Archive for month: Febbraio, 2012

VENETO STATO ASSO PIGLIATUTTO

De Poli e gli altri politici italiani parlano dal bunker di Berlino, ops, di Roma

Nel cielo azzurro della politica veneta che si inizia ad intravedere sul gelido colpo di coda finale dell’inverno è nata una nuova stella.
Si chiama Veneto Stato.
C’è un bel dire dei politichetti locali da quattro soldi che oggi starnazzano in ritardo e in modo puerile, artefatto e disperato su un brindisi di Gentilini di 3-4 mesi fa, ma al vicesindaco di Treviso va riconosciuto un fiuto ben maggiore di molti altri.
Certo non è persona che può ricevere la tessera di Veneto Stato, perché pericolosamente balbetta di armi e violenza, anche se solo per alzare un ombra de vin per un brindisi, ma rispetto a molti altri ha visto in anticipo una cosa: Veneto Stato piace ai veneti.
Piace il nostro messaggio, piace il nostro progetto concreto e tutti capiscono bene che il Veneto Stato indipendente è l’unica soluzione che esiste per avere un futuro di dignità che come veneti ci meritiamo.
Gentilini l’ha capito subito, anche se non possiede ancora gli strumenti culturali per far proprio il percorso pacifico e legale di indipendenza del Veneto, altri amministratori locali se ne stanno velocemente accorgendo, come ha dimostrato il gentili(ni)ssimo sindaco di Resana Mazzorato che la settimana scorsa ci ha onorato del suo saluto e della sua presenza, durante l’ennesimo convegno con un enorme successo di pubblico.
Come ci ha fatto notare la bravissima Elena Durigon, coordinatrice di Veneto Stato Giovani, sembra invece non averlo ben capito il sindaco di Mogliano Veneto Azzolini, che l’altra sera si è trovato negli studi di Rete Veneta in uno splendido isolamento, sepolto dagli sms dei telespettatori e dagli interventi a favore di Veneto Stato, in primis del nostro straordinario Alessio Morosin.
Il povero Azzolini era l’unico a difendere lo stato italiano e le irrealistiche riforme federali (a parole) proposte vanamente dalla lega da ormai vent’anni.
La valanga del consenso di Veneto Stato si sta creando e non la ferma più nessuno. I più saggi tra i sindaci veneti lo stanno capendo e si stanno rapidamente avvicinando al progetto originale di indipendenza del Veneto concepito da Veneto Stato.
D’altro canto il fenomeno non è nuovo, nella storia contemporanea. Attraverso varie fasi è un processo già visto e del tutto naturale nell’epoca moderna che vede il fallimento uno dopo l’altro di tutti gli stati moloch, in particolare di quelli nati nel diciannovesimo secolo.

Le controstrategie da “bunker di Berlino” delle segreterie centrali dei partiti sono efimere e destinate all’insuccesso, come l’ultima ordita dal povero De Poli dell’udc, un residuato bellico della partitocrazia che pare vivere di parassitismo di contenuti altrui e che sguazza imperterrito negli agi e nei privilegi della casta impresentabile, al pari di tutti gli altri parlamentari italiani che rappresentano il simbolo dell’oppressione fiscale del Veneto: costoro non hanno speranza perché a loro resta solo l’ultima arma della menzogna con le gambe corte.

Gli strenui difensori del bunker dei privilegi italiani se lo mettano bene in testa: l’indipendenza del Veneto oramai è forse questioni di mesi e non più di anni!

Gianluca Busato
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VENETO STATO: PROPULSORE DI SVILUPPO

di Gianluca Panto

Nella situazione di attuale crisi economica l’implosione dello stato Italia appare un evento possibile ed anche se non avvenisse si preannunciano anni duri e di recessione.

Ciò dipende da alcune trasformazioni strutturali che hanno modificato il volto del tessuto economico produttivo e sociale e che obiettivamente non ci sembrano né comprese né oramai più gestibili da nessuno che sia seduto a Roma.

Questo è avvenuto certamente per i seguenti motivi:

  • la sempre maggiore penetrazione di nuove tecnologie nella produzione, con conseguente aumento di produttività dei macchinari e riduzione del numero di addetti umani;
  • ingresso dei paesi con economie a basso costo nelle filiere produttive e nel commercio internazionale e loro spostamento progressivo da bassa ad alta qualità della produzione fatta;
  • integrazione europea, libera circolazione di uomini mezzi e capitali, libera concorrenza tra stati, penalizzazione delle filiere più costose e meno efficienti;
  • migrazioni dovute ad un incremento demografico dei paesi in via di sviluppo non proporzionale al loro aumento di crescita economica.

In tale scenario diventa indispensabile un riposizionamento degli attori economici di tipo qualitativo, che prediliga catene di valore sempre più globali.

