Articoli marcati con tag ‘Indipendenza del Veneto’

Basta ladri, indipendenza per uscire dall’inferno fiscale di ITA

lunedì, 24 agosto 2009
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L’oscurantismo culturale della Lega crea danni all’immagine del Veneto e ci distrae dal furto con scasso dei nostri soldi da parte di ITA

inferno

L’attuale situazione socio-economica veneta non lascia spazio a molte interpretazioni. Siamo in balìa di uno stato canaglia (che chiamiamo ITA) che non può e non vuole fare le riforme necessarie per poter competere nel mondo odierno. Il risultato è che il Veneto si trova accerchiato da nuovi stati indipendenti molto più flessibili nel prendere decisioni ed efficienti nel saper interpretare le occasioni che la nuova economia globale mette a disposizione, oltre ai rischi e alle minacce per chi invece sta fermo, oppure si ostina a specchiarsi in un passato che non tornerà più.
Ecco che allora assistiamo ogni giorno alle pantomime di una classe dirigente veneta fallita e fallimentare che, pur di continuare a ritagliarsi fette di potere mietendo come vittime la verità, la giustizia, il buon senso e l’interesse generale veneto, decide di portarci nel regno dell’oscurantismo culturale pur di mantenere i propri privilegi di casta politica di ITA. (continua…)

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Il PD e l’indipendenza della Venetia

lunedì, 22 giugno 2009
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pd_01Vi è un segnale estremamente positivo nei manifesti del PD che parlano (bene) della possibilità di indipendenza per il Veneto. Se è vero che la tutela dei più deboli è parte del dna della sinistra originaria – che è poi degenerata in mostri in cui il più debole è stato violentemente sopraffatto, e in questi giorni a Washington D. C. è stato appena aperto un museo sugli errori e orrori del comunismo realizzato, uno è anche a Budapest – ebbene la riscoperta del valore ideale e pratico dei piccoli Stati può essere un modo per tornare all’istanza originaria di giustizia che animava coloro che in buona fede (spesso) furono i primi costruttori dell’ideologia socialista e comunista tra la fine del Settecento e il 1848. Anche perché la deriva statalistica della sinistra, anche italiana, è appunto una deviazione da un pensiero che all’inizio non vedeva di buon occhio lo Stato, per varie ragioni (non solo per odio verso l’aristocrazia europea e disprezzo verso l’alta borghesia che degli Stati si era impadronita in Francia dal 1830 – “D’ora in poi governeranno i banchieri” – in Inghilterra da molto prima). Paradosso estremo: poi la sinistra creerà i più grandi stati centralistici della Storia, nel Novecento (e qualche avvisaglia con la sinistra giacobina c’era pur stata).

Per questo potrebbe essere epocale la svolta del PD, se di svolta vera si tratta e non di un modo di “épater le bourgeois”, insomma di stupire. Mi si perdoni il riferimento alla celebre frase, molto ottocentesca. Peraltro, la borghesia (così ottocentesca!) sta sparendo, o forse è sparita da tempo. E c’è il rischio che si ritorni presto ad essere tutti proletari!

Se dall’Ottocento passiamo al Duemila (e nove): Che le politiche liberali (veramente) che potrebbero essere proprie di un piccolo Stato come il Veneto libero sarebbero in grado di favorire per primi i più deboli, ebbene lo mostra benissimo un piccolo libro di due grandi economisti italiani, Alesina e Giavazzi, Il liberismo è di sinistra (Il Saggiatore, 2007). A me, a noi del PNV, sta a cuore certamente il benessere dei benestanti, ma molto molto di più quello di coloro che tali non sono più, o non sono mai stati: i pensionati con una pensione minima ridicola, i disoccupati, i giovani che emigrano in massa verso paesi lontani e vicini in cui possono avere qualche prospettiva di miglioramento individuale; i malati; i lavoratori dipendenti angariati in ogni modo, perfino col sostituto d’imposta, tutti i deboli.

