Articoli marcati con tag ‘plebiscito del 1866’

LIFE TREVISO contro Stato Italiano

mercoledì, 6 febbraio 2008
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20.02.08
TRIBUNALE ordinario di VENEZIA sede CIVILE
LIFE TREVISO contro Stato Italiano
Richiesta di ritiro dalle Province Venete.
Seconda udienza.

1947: Referendum “Monarchia-Repubblica”. Il referendum era nullo? Noi crediamo di sì.
Il Decreto Legislativo 16 marzo 1946 all’art. 1 testualmente diceva: “I consigli elettorali sono convocati per il giorno 2 giugno 1946… E’ fatta eccezione per il collegio elettorale della Venezia Giulia e per la provincia di Bolzano, per i quali sarà disposta con successivi provvedimenti”. Mai e poi mai questi cittadini veneti vennero chiamati al voto, tantomeno quelli residenti in Istria, in Dalmazia, nel Quarnaro e nel Dodecaneso. Un gran numero di veneti ai quali è stato negato il diritto fondamentale della democrazia: IL VOTO.

Tratto dal sito www.life.it

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Martedì 08 gennaio alle ore 21 il PNV ospite di Tele Nord Est

martedì, 8 gennaio 2008
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Martedì 08 gennaio alle ore 21 il PNV sarà ospite di Tele Nord Est per un trasmissione sull’indipendenza veneta, nel corso della rubrica “Pronto chi parla” condotta da Rosanna Sapori.

Per chi vuole partecipare via SMS, ricordiamo che il numero al quale intervenire con messaggi a partire dalle 21 è 380.99.42.400

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I Veneti: “Sì alla commissione storica sull’annessione al Regno dei Savoia del Veneto ma purchè sia imparziale”

venerdì, 28 dicembre 2007
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Ricevemo e volentieri pioveghemo.

COMUNICATO STAMPA 

Sì alla commissione storica sull’annessione al Regno dei Savoia del Veneto ma purchè sia imparziale

Il Movimento Veneti esprime soddisfazione per la decisione della Regione Veneto di istituire una commissione ufficiale di indagine storica sui brogli che caratterizzarono il plebiscito farsa del 1866 con il quale i Savoia si impossessarono del Veneto, ma a farne parte devono essere chiamati storici che abbiano dimostrato finora posizioni non pregiudiziali sui fatti accaduti.

L’iniziativa dell’ente regionale di istituire e finanziare un gruppo di lavoro con lo scopo di far luce sui tristi accadimenti di Centoquarantuno anni fa’ relativi ai brogli e alle violenze che accompagnarono il plebiscito svoltosi sotto occupazione militare a seguito del quale il Popolo veneto si trovò costretto a divenire suddito dei reali di lingua francese di Casa Savoia, è sicuramente lodevole.

Ma affinchè tutto il lavoro sia propedeutico alla diffusione di un dibattito pubblico pacato ed onesto sul cosidetto “risorgimento”, ovvero sull’espansione della monarchia dei Savoia a danno di altri stati, a far parte della commissione è preferibile non vengano nominati storici che abbiano già dimostrato di non sapere valutare serenamente quanto accaduto senza far pesare pesantemente la propria formazione ideologica e politica, sia da una parte che dall’altra.

In ogni caso è ormai storicamente accertato ed accettato il fatto che si trattò di fatto di una semplice azione di propaganda priva di consenso popolare, che vide i veneti nelle veci di semplici spettatori nel cambio tra due occupazioni straniere, quella austriaca e quella italiana.

Venezia, 28 Dicembre 2007

Per “I VENETI”

Riondato Patrik

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Se l’indipendenza è una cosa tanto grande, perché ancora non è avvenuta?

giovedì, 27 dicembre 2007
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Spetta al popolo veneto decidere il proprio futuro ed è compito di soggetti politici come il Comitato per la fondazione del Partito Nazionale Veneto convincere sempre più veneti che le persone più indicate per governare la Venetia sono proprio quelle che ci vivono.
Inoltre tale progetto politico fino al febbraio 2006 era considerato un reato d’opinione. Ricordiamo cosa recitava l’art. 241 del codice penale italiano: “Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranita’ di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato e’ punito con la morte (1). […]” et “(1) La pena di morte e’ stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.”
Tale articolo è stato modificato per evitare l’infrazione di vari trattati internazionali in tema di libertà di opinione.
In tale triste panorama politico-giuridico è veramente significativo e incoraggiante che i veneti abbiano acquisito una sensibilità sempre maggiore verso la loro identitità nazionale, con la maggior parte che si identifica prima come veneti che come italiani.
Ciò è testimoniato dal bassissimo grado di fiducia di cui gode lo stato presso i cittadini della Venetia (pari al 30,7%), come traspare dall’Ottavo Rapporto sulla società e l’economia pubblicato dalla Fondazione Nord-Est nel 2007. Nel contempo, i veneti dimostrano un grado fiducia decisamente superiore verso le istituzioni locali (Regione, al 47,5% e Comune al 54,5%). Il nostro compito proprio è di aumentare la sensibilità dei veneti nel riconoscersi come tali. L’obiettivo dei partiti centralisti, ma anche dei soggetti autonomisti unionisti e dei loro amici negli organi di informazione veneti è di deprimere il più possibile tale identità. Il massimo esempio di espressione è definire la Venetia semplicemente “nord”, o “nord-est” e i veneti come “settentrionali”, o “nordestini”, rinunciando addirittura al nome che gli stessi italiani avevano coniato per far dimenticare chi eravamo: “Triveneto”. In ogni caso, a dispetto della propaganda, la sensibilità nazionale veneta sta crescendo, di pari passo con le aspettative. La Venetia è impaziente di ricevere maggiori poteri da Roma. Noi riteniamo che il prossimo passo logico sia l’ottenimento dell’indipendenza. E il Comitato per la fondazione del Partito Nazionale Veneto sta proprio lavorando per raggiungere tale obiettivo.

