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Veneto Stato riprende a volare con Alessia Bellon presidente e Lodovico Pizzati segretario

Oggi all’hotel Amadeus di Venezia si è tenuto il Maggior Consiglio (l’assemblea dei soci) di Veneto Stato.

Durante tutta la giornata si è respirata un’aria fresca e una voglia di fare grandi cose per l’indipendenza del Veneto. Sono stati molti i momenti significativi avvenuti durante il congresso che costituisce l’organo sovrano del partito indipendentista che si sta conquistando una visibilità sempre maggiore e uno spazio politico crescente nel panorama Veneto.

Sicuramente ha molto contribuito lo spessore della conduzione dell’assemblea da parte del professor Paolo Luca Bernardini, storico e studioso di fama internazionale.

È stata quindi molto toccante ed emozionante sia la lettera inviata dai Serenissimi Flavio e Cristian Contin, improntata all’unità e al dialogo tra tutte le componenti dell’indipendentismo e i saluti portati direttamente al Congresso dal “comandante” dei Serenissimi Fausto Faccia e del Presidente del Partito Autonomista Trentino Tirolese Walter Kaswalder.

Un momento di grande passione si è registrato con l’intervento applauditissimo dell’avv. Alessio Morosin.

Il Maggior Consiglio di Veneto Stato, quindi, dopo aver deliberato l’azzeramento di tutte le cariche e di tutti gli organi del partito previsti dallo statuto, compresi i precedenti segretario Guadagnini e presidente Chiavegato eletti all’hotel Viest e oggi destituiti, ha proceduto quindi all’elezione delle nuove cariche.

L’Assemblea, dopo le relazioni dei candidati ha pertanto eletto il nuovo organigramma di Veneto Stato:

  • Presidente nazionale: Alessia Bellon
  • Segretario nazionale: Lodovico Pizzati
  • Tesoriere: Cristiano Zanin
  • Minor Consiglio (ovvero il consiglio direttivo nazionale): Teresa Davanzo, Gianfranco Favaro, Diego Turco, Nicola Vianello, Paolo Tome’, Stefano Venturato, Riccardo Zanconato, Giampaolo Borsetto.
  • Consiglio dei Diexe (collegio nazionale dei probiviri): Michele Sarti, Manuel Carraro, Franco Tonello, Moreno Breda, Stefano Zanellato, Giorgio Rosso, Stefano Vianello, Gedeone Nenzi, Gianluca Panto.

Il Maggior Consiglio ha quindi approvato due mozioni presentate da Gianluca Busato che hanno permesso di deliberare l’adozione immediatamente esecutiva di un nuovo regolamento territoriale e del nuovo regolamento sulle modalità di svolgimento del Maggior Consiglio.

L’assemblea ha registrato un grande spirito unitario e di forte determinazione e volontà di riprendere con grande forza il percorso politico, pacifico, legale e democratico per l’indipendenza del Veneto.

In assoluto, la grande novità politica emersa dal congresso veneziano di oggi è stata l’elezione di Alessia Bellon come nuovo presidente, una donna giovane e preparata, la cui nomina costituisce un fatto politico che segna un cambiamento epocale per la politica veneta indipendentista.

Dopo lo sfascio dei partiti italo-padani e di tutto lo stato italiano oramai fallito e predone, la squadra preparata e determinate di Veneto Stato, con il nuovo presidente Bellon, il segretario Pizzati e tutto il nuovo team eletto si pongono quindi all’attenzione del panorama politico veneto come la grande novità in grado di interpretare l’unica reale e promettente alternativa, tracciando la via per un percorso naturale verso la completa indipendenza politica del Veneto.

