ca ghe vègna tirà drìo tùte le àrme posìbili contro i promotòri de l’Indipandentìxmo.

Dixemolo sensa sensùre : caranba, sismi, politeghi, li xè drìo fàr de tùto pa silensiàr el camìno legàl vèrso l’Indipandensa. E ricordève ca la tècnega ca ga senpre doparà carànba e bànda, la xè : anonemà da drìo le cointe e contròlo silensiòxo ca gà efèto ma no se nòta. Tùto ga da pasàr fa “naturàl”. I omisìdi, suisìdi o insidenti de parsòne scòmode, li fà pàrte de sta tatega, la màfia altro no xèra ca el bràso destro dei caranba pa controlàr l’Indipandentixmo Sìculo e dòpo el parìcolo comunìsta. In tèrmeni pràteghi, nel nostro càxo, a vol dìr dirotàr i moviminti Venetìsti vèrso altri obietìvi e eliminàr ògni supòrto a chi ca proclàma la lòta Indipandentista legàl. El teròr de la italia el xè la nàsita e crèsita de on movimento ca dopàra mètodi legàl pa rivàr l’Indipandensa.

El PNV el xè on de sti movimìnti e xè deventà ànca partìto politego. El nemìgo nòmaro òn dela italia el xè el PNV. El xè on invaxòr da l’nterno. Xè stralèsito imajinàr ca la mancànsa de supòrto ca i movimenti venetìsti li xè drìo atuàr, la xè la consegoensa de : infiltrasiòn de ajenti l’interno dei grùpi ca li xè drìo suportàr altre lòte ca in comùn fra de lòre le gà tùto fòra ca l’Indipandensa. Vien racoaxi da pensàr ca i partìti politeghi li sìpia drìo finansiàr sti movimìnti in cànvio del silensio o mancansa de supòrto a l’Indipandentixmo. Vien da pensàr ca el ministero de l’interno el gàbia infiltrà elementi goida rento sti grùpi al fìn de propòr na lòta rento el resìnto de l’italianità (autonomia, federalixmo). Vardè ca pa l’italia va ben finansiàr e sponsorixàr ànca on movimento Indipandentista armà, parchè el xè on “nemìgo” ùtile; el parméte de criminalixàr l’Indipandentixmo e fàr del vitimixmo italiàn. Ve ricordèlo co i ani 70 vegnea fòra le scrìte “vìa i teròni”? Li ga criminalixà i Vèneti e vitimixà i italiana racomndà ca rivàva comandàr.

In concluxiòn, ghemo la sensasiòn ca ròma la sìpia drìo pilotàr i movimìnti Venetìsti, dèla sèrie : fè tùto chel ca volì, ma a xè proibìo creàr na fòrsa politega ca la propòn on proseso de Indipandentixmo legàl. Vardè ca a xè legàl rivàr l’Indipandensa, èco parchè ròma e i so sèrvi li ga el teròr. No ghe fà paura i musulmàni, i albanìxi, la lega, i evaxòri, la màfia, no; chi ca ghe fà paùra, a xè chi ca propòn na lòta inarestàbile co tùti i carìxmi de la legalità internasionàl e italiana.

A xè el PNV e tùti i partìti ca propon fà obietìvo dirèto l’Indipandensa.

tiateteteghe

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