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Articoli marcati con tag ‘veneto indipendente’
VENETO STATO INDIPENDENTE, con referendum
venerdì, 4 dicembre 2009IL PERMESSO DI ESSERE LIBERI
martedì, 15 settembre 2009
di Gianluca Panto
Dopo l’autunno nero del 2008 ed un anno di purga ecco che, come previsto, assistiamo allo sbandierare giulivo la fine della recessione da parte dei media.
L’anno non è ancora finito, dobbiamo fare i conti con una recessione estremamente profonda, intorno al -5% che già si azzardano fantasiose previsioni di crescita per l’anno venturo.
La crisi è finita ma, giusto per pararsi , non si sa mai, meglio affermare che la ripresa ci sarà ma che essa sarà lenta, intanto dai numeri risulta che l’Italia insieme alla Francia dimostra la migliore vivacità.
Premesso che ad essere disfattisti non ci guadagna nessuno, ci va benissimo che i media e se vogliamo anche la classe politica italiana abbiano la carità di restituirci almeno quel pò di ottimismo che loro stessi ci avevano rubato a partire dall’autunno scorso.
I primi dopo aver affondato il coltello nella piaga nel descriverci ogni minimo particolare del fallimento della Lehman Brothers tra cui il colore degli scatoloni che i dipendenti utilizzavano per lasciare i propri uffici e tornarsene a casa disoccupati.
I secondi colpevoli di non avere cambiato sostanzialmente nulla .
Troppe le variabili internazionali che influenzano l’economia globale per poter sperare di incidere favorevolmente sul nostro sistema produttivo, avranno pensato loro, tanto vale aspettare, inermi.
Nel frattempo provate voi ad avere una azienda nel Veneto adesso. (continua…)
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Indipendenza = Libertà
sabato, 31 gennaio 2009Un oppressivo senso di mancanza di libertà è ciò che proviamo in mille momenti di ogni nostra giornata, sotto il dominio dell’Italia.
Il Veneto indipendente saprà riscoprire la responsabilità e con essa la libertà che ne deriva.
Noi veneti abbiamo un fortissimo senso di responsabilità, spesso siamo anche derisi per questo, in quanto il nostro naturale amore per la soluzione delle difficoltà viene visto come una “malattia del troppo lavoro”. Sono molti in realtà i veneti che amano lavorare, che non si danno per vinti di fronte alle difficoltà, che vanno alla radice dei problemi. Ecco da dove deriva la nostra aspirazione a una maggiore libertà.
Come detto, poche regole e certe avranno l’effetto di goderci una maggiore libertà in tutte le nostre attività, dall’economia, alla vita di ogni giorno, alla cultura.
Oggi siamo come quegli uccelli tenuti in gabbia e la libertà ci sembra quasi impossibile, in realtà è vicina, molto più vicina di quanto possiamo immaginare.
La nostra libertà non ha prezzo e potremo capirlo appieno il giorno dell’indipendenza, quando la gioia che proveremo per ciò che ci manca da due secoli sarà il vero valore che assumerà la nostra realtà di veneti, finalmente liberi.
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Indipendenza e felicità, come ottenerla
venerdì, 30 gennaio 2009Il percorso per la libertà è chiaro e cristallino e non passa di certo per la bufala dell’unione dei venetisti in una marmellata politica
Sempre più forte emerge un ritornello secondo cui i veneti dovrebbero unirsi in un unico contenitore, una sorta di partito unico (il nome da solo ci fa rabbrividire, lo ammettiamo), ove far confluire tutte le anime del venetismo finora emerse, tutte le ideologie, tutti i poltronari, nani, ballerine e quant’altro si possa immaginare.
Questo recinto servirebbe secondo alcuni a dar da mangiare ai troppi galli veneti sul punaro.
Emergono poi le diverse interpretazioni e del partito unico e del punaro.
C’è chi come la lega nord parla di “diaspora dei Veneti” negli altri movimenti, quando sono stati loro i primi a cacciare negli anni chiunque avesse un minimo di intelletto e quindi intendono il partito unico come il loro, dove effettivamente di galli e galline non ne mancano, mentre tutti gli altri dovrebbero sparire perché dividono il Popolo Veneto.
Peccato che poi la loro intenzione sia quella di portare il Popolo Veneto alla difesa di Malpensa, di Roma, di Catania, del Brunello di Montalcino, della mozzarella di bufala e di Pantelleria, ma qui ci dovrebbero spiegare – o peggio, dovrebbero capire – che oramai non sono più un partito nato per dare la libertà al Veneto, bensì per sfruttarlo elettoralmente al fine di gestire il generoso potere romano.