Con questa certezza risultano anacronistici gli attacchi alle recenti iniziative di internazionalizzazione per cittadini ed imprese portate avanti da Veneto Stato in Austria e Slovenia, in quanto oggi più che mai serve aprirsi al mondo per meglio interpretare questa nuova stagione di competizione mondiale.

Se nell’ultimo ventennio lo stato Italia non è stata la piattaforma ideale per lo sviluppo, il Veneto ha però sempre recitato la parte del Leone, ma ora paga la mancata capitalizzazione grande lavoro fatto, il cui valore non si è accumulato e non è oggi spendibile per superare la crisi, in quanto esso è già stato dilapidato altrove.
Ci fossimo tenuti i soldi, li avremmo investiti bene ed avremmo modo di gestire le difficoltà diversamente.
Invece abbiamo visto che il differenziale di risorse in tasse che noi paghiamo allo stato centrale è passato da 8 a 20 miliardi/anno, nel giro di un ventennio.
Cioè noi ci siamo sviluppati, ma l’incremento di PIL prodotto è stato drenato da una palla al piede sulla quale non abbiamo avuto nessuna possibilità di intervenire e che oggi più che mai si rivolta contro di noi, normalmente accusati di essere evasori fiscali.

A ben guardare dunque, oggi VENETO STATO è una stupenda opportunità, anzi è l’ultima possibilità rimasta per attivare da subito quelle politiche di riforma che sono assolutamente necessarie per garantire ai nostri figli un futuro di sviluppo, come ad esempio le seguenti: Read more

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Un oceano di indipendenza travolgerà chi rema contro il Veneto

Siamo leoni indomabili!

Ogni giorno che passa la forza del progetto pacifico e democratico di indipendenza del Veneto cresce in modo ormai inarrestabile. Oggi con una stupenda giornata di Sole, i soci di Veneto Stato a Castelfranco Veneto e Santa Maria di Sala hanno organizzato due banchetti per la raccolta di firme per l’indipendenza del Veneto e di promozione dei prossimi eventi pubblici programmati per il 10 febbraio a Resana e per il 16 febbraio a Scorzé.
La crescita impetuosa di Veneto Stato è testimoniata anche dal grottesco tentativo di alcuni disturbatori amici della lega nord che ormai non hanno altra scelta se non cercare di boicottare le nostre attività, come hanno fatto oggi a Castelfranco Veneto, dove sono andati ad urlare la loro rabbia impotente contro i nostri eroici soci che hanno sacrificato il loro tempo libero e la loro famiglia, contribuendo con un encomiabile sforzo di volontariato a fare sempre più grande il progetto di un Veneto indipendente. Ma chi sono questi poveretti così disperati da desiderare la distruzione di un sogno tanto grande e di un’attività così pure come il volontariato civico per un grande progetto politico per il nostro futuro? Costoro sono certamente persone senza idee e disperate e dobbiamo avere grande comprensione umana per il loro dramma che si consuma nell’invidia verso chi dimostra di avere la forza della saggezza, del buon senso e della responsabilità verso il destino del Veneto e si manifesta con minacce innocue e puerili di chi non ha un futuro e ormai neanche più un presente.
Brindiamo quindi a questa buona notizia: se costoro perdono tempo a cercare di impedire le nostre attività, significa che stiamo avendo un grande successo!
Niente e nessuno ci può fermare, tantomeno chi mangia e beve con i nostri soldi al parlamento romano senza far nulla, se non cercare di ostacolare che in Veneto cresca una nuova classe dirigente indipendentista. Questi sono così parassitariamente pasciuti che nulla possono contro chi si muove per costruire il proprio futuro di dignità.
Il loro sforzo è vano. Si lecchino pure le ferite dell’ennesimo pasticcio come il ricorso del governo italiano contro lo statuto della regione Veneto e dell’ennesima bruciante conferma che ogni riforma autonomista è un vicolo cieco senza speranza, condita con decenni di menzogne e false promesse costruite ad arte solo per andare in massa alla mangiatoia romana.
Il Veneto ha già deciso in cuor suo: la maggioranza assoluta degli elettori vuole l’indipendenza del Veneto Stato e il suo raggiungimento è questione di poco tempo.
La forza inarrestabile di Veneto Stato non teme i boicottatori e i parassiti, perché essa si muove grazie allo spirito vitale di chi ha concepito l’unico originale progetto concreto, pacifico e democratico di indipendenza del Veneto.

Noi siamo leoni indomabili!

Viva il Veneto Stato indipendente!

