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Comunicato di R.V.: BASTA RAZZISMO CONTRO I VENETI

mercoledì, 28 gennaio 2009
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Leggo e riporto il seguente comunicato stampa rilasciato dall’associazione culturale Raixe Venete – Veneto nostro
(post inserito da: /pnv/vi/cg)

BASTA RAZZISMO CONTRO I VENETI

NONOSTANTE TUTTO
RESTIAMO UN ESEMPIO.

Solidarietà al Patriarca di Venezia Angelo Scola

Continua su diversi giornali locali del Veneto una campagna diffamatoria e intollerante nei confronti dei veneti: l’ultimo caso risale al 26 gennaio 2009, quando sulle pagine del Mattino di Padova, Tribuna di Treviso e Nuova di Venezia è apparso un articolo a firma del caporedattore Giorgio Sbrissa dal titolo “Nordest, i peccati che Scola dimentica”.
Nell’intervento viene criticato il Patriarca di Venezia Angelo Scola reo, secondo l’autore, di aver elogiato i Veneti quali portatori di qualità e di valori che potrebbero essere esempio per tutta l’Italia in questo momento particolarmente difficile.

“Dal boom economico (nella società veneta) sono aumentate l’intransigenza, l’intolleranza, la chiusura, l’evasione fiscale, l’esportazione di rifiuti e l’importazione di donne schiave, il tosismo e gentilinismo, le mercedes e i suv, la corsa ai consumi, il lusso, l’ostentazione, la violenza, l’abuso di alcol e di droghe, le truffe e i fallimenti, senza scordarci i Maso o i coniugi veronesi che hanno bruciato vivo un loro dipendente per intascare i soldi dell’assicurazione. Nel Nordest in questi decenni sono state erette molte chiese al dio… denaro. Perciò non siamo convinti che oltre ai manufatti industriali abbiamo anche dei valori morali alti e peculiari da esportare”, questa è la conclusione dell’articolo.
Sarebbe questa la considerazione che i giornali in questione hanno nei confronti dei loro lettori?

Forse il signor Sbrissa non sa che la Venetia (ci perdonerà ma preferiamo usare questo termine che da sempre indica la Terra veneta rispetto all’artificiale “Nordest”) è prima in solidarietà: le statistiche parlano di una associazione di volontariato ogni 1.400 persone, rispetto a una ogni 3.500 abitanti in Italia!

Come FALSA è la convinzione che vede il Veneto come terra degli evasori fiscali: secondo una ricerca presentata da Unioncamere Veneto nel 2007 il Veneto è la ragione con la minore evasione fiscale!

FALSO è ritenere i Veneti intolleranti e chiusi: Treviso per esempio è la prima provincia per integrazione di immigrati e il Veneto è la regione dove in media gli immigrati si sono meglio integrati (fonte Caritas).

Ma qualcosa di vero nell’articolo Sbrissa lo scrive: nella società veneta sono in aumento la corsa ai consumi o l’abuso di alcol e di droghe, come pure una certa perdita di valori che da sempre contraddistinguono il nostro Popolo. 142 anni di italianizzazione forzata hanno infatti portato, anche in Veneto, modelli di vita e disvalori che in parte hanno contribuito a cambiarci.
Un indottrinamento continuo, attraverso i mass media, ci descrive una società in cui il furbo di turno la fa sempre franca e la giustizia non viene applicata a dovere.
Dobbiamo essere e sentirci italiani in uno stato con politici corrotti, in cui non viene premiato il sacrificio e i valori tipici della nostra gente bensì l’arrivismo a tutti i costi, il degrado e il menefreghismo.
In questo siamo immersi noi veneti da troppi anni; in una realtà come la nostra il valore del lavoro è sfruttato abilmente per ridurci ad una colonia produttiva in cui non ci viene dato nemmeno il tempo di fermarci mai ad alzare gli occhi e a ragionare su dove stiamo andando.

Se qualcosa in peggio è cambiato non è qui che si deve puntare il dito. Anzi, nonostante l’Italia siamo ancora i primi in mille statistiche, dalle donazioni organi e del sangue alla raccolta differenziata, solo per citare altri due esempi.

