Pochi ricercatori in Veneto = perdita di competitività

Come annunciato ieri, continuiamo la pubblicazione di dati che mostrano l’altra faccia del problema Veneto.

Se infatti è a tutti arcinoto che esiste la gabbia italiana che ci impedisce di decidere il nostro futuro e di fare le politiche più opportune per la nostra nazione veneta (ma qui possiamo stare tranquilli perché B&B ci porteranno a casa il federalismo fiscale :- ) ), è altrettanto vero che l’attuale modello di sviluppo fatto proprio dalla classe dirigente in Regione Veneto non tiene conto delle esigenze di innovazione che aumentano il gap con gli stati a noi vicini.

Stati vicini che magari hanno conquistato l’indipendenza da poco, come la Slovenia, oppure che semplicemente sono più flessibili e capaci nel gestire il cambiamento. Anche perché, aggiungiamo noi, hanno una classe politica più preparata.

Il dato che riportiamo oggi (sempre da Eurostat) è il numero di ricercatori assunti rispetto al totale di tutti i dipendenti in tutti i settori. Dalla figura sotto riportata emerge che il Veneto è messo molto male, così come la Lombardia, rispetto magari al Friuli-Venezia Giulia, all’Emilia-Romagna, o al Piemonte. Questo trend va invertito, perché chi non ricerca non ha futuro. Per numero di ricercatori, apparteniamo all’Europa più vicina all’Africa.

L’indipendenza veneta ci permetterebbe di cambiare le scelte sulla Ricerca & Sviluppo, grazie anche al cambio di classe dirigente che ne conseguirà.

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