Gianluca Busato
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Il ricorso dell’Italia contro lo Statuto del Veneto è una bella notizia perché spiana la strada all’indipendenza

L’ennesimo fallimento degli inconcludenti autonomisti e federalisti sgombra il campo dalle menzogne della partitocrazia filoitaliana

Ieri il governo italiano ha presentato ricorso contro lo statuto approvato dal consiglio regionale del Veneto, contestando una norma relativa all’autonomia finanziaria. Ora a pronunciarsi sarà la corte costituzionale, quindi un altro organo dello stato centrale.
Il governatore del Veneto ha promesso una battaglia legale, ma intanto incassa la sconfitta della sua linea di trattative impossibili con l’Italia, mostro famelico affamato dei nostri soldi.
Con l’Italia non si può trattare e finalmente risulta chiaro a sempre più veneti, assieme a tutte le bugie dei politici veneti che per decenni ci hanno promesso mari e monti sotto i nomi variabili di autonomia, federalismo, devolution e altre chimere che nel tempo hanno lasciato lo spazio ad altre illusorie e impossibili riforme.
L’attuale classe dirigente veneta dopo decenni di fallimento e di promesse tradite oggi dovrebbe avere il coraggio di prendere una scelta non più rinviabile: ritirarsi a vita privata per inadeguatezza e vigliaccheria, oppure decidersi ad intraprendere l’unica strada possibile rimasta, che Veneto Stato ha tracciato in modo chiaro, seguendo l’esempio che viene dall’esperienza internazionale e che prevede da parte della giunta regionale l’indizione di un referendum per l’indipendenza, da tenersi sotto monitoraggio internazionale.
Diciamolo chiaramente, il momento storico è estremamente favorevole: il consenso dei veneti all’indipendenza del Veneto Stato è dimostrato, la reputazione internazionale dell’Italia nel contempo è ai minimi storici e non più recuperabile.
I politici veneti comincino a ragionare da statisti e provino a contattare le cancellerie europee ed internazionali per sondare la loro reazione all’ipotesi di un Veneto indipendente.
Scopriranno che il mondo non vede l’ora di disfarsi di un’Italia fallita e inaffidabile. Nel contempo potranno constatare come l’idea di un Veneto Stato indipendente susciti grande ammirazione, rispetto, aspettative e speranza.
Il Veneto gode di una reputazione enorme dovuta al suo successo economico e civico moderno come regione d’Europa e al ricordo ben vivo nelle diplomazie internazionali del prestigio e della gloria straordinaria che ha segnato l’età dell’oro dei veneti, sotto la Repubblica Serenissima di Venezia, che attraverso mutevoli forme che hanno anche abbracciato un territorio ben più ampio dell’attuale Veneto, ha rappresentato un’esperienza statuale e istituzionale che forse non ha confronti nel mondo e nella storia per durata e continuità.
I veneti di oggi sono un Popolo che gode del diritto precostituzionale di autodeterminazione, che ne ha esercitato la propria titolarità anche al momento dell’ingresso nell’attuale Italia unita e che si appresta a rinnovarne l’esercizio in tempi molto brevi.
La scelta obbligata per far sì che questi tempi siano i più brevi possibili è ora nelle mani degli attuali rappresentanti politici che siedono nel consiglio e nella giunta regionale del Veneto. Quello che hanno in mano è un cerino acceso che si spegnerà in un tempo più breve di quanto possano pensare e che è dettato dall’ineluttabile cammino della storia.
Prima che questo cerino si spenga nelle loro mani, assieme al consenso attorno alle loro persone, abbiano il coraggio e la responsabilità civica di indire il referendum per l’indipendenza che il Popolo Veneto chiede ormai a gran voce.
Se non lo faranno loro, lo faranno ben presto altri e nuovi rappresentanti politici veneti, ben determinati a perseguire il progetto legale, democratico e pacifico del Veneto Stato indipendente.

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Veneto Stato per salvarci dall’inferno fiscale

Oppressione fiscale nel mondo: Italia 170°, subito dietro alla Mauritania e appena davanti a Kyrgyz Republic e Algeria

È stato pubblicato di recente lo studio “Paying taxes 2012”, a cura dell’organizzazione Doing Business, che raffronta su scala globale i sistemi fiscali e le tassazioni in tutto il mondo.

Dallo studio emerge un dato che forse non è noto a molti e che rivela con la sua crudezza tutta la sua drammaticità.

Esso infatti riporta la classifica di 185 stati al mondo in tema di pressione fiscale sulle aziende.

L’Italia si colloca al 170° posto al mondo, subito dietro alla Mauritania e appena davanti a Kyrgyz Republic e Algeria.

Quando parliamo di Veneto oppresso da un autentico inferno fiscale facciamo quindi un semplice esercizio di tragico realismo.

