La Lingua originale di un Popolo e’ una componente indispensabile della sua Cultura e del suo progresso socio-politico, non a caso le lingue, in genere sopravvivono ai mutamenti storici ed economici ed interagiscono con gli avvenimenti modificandosi continuamente.
E’ il caso dell’italiano che, sorto dal “dialetto” tosco-fiorentino e’ cambiato molto nel tempo (basta comparare gli scritti di Niccolo’ Macchiavelli (del 1500) con quelli di Gaspare Gozzi (1700) e di Indro Montanelli (1900), cosi’ come il veneto, per di piu’ sotto l’influenza oppressiva del nuovo linguaggio imposto, vedi gli scritti del Ruzante (1500) rispetto al Goldoni (1700) od al Marin (1900). (continua…)
A TUTTI I SOCI E AI SIMPATIZZANTI DEL PARTITO NASIONAL VENETO
Come noto, è fondamentale iniziare da subito la stagione politica dopo la pausa estiva, in previsione delle prossime elezioni regionali del 2010.
La prima cosa da fare è la preparazione di un congresso dei soci che detti la linea politica e scelga le persone incaricate di portare avanti tale linea. La prima data utile per organizzare il congresso è il prossimo 4 ottobre 2009 (di mattina, fino ad ora di pranzo). La sede del congresso sarà prevedibilmente in una zona centrale del Veneto, in modo da permettere a tutti di poter arrivare senza fare troppa strada.
Vi prego fin d’ora quindi di tenervi liberi per tale occasione e di fare il possibile per esserci. (continua…)
“ło so che xé bruto e fadiga
ghe xé anca ła crisi
ma forse i ne juta
intanto spendi, Joani”
El xe el tormenton del’istà veneta, un autentico capołavoro de na nova band castełana: Los Massadores. Ła canson se ciama «Joani» ła conta de un dixastro natural, ła tronba d’aria de Vałà del 6 de giunio e ła xe stada prodota pa far beneficensa pa i pori Veneti dixmentegai che gà perso tuto col dixastro: ciamando el 393.7647717 o scrivendo a vforvalla@yahoo.it se pol prenotar na copia del cd, co un contributo de sołi 5 euro.
Eco i conponenti deła band “Los Massadores”: Mauro Berti (batarìa), Luca Giacomazzi (fixarmonica), Andrea Piccolo (chitara), Francesco Tieppo (baso), Dario Antonini (trapełi), Andrea Bosa e Matteo Guidolin (voxi).
La senatrice pugliese ora rischia fino a tre anni di prigione
In merito alle gravi affermazioni rese dalla senatrice Poli Bortone, si rende noto che il Partito Nazionale Veneto ha deciso di presentare un esposto-denuncia verso la stessa per aver sollecitato forme di boicottaggio verso i prodotti Veneti, dimostrando una forma di razzismo verso tutto il Veneto, in chiara violazione con quanto previsto all’art. 507 del codice penale in tema di boicottaggio, vieppiù aggravato dall’essere la stessa Poli Bortone presidente di un movimento politico.
Risulta pretestuosa la motivazione adotta dalla politica pugliese e si aggiunge a una forma di mancanza di rispetto verso tutto il Popolo Veneto, già duramente discriminato dalle recenti dichiarazioni del vicepresidente della Regione Calabria che ha dichiarato non graditi in Calabria i turisti vicentini.
Il PNV diffida ogni politico di ITA a mettere in atto azioni, o a fornire dichiarazioni che siano lesive dei diritti fondamentali dell’uomo, anche quando quest’uomo sia Veneto.
Se questi politici abituati al parassitismo italico hanno dichiarazioni da fare contro esponenti politici veneti, vedano di rivolgersi a loro direttamente, senza tirare in ballo i cittadini Veneti, già costretti contro la loro volontà a mantenere uno stato colabrodo e “inventato” con il terzo debito pubblico al mondo.
« Il Veneto è la mia Patria. Sebbene esista una Repubblica Italiana, questa espressione astratta non è la mia Patria. Noi veneti abbiamo girato il mondo, ma la nostra Patria, quella per cui, se ci fosse da combattere, combatteremmo, è soltanto il Veneto. Quando vedo scritto all’imbocco dei ponti sul Piave fiume sacro alla Patria, mi commuovo, ma non perché penso all’Italia, bensì perché penso al Veneto. » Goffredo Parise (Vicenza, 8 dicembre 1929 – Treviso, 31 agosto 1986) scrittore e giornalista veneto.
Agosto è un mese poco indicato per fare politica. Dominano infatti gli spazi vuoti, le tintarelle e le notizie da ombrellone, le meno affidabili e serie per antonomasia, al limite delle barzellette onte.
Resta un fatto però. Che un cambio di lessico politico è in corso di sperimentazione: il motivo è un riposizionamento dei partiti italiani nello scacchiere della politica di ITA, regno della casta sprecona e mangiona, con i soldi rubati ai Veneti.