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Noi e lui

Gli uomini e questo (o lo) Stato

L’osceno, tetro, tristissimo spettacolo che stiamo osservando in questi giorni, nell’attesa che i suoi protagonisti scendano dal palcoscenico di questa tragedia elisabettiana con le loro spade e le loro lance per ucciderci dopo che sulla scena lo hanno solo annunciato e mimato, dimostra una serie di cose. Intanto, tutti coloro che credevano che i mali di ITA fossero da imputarsi a Berlusconi, che scomparso il “tiranno”, decaduto il “satrapo”, tutto sarebbe cambiato, si sbagliavano di grosso. Il presente governo offre uno spettacolo ben più rivoltante, sono gli officianti del fallimento finale che, tra vergognose lacrime fittizie e supremo pontificare professorale, sono stati chiamati dal sistema a togliere le residue tracce di vita, le ultime gocce di sangue, dai popoli stremati e depressi di ITA tutta, i Veneti, i Lombardi, i Piemontesi, i Liguri, e tutti gli altri schiavi. Quando si sta per morire frizzi e lazzi vanno anche bene, interrompono l’agonia con il sorriso, ma nel momento estremo l’estrema unzione ce la somministra di solito un volto tetro, tetro vieppiù, in questo caso, poiché non ci somministra un viatico per il paradiso, ma ci unge con l’olio maledetto dello stato ITA e di UE che ci apre solo le porte dell’inferno. Read more

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Maggior Consiglio: un passaggio fondamentale di crescita, libertà e democrazia per Veneto Stato

Domenica prossima 11 dicembre all’hotel Amadeus di Venezia si terrà il Maggior Consiglio di Veneto Stato. Esso viene celebrato in un periodo particolare di crescita del partito indipendentista che in un solo anno di vita ha decisamente cambiato lo scenario politico veneto.
Dopo il discusso congresso dell’hotel Viest del 23 ottobre e la incredibile serie di epurazioni, che ha coinvolto addirittura Lodovico Pizzati (mai sfiduciato come segretario), la base del partito ha deciso di tagliare la testa al toro convocando per domenica 11 dicembre a Venezia, dalle ore 9.30 presso l’hotel Amadeus, un nuovo Maggior Consiglio. Tale organo è l’assemblea sovrana dei soci, cui lo statuto riserva i pieni poteri sul partito. Read more

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Tutte le informazioni sul Maggior Consiglio di Veneto Stato

Il prossimo 11 dicembre a Venezia si tiene il Maggior Consiglio di Veneto Stato, l’organo sovrano del partito indipendentista veneto, convocato a partire dalle ore 9.30 presso l’hotel Amadeus in Cannaregio 227 a Venezia.

Mentre fervono i preparativi e stanno per scadere i termini di presentazione di candidature e mozioni, ai seguenti link si possono consultare:

Di seguito riportiamo invece la mappa per raggiungere l’hotel Amadeus, che si trova a soli 200 metri dalla stazione dei treni.
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PER DISTRUGGERE E COSTRUIRE VENETO STATO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Sono un simpatizzante di Veneto Stato e mi permetto alcune considerazioni. La prima, per ordine e importanza, è che Veneto Stato non ci porterà all’indipendenza del Veneto. Chi lo pensa, somiglia al fanatico che la domenica esce da messa e fonda una Onlus, convinto di salvare il mondo. Non basteranno banchetti, manifestazioni e comparsate in tv, tantomeno eletti al consiglio regionale, se mai arriveranno: il Veneto sarà indipendente, se lo sarà per via democratica, perché lo vorranno i veneti, non gli indipendentisti.

Ben venga Veneto Stato, tuttavia, purché sia chiaro che esso è uno strumento, non un fine, peraltro non indispensabile, ma potenzialmente utile, anzi utilissimo. Purché funzioni come un pungolo, stimolando l’opinione pubblica. Purché sia aperto e inclusivo, non discriminatorio, nemmeno nei confronti di chi, in Veneto, si riconosce nel tricolore o nel sole delle Alpi. Purché non diventi l’ambito di confronto fra individui con problemi personali, che nello stesso ambito, vissuto ora come il club dell’uncinetto, ora come il circolo degli sfigati, cerchino il riscatto della loro autostima.

