Articoli marcati con tag ‘unione europea’

Fuoco Greco

giovedì, 6 maggio 2010
government,politics news,politics news,politics
Proteste Grecia 2010

Proteste in Grecia

Oggi il tonfo delle borse mondiali e dell’euro sono solo una parte della storia legata al debito insolubile della Grecia. I dati numerici parlano chiaro. La Grecia ha un debito che non potrà essere pagato, ma questo in realtà non è il vero problema. Un paese può convivere con un grosso debito, basta che paghi gli interessi, che è quello a cui sono interessati gli investitori. Il problema però è proprio questo, la Grecia presenta condizioni tali che forse non riuscirà nemmeno ad onorare gli interessi. Le dimostrazioni poplari scadute a livello di guerriglia urbana che si sono scatenate in Grecia nelle ore passate, non aiutano certo a farsi un’idea migliore.

(continua…)

Popularity: 2% [?]

Sudditi d’Europa

venerdì, 2 ottobre 2009
government,politics news,politics news,politics

guinessVenerdi 2 Ottobre 2009, in Irlanda si vota per la seconda volta il Trattato di Lisbona, quel documento enorme ed illeggibile che andrebbe a costituire la futura Unione Europea in modo più intimo. Sarà l’apoteosi del centralismo alla massima potenza, una (mala)copia di quello che sono oggi gli Stati Uniti d’America. Tra le varie cose che il trattato prevede vi è anche la facoltà di una imposizione fiscale diretta da parte della EU, insomma nuove tasse, oltre al maggiore potere dei burocrati che finalmente potranno estendere il loro potere oltre la curvatura delle banane, il diametro dei piselli e il colore dei taxi. Non è naturalmente questione di essere contro l’Europa, ma il punto è quale Europa. Nessuno mette in discussione gli innegabili vantaggi del mercato unico, della libera circolazione, fin anche alla moneta unica (che se ne dica contro di essa). Giusto stasera discutevo con un operatore finanziario che dal punto di vista del mercato, la EU è molto più unita di quello che sono gli USA, con notevoli vantaggi per i consumatori (meno costi e più garanzie dirette) e dei produttori-venditori, con ovvie ricadute virtuose sull’occupazione. (continua…)

Popularity: 1% [?]

Perché chi si oppone all’indipendenza la definisce “secessione”?

lunedì, 31 agosto 2009
government,politics news,politics news,politics

indipendenza-xe_04Gli oppositori dell’indipendenza amano chiamarla secessione. In realtà, come paese indipendente, con un seggio ai tavoli decisionali dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e di ogni organismo internazionale, la Venetia sarebbe molto meno isolata di quanto non sia ora.
In questo momento noi non abbiamo alcuna rappresentanza diretta in nessuno di questi organismi internazionali e alcuna voce diplomatica nel mondo.
Il parlamento veneto deve poter avere la responsabilità di trattare i temi di importanza globale. Il PNV ritiene questo un fatto importante per ritornare a dare al mondo il contributo della tradizionale saggezza che Venezia per secoli ha portato alla causa della pace nel mondo. I veri secessionisti, i veri separatisti sono coloro che vegliono negare ai veneti una voce internazionale.
Occorre ricordare che la Venetia è stata la Repubblica di Venezia della cui civiltà noi, cittadini veneti, siamo eredi e prosecutori. La Venetia fu annessa all’Italia nel 1866 con metodi che, anche per quel tempo, furono di totale illeggittimità.

Popularity: 1% [?]

Venetia indipendente per avere una voce nel mondo

mercoledì, 8 luglio 2009
government,politics news,politics news,politics

L’inadeguatezza italiana crea danni a tutti noi Veneti e ci rovina l’immagine nel mondo