Alla fine, enorme sarebbe la circolazione di denaro e la produzione di ricchezza con aliquote fiscali come quelle che proponiamo per il Veneto libero: una flat tax al 20%, forse al 15%. Ora, ovviamente il beneficio andrebbe a ricadere su coloro che per forza di cose ora hanno stipendi da fame, pensioni minime di cui come uomini prima che come cittadini dobbiamo vergognarci. L’abbassamento vertiginoso del costo del lavoro produrrebbe più occupazione, e contratti più stabili. Attualmente c’è un costo del lavoro esorbitante, per un netto mensile di 2000 euro ce ne vogliono 4000.

Vuol dire che siamo di sinistra? Io sono mancino.

La sinistra e la destra sono categorie che hanno perso significato, abbondantemente. Rosso e nero sono stati i colori diversi della medesima stoffa di cui sono stati rivestiti i grandi Stati-leviatani dell’Ottocento e poi del Novecento: quella stoffa vestiva i medesimi dittatori, mentre gli individui venivano spogliati progressivamente di ogni diritto e mandati periodicamente in lager, gulag, o a morire come mosche in guerre devastanti.

pd_02Essere a favore dei deboli (non dei pigri, dei ciarlatani, degli imboscati, dei falsi invalidi e dei veri cialtroni) non è di sinistra, è la carità cristiana, è la pietas precristiana, è la simpatia dell’illuminismo, chiamatela come volete. E’ anche “l’interesse” del liberismo.

Non voglio la Venetia libera per vedere un numero più alto di macchine di lusso in giro. Sinceramente, vorrei non vedere anziane signore al supermercato che contano i centesimi e stanno attente a non farne cadere neanche uno, perché ITA dà loro una pensione vergognosamente bassa, e a quelli della mia generazione, si sa, neppure la darà.

Se questo vuol dire essere di sinistra, non lo so. Non ha importanza veramente. L’importante è che vi sia un piccolo Stato in grado di far vivere meglio coloro che il destino, la natura, tante cose, e anche ITA, hanno reso infelici, tristi, affaticati, spenti. Questo mi darebbe gioia infinita.

Paolo L. Bernardini

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Partito unico dei Veneti, o Veneti uniti per l’indipendenza?

mercoledì, 10 giugno 2009
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cuore

Partono i confronti per le elezioni regionali del 2010

All’indomani dei risultati elettorali parte alla grande il dibattito politico in Veneto. Il centro-destra italiano ha avuto un successo enorme e praticamente quasi ovunque ha ridotto al lumicino il centro-sinistra trikolore, che ha perso piazze storiche e ora difende quasi disperato le uniche roccaforti non ancora conquistate, dilaniandosi nel frattempo sull’assenza di una rappresentanza veneta in Europa della sinistra.
Lo scenario politico che emerge fa però riflettere su alcune questioni: i grandi partiti italiani presenti in Veneto si stanno appunto sempre più italianizzando. Il triste spettacolo del matrimonio del governatore del Veneto con testimonial innominabili e assai poco veneti di fatto e di spirito rende bene la condizione di ostaggi politici – o forse è meglio dire di servi sciocchi – di coloro che pure hanno fatto man bassa di voti. La stessa lega nord veneta si trova di fronte ad una condizione strana eppur diversa da prima delle elezioni: da un lato è sicuramente più forte, con un consenso crescente e talvolta inarrestabile, dall’altro ha accumulato due sconfitte particolari. Una nei confronti del Pdl che resta il primo partito in Veneto, l’altra nei confronti della lega nord stessa, poiché l’avanzamento storico oltre il Po, nelle arene rosse emiliane e del centro Italia diluisce fortemente il potere contrattuale dei Veneti al suo interno.
Paradossalmente la lega rischia di perdere la sua connotazione originale di partito territoriale per trasformarsi in partito italiano, o partito “nazionale”, per riportare le parole di Zaia.
Veniamo infine alle apparenti dolenti note sul nostro versante, quello veneto (e non “venetista” come molti lo definiscono, autoghettizzandosi in una riserva). I partiti autonomisti hanno esaurito la loro spinta propulsiva, pur coltivando alleanze mortali con i savoiardi dell’udc e con i socialisti.
Noi del PNV abbiamo sicuramente preso pochi voti in percentuale e forse a botta calda abbiamo scontato un’enorme delusione dal risultato delle urne. Poi però, a mente fredda ci siamo resi conto appunto che noi partivamo da zero, anzi da sotto zero, con pochissime risorse umane e praticamente senza alcuna risorsa economica, per cui anche un sol voto conquistato all’indipendenza è da considerarsi un successo poiché fino a qualche giorno fa nessuno nemmeno poteva votare per l’indipendenza.
E l’indipendenza, da una piccola base elettorale, non può che volare nel cielo della politica veneta, poiché l’enorme vuoto politico che esce dal voto del 6 e 7 giugno 2009 è ancora lì, tutto da riempire.
Pertanto da subito il PNV inizia la corsa per le elezioni regionali del 2010, che ci vedranno uniti in coalizione con chi condivide il progetto di indire un referendum per l’indipendenza del Veneto, creando una rappresentanza istituzionale che possa permetterne lo svolgimento e diventare interlocutrice della comunità internazionale per la conquista della nostra libertà. Ecco, noi preferiamo parlare di Veneti uniti per l’indipendenza, più che di partito unico dei Veneti, che ha anche un sapore da ventennio che mal si addice ai Veneti.
Se ovviamente nessun altra formazione politica intenderà portare avanti con altrettanta determinazione l’obiettivo dell’indipendenza, noi abbiamo già dimostrato di poter correre anche da soli. Allo scopo abbiamo già iniziato un’opera di raccolta fondi, Veneti al 1000 x 1000, per assicurarci le risorse finanziarie che nelle passate elezioni non abbiamo messo in gioco.