Se per un attimo potessimo guardare alla nostra società dal di fuori, ci verrebbe quasi da sorridere davanti ad una situazione paradossale: un Popolo che quand’era indipendente ha saputo creare una società ammirata da tutto il mondo, la Serenissima Repubblica Veneta, durata più di 1.100 anni, ora è costretto a modelli e disvalori che lo stanno trasformando nell’ombra di quello che fino a pochi anni fa è stato, e questo in maniera subdola, togliendo a quella gente la propria storia e identità, minimizzando e ridicolizzando la loro cultura.

Come se ciò non bastasse, gli si punta poi il dito contro colpevolizzandolo perché si sarebbe ridotto così, perché cioè sarebbe diventato proprio l’effetto di quella italianizzazione così fortemente voluta a partire dal 1866, anno di annessione del Veneto all’Italia.
Verrebbe da sorridere se tutto questo non fosse invece tragicamente reale ed attuale.
Ma qualcosa in noi Veneti è sempre vivo, non ci siamo arresi e non abbiamo perso la nostra natura, come confermano le statistiche: stia tranquillo Sbrissa, i valori che Scola ha portato da esempio sono ancora in noi, fanno parte di noi.

Da parte nostra l’augurio ai Veneti di oggi di riprendersi in mano il loro destino e di tornare liberi di crescere nuovamente, in una società in cui siano rispettati, in cui i valori che da sempre li caratterizzano contraddistinguano le loro istituzioni e i rapporti sociali fra le persone.
Abbiamo il diritto ad una società migliore e a costruire liberamente il nostro futuro.

Associazione Veneto Nostro – Raixe Venete


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Un po’ più di pride ogni tanto non guasterebbe

lunedì, 22 dicembre 2008
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Come ho già scritto da varie parti, ho superato definitivamente e irrimediabilmente il limite di sopportazione per quanto riguarda il cosiddetto anti-venetismo. Dicesi anti-venetismo il denigrare, insultare, attaccare aprioristicamente, in modo pesante o sotto forma di battuta, il Veneto in quanto tale o i veneti in quanto veneti. Ossia, l’essere razzisti verso i veneti raggruppati collettivamente in categoria. Dopo aver passato una vita a fare mezzi sorrisetti di fronte ad interlocutori che buttano lì battutine sui veneti e dopo aver letto su blog generalmente considerati intelligenti e che “fanno pensare” dei veri e propri miserabili attacchi razzisti (in certi post provate a cambiare il termine “veneti” con “ebrei” o “negri“…), mi sono definitivamente rotto @@@; non tollero più. Da notare che l’anti-venetismo è così presente e così socialmente accettato che colpisce spesso anche gli stessi abitanti del Veneto; d’altronde è una storia vecchia quella degli autodenigratori. Io non sto parlando di critiche o di dissensi, quello che io non riesco più a tollerare è l’atteggiamento mentale che ritiene accettabile dire cose che riferite ad un’altra popolazione presa nella sua totalità farebbero immediatamente rizzare i capelli. I veneti sono visti come dei parvenu, razzisti, zoticoni, persone che più di tanto non capiscono, etc etc, il Veneto invece è visto unicamente come una ininterrotta sequenza di piccole zone industriali e di villette fortificate, un luogo inquinato nel quale il paesaggio è compromesso. Tutto questo non corrisponde assolutamente alla realtà, ma sembra che non molti (veneti compresi) se ne rendano conto.

galatea

C’è un blog che seguo, molto carino e molto simpatico, la cui autrice (veneta) ha però un difetto: in quasi ogni post che scrive non riesce proprio a non buttare lì una sentenza contro i veneti o il Veneto. Certo, non siamo a livelli parossistici, ma io non riesco a non notarlo. D’altronde, come ho già detto, il mio limite è stato superato e mi sono trasformato in una bisa. Prendiamo per esempio l’ultimo post di Galatea. Ma mentre scriveva:

