Articoli marcati con tag ‘serenissimi’

Grassie a cuei xoveni ke me vedo intorno e ke i xe mejo de mi

mercoledì, 7 ottobre 2009
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Da uno scambio mail interno al Minor Consejo del PNV.

Giane dise: “ciao a tuti, e grasie par tuto cueo che faxè par el PNV.”

geremia-agnoletti

Geremia Agnoletti

caro Giane, no son in grado de acetar i to ringrassiamenti.

Son mi ke voio eser libero, son mi ke voio darme un futuro (…. diria “cualsiasi” … parkè coi tagliani, son sicuro de non verghene), sperando de darghelo anca a me fioi, nevodi futuri e proxime 10 generathion.
Son mi ke no saria bon de liberarme da mi sol. Cuindi son mi, omo veneto, ke ringrassie tuti voaltri par laorar al me fianco. (continua…)

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LA FESTA DEI VENETI NON E’ LA FESTA DELLA LEGA

giovedì, 3 settembre 2009
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

LA FESTA DEI VENETI NON E’ LA FESTA DELLA LEGA

raixe-veneteLa Festa dei Veneti giunge quest’anno alla sesta edizione: un Evento identitario e culturale organizzato e promosso dall’Associazione Veneto Nostro in collaborazione con il CAV Coordinamento Associazioni Venete.

E’ una Festa dedicata esclusivamente alla Cultura veneta in tutte le sue forme, dalla musica ai prodotti tipici, dalle rievocazioni storiche all’associazionismo.

Fin dal primo anno la Festa dei Veneti si è caratterizzata dalla assoluta distanza da qualsiasi partito o connotazione politica, dimostrando di saper unire persone di qualsiasi estrazione e ideologia attorno ad una cultura che è patrimonio di tutto il popolo veneto; cosa ribadita anche ieri in occasione della conferenza stampa.

Apprendiamo oggi che, nell’edizione odierna in prima pagina, il quotidiano “il Gazzettino” apostrofa la Festa dei Veneti come “Festa della Lega”. La cosa non solo ci stupisce ma va esattamente contro lo spirito di trasversalità e distanza dalla politica che da sempre contraddistingue l’Evento.
E’ un titolo fuorviante che non solo rischia di screditare la Festa e lo spirito apolitico che la anima, ma rischia di essere un attacco ad una identità veneta che, anche attraverso eventi come la Festa dei Veneti, sta diventando sempre più forte e sentita fra la gente. (continua…)

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Dialogo Veneto – esce il numero 14 (4 giugno 2009)

mercoledì, 3 giugno 2009
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Pubblicato il nuovo numero di “Dialogo Veneto”, la collezione degli articoli pubblicati sul sito www.pnveneto.org, che sta avendo un grande successo di lettori e popolarità

Si tratta del numero 14, speciale elezioni 2009, con notizie inedite che non troverete nei giornali e non vedrete sulle tv italiane.

Scaricatelo, stampatelo e fatelo avere a chi non ha un computer, per aumentare la conoscenza della nostra azione politica.

Come sempre, invitiamo chi ha a cuore la Causa Veneta a contribuire alla comunicazione dell’enorme opportunità politica che oggi si è aperta, inviandoci articoli di qualità da pubblicare sul sito internet e ora anche su “Dialogo Veneto”.

Scarica il Numero 14 (4 giugno 2009):

Scarica Dialogo Veneto del 04.06.2009

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Civiltà, Rispetto, Democrazia, Libertà

giovedì, 14 maggio 2009
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Scrivo questo messaggio sul mio profilo facebook, perché desidero condividere la mia idea con tutti i mei amici.

Un giorno, Voltaire ha scritto una frase che è rimasta famosa… Frase ripresa da moltissime persone dopo di lui, anche e soprattuto da tantissimi uomini politici (fra i più famosi ci fu anche Kennedy): “Non condivido quello che dici, ma darò la vita affinché tu lo possa dire.”

Si tratta di una frase che inneggia alla libertà di ciascun individuo di pensarla come vuole, di esprimere la propria idea, la propria opinione, senza aver paura di subire ritorsioni dagli altri.

Si tratta di un punto fondamentale in tutte le democrazie civili del mondo. La libertà di pensiero e di parola.

Nella penisola italica, in questi giorni, si sta chiudendo la campagna di presentazione delle liste elettorali, non solo riguardanti le Elezioni Europee, ma anche per le Elezioni Amministrative (Provinciali a Comunali).