Noi crediamo invece che il Popolo Veneto abbia già subito abbastanza ferite dalla bonifica dell’agro pontino e dalla vera diaspora avvenuta in tutto il mondo di quasi un veneto su due, cominciata dieci anni dopo l’odiata annessione all’Italia e il saccheggio della nostra povera terra da parte dei colonialisti tricolori e incapaci e che quindi oggi ben volentieri facciamo a meno di salvare il resto del mondo per concentrarci invece sulle nostre di difficoltà, che in vero non sono poche.
C’è poi una seconda e più sfortunata schiera di politicanti, che spaziano dagli autonomisti che tremano di fronte alla costituzione e che finora non hanno saputo portare nulla, ai residui di varia tipologia, tipo ex socialisti filo-italiani neo-convertiti all’autonomismo d’accatto, che dicono agli indipendentisti che non si può sottilizzare tra autonomia e indipendenza, perché tanto l’obiettivo è lo stesso (sic!).
A esso si aggiunge chi non ha il coraggio e non se lo può dare e quindi resta, nella migliore delle ipotesi, ostaggio di costoro, in preda alla sindrome di Stoccolma in chiave Veneta.
In tale panorama, l’unica scelta politica che resta è quella portata avanti dal Pnv con coerenza e decisione, ovvero portare ben alta la bandiera dell’indipendenza e tracciare il percorso politico per ottenerla, concreto, legale e basato sulla costruzione del consenso attorno ad una nuova classe dirigente che lo metta in pratica: un percorso che ha portato e sta portando molti altri Popoli e Nazioni alla libertà e alla felicità.
Noi siamo convinti che la chiarezza di linguaggio e di intenti sia premiante rispetto alle coalizioni multiformi e basate solamente sulla logica del punaro ndoe metar rento i gai.
Ecco perché preferiamo concentrarci sull’apertura di nuovi e sovrani gruppi territoriali del Pnv che facciano dedizione al partito patriotico dei Veneti, condividendone l’obiettivo dell’indipendenza della Venetia e i principi fondanti. Ed ecco perché siamo aperti alle coalizioni elettorali con i gruppi e partiti che condividano il nostro obiettivo e i nostri principi.
Dopodiché resta invece aperto il dibattito su quale dovrà essere il risultato dell’indipendenza, ma questa è un’altra storia e per quanto mi riguarda il mio sguardo va alla Confederazione Elvetica, l’unica realtà statuale che oggigiorno fa propri molti principi e valori che furono portati avanti in più di mille anni di indipendenza dalla nostra amata Serenissima Repubblica di Venezia.
Gianluca Busato
Segretario Pnv
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Lo statalismo neocanagliesco primo nemico della libertà dei Veneti
mercoledì, 31 dicembre 2008Molti ritengono di secondaria importanza la questione economica nell’analisi politica. Si può convenire che la profondità delle argomentazioni stia altrove, nella giustizia, nella filosofia, nella letteratura, nell’arte (anche quella militare), nelle scienze sociali, o nelle scienze tout court.
Sì, senz’altro è vero, i soldi sono poca cosa di per sé e quel poco anche molto volgare.
E come non essere d’accordo?
Già. Però non si capisce perché sul soldo sonante si intrecci l’interesse di chi ci governa, di chi ora ci sprona all’ottimismo.
Se il soldo è così importante, in tempo di crisi varrà pure la pena di tenerlo da parte, no?
Proprio perché siamo ottimisti e prevediamo un 2009, forse un 2010, di sicuro un 201X con il nostro Veneto indipendente e felice, vale la pena di tenercelo per tempi migliori questo piccolo soldo che ci è rimasto.
Non si capisce perché dobbiamo cominciare noi cittadini, figli di nessuno, a ingenerare l’ottimismo nelle facce di bronzo che ci hanno portato nella situazione attuale.
Risparmio, risparmio, solo risparmio, questo è l’unico consiglio che come indipendentisti veneti ci sentiamo di dare.
Se proprio non ve la sentite di fare altrimenti, investite solo in fondi obbligazionari i cui emittenti abbiano la tripla A. Comprate terra. Aprite un conto all’estero per lasciare un piccolo deposito di salvaguardia, fatelo al più presto: ci si mette veramente poco tempo ad andare una mattina in stati meno malmessi di quello italiano, Austria, o Svizzera, per esempio.