Inoltre noi sappiamo già che vinceremo, poiché abbiamo il tesoro più prezioso che manca a tutti i partiti e ai politici italiani: noi abbiamo un cuore enorme, il Cuore Veneto!

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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Lo tsunami politico in arrivo si chiama indipendenza del Veneto

giovedì, 5 marzo 2009
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La crisi economica in atto è tutta italiana e vede questo stato in declino strutturale ininterrottamente da 20 anni ormai. La crisi finanziaria globale in corso è solo la pioggia insistente sul bagnato di un sistema privo di vita e in preda ai colpi di coda di una classe politica irresponsabile e incapace.
Oggi Trimurti-Tremonti parla di un 2009 peggiore del 2008 (se lo dice lui, il mago dell’ottimismo…), poco tempo fa Sacconi si lasciava scappare la parola proibita “bancarotta” (che l’altro ieri è sfuggita di bocca pure ad Almunia), insomma le bugie dei politicanti italiani stanno dimostrando le loro gambe tremendamente corte e anticipano il prossimo tsunami politico.
Lo tsunami si chiama indipendenza del Veneto.
Il percorso è quello indicato dal Pnv, con un referendum perfettamente legale e indetto dalla Regione Veneto, dopo che la coalizione indipendentista che si presenterà alle elezioni regionali del 2010 sconfiggerà i partiti boccheggianti italiani e otterrà il mandato popolare per conquistare la libertà.
L’indipendenza del veneto è la nostra assicurazione sulla felicità. Proprio ieri sera a Padova, il gestore di un locale angariato dalla giunta Zanonato, oltre che dallo stato italiano con le sue propaggini tentacolari (ispettori del lavoro, guardia di finanza e simili mostruosi organismi di oppressione nati per kafkiogenesi), ci confermava che i Padovani vedono l’indipendenza come un sogno meraviglioso.
I Padovani e in generale i Veneti hanno oggi quasi paura di sognare la libertà, tanto è forte il distacco dalla realtà di quotidiano schifo che questa Italia ci propina.
Eppure la libertà è lì, a portata di mano. E’ vicinissima in termini temporali.
Pensiamo al regime sovietico alla fine degli anni ’80: chi mai avrebbe pensato che una potenza mondiale di tali proporzioni si potesse sciogliere come neve al Sole in men che non si dica?
Ecco, pensiamo allora a come vedremo e ricorderemo questi istanti di schiavitù fra pochi anni, quando saremo liberi.
L’importante ora è proseguire l’opera secondo il percorso consolidato a livello internazionale e che prevede:

  •  l’indizione di un referendum per l’indipendenza e, in parallelo,
  • la creazione di una nuova classe dirigente che divenga interlocutrice della comunità internazionale

Questo percorso deve essere pacifico e non violento, democratico e rispettoso delle norme del diritto internazionale.