In Veneto, da poco più di un anno (se non erro) vi è un giovane partito politico : Partìo Nasional Vèneto – Partito Nazionale Veneto (www.pnveneto.org).

Questo Partito ha come scopo l’Indipendenza del Veneto dal resto dell’Italia, non solo autonomia (stile Regioni a Statuto Straordinario) o federalismo politico o fiscale (stile proposte leghiste degli ultimi tempi), ma questo partito propone proprio la separazione dall’Italia per rendere il Triveneto (e in particolare il Veneto) uno Stato indipendente.

Questo Partito, spinge sull’Indipendenza non tanto e non solo per motivi economici e di autodeterminazione fiscale, ma soprattutto in nome della salvaguardia della Lingua (non dialetto) veneta, della cultura, delle tradizioni e delle specificità del Popolo Vèneto (Il Popolo Vèneto con quello Sardo sono gli unici due Popoli della penisola italica ad essere riconosciuti in quanto POPOLI pure dalle Leggi dello Stato Italiano).

Il Partito Nazionale Veneto, promuove la sua azione con mezzi pacifici e non violenti (stile Gandhi), e riconosce nella non violenza e nell’azione pacifica il solo strumento utile e percorribile per raggiungere il risultato.

Il Partito Nazionale Veneto, promuove un’Indipendenza che i suoi milianti definiscono “inclusiva”, cioè loro considerano veneto non chi è nato in Veneto o che ha almeno un genitore veneto, ma chi pensa che cultura, storia, tradizione, Lingua venete siano da proteggere e salvaguardare e che condividono l’idea che il percorso comune seguito negli ultimi 150 anni con il resto dell’Italia sia ormai da definire fallimentare, tanto da giustificarne il divorzio e la conseguente indipendenza.

Il Partito Nazionale Veneto, nel suo statuto, dichiara esplicitamente che sono respinte qualsiasi tipo di discriminazioni sia di tipo razziale, religioso, linguistico, ecc.

Quindi sì alla protezione della Lingua veneta, ma nessuna preclusione verso l’Italiano o altre Lingue, così come accade in Lussemburgo, Svizzera, Belgio, Spagna, ecc; nessun pregiudizio o preclusione rispetto al colore della pelle, all’origine, alla religione professata da chiunque voglia essere parte integrante del loro progetto.

In Italia, dal 2006 NON E’ PIU’ REATO esprimere la propria idea di indipendenza e separatismo. Prima del 2006, l’attivarsi a tale scopo, anche e solo pacificamente, veniva considerato un reato punibile con la galera (praticamente veniva perseguito un reato d’opinione, tra l’altro contro quello che è scritto nella Costituzione).

Dal 2006 il reato non esiste più NON GRAZIE alla politica italiana o a qualche suo politico lungimirante e illuminato… No. L’Italia E’ STATA OBBLIGATA dall’Unione Europea.
Infatti, tra i punti che la Turchia deve rispettare per poter essere accolta nell’Unione Europea, c’è anche il rispetto delle minoranze (nella fattispecie quella Kurda), il non perseguirle, e di riconoscere a tali minoranze la libertà di esprimere il proprio pensiero e di attivarsi pacificamente (che nel contesto turco-kurdo significa che i kurdi dovrebbero avere il diritto di dire quello che pensano e di promuovere pacificamente la loro indipendenza).
Relativamente a questi punti, la Turchia rimproverò all’Unione Europea che ci sono Stati Europei (l’Italia) che applicano Leggi simili a quelle turche (e quindi arrivando pure alla pena della detenzione) sugli stessi argomenti (indipendentistmo, ricerca dell’autoderminazione, ecc.)… Ed ecco allora che l’Italia si è vista costretta a cambiare la Legge.

Tanto per capirci, se questo cambiamento forzato sulle leggi italiane fosse avvenuto prima del 9 Maggio 1997, le persone componenti il commando dei Serenissimi che liberò il campanile di piazza San Marco, sarebbero state processate solo per reati minori e risibili (occupazione di luogo pubblico con il Tanko, scasso del portone del campanile, occupazione abusiva di luogo pubblico… insomma, al massimo qualche mese di carcere con la condizionale) e non si sarebbero fatti anni e anni di carcere a regime duro, che in Italia non vengono fatti fare nemmeno ad efferati assassini o a veri criminali… comuni, mafiosi o politici.
I Serenissimi, in quell’occasione, pagarono pure il biglietto del battello per farsi trasportare (con il loro Tanko “lancia acqua”) fino a Piazza San Marco.
E invece, quelle persone (che alcuni potrebbero considerare dei pazzi e altri dei sognatori) si sono viste incarcerare… Uno di loro, che non partecipò direttamente all’azione, Bepin Segato, è morto in carcere.

