Bombe davanti alle scuole: l’unica salvezza è l’Indipendenza Veneta

Contro la strategia della tensione rafforziamo il nostro impegno legale, pacifico e democratico per l’indipendenza

Oggi non si può non pensare a quanto è avvenuto a Brindisi. Non si può ignorare la morte di una bambina di 16 anni, che va a scuola, mentre tre bombe esplodono stroncando la sua giovane vita piena di sogni che non potranno più realizzarsi e ferendo altri bambini.
Non sappiamo chi o quale organizzazione siano autori di questa strage che grida vendetta. Esprimiamo la nostra più totale solidarietà e vicinanza alle famiglie colpite e a tutta la popolazione di Brindisi e della Puglia.
Purtroppo però non possiamo ignorare che le bombe nelle banche, nelle città, nelle stazioni e oggi, in un crescendo angosciante, anche davanti alle scuole fanno parte della storia d’Italia.
Questo stato non merita più di continuare a vessarci anche per questo. Non possiamo sapere chi arma queste persone e chi ha armato altre persone che grazie alla violenza hanno fatto superare con abbrivi difficili momenti altrettanto critici a uno stato che oggi non ci pare azzardato sospettare di essere in grado anche di mettere bombe pur di sopravvivere al proprio fallimento, grazie alla sempre valida strategia della tensione.

Non è una nostra invenzione l’espressione “strage di stato”: è stata coniata dai giornali italiani, che in più occasioni l’hanno evocata per le tante, troppe vicende di questo tipo. Se guardiamo alla vicende d’Italia con gli occhiali della storia, purtroppo tale sospetto diventa certezza.

Indipendenza Veneta rifiuta tutto ciò e crede che l’unica speranza di eliminare la mala pianta del terrorismo eversivo in Italia ed evitare che continuino tante troppe vittime innocenti, oggi anche bambini, sia il percorso legale, pacifico e democratico per la nostra indipendenza.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

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