venezia-capitaleSenza l’indipendenza, la Venetia può solo guardare le altre nazioni che si riuniscono per discutere e affrontare i temi globali.
Come parte dell’Italia, la Venetia non ha alcun ruolo diretto nel dare forma alle decisioni dei convegni internazionali, dal moribondo G8 strozzato dall’incapace gestione trikolore al prossimo G20, o dell’Unione Europea, non possiamo in alcun modo prendere parte alle decisioni che ci influenzano direttamente e hanno un impatto cruciale su settori chiave quali il turismo e l’agricoltura. Per divenire attori del processo desionale europeo  e globale e guadagnare il potere di alzarci in piedi per difendere i nostri interessi nazionali vitali, la Venetia deve diventare indipendente.
Saremo in buona compagnia. Sette dei dieci nuovi stati membri dell’unione europea hanno popolazioni simili, o più piccole di quella veneta. Se Estonia, Lettonia e Lituania possono avere un seggio al più importante tavolo decisionale europeo, perché allora la Venetia no?
L’indipendenza darebbe inoltre alla Venetia una voce nel proscenio internazionale; una voce che possiamo usare per promuovere la pace e la riconciliazione e l’onestà, rifacendo nostra una tradizione che ci viene dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
Il PNV sostiene sempre la legalità internazionale. Il governo veneto nella Venetia indipendente non avrebbe mai inviato soldati veneti in un conflitto di dubbia legalità come quello in Irak.
L’indipendenza ci permetterebbe anche di onorare i nostri impegni per un aiuto allo sviluppo internazionale. Un governo veneto indipendente avrebbe senz’altro recepito le raccomandazioni delle Nazioni Unite per gli aiuti internazionali, inoltre ci permetterebbe un’azione più incisiva in favore di riforme di organismi internazionali quali la WTO (Organizzazione Internazionale del Commercio), al fine di creare uno scenario più equilibrato tra nazioni ricche e meno sviluppate
L’indipendenza ci permetterebbe di fare le scelte opportune per affrontare i cambi climatici. La maggioranza della popolazione è ormai consapevole che il cambio climatico è una realtà e che dobbiamo diminuire la quantità di CO2 (anidride carbonica) che emettiamo in atmosfera e affrontare le noste future necessità energetiche in un modo più sostenibile per tutti noi.
Il PNV propone di farlo sviluppando le enormi risorse ecologiche non sfruttate della Venetia, quali il vento, l’energia idroelettrica, l’energia solare e altre forme di energia pulita, da sviluppare in modalità sostenibile per noi e il nostro ambiente.
Ciò oltre a dare benefici diretti ai veneti, li porterebbe a tutti gli altri paesi e popolazioni. La Venetia è meglio piazzata di molti altri paesi per poter adottare sistemi energetici puliti e naturali, ma abbiamo bisogno che il parlamento veneto detenga il pieno controllo della politica energetica per farlo.

Popularity: 1% [?]

Un’estate decisiva per il Veneto indipendente

domenica, 28 giugno 2009
government,politics news,politics news,politics

Riunioni, raccolta fondi e selezione dei quadri: ecco cosa fare da subito per le prossime elezioni regionali del Veneto

Grazie a tutti per la partecipazione alla manifestazione in difesa della Bandiera Veneta, che si è tenuta ieri a Verona.
È stato molto bello in particolare vedere diversi veronesi che, ignari dell’iniziativa ovviamente censurata da giornali e tv, si sono fermati ad ascoltare e hanno apprezzato quanto detto dai relatori.
La manifestazione ha anche segnato un passo importante verso un’atteggiamento di maggiore concordia tra le varie organizzazioni favorevoli all’indipendenza del Veneto, da ottenersi attraverso un processo democratico e pacifico.
Ci sembra di capire che la stragrande maggioranza delle persone che aderiscono ai diversi partiti e movimenti indipendentisti vuoi per conoscenza diretta e fiducia di qualche persona all’interno vuoi per maggiore affinità con un gruppo rispetto che ad un altro, condividano sia l’obiettivo dell’indipendenza sia il percorso che prevede l’indizione di un referendum per l’indipendenza, sotto monitoraggio degli organismi internazionali preposti (Unione Europea, Nazioni Unite, OSCE).
Tale evidenza ci porta ad essere fiduciosi che il processo di creazione di una forte coalizione indipendentista possa e debba andare a buon fine.
Le prossime elezioni regionali si stanno infatti organizzando già oggi.
Bisogna pertanto approfittare da subito del periodo estivo per rafforzare, o creare i gruppi territoriali e per iniziare a selezionare la squadra di persone che dovranno occuparsi dei molti compiti necessari per affrontare un importante tornata elettorale, cruciale per la nostra libertà.
Il primo appuntamento è a Treviso, dove il prossimo venerdì 3 di luglio alle ore 20.30 presso la pizzeria Ae Oche in Via della Quercia 2/f ci troveremo per rinnovare i coordinatori del gruppo di Treviso. L’occasione sarà anche propizia per fare il punto sull’andamento della raccolta fondi “Veneti al 1000×1000” che è la sola e grande leva che ancora ci manca per fare una campagna schiacciante per le regionali del 2010.
Ripartiranno da subito anche gli incontri su tutto il territorio. Subito dopo la manifestazione, per esempio, anche a Verona è già stata programmata una riunione a breve.
Otteniamo l’indipendenza un passo alla volta, partendo dal territorio. Ogni socio organizzi da subito nel proprio comune un incontro di presentazione del nostro progetto, anche con poche persone.
Queste riunioni sono i veri congressi territoriali del PNVche prepareranno il grande congresso per l’indipendenza del prossimo autunno che segnerà un passaggio fondamentale verso il 2010.
Il prossimo settembre vedrà infatti un ulteriore rafforzamento della crisi economica recessiva, che porterà molte famiglie ad oltrepassare la soglia della povertà. La consapevolezza di ciò deve farci capire che gli attuali partiti che pure oggi riescono a drenare ancora molti voti veneti, si troveranno di fronte alla rabbia montante di chi toccherà con mano la disperazione vera.
I politici italianisti non avranno altre risposte che il clientelismo – che per definizione accontenterà solo un limitatissimo numero di persone – e il populismo, che a nulla porta e che va combattuto fin d’ora come la vera grande minaccia politica per noi Veneti.
L’Italia è fallita e può fare solo ulteriori danni al Popolo Veneto.
Solo l’indipendenza ci può salvare e questa è la nostra grande occasione per conquistarla!