Fra le cose ridicole, ci fu una pena accessoria che sembra una stupidaggine, ma che invece fa capire chi avesse ragione: i Serenissimi non possono recarsi all’Archivio di Stato di Venezia e non possono consultare i documenti storici lì contenuti (praticamente tutto quello che è possibile sapere della Repubblica di Venezia fino alla sua annessione finale al Regno d’Italia).
Questo mi ha colpito molto, perché se i Serenissimi fossero stati solo e soltanto dei sognatori e/o degli imbecilli, magari poco conoscitori dei fatti che hanno portato all’unire la Repubblica di Venezia al Regno d’Italia, e quindi furoviati da una falsa conoscenza dei fatti storici (loro sostengono la nullità e la totale falsità dei risultati del plebiscito del 22 e 23 ottobre 1866), una pena esemplare sarebbe stata esattamente il contrario… Farli frequentare l’Archivio Storico per apprendere come veramente erano andate le cose…. E invece no.

Chiusa la parentesi.

Stamattina, 14 Maggio 2009, la sede trevisana del Partito Nazionale Veneto sta subendo una perquisizione delle forze di polizia italiane… La tempistica è eccezionale, visto che solo pochi giorni fa il Partito Nazionale Veneto è riuscito a recuperare le firme necessarie per presentare la propria lista alle Provinciali di Padova e Venezia.

Ci sono criminali e assassini di destra e di sinistra che vengono lasciati liberi o che sono diventati Deputati o funzionari pubblici, mentre dei pacifici e non violenti cittadini veneti devono vedersi arrivare le forze dell’ordine.

Forse, il fatto di essere ormai da un bel po’ di tempo in Lussemburgo, mi rende ormai un bel po’ refrattario al Paese delle Banane, mi sento come uno che ha sviluppato degli strani anticorpi che quando accadono fatti come quelli raccontati in queste note iniziano ad urlargli da dentro il corpo: “Civiltà!!! Rispetto!!! Democrazia!!! Libertà!!!”

Io non so se chi legge abbia o no simpatie indipendentiste (non è importante), ma a tutti i coloro che mi leggono vorrei ricordare che in Italia si è tornati indietro di molti secoli, a prima di Voltaire e della sua famosa frase: “Non condivido quello che dici, ma darò la vita affinché tu lo possa dire.”

puntoevirgoea

http://www.pnveneto.org/2009/05/ancuo-14-de-magio-2009-lo-stato-italian-ga-viola-la-sede-del-partito-nasional-veneto/comment-page-1/#comment-783

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Fausto Faccia: “Ecco perché sostengo il Partito Nasional Veneto”

lunedì, 11 maggio 2009
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Relazione di Fausto Faccia del 9 maggio 2009, nel 12° anniversario della Liberazione di Piazza San Marco

Cari amici buon giorno a tutti e buon giorno ai rappresentanti del PNV.
Grazie per questa occasione dove parliamo di Veneto e di futuro.

Sono contento di questa occasione che mi permette di esporvi la mia analisi sulla situazione politico sociale a 12 anni dall’impresa dei Serenissimi.
Quella notte si è impedito che i nemici della Venezia Marciana mettessero definitivamente la parola fine alla gloriosa storia della Repubblica Serenissima nel duecentesimo anniversario della sua pilotata caduta, decretandone la definitiva sepoltura. Al contrario noi quella notte sottraendo il cuore religioso e politico alla sovranità dello stato Italiano, abbiamo proclamato la nuova Repubblica Veneta, mantenendola viva e sovrana per tutte le ore che siamo riusciti, nella totale volontà di evitare ogni violenza.

Alcuni amici si sono stupiti che io oggi partecipi a un convegno di un partito che cerca il consenso nelle elezioni politiche, quando per anni ho sostenuto che la legittimità alla sovranità si esercita non si richiede.

La nostra azione del 9 maggio 1997 è stata ispirata da questo principio!
Abbiamo agito in nome della Sovranità Marciana che in essa racchiude l’identità etnica, religiosa e politica della Nazione Veneta. Oltre 2 millenni di storia che con la Serenissima Repubblica ha raggiunto l’apice di gloria, indipendenza e civiltà.

