Sacconi porta ordini da Milano. Gobbo avvisato, Gentilini immolato

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L’esponente di Forza Italia Maurizio Sacconi fa la voce grossa per conto dei padroni milanesi Berlusconi e Bossi. I veneti come al solito devono fare la loro parte di mussi: lavora e taxi, veneto polenton! Ma questa lega trevisana ha qualche residua dose di orgoglio veneto?

 Treviso, lì 4 dicembre 2007 L’arroganza dell’ex sottosegretario Sacconi, uomo buono per tutte le stagioni è qualcosa di sconvolgente. Questo miracolo di trasformismo italico della peggiore specie, passato indenne dalla stagione craxiana come e forse anche meglio del suo degno epigono Giuliano Amato ha tuonato contro la candidatura di Gentilini e la voglia dell’amministrazione leghista di far da sè.

Noi non siamo mai stati teneri con l’amministrazione della lega a Treviso poiché riteniamo che non abbia lavorato a favore dell’autogoverno veneto. Un esempio per tutti: è vergognoso che in 15 anni i leghisti non siano riusciti a mettere uno straccio di segnaletica bilingue in veneto e italiano. In ogni caso va però riconosciuto alla lega trevisana e in particolare a Giancarlo Gentilini di aver saputo bene amministrare e di aver dato a Treviso una immagine migliore di quella che aveva prima del 1994.

Di chi invece potremmo proprio fare a meno sia a sinistra, sia a destra sono questi politiconi che rappresentano la quintessenza dei peggiori vizi del sistema politico centralista e clientelare e la summa dell’indifferenza verso la rabbia popolare che sta montando e che magari si sogna qualche palo della cuccagna dove siano appesi salami a due gambe.

E questo Sacconi più che del salame, di un Sacconi insaccato, sembra ricordare le sembianze del maiale politico, uno di quelli della fattoria degli animali di George Orwell, un maiale più uguale degli altri.

Ovviamente Maurizio Sacconi ha votato a favore dell’indulto, proprio come il suo amicone Giuliano Amato, degno compagno della fattoria socialista più “democratica” d’Europa.Ovviamente Maurizio Sacconi è per tale ragione politicamente responsabile dell’assassinio dei coniugi Pellicciardi da parte dei mostri di Gorgo al Monticano e in particolare di quell’indultato, uscito di galera proprio grazie al voto del senatore Maurizio Sacconi.

Bene, ora questo signore, di cui come trevisani non andiamo orgogliosi, viene a dirci che qui, a Treviso, comandano Berlusconi e Bossi.E noi a questo signore abituato da decenni a portare acqua con le orecchie a chi non fa gli interessi dei veneti e dei trevisani, rispondiamo con un sonoro vaffa: che se ne torni dai suoi padroni milanesi e romani.

E alla lega trevisana, umiliata per l’ennesima volta, chiediamo, se ha un po’ di amor proprio e orgoglio veneto, di ribellarsi ai diktat milanesi e romani degli insaccati di turno per interposta persona.E di unirsi, assieme al PNE e a tutte le liste venete, alla lista PNV, in unico blocco veneto che finalmente porti avanti gli interessi veneti.

Tra l’altro, è bene che la lega sia cosciente che una simile coalizione vincerebbe facilmente al primo turno, senza bisogno di ballottaggi.


Per informazioni
Portavoce: Gianluca BusatoWeb: www.pnveneto.org – E-mail: info@pnveneto.org
 
Nota informativa:

Chi è Maurizio Sacconi? Da wikipedia:

Maurizio Sacconi (Conegliano, 13 luglio 1950) è una politico italiano.

Negli anni Settanta e Ottanta era militante del PSI, con il quale è stato anche deputato.

Dopo il disfacimento del Garofano, aderisce a Forza Italia.Nella XIV legislatura sotto entrambi i governi Berlusconi è stato sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A lui è indirizzata una delle lettere che Marco Biagi scrisse lamentandosi di non avere una scorta adeguata[1].È stato eletto per Forza Italia al Senato per la XV legislatura, durante la quale fa parte della commissione Lavoro e Previdenza Sociale.

Dal 6 marzo 2007 è componente del Comitato Direttivo di Forza Italia.

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