Articoli marcati con tag ‘plebiscito’

21/22 ottobre 1866: 640.700 sì, 69 no. 21/22 ottobre 2008: l’inganno è concluso e l’indipendenza del Veneto è ormai prossima

martedì, 21 ottobre 2008
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142 anni fa si celebrava un rito truccato che legava il Popolo Veneto a uno stato ottocentesco mai esistito prima e nato dalle ideologie nazionaliste massimaliste di quell’epoca.
Lasciamo agli storici spiegare quali oscenità furono fatte passare per pronunciamento democratico nella più totale mancanza di rispetto almeno del buongusto.
640.700 sì, 69 no recitavano le cronache del già manipolato regime informativo italico dell’epoca e che sancirono una pagina da dimenticare nella gloriosa storia veneta, una pagina di falsità e di furto del nostro orgoglio che fu quindi duramente soffocato dal colonialismo culturale che tentò di cancellare la nostra cultura prima e di denigrarla poi con l’osceno neorealismo italiano, fino a offenderla oggi tacciandola di razzismo ed egoismo ad ogni piè sospinto, salvo derubarci tutta, o quasi la ricchezza che produciamo con il nostro ingegno e il nostro spirito di sacrificio, spaccandoci la schiena e la testa, lavorando sempre di più per ricevere sempre meno.
E oggi? Cosa resta oggi di quell’inganno storico?
Facciamo un esperimento. Domani provate a chiedere a tutti i Veneti che incontrerete cosa pensino dell’Italia “unita”. Provate a chiedere loro di mettere sulla bilancia il Veneto schiavo nello stato italiano e il Veneto indipendente. Provate ad immaginare cosa vi risponderà il 90% dei Veneti cui chiederete questa semplice cosa. Noi non abbiamo dubbi.
Dopo 142 anni, l’esperimento storico italico è definitivamente fallito e il disastro è sotto gli occhi di tutti.
Così come è ancor più evidente che quando nelle riunioni pubbliche del PNV abbiamo modo e tempo di spiegare cosa possa essere il Veneto indipendente, vediamo tanti occhi lucidi di genuina commozione.
Venite ad ascoltare cosa potrà essere il nostro fiero Stato Veneto indipendente, scoprirete allora che non servirà più nemmeno fare raffronti con la tristezza dell’oggi, ne uscirete come uomini nuovi, come Veneti fieri di avere riscoperto la grandezza della vostra identità storica.
E allora diciamolo tutto d’un fiato cosa sarà il Veneto indipendente, pregustiamolo già.
Dopo 142 anni di inganni e falsità, oramai ci manca poco per vivere la nostra nuova dimensione politica di uomini veneti liberi e felici.
E con l’indipendenza, solo per fare qualche veloce esempio, avremo finalmente una giustizia snella e veloce, la libertà, la meritocrazia, la felicità, senso civico, uno stato leggero, poche tasse raccolte e gestite localmente, controllo delle frontiere, sicurezza, pensioni sicure, libertà di pensiero, libertà economica, ospedali curati e responsabilizzati, stato sociale proporzionale all’economia veneta e non pari all’assistenzialismo italiano, aumento dei commerci, il rinascimento culturale, poche leggi essenziali e certe, rappresentanti veneti nel mondo, banche controllate, salari più alti, scuole più sane ed efficienti, informazione libera e garantita, una sana ed etica gestione dello stato, un futuro di speranza per i giovani, un ambiente tutelato e valorizzato, nessun potere ai partiti e ai sindacati corrotti, la difesa della nostra lingua veneta, capacità e velocità di decisione, la riscoperta della nostra storia millenaria, una dimensione di stato perfetta per la globalizzazione, la tutela della pace, una politica energetica ecosostenibile, il risparmio energetico, una nuova classe dirigente veneta.

E ci volevano 142 anni per capirlo?

Buona indipendenza a tutti!

Gianluca Busato
Segretario PNV

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LIFE TREVISO contro Stato Italiano

mercoledì, 6 febbraio 2008
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20.02.08
TRIBUNALE ordinario di VENEZIA sede CIVILE
LIFE TREVISO contro Stato Italiano
Richiesta di ritiro dalle Province Venete.
Seconda udienza.