Se guardiamo a come il Veneto è passato dalla piena sovranità e indipendenza della Serenissima Repubblica alle condizione di terra di conquista, capiamo perché la legittimità alla sovranità si esercita non si richiede.
Il grande Napoleone che l’occidente onora ed esalta quale condottiero per la libertà contro le prepotenze dei tiranni, il cavaliere paladino della modernità, quella ideologica, oggi imperante, non ha certo usato metodi democratici per ottenere i suoi scopi!
Questo signore ha cancellato la nostra Repubblica che si era dichiarata neutrale agli eventi del tempo, contro la volontà dello stesso Direttorio di Francia da cui il generale dipendeva.
Ha usato la sistematica rapina mascherata dai principi nati dalla rivoluzione francese per giustificare i suoi crimini e arricchire con i tesori rubati all’Italia la Francia affamata.
Ebbene Napoleone ha esercitato solo la propria volontà la piena sovranità sugli altri!

L’Austria Imperiale con il Congresso di Vienna del 1814 ha, per caso restaurato la Repubblica Veneta nei suoi legittimi territori?
Pienamente consapevole del suo ingiusto atto ha esercitato la totale sovranità su una terra non sua, facendo solo i suoi interessi economici e geopolitici, fregandosene altamente di ogni giustizia in questo caso Divina.

L’attuale sovranità dell’Italia sul Veneto gli è derivata da un atto democratico rigidamente regolamentato?
O deriva da una serie di “Plebisciti truccati”, veri e propri imbrogli organizzati ad arte privi di qualsivoglia controllo internazionale e preceduti dalle avanguardie militari sabaude?

Questi sono i metodi altamente democratici usati per conquistare la Venezia che di volta in volta i vari “liberatori” hanno esercitato!
L’illegittima sovranità straniera a scapito dei Veneti si esercita ormai da 212 anni con i disastri che ben conosciamo.

Ecco perchè io ho sempre pensato che noi Veneti per riprenderci la totale sovranità su ciò che è nostro, non abbiamo bisogno di alcuna legittimazione altrui come quella del voto popolare!
Ricordiamoci solo che noi siamo a casa nostra e siamo nel giusto.

Negli anni successivi all’impresa speravo che questo mio pensiero qui delineato, riuscisse a concretizzarsi in un movimento Veneto Unitario in grado di far sentire la sua voce.
Una voce autorevole che rompeva gli schemi ideologici e i luoghi comuni che stanno alla base delle attuali democrazie Europee con le loro fasulle conquiste sociali.
Un movimento attivo in grado di concretizzare continue iniziative di carattere storico-valoriale, dare soluzioni di sviluppo economico compatibile al nostro territorio, in difesa del nostro territorio e patrimonio artistico.
Un movimento Veneto Unitario in grado di opporsi al malcostume politico, con capacità di opere a sostegno delle cause giuste e dei più infelici.
Un movimento con proprie strutture, che si muoveva come un piccolo stato Veneto.
Ma questo Movimento che esercita la sua sovranità non la chiede, non siamo riusciti a formarlo!
I motivi? In questo contesto non abbiamo il tempo di approfondirli, è meglio guardare avanti.

Al contrario oggi siamo estremamente divisi grazie anche a quei piccoli uomini, che animati non da spirito di umiltà e da una volontà di capire quanto importante sia una rinascita morale della nostra terra, ma piuttosto da insano spirito di protagonismo, puri interessi di poltrona, smontano giorno dopo giorno ogni tentativo di riscatto.

Eppure da alcuni spunti dalla nostra impresa avrebbero dovuto capire e dare il via a qualcosa di buono.

Il nostro sacrificio che va visto non tanto nei periodi di carcerazione seguiti all’impresa, che tutti noi abbiamo sopportato, ma nel dimostrare che la politica non può e non deve essere un mezzo per ottenere onori o benefici economici come purtroppo avviene in Italia e nell’Europa unita.
La politica deve essere sacrificio per il bene comune della società!
La patria come la famiglia si serve!