Molte banche svizzere o austriache hanno uffici di rappresentanza nelle città venete. Hanno personale che parla la nostra lingua, preparato e cordiale, che saprà darvi preziosi consigli, disinteressati dalla “salvaguardia dello stato italiano” che tanto commuove i nostri politicanti e i vari rappresentanti delle “parti sociali(ste)” che anche in questi giorni si premurano di convincerci a lavorare gratis per il Grande Fratello italiano che soffre del nostro egoismo.
Altrimenti continuate pure a fidarvi dei barzellettieri e di coloro che non hanno mai dovuto lavorare un giorno nella loro vita, grazie alla vostra solidarietà.
Ecco il nostro augurio per l’anno che verrà: vi auguriamo che sappiate resistere alle sirene dei giornali e delle tv italiane che cercheranno di convincervi a spendere i vostri soldi per tappare il colabrodo di uno stato la cui vita finanziaria ha i giorni contati e che forse non vedrà nemmeno il 2010. Resistete anche ai falsi consiglieri finanziari, sotto qualsiasi forma essi si presentino, che cercheranno di rubarvi i vostri risparmi per arginare la diga pericolante di carta straccia degli oltre 330 miliardi di euro di bot italici in scadenza nel prossimo marzo.
Imparate a distinguere bene il vostro più grande nemico, tra i molti mostri che minacciano la nostra felicità, ovvero questo stato tricoloruto tenuto in piedi malvagiamente con gli artifizi diabolici dei nostri mefistofelici governanti assetati dei nostri (pochi) soldi.
Ricordiamoci che più poveri saremo e meno libertà potremo avere, anche quelle fondamentali.
A quel punto la cultura, la filosofia, la musica, l’arte e le scienze resterebbero solo un ricordo di quando avevamo da parte il tempo da dedicarci.
Tenetevi stretti i vostri soldi e le libertà che essi vi assicurano.
E aderite in fretta alla causa per l’indipendenza veneta, perché solo uno Stato Veneto leggero e giusto saprà rispettare i cittadini Veneti, unici sovrani e artefici della propria felicità.
Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!
Gianluca Busato
Segretario Pnv
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Tomat sbaglia Patria: ora Confindustria Veneto inizi a lavorare per l’indipendenza
sabato, 27 dicembre 2008Il futuro leader di Confindustria Veneto rispondendo al ministro del lavoro (che ricordiamolo, doveva farsi perdonare lo scivolone sull’anticipazione della prossima bancarotta della repubblica italiana), il giorno di Natale ha proposto, forse provocatoriamente, ai Veneti di lavorare gratis 10 giorni di più per lo stato.
La proposta nel mezzo delle cene natalizie è passata quasi inosservata, se non fosse che un leader di un’assocazione importante come quella degli industriali veneti dovrebbe elevare il proprio livello rispetto a quello estremamente provinciale e caciottaro dei politici italiani.
Ecco, crediamo di non sbagliare nel dire che noi Veneti invece siamo stufi marci di lavorare per questo stato, di mantenere una classe politica e dirigente (compresa quella sindacale e delle associazioni di categoria regno dei privilegi e dell’assistenzialismo di stato).
Forse magari lavoreremmo anche un mese gratis pur di veder lorsignori morire in carcere oppure di stenti, ma di sicuro non per tappare le falle ormai evidenti del colabrodo Italia.
Anzi, ben venga il fallimento di questo baraccone in mano ai buffoni e ai criminali.
Privilegiati, odiati, manutengoli di regime, arroganti, ignoranti, maleducati, sbruffoni, incapaci, truffatori, bavosi, sporchi, forse anche assassini: ecco gli aggettivi che vengono in mente quando ad ora di cena costoro si presentano in tv nelle nostre case per il loro consueto teatrino di malcostume.
Signor Tomat, per favore e per decenza, riveda le sue argomentazioni e pensi che oramai gli imbecilli sono sempre meno in Veneto.
Piuttosto, Lei e i Suoi colleghi imprenditori abbandonate al più presto il finanziamento dei papaveri italiani e cominciate a darvi da fare seriamente per l’indipendenza, perché a nulla varrà il saltare sul carro del vincitore quando dalle urne sarà evidente che la volontà di un Veneto indipendente sarà prossima alla realtà.
Pensi a quanto sarà importante per le imprese venete godere di un costo del lavoro non più caricato dei macigni dello stato italico e di una tassazione sul reddito d’impresa del 15-20%, non crede che allora le imprese dei Vostri associati potranno finalmente reggere il confronto competitivo con quelle della vicina Slovenia e Austria?
Perché allora Confindustria Veneto non si impegna finalmente ad organizzare un convegno che analizzi a fondo le opportunità dell’unica scelta politica rimasta ai Veneti prima di cadere nel burrone della disperazione tricolore?