Gianluca Busato
Segretario PNV

bandiera-veneta-3

Nota del Minor Consejio del PNV:
si rende noto a tutti i soci del Partito Nasional Veneto che i signori Sergio Bortotto e Paolo Gallina non fanno più parte del PNV, per decisione unanime del Minor Consejio riunitosi il 19 giugno scorso, a causa del tradimento da parte di tale persone di alcuni principi alla base del nostro partito.

Popularity: 4% [?]

Indipendenza = Aumento dei commerci

mercoledì, 27 maggio 2009
government,politics news,politics news,politics

commerci

L’Italia sarà sempre un importante mercato di esportazione per il Veneto e un partner commerciale vitale. Il PNV sostiene fortemente lo sviluppo e l’espansione di tali legami, in continuità con il secolare spirito mercantile veneto.
Ma non c’è bisogno di condividere il governo con un paese per avere commerci con esso. Ad esempio, l’indipendente Austria è un importante partner commerciale dell’Italia, ma lo fa in modo più efficiente del Veneto, perché è essa stessa a prendere le decisioni chiave sulla propria economia.
Nessuno nell’Europa e nel mondo odierno considera i confini politici come barriera al commercio internazionale e, in effetti, il Veneto deve considerare come proprio mercato domestico l’Unione Europea e non solo l’Italia.
Oltre al proprio mercato domestico, sicuramente l’indipendenza vedrà un’espansione nel mercato internazionale, grazie a una migliore efficienza del sistema-paese che ci permetterà di affrontare con sempre più efficienza e dinamicità la crescente turbolenza del mercato mondiale.
Aumenterà inoltre il grado di appetibilità per fare investimenti in Veneto. Tutti i piccoli paesi che hanno ottenuto l’indipendenza sono visti con grande favore dalle grandi imprese, grazie all’aumentato livello infrastrutturale, le minori tasse sulle imprese e un’amministrazione pubblica meno articolata e più efficiente. Sicuramente la tradizione di buona amministrazione e la propria vocazione mercantile consentiranno al Veneto indipendente un grande fiorire di imprenditorialità innovativa e sostenibile, attraendo nuovi capitali internazionali, oggi del tutto assenti in Veneto.
Oggi le imprese internazionali investono solo in parte in sedi nazionali delle loro filiali allocate in Veneto. Ciò avviene da un lato perché i poli romano e milanese diminuiscono l’interesse di aprire sedi produttive e commerciali in Veneto, parte del sistema-paese Italia, dall’altro proprio perché è il Sistema-Italia ad essere sempre meno attraente per attrarre capitali internazionali.
Dopo l’indipendenza, le aziende che vorranno entrare nel mercato veneto dovranno aprire le proprie sedi a Padova, Treviso, Verona, Vicenza e in tutte le città venete, con un fiorire di opportunità commerciali ora impossibili.
Inoltre, la posizione strategica del Veneto permetterà di aprire le sedi principali delle filiali EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) di molte multinazionali, con enorme aumento di posti di lavoro qualificati ora appannaggio di Roma, Milano, Monaco, Vienna, Lubiana.

