Archive for month: Giugno, 2010

Xélo ki el spiòn? – Chi è la spia?

Mi è capitato sotto agli occhi, come penso sia stato per molti di quelli che mi leggono in questo momento, un articolo che parla di un affare di firme false che riguarderebbe il PNV e il suo attuale Presidente, Lodovico Pizzati.

Lascio ai giornali e alle cronache di raccontare i fatti e riporto qui sotto le mie impressioni e le mie idee.

Ad essere onesto, la mia prima impressione è stata di sorpresa e incredulità : “No! Non è possibile!”.

Poi, riflettendo mi sono detto : “E anche se fosse? Nello Stato italiota, dove delinquenti e mafiosi di ogni ordine e grado (di destra, di sinistra, di centro e di Lega) vengono nominati a ricoprire le cariche più importanti, se fosse vero che il PNV ha truccato qualche firma, avrebbe solo fatto bene. Read more

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VENETOPOLI: ERA MEGLIO SCAJOLA. E ANCHE BIASIN.

Per ottenere l’indipendenza va estirpato il cancro del malaffare tricolore in salsa veneta

Orrore . Indignazione. Schifo. Ribrezzo. Ma, cosa più grave, rassegnazione. Ecco i sentimenti che si provano nel leggere le notizie politiche italiane. Anche quando riguardano, purtroppo, noi veneti.

Oggi hanno nominato Brancher ministro per il federalismo. Un simpatico tangentaro, condannato dai tribunali per cose molto brutte. Lucrava addirittura sulle campagne anti-AIDS: insomma la gente moriva e lui ci faceva affari sporchi. Un altro veneto di cui non andar fieri e che non è mai andato per il sottile, oggi è salito agli onori delle cronache giudiziarie. Un certo Stefano Stefani, tanto potente in lega quanto ignorante: ve lo ricordate l’incidente diplomatico che causò quand’era sottosegretario al turismo, definendo i tedeschi crucchi ubriaconi che fanno a gara di rutti dopo essersi ubriacati di birra? Un personaggio che se lo conosci lo eviti. Come la peste. Quello della CrediEuronord, per capirci e degli affaroni legati ai villaggi turistici della Croazia. Uno dei pochi assieme a Bossi a controllare la cassaforte padana.

Gente tosta, questi Brancher e Stefani. Gente la cui parola può farti molto male nella vita.

Vedo queste cronache e mi chiedo se è questo il Veneto che sogno. E capisco perché è forte la cricca leghista a favore dell’unità d’Italia. Quelli che, per usare le parole del sindaco leghista di Verona Tosi, sono “fieri di essere italiani”.

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Bea fioi

Ieri sera a son ndà a vedàr Heman Medrano che’l se ga exibio a le Golosangeles, cioè el me quartier de Verona, intel contesto de Golosine 37136, cioè la festa de le Golosine. No l’è mia roba de tuti i giorni ndar a vedàr un concerto de un mostro sacro (no dai, no l’è mia cusita bruto come che’l dixe lu) del rap e dato che mi a son cresùo co l’Hip Hop no me so fato mia mancar l’ocaxìon. Ghe son ndà anca parché, nonostante el me xovane aspeto da fresco buteleto, a son del ’79 e par mi Medrano l’è ancora Uno del duo Uno & Dj Shocca; boia can che vecioto che son.

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Hafnia felix (Revalia quoque)