1947: Referendum “Monarchia-Repubblica”. Il referendum era nullo? Noi crediamo di sì.
Il Decreto Legislativo 16 marzo 1946 all’art. 1 testualmente diceva: “I consigli elettorali sono convocati per il giorno 2 giugno 1946… E’ fatta eccezione per il collegio elettorale della Venezia Giulia e per la provincia di Bolzano, per i quali sarà disposta con successivi provvedimenti”. Mai e poi mai questi cittadini veneti vennero chiamati al voto, tantomeno quelli residenti in Istria, in Dalmazia, nel Quarnaro e nel Dodecaneso. Un gran numero di veneti ai quali è stato negato il diritto fondamentale della democrazia: IL VOTO.

Tratto dal sito www.life.it

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Martedì 08 gennaio alle ore 21 il PNV ospite di Tele Nord Est

martedì, 8 gennaio 2008
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Martedì 08 gennaio alle ore 21 il PNV sarà ospite di Tele Nord Est per un trasmissione sull’indipendenza veneta, nel corso della rubrica “Pronto chi parla” condotta da Rosanna Sapori.

Per chi vuole partecipare via SMS, ricordiamo che il numero al quale intervenire con messaggi a partire dalle 21 è 380.99.42.400

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Il plebiscito del 1866 non è valido. La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

lunedì, 3 dicembre 2007
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«Il plebiscito del 1866 non è valido»
La Life apre una causa civile a Venezia per restituire il Veneto ai veneti

GIORGIO CECCHETTI
VENEZIA. Gli imprenditori della Life, quelli che si sdraiavano per terra in modo da impedire che la Guardia di finanza entrasse per controllare i conti delle piccole imprese, quelli che hanno sempre dipinto l’ex ministro ed attuale vice Vincenzo Visco con i denti da vampiro succhiasoldi, chiedono al Tribunale di Venezia di annullare o di decretare l’inefficacia addirittura del plebiscito con il quale nel 1866 il Veneto e Mantova dissero sì all’annessione al Regno di Sardegna e, conseguentemente, chiedono che venga cancellato anche il referendum del 1946, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica.
Non è uno scherzo, e neppure una mossa propagandistica: due legali, l’awocato mantovano Marco Della Luna e quello veneziano Luciano Salvato, hanno presentato la documentazione negli uffici giudiziari lagunari e il presidente della prima sezione civile Roberto Zacco, il 9 novembre scorso, ha già tenuto la prima udienza, inviando in seguito una segnalazione alla Procura della Repubblica, in modo che valuti l’esistenza o meno di reati sulla base della documentazione presentata dai due civilisti.
L’obiettivo dichiarato della Life è quello che, alla fine, in base alla Carta dei diritti dell’uomo, venga dichiarata l’indipendenza del popolo veneto e, proprio per questo, credono poco alla terzietà dei giudici che dovranno decidere, «visto che hanno giurato sulla Costituzione della Repubblica non possono stare che dalla sua parte», precisa l’awocato Della Luna.
I documenti che hanno presentato hanno un notevole spessore storico e alcune affermazioni non sono certo gratuite. Per quanto riguarda il Plebiscito, la votazione che permise al Veneto e a Mantova di unirsi al neonato regno d’Italia dopo la 38 guerra d’indipendenza, i due legali sostengono che i quadrunviri che cedettero il possesso del territorio ai Savoia non avevano alcuna legittimità per farlo. Inoltre, citando documenti e testimonianze, affermano che in quel referendum i brogli non si contarono per stessa ammissione di chi li organizzò.
Vengono citati la partecipazione al voto delle truppe sabaude presenti nel Veneto e le dichiarazioni del capo della Polizia di Camillo Senso di Cavour, il quale a fine carriera raccontò che le schede non utilizzate e non votate «vennero gettate nelle ume in senso sabaudo». Infine, per quanto riguarda il referendum grazie al quale al popolo italiano, dopo l’ultima guerra, venne data la possibilità di scegliere tra monarchia e repubblica, oltre a parlare di brogli, i due awocati scrivono che il decreto istitutivo prevedeva anche il voto dei cittadini di Venezia Giulia e Dalmazia, dove invece non furono allestiti i seggi e dove, quindi, nessuno potè votare. «Naturalmente fu una scelta presa a tavolino – sostiene l’awocato Della Luna – perchè erano consepevoli che altrimenti la repubblica avrebbe perso».
Analogo contenzioso è in atto da parte della Associazione Culturale “Amici della Storia e della Giustizia” di Venezia (quelli del processo a Napoleone), con gli avvocati Renzo Fogliata, Ivone Cacciavillani, Alessio Morosin e altri, i quali hanno portato gli atti di fronte alla Corte di Giustizia Europea a Strasburgo

da “la Nuova di Venezia”

(http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?FORUM_ID=1&TOPIC_ID=3869)

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