Popularity: 1% [?]

Denis McShane: “Sì all’autodeterminazione nell’Unione Europea”

domenica, 8 marzo 2009
government,politics news,politics news,politics

L’ex segretario di Stato per gli affari europei del governo del Regno Unito, il laburista Denis McShane, difende il diritto di autodeterminazione di baschi, catalani e veneti in un’intervista per la catena Inter Francia, dove il membro del governo Blair difende il diritto all’auto-determinazione all’interno dell’Unione Europea

Popularity: 1% [?]

La Venetia è grande abbastanza da essere indipendente?

sabato, 28 febbraio 2009
government,politics news,politics news,politics

Essere un piccolo paese è normale e la maggior parte dei paesi più benestanti nel mondo sono piccoli. Sette dei nuovi dieci paesi membri dell’Unione Europea hanno una popolazione simile, o anche più piccola della Venetia, o anche solo dell’attuale Veneto. Malta, paese indipendente, con una popolazione minore dell’area metropolitana di Padova, ora è a pieno diritto uno stato membro dell’Unione Europea.
Inoltre i piccoli paesi non sono semplicemente autosufficienti, sono anche molto più brillanti. Danimarca e Finlandia, per esempio, hanno tutto fuorché fenomeni di povertà di bambini.
I piccoli paesi europei hanno molto più successo di quelli grandi come l’Italia. I piccoli paesi europei hanno una ricchezza superiore del 35% rispetto ai grandi paesei europei e hanno anche il 40% di disoccupazione in meno.

Popularity: 1% [?]

de Volkskrant (Olanda): “L’Italia non merita di essere parte dell’Unione Europea”

lunedì, 23 febbraio 2009
government,politics news,politics news,politics

L’Italia non merita di essere parte dell’Unione Europea
Pubblicato martedì 28 ottobre 2008 in Olanda. Traduzione di Italia Dall’Estero.
[de Volkskrant]

L’ipocrisia con cui l’UE sta cercando di imporre i propri ‘valori e norme’ ad un paese come la Turchia, mentre mantiene al suo interno una mela marcia come l’Italia, toglie credibilità all’UE stessa.

Bisognerebbe provare ad essere immigrato in Italia. Ogni anno questo Paese xenofobo dell’UE attua una strategia del terrore quando si tratta di immigrati: viene impiegato l’esercito per continuare a tenere in pugno gli immigrati, vengono deportati gli immigrati in regola senza lavoro, e a tutti i rom (anche ai bambini!) verranno in futuro prese le impronte digitali dando per scontato che questi inevitabilmente compiranno (prima o poi) atti criminali.

Non si lesina sulla violenza quando si tratta di immigrati, che spesso sono bersaglio di omicidi e maltrattamenti a sfondo razzista. Quindi al momento l’Italia è probabilmente il Paese più razzista dell’UE. Un Paese in cui i partiti al governo flirtano apertamente con il fascismo e in cui ad ogni angolo della strada si può comprare un calendario di Mussolini non si addice a quell’immagine civile, moderna e progressista di cui l’Europa va tanto fiera. Anzi, un futuro Paese dell’UE deve poter garantire la sicurezza alle proprie minoranze per poter essere ammesso all’Unione. Ma allora neanche quest’Italia fascistoide, con le sue politiche d’immigrazione tanto disumane, potrebbe diventarne membro.

Un farabutto da caricatura

D’altronde un Paese, secondo gli stessi criteri di ammissione, deve avere un sistema giudiziario funzionante. Eppure la corrotta Italia, che per premier ha un farabutto da caricatura che è dovuto comparire davanti ai giudici per così tante questioni di frode, che ha dovuto inventarsi una legge per non essere più processato, soddisfa dunque tale criterio in modo inspiegabile.

Se Berlusconi stesso chiama la giustizia italiana ’un tumore’, soprattutto perché essa ostacola lui ed i suoi amici mafiosi, e non perché la voglia migliorare, allora in quanto europei dobbiamo concludere che l’Italia ha un sistema giudiziario malfunzionante.

Anche la libertà d’espressione lascia a desiderare in Italia: il Premier è proprietario di quasi tutte le televisioni, mentre giornalisti e comici che hanno espresso critiche nei confronti di Berlusconi adesso sono disoccupati.