Basta poco ed è per questa ragione che si stanno scatenando i nostri nemici, partiti italiani, vecchi e logori partitini autonomisti, derive antidemocratiche, paure indotte dai provocatori, mancanza di fiducia in sé stessi e scarsa autostima per la gloria veneta che ha dato dimostrazione della propria grandezza in oltre tremila anni di storia.

indipendenza-xe_04Ecco, riappropriamoci del tiglio, l’albero sacro ai Veneti, l’albero simbolo del civismo che ci ha sempre caratterizzato, facendoci campioni di solidarietà e cultura. Riappropriamocene subito, senza indugi. Come? I gradi di libertà sono a portata di mano. Ecco qualche esempio:

  1. Fare il passaparola della libertà, firmando le nostre petizioni, facendo conoscere le nostre idee, aderendo alle nostre cause;
  2. iscriversi al Pnv, il primo partito patriotico dei Veneti (costa solo 15 euro e lo si può fare in 30 secondi on line da qui);
  3. dedicare parte del proprio tempo libero all’organizzazione di incontri e riunioni periodiche (il Pnv dà piena autonomia e libertà ai gruppi territoriali di organizzare la propria vita politica);
  4. dare la propria disponibilità a partecipare alle elezioni nelle liste del Pnv (cominciando subito dalle prossime elezioni provinciali di Padova, Venezia, Brescia e verona);
  5. aiutarci nella campagna elettorale che è già partita;
  6. suggerirci nuove idee, oppure sentirvi liberi di criticarci su tutti gli aspetti che vi vengono in mente.

La libertà la si ottiene prima con la volontà e poi diventando parte attiva del processo che ci porterà in breve tempo all’indipendenza e alla felicità.

Viva San Marco e viva la Venetia indipendente!

Gianluca Busato
segr. Pnv

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Parte la campagna indipendentista del Pnv, il volo per la libertà inizia da Verona

venerdì, 13 febbraio 2009
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Parte la campagna indipendentista del Pnv, il volo per la libertà inizia da Verona

Domenica 15 febbraio al Liston12 gli indipendentisti veneti si presentano

Domenica prossima inizia ufficialmente la campagna elettorale del Pnv per le prossime elezioni amministrative del 6-7 giugno 2009.
Il Partito Nasional Veneto appoggerà delle liste indipendentiste che correranno in diverse parti della Venetia. Il primo appuntamento è a Verona, città dell’amore e simbolo Veneto nel mondo, grazie a Shakespaeare e non solo.
Verona libera e indipendente si presenterà quindi domenica 15/02 alle ore 10 presso il Liston12 in Piazza Bra.
Interverranno tra gli altri:

  • Prof. Paolo Bernardini, presidente del Pnv, reduce dal salto per la libertà della Venetia. Docente di storia all’Università dell’Insubria e direttore della Boston University di Padova. “La Venetia indipendente vista dal mondo e il processo internazionale in corso”
  • Prof. Lodovico Pizzati, coordinatore del Pnv in provincia di Venezia. Docente di economia a Cà Foscari e consulente della Banca Mondiale. “Con l’indipendenza della Venetia la nostra economia fiorirà”
  • Gianluca Busato, segretario del Pnv. “La Nazione Veneta in cammino per la libertà - Il percorso politico per ottenere l’indipendenza e il ruolo del Pnv”
  • Giorgio Tegazzin, coordinatore del Pnv in provincia di Verona. “Presentazione gruppo di Verona, un impegno civico per la nostra Patria”
  • Luca Schenato, team di coordinamento Pnv in provincia di Verona. “I diritti dell’uomo nella Venetia indipendente”.
  • Seguirà il dibattito con il pubblico intervenuto.

La libertà dipende dall’impegno individuale di ognuno di noi.
Ricordiamoci che la libertà da uno stato in decadimento sarà la più grande conquista che ci ridarà nuova vita e nuovi impulsi e farà rifiorire la nostra Patria. Ecco perché esserci questa domenica a Verona è importante per il nostro futuro di indipendenza e felicità.