Il 170° posto al mondo per libertà del sistema fiscale è dato da una tassazione totale che raggiunge il 68,5%, somma di un 22,8% medio di tasse sugli utili e di ben il 43,40% di tasse sul lavoro, cui si aggiunge un 2,3% di altre tasse. Tale situazione, oltre a portarci negli ultimi posti al mondo, ci relega ovviamente all’ultimo posto in Europa, come mostra la figura riportata.

Clicca per ingrandire

È quindi sorprendente rilevare come a fronte dell’assoluto degrado dei servizi pubblici offerti dallo stato italiano in decomposizione e della più sconvolgente tra le pressioni fiscali al mondo, i cittadini veneti e le proprie aziende in particolare continuino ad assolvere il loro dovere di pagatori di tasse, con una percentuale di evasione molto bassa, raffrontabile ai tassi di evasione degli stati scandinavi.

Come abbiamo visto in questi giorni, l’indipendenza del Veneto avverrà, con un percorso pacifico di diritto internazionale che non prevede il passaggio per Roma, incompetente a pronunciarsi in merito, dato che ogni stato è originato dalla sovranità dei propri cittadini. Un recente sondaggio commissionato da Veneto Stato e realizzato da MPS Marketing ha dimostrato in modo scientifico che la maggioranza assoluta degli elettori veneti vuole l’indipendenza del Veneto senza se e senza ma, anticipando un semplice passaggio istituzionale che sarà una naturale e ovvia conseguenza della volontà popolare e che porterà quindi uno straordinario surplus di risorse.

Tali risorse, oggi bruciate nel calderone inutile dello stato italiano marcio e fallito, allora potranno essere impiegate da un lato per diminuire l’oppressione fiscale attuale, magari portandoci (gradualmente per evitare fenomeni inflattivi) a una flat tax del 15% e dall’altro consentendo al Veneto Stato indipendente di fornire servizi ed infrastrutture di pubblica utilità, che oggi sono degradati se non del tutto assenti, e il cui sviluppo ci consentirebbe di vivere come cittadini di serie A e di mettere le nostre aziende in grado di competere nel mondo sempre più interconnesso.

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Il sondaggio sull’indipendenza del Veneto e i media

Il consenso a un Veneto Stato indipendente sconfigge la cappa di silenzio

Abbiamo visto in questi giorni alcuni tra i più importanti giornali internazionali dare grande rilievo ai recenti sondaggi sulla volontà di indipendenza che sta contagiando la maggioranza dei cittadini in molte regioni d’Europa che si apprestano a divenire stati indipendenti. Dal New York Times, al Periodico de Catalunya, al Sunday Express sono diverse le fonti che hanno messo in prima pagina in particolare i risultati del sondaggio che vede il 51% degli scozzesi e il 53,6% dei catalani favorevoli alla creazione di un nuovo stato scozzese e catalano.
Per quanto riguarda il Veneto, in cui a dire il vero tale sondaggio è stato condotto in anticipo di 7-10 giorni rispetto ai due citati, sono pochi i giornali che hanno deciso di dare rilievo alla notizia clamorosa che vede per la prima volta una maggioranza assoluta di elettori veneti certificata da un sondaggio scientifico favorevoli alla creazione di un Veneto Stato indipendente.
In realtà il tam-tam è corso grazie a un articolo de Il Gazzettino che da solo ha dato un minimo di rilevanza alla notizia.

La cappa di silenzio imbarazzato è indice di una situazione grave in tema di libertà di informazione, che attanaglia l’Italia e purtroppo anche il Veneto.
Come noto l’Italia è l’unico paese assieme alla Turchia ad essere classificato come “parzialmente libero” in Europa, all’81° posto al mondo, a pari merito con la Namibia, nella speciale classifica 2011 sulla libertà di stampa a cura di Freedom House.
La situazione della mancanza di libertà di stampa in Italia è resa ancor più grave dall’asservimento degli organi di informazione ai partiti, grazie al finanziamento pubblico che rende le imprese editoriali delle vere e proprie imprese assistite e succubi di organizzazioni parassitarie.
L’aspetto positivo in tutto ciò è che neanche con la cappa del controllo dell’informazione, l’Italia riesce a soffocare la volontà di indipendenza del Veneto.
Alla luce di ciò, possiamo ben dire quindi che il 2012 si è aperto con una grande svolta politica che per la prima volta ha spostato la discussione dal “se”, al “come” e al “quando” avverrà l’indipendenza, dato che la volontà dei cittadini è sovrana e ha reso la proclamazione del Veneto Stato indipendente solo una questione operativa.
Per accelerare tale processo e per far sì che avvenga in forma civica, credo sia un preciso dovere di ogni veneto l’appoggio e il rafforzamento di Veneto Stato.
Come? Beh, è semplice: per esempio, basta iscriversi on line. È semplice, economico e molto veloce, da questo link: Iscriviti.

E poi non dite che non ve l’avevamo detto 🙂

Gianluca Busato
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