Piove da giorni, il cielo ne promette tanta ancora, i campi, quei pochi rimasti ancora campi, sono ridotti a paludo, così imparano a non farsi urbanizzare anche loro come tutto il resto del Veneto

ha pensato a quello che stava digitando? Ma avete presente voi la campagna veneta? E’ una distesa infinita di campi. Semmai se c’è da fare una nota, quella dovrebbe riguardare la scarsità di alberi tra un campo e l’altro. Se c’è una cosa che in Veneto non manca sono i campi mentre di urbanizzazione selvaggia io non ne vedo. Questo è solo un esempio e non vuole assolutamente essere un post contro Galatea dato che continuerò a leggerla con piacere e la ritengo una penna arguta Mi piacerebbe solo che riflettesse un attimo sulla sua attitudine nei confronti del territorio e della gente che la circonda. Sarà il suo essere di sinistra e quindi forse geneticamente ostile alla prosperità derivata dal sistema capitalista*, ma a volte proprio non riesco a non pensare che osservi il mondo con delle lenti colorate. I veneti sono mediamente stupidi come tutti gli altri ed il territorio veneto ha mediamente gli stessi problemi di territori confinanti. Non buttiamoci giù per niente e ricordiamo che in Veneto ci sono una infinità di luoghi da favola e che in Veneto puoi andare a sciare, al mare, al lago, in collina, a visitare città d’arte e a magnar e ber fin a sciopar.

Yoshi

* prendetela come una battuta

http://www.buraku.org/2008/12/16/un-po-piu-di-pride-ogni-tanto-non-guasterebbe/

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Unindustria Treviso sbaglia e si pone su posizioni estremiste e contro il Popolo Veneto

mercoledì, 19 novembre 2008
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Per una volta le posizioni dei sindacati sono paradossalmente più vicine all’idem sentire dei lavoratori Veneti

Mai potevamo pensare che Vardanega e Unindustria Treviso fossero più vicini a Bertinotti che ai lavoratori e ai cittadini Veneti. Questa volta si può dire che i rappresentanti degli industriali trevisani hanno proprio “toppato”. Così come hanno confermato la propria visione assurda del mondo i rappresentanti della sinistra radicale che hanno bollato come “razzista” l’affermazione del segretario della Cgil di Treviso Paolino Barbiero che ha semplicemente e moderatamente chiesto di bloccare “nuovi ingressi di stranieri, finché non saranno ricollocati quelli lasciati a casa in questi mesi dalle aziende”.

indipendenza xe salari più alti

indipendenza xe salari più alti

Razzisti e profondamente nemici del Popolo Veneto sono coloro che pretendono di acuire una già grave situazione di disagio sociale che sta vedendo crescere ghetti di senza-lavoro.
Non esiste oggi alcun “sogno americano” nella nostra Patria Veneta, colonizzata dagli italiani con i loro uomini di controllo nei posti chiave, le loro leggi insulse, misto di incapacità di governo ereditata dai Savoia, di un dirigismo mal digerito dall’attuale casta pappona e dell’assenza di ogni criterio di pragmatismo.
Tutto ciò si chiama semplicemente buon senso, una categoria che sarà alla base della vita politica della Venetia indipendente.

 

Treviso, 19 novembre 2008

Partito Nasional Veneto

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Tałiani xenofobi e rasisti: ancuò co i romeni, doman co i veneti?

lunedì, 5 novembre 2007
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Ghe xe diversi modi de vedar i fati che xe drio sucedar a Roma e inte molte parti del stato tałian.

Inte’l mondo ghe xe i oci verti sul conportamento dei tałiani e sui provedimenti del goerno tałian de sti dì.

L’Union Europea gà dito che’l xe legitimo soło se el xe indirisà verso individui e no verso grupi etnici o nasionałi.

I giornałi europei gà scrito diversi articołi sul ris-cio xenofobia e rasixmo in Itałia.

No xe un blog el posto forse ndoe aprofondir tuti sti temi, ma no se pol far manco de notar ła difarensa de conportamento dei veneti in ocaxion dei fati cruenti de Gorgo al Montican e dei tałiani inte sti dì.

L’indignasion qua ła xe stada un mucio granda, ła paura enorme da parte de tuti. Ma da naltri no ghe xe sta i fati de rasixmo avegnui a Roma. Forse deso i vegnarà fora parché i tałiani xe drio montar el cavało del’intołeransa e come savemo i tałiani xe bravi nel manipołar łe robe.

Parò resta el fato che un fato avegnuo in Veneto no gà vuo łe stese reasion inte ła xente nè tanto manco nel goerno tałian.

Dopo sta longa premesa, el me dubio xe: a vedar sta reasion verso i romeni, dovemo forse ver paura anca naltri veneti che un doman podemo ver el steso tratamento xenofobo e rasista da parte dei tałiani?

Gianluca Busato (gianluca.busato@iveneti.org)

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