Ti aspettiamo!!

Passaparola!

Partito Nasional Veneto

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La normalità dell’indipendenza

lunedì, 9 febbraio 2009
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Il PNV vuole che il Veneto abbia ciò che ogni altro Paese si vede garantito: la libertà di decidere in quale tipo di società si vuol vivere e come si vuole raffrontarsi al mondo attorno. In altri termini, la normalità.
Come individui, noi diamo gran valore alla nostra indipendenza. Per tutti noi è assodato il fatto di fare le nostre scelte in modo naturale, di decidere come risparmiare e spendere i nostri soldi e come assumerci le nostre responsabilità nel corso della nostra vita.
Come nazione, noi accettiamo l’indipendenza di altri Paesi come una cosa normale. Non riteniamo cosa strana che i popoli di Austria e Svizzera portino avanti i loro interessi. Non ci aspetteremo che i popoli di Svezia e Danimarca chiedano ad altre nazioni di prendere decisioni per conto loro, perché loro non si sentono in grado di farlo. Perché dovrebbe essere diverso per il Popolo Veneto?
La maggior parte di noi vuole che la propria comunità goda di maggiore indipendenza. Noi vogliamo avere maggior voce in capitolo nelle decisioni sul costo dei servizi pubblici e sul modo in cui sono svolti, noi vogliamo sempre partecipare alle decisioni che coinvolgono l’ambiente che ci circonda e vogliamo contribuire di più alle comunità in cui viviamo. Il che è ancora una cosa normale, ma non potrà succedere a meno che non cominciamo a prendere il controllo del nostro paese e prendere da soli le decisioni che ci spettano.

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Delle alleanze, del Pnv, delle elezioni, della libertà

domenica, 25 gennaio 2009
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indipendenza-xe_02

Cari soci e amici del Pnv,

in questi giorni è partita una massiccia azione di screditamento del Partito Nasional Veneto e un tentativo di confonderci con i partiti autonomisti.
Emergono indiscrezioni e attacchi, da parte di chi teme fortemente che in Veneto nasca un’alternativa di voto nel nome dell’indipendenza, un clima di zizzania e di veleni infusi ad arte nel tessuto sociale della pubblica opinione veneta più sensibile ai nostri temi.
È bene pertanto che si sappia che il Pnv non intende confondere la propria azione con quella degli ondivaghi vecchi partiti autonomisti che tanto danno hanno fatto alla nostra Causa.
Non abbiamo nulla contro di loro in quanto portatori di impegno civico apprezzabile, anzi con la loro base militante condividiamo spesso speranze e visioni e possiamo ben dire anche un senso di fratellanza veneta.
Il problema sta solo ed esclusivamente nella loro classe dirigente, che ha condotto per anni azioni politiche fallimentari nel nome dell’autonomia (o meglio della richiesta di carità a Roma con il “cappello in mano”), alternando tradimenti dell’ideale con alleanze disastrose e contronatura con i partiti italiani.
Come potremo noi spiegare all’elettorato che oggi noi consegnamo a lorsignori tutte le speranze di indipendenza che emergono con sempre maggiore forza?
La realtà è che costoro hanno capito che il vento tira da questa parte e cercano di assicurare tutti del fatto che la loro conversione dell’ultima ora è genuina e che sono stati folgorati dall’ideale indipendentista sulla via di Damasco.
Non solo, pretendono anche di fare i direttori d’orchestra.
È quindi del tutto evidente che, permanendo tale classe dirigente, resta un ostacolo insormontabile alla conclusione di qualsiasi accordo di fusione elettorale, come bene ha posto in evidenza Claudio Ghiotto l’altro giorno.
Ricordiamo poi che questi partiti anche nel recente passato elettorale hanno già dimostrato di essere ben avanti sul viale del tramonto. Per fare un esempio, nelle ultime elezioni comunali di Vicenza, la coalizione dei principali partiti autonomisti non è riuscita a superare la straordinaria cifra elettorale dello 0,7%.
Come indipendentisti abbiamo la responsabilità storica di tutelare che non venga tradita questa unica speranza di libertà che ci è rimasta. Se dovessero essere necessari sei mesi, o un anno in più affinché riusciamo ad organizzarci per presentarci alle elezioni con maggiore forza, ciò costituirà una scelta naturale, piuttosto che avallare l’ennesimo inganno opportunista e il tradimento del nostro ideale.
Vi chiedo in questo particolare momento comprensione di ciò, resistendo alla campagna in corso, architettata ad arte, affinché il Pnv si adegui al “compromesso storico” con gli autonomisti veneti. Se avete dubbi di sorta, pensate che persino la lega nord sui vari forum internet fa il tifo affinché gli indipendentisti si uniscano subito sotto un unico simbolo elettorale!
Costoro in realtà temono la nostra potenza di comunicazione, il fatto che, per esempio, in un paio di mesi e con il solo passaparola, abbiamo portato 4.258 persone ad aderire alla Causa per l’indipendenza del Veneto.
Ora rafforziamo il Pnv: iscrivetevi in massa, date forza all’unico partito politico che con coerenza ha ridato voce al nostro ideale, rendendolo sempre più vicino alla sua realizzazione. Impegnatevi nei vostri comuni e nelle vostre provincie, date subito la vostra disponibilità per un impegno civico per le prossime elezioni del 6-7 giugno 2009, per il bene delle nostre comunità, per la nostra libertà nel nome dell’indipendenza.