Noi Serenissimi sapevamo che prima di tutto ci voleva il sacrificio e questo abbiamo dimostrato sacrificando famiglia, lavoro e denaro.
E’ proprio quel Cristo che dal Vangelo tenuto tra le zampe del Nostro Leone ci insegna a servire. Proprio Lui che si è fatto servo dei servi, e così il politico deve servire la società che rappresenta, il padre deve servire la moglie e la famiglia, la moglie deve servire il marito e i figli, il dottore deve servire i malati, il maestro deve servire gli alunni e ogni altro elemento sociale nel suo contesto deve fare altrettanto.
Il contrario di tutto ciò che è stato insegnato dalle diverse ideologie che sono nate dalla rivoluzione Francese e che sono il bagaglio culturale su cui si basa l’attuale società Italiana e l’Europa, dove operai contro padroni, poveri contro ricchi, giovani contro vecchi, studenti contro professori, donne contro uomini, è il mix velenoso che respiriamo ogni giorno

Se non riscopriamo i valori che erano alla base della Serenissima Repubblica, nessuna indipendenza Veneta avrà senso e successo.
Questo è il mio modello!
Né dalla Francia giacobina, né dall’America atlantica, né dalle direttive di qualsivoglia paese o organizzazione internazionale, voglio essere ispirato, semmai dovrebbe essere il contrario.
Sono Marchesco e Marchesco voglio morire!

Da questa premessa, sono convinto che bisogna avere il coraggio di guardare avanti e che non possiamo accettare di vedere la nostra terra in queste condizioni di degrado, senza prospettive in mano ai servi i cui loro padroni risiedono a Roma, Arcore e Varese.
Abbiamo il dovere di tirarci su le maniche e ripartire anche se questo costa fatica, consapevoli che sono stati buttati alle ortiche quasi 30 anni.
Se le condizioni per ciò che speravo non ci sono più, questo non vuol dire che non dobbiamo guardarci attorno accettando la situazione attuale.

Dopo alcuni anni che mi ero ritirato perchè non vedevo le condizioni necessarie per continuare a impegnarmi in una lotta politica, oggi spinto anche dalla pesante e drammatica situazione nazionale e internazionale che ci schiaccia, ho sentito il bisogno di prendere una posizione chiara.

Ecco perché io ha fatto una scelta, quella di appoggiare apertamente il Partito Nasional Veneto!
Ripartiamo ognuno sacrificando qualcosa per costruire insieme delle solide basi di partenza di un Veneto Serenissimo.

Perché questo movimento e non gli altri?
Primo perché il PNV ha scelto di essere un partito indipendentista e non il solito partito autonomista o federalista, sapendo già che le riforme serie l’Italia non le farà mai, trenta anni sono passati dalla prima Liga Veneta, e cosa abbiamo ottenuto se non sempre più tasse, sempre più stranieri che ci ridurranno in minoranza?
Una scelta chiara quindi!
Il secondo motivo perchè è un partito di giovani che come ho avuto modo di comprendere hanno voglia di essere supportati da tutte quelle persone che possono arricchire il cammino del PNV.
Terzo perchè i restanti movimenti o partiti Veneti hanno ormai fatto la loro storia e francamente non ne vedo alcuna spinta propositiva.
Per ciò che riguarda la lega la mia opinione è sempre stata chiara: sono la valvola di sfogo del sistema, i mistificatori della Causa Veneta.

Siano chiare però alcune questioni di massima importanza, che se disattese o tradite mi costringeranno ad abbandonarvi al vostro destino:
1. il PNV strada facendo non si adagi alla semplice conquista delle sedie: vedi Lega Nord, ma deve diventare un partito di militanza di uomini fedeli e coraggiosi,
2. il PNV strada facendo non creda che sedendo i propri uomini nelle “stanze dei bottoni” come comuni, province e regione, o a dirittura concorrere alle elezioni nazionali, serva a far cambiare qualcosa, semmai serve solo a far cambiare i propri uomini mettendoli contro il Veneto, puntiamo quanto prima al referendum,
3. il PNV strada facendo non si adatti gradualmente al politicamente corretto che oggi da destra a sinistra viene sostenuto grazie anche al lavoro e alla corruzione esercitata dai poteri forti internazionali, sopratutto a livello morale,
4. il PNV sia sempre consapevole che lottare per l’indipendenza è giusto solo se all’indipendenza Veneta, corrisponderà la piena e totale volontà di dare a questo fondamentale passo un carico di valori corrispondenti a quella tradizione che era alla base della Repubblica Veneta: (la tradizione Cattolica), cioè il cammino opposto dell’Italia Unita, con i risultati che ben conosciamo.

