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Veneto Stato, No al nuovo statuto

Prima di tutto ringrazio Press News Veneto per avermi concesso la pubblicazione di questa mia lettera indirizzata a tutti i soci di Veneto Stato.

Per il 16 Dicembre è convocato il maggior consiglio, ovvero l’assemblea di tutti i soci, di Veneto Stato per deliberare su una nuova bozza di statuto presentata di recente.
Mentre qualche mozione, per ritoccare qualche articolo, fare qualche proposta, sarebbe stata una scelta ragionevole, presentare un’intero statuto sostitutivo mi pare un’atto grave perché implica in un certo qual modo la sfiducia verso tutto quello che era stato fatto fino ad allora.
Peraltro non mi è ben chiaro ma pare che l’iniziativa sia partita dal minor consiglio in essere, e se così fosse il fatto mi piacerebbe ancor meno.

Ma entro subito nel vivo della proposta, discutendo le prime due sezioni: le finalità ed i principi fondanti.
Cosa porta una persona ad aderire ad una organizzazione politica se non le finalità che essa si dà? Ed inoltre, la scelta di aderire a tale organizzazione politica non può prescindere dai principi fondanti. Toccare questi temi significa scuotere l’edificio dalle fondamenta, dalle ragioni profonde per cui uno ha scelto o meno di aderire ad una certa organizzazione politica.
Revisionare le fondamenta di un edificio dopo che lo si è costruito ha il sapore del grottesco.

Ma ecco i punti. Perché mai dovrebbe VS preoccuparsi di specificare nelle finalità che persegue l’Europa dei popoli e non solo degli stati? Non c’è abbastanza di che preoccuparsi di casa nostra da dover inserire questo nelle finalità? Se questo implicasse l’effettuare scelte politiche favorevoli alla formazioni di stati nazionali in Europa, quali ad esempio la Catalonia o la Scozia, non sarebbe sufficiente sostenerne l’azione politica promossa dal minor consiglio o dal segretario? Non c’è nulla che lo vieti nell’attuale statuto, che bisogno c’è di andarlo ad aggiungere in questa proposta?
Ma vengo ai principi fondanti. Qui si inseriscono dei paragrafi che alla meglio sono tautologici rispetto alle finalità e alla peggio sono uno stravolgimento degli stessi principi.

Nel paragrafo 1 si dice che la causa del popolo veneto viene prima degli interessi di VS e degli stessi aderenti. Una frase piena del nulla: cosa significhi ed implichi esattamente è tutto da capire. Unica cosa che si capisce è che qualcuno dovrà decidere quale siano gli interessi di questa causa, e quindi questo qualcuno potrà assumere tutta la violenza che vuole nel calpestare gli interessi (leggi volontà) delle persone aderenti. Si tratta di un capovolgimento a 180 gradi di quello che sono i principi fondanti dell’attuale statuto, che vede invece la Persona come individuo al centro, infatti qualsiasi modifica dello statuto deve passare per i 3/4 del voto dei soci, che ne sono i veri sovrani e sono ben tutelati nei loro diritti individuali dall’articolo 5. Chi infatti dice che qualcuno un giorno non dica che “l’interesse della Causa del popolo veneto” non sia quella di manipolare lo statuto senza ascoltare gli interessi dei singoli membri? A me pare che questo articolo sia gravido di possibili arroganze e prevaricazioni.

Nei paragrafi successivi ci sono cose che non centrano niente con i principi fondanti, ad esempio il secondo paragrafo dove si citano gli appartenenti al popolo veneto, che cosa centri con i principi fondanti proprio è incomprensibile. Per di più potrei obiettare che l’appartenente al popolo veneto potrebbe essere chiunque si dichiari tale. Stesso discorso vale per i confini geografici, che peraltro potrebbero creare non pochi problemi il giorno in cui questo partito diventasse abbastanza forte ma non abbastanza da poter contare veramente (leggi difendersi), poiché qualche forza straniera potrebbe preoccuparsi e qualche ente di spionaggio che attua crimini di stato potrebbe colpire. Ritengo stupido fare il passo più lungo della gamba, e questo denota scarsissima vista in politica diplomatica.
Anche le parole “dovere” usate nel terzultimo paragrafo sembrano partorite da un dirigista e per niente rispettoso dei diritti delle persone, ed entrano in contraddizione (il dovere di usare il più possibile la lingua veneta) con uno dei VERI principi fondanti che sono i diritti della persona, qui relegati negli artt. 4.1 e successivi, ed in particolare collide con l’art. 4.2 (nell’attuale statuto è l’art.5.2):
el refuda ogni forma de discriminasion rasial, etnica, lengoistega, de convinsion rełigioxa e sesista;

I Soci. I soci in origine dovevano essere i veri sovrani, e se già nello statuto esistente trovo discutibile la differenziazione tra socio ordinario e socio sostenitore (ma al limite comprensibile distinguendosi tra i due solo la fattiva attività nell’organizzazione), nella nuova proposta è assolutamente da rigettare.
Un socio che si iscrive è un socio. Punto. Si avrà il mese di tempo per accoglierlo o meno, ma una volta accolto non vedo perché debba restare nel limbo a discrezione di 4 gatti eletti al minor consiglio perché possa diventare attivo.
Pare che chi ha forgiato questo nuovo statuto sia preoccupato di avere troppi collaboratori, che invece scarseggiano!
E a leggere gli obblighi di non assegnare più di una carica ad una persona (carica… che parolona, in genere si tratta di dover fare del lavoro!) è semplicemente ridicolo visto il numero ancora basso di iscritti (che anche fossero migliaia sarebbe ancora poco).

In pratica tutta la pappardella degli articoli 6, 7 e 8 di questa proposta sono a mio parere da rigettare in blocco.

Non vado oltre, mi pare che questa proposta non meriti di essere accettata per diverse ragioni, tra cui quella di avere la pretesa di sostituire l’intero impianto statutario sul quale i soci esistenti dopotutto hanno fatto fede nello spendere le loro attività e la loro fiducia.

Affinché tale fiducia non venga meno, affinché sia confermata la necessità di assicurare a ciascun socio il suo diritto di esprimersi con il voto senza discrminazione alcuna, affinché si ribadisca proprio il ruolo dei soci quale entità fondante di questa orgnizzazione, io, quale socio ordinario, ti invito a partecipare alla assemblea del 16 Gennaio prossimo, nella stessa sede in cui venne fatta l’assemblea costituente, per votare NO a questa proposta.

Grazie!

Claudio Ghiotto

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