Tratto da “Le ragioni dell’indipendenza”

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Perché chi si oppone all’indipendenza la definisce “secessione”

giovedì, 27 dicembre 2007
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Gli oppositori dell’indipendenza amano chiamarla secessione. In realtà, come paese indipendente, con un seggio ai tavoli decisionali dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e di ogni organismo internazionale, la Venetia sarebbe molto meno isolata di quanto non sia ora.
In questo momento noi non abbiamo alcuna rappresentanza diretta in nessuno di questi organismi internazionali e alcuna voce diplomatica nel mondo.
Il parlamento veneto deve poter avere la responsabilità di trattare i temi di importanza globale. Il comitato per la fondazione del Partito Nazionale Veneto ritiene questo un fatto importante per ritornare a dare al mondo il contributo della tradizionale saggezza che Venezia per secoli ha portato alla causa della pace nel mondo. I veri secessionisti, i veri separatisti sono coloro che vegliono negare ai veneti una voce internazionale.
Occorre ricordare che la Venetia è stata la Repubblica di Venezia della cui civiltà noi, cittadini veneti, siamo eredi e prosecutori. La Venetia fu annessa all’Italia nel 1866 con metodi che, anche per quel tempo, furono di totale illeggittimità.

Tratto da “Le ragioni dell’indipendenza”

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Il plebiscito del 1866 non è valido. La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

lunedì, 3 dicembre 2007
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«Il plebiscito del 1866 non è valido»
La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

GIORGIO CECCHETTI
VENEZIA. Gli imprenditori della Life, quelli che si sdraiavano per terra in modo da impedire che la Guardia di finanza entrasse per controllare i conti delle piccole imprese, quelli che hanno sempre dipinto l’ex ministro ed attuale vice Vincenzo Visco con i denti da vampiro succhiasoldi, chiedono al Tribunale di Venezia di annullare o di decretare l’inefficacia addirittura del plebiscito con il quale nel 1866 il Veneto e Mantova dissero sì all’annessione al Regno di Sardegna e, conseguentemente, chiedono che venga cancellato anche il referendum del 1946, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica.
Non è uno scherzo, e neppure una mossa propagandistica: due legali, l’awocato mantovano Marco Della Luna e quello veneziano Luciano Salvato, hanno presentato la documentazione negli uffici giudiziari lagunari e il presidente della prima sezione civile Roberto Zacco, il 9 novembre scorso, ha già tenuto la prima udienza, inviando in seguito una segnalazione alla Procura della Repubblica, in modo che valuti l’esistenza o meno di reati sulla base della documentazione presentata dai due civilisti.
L’obiettivo dichiarato della Life è quello che, alla fine, in base alla Carta dei diritti dell’uomo, venga dichiarata l’indipendenza del popolo veneto e, proprio per questo, credono poco alla terzietà dei giudici che dovranno decidere, «visto che hanno giurato sulla Costituzione della Repubblica non possono stare che dalla sua parte», precisa l’awocato Della Luna.
I documenti che hanno presentato hanno un notevole spessore storico e alcune affermazioni non sono certo gratuite. Per quanto riguarda il Plebiscito, la votazione che permise al Veneto e a Mantova di unirsi al neonato regno d’Italia dopo la 38 guerra d’indipendenza, i due legali sostengono che i quadrunviri che cedettero il possesso del territorio ai Savoia non avevano alcuna legittimità per farlo. Inoltre, citando documenti e testimonianze, affermano che in quel referendum i brogli non si contarono per stessa ammissione di chi li organizzò.
Vengono citati la partecipazione al voto delle truppe sabaude presenti nel Veneto e le dichiarazioni del capo della Polizia di Camillo Senso di Cavour, il quale a fine carriera raccontò che le schede non utilizzate e non votate «vennero gettate nelle ume in senso sabaudo». Infine, per quanto riguarda il referendum grazie al quale al popolo italiano, dopo l’ultima guerra, venne data la possibilità di scegliere tra monarchia e repubblica, oltre a parlare di brogli, i due awocati scrivono che il decreto istitutivo prevedeva anche il voto dei cittadini di Venezia Giulia e Dalmazia, dove invece non furono allestiti i seggi e dove, quindi, nessuno potè votare. «Naturalmente fu una scelta presa a tavolino – sostiene l’awocato Della Luna – perchè erano consepevoli che altrimenti la repubblica avrebbe perso».
Analogo contenzioso è in atto da parte della Associazione Culturale “Amici della Storia e della Giustizia” di Venezia (quelli del processo a Napoleone), con gli avvocati Renzo Fogliata, Ivone Cacciavillani, Alessio Morosin e altri, i quali hanno portato gli atti di fronte alla Corte di Giustizia Europea a Strasburgo

da “la Nuova di Venezia”

(http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?FORUM_ID=1&TOPIC_ID=3869)

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