Archive for month: Settembre, 2011

Pizzati a Radio Tre

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

Read more

Read more

La Lega emula Veneto Stato

Domenica scorsa, in motonave verso il Lido, sono passato di fronte alla manifestazione leghista. Sono rimasto sorpreso dal gruppo striminzito che occupava appena 200 metri di spazio di fronte al palco dove Bossi parlava. Le bandiere padane che sventolavano erano inferiori al totale di parlamentari, consiglieri regionali e consiglieri provinciali eletti sotto il simbolo leghista. Il disperato messaggio lanciato dal leader padano invece non era per niente imprevedibile, e tra le righe di un ammuffito richiamo secessionista si leggeva chiaramente la consapevolezza di aver completamente perso il Veneto, da sempre il suo più grande bacino di voti. Seduto comodamente a Roma da ormai un quarto di secolo, Bossi ha definitivamente smesso di illudere i veneti con promesse autonomiste, devolutioniste, e federaliste variopinte da un fumogeno di aggettivi. Ora è costretto a rincorrere le idee di chi, nel panorama politico veneto, ha saputo indicare un percorso chiaro e diretto per ottenere quella tanto invocata giustizia fiscale che da ormai più di 30 anni l’elettorato veneto pretende. Non a caso Veneto Stato è decuplicato in un solo anno di intensa attività nel territorio, grazie ad una crescita dovuta in parte ad un massiccio travaso della militanza leghista. Con ampolle celtiche la dirigenza leghista dimostra di non essere a contatto con la realtà e le problematiche di un territorio afflitto da una profonda crisi economica. Sabato scorso numerosi ex-leghisti veneti hanno aderito alla manifestazione di Veneto Stato ad Arzignano in difesa del nostro settore produttivo, mentre a dieci chilometri di distanza i padani andavano giulivi in bicicletta a Montecchio Maggiore. Oggi stiamo assistendo ad un tentativo in extremis di copiare Veneto Stato invocando la secessione della “Padania.” Il percorso indipendentista di Veneto Stato è certamente più ambizioso di qualsiasi proposta leghista degli ultimi vent’anni, ma è vincente perché non richiede una presenza nel parlamento italiano, ma secondo un diritto pre costituzionale tutelato dalle Nazioni Unite richiede solo una maggioranza democratica di veneti. Proponendo vie referendarie per una mal definita “Padania” si annacquano le possibilità di indipendenza per il Veneto includendo nel voto l’opinione di emiliani, marchigiani, umbri e toscani, sempre che i confini di questa Padania non siano scivolati più a Sud. Se l’indipendenza fosse veramente l’intenzione della Lega, il partito di Bossi avrebbe già i numeri per farlo qui in Veneto. Il governatore Zaia può annunciare le intenzioni di un referendum con monitoraggio internazionale già da oggi, seguendo lo stesso iter del Sud del Sudan quest’anno, del Montenegro nel 2006 e della Scozia nel 2015. Invece si propone di farlo per una mai esistita Padania, per tergiversare e tentare di frenare la crescita dirompente di Veneto Stato.

Lodovico Pizzati
Segretario – Veneto Stato

Read more

Read more

Pizzati introduce Veneto Stato a Rai3

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

Read more

Read more

Uomini e fiumi

Notizie dalla Venetia nel 145° anno di occupazione italiana

Da sempre, i fiumi sono un elemento fondamentale nella geografia, e dunque nella storia della Venetia. Uniscono il mare alla terraferma, ma non solo, in qualche modo trasformano la terraferma in un prato navigabile, la rendono marina, e fluida. In una civiltà di acque, tutto quello che è acqua, la laguna, il fiume, il torrente, le acque sotterranee che conferiscono identità e ricchezza alle Terme Euganee dove trascorro parte della mia vita, ma anche i ghiacciai alpini, rappresenta un modo per comprendere una civiltà, conferisce una prospettiva che civiltà altre non hanno, legate in tutto e per tutto ad una terra spesso priva d’acque. E poi, sovrano delle acque, il mare…
Tuttavia, in questi tempi infinitamente amari, e dolci soltanto perché più il disagio di vivere nel lozzo e nel brutto s’accresce, più si aprono le porte della libertà, occorre soffermarsi su due episodi terribili, legati ai fiumi. E alla morte.
A Noventa, un giovane moldavo annega per sfuggire ai carabinieri. Contemporaneamente, a Ospedaletto Euganeo un altro uomo, Paolino Lucchin, padre di famiglia, si getta nel fiume, perché disperato, perché credeva di non poter uscire dalla crisi economica che toccando uno stato, entità astratta, si concreta nello stroncare gli individui, nella realtà in cui si esprime.
Così, la Brenta e l’Adige, fiumi felici, hanno dovuto assumersi la loro quota di morte, due vittime di un tempo di miseria, morale e materiale, quale non si era mai visto prima, in un paese che definire “di merda” come fa Marco Travaglio nell’editoriale scatologico su “Il Fatto” del 16 settembre – dove si anche racconta del premier che “infilava il crocifisso tra le tette di Nicole” – è sbagliato, perché in questo modo lo si nobilita. La merda è organica, e legata dunque alla vita: ITA, invece, ci offre lo spettacolo di burattini senz’anima e senza cuore, fantocci che s’agitano e gridano e strisciano e sbuffano, emettendo i rauchi suoni metallici di un motorino in agonia, per rallentare il salto nel fuoco, e poi nel vuoto, che la storia ha preparato per loro.
A Paolino Lucchin, 56 anni, dedicheremo una strada nella Venetia libera. Read more

Read more

Veneto Stato su Matrix

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

Read more

Read more

Pizzati vs Gottardo su Canale Italia

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

Read more

Read more

Resistenza fiscale: autobus di “evasori” verso l’Austria

Tratto da VicenzaPiù

Dopo il monumento all’imprenditore, Veneto Stato organizza gite fiscali oltre confine con tanto di corriere “in fuga dall’inferno fiscale”. “Venerdì 23 partiranno delle corriere piene di risparmiatori veneti verso l’Austria” afferma convinto Lodovico Pizzati, segretario di Veneto Stato. “Abbiamo due punti di ritrovo, delle corriere partiranno dal veneto occidentale verso Innsbruck, delle altre partiranno dal veneto orientale verso Klagenfurt”.

