Pace disarmata?
Il 13 febbraio in Svizzera si vota un referendum di iniziativa popolare che tocca un aspetto caratteristico della società elvetica: le armi da fuoco. L’iniziativa è denominata “Per la tutela contro la violenza delle armi” e in sintesi propone i seguenti punti:
- Chi acquista o usa armi deve fornire la prova di averne la necessità e le capacità.
- Proibito detenere a scopi privati armi per il tiro a raffica e fucili a pompa.
- Obbligatorio custodire le armi d’ordinanza ai militari in locali sicuri dell’esercito e che non siano cedute ai militari prosciolti.
- Un registro delle armi da fuoco centralizzato e non a livello cantonale come è adesso.
In pratica i promotori di questa iniziativa popolare vogliono rendere molto più difficoltoso il possesso di armi da fuoco da parte della popolazione invertendo la consuetudine svizzera di una fortissima presenza di armi tra i privati. Sono infatti circa 2,3 milioni le armi in circolazione su una popolazione di nemmeno 8 milioni. A far diventare ragguardevole questa cifra è l’arma d’ordinanza data a ogni cittadino di sesso maschile durante il servizio militare (a richiami annuali tra i 18 e 30 anni di età) che deve custodire fuori dal servizio. Finita la leva, si può scegliere se tenere o meno l’arma.







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