Treviso, 25 gennaio 2009

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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Il fiato sul collo

giovedì, 15 gennaio 2009
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Nel consueto teatrino della politica, ogni tanto bisogna inserire qualche nuovo personaggio, altrimenti la commedia dell’arte dei nostri schiavisti al potere risulterebbe fin troppo falsa.
Ecco che ora si inventano i partiti dei sindaci e dei governatori in lotta contro il governo, anche quando il governo è composto dai loro stessi compagni (e mai termine fu più giusto) di partito.
Il clima in questi giorni è evidentemente peggiorato.
Ma un motivo c’è. Il motivo è che sentono il fiato sul collo.
Sentono l’alito pesante dei veneti infuriati con loro.
Già, perché sono stati proprio loro a dare garanzie sulla tenuta di uno stato colabrodo.
Sono stati loro a chiedere i voti per far “rialzare l’Italia in ginocchio”.
Sono stati loro ad alzare la bandiera del federalismo straccione che ogni giorno che passa diventa una bufala sempre più evidente.
Sono loro che regalano i nostri soldi a Roma e Catania e oggi fingono di arrabbiarsi perché qualcuno avrebbe votato questi provvedimenti nel parlamento italiota.
Ecco perché oggi costoro hanno paura e fingono di litigare tra di loro: perché hanno la coscienza sporca, anzi sporchissima e cercano di lavarsela con l’ipocrisia e le menzogne.
Aggiungiamo poi la presenza del Partito Nazionale Veneto, sempre più catalizzatore della futura coalizione veneta indipendentista e i giochi diventano chiari: lorsignori sono in un vicolo cieco e noi gli blocchiamo l’uscita.
Da qui in avanti assisteremo alle nuove farse del teatrino veneto della politica, messo in piedi per continuare a derubarci per mantenere il colabrodo italiano e i loro sporchi privilegi di buoni a nulla coperti d’oro.
Questi signori ora cominceranno a litigare con loro, usando toni forti e polemiche costruite ad arte, con l’unico scopo di concentrare l’attenzione dei media sulle loro barufe cioxote, ma con ben chiaro il proposito poi di gestire la fetta di potere che gli italiani hanno loro concesso per tenerci schiavi.
Bene, ora noi indipendentisti abbiamo una missione chiara: fornire ai veneti la possibilità di votare compatti per la nostra libertà.
Siamo sulla strada buona per toglierci finalmente la palla al piede italiana, continuamo così.

Buona indipendenza a tutti!