So che questi punti sono carichi e pesanti e da qualcuno difficilmente digeribili, ma di uomini coraggiosi e forti nello spirito il Veneto e una nuova Europa dei popoli di domani abbiamo bisogno, non possiamo permetterci errori o indecisioni.

Sono punti che potremo perfezionare magari alla convocazione di un congresso, per costruire insieme un rullo compressore che dia il via a una rinascita totale, altrimenti a meglio tenerci questa Italieta corrotta e mafiosa e non partorire l’ennesima mediocrità.

Auspico che questo mio pensiero venga accettato da tutti quei amici cultori di Storia veneta amanti della loro Patria, che possono dar forza a questo cammino unitario.
I tempi sono maturi e credo che insieme costruiremo la nuova casa dei Veneti, di questo sono sicuro!
Buon lavoro alla dirigenza del PNV.
W San Marco
W la Repubblica Veneta.

Fausto Faccia
Venezia 9 maggio 2009.

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FAUSTO FACCIA – Comandante dei Serenissimi – Padova – 9 maggio 2009

domenica, 10 maggio 2009
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SERENISSIMI : patrioti veneti

sabato, 9 maggio 2009
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Il 9 maggio nella coscienza veneta

venerdì, 8 maggio 2009
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Vi sono molti motivi per celebrare il 9 maggio. Agli storici della prima età moderna, categoria cui appartengo, corre subito alla mente il 9 maggio 1788, quando il Parlamento inglese votò a favore dell’abolizione della schiavitù. Il 9 maggio 1753, in Francia, Luigi XV sciolse il parlamento, creando le lontane premesse della rivoluzione francese. Il 9 maggio 1502 Cristoforo Colombo partì per il suo quarto e ultimo viaggio verso il nuovo mondo. Il 9 maggio 1797, e qui ci avviciniamo alla nostra storia, Napoleone era vicinissimo a Venezia: aveva dichiarato guerra alla repubblica il 2: col pretesto dell’attacco ai francesi a Verona. Dunque, qui e ora, non possiamo dimenticare il 9 maggio di dodici anni fa, quando un gruppo di patrioti veneti, i Serenissimi, scalarono il campanile di San Marco, mostrando al mondo intero – una foto fu messa anche sulla prima pagina del New York Times, lo ricordo bene ché allora ero in New England – che la memoria dell’antica libertà della Venetia non era affatto spenta. Né lo è ora, anzi appare quanto mai viva. Viva, ché si nutre di forze nuove, legate all’emergere dei piccoli Stati dalla dissoluzione dei grandiosi e inconsistenti leviatani ottocenteschi, piccoli Stati che economisti come Alberto Alesina, e numerosi altri, hanno ampiamente dimostrato essere i più ricchi del mondo in termini di PIL pro capite, l’unico sincero ed esatto indicatore di ricchezza: poiché il PIL nazionale non significa nulla, è naturale che sia più alto quello cinese di quello del Lussemburgo, ma in Lussemburgo si vive indubitabilmente meglio che non in Cina. A questa verità della storia si associa, ed in qualche modo positivamente si sovrappone, l’antico sentimento di nazionalità veneto – e catalano, e scozzese, e montenegrino, e perfino di Texas e Hawai – in un nodo della storia cui occorre guardare serenamente: non sono rigurgiti xenofobi, non sono campanilismi tristi e vieti, sono oneste istanze indipendentistiche alimentate da onestissimi intellettuali, professionisti, lavoratori, studenti. E’ iniziata una nuova fase prima che della politica veneta, della coscienza veneta, come autocoscienza che si nutre di quanto accade nel vasto mondo, e della lezione della propria storia. Non è un’invenzione di una tradizione, si tratta soltanto della sua riscoperta. Il principio dell’autodeterminazione dei popoli è pacificamente accettato anche dalla legge italiana, né è più reato (e gravissimo) parlare di indipendenza di una porzione d’Italia. Il resto potrà continuare ad essere tale. La Serbia dovrebbe ad esempio rendersi conto che essere stata privata del Montenegro e del Kosovo, l’ha resa soltanto più ricca. Facendo sì che i suoi abitanti vivano in uno stato più piccolo, e per ciò stesso meno costoso e più efficiente. La storia offre talora soluzioni pacifiche per risolvere rapporti deteriorati tra i popoli ed i loro reggitori. Sono rare ed occorre prenderle al volo.