di Paolo L. Bernardini

Sono appena ritornato in Tribolandia (ITA, ma ITA è già troppo nobile e troppo poco connotativo, per cui Tribolandia credo sia il nome più consono), da una crociera nel Mare del Nord e nel Mar Baltico. Con l’eccezione della Russia putiniana, e di una fosca San Pietroburgo, città dal destino amaro (centinaia di migliaia di schiavi morirono per costruirla tra fine Seicento e inizio Settecento, quattro milioni di semischiavi vi vegetano oggi, diecine migliaia di disgraziati vi perirono nel lungo inutile assedio tedesco della II guerra mondiale), ho visitato paesi ove la qualità della vita, il sistema statale, e tutto il resto, sono infinitamente superiori a quelli di Tribolandia. Che cosa li accomuna? Il fatto di essere piccoli Stati. Svezia, Finlandia, Danimarca ed Estonia sono stati piccoli: la Svezia, il maggiore, supera di poco gli abitanti della Svizzera (circa 10 milioni), mentre l’Estonia ha circa il doppio degli abitanti del Montenegro (1,3 milioni). Intorno ai cinque milioni di abitanti sono Danimarca e Finlandia, ovvero, per tanti aspetti, potrebbero essere le realtà maggiormente assimilabili alla Venetia libera (soprattutto, per quel che riguarda l’aspetto territoriale, piuttosto la piccola Danimarca che non l’estesa Finlandia). Ora, vorrei dedicare qualche breve riflessione a due di essi, la Danimarca – Hafnia è il nome latino di Copenhagen – e l’Estonia – Revalia è il nome latino di Tallinn – perché si tratta di stati in realtà molto molto differenti per quel che riguarda la struttura e la funzione dello “stato” stesso, e la sua presenza nella vita del cittadino.

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Solo l’indipendenza per restare in serie A

Mentre si celebra il rito dei campionati mondiali di calcio, che per la prima volta si giocano nel continente africano, in Europa si discute dei futuri equilibri economici e politici.
Nel bel mezzo di crisi di assestamento finanziario, emerge infatti con grande evidenza l’insostenibilità dei conti pubblici di molti stati, che fino ad oggi hanno potuto godere di un periodo di vacche grasse. Queste vacche grasse in realtà erano le aree produttive di questi stati, che hanno avuto buon gioco a mungerle con una dissennata politica socialdemocratica basata sulla costruzione del consenso politico attraverso misere politiche di assistenzialismo e corporativismo.
La prima della classe in questa vergognosa pratica è stata ovviamente l’Italia, che oggi rappresenta per molti aspetti la massima contraddizione dello squilibrio politico europeo.

Lo scenario che si apre è incredibile: infatti, il Veneto, che pure rappresenta uno dei polmoni economici fondamentali in Europa, è destinato ad essere retrocesso in serie B, ovvero nell’area che forse avrà una moneta nuova, un “Euro 2” svalutato rispetto all’Euro. Le azioni del cancelliere tedesco Angela Merkel e dei leader dei paesi europei più virtuosi sembrano infatti andare in questo senso.

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Belgio: el scominsio dela fine. Ndemo verso l’indipendensa dele Fiandre?

Tolto da Venet.net

Le elesion belghe de domenega le ga porta’ na vitoria inaspeta’ par on separatista fiamingo.Le elesion belghe de domenega le ga porta’ na vitoria inaspeta’ par on separatista fiamingo.El rixulta’ el lasa l’existensa del Belgio come nasion – e el so gran debito piovego – in sospexo.

Bart De Wever, on on centrista belga de lengoa fiaminga che’l spera che el so paexe el “evapore gradualmente,” el ga vinto na vitoria neta ieri. I analisti i dixe che l’Europa la podaria oservar on treno in colixion al ralentator par la fragile unita’ politega belga – e na lesion pi granda su l’avento de l’estremo o del marginale nte la politega europea.Le elesioni sorprexa de domenega le evidensia le difarense smarse de lengoa e identita’ in Belgio. El nord el xe caxa de benestanti conservatori de parlata olandexe (fiaminga), na region ciama’ Le Fiandre. El sud a xe para’ vanti da parlanti francexi socialisti e economicamente manco robusti, na region ciama’ Valonia.

Cosa xe che sucede deso? Read more

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PARAGUAY PARAGUAY PARAGUAY!

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La svolta indipendentista delle Fiandre darà la sveglia anche al Veneto

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsLa Nuova Alleanza…

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Ladri maledetti mantenuti dai veneti

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsMa insomma, con…

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Ganbare Nihon. Hopp Schwiiz

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics Oggi inizia il…

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