Gianluca Busato
segretario Pnv

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FOSSALTA DI PIAVE LIBERA, INDIPENDENTE, VENETA – Nella provincia di Venezia sempre più forte la campagna per l’indipendenza del Veneto

venerdì, 5 dicembre 2008
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Scarica il comunicato

Continua nella provincia di Venezia e dal Veneto orientale la corsa per le elezioni amministrative del 2009, nel nome dell’indipendenza: la presentazione venerdì 12 dicembre a Fossalta di Piave.
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Venezia, 5 dicembre 2008

Continua la crescita del PNV in tutto il Veneto e in provincia di Venezia, grazie alla nomina di Sabrina Tessari quale nuova coordinatrice del PNV a Fossalta di Piave.

Sabrina Tessari è stata responsabile di filiale per una multinazionale americana, coniugata con un figlio e risiede nel veneziano orientale, dove è cresciuta.

Il PNV continua quindi i preparativi per la prossima campagna elettorale, estendendosi proprio nel comune di Fossalta di Piave, dove la stessa Sabrina Tessari è nel comitato di gestione dell’asilo nido del figlio.

“Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta” sarà la grande novità della prossima stagione politica che come nel vicino comune di Meolo si presenterà nel nome dell’indipendenza del Veneto, aprendo una nuova determinante fase nella politica veneta.

La prima presentazione pubblica alla cittadinanza avverrà presso la sala civica comunale di Fossalta di Piave il prossimo venerdì 12 dicembre alle ore 21, alla quale interverranno anche, tra gli altri, il segretario del Pnv Gianluca Busato e il coordinatore provinciale di Venezia Lodovico Pizzati.

Il primo scopo di un sindaco indipendentista sarà di servire i propri cittadini per le necessità di politica locale. L’incarico del primo cittadino di Fossalta di Piave con la Causa Veneta nel cuore sarà anche di portare avanti progetti per la tutela dei nostri figli e del loro futuro.

Fossalta di Piave

Come responsabile di una agenzia di lavoro, Sabrina Tessari, sente da vicino le difficoltà economiche che la crisi italiana comporta per la nostra gente, e come madre pretende un futuro migliore per il proprio figlio.

Il PNV ha la fortuna di avere la leadership, la determinazione e l’energia di una sportiva come Sabrina Tessari, che da giovane l’ha portata a competere a livello (multi)nazionale in pattinaggio artistico.

Il simbolo che sarà utilizzato dalla lista “Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta” riporta al centro la foglia di tiglio, l’albero sacro ai Veneti fin dall’antichità, da più di tremila anni a questa parte.

Sta per soffiare un vento nuovo, che si chiama orgoglio veneto. L’orgoglio di essere parte del Popolo Veneto è in grande crescita e sta facendo rifiorire il nostro albero millenario.
Fossalta di Piave è un altro germoglio e molti altri ne seguiranno.

Partito Nasional Veneto
Web: www.pnveneto.org

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Appello ai Veneti liberi e forti: costruiamo la nostra indipendenza

lunedì, 24 novembre 2008
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Soffochiamo il mostro parassita costruendo assieme il Pnv e il sogno di libertà