Il riposizionamento prevede un polo sud e un polo nord, che fanno da contrappeso a una destra e a una sinistra sempre meno in grado di tenere il coperchio alla pentola a pressione della politica di ITA, l’ultimo regime di stampo sovietico sopravvissuto nel mondo occidentale.
Che qui si sia sperimentato il socialismo reale clientelare e multipartitico è evidente a chi ha un po’ di sale in zucca e no se fa incoconar come łe oche da giornali e tv di regime. (continua…)
L’informazione che conta lavora contro il nostro interesse, facciamo uno sforzo per costruirne una che non risponda ai burattinai italiani
Nel mondo odierno ciò che conta è l’informazione. Ogni notizia, bella, o brutta che sia, ha un impatto per come viene presentata e per il pubblico cui è rivolta. In un mondo sempre più denso di segnali, contano i titoli dei giornali, le foto, le notizie dei tg, oppure i silenzi.
Tutte le attività umane si basano sul possesso, o sulla distribuzione di notizie, vere, verosimili, false, adattate, filtrate, taciute. Esse muovono l’economia, la politica, le coscienze di ognuno di noi, il vero grande motore dell’evoluzione umana.
Non è una novità, è da sempre così nella storia. Gengis Khan controllò così il più grande impero della storia dell’umanità [...] (continua…)
Peggiore caduta europea del pil anche nel secondo trimestre 2009, 5° trimestre negativo consecutivo per ITA
Sono state oggi rese note le stime fatte dall’OCSE, organizzazione internazionale che monitora l’andamento delle principali economie del pianeta. Anche per il secondo trimestre 2009 continua la caduta libera dell’economia italiana, nonostante i canti di vittoria agostani fatti dal governo di ITA. Un – 6 % netto rispetto ad un anno fa ci posiziona infatti all’ultimo posto tra le tendenze in atto in Europa, nel mondo fa peggio di ITA solo il Giappone con un –6,5%.
In sintesi, il reddito globale di ITA continua a crollare, anche se risulta difficile capire come sia possibile, visto che anche un anno fa la tendenza era oltremodo insoddisfacente. Questo è infatti il 5° trimestre consecutivo che registra una tendenza fallimentare dell’economia trikolore. Della serie “piove sempre sul bagnato”, ciò implica un arretramento generale della competitività dello stato che ingloba ahinoi anche il Veneto.
È un intero sistema istituzionale che infatti non regge più il passo con mercati sempre più turbolenti e con esigenze di flessibilità nell’adottare riforme e prendere decisioni che solo sistemi meno elefentiaci di ITA possono permettersi.
La lingua veneta ha una vita sociale che poche altre lingue di Nazioni senza stato hanno nel mondo. Da una recente indagine Istat del 2007 emerge infatti che essa è parlato da 3 veneti su 4. Ciò che manca alla nostra lingua è però una vita pubblica, economica e istituzionale. Un passo avanti è stato fatto con una recente legge regionale di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio linguistico e culturale, ma molto c’è ancora da fare perché tale legge non resti sulla carta. Noi riteniamo che ogni sforzo debba essere compiuto e apprezzato in tal senso, da qualsiasi parte politica provenga, ma riteniamo che solo l’indipendenza potrà darci tutti gli strumenti di cui necessita la nostra lingua veneta per la propria salvaguardia. Cosa meglio infine di una poesia per spiegare l’esigenza di tutela della nostra łengoa veneta? E cosa meglio di una poesia scritta da un autore siciliano?
IGNAZIO BUTTITTA -SICILIANO di Bagheria-Palermo LINGUA E DIALETTO scritta in siculo Lingua e dialetto
(parziale versione veneta, tradotta da una patriota veneta) …………………………… On popolo mètelo in cadene càveghe i vestiti sàreghe la boca L’è ancora libaro.
Càveghe el laoro el pasaporto la tola ndò che el magna el leto ndò che el dorme L’è ancora sioro.
On popolo el deventa poareto e s-ciavo quando che i ghe roba la lengoa che so pare e so mare i ghe ga dà: lora lè perso par senpre.
In ste oltime do setimane gò leto na fraca de articoi a favor e contro l’insegnarghe la lengoa veneta nele scole.
Me par che sto argomento sipia stà na scianta doprà dala Lega pai so comodi politeghi de far reclan ,ma almanco lori gà afrontà el problem, invese tuti staltri partiti ciapando paura , con la scusa de presunte discriminasion e chel vegnia fato so on “caval de Troia” , li gà meso de scondon e a taxèr tute le ciacole sora el doparar le lengoe rejionai.
In tuti do i casi se sta montà diti e fato on mucio de stranboti sora coela che la xè parte dela nostra cultura .
Tuta sta barufa no la fa ben pa la conservasion dela lengoa, tuti i partiti cognaria ocuparse dela quistion. (continua…)
Hanno fatto scalpore le proposte di sottoporre gli insegnanti ad un esame di Lingua e Cultura venete, critiche e lodi si sono sprecate, polemiche politiche a non finire ma spiegazioni chiare e documentate poche e ancor meno “visibili”.
Lasciamo da parte la politica per un momento e vediamo di fare il quadro della situazione basandoci su fatti certi e documentati. (continua…)