(Tradotto: il sito di un partito serve per le comunicazioni ufficiali e la propaganda, non accoglie lamentazioni ed eresie dei soci.) Read more

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Switzerland for dummies

Tratto da libertariaNation

Dato che mi sono trasferito in Svizzera, voglio essere sicuro che i lettori di libertariaNation abbiano la conoscenza minima della Confederazione Elvetica. Non è mai troppo tardi :)

La Svizzera conta 7.8 milioni di abitanti, il 22% dei quali è straniero. Le aree linguistiche e culturali sono quattro: tedescofona (73%), francofona (21,5%), italofona (5%) e romancia (0,5%). In realtà nelle aree tedescofone e italofone si parlano lingue regionali (qui e qui). Fino al 1515 gli svizzeri han fatto i fighi espandendosi, poi i francesi e i veneti gliele han date e si sono calmati andando in modalità neutralità.

Il 23 ottobre scorso in Svizzera si è votato per il rinnovo delle due camere del parlamento federale e l’affluenza è stata attorno al 49%. Quindi nemmeno metà degli aventi diritto al voto ha votato. La spiegazione più semplice per questa bassa affluenza è che in Svizzera l’elezione del parlamento federale non è questione di vita o di morte, ossia il potere dei deputati federali è relativamente basso, ossia il cittadino svizzero è, fortunatamente per lui, abbastanza distratto riguardo a quello che fanno a Berna. La Svizzera è una confederazione di ventisei stati (i cantoni) che, anche se dal 1848 si tende alla centralizzazione, decidono da loro sulla maggior parte degli aspetti. Il cittadino svizzero è prima di tutto cittadino del proprio comune (la cittadinanza svizzera si basa sulla cittadinanza di un comune), poi del proprio cantone e infine dello stato confederato. Questi tre livelli federali sono ben presenti nella mente di ogni svizzero. Due colleghi dello stesso ufficio che hanno lo stesso reddito e la stessa situazione familiare (per esempio sono entrambi single) ma risiedono in due comuni diversi dello stesso cantone possono non avere lo stesso livello di tassazione: dipende dalle tasse del comune. Read more

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TIRARE A CAMPARE

Lo devo dire. Mario Monti non sarà il salvatore della patria ma solo un timido e canuto traghettatore che come Caronte porterà i cittadini imbarcati su questa chiatta maleodorante che si chiama stato Italia da una sponda all’altra, dal preambolo dell’inferno, alla pena conclamata.
Ci porterà dalla sciagura di un autunno predefault, alla primavera elettorale, attraversando il fiume Acheronte, questa volta placido e gelido, soporifero nei consumi e agghiacciante nelle prospettive.
Lo sa bene lui che l’Italia è un paese irriformabile. Ci si sarebbe aspettati, ci sarebbe voluta, una riforma scioccante, una deflagrazione da 100-150 per non dire 200 miliardi di euro di riforma da basare su specialmente su una rivoluzione del sistema da far passare in special modo attraverso le forche caudine della riduzione della spesa pubblica per liberare risorse per gli investimenti in innovazione .
Invece è arrivata un compitino, un pensierino , l’unico che poteva fare, 24 miliardi di euro che servono a malapena a pagare l’aumento di esborso legato all’esplodere degli interessi sul debito pubblico. Read more

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SCIOPERO FISCALE IN VENETO: Pizzati fa portare i soldi dei veneti in Slovenia

Dopo le anticipazioni di oggi sulla manovra decisa dal governo Monti, parte lo sciopero fiscale in Veneto. Questa volta non si tratta delle solite sparate leghiste o di caroselli padani, ma di soldi veri.

L’iniziativa parte dall’economista vicentino Lodovico Pizzati, che spiegherà i dettagli in occasione del prossimo congresso di Veneto Stato che si terrà a Venezia il prossimo 11 dicembre.