È evidente a tutti che oramai ci troviamo in uno stato che sta per entrare in una grave crisi senza precedenti. Uno stato-colabrodo ben rappresentato da una classe dirigente bugiarda e truffaldina, che confonde ad arte la crisi finanziaria derivata dal quasi-crash sistemico di Wall Street, con la ben più preoccupante (per noi) crisi economica tutta italica. O meglio, è per noi ancor più grave la situazione, dato che è proprio la crisi finanziaria a togliere gran parte delle leve di deficit spending che i politicanti tricolori si sono abituati ad usare per decenni per conservare il loro potere clientelare e basato unicamente sull’assistenzialismo e sulla tutela monopolistica degli affari di stato, o delle grandi aziende private “para-statali”, le varie fiat, telecom, eni, enel, parmalat, alitalia, cai, trenitalia e schifezze varie che ci sorbiamo.
È però vana la speranza che sia semplicemente la crisi economico-finanziaria italiana a creare automaticamente le condizioni per un cambiamento politico. Basti vedere cosa succede all’Argentina, che passa indenne crisi che si consumano ogni decennio, senza cambiare il proprio regime politico corrotto e parassitario, salvo appunto distruggere il popolo la classe media che nel frattempo si erano ripresi col duro lavoro, riportandoli negli inferi della povertà.
Il sistema italiano, prevedendo ciò, si è già assestato su un nuovo equilibrio che ne faciliti la rigenerazione, come ci ha abituato dalla sua nascita, che più che altro assomiglia ad un autentico aborto burocratico che si ostina a voler vivere in modo artificiale, a nostre spese.
L’eutanasia dell’Italia è invece sempre più necessaria, l’alimentazione forzata attraverso le risorse venete va interrotta al più presto, per il nostro bene e per il bene di tutti i Popoli oppressi da un tricolore patrigno.
Dobbiamo quanto prima interrompere l’accanimento politico dei partiti che hanno saputo trasformarsi, cambiare simboli e slogan, equilibri e leggi elettorali, pur di non rinunciare al saccheggio del nostro lavoro, delle nostre risorse e, soprattutto della nostra buona fede veneta.
Noi Veneti, Popolo umile e lavoratore, siamo infatti abituati a pensare sempre bene, sempre in positivo, a concedere sempre fiducia ai nostri nemici supremi, i politici italiani, compresi quei Veneti gestori del potere in nome e per conto delle segreterie schiaviste dei partiti politici, presenti tanto nell’odiato parlamento, quanto nel consiglio regionale del Veneto. Mentre noi concediamo loro fiducia, questi maledetti ci avvelenano giorno dopo giorno, distruggendo tutto ciò che abbiamo saputo creare, da soli, senza aiuti, con il nostro ingegno, la nostra passione, la nostra fede: l’economia veneta, l’industria veneta, il lavoro veneto, i risparmi veneti, le scuole venete, la cultura veneta, la lingua veneta, gli ospedali veneti, l’ambiente veneto.

indipendenza xe felicità

indipendenza xe felicità

Ma dobbiamo essere ben consapevoli che in realtà l’Italia da sola non si suiciderà mai. Essa farà di tutto per continuare a vivere. Ed essendo uno stato parassita, potrà vivere solo nutrendosi delle nostre risorse e uccidendo noi Veneti, inconsapevoli e fiduciosi, lentamente, giorno dopo giorno.
Tutti i partiti politici sono nostri nemici, tutti nessuno escluso e più di tutti quella Lega Nord che è la valvola di sfogo dell’Italia per condurre tutto nel placido porto romano, dove si consuma il furto e il genocidio del Popolo Veneto. Ogni voto dato alla Lega nord corrisponde alla consegna della chiave ai ladri che vi entrano in casa di notte. L’unica differenza è che questi “ladri di voti” vi entrano in casa di giorno e con l’ausilio della legge. Se qualcuno avesse dei dubbi, basti pensare che l’Italia ha concesso loro il controllo del ministero dell’interno: non basta come cartina di tornasole?
Questo schifo letamico che si chiama politica italiana va assolutamente portato in discarica prima che distrugga quel poco che ancora non ha distrutto. Non illudiamoci di aver toccato il fondo, perché questi signori possono fare ancor di peggio, non hanno limiti e confini.
L’indipendenza come ben sappiamo è la sola via d’uscita per riprendere il nostro cammino, di Nazione Veneta che nella storia da millenni ha dato all’umanità una visione e una pratica di virtù uniche e insostituibili.
Ma l’indipendenza, cari Fratelli Veneti, uomini forti e liberi, si ottiene solo rafforzando lo strumento patriottico di liberazione della nostra Patria Veneta, il Partito Nasional Veneto: ecco perché ci serve l’aiuto di tutti i Veneti di buona volontà che hanno a cuore il proprio futuro loro e dei propri figli. E ci serve ora, perché domani dobbiamo essere pronti a fare rete contro la crisi politico-economica che sta per arrivare.
Abbandonate quindi ogni indugio e iscrivetevi subito al Pnv, concedeteci un piccolo aiuto, firmate le petizioni per l’indipendenza e fatele firmare ai Vostri amici. Ma soprattutto convicentevi e convincete tutti i Veneti che siamo l’unica e forse ultima speranza di libertà. W l’indipendenza!

 

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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