Perché la Vostra organizzazione non affronta con serietà i vantaggi – per esempio – del made in Veneto rispetto alla pegola ormai evidente portata dal made in Italy, levandovi di dosso i pregiudizi che vi vengono da un’educazione di regime che vi ha abituato a pensare nei termini sacrali nei confronti di uno stato ottocentesco oramai superato dalla storia e dall’evoluzione globale delle umane attività?
Come imprenditore dovrebbe ben sapere che ogni situazione di rischio porta con sé delle straordinarie opportunità e Lei tradirebbe la sua missione se non valutasse appieno la portata di un mondo nuovo che sta nascendo sulle ceneri del vecchio e non approfondisse le enormi potenzialità venete ed europee.
L’Europa, il naturale mercato domestico dei Veneti, deve saper mettere a frutto i potenziali di innovazione di un’era di scoperte dalla quale rischiamo di essere tagliati fuori.
Deve saper inventare un nuovo modello di sviluppo economico incentrato sui propri punti di forza, che possono trovare ispirazione dall’imprenditorialità civica tipica dei veneti, che nasce dal proprio modello di sviluppo urbano e antropologico a rete, che in estrema sintesi è anche il modello europeo, ma soprattutto è il modello di sviluppo umano moderno che vede nella periferia il centro e nell’individuo consapevole il grande architetto del mondo.
L’Europa deve saper sfruttare la propria tradizione artistica millenaria che, nella nuova cultura visuale, basata su design, architettura e immagine, la porta ad avere un enorme vantaggio competitivo rispetto al resto del mondo che deve inventarsi routine comportamentali nuove rispetto alla precedente cultura letteraria e che non ha potuto sviluppare e metabolizzare i processi figurativi millenari che noi possiamo vantare.
Politicamente l’Europa deve essere consapevole che la fine degli stati nazionali non può coincidere con l’inizio di un impero a-nazionale e avulso dal libero commercio mondiale.
E tale modello si basa sulla libertà dei propri Popoli e delle proprie comunità, sulla capacità di assumersi ognuno le proprie responsabilità, senza più offese alla democrazia e alle indicazioni del voto popolare che emergono da una classe dirigente – spesso autocratica e quindi nemmeno eletta – che soffre dell’incapacità di entrare in relazione con i propri elettori e sovrani.
Gianluca Busato
Segretario Pnv
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La valanga indipendentista copre il silenzio dei media sul Veneto che alza la testa
giovedì, 27 novembre 20082.400 Veneti dicono sì all’indipendenza, in soli 10 giorni e col solo passaparola.
In quanti giorni arriveremo a 10.000?
E poi quale sarà il nuovo traguardo?
E i giornali zitti.
I servi di uno stato sempre più distante, zitti.
Eppure la palla di neve indipendentista nel silenzio dei media sta diventando ogni giorno di più una valanga.
Una valanga di felicità, come ci meritiamo noi Veneti, per la nostra proverbiale saggezza e bontà d’animo.
Una valanga di felicità che diventerà una valanga di voti per la nostra amata Nazione Veneta che ben presto si alzerà al cospetto della Comunità delle Nazioni, prendendo il posto che Le spetta per la propria storia e per riprendere la strada interrotta per un futuro di libertà.
Lasciamoci alle spalle la miseria che si fa strada nelle nostre città e nelle nostre campagne venete.
Liberiamoci dal giogo di una politica sempre più lontana, sempre più persa nei propri vecchi giochi e teatrini di politicanti sempre più vecchi e persi.
Indipendenza è…
giustizia snella e veloce – libertà – meritocrazia – felicità – senso civico – stato leggero – poche tasse raccolte e gestite localmente – controllo delle frontiere – sicurezza – pensioni sicure – libertà di pensiero – libertà economica – ospedali curati e responsabilizzati – stato sociale proporzionale all’economia veneta e non pari all’assistenzialismo italiano – aumento dei commerci – rinascimento culturale – poche leggi essenziali e certe – rappresentanti veneti nel mondo – banche controllate – salari più alti – scuole più sane ed efficienti – informazione libera e garantita – sana ed etica gestione dello stato – futuro di speranza per i giovani – ambiente tutelato e valorizzato – nessun potere ai partiti e ai sindacati corrotti – capacità e velocità di decisione – riscoperta della nostra storia millenaria – dimensione di stato perfetta per la globalizzazione – tutela della pace – politica energetica ecosostenibile – risparmio energetico – nuova classe dirigente veneta.