Paolo L. Bernardini

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Magio Serenisimo: due eventi da non perdere

martedì, 5 maggio 2009
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Con l’indipendenza siamo ricchi: di cultura, di ingegno, di felicità!

Il Sole comincia finalmente a farsi spazio dopo le stagioni piovose e così avviene anche nel panorama politico veneto.
C’è infatti una grande novità: un maggio Serenissimo tutto da scoprire.
Un maggio speciale firmato Partito Nasional Veneto, nel nome dell’indipendenza.

pnv-9-maggio-2009

Si comincia sabato prossimo 9 maggio, alle 17 presso il locale Alchimia in Prato della Valle, 117, dove il comandante dei Serenissimi Fausto Faccia ci parlerà dell’indipendenza, 12 anni esatti dopo la gloriosa presa del Campanile di San Marco. Ecco come ricorderemo i fatti avvenuti nella notte tra l’9 e il 9 maggio 1997, che hanno risvegliato molte coscienze venete e ancor oggi testimoniano il coraggio, il civismo e il patriotismo di chi ama la propria Terra Veneta. Quale miglior modo di farlo, se non di sentire nella piazza più grande d’Europa le parole di uno dei protagonisti? Non sarà in ogni caso un evento “nostalgico”, bensì l’occasione per far fare un decisivo passo in avanti al Popolo Veneto verso la propria liberazione.
Sentiremo quindi sabato prossimo 9 maggio cosa ci riserva l’oggi, dal punto di vista privilegiato di Fausto Faccia: 12 anni dopo la grande impresa sarà egli a dire la propria opinione su quale sia la via per l’indipendenza della Venetia.

Il futuro dell’Arsenale a partire dal suo passato<br /> 16 maggio ore 17 - Venezia

Il secondo grande evento del maggio Serenissimo 2009 è la conferenza “Il futuro dell’Arsenale a partire dal suo passato”, che si terrà il sabato succesivo 16 maggio a Venezia, la capitale dei Veneti, alle ore 17 presso il Centro Civico Scoleta dei Calegheri a San Tomà. Ci ha mosso la proposta scandalosa del ministro della difesa “foresto”, quell’Ignazio La Russa che ha voluto e saputo umiliare Venezia e i Veneziani proponendo di trasformare l’Arsenale in un albergo. Da lì ci siamo mossi e abbiamo deciso di chiamare a pronunciarsi chi dell’Arsenale ne conosce la storia, la funzionalità e le potenzialità, relatori che non appartengono al Pnv, ma che ringraziamo per aver raccolto il nostro invito in difesa di un Simbolo della nostra Storia.
Noi riteniamo che la Venezia da salvare vada intesa non solo come un contesto storico e ambientale di eccezionale valore, ma anche come città vissuta, come quel Patrimonio di Civiltà che appartiene ai suoi abitanti.
Si è scelto pertanto di aprire un dibattito incentrato su un’area strategica-simbolo, forse tra le più trascurate, o meglio sprecate, tra le mille potenzialità economiche cittadine che l’amministrazione pubblica – ma forse anche il tessuto imprenditoriale – non ha saputo far fruttare con oculatezza.
Il ritorno economico indotto dal corretto utilizzo di quella che fu l’area industriale più grande d’Europa in età storica produrrebbe enormi ricadute ad ampio raggio sia per il recupero storico, sia per la ripresa dell’occupazione in loco, sia come stimolo all’innalzamento del livello scientifico-culturale, sia in rapporto all’immagine stessa della Città.
Ogni Patriota Veneto e ogni Veneto coscienzioso deve quindi essere orgoglioso di partecipare a due eventi straordinari che segnano il Maggio Serenissimo nel segno del Partito Nasional Veneto, il primo partito veneto che ha deciso di percorrere senza indugio la via democratica e non violenta verso la nostra indipendenza politica, per la nostra libertà e felicità.

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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mercoledì, 29 aprile 2009
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FAUSTO FACCIA
Comandante dei Serenissimi

9 Maggio 1997 – presa del campanile di San Marco
9 Maggio 2009 – ci parla di INDIPENDENZA VENETA

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Presenteranno per il PNV:

Stefano Venturato – candidato presidente
Paolo Bernardini – parte storica
Lodovico Pizzati – parte economica
Gianluca Busato – parte politica

 

DOVE: Prà dela Vale n.177, locale pubblico Alchimia
GIORNO: Sabato 9 Maggio
ORA: 17.00

Posti Limitai: prenota a info@pnveneto.org o a 041.96.37.943

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