Pizzati aveva già organizzato in settembre e ottobre due trasferte in Slovenia e Austria, portando una sessantina di imprenditori ad informarsi sulle modalità per aprire conti correnti all’estero. Già più di una decina di loro aveva avuto modo di aprire un conto, preferendo in particolare la Slovenia per le condizioni bancarie e fiscali particolarmente interessanti.

Ora l’iniziativa riprende in grande stile, con una gita fiscale pre-natalizia, sempre in Slovenia, a Capodistria.

Per saperne di più e per prenotare un posto nella “corriera di liberazione fiscale” in partenza il prossimo giovedì 15 dicembre si può compilare il modulo da questa pagina web.

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Le burle padane non fermeranno l’indipendenza del Veneto

Alla sagra della stupidità in prima fila i servi sciocchi Zaia e Bitonci

Oggi a Vicenza si è tenuta l’ennesima pagliacciata leghista, con rievocazione post-mortem del povero Gianfranco Miglio, che, nel ’94, subito dopo averlo sacrificato allo steward costituzionalista Francesco Speroni, ricordiamolo, fu definito proprio da Bossi nientemeno che “una scoreggia nello spazio” (sic!).

Tutto fa brodo pur di restare a galla però per l’unico diplomato per corrispondenza alla scuola radio-elettra al mondo che sia anche riuscito ad organizzare due false feste di laurea (mai conseguita, ovviamente).

Un pagliaccio politico che si diverte e si ingrassa alle nostre spalle e che probabilmente riderà della nostra dannata buonafede tradita anche da dopo morto e che per 20 e più anni è riuscito nell’intento di bloccare il cambiamento.

Oggi il Bossi-rieccolo ha ridipinto una improbabile mappa, che però è rivelatrice della sua mente bacata e di quella dei suoi suggeritori. Questa mappa sembra infatti solamente una ridefinizione mal digerita del sogno terribile di Mazzini che prevedeva solo sei grandi stati a formare l’Europa. La scuola è la stessa. Nazionalismo ebbro mal digerito. L’unica differenza è una traslazione verso nord, quasi un off set di stampa, che ha stregato i sempre meno numerosi militanti padani che si bevono stupidaggini antistoriche.

Tra i servi sciocchi ben intruppati presenti alla sagra dello stupidario padano non poteva mancare l’ex pr di discoteche della pedemontana trevigiana, al secolo Luca Zaia, il golden boy della diplomazia verde, il governatore del Veneto più amato dagli italiani, che in 18 mesi dall’insediamento a Palazzo Balbi non ha saputo fare nulla dicasi nulla per l’indipendenza e il benessere del Veneto.
Anzi, qualcosa ha saputo fare, in negativo: consigliare ai cittadini veneti di acquistare i titoli tossici di stato italiani, tanto per farci rischiare di bruciare un altro po’ di risparmi.

Oppure il sindaco tuttundunpezzo Bitonci, che pure siede in commissione bilancio al Parlamento e che in tanti anni di inutile quanto ben pagata attività parlamentare ha contribuito – vuoi per incapacità vuoi per interesse – allo scatafascio finanziario di uno stato marcio.

Questa classe politica incapace, corrotta e costantemente pronta ad abbuffarsi alla mangiatoia romana va spazzata via, democraticamente, ma al più presto.

Basta inganni, basta pagliacci!

Forza cittadini veneti, organizziamoci quanto prima per supportare l’unico progetto politico che oggi ci parla del nostro futuro di dignità.

Diamo forza al percorso politico democratico, pacifico e legale per l’indipendenza del Veneto. Iscriviamoci in massa a Veneto Stato. Ci vogliono solo trenta secondi, da questa pagina.

Gianluca Busato
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Il mondo non vede l’ora che il Veneto diventi indipendente


Il quadro internazionale favorirà l’indipendenza della Venetia? Read more

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