Firma e fai firmare per l’indipendenza. Invia questo messaggio ai tuoi amici che ancora non conoscono o non hanno aderito all’iniziativa.
Ci sono due modi:
- uno su facebook, all’indirizzo http://apps.facebook.com/causes/149246?m=3124eff7&recruiter_id=14894594
- un altro sul web pubblico, all’indirizzo http://firmiamo.it/veneto-indipendente
Aiuta entrambe le iniziative, per l’indipendenza del Veneto, passaparola!
Soffia anche tu e alimenta il vento della nostra indipendenza, che soffia sempre più impetuoso.
Grazie di cuore, grazie da un tuo fratello Veneto, grazie (per ora) da 2.400 tuoi fratelli Veneti
Gianluca Busato
Segretario Pnv
www.pnveneto.org
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Con l’indipendenza, ci saranno costi aggiuntivi per la creazione di ambasciate?
giovedì, 27 novembre 2008I contribuenti veneti stanno già pagando la loro considerevole quota per la spesa nelle ambasciate italiane – spesso costituita da voci ingiustificate. Con l’indipendenza noi utilizzeremo tale quota per creare la nostra rappresentanza all’estero.
Sicuramente un governo veneto indipendente non seguirà l’esempio italiano nello sperpero di denaro pubblico per il mantenimento delle proprie ambasciate nel mondo.
Al contrario, tale governo veneto utilizzerà la quota finanziaria che ci spetta dell’attuale patrimonio di ambasciate italiane per aprire un numero minore di rappresentanze, condividendo uffici e risorse con quelli di altri stati membri europei in alcuni paesi ove sia possibile. Noi crediamo che in tal modo la Venetia possa rappresentare in modo molto più efficente la propria cultura e industria nel mondo, rispetto all’attuale sottorappresentazione e malarappresentazione degli affari veneti da parte dell’Italia.
Il PNV ritiene inoltre che l’attuale consiglio regionale veneto, anche prima che sia dichiarata formalmente l’indipendenza, debba allestire “ambasciate commerciali” per promuovere l’industria e le esportazioni venete nel mondo e tale sforzo debba quindi sfociare in presenze diplomatiche su larga scala.
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Indipendenza = più garanzie per i meno fortunati e meno assistenzialismo
lunedì, 17 novembre 2008L’indipendenza ci permetterà di avere un’adeguata garanzia per i veneti meno fortunati.
Il progressivo invecchiamento della popolazione rende particolarmente strategici i servizi alla persona. Assistiamo ogni giorno di più al degrado delle strutture dedicate alla terza età, l’indipendenza è sempre più indispensabile anche per i nostri anziani, per poter loro dedicare le risorse necessarie a un’esistenza di dignità che spesso oggi è negata.
Un incremento della ricchezza produrrà senz’altro le risorse necessarie a sostenere politiche di aiuto verso i più bisognosi. Va però detto che ciò non potrà mai più essere oggetto di politiche di tipo assistenzialistico cui ci ha abituati lo stato attuale che spesso risultano nella negazione di un supporto a chi ne ha veramente di bisogno.
È fin troppo evidente a tutti che l’assistenzialismo è una leva in mano a una classe dirigente che fa di essa il bastone con il quale asservire i cittadini.
Esso è stato fin troppo confuso con il tema della solidarietà, da contrapporre all’egoismo di chi semplicemente difende il proprio naturale diritto a non essere derubato del frutto del proprio duro lavoro, attraverso una fiscalità opprimente.
Come già detto altrove, il PNV ritiene che debba essere introdotta una specifica norma costituzionale nel futuro Stato Veneto indipendente, per impedire che future classi politiche possano abusare della leva fiscale, introducendo a proprio piacere aliquote di tassazione eccessive sul reddito delle persone e delle imprese, con ciò favorendo il voto di scambio. A tal fine, si dovrà prevedere il ricorso ad approvazione da parte di un referendum popolare per innalzare l’aliquota fiscale sul reddito delle persone fisiche per innalzamenti che superino la quota di un quarto rispetto all’aliquota precedente.
Partito Nasional Veneto
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Meolo Veneta si presenta
domenica, 26 ottobre 2008
Meolo Veneta
Martedì 14 ottobre 2008 a Meolo si è tenuta una prima riunione di presentazione della lista MEOLO VENETA. Nell’occasione, Luca Brescaccin, il coordinatore del PNV nel Veneto orientale ha presentato la lista civica MEOLO libera indipendente VENETA.
Tutti i video della serata sono disponibili nel canale YouTube di Meolo Veneta.
Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
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