ITA attua misure protezionistiche che privilegiano Alitalia e mettono a rischio la sicurezza
Un terrorista imbarcato con la licenza di pesca, che viaggia da Treviso a Roma, potrebbe fare un attentato nella capitale di ITA sfuggendo ad ogni controllo di sicurezza sulla propria identità.
È questa una potenziale conseguenza dell’assurda condizione imposta dall’ENAC a RyanAir per aumentarne i costi operativi ed attuare in tal modo una misura di protezionismo economico verso Alitalia, la compagnia di bandiera trikolore che già tanti danni economici ha portato alla tasche dei Veneti.
Il Partito Nasional Veneto esprime con forza la propria solidarietà alla compagnia irlandese, oggetto di misure che causano tra l’altro un grave danno ai viaggiatori veneti sottoposti in tal modo alla scelta obbligata di utilizzare Alitalia, con aggravio di costi ingiustificato dal mercato.
Ufficio stampa PNV
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MI A SON VENETO E VOLO RYANAIR
I Veneti ringrasia chi che ghe gà dato le ali par volar in volta pal mondo.
Se spetaimo Alitalia staimo freschi!
— Canpagna de sensibilixasion contro i monopoli de stato o falsi-privati pagai coi schei dei veneti a cura del PARTITO NASIONAL VENETO – www.pnveneto.org
La stragrande maggioranza della gente non ha il tempo o la voglia di informarsi a dovere. Se va bene, si limita a leggere i titoli dei giornali o a guardare distrattamente i dubbi servizi del telegiornale. La stessa gente però molto probabilmente va a votare; basandosi quindi su una conoscenza che in verità è una non-conoscenza. Questo è uno dei limiti più grandi della democrazia: l’ignoranza dell’elettorato. Non parlo di ignoranza in termini dispregiativi, ma prendo solamente atto del fatto che la stragrande maggioranza della gente ignora riguardo temi economici, giuridici, culturali, ecc ecc. La stragrande maggioranza della gente vota pensando di sapere o vota direttamente di pancia. Ai politici quindi è richiesto più che altro un lavoro di marketing per restare al potere. Non importa se risolvono realmente un problema, l’importante è che sembri che l’abbiano risolto. Di sicuro c’è politico e politico, ma penso che la massima di Woody Allen (la moralità di un politico è un gradino sotto quella di un pedofilo) sia sempre da tenere ben presente.
Prendiamo per esempio questa nuova religione pagana, la religione della sicurezza totale. Ora vi dico una cosa: la sicurezza totale non esiste. Ossia, i politici possono fare tutte le leggi per la sicurezza che vogliono, ma la sicurezza totale che vogliono darvi a bere è un mito; non esiste e mai esisterà. Anzi, nel 90% dei casi, quando si muovono in favore della sicurezza, combinano un guaio. Prendiamo per esempio la nuova rutilante legge sulla sicurezza approvata ieri e concentriamoci sul suo aspetto che ha più fatto scandalo: le cosiddette ronde.
A mio avviso, questo è il classico esempio paradigmatico del male che può fare il legislatore quando si sveglia la mattina e decide che il mondo ha assoluto bisogno della sua infinita saggezza regolamentatrice. Prima della legge chiunque poteva andare in giro la notte con qualche amico a controllare il proprio quartiere e a segnalare alle forze dell’ordine eventuali casi; dal mio punto di vista non c’è niente di male in cittadini che partecipano alla sicurezza del proprio quartiere. “Ronde” di cittadini in quartieri problematici ce ne sono sempre state, mi viene in mente ad esempio un servizio che ho visto in tv qualche anno fa di semplici pensionati padovani (nessun rambo e nessun esaltato) che andavano in giro la notte e segnalavano ai poliziotti. Ad un certo punto però qualche leghista, pensando forse a come giustificare la propria esistenza politica (dato il bluff federalista), ha iniziato a sbraitare: “ronde! ci servono le ronde! rondeeee!“. Hanno così normato, e quindi statizzato e quindi resoappannaggio di amicio amici degli amici, una cosa che esisteva già. In pratica, hanno fatto solo un danno.