La notizia segue lo scontro infuocato di martedì mattina andato in onda su Canale Italia tra l’ex-parlamentare DC, Settimo Gottardo, e l’indipendentista vicentino. Già conosciuto per il provocatorio monumento “all’imprenditore” presentato nella Arzignano delle maxi-evasioni, Pizzati ha sbottato in diretta con una dichiarazione shock. Alla domanda della conduttrice Giuliana Lucca di rassicurare i risparmiatori con dei consigli d’investimento, Pizzati invita invece a disinvestire sui titoli di stato italiani e di portare i propri averi all’estero come gesto di resistenza fiscale. Pronta la risposta indignata di Gottardo che ha definito criminale tale atteggiamento, e ha accusato Pizzati, economista di professione, di coerenza perversa ai fini di destabilizzare lo stato italiano.

Il leader di Veneto Stato anche oggi non indietreggia dalla posizione di martedì mattina in diretta. “L’unione Europea tutela il libero scambio di merci, lavoro e capitale. Come i rumeni possono venire a lavorare qua, così noi possiamo portare i nostri risparmi in Austria. Vediamo di usare questa UE a nostro favore, per una volta.” Sul numero di adesioni alla carovana indipendentista, Pizzati non precisa, ma insiste che la partecipazione è in aumento sul sito web di partito.
Venerdì 10 la Questura di Vicenza aveva ordinato alle forze dell’ordine di impedire ai manifestanti di Veneto Stato di posare il monumento “all’imprenditore” in centro ad Arzignano.
Non essendoci la dogana tra Italia e Austria rimane da vedere come le forze dell’ordine impediranno la fuga di capitali all’estero. “E’ anche un gesto simbolico per dimostrare a Gottardo che nell’Europa del ventunesimo secolo è legale portare in Europa i propri risparmi alla luce del sole.” Read more

Read more

TG A3 su Veneto Stato… Indi-pen-dente!

incorporato da Embedded Video
Download Video Read more

Read more

Arzignano, 10 settembre 2011: si avvicina il Veneto Stato indipendente

Si apre la nuova fase politica nella #VenetianRevolution

Oggi 10 settembre ad Arzignano c’è un appuntamento al quale non si può mancare. Per le strade della cittadina veneta oggi infatti sfileranno in corteo centinaia o forse migliaia di veneti che nella mente e nel cuore hanno un solo obiettivo: la costruzione di un Veneto Stato indipendente.
Per la prima volta si è inoltre aperta una piccola breccia nel muro di gomma mediatico del silenzio che nel corso di questi anni ha cercato di soffocare la politica indipendentista. Ciò si è potuto verificare grazie alla consapevolezza del tradimento e dell’incapacità dimostrata dall’attuale classe dirigente che controlla il Veneto. Anche in queste ore il ritornello che cercano di far entrare nella testa dei veneti sempre più disillusi è quello dell’irresponsabilità e dello scaricabile sugli altri delle proprie colpe, negligenze e della propria inadeguatezza politica a gestire la grave situazione finanziaria oramai compromessa. Maggioranza e opposizione italiane, parimenti cialtrone e truffaldine sono unite dal patto d’acciaio che ha l’unico deliberato obiettivo di derubarci per continuare a fare i propri sporchi interessi.
Decenni di gestione del potere fine a sé stesso hanno creato il drammatico scenario odierno. Da oggi i veneti sapranno però che un’alternativa politica allo sfascio italico finalmente c’è ed è forte e seria. Nel corso di questi anni, anche grazie al silenzio si è infatti costituita una nuova classe dirigente preparata e determinata, che ogni giorno di più sta dando lezioni di capacità e buon senso agli improvvisati poltronari della politica italiana, gente senza arte né parte che vive alle nostre spalle con i nostri soldi e creandoci sempre più disagi. Read more

Read more

Indipendenza per salvare la nostra economia

I divoratori di PLUSvalore e la soluzione

Nel Veneto manifatturiero, attuale colonia dell’Italia, tutti coloro che sono impegnati nella produzione del valore, nella trasformazione di materie prime assemblate e lavorate in prodotto finito da vendere ed esportare coincidono con le classi sfruttate, assieme.
Gli sfruttatori stanno dall’altra parte.
Gli imprenditori non detengono più o quasi capitali, se non in quantità minimale, sono oggi tutti quei titolari di piccole e medie imprese cosiddette sottocapitalizzate.
Il capitale è detenuto da alcune grosse banche nazionali e da altri veri sfruttatori.
E’ un male della nostra regione si dice, è uno stato inevitabile del sistema, io dico, in quanto in tutti i paesi del mondo i venture capitalist affidano agli imprenditori il compito di far fruttare il capitale in una impresa, in Italia invece i detentori del capitale coincidono con alcune classi protette, la grande impresa del grande capitalismo famigliare che poi controlla anche l’informazione essendo proprietaria delle testate e di tasse ne paga poche, ma le decide per gli altri, e gli altri noti poteri forti. Una sorta di aristo-oligarchia. Read more

Read more