Paese del G8

Eppure l’Italia riceve poche critiche dagli altri Paesi, potendo annoverarsi con orgoglio tra i paesi del G8. L’ipocrisia con cui l’UE puntando un dito accusatore sta cercando di imporre i propri ‘valori e norme’ a Paesi come ad esempio la Turchia, mentre mantiene al suo interno una mela marcia come l’Italia, dà all’UE stessa un’immagine di scarsa credibilità. Che l’Italia sia tra i paesi fondatori dell’attuale UE, mentre per quanto riguarda valori e norme assomiglia sempre più ad una repubblica delle banane, è paradossale e dovrebbe portare perlomeno ad una revisione dei valori e delle norme europei o ad un ripensamento sulla presenza stessa dell’Italia come membro nell’UE.

http://italiadallestero.info/archives/3559

[Articolo originale di Sabra Dahhan]

Popularity: 1% [?]

Indipendenza = Rappresentanti veneti nel mondo

mercoledì, 4 febbraio 2009
government,politics news,politics news,politics

Con l’indipendenza, il Veneto potrà essere rappresentata nel mondo in organismi internazionali quali le Nazioni Unite.
Il PNV vuole che il Veneto diventi un paese saggio e lungimirante, in linea con la propria storica tradizione diplomatica, svolgendo un ruolo determinante per l’incremento della cooperazione internazionale, in particolare modo per la difesa dei diritti dei paesi in via di sviluppo. L’esperienza dimostra che i piccoli paesi hanno spesso un ruolo chiave nel condurre e aiutare le attività diplomatiche per la pace e la riconciliazione e questa sarà un’ulteriore opportunità per il Veneto di operare per l’aumento del benessere internazionale.
Il Veneto inoltre continuerà ad osservare i trattati e le convenzioni internazionali esistenti quali la Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo.
Senza l’indipendenza, il Veneto può solo guardare le altre nazioni che si riuniscono per discutere e affrontare i temi globali.
Come parte dell’Italia, il Veneto non ha alcun ruolo diretto nel dare forma alle decisioni dell’Unione Europea, decisioni che ci influenzano direttamente e hanno un impatto cruciale su settori chiave quali il turismo e l’agricoltura. Per divenire parte del processo decisionale europeo e guadagnare il potere di alzarci in piedi per difendere i nostri interessi nazionali vitali, il Veneto deve diventare indipendente.
Saremo in buona compagnia. Sette dei dieci nuovi stati membri dell’unione europea hanno popolazioni simili, o più piccole di quella veneta. Se Estonia, Lettonia e Lituania possono avere un seggio al più importante tavolo decisionale europeo, perché allora il Veneto no?
L’indipendenza darebbe inoltre al Veneto una voce nel proscenio internazionale; una voce che possiamo usare per promuovere la pace e la riconciliazione e l’onestà, rifacendo nostra una tradizione che ci viene dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
Il Veneto indipendente significherà maggiore garanzia di rispetto della legalità internazionale.
L’indipendenza ci permetterebbe anche di onorare i nostri impegni per un aiuto allo sviluppo internazionale. Un governo veneto indipendente avrebbe senz’altro recepito le raccomandazioni delle Nazioni Unite per la devoluzione dello 0,7% del PIL in aiuti internazionali, inoltre ci permetterebbe un’azione più incisiva in favore di riforme di organismi internazionali quali la WTO (Organizzazione Internazionale del Commercio), al fine di creare uno scenario più equilibrato tra nazioni ricche e meno sviluppate.
L’indipendenza ci permetterebbe di fare le scelte opportune per affrontare i cambi climatici. La maggioranza della popolazione è ormai consapevole che il cambio climatico è una realtà e che dobbiamo diminuire la quantità di CO2 (anidride carbonica) che emettiamo in atmosfera e affrontare le noste future necessità energetiche in un modo più sostenibile per tutti noi.
Il PNV propone di farlo sviluppando le enormi risorse ecologiche non sfruttate del Veneto, quali il vento, l’energia idroelettrica, l’energia solare e altre forme di energia pulita, da sviluppare in modalità sostenibile per noi e il nostro ambiente.
Ciò oltre a dare benefici diretti ai veneti, li porterebbe a tutti gli altri paesi e popolazioni. Il Veneto è meglio piazzata di molti altri paesi per poter adottare sistemi energetici puliti e naturali, ma abbiamo bisogno che il parlamento veneto detenga il pieno controllo della politica energetica per farlo.

Popularity: 1% [?]