Alla stragrande maggioranza della gente però il messaggio che arriva è questo: i politici della Lega hanno creato le ronde, ora quindi siamo più sicuri, grazie Lega! Poco importa se a conti fatti non cambierà niente, la religione pagana della sicurezza acquista sempre più consenso e il marketing politico di gente che per giustificarsi deve inventarsene una nuova ogni giorno va avanti a vele spiegate. Le nostre città presentano alcuni aspetti problematici di sicurezza? Sì. La religione della sicurezza totale che fa terrorismo mediatico serve a qualcosa? No. Restiamo razionali. Usciamo di casa, viviamo i nostri paesi e le nostre città. Non cadiamo nella psicosi, non alimentiamo le nostre paure che, direttamente, alimentano il potere di quei politici che non hanno niente da dire, non hanno fatto niente e non ci servono a niente.
È rincasato proprio nel bel mezzo del furto. Senza esitazione si è scagliato contro il ladro che stava uscendo dal reparto notte, sferrandogli un pugno allo stomaco e tirandogli contro le bottiglie d’acqua che aveva appena acquistato. Il malvivente cadendo a terra è finito contro il muro.
Ma Aldo Tonetto, pensionato di 72 anni di Ormelle, ha dovuto arrendesi all’arrivo del complice che armato del cacciavite con il quale aveva scardinato la porta dell’appartamento, lo ha minacciato.
Il pensionato quindi non ha più reagito e i ladri si sono dati alla fuga portandosi via quello che erano riusciti a prendere: un paio di orecchini e un orologio.
«In trenta anni questo è il tredicesimo furto che subisco» – racconta il pensionato sconvolto e amareggiato.
«Ad inizio 2002 – racconta la moglie di Tonetto – al nostro arrivo a casa i ladri fuggirono calandosi dall’ampio terrazzo. Per alcuni mesi, per paura di trovarmi qualcuno in casa, prima di entrare suonavo il campanello, per scoraggiare chi eventualmente fosse dentro».
Il Veneto ha un’enorme potenziale economico, con grande ricchezza di risorse ambientali e una forza lavoro altamente competitiva.
Sono pochi i paesi al mondo che possono competere con la nostra capacità di inventare e lavorare e che hanno risorse ambientali pari alle nostre. Gli studenti veneti sono più istruiti e conoscono le lingue straniere meglio degli studenti italiani.
Abbiamo un settore enogastronomico di rilievo mondiale, università di grandi tradizioni che con le risorse che deriveranno dall’indipendenza potranno incrementare la loro potenzialità di ricerca e innovazioni.
I veneti hanno una reputazione mondiale per capacità economica, imprenditoriale, artistica e scientifica, seguendo una tradizione storica che tanto apporto ha dato all’umana civiltà.
Le nostre imprese si affermano nel mondo, il nostro potenziale turistico è di primaria importanza. L’aumento di risorse pubbliche nelle infrastrutture oggi carenti a causa del malgoverno italiano incrementerà ulteriormente la competività e la qualità di vita nel nostro paese.
I problemi odierni del Veneto non sono certamente la mancanza di risorse. Casomai è l’impiego delle stesse per controproducenti politiche di assistenzialismo al di fuori del Veneto.
I problemi odierni del Veneto sono una mala gestione dell’ambiente che per la propria tutela ha bisogno di maggiori leve decisionali locali che solo l’indipendenza può garantire.
Il Veneto inoltre vede invece negli ultimi tempi l’affacciarsi di fenomeni di povertà che negli ultimi trent’anni sembravanno scomparsi.
Il Veneto sta infine facendo i conti per la prima volta nella propria storia con il pericoloso incremento dell’insicurezza delle nostre città, dovuto a una pessima gestione italiana delle politiche immigratorie e ad un decadimento oramai irrecuperabile del costume giuridico italiano che vede prevalere le logiche di impunità delle azioni criminali.
Ecco perché il Veneto indipendente ci farà fare tornare finalmente nel novero dei Paesi civili, come sempre lo siamo stati nel corso della nostra